venerdì 3 febbraio 2017

Recensione dell'episodio 19 di Nitro (08 gennaio 1996)

Recensione WCW Nitro 19
08 gennaio 1996 da Charleston (South Carolina)
Durata show: 53:44
Rating: 2.8 (vs Raw #142: 3.0)

A partire da questa recensione, sarò più sintetico per comodità personale (finora recensire mi ha portato a passare metà del tempo a guardare e metà a scrivere), sperando di poter in questo modo dimezzare i tempi e raggiungere più velocemente l’obiettivo prefissato. Detto questo, eviterò segmenti come “intervista del lottatore X che si dice pronto per il match da disputare”, specialmente quando durano 20-30 secondi e non aggiungono nulla. Ad esempio una cosa che non farò più è elencare la manovra di chiusura delle sfide, spiegando comunque il modo in cui termina il match e trasformando la ‘recensione’ dei match in opinioni più che una vera recensione.

Alex Wright vs. Chris Benoit (w/Brian Pillman)
Wright è stato sottovalutato, in questo match dimostra ancora una volta di essere un buon lottatore, anche se ovviamente spesso passa in secondo piano perché Benoit, Guerrero, Regal e Jerry Lynn sono dei fenomeni, talenti naturali. Brian Pillman aiuta Benoit dall’esterno, mentre Wright compie ben due voli fuori dal ring. Benoit vince per schienamento in 6 minuti e 40 secondi. 7.5/10, ottima performance di Wright nonostante la sconfitta.

Eddie Guerrero vs. Lord Steven Regal (w/Jeeves)
Solita abilità tecnica di Regal, con Guerrero che si trova in difficoltà e vince solo grazie a uno schienamento dal nulla dopo 8 minuti e 8 secondi. 7+/10, non ci sono grandi emozioni o momenti epici ma è una sfida solita, più che valida per Nitro anche grazie a una durata accettabile.

Sting e Lex Luger sono ospiti di “Mean” Gene sulla rampa, e Sting ha una domanda per Luger, riguardante cos’è successo dopo il match a Starrcade (quando Luger ha impedito a Sting di salire sul ring). Il Total Package spiega che non c’era nulla di male e poi entrambi rivelano che potrebbe formarsi un loro team per competere in squadra.

Diamond Dallas Page vs. Sting
DDP è ancora un lottatore immaturo e le sue fasi di dominio lo dimostrano, non riesce a tenere la sfida e si limita ad addormentarla, il pubblico è annoiato più che infastidito dal suo comportamento. Sting reagisce ma fa fatica a vincere, riuscendo a sottomettere l’avversario solo dopo diversi tentativi, chiudendo in 6 minuti e 20 secondi. 6.5/10, il carisma di Sting salva la sfida.

Hulk Hogan & Randy Savage vs. The Four Horsemen (Arn Anderson & Ric Flair)
Main event combattuto e con alcune buone fasi, con due squadre sicuramente di ottimo livello per intrattenere il pubblico. Nel finale Hulk Hogan chiude con la combinazione Big Boot – Atomic Leg Drop per la vittoria dopo 15 minuti. 7.5/10, è una sfida che non delude le aspettative e tutti i lottatori si impegnano, perfino Savage per una volta non ne esce debole (anche se il ruolo principale nel suo team è di Hogan).

Il Dungeon of Doom attacca Hulk Hogan e Randy Savage, The Giant infierisce ma Zodiac lo ferma per evitare il pestaggio, schierandosi ancora una volta dalla parte dei rivali in chiusura di show.

Voto finale: 7.5/10, uno show più orientato al Wrestling lottato che al resto, ma tutto pare scorrere bene anche senza nulla di veramente impressionante o momenti da ricordare. Lex Luger e Sting sembrano aver chiuso ogni possibile contrasto fra loro, mentre Hogan e Savage si prendono una vittoria utile sui Four Horsemen. Buoni match con Guerrero, Regal, Benoit e Wright. Insomma, tutto procede per il meglio e i lottatori più importanti compaiono nell’episodio o sono presenti sul ring.

Nitro, voto 7.5; Raw, voto: 4. Lezione di Wrestling da parte di Nitro in questa puntata nettamente superiore.


Nitro 14 – Raw 3

giovedì 2 febbraio 2017

Recensione Raw episodio 142 (08 gennaio 1996)

Recensione Raw 142
08 gennaio 1996 da Newark (Delaware)
Durata show: 46:07
Rating: 3.0 (vs Nitro #19: 2.8)

3 di rating è il punteggio maggiore finora collezionato durante la Monday Night War. La ragione principale è la ritrasmissione del match fra Bret Hart e British Bulldog di In Your House 5, okay, la stessa sfida se avete letto la recensione o visto l’evento.

Hakushi vs. Jeff Jarrett
Jarrett è appena rientrato ed è già il suo ultimo match a Raw prima di andarsene di nuovo dopo Royal Rumble ’96, uno fra i ritorni più a breve termine ed inefficaci di sempre (ma tornerà l’anno seguente). Hakushi appare atletico come sempre, senza però suscitare reazioni dal pubblico. Dopo una sua fase d’attacco, Jarrett gli applica la Figure 4 Leg Lock e lo fa cedere. 7-/10, un match quasi buono, che non ha particolare mordente.

Royal Rumble Report (esistono ancora?) con Jim Ross, che presenta il Royal Rumble match e c’è un breve video su Vader in attesa del suo debutto.

Ahmed Johnson vs. Jeff Brettler
Chissà se Raw ha ottenuto dei buoni ascolti grazie a questo match a senso unico. In circa un minuto, Johnson vince con la Pearl River Plunge. Squash.

Viene annunciato The Undertaker contro Isaac Yankem per il prossimo episodio di Raw, inoltre ci sarà anche Marty Jannetty contro Owen Hart.

Brother Love Show con ospite il Million Dollar Man, che presenta “The Ringmaster” (Steve Austin, ancora senza il suo nome e con i capelli cortissimi), a cui viene consegnata la cintura di Million Dollar Champion. Il Ringmaster annuncia che sarà presente nel Royal Rumble match e mostra già una predilezione per stare al microfono in un discorso abbastanza generico.

Aldo Montoya vs. Goldust
Montoya attacca per tutto il tempo ma Goldust riesce a stenderlo con una singola mossa, il suo Curtain Call (che il team di commento non sa definire chiamandolo ‘uh, oh, una mossa devastante’). 5/10, c’è ben poco da giudicare in un match breve che vede il vincitore eseguire una sola mossa.

Conferenza stampa in cui Shawn Michaels annuncia il suo ritorno alla lotta, partecipando al Royal Rumble match (di cui era stato vincitore l’anno precedente). Vari lottatori commentano il suo ritorno.

Viene riproposto l’intero match fra Bret Hart e British Bulldog di In Your House 5, rimando alla recensione se volete saperne di più. Hitman vince dopo una lunga sfida grazie a una culla e mantiene la cintura mondiale.

Breve promo di Paul Bearer e Undertaker in vista della sfida per il titolo mondiale a Royal Rumble. Si chiude con un altro segmento della serie Billionaire Ted, che ammetto di trovare divertente e politicamente scorretto come dovrebbe essere un segmento di concorrenza.


Voto finale: 4/10, il mio voto è dovuto al non avere interesse nel rivedere un match da pay per view che ho seguito durante la recensione (penso che sarebbe successo lo stesso a chi ha comprato l’evento ai tempi). Se seguite gli episodi di Raw saltando i pay per view, potete anche considerarlo un 6/10. Il debutto di Steve Austin nei panni del Ringmaster è in secondo piano, qualche parola al microfono e l’assegnazione della cintura di Million Dollar Champion senza una particolare ragione, visto che Ted DiBiase ha gestito diversi lottatori prima di lui. Fra i match, Jarrett contro Hakushi risulta il migliore, mentre gli altri due sono brevi e di basso profilo. C’è da dire che a differenza di altri show brutti, il ritmo è buono e non ci sono match noiosi da seguire.

mercoledì 1 febbraio 2017

Recensione Nitro episodio 18 (01 gennaio 1996)

Recensione WCW Nitro 18
01 gennaio 1996 da Atlanta (Georgia)
Durata show: 51:51
Rating: 2.5 (vs Raw #141: 2.6)

Primo evento del 1996, l’anno della vera svolta nella battaglia fra le due federazioni al lunedì sera. Raw come spesso accade vince negli ascolti, ma nel corso dell’anno sarà Nitro a guadagnare maggiore consensi e sarà un piacere da parte mia descrivere le dinamiche di questo consenso maggiore per la WCW. Starrcade 95 ha visto la fine del breve regno mondiale di Randy Savage e un nuovo regno di Ric Flair (il suo dodicesimo).

Arn Anderson vs. Randy Savage
Match lento e poco interessante, con Savage che subisce per quasi tutta la sfida. Nulla di entusiasmante, anzi, l’ho trovato pesante e con un finale poco ispirato in cui Macho Man strappa il tirapugni all’avversario e lo usa per assestare il danno che lo porta allo schienamento in 6 minuti e 55 secondi. Non c’è nemmeno l’Elbow Drop! 4.5/10, pessimo abbinamento e nessuna voglia di fare un buono scontro.
Benoit e Pillman si lamentano della conclusione ma l’arbitro non li ascolta.

Chris Benoit vs. Lord Steven Regal (w/Jeeves)
Tutto si basa sulla tecnica, ma non è abbastanza da superare la norma, considerati gli standard a cui hanno abituato i due lottatori. In particolare è il finale a risultare poco efficace. Benoit colpisce Regal con il Piledriver, lui esce all’esterno e il canadese decide di lanciarsi con un volo dalla terza corda, ma va a vuoto e basta questo a Regal per schienarlo quando è di nuovo sul ring dopo 5 minuti e 42 secondi. 6.5/10, più che sufficiente ma non è un match capace di coinvolgere, oltre a far uscire il membro degli Horsemen come ‘debole’.
Brian Pillman è furioso con Benoit per la sconfitta e gli dice che è stato mediocre e lui si difende dicendo che quella di Regal è stata fortuna. Pillman si scatena prendendo di mira Hogan, Savage e il Dungeon, ma Anderson cerca di riportarlo alla ragione ma arriva il Dungeon of Doom, praticamente i Four Horsemen hanno troppi nemici.

Lex Luger & Sting vs. The Super Assassins (Super Assassin #1 & Super Assassin #2) (w/Col. Robert Parker)
I Super Assassins sono Barbarian e Warlord con una maschera generica. Sting e Lex Luger hanno un ingresso separato. Il match ha una gestione strana perché i lottatori mascherati dominano quando Sting è sul ring, poi Luger prende il cambio e ne fa cedere uno di loro con la Torture Rack in 5 minuti e 52 secondi. 6-/10, strano vedere il più amato del pubblico che subisce in quel modo e il lottatore che di solito si prende i fischi trovarsi a ricevere il trattamento da dominatore. Inoltre, il finale del loro match di Starrcade dovrebbe portarli a un contrasto visto che Luger ha praticamente costato la sconfitta a Sting, ma non c’è alcuna menzione e va tutto per il meglio.

The Giant e Jimmy Hart minacciano Hulk Hogan in una rivalità che pare interminabile.

WCW World Heavyweight Title Match: Ric Flair (c) vs. Hulk Hogan
Hogan contro Flair stavolta raggiunge buoni livelli di carisma, sia per la cintura in palio che per una serata particolarmente ispirata per entrambi. Ci sono delle buone fasi anche se il match è breve. Il team di commento fa notare il supporto del pubblico per l’Hulkster ma in realtà è pieno di fan del Nature Boy. Hogan va per il Big Boot e atterra il rivale, ma Arn Anderson interviene e finisce per far squalificare Flair, che mantiene la cintura dopo 7 minuti e 55 secondi. 7/10, a sorpresa è questo il miglior match dello show, la tensione è ben gestita e sinceramente non avrei trovato impossibile vedere Hogan vincere subito la cintura contro il nuovo campione.

In una conclusione ormai tipica in WCW, interviene il Dungeon of Doom per attaccare Hogan e Randy Savage giunge a salvarlo. Zodiac cerca di fermare The Giant, impedendogli di aggredirli, come se volesse aiutare i suoi nemici. Viene poi lanciata una sfida per la prossima puntata, Hogan e Savage contro Arn Anderson e Ric Flair.

Voto finale: 5/10, un episodio che sembrava veramente pessimo prima del main event, forse comprensibile perché non penso che i lottatori avessero voglia di combattere il primo gennaio (so che è una motivazione all’apparenza stupida, ma un lavoratore può fare ragionamenti del genere). Flair contro Hogan mostra quanto sia sfruttata la difesa del titolo mondiale a Nitro, è già da diverse settimane che viene contesa nello show. Continua il periodo deludente di Randy Savage, che non fa mai la figura del wrestler vincente nei match anche quando poi riesce a vincere, è una gestione che non comprendo. Su quattro match, tutti e quattro i finali mi lasciano perplesso. C’è da dire che è una puntata ricca per quanto riguarda le storie, dai problemi interni degli Horsemen a quelli del Dungeon of Doom, perciò non me la sento di bocciare del tutto l’episodio, lo considero guardabile.

Nitro, voto 5; Raw, voto: 2. Non è la migliore combinazione di show per aprire il 1996, Nitro va un po’ meglio.


Nitro 13 – Raw 3

martedì 31 gennaio 2017

Recensione Raw episodio 141 (01 gennaio 1996)

Recensione Raw 141 – The Raw Bowl
01 gennaio 1996 da Newark (Delaware)
Durata show: 46:23
Rating: 2.6 (vs Nitro #18: 2.5)

Episodio speciale per aprire il 1996 (okay, registrato a dicembre ’95 come di consueto con il primo episodio dell’anno nuovo) con il Raw Bowl per le cinture di coppia. Tema festivo con cheerleader, orchestra e casacche da football, più un ring color verde campo di gioco.

WWF World Tag Team Title: The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn) (c) vs. Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) vs. Razor Ramon & Savio Vega vs. Sid & The 1-2-3 Kid (w/Ted DiBiase) [RAW Bowl Elimination Match]
Durante l’ingresso, Ramon riceve un regalo dal chauffeur personale di Goldust ma si infastidisce e lo attacca. La sfida fra squadre è ad eliminazione. La cosa più assurda non è tanto il trucco agli occhi dei lottatori, ma le casacche colorate con spalliere, a che servono nel Wrestling? Quando il Bad Guy sta dominando contro 1-2-3 Kid, il ragazzo chiama il Time-out, con l’arbitro che interrompe la sfida, ma arriva il Razor’s Edge. Nella confusione generale, Sid attacca Ramon e Kid riesce a schienarlo. Okay, ora non capisco più le regole della sfida! La seconda fase saliente vede Yokozuna pronto a schiacciare Billy Gunn con lo Splash dalla seconda corda, ma Bart lo toglie e ci fa cadere al suo posto Owen Hart, che viene schiacciato dal compagno, perciò Billy lo schiena e rimangono solo due team in gara. Nel finale Kid sta per chiudere su Billy Gunn ma Razor Ramon rientra e lo getta giù dalla terza corda, addosso a Sid, che viene schienato dai campioni di coppia, che dunque mantengono le cinture dopo oltre 20 minuti di match. 3/10, probabilmente una fra le idee originali organizzate nel modo peggiore, è il progenitore del Turmoil Tag Team match che si vedrà anni più avanti. La qualità dei lottatori non manca e ci sono anche delle fasi ben fatte, ma in generale è confusionaria e difficile da seguire, non è mai più stata riproposta.

Viene mostrata una buona porzione del match fra HHH e Henry Godwinn di In Your House 5, a sorpresa migliore di ogni aspettativa.

Ci sono un po’ di parodie su ex lottatori passati in WCW, da Hogan a Savage.

Diesel vs. King Mabel (w/Sir Mo)
Leggo ovunque che si considera il Casket match contro Undertaker l’ultimo match di Mabel, ma c’è da considerare sia questo a Raw che la partecipazione al Royal Rumble match, perciò no, è ancora presente. Per fortuna non si può nemmeno definire un match, Diesel sale sul ring, va per l’Irish Whip, Big Boot e poi chiude per schienamento in 8 secondi. Squash.
Diesel continua il suo assalto con una Jacknife Powerbomb su Mo, annientando entrambi i Men on a Mission.

Brooklyn Brawler consegna agli Smoking Gunns il trofeo Steve Lombardi (che è il suo nome) e loro lo distruggono, poi vengono svelati un po’ di partecipanti al Royal Rumble match (c’è pure Tatanka che era sparito da un po’ di tempo), oltre a Vader al suo debutto in WWF.

Primo appuntamento con lo sketch Billionaire Ted (parodia di Turner, il boss WCW), dove viene chiesto a Hulk e Macho Man di eseguire le mosse finali di Razor Ramon e Diesel, ma loro pensano di non poterle fare. Ironicamente entrambi passeranno a breve in WCW. Dite quello che volete ma mi ha strappato una risata.


Voto finale: 2/10, un episodio talmente brutto che non è stato aggiunto al WWE Network nonostante ci fosse tutto il resto, per poi essere aggiunto meno di un mese prima della mia recensione. Il tema sportivo dell’evento parodizza il football ma lo spettacolo non è divertente come dovrebbe ed è praticamente impossibile seguire il Raw Bowl cercando di capire il senso delle regole fra time-out, interruzioni e confusione con un arbitraggio impossibile. Recuperando i pay per view, diventa superfluo perdere altri 5 minuti abbondanti per vedere uno dei match dell’ultimo In Your House.

venerdì 27 gennaio 2017

Recensione NXT 124 (04 luglio 2012)

Recensione NXT 124
04 luglio 2012 da Full Sail University, Winter Park (Florida)
Durata show: 42:39
NXT 124 su WWE Network

Paige vs. Sofia Cortez
Senza voto. Si parte con un match femminile. Paige non è ancora al pieno della popolarità e a dominare buona parte della sfida è Sofia Cortez, che dopo 2 minuti e 24 secondi chiude con una DDT in salto. Impossibile giudicare una sfida così breve.

Camacho (w/Hunico) vs. Seth Rollins
Voto: 6+/10. Hunico è maggiormente conosciuto come il secondo Sin Cara, ruolo che ha tenuto per anni, Camacho è il Tanga Loa della NJPW. Camacho parte in vantaggio e Hunico lo aiuta, ma Rollins riesce a far sbagliare i tempi della loro collaborazione e connette con un Curb Stomp per andare a chiudere in 4 minuti e 35 secondi. Anche qui la durata è breve ma almeno emerge un match sensato, anche se si va sul classico con la fase di dominio dell’heel per poi avere la reazione del beniamino del pubblico. Rollins continua a vincere ed è sicuramente uno fra i lottatori di punta di NXT.

Arriva un attacco dopo il match da parte di Hunico e Camacho ai danni di Rollins, che non può far nulla e soccombe.

CJ Parker & Nick Rogers vs. Corey Graves & Jake Carter
Squash. Wow, tre match di fila senza segmenti in mezzo. Qui ci sono due team senza alcuna chimica di squadra, Cory Graves è il protagonista assoluto, la manovra conclusiva del suo team è di buon impatto e loro vincono in 2 minuti e 25 secondi.

Presentazione di Kassius Ohno (Chris Hero) via filmato, con il lottatore che dice di infliggere dolore agli avversari.

Kassius Ohno vs. Mike Dalton
Squash. Mike Dalton è Tyler Breeze con il vecchio nome, è facile riconoscerlo nonostante il taglio di capelli diverso. Ohno riesce a dominare facilmente e vince con il KO Shot, il Discus Elbow in 2 minuti e 33 secondi.
Il vincitore parla piano perché tutti possano sentirlo e ribadisce che lui mette KO la gente e che tutti quello che potranno dire è ‘Oh No’.

Nuova vignetta su Bray Wyatt, che continua con i suoi discorsi pieni di ispirazione che risultano pure inquietanti. C’è anche Luke Harper fra i lottatori lì presenti. Il debutto è previsto per la prossima puntata.

Derrick Bateman vs. Jinder Mahal
Voto: 5.5/10. C’è il tentativo di fare una sfida competitiva e Bateman si lancia pure all’esterno con un Suicide Dive. Il lottatore cerca di chiudere diverse volte, però Mahal riesce sempre a riprendersi ed è lui a vincere con la Camel Clutch, facendo cedere l’avversario in 4 minuti e 2 secondi. Non sufficiente, tuttavia si intravede un po’ di competizione in uno show ricco di sfide a senso unico.
Mahal infierisce su Bateman e gli applica un’altra Camel Clutch.

Bo Dallas, Seth Rollins & Tyson Kidd vs. Camacho, Hunico & Michael McGillicutty
Voto: 7-/10. Qui ci sono tutti i nomi principali che lo show vuole proporre nel 2012, in particolare spiccano Bo Dallas e Seth Rollins. Nel finale Tyson Kidd libera il ring con l’aiuto dei compagni e un tuffo all’esterno di Rollins. Kidd vorrebbe lanciarsi anche lui all’esterno ma McGillicutty (il nome più difficile da scrivere) vince con un Inverted Neckbreaker dopo 9 minuti e 52 secondi. Il migliore dei match serali ma non risulta nulla di imperdibile e il finale arriva dal nulla.


Voto finale: 4/10, è facile riconoscere il talento delle future stelle della federazione, ma proporre uno show del genere è controproducente, troppe sfide a senso unico e in generale del pessimo Wrestling. Il main event salva la situazione con un 3 contro 3 veloce e funzionale. Purtroppo lo show non riesce ad avere fascino al momento, nessuna personalità che emerge e sul piano del Wrestling lottato non c’è un solo match che valga la pena di recuperare. Il team di commento ha un approccio sportivo affascinante, decisamente diverso da come vengono commentati gli altri show settimanali. Si intravede che non è ancora ambizioso e quindi è uno show minore nel contenuto e nella forma, non c’è ancora il legame con il pubblico che poi ha reso così popolare NXT.

giovedì 26 gennaio 2017

Recensione WCW Starrcade 1995 (27 dicembre 1995)

Recensione WCW Starrcade 1995
27 dicembre 1995 da Nashville (Tennessee)
Durata show: 2:43:59

Edizione veramente particolare di Starrcade, i lottatori sono impegnati in uno scontro WCW contro Giappone/NJPW, mentre la stella principale, Hulk Hogan, non ha alcun match. Ho l’impressione che a volte la WCW si fosse dimenticata che Starrcade era l’evento di punta dell’anno, raramente negli anni ’90 è stato in grado di contrastare il prestigio di Wrestlemania.
Al tavolo di commento con Tony Schiavone e Bobby Heenan c’è Dusty Rhodes, che predice la vittoria della cintura mondiale da parte di Ric Flair. Considerata la natura competitiva dell’evento, e le interviste mirate ai rispettivi match, non le descriverò perché finirei per diventare ripetitivo “wrestler 1 parla di wrestler 2 e del torneo”. Faccio una menzione particolare per Sting che parla di Luger come amico-rivale con un carisma immenso, per me lui era il volto della WCW proprio grazie a promo del genere.

Chris Benoit vs. Jushin Thunder Liger (w/Sonny Onoo) [World Cup Of Wrestling Match #1]
Si parte con una grande sfida, inevitabile quando ci sono due lottatori così abili, fra i migliori al mondo. Ci sono tutti gli ingredienti per qualcosa di spettacolare tranne il finale. Dopo voli all’esterno e manovre sia tecniche che d’agilità, interviene Kevin Sullivan a causare una distrazione al canadese (il suo obiettivo è Brian Pillman, ma causa comunque problemi a un altro membro degli Horsemen), così Liger chiude con un Roll-up e ottiene la vittoria in 10 minuti e 29 secondi. WCW 0; NJPW 1. 8-/10, il finale distrugge una sfida fino a quel momento ottima, seppure non abbastanza lunga da garantire uno spettacolo maggiore. Un ottimo abbinamento, ma la conclusione riesce a cancellare in parte quanto è stato fatto prima di quel momento.

IWGP Junior Heavyweight Title: Koji Kanemoto (w/Sonny Onoo) (c) vs. Alex Wright [World Cup Of Wrestling Match #2]
C’è la cintura in palio e per quanto mi riguarda Wright è del tutto degno di competere, incredibile talento spesso utilizzato male, oltre a essere molto giovane. Penso che Wright sia uno di quei nomi che hanno avuto troppa sfortuna a trovarsi nei posti giusti al momento sbagliato. Kanemoto è bravissimo, la sfida ha di tutto, Moonsault, Somersault, Suplex di ogni tipo e altre manovre atletiche, è una grande sfida che si chiude con un Roll-up del campione dopo 11 minuti e 30 secondi. WCW 0; NJPW 2. 8/10, grande performance dei due lottatori, lo trovo superiore al match precedente anche grazie a una conclusione più marcata.

Lex Luger (w/Jimmy Hart) vs. Masahiro Chono (w/Sonny Onoo) [World Cup Of Wrestling Match #3]
Il match poteva essere promettente perché Chono è considerato uno specialista della STF, ma non è una sfida che punta sul confronto fra manovre di sottomissione, non c’è nulla a caratterizzarla e si conclude troppo in fretta quando Luger fa cedere l’avversario con la Torture Rack in 6 minuti e 41 secondi. WCW 1; NJPW 2. 6/10, priva di ogni emozione, c’è da dire che in parte mi ha ricordato almeno il lato migliore di Luger che non si vedeva da anni quando ancora disputava dei buoni match.

Johnny B. Badd (w/Kimberly) vs. Masa Saito (w/Sonny Onoo) [World Cup Of Wrestling Match #4]
Saito è l’inventore del Saito Suplex, e come potete immaginare è già over 50 ai tempi della sfida, non al pieno della forma fisica. Kimberly insulta Onoo dicendogli che se una donna non può stare a bordo ring allora nemmeno lui dovrebbe essere lì, poi la sfida in sé non è di sicuro il miglior match per Johnny, o per Saito. Ci sono colpi durissimi del giapponese, ma la sfida non inizia mai a entrare nel vivo. Saito getta Johnny oltre la terza corda, che equivale ancora a una squalifica, e perciò Johnny vince in 5 minuti e 52 secondi. WCW 2; NJPW; 2. 5/10, deludente, non ai livelli di quello che poteva uscire fra Johnny e un Junior Heavyweight, purtroppo non è stato il migliore degli abbinamenti.

Eddie Guerrero vs. Shinjiro Otani (w/Sonny Onoo) [World Cup Of Wrestling Match #5]
Questo è il mio match preferito del torneo perché la qualità è elevata e si può assistere al migliore Eddie Guerrero in circolazione, oltre a una sfida perfetta di Otani. Grande confronto, penso uno fra i pochi del torneo veramente capace di coinvolgere il pubblico (totalmente disinteressato al resto). Simile al secondo match, anche qui la qualità del Wrestling lottato è spettacolare. Si chiude con una serie di Roll-up veloci e alternati, che viene vinta da Otani che ottiene lo schienamento vincente dopo 13 minuti e 43 secondi. WCW 2; NJPW 3. 8.5/10, sicuramente uno di quei match riusciti che riesce a catturare l’atmosfera (erroneamente vista dal pubblico come USA contro Giappone, una visione sbagliata e non voluta dalla WCW).

Randy Savage vs. Hiroyoshi Tenzan (w/Sonny Onoo) [World Cup Of Wrestling Match #6]
Un altro match deludente in questa fase di Savage da campione WCW, in cui per tutta la sfida lui sta a subire le mosse dell’avversario per poi scatenarsi in una reazione finale che lo porta a vincere con il Flying Elbow Drop in 6 minuti e 55 secondi. Completamente privo di mordente. WCW 3; NJPW 3. 4/10, il peggiore match del torneo, e nemmeno stavolta Macho Man ne esce bene, sembra in pessime condizioni fisiche.

Kensuke Sasaki (w/Sonny Onoo) vs. Sting [World Cup Of Wrestling Match #7]
Penso che sia la finale più prevedibile di sempre, siccome sappiamo tutti che la WCW non può perdere in casa contro una federazione giapponese (più prestigiosa e storica, ma conta ben poco). Spetta a Sting il ruolo dell’ultimo eroe, e stavolta si trasforma davvero in una sfida patriottica. C’è un po’ d’azione ma non è uno fra i match migliori, nonostante il carisma di Sting e un avversario già conosciuto perché al tempo dello show detiene la cintura americana. Sting vince con la Scorpion Death Lock per sottomissione in 6 minuti e 52 secondi. 7+/10, non è una finale lunga ma comprendo che l’obiettivo era di far tenere il fiato a Sting per poi fargli affrontare una sfida ancora più importante pochi minuti dopo. Infatti il torneo altro non è che un riempitivo per l’unico match atteso dai fan (ma facile da valutare in positivo ad anni di distanza).

WCW World Heavyweight Title #1 Contendership: Lex Luger vs. Ric Flair vs. Sting [Triangle Match]
Qui c’è tutto quello che serviva per creare lo scontro più atteso, capace di mettere in lotta i tre wrestler con maggiore storia. Luger e Sting amici ma rivali, Flair praticamente nemico di tutti, è tutto ben giocato anche se si tratta di un match lento nell’esecuzione, con tante fasi in cui tutto è fermo. Per me è accettabile e anzi certe volte questa lentezza è ripagata dalla tensione, c’è un solo problema ed è un finale che al giorno d’oggi farebbe scappare il pubblico dell’arena. Ric Flair rimane l’unico sul ring, Sting si rialza ma Luger lo blocca, ed entrambi vengono contati fuori. Il conteggio fuori in un match a tre probabilmente non è mai stato più proposto perché non ha alcun senso, mentre Luger non trattenendo Sting avrebbe permesso di mandare avanti la sfida, in pratica tutto ciò non ha senso e rovina il finale di un match che poteva fare la storia della federazione (e in parte comunque la fa lo stesso). Flair vince per conteggio fuori in 28 minuti e 3 secondi. 7.5/10, non posso dare di più per le osservazioni fatte in precedenza, ma di sicuro è una sfida che regala buoni momenti, e Ric Flair si mantiene ai livelli che ci aspetta da lui.

Jimmy Hart passa da Luger a Flair per essere parte di chi punta a vincere la cintura.

WCW World Heavyweight Title: Randy Savage (c) vs. Ric Flair (w/Jimmy Hart)
Lo scontro a Nitro è stato deludente, e qui va un po’ meglio anche se non è quel Flair contro Savage che poteva diventare leggendario. Il Nature Boy combatte bene anche da stanco, Macho Man continua ad apparire affaticato, d’altronde dopo il suo ritiro anni prima non ha mai mostrato di aver ottenuto la giusta forma fisica. Però, è uno scontro fra lottatori di punta e comunque ha il suo fascino. Intervengono gli Horseman e Jimmy Hart, portando Savage a essere colpito dal tirapugni di Arn Anderson per il colpo da KO. Flair va a schienarlo in 8 minuti e 41 secondi e diventa il nuovo campione mondiale per la dodicesima volta in carriera. 7/10, non è una sfida da sogno e il risultato è determinato dalle interferenze esterne, ma è un punto di svolta nell’evento più importante dell’anno. Il regno di Savage si chiude in modo mediocre senza mai dargli una sola chance di esprimersi come campione.
Flair festeggia la vittoria della cintura per chiudere l’ultimo evento annuale.


Voto finale: 7/10, è difficile valutare questo Starrcade, se si guarda l’intrattenimento e lo spirito interno della federazione il voto dovrebbe essere molto più basso, ma quasi un’intera ora viene spesa nella battaglia fra i quattro lottatori simbolo della WCW a parte Hulk Hogan (del tutto fuori dall’evento). Il torneo è facile da apprezzare se si guarda alla qualità dei match, posso dire che i fan dell’arena non avevano interesse e il loro umore è cambiato verso la fine, purtroppo è brutto vedere grande qualità con zero reazioni dell’arena, ma non è la prima né l’ultima volta che questo succede. Ric Flair e Sting sono stati perfetti e capaci di trasmettere emozioni, Lex Luger e Randy Savage un po’ meno, ma si sono meritati quell’opportunità. Sul torneo, è qualcosa di atipico e mai più riproposto, perciò può risultare interessante. Dipende da quanto preferite la qualità del lottato alla qualità delle storie, e questo determina il voto. Sicuramente non è stato costruito a dovere, però so di aver dato dei voti buoni per la maggior parte dei match e questo vuol dire che mi sono divertito a seguirlo.

mercoledì 25 gennaio 2017

Recensione Nitro episodio 17 (25 dicembre 1995)

Recensione WCW Nitro 17
25 dicembre 1995 da Augusta (Georgia)
Durata show: 52:37
Rating: 2.5 (nessun episodio di Raw)

Puntata registrata, siccome viene trasmessa a Natale, senza la concorrenza di Raw.

Lex Luger (w/Jimmy Hart) vs. Scotty Riggs
Viene ripetuta per la seconda settimana di fila l’idea di dare a Luger (e a Sting e Flair) un match prima di Starrcade, qui si va a senso logico perché Riggs è il partner di Bagwell che ha affrontato il Total Package nell’episodio precedente. Il problema di Riggs è che mantiene così poco carisma che quando Luger chiama la Torture Rack il pubblico esplode in un boato, e poi festeggia anche dopo la sua vittoria per sottomissione dopo 6 minuti e 23 secondi. 6/10, match migliore di quello contro Bagwell, Riggs è stato un buon avversario per il Total Package.

“Mean” Gene chiede a Sting il suo parere su Luger e lui insiste che lo considera un amico e che cerca di riportarlo dal lato ‘giusto’, che non si accorge di quello che sta facendo agli altri. Poi si rivolge ai talenti della NJPW e dice che negli USA si accorgeranno chi sono i migliori (in pratica promuove le star della WCW).

Big Bubba Rogers vs. Sting
Sting era presente sulla rampa nell’intervista, è rientrato nel backstage per fare il suo ingresso. Raramente ho visto questa situazione a così poco tempo di distanza. Rogers pare farsi male nella parte iniziale della sfida e prende tempo per riprendersi. Il team di commento fa un buon lavoro nel descrivere la situazione di Sting, che ha più difficoltà del previsto contro l’avversario (con cui ha avuto parecchi match in passato, sono ancora rivali), e si approfitta di una distrazione di Big Bubba per schienarlo con un Inside Cradle in 5 minuti e 15 secondi. 7-/10, buona sfida nonostante la breve durata, Rogers risulta sempre un avversario credibile e costringe Sting a vincere d’ingegno invece che con una manovra finale.

Lex Luger parla del suo match contro Sting e Ric Flair a Starrcade, si considera il campione non coronato della federazione e vuole perciò guadagnare la cintura. Jimmy Hart si prepara a parlare, ma viene interrotto da Craig Pittman, che vuole essere gestito da lui come manager. Hart gli fa togliere la camicia e gli fa notare che il suo fisico non è degno di quello del Total Package, rifiutando di gestirlo.

Dean Malenko vs. Mr. JL
Spetta spesso a lottatori come Malenko e Lynn fare i migliori match di uno show con pochi minuti a disposizione, e di solito ci riescono. Qui c’è di tutto, tecnica, agilità, un volo all’esterno e qualche colpo duro, tutto condensato nel minor tempo possibile. È un impegno apprezzabile. Malenko stordisce l’avversario con un Backbreaker dalla terza corda e poi lo fa cedere con la Malenko Leg Lock in 3 minuti e 43 secondi. 7+/10, troppo poco tempo per appassionare gli spettatori, ma abbastanza per far valere le qualità dei due lottatori.

Ric Flair viene intervistato, ma Jimmy Hart lo interrompe e si scusa per l’intervento del “Taskmaster” Kevin Sullivan della scorsa puntata. Hart insiste per essere a bordo ring per offrirgli assistenza e il Nature Boy accetta (strano perché poco prima ha detto di essere dalla parte di Lex Luger, dovrebbe aver capito il gioco ‘sporco’ del manager).

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (c) vs. Ric Flair (w/Jimmy Hart)
Savage ha una fasciatura vistosa al braccio e come nel match precedente (registrato la stessa sera di questo) non appare in buona forma fisica. Siamo lontani dal classico Flair contro Savage di Wrestlemania VIII a livello di qualità, però è un match che mette curiosità anche per il ruolo di Jimmy Hart, che aiuta spesso il Nature Boy. Ci sono tutti gli elementi caratteristici, Savage che si lancia all’esterno dalla terza corda, la Figure 4 Leg Lock, il tentativo di Flair di lanciarsi dall’angolo che fallisce e l’immancabile Flair Drop in cui collassa sul ring da solo. Lex Luger interviene e causa la vittoria per squalifica a Macho Man dopo 14 minuti e 25 secondi in un momento in cui non sembrava nemmeno vicino alla vittoria. 6.5/10, come già detto, non un grande match, però si lascia seguire con interesse. La parte più fastidiosa è che nemmeno questo match aiuta il regno di Randy Savage, che ancora una volta mantiene solo grazie a un’interferenza ed è ben lontano dal dominio che aveva sul ring il campione precedente, Hulk Hogan.

Voto finale: 7/10, una puntata che ha tutto quello che serve per mettere attesa per Starrcade ’95, è incredibile pensare a quanto abbiano costruito bene quella che è la rivalità principale dell’evento (decisamente peggio ogni altra sfida e il torneo USA-Giappone). Sting e Lex Luger sono stati messi in risalto, Ric Flair pure e ha gestito la sfida titolata da sfidante senza particolari problemi. Randy Savage è l’unico elemento negativo, proprio per come viene gestito il suo regno, mai forte o capace di mostrarsi pericoloso, sempre a un passo dal perdere la cintura. Valutato sul piano della qualità dei match, lo show rimane nell’indifferenza generale, come costruzione, interviste e situazioni invece eccelle.

Nitro, voto 7; Raw, senza episodio. Situazione invariata perché si è disputato un solo show al lunedì sera.


Nitro 12 – Raw 3