giovedì 9 marzo 2017

Recensione Raw episodio 147 (19 febbraio 1996)

Recensione Raw 147
19 febbraio 1996 da Cincinnati (Ohio)
Durata show: 45:33
Rating: 3.1 (vs Nitro #25: 2.9)

Di ritorno da In Your House 6, è stato ufficializzato il main event di Wrestlemania XII: Bret Hart contro Shawn Michaels per la cintura mondiale WWF. Prima delle tre puntate registrate da Cincinnati.

WWF Intercontinental Title Match: Goldust (w/Marlena) (c) vs. Razor Ramon
Questa è una rivalità che dura da diversi mesi, e per qualche ragione Ramon usa la cintura per colpire il campione ma non viene squalificato. Il match è buono per la prima parte, dopo il ritorno dalla pubblicità ha perso il ritmo e non lo riprende più, tant’è che a un certo punto Goldust si allontana e si fa contare fuori, mantenendo la cintura. 6.5/10, ci sono buone dinamiche fra questi due lottatori, tendono a dar spunto a sfide buone, anche se qui la parte migliore è solo all’inizio.
Razor Ramon prende il microfono e dice di non volere la cintura di Goldust, ma il suo sedere (…), poi si rivolge a Roddy Piper e dice che non gli piacciono certe cose trasmesse in televisione, vuole un rematch contro Goldust in qualsiasi momento.

Undertaker emerge da una bara verticale, chiaro segnale che probabilmente dorme nelle bare quando non combatte ma in piedi.

Aldo Montoya e Barry Horowitz stanno per combattere in un match di coppia che non interessa a nessuno, ma Vader interviene e annienta entrambi.

Filmato sul ritorno imminente di Ultimate Warrior, atteso da molti fan, poi Bob Backlund viene visto a litigare con un fan sugli spalti mentre è in campagna presidenziale.

Marty Jannetty vs. The Ringmaster (w/Ted DiBiase)
Steve Austin riesce a farsi valere, sa come sfruttare queste sfide secondarie per mettere in mostra il suo talento, nonostante il pubblico silenzioso, nemmeno più preso da Jannetty. Ringmaster vince con la Sleeper Hold in pochi minuti, mentre viene già soprannominato più volte ‘Stone Cold’ per il suo carattere freddo. 6/10, vorrei dare di più ma l’arena è rimasta indifferente per tutto il tempo.

Promo di Mankind, seduto al buio con un topo in mano a riflettere sulla creazione dell’umanità e sulla sua. Grande talento per quei pochi secondi di discorso.

Viene annunciato un Handicap match per la prossima puntata di Raw, Yokozuna contro Owen Hart e British Bulldog.

Tatanka (w/Ted DiBiase) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Ancora Tatanka? In effetti era ritornato nel Royal Rumble match, ma è un ritorno a breve termine. Com’è prevedibile, pessima prestazione di Tatanka per un match brutto e lentissimo. Diesel interviene e ‘sequestra’ il cameraman per portarlo nel backstage dove distrugge la bara di Undertaker con il martello. Viene fatto passare come un attacco alla ‘casa’ di Undertaker, suvvia, questo è ridicolo! Nel frattempo The Phenom esce illeso da un Piledriver e chiude con il Tombstone Piledriver per la vittoria. 4.5/10, fra il segmento all’esterno del ring e la scarsa qualità della sfida, ci sono pochi elementi interessanti, pessimo main event che rovina una puntata fino a quel momento accettabile.

Video su Billionaire Ted con una falsa intervista, stavolta non è molto divertente.


Voto finale: 5.5/10, la costruzione di Undertaker contro Diesel assume dei toni assurdi, tornando in piena era gimmick con la storia della bara distrutta. I primi due match riescono bene, il main event è indecente, colpa di un Tatanka decisamente svogliato (che rimarrà ancora poco prima di un altro ritiro). Buone cose da Mankind e Vader ma c’è ben poco, non è una puntata che offre molti spunti e Goldust contro Razor Ramon non è decisivo.

mercoledì 8 marzo 2017

Recensione In Your House 6 (18 febbraio 1996)

Recensione In Your House 6: Rage in a Cage
18 febbraio 1996 da Louisville (Kentucky)
Durata show: 1:49:56

Ultimo pay per view prima di Wrestlemania XII, con McMahon e Lawler al tavolo di commento.

Razor Ramon vs. The 1-2-3 Kid (w/Ted DiBiase) [Cry Baby Match]
Sfida in cui bisogna umiliare lo sconfitto trattandolo come un neonato… non promette bene per uno di loro! Il match per la maggior parte è okay, la parte finale è veramente pessima per il povero Kid, che viene annientato con un tipo di commedia demenziale prima di subire la Razor’s Edge ed essere schienato dopo 12 minuti e 1 secondo. 7+/10, tutto okay se non si considera la fase umiliante, che non fa ridere, ma come match risulta godibile, con due lottatori che si conoscono bene.
Kid viene umiliato per tutto il post-match con accessori per neonati, e mi limito a dire questo, lasciandovi il piacere (probabilmente dispiacere) della scoperta per conto vostro. Non a caso, a breve Sean Waltman passerà in WCW.

The Dumpster promette vendetta nei confronti di HHH, che gli ha rasato i capelli, ma gli stanno già crescendo.

Duke Droese vs. Hunter Hearst Helmsley
Questa è ancora la fase in cui HHH si porta dietro la valletta, un esperimento durato poco, anche perché lei aggiunge ben poco alla personalità nobile del lottatore. Purtroppo c’è da annoiarsi qui, dura troppo per quello che c’è di valore, cioè ben poco. Hunter subisce per buona parte del tempo, ma è il finale a essere la parte peggiore, Duke porta il bidone della spazzatura sul ring, l’arbitro lo getta fuori ma il coperchio viene usato da HHH per colpire l’avversario e schienarlo in 9 minuti e 38 secondi. 5-/10, una fra le sconfitte più stupide di sempre in un match sotto la sufficienza ma non così atroce come potrei averlo fatto passare. È pur sempre il periodo in cui la federazione fa di tutto per far capire ai fan il talento di HHH.

Promo di Yokozuna, che dimostra di saper parlare l’inglese da un giorno all’altro.

The British Bulldog (w/Jim Cornette) vs. Yokozuna
La ribellione di Yokozuna a Jim Cornette è stata un po’ tirata per caso, forse nel momento sbagliato, o forse nel modo meno appropriato, tant’è che al pubblico non importa particolarmente di tifare per un lottatore che è stato anti-americano per il resto della carriera. Qualche minuto di battaglia con Yokozuna decisamente motivato e Bulldog che riesce a coprire le lacune nella lotta del rivale. Poi interviene Cornette che con la racchetta colpisce il suo ex cliente e lo fa vincere per squalifica dopo 5 minuti e 5 secondi. 5/10, non c’è molto da giudicare, la sfida viene interrotta presto ma entrambi i lottatori ne escono bene.
Vader interviene e salva Jim Cornette, attaccando Yokozuna mentre lui viene ammanettato e quindi dominato dalla fazione del manager. Vader insiste negli attacchi, mostrandosi pericoloso e spietato. Il segmento pare non finire più.

Goldust importuna un dipendente (maschio), accarezzandogli il petto mentre gli sussurra all’orecchio, e lui pare spaventato.

Lungo riepilogo sulla storia che ha visto Owen Hart trovarsi contro Shawn Michaels quando è collassato sul ring, prendendosi i meriti prima del suo ritorno alla lotta. Addirittura HBK ha messo in palio la title shot vinta alla Royal Rumble per affrontare un’ultima volta Owen.

WWF World Heavyweight Title #1 Contendership Match: Owen Hart (w/Jim Cornette) vs. Shawn Michaels
Si poteva capire già dalla card, questo è il match migliore dell’evento. Da prima ancora del suono della campanella Shawn Michaels è al pieno delle energie, e Owen Hart fa di tutto per apparire importante finché può. Non solo è un buon match, ma anche la fase finale è perfetta, con un Enzuigiri mancato di Owen e un Superkick immediato di HBK che lo porta a vincere per schienamento dopo 15 minuti e 57 secondi. 8+/10, il risultato non sorprende nessuno, ma è stata una grande sfida, dove ogni fase è ottima da seguire e non ci si annoia mai. Insomma, un ottimo modo per tenere impegnato Shawn Michaels prima della sua opportunità a Wrestlemania XII.

Roddy Piper, presidente in carica della federazione, si presenta per degli annunci. Il primo è che conferma Shawn Michaels nel main event di Wrestlemania XII contro il campione mondiale uscente dall’evento. Poi sancisce Vader contro Yokozuna sempre per lo stesso evento e avverte Jim Cornette che se Yokozuna sarà in grado di sconfiggere Vader, poi potrà affrontare anche il suo ex manager. Da notare il riferimento a ‘non temo alcun booker man’ che sembra una citazione all’uscita ormai leggendaria di Brian Pillman in WCW contro Kevin Sullivan della settimana precedente. Insomma, Piper trova sempre il modo di apparire controverso anche quando ha il potere.

WWF World Heavyweight Title: Bret Hart (c) vs. Diesel [Steel Cage Match]
Dall’atto finale della rivalità fra Hart e Diesel ci si potrebbe aspettare una degna conclusione, ma c’è da ricordarsi che si parla pur sempre di Kevin Nash, e che quando decide che quella è una sera ‘no’, allora non c’è nulla da fare. Grande impegno del canadese, mentre Diesel fa un match nella norma, stando attento a tenere il pubblico ostile nei suoi confronti visto il recente turn. Non è comunque un match pessimo, solo che non ha molte fasi interessanti. Nel finale, Diesel sta per evadere dalla gabbia, ma si apre un varco sul ring, proprio nella posizione dove si trovava lui, e da lì esce Undertaker, che lo trascina di sotto come nel più classico dei film horror, permettendo a Bret Hart di fuggire dalla gabbia in 19 minuti e 13 secondi. 6+/10, a parte una conclusione eccessiva e troppo teatrale, è stato un match pienamente sufficiente, almeno nelle intenzioni di Bret Hart, come sempre il primo a mettersi in gioco quando c’è da fare un match importante.

Diesel ritorna dalla fossa nel ring e fugge da Undertaker, poi i due si guardano, anche senza annunci è chiaro che saranno avversari a Wrestlemania.


Voto finale: 6/10, un evento sufficiente che svolge in pieno il suo dovere. Odio il termine ‘di transizione’, ma è quello che rappresenta un evento dove non succede nulla di importante ma tutto si muove nella giusta direzione… a parte l’umiliazione troppo pesante per 1-2-3 Kid, che pare abbia deciso proprio dopo questo match di andarsene, in effetti quello che ha subito durante e dopo il match era veramente eccessivo, roba che può stroncare una carriera. Dunque c’è un match spettacolare che è Owen Hart contro Shawn Michaels, più un match buono, 1-2-3 Kid contro Razor Ramon. L’apparizione finale di Undertaker è assurda, ma non c’è da sorprendersi, il lottatore è ancora gestito in piena fase gimmick da Deadman. Il resto gira attorno alla sufficienza. Sono quasi due ore che passano in fretta, non ci si accorge del tempo trascorso.

martedì 7 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 24 (12 febbraio 1996)

Recensione WCW Nitro 24
12 febbraio 1996 da Tampa (Florida)
Durata show: 47:54
Rating: 3.7 (nessun episodio di Raw)

Settimana senza concorrenza perché non c’è l’episodio settimanale di Raw, infatti gli ascolti si impennano arrivando vicino a quota 4 (una rarità per il ‘96). Si parte con il riassunto degli avvenimenti di Superbrawl, in particolare sui due main event nella gabbia.

Hugh Morrus vs. Randy Savage
Breve panoramica sui regni titolati di Savage in WCW fino a questo punto. Il primo è durato 31 giorni e lo ha visto in netta difficoltà, il secondo è durato 20 giorni ed è stato leggermente migliore, ed ha sempre perso la cintura contro Ric Flair. Credetemi se vi dico che i prossimi regni di Savage saranno anche peggiori e incredibilmente brevi, ma se ne parlerà più avanti. La sfida va quasi nettamente a favore di Macho Man, mentre Morrus che nelle settimane precedenti sembrava un innesto importante del Dungeon subisce il classico Flying Elbow Drop e viene sconfitto in 4 minuti e 52 secondi. 5/10, quasi uno squash, Savage continua a non essere al top della forma fisica e dopo nemmeno cinque minuti appare affaticato.
Savage annuncia a fine match che il suo obiettivo è Ric Flair.

“Mean” Gene intervista un pilota della NASCAR, nulla di interessante.

Loch Ness (w/Jimmy Hart) vs. Scotty Riggs
Debutto sul ring per il nuovo mostro del Dungeon of Doom, un bestione grasso e avanti con gli anni (sull’orlo dei 50) che domina la sfida senza affatto sorprendere (troppo simile ad altri lottatori della stessa squadra arrivati prima di lui), vincendo per schienamento in 1 minuto e 8 secondi. Su Riggs c’è poco da dire a questo punto della carriera. Squash.

Woman e Miss Elizabeth si presentano con Ric Flair, fresco di vittoria della cintura mondiale. Ha ottenuto tutto quello che desiderava e fa la sua camminata al fianco delle due manager.

WCW United States Heavyweight Title Match: Konnan (c) vs. Devon Storm
Buon match, Storm (il futuro Crowbar) assomiglia a Shawn Michaels nel look ma è più orientato a cercare lo spot spettacolare (addirittura ne prova uno con i gradoni d’acciaio) mentre Konnan è nel pieno della forma atletica, e si rifà della serata precedente dove ha avuto un match orrendo con One Man Gang. Sfida breve ma piena di ottime manovre atletiche, anche se il pubblico non pare particolarmente impressionato. Konnan vince per schienamento in 5 minuti e 19 secondi. 7+/10, manca un po’ di ritmo, ma l’esecuzione delle mosse è veramente piacevole da seguire. Come spesso accade a Nitro, ci sono dei match del genere che servono a mostrare stili di lotta diversi dalla norma.

Arn Anderson (w/Woman) vs. Hulk Hogan
Match normale fra una stella del Wrestling e un lottatore ben conosciuto e sempre affidabile. Ric Flair, Woman e Miss Elizabeth intervengono per fornire supporto a Double A, mentre il match vede il classico Super Hogan che resiste a tutto, addirittura applica la Figure 4 Leg Lock al rivale (la peggiore versione che ho mai visto eseguire della manovra) e Flair interviene. Invece della squalifica si va avanti e le due manager donne collaborano per aiutare Anderson a ottenere una vittoria sporca per schienamento dopo 9 minuti e 16 secondi, ma è una vera sorpresa. 6+/10, se mi avessero detto che Anderson avrebbe sconfitto Hogan con uno schienamento non ci avrei creduto.

Hulk Hogan fa piazza pulita e si vendica degli Horsemen, poi Randy Savage si unisce a lui. Poi Hogan ottiene un rematch da Arn Anderson, meglio per lui così potrà liberarsi da questa ‘disfatta’ sulla tabella di marcia, mentre Savage vuole un match per il titolo mondiale contro Ric Flair.

Voto finale: 5/10, tutto okay in una puntata senza particolari sforzi, d’altronde non c’è la concorrenza diretta di Raw, è una vittoria scontata che non spinge la WCW a inventarsi chissà quale mezzo per attirare spettatori. Schiera sul ring Randy Savage, Hulk Hogan e dà una grande possibilità ad Arn Anderson di prendersi una vittoria storica in carriera. Non manca nemmeno Ric Flair che è il campione mondiale, perciò ci sono tutti gli ingredienti per strappare un episodio accettabile, anche se ancora insufficiente, un po’ privo di mordente e con un solo match buono, ma fra due lottatori non molto conosciuti dal pubblico (Devon Storm era nuovo anche a me, prima apparizione a Nitro per lui).


Nitro, voto 5; Raw, niente puntata. Situazione inalterata nel punteggio.


Nitro 14 – Raw 6

lunedì 6 marzo 2017

Recensione WCW Superbrawl VI (11 febbraio 1996)

Recensione WCW Superbrawl VI (1996)
11 febbraio 1996 da Saint Petersburg (Florida)
Durata show: 2:45:52

Dusty Rhodes si aggiunge al tavolo di commento insieme a Tony Schiavone e Bobby Heenan.

The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock) [Falls Count Anywhere Tag Team Match]
Ammetto di odiare questi tentativi continui di provare a imitare lo stile di lotta ECW senza nemmeno comprenderlo. Sfida con zero psicologia dove si rompono tavoli, ci si picchia all’esterno del ring e si arriva a esagerare in modo goffo e scomposto, i Nasty Boys sono l’ombra di quei famosi match contro Cactus Jack, mentre i Public Enemy sicuramente non hanno nulla da guadagnare nel combattere in questo modo. I Nasty vincono dopo uno spot goffo come il resto del match in 7 minuti e 49 secondi. 3/10, apprezzo le sfide hardcore, ma se sono gestite in questo modo non offrono nulla allo spettatore. A qualcuno piacerà di sicuro, a me irrita perché nulla ha senso nella sfida.

Konnan si presenta da campione americano “unificato”, questa devo spiegarla perché è esterna alle storie di Nitro. Konnan era il ‘campione messicano’, un titolo fasullo, poi ha sfidato One Man Gang e gli ha portato via la cintura americana (e fra l’altro anche One Man Gang ha avuto le sue sfide lontane da Nitro). Perciò, la cintura è stata unificata.

WCW World Television Title Match: Johnny B. Badd (w/Kimberly) (c) vs. Diamond Dallas Page
Questa è una rivalità lunghissima che dura da tanti mesi. Si combatte non solo per la cintura ma anche per un incasso in denaro. Ormai Johnny e DDP si conoscono bene e la sfida guadagna molto da questa compatibilità sul ring come rivali. Tutto può succedere e ci sono tanti tentativi di schienamento, alla fine è Johnny a vincere con un Piledriver dopo 14 minuti e 59 secondi. 8-/10, un ottimo match, non è una sorpresa perché c’erano già state sfide di buon livello fra loro in passato. La cintura passerà in seguito a Lex Luger in un house show, poi riguadagnata subito dopo da Johnny, e infine di nuovo Lex Luger, tutto questo nel giro di un mese e lontano da Nitro, mentre Marc Mero lascia la WCW per raggiungere la WWF. Chiaramente è una grande perdita perché è stato uno fra i migliori lottatori come qualità sul ring e presa sul pubblico.

Intervista generica agli Harlem Heat, anche se ogni discorso di Booker T è sempre piacevole.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray)
Qui poteva uscire una sfida migliore, Sting è spesso in secondo piano e Luger è protagonista del suo team, anche se raramente c’è qualcosa che meriti di essere menzionato. Quattro lottatori e poca voglia di combattere, la sfida viene dilungata pure troppo per quello che offre, ed è il finale con l’interferenza dei Road Warriors a risultare decisiva. Loro intervengono per causare la vittoria di Lex Luger per schienamento dopo 11 minuti e 49 secondi, ma non per rispetto, solo perché vogliono vendicarsi della vittoria rubata a Nitro. 5-/10, match noioso, con pochi momenti interessanti. A volte Luger sa essere un buon lottatore, in casi come questo addormenta la sfida.

Breve intervista ai campioni di coppia dopo la vittoria, Sting ancora una volta non sa in che modi il suo compagno ottiene le vittorie.

WCW United States Heavyweight Title Match: Konnan (c) vs. The One Man Gang
Basta vedere questo match per capire perché One Man Gang è sempre stato tenuto lontano da Nitro. Sfida inguardabile, dove non succede niente ma i minuti passano comunque. Talmente il match è brutto che la regia si concentra sul pubblico, c’è il silenzio generale e l’unico momento valido è quando Konnan chiude per schienamento in 7 minuti e 27 secondi. 3/10, sotto il mio punteggio più basso standard (che è 4/10), proprio perché One Man Gang è stato atroce e pare che la WCW si sia accorta di avere un wrestler che non serve a nulla, perciò lo licenzierà a breve.

I Road Warriors blaterano ad alto volume nel backstage… le solite cose! Poi si ‘scusano’ con gli Harlem Heat per il loro intervento a sfavore.

Brian Pillman vs. Kevin Sullivan (w/Jimmy Hart) [I Respect You Strap Match]
“I Respect You, Booker Man”. Un minuto di sfida, poche parole per chiudere la carriera di Flyin’ Brian, le ha provate tutte per farsi cacciare, con questa ci è riuscito dopo 59 secondi. Addirittura Pillman mostra il dito medio al pubblico, qualcosa di assolutamente vietato all’epoca in WCW. 0/10, non previsto, però è stato un momento epico. Anni dopo è emerso che quello era un work organizzato da Pillman e Bischoff, ma le reazioni naturali degli altri partecipanti e il fatto che lui non sia più tornato in WCW fa pensare al contrario.

Arn Anderson vs. Kevin Sullivan (w/Jimmy Hart) [I Respect You Strap Match]
Con la vittoria inattesa, Sullivan rimane sul ring a guardare l’arbitro e viene improvvisata una sfida con Arn Anderson, sempre uno Strap match. Lo scontro non è particolarmente acceso e ci pensa Ric Flair a interromperlo dopo 3 minuti e 45 secondi in un No Contest, perché vuole l’alleanza fra Dungeon e Horsemen. 0/10, anche la seconda parte è indegna, match inutile improvvisato e concluso in un altro modo inaccettabile.
Flair sfrutta l’occasione per un discorso davanti alla telecamera in cui annuncia la fine dell’Hulkamania e che si prenderà la cintura mondiale da Macho Man, oltre a portargli via Miss Elizabeth.

Intervista a The Giant nel backstage.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
Luger cerca di evitare la sfida, passa più tempo sulla rampa a ritirarsi che sul ring, però ha diversi ripensamenti. Purtroppo è un altro match deludente, ci sono alcune fasi buone quando Sting è sul ring, ma risulta privo di mordente e con un finale che termina quando Animal e Luger si fanno contare fuori dal ring dopo 13 minuti e 55 secondi. 5.5/10, un’altra sfida che non raggiunge la sufficienza, dopo l’ottimo secondo match l’evento ha raggiunto un livello inaccettabile.

Promo carismatico di Ric Flair, con Woman al suo fianco. Poi è il turno di un’intervista a Randy Savage, un po’ strana ed esagerata.

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (w/Miss Elizabeth) (c) vs. Ric Flair (w/Woman) [Steel Cage Match]
Ci troviamo di fronte a un buon match per la cintura, il ritmo è lento e non particolarmente acceso, ma la psicologia della sfida è ottima, con diversi richiami alle sfide precedenti e con un ottimo utilizzo delle due manager all’esterno della gabbia. Il pubblico è diviso nel tifo, Flair riesce sempre a conquistare la gente anche da heel. A un certo punto viene suonata la campanella dopo uno schienamento da parte di Macho Man, ma è un errore (di quelli che confondono e non servono a niente), si prosegue ed è decisiva Miss Elizabeth, che passa la sua scarpa a Flair, con cui colpisce Savage alla testa per poi schienarlo dopo 19 minuti. Dopo il tradimento di Woman, arriva anche quello di Liz, e un’altra volta Savage perde la cintura contro Ric Flair, giunto al suo tredicesimo regno mondiale. 7+/10, un Ric Flair sanguinante nella gabbia (un classico) annienta un altro breve regno titolato di Randy Savage, in una sfida che ancora una volta è soltanto buona ma nulla più di questo. Le condizioni fisiche di Macho Man dal suo ritorno non sono mai state ottimali, ma ci sono stati dei buoni momenti nella sfida, purtroppo il turn di Elizabeth non ha quell’effetto sorpresa perché si era giocato sopra nella puntata precedente di Nitro e anche nel promo di Savage.
Hulk Hogan interviene come per dire ‘io l’avevo detto che non ci si poteva fidare di Elizabeth’, ma è il solito Hulkster, quello che non sbaglia mai e che se punta il dito contro una persona poi ha ragione, perciò invece di aiutare Savage si ritrova più a fare il perno morale. Addirittura lo vediamo impegnato in un’intervista nel backstage subito dopo il ‘salvataggio’. Il fulcro del discorso è che non importa se Savage ha perso, ci penserà lui a vendicarlo combattendo The Giant.

Hulk Hogan vs. The Giant (w/Jimmy Hart & Kevin Sullivan) [Steel Cage Match]
Hogan combatte con una ridicola benda all’occhio sinistro e il team di commento fa il possibile per far passare questa sfida nella gabbia come uno scontro titanico, ma… no, è più simile al Titanic, nel senso che fin dall’inizio la qualità comincia ad affondare senza più rialzarsi. Difficile dare colpe al gigante, che è ancora acerbo sul ring ma di un’agilità impressionante in questa fase iniziale della carriera. Siamo di fronte al tipico Super Hogan che esce da tutto ed è invincibile, nulla di strano ma una parte di me vuole pensare che questo è il ’96 e che Hulk è vicino al più grande cambiamento della sua carriera. Tutto va come previsto, Hogan esce dalla gabbia e vince in 15 minuti e 4 secondi. 5-/10, non è affatto un buon match e viene tirato per le lunghe, gli attacchi di Giant sembrano carezze ai danni di Hogan.

Interviene l’intero Dungeon of Doom, intervengono anche gli Horsemen ma cambia poco… Hogan sopravvive da solo a tutto e tutti e rimane a festeggiare il suo successo. Fra i lottatori del Dungeon c’è Loch Ness, il nuovo mostro (mostro… Loch Ness, che geniacci in WCW), che viene tenuto a freno.


Voto finale: 3.5/10, vorrei poter dare di più perché ci sono due match che mi sono piaciuti, in particolare Johnny B. Badd vs DDP è un’ottima sfida, di quelle che mi viene facile raccomandare, mentre anche Ric Flair contro Randy Savage ha svolto il suo scopo come sfida sul piano personale nella gabbia, con il quasi ovvio tradimento di Miss Elizabeth che non lascia la sorpresa desiderata ma ha senso e non pone domande (in realtà sono dell’idea che sia arrivato troppo presto, giocare sulle due manager diverse per qualche mese avrebbe portato a uno scenario diverso senza perdere lo status quo della coppia wrestler-manager più amata dai fan). Hulk Hogan contro The Giant è un main event terribile, ma almeno non tocca il fondo raggiunto dalla storia Brian Pillman – Arn Anderson – Kevin Sullivan. Lì fra imprevisti, colpi di testa di Pillman e un’incapacità generale di improvvisare è venuto fuori il peggiore polpettone possibile. Un match si conclude all’improvviso e ne ricomincia un altro solo per chiudersi per No Contest? Inoltre Konnan contro One Man Gang è un crimine contro i fan di Wrestling! Ci sono diversi risultati sporchi nell’evento, mentre il match iniziale può essere piacevole o terribile in base ai vostri gusti, nel mio caso non sono riuscito ad apprezzare un’imitazione mal riuscita dello stile ECW, senza capire a fondo perché avesse così successo (e non è una questione di utilizzo dei tavoli, quello non basta). Se Nitro è lo show migliore del lunedì sera, gli eventi in pay per view continuano ad avere problemi… e si avvicina l’infame Uncensored ’96, considerato fra i peggiori eventi di sempre!

sabato 4 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 23 (05 febbraio 1996)

Recensione WCW Nitro 23
05 febbraio 1996 da Lakeland (Florida)
Durata show: 54:54
Rating: 2.9 (vs Raw #146: 2.7)

Premessa: ultimamente sono aumentati i lettori del blog nonostante i miei ritardi frequenti nelle recensioni. Un saluto in particolare a Danilo, Francesco, Giorgio e Pierfrancesco che mi hanno contattato dandomi un parere positivo su queste recensioni. Detto questo, meglio procedere direttamente con la prima sfida dello show.

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (w/Miss Elizabeth & Woman) (c) vs. Chris Benoit
Un buon match, guidato per la maggior parte del tempo da Benoit, che gli dà un ritmo veloce e addirittura si sacrifica con un Suicide Dive folle che lo vede schiantarsi ad alta velocità all’esterno, praticamente a contatto con la transenna. Certe cose non si vedono tutti i giorni! Savage sta per vincere a fine match, ma interviene Ric Flair mentre Woman afferra la sua scarpa e tradisce Savage, causandogli una vittoria per squalifica in 8 minuti e 17 secondi. 8-/10, ottima partenza per lo show, un colpo di scena abbastanza inatteso e un’ottima prestazione dello sfidante.
Flair e Anderson inferiscono su Macho Man, mentre Hulk Hogan arriva armato di sedia, ma ormai è tardi, perciò se ne approfitta per farne un discorso generale contro Ric Flair, arrivando quasi ad accusare anche Miss Elizabeth (da notare i fischi del pubblico per l’Hulkster). Flair attacca alle spalle Hulk mentre arriva anche The Giant a colpirlo con la sedia. Elizabeth rimane a guardare, mentre Zodiac cerca di fermare il gigante (ancora una volta come perno morale del Dungeon of Doom), e torna Randy Savage a mettere in fuga tutti per proteggere Hogan. Anche Macho Man ora sospetta di Elizabeth.

Arn Anderson & Brian Pillman vs. Hugh Morrus & The Taskmaster
La situazione di Horsemen e Dungeon è complicata, Flair e Giant sono alleati, tutti gli altri sono in competizione fra loro. Morrus è uno dei Big Man che mi piacciono di meno, per fortuna la rivalità principale è fra Taskmaster e Pillman, e pare decisamente accesa, senza bisogno di fingere alcuna antipatia fra loro (per la cronaca la WWF potrebbe ringraziare Sullivan per la quantità di talenti che non lo sopportavano che hanno cambiato federazione). Arriva poi la squalifica dopo 7 minuti e 17 secondi quando Taskmaster eccede nelle scorrettezze. 4.5/10, non è un buon match, l’unica cosa che lo tiene acceso è Pillman contro Taskmaster, il resto non offre nulla.

Marcus Alexander Bagwell vs. Ric Flair (w/Woman)
Bagwell sta iniziando ad assumere il look per cui è diventato famoso e non quello generico da lowcarder. Ric Flair ha già con sé la nuova manager guadagnata nel match iniziale. La sfida purtroppo parte bene ma peggiora strada facendo, diventando abbastanza anonima (Bagwell ha ancora qualche difetto a gestire il ritmo di una sfida), poi Flair lo fa cedere con la Figure 4 Leg Lock in 7 minuti e 1 secondo. 6+/10, c’è del potenziale ma non è poi una grande sfida, si può dire che si inizia a intravedere in Bagwell un lottatore capace di tener testa ai migliori della federazione.
Macho Man arriva dopo la sfida a mettere in fuga il Nature Boy.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
C’è qualche problema nella qualità del filmato sul Network, comunque si riesce a comprendere un equilibrio generale e tante fasi a terra, pure troppe. Sicuramente non è la sfida che il pubblico avrebbe voluto vedere. Jimmy Hart interviene e permette a Luger di ottenere uno schienamento sporco in 8 minuti e 37 secondi. 5.5/10, niente di speciale, match nella norma.
I Road Warriors pretendono un match titolato per le cinture di coppia, viene fatto passare per un annuncio shock ma era prevedibile.

Voto finale: 6/10, puntata orientata al Wrestling lottato appena prima di Superbrawl. C’è un solo segmento al termine della prima sfida e dura parecchio. Lo show è partito benissimo, Macho Man contro Benoit è intenso, e lo sfidante non appare mai di livello inferiore al campione. Dopo Nitro comincia a peggiorare, senza ottenere altri picchi, ma la qualità dei match generalmente è accettabile. Delude un po’ la sfida fra i Road Warriors e Lex Luger & Sting. A sorpresa uno degli aspetti più interessanti è la rivalità fra Taskmaster e Brian Pillman.

Nitro, voto 6; Raw, voto: 8. Settimana nettamente a favore di Raw.


Nitro 14 – Raw 6

giovedì 2 marzo 2017

Recensione Raw episodio 146 (05 febbraio 1996)

Recensione Raw 146
05 febbraio 1996 da Stockton (California)
Durata show: 45:35
Rating: 2.7 (vs Nitro #23: 2.9)

Ultima puntata prima di In Your House 6, visto che il lunedì seguente non ci sarà Raw.

Diesel & Shawn Michaels vs. The British Bulldog & Yokozuna (w/Jim Cornette)
Sfida piena di energia, con tutti e quattro i lottatori coinvolti in momenti piacevoli da seguire, addirittura British Bulldog compie una manovra d’agilità per mostrare cos’è in grado di fare. I Two Dudes with Attitude funzionano bene come squadra e agiscono spesso insieme. Yokozuna viene gettato fuori dal ring con un Superkick e non riesce a rialzarsi in tempo, perciò Michaels e Diesel vincono per conteggio fuori. 8-/10, un match ottimo a sorpresa, era difficile avere aspettative invece tutti ci mettono parte del loro talento. Diesel è incredibilmente over con il pubblico.

A sfida conclusa, Jim Cornette insulta Yokozuna e lui lo spintona, concludendo questa alleanza.

Vignetta su Mankind, che riprende le tematiche della scorsa puntata con l’incidente al suo orecchio.

Hakushi vs. The 1-2-3 Kid (w/Ted DiBiase)
Questo match mi fa pensare che entrambi sono due fra i migliori talenti della federazione, ma presto l’avrebbero lasciata. Hakushi era ormai usato male, 1-2-3 Kid era in procinto di passare alla WCW per entrare in una storia importante. La qualità della sfida è ottima, Hakushi è spettacolare da vedere in azione. Kid vince grazie a un Double Underhook Superplex per schienamento. 8/10, un grande match, del tutto inatteso, che è un po’ il canto del cigno per Hakushi.

Gorilla Monsoon parla del suo infortunio subito da Vader e promuove Roddy Piper come suo sostituto prima del suo ritorno.

WWF World Heavyweight Title Match: Bret Hart (c) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Difesa del titolo prima di una sfida titolata annunciata per In Your House, chissà come può terminare! Diesel si aggiunge al tavolo di commento durante la sfida. Match lento, non particolarmente ricco di tensione, con una situazione di equilibrio. Diesel interviene quando Bret Hart è all’esterno per attaccarlo mentre l’arbitro è a terra, poi combatte con Undertaker. In parole povere si procede per il No Contest. 6/10, avrei voluto apprezzare di più la sfida, ma ha dei limiti evidenti.

Diesel connette con la Jacknife Powerbomb su Undertaker, ricevendo i primi fischi da questo pubblico, poi lo attacca di nuovo con la stessa mossa, e stavolta piovono fischi. Hart segue Diesel nel backstage durante la pausa pubblicitaria.

Si chiude con un segmento di Billionaire Ted, che passa sul piano economico e attacca duramente il milionario. Da notare che incredibilmente tutto quello passato sotto parodia è diventato il futuro della WCW tre anni dopo.


Voto finale: 8/10, sinceramente questa è la puntata di Raw che serviva, dopo due buoni episodi qui Raw conclude la serie di registrazioni con un’ottima puntata prima di In Your House 6. I tre match sono tutti buoni, con Hakushi e 1-2-3 Kid al meglio della forma fisica. Il pubblico è stato ottimo per tutti e tre gli episodi di fila, acceso per ogni azione o momento d’interesse, in particolare nei confronti di Diesel. Di sicuro, la ribellione di Yokozuna ai compagni e a Jim Cornette non era necessaria e forse non è stata costruita nel migliore dei modi ma è pur sempre un momento importante che arriva in questo episodio. Bret Hart contro Undertaker, per quanto prevedibile, risulta pur sempre un match che i fan vogliono vedere e il modo ideale di usare i lottatori di punta, non mandandoli contro avversari inferiori, ma scontrandosi fra di loro. E questo è il prodotto di una Monday Night War che costringe Raw a rinnovarsi, intensificando la concorrenza con Nitro.

mercoledì 1 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 22 (29 gennaio 1996)

Recensione WCW Nitro 22
29 gennaio 1996 da Canton (Ohio)
Durata show: 47:39
Rating: 2.8 (vs Raw #145: 2.4)

Serata che vede la cintura mondiale in palio fra il campione Randy Savage e The Giant.

Hulk Hogan vs. Ric Flair (w/Jimmy Hart)
Mentre tanti amano criticare Hogan, io mi diverto a trovare alcune espressioni facciali leggendarie da usare come copertina delle recensioni nella pagina Facebook. Hulk è incredibilmente espressivo e se in passato a volte c’era più tifo per Flair, qui il pubblico è tutto con Hogan. L’inserimento di Miss Elizabeth a bordo ring ha senso perché viene citato il ‘passato’ fra lei e Flair (la famosa storia con Savage in WWF). Ci sono tutti gli elementi classici dei due lottatori e questo rende il match godibile nonostante ogni mossa di Flair sembra non dare fastidi all’avversario. Hogan va per la chiusura classica, Big Boot, poi Atomic Leg Drop, ma Jimmy Hart prima e Arn Anderson dopo intervengono e il Nature Boy infila le dita negli occhi al rivale e questo lo porta a uno strano schienamento dopo 13 minuti. 7.5/10, un’ottima partenza per Nitro con un match esaltante in cui si vede l’Hulkster subire uno schienamento, anche se non penso che le dita negli occhi terrebbero una persona a terra. In ogni caso, la popolarità dei due lottatori è fondamentale e funziona bene nel loro confronto.
Hogan continua a soffrire per il dolore agli occhi e arriva pure Macho Man a preoccuparsi per lui.

The Faces Of Fear (Meng & The Barbarian) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
Mi aspettavo una sfida di pochi minuti, invece è un match di cartello, non tanto più breve di Hogan contro Flair. C’è attesa perché è il ritorno in squadra dei Road Warriors (o Legion of Doom come preferisce chiamarli il pubblico). I due team hanno una buona compatibilità, è uno scontro di potenza che intrattiene al meglio, anche se c’è qualche fase meno ispirata. Come prevedibile, i Road Warriors ottengono la vittoria per schienamento dopo 9 minuti e 6 secondi. 7/10, con il pubblico caldo, Animal e Hawk si inseriscono nuovamente nella divisione di coppia e lo fanno subito con impatto. Nota di menzione per l’ottimo team di Meng e Barbarian nonostante la sconfitta.

Confronto fra Taskmaster (con Hugh Morrus, nuova aggiunta del Dungeon of Doom) e Arn Anderson, ma tutto si sposta su Brian Pillman, che viene umiliato da Double A, che gli fa una predica che è anche una lezione di vita (e ho la sensazione che non sia solo una storia, ma un avvertimento), avvisandolo che non deve agire come un ragazzo ma come uno degli Horsemen. L’alleanza si rompe e quando Pillman viene attaccato dai rivali, Anderson lo salva e poi chiede un match contro il Dungeon of Doom.

Madusa vs. Sister Sherri
La storia qui è che Madusa ha rovinato e interrotto il matrimonio di Sherri con Col. Parker a Clash of the Champions 32, quindi la sfida è molto sentita. In un match come questo si vede che Sherri ha capacità da lottatrice ed è proprio lei a vincere per schienamento in 1 minuto e 48 secondi. 5+/10, lo voto più come segmento che come sfida, visto che è praticamente una rissa continua.
Madusa attacca subito Sherri alla fine del match e l’atterra, non finisce sicuramente qui.

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (c) vs. The Giant
Savage attacca il gigante alle spalle con la cintura mondiale, ci vogliono solo 28 secondi prima che l’arbitro chiami la squalifica. Non valutabile. Assurdo quando viene sponsorizzato un match e poi si rivela una farsa da 30 secondi.
La battaglia continua anche a sfida conclusa, Flair e Giant fanno squadra, ma Hulk Hogan interviene, bendato a un occhio e con una sedia, facendo fuori non solo i due lottatori ma anche una serie di lottatori a caso che interviene. Boato per Hogan da parte dei fan, mentre Ric Flair raggiunge la postazione di commento e lancia una sfida per Randy Savage, mentre The Giant sfida Hogan. Flair accenna di volere pure Elizabeth! Finale assurdo ed esagerato con Flair che fatica a prendere fiato.

Voto finale: 6.5/10, una puntata che cerca di esagerare, vuole dare tutto e vuole fare tutto. Hulk Hogan contro Ric Flair, Randy Savage contro The Giant (che purtroppo non è nemmeno un match), i Road Warriors, il rischio di split interno ai Four Horsemen e la fine dell’alleanza con il Dungeon of Doom (almeno in parte visto che Flair e Giant non hanno problemi fra loro). E non basta solo il ritorno di Miss Elizabeth come manager di Savage e Hogan, si aggiungono pure altre tre donne (tutte note manager e associate a wrestler). Per tutte queste ragioni, la puntata è più che sufficiente, ma piena di esagerazioni, tutto il segmento finale è qualcosa di incomprensibile e forzato, con Hogan ultra aggressivo dopo settimane in cui era tornato a essere ‘il solito eroe’. Roba atroce fra Madusa e Sister Sherri, una rivalità che non fa per nulla bene all’ex Alundra, che con il cambio di federazione sembra aver distrutto la sua carriera.


Nitro, voto 6.5; Raw, voto: 7. Buoni episodi, trovo Raw leggermente superiore.

Nitro 14 – Raw 5