martedì 10 gennaio 2017

Recensione Royal Rumble 2001 (21 gennaio 2001)

Recensione Royal Rumble 2001
21 gennaio 2001 da New Orleans (Louisiana)
Durata show: 2:49:51

Questa è la prima recensione del progetto ‘Ruthless Aggression’ del blog, che punta a coprire tutti gli eventi in pay per view da inizio 2001 a fine 2007. In realtà l’era è cominciata nel 2002 appena dopo Wrestlemania, ma questo intero periodo è conosciuto anche come ‘Post-Monday Night War’, perché dal marzo 2001 in poi Raw si è trovato senza un diretto rivale e il roster della WWF è cresciuto con l’ingresso di lottatori da WCW e ECW che ormai avevano cessato le attività. Al tavolo di commento c’è il team classico dell’era Attitude di Jim Ross e Jerry Lawler.

Premessa: ci sono tanti segmenti con la personalità televisiva e attore comico Drew Carey, non li descrivo e spiego la storia in generale, si fa coinvolgere nella rivalità fra Stephanie McMahon e Trish Stratus, incontra casualmente Kane nel backstage e viene inserito da Vince McMahon nel Royal Rumble match (fisicamente si vede che non è portato ma la prende bene). È tutto quello che dovete sapere su di lui. Non sto nemmeno a raccontare i brevissimi segmenti con i lottatori che commentano le loro estrazioni alla Rumble, perciò questa recensione sarà molto leggera sui segmenti, limitandosi solo alla roba maggiore.

WWF World Tag Team Title Match: Christian & Edge (c) vs. The Dudley Boyz (Bubba Ray Dudley & D-Von Dudley)
Voto: 8/10. Siamo nel pieno di una rivalità fra i due team che va avanti dal 1999 e che coinvolge anche i fratelli Hardy, sempre alla ricerca dell’innovazione fra stipulazioni speciali e nuove idee che non rendono mai noiosa la situazione riguardante le cinture di coppia. Match pieno d’azione e divertente da seguire, i due team sono al pieno della popolarità insieme agli Hardy Boyz / Team Extreme. Non è una sfida breve, si va per le lunghe e senza mai cali di ritmo, con un po’ di hardcore anche se non fa parte della stipulazione. D-Von prende il tavolo ma si procede sul ring. DDT di Christian su D-Von, poi i due ‘fratelli’ provano il Wazzup Drop con il tuffo dalla terza corda per ironizzare sui rivali, ma le cose non vanno come previsto e si colpiscono a vicenda. Arriva il 3-D dei Dudleyz che riescono a vincere tramite schienamento per conquistare le cinture dopo 9 minuti e 58 secondi. Queste sfide d’apertura così frenetiche sono perfette, è il giusto preludio in vista di un match incredibilmente famoso a Wrestlemania X-Seven. Non so che dire se non che la qualità delle sfide della rivalità si è sempre tenuta alta, e questo match non è da meno.

WWF Intercontinental Title Match: Chris Benoit (c) vs. Chris Jericho [Ladder Match]
Voto: 9.5/10. Arriva l’innovazione tanto attesa, non è un Ladder match come tanti altri, e non è nemmeno simile a quelli resi popolari dai tag team all’epoca, è un eccezionale Benoit contro Jericho a piena forza, con colpi durissimi e un rischio altissimo per i lottatori (Benoit ha rischiato molto con certe manovre, ma si può dire lo stesso della maggior parte dei suoi match a stipulazione speciale). Colpi di scena, contromosse, la Walls of Jericho dalla cima della scala e Crossface dal nulla. Questo è sicuramente il match perfetto da consigliare a chi ama i Ladder match, non ha la stessa psicologia di Shawn Michaels contro Razor Ramon del primo match della scala della federazione, ma è assolutamente fantastico. Jericho usa la sedia per colpire Benoit sulla scala e farlo collassare all’esterno, debilitandolo mentre lui esegue la scalata vincente per recuperare la scala dopo 18 minuti e 43 secondi. Se siete fan dei colpi duri e dell’estremo abbinato a tecnica e agilità, questa è la vostra sfida da vedere! Due fenomeni al meglio delle loro capacità. Purtroppo tutta questa intensità nelle sfide causerà poi a Benoit uno stato fisico tremendo nel corso del 2001, mentre Jericho inizia bene quello che probabilmente è il suo anno più significativo nel Wrestling con la conquista della cintura intercontinentale.

WWF World Women's Title Match: Ivory (w/Steven Richards) (c) vs. Chyna
Voto: 3/10. Orrendo, Ivory fa parte del gruppo di censori con Richards e Val Venis (diventato Sean Morley) e quindi combatte slealmente, più che un match è un segmento di 3 minuti e 27 secondi in cui Ivory sconfigge l’avversaria perché lei è infortunata al collo e crolla al tappeto per poi essere portata via in barella. 3 minuti, voto 3, era evitabile e sinceramente non è una storia che mi ha preso minimamente.

WWF World Heavyweight Title Match: Kurt Angle (w/Trish Stratus) (c) vs. Triple H (w/Stephanie McMahon-Helmsley)
Voto: 7.5/10. La rivalità di sfondo fra Trish e Stephanie è importante e le porta a interagire per buona parte della sfida, compresa una loro battaglia all’interno, ma in generale aiutano i rispettivi compagni. Lo scontro è quello che considero il ‘paradiso dell’overbooking’, con focus più sulle interferenze che sulla sfida stessa, che sarebbe stata ottima ma la storia semplicemente è un’altra. Arriva Steve Austin a causare il danno peggiore a Triple H per vendicarsi dell’assalto causato da Rikishi ai suoi ordini (una storia importante nel corso del 2000 per rimediare ai problemi fisici di Stone Cold, spesso fuori dal ring). Angle si approfitta di HHH messo KO e va a schienarlo senza alcuna manovra per ottenere uno schienamento vincente dopo 24 minuti e 18 secondi. Non è un capolavoro e sicuramente non rende Angle un grande campione, ma intrattiene e il tempo sembra passare velocemente, senza mai stancare o annoiare, oltre a tenere attive diverse rivalità, quella fra Triple H e Steve Austin in particolare.

The Rock si scatena in uno dei suoi tipici promo intervista.

Albert vs. Al Snow vs. Billy Gunn vs. Bradshaw vs. Bull Buchanan vs. Crash vs. Drew Carey vs. Faarooq vs. Grandmaster Sexay vs. Haku vs. Hardcore Holly vs. Jeff Hardy vs. K-Kwik vs. Kane vs. Matt Hardy vs. Perry Saturn vs. Raven vs. Rikishi vs. Scotty 2 Hotty vs. Steve Austin vs. Steve Blackman vs. Tazz vs. Test vs. The Big Show vs. The Goodfather vs. The Honky Tonk Man vs. The Rock vs. The Undertaker vs. Val Venis vs. William Regal [Royal Rumble Match]
Durata Rumble: 61 minuti e 52 secondi.
Primo e secondo ingresso: Jeff Hardy / Bull Buchanan
Numero 30: Rikishi
Ritorni a sorpresa: Big Show e Haku
Wrestler principali: Kane (6), The Rock (13), Big Show (23), Undertaker (25), Steve Austin (27), Billy Gunn (28), Rikishi (30)

Questa è stata una gran bella Rumble, posso dire che avendole viste tutte di fila prima di valutarla la considero la migliore dopo quella praticamente perfetta del 1992 e una fra le mie preferite in assoluto. Voglio dividere l’analisi in tre fasi.
Fase iniziale: buona, si parte con entrambi i fratelli Hardy nelle prime tre posizioni, poi arriva l’utilità della presenza di Drew Carey nel match, ovvero che si trova sul ring e in maniera fortuita è l’unico rimasto, festeggia, appare rilassato, ma… arriva Kane! E ovviamente le cose si mettono male per lui, al punto che preferisce buttarsi fuori dalla terza corda. Momento divertente e ben realizzato. Da quel momento arrivano i lottatori di fascia minore.
Fase centrale: accettabile, ha i suoi momenti e si concentra sulle sue stelle principali, Kane e The Rock, che si danno battaglia mentre tanti vanno e vengono. Non ci sono grandi emozioni ma funziona bene anche se si mantiene sulla sufficienza. Tutto questo fino all’ingresso 23, il ritorno a sorpresa di Big Show cambia le carte in tavola e da quel momento il ritmo si alza.
Fase finale: ottima, fra le migliori in assoluto. Arriva Undertaker con il 25, Steve Austin con il 27 (subito attaccato da Triple H che gli causa un sanguinamento ingente per vendicarsi della sconfitta con Kurt Angle), Billy Gunn stranamente lanciato con il 28 e Rikishi che chiude con il 30 dopo il ritorno di Haku con il 29 (tre samoani nella fase finale). Rikishi butta fuori Undertaker, The Rock fa fuori Rikishi, perciò si passa agli ultimi quattro (i Final Four): Kane, The Rock, Steve Austin e Billy Gunn. Austin fa fuori Gunn, poi Kane elimina The Rock e si gioca la vittoria con Stone Cold in una fase intensa. Kane si avvicina alle corde e Austin lo getta fuori con una Clothesline, sconfiggendolo dopo una immensa resistenza da oltre 50 minuti. Da notare che Stone Cold ha sanguinato tantissimo e il suo successo con il sangue sulla fronte aggiunge molto al trionfo. Terza vittoria di una Royal Rumble per lui ed è ancora l’unico ad aver raggiunto questo traguardo.

Voto Rumble: 8.5/10, non considero le Royal Rumble in grado di raggiungere la qualità di altri match, c’è sempre qualcosa di dispersivo, ma questa intrattiene, diverte e riserva qualche sorpresa oltre a una fase finale esaltante che funziona benissimo. Purtroppo la fase centrale è la più debole con tanti lottatori che non hanno alcuna speranza di avanzare a lungo, ma almeno The Rock e Kane la tengono sempre attiva senza soste. Sicuramente la parte finale è quella riuscita meglio, con eliminazioni ben realizzate.

Steve Austin festeggia la vittoria ed è nel main event di Wrestlemania X-Seven, pronto a prendere parte a uno fra i match più famosi della storia.


Voto finale: 8.5/10, la spettacolarità di questo evento viene spesso messa in secondo piano dal più famoso Wrestlemania X-Seven pochi mesi a distanza, ma è una Royal Rumble dove quasi tutti i match funzionano (tranne la sfida femminile da tre minuti che è orrenda) e la sfida a 30 uomini è di ottimo livello. Sinceramente non saprei cosa aspettarmi di più da un evento del genere, anche se è fortemente orientato a un pubblico che ama il caos, la confusione generale e i colpi duri. Jericho contro Benoit, sfida della scala, è un capolavoro, una di quelle sfide da vedere almeno una volta se non di più. Triple H contro Kurt Angle non fa giustizia all’Olympic Hero perché ne esce da codardo, ma allo stesso tempo è intenso, è una sfida fra lottatori fischiati dal pubblico che ha senso per come è gestita anche senza raggiungere un picco qualitativo. Perfino la sfida di coppia in apertura è ottima, Edge e Christian sono ormai un team collaudato, i Dudley a mio parere sono i dominatori della divisione per carisma ed idee. La Battaglia reale a 30 lottatori è ottima, ha solo una fase debole al centro ma in generale offre molto agli spettatori e nel finale si consolida bene. Raccomandazione forte da parte mia per questo evento.

lunedì 9 gennaio 2017

Recensione Nitro episodio 13 (27 novembre 1995)

Recensione WCW Nitro 13
27 novembre 1995 da Salem (Virginia)
Durata show: 47:29
Rating: 2.5 (vs Raw #137: 2.3)

Di ritorno da World War 3, è stato coronato un nuovo campione mondiale WCW all’interno della Battle Royale a 60 uomini, e si tratta di “Macho Man” Randy Savage.

WCW World Television Title Match: Johnny B. Badd (w/Diamond Doll) (c) vs. Diamond Dallas Page
Johnny al pay per view ha sconfitto DDP e ottenuto la sua manager Diamond Doll. Page si presenta con un mazzo di fiori e la manager tradisce subito Johnny, schierandosi con lui. Appena trova una catena nel mazzo di fiori la passa a Johnny, che la usa per colpire DDP e schienarlo in 2 minuti e 10 secondi, tornando di nuovo dalla sua parte. 5/10, è un segmento più che un match, incentrato sulla figura della manager. C’è da dire che la sua compatibilità con Johnny è ai minimi storici (e sarà una delle ragioni per cui Marc Mero lascerà la WCW pochi mesi dopo).

Taskmaster è infastidito da Jimmy Hart perché Lex Luger continua ad essere alleato con Sting anche se fa parte del Dungeon of Doom. Hart spiega di non mentire mai e di avere un piano con Luger e Sting, e questo rassicura Sullivan.

Akira Hokuto & Bull Nakano (w/Sonny Onoo) vs. Cutie Suzuki & Mayumi Ozaki
Si tratta della stessa formazione del match della sera precedente al pay per view, ma la sfida è un po’ più breve anche se di qualità alta grazie alle ottime manovre di coppia dei due team, specialmente nella fase finale. Akira Hokuto esegue un Brainbuster su un’avversaria e la schiena in 5 minuti e 24 secondi per portare la vittoria alla squadra. 7.5/10, match veramente piacevole, così come quello avvenuto a Raw. Qui c’è meno psicologia del match ma una maggiore qualità, e in uno show settimanale va bene così.

Hugh Morrus vs. Hulk Hogan
Morrus si è unito da poco al Dungeon of Doom, ma non risulta un avversario pericoloso per Hogan. Mi viene da comparare il match alla sfida fra Undertaker e Sir Mo a Raw, che è più divertente di questa perché i match a senso unico dell’Hulkster non sono piacevoli. Perciò, questa nuova recluta del Dungeon si rivela pessima e Hogan vince con la combinazione Big Boot e Atomic Leg Drop in 3 minuti e 41 secondi. 4.5/10, forse serviva una vittoria a Hogan dopo un paio di mesi difficili, ma non è stato un buon match.

“Mean” Gene Okerlund presenta “Macho Man” Randy Savage, che indossa la cintura mondiale WCW, la famosa ‘Big Gold’, e mentre festeggia e parla dell’inizio del suo regno viene interrotto da Hulk Hogan, che vuole fargli vedere come si è concluso il match del World War 3 a 60 lottatori, ma il video sparisce proprio prima della non-eliminazione di Hogan. Savage commenta che non ha visto nulla, mentre The Giant lo attacca alle spalle ed esegue una Chokeslam anche su di lui. Interviene Sting ad aiutarli e Hogan si scatena contro il gigante a colpi di sedia, e va avanti ad oltranza. Sting lo ferma per ricordargli di controllare Savage, che è ancora all’esterno del ring in pessime condizioni. Grande segmento che manda avanti bene la situazione fra i quattro lottatori di punta.

Lex Luger & Sting vs. The Four Horsemen (Arn Anderson & Brian Pillman)
Fa strano vedere Luger giocare un doppio ruolo, dalla parte del Dungeon of Doom ma anche amico di Sting, è un ruolo unico, che non penso che si fosse visto prima di quel momento nel Wrestling, o almeno era una novità televisiva (un ruolo simile lo hanno avuto Kane e Undertaker qualche anno dopo). La situazione è più interessante del match in sé e Luger riceve un buon supporto dal pubblico quando aiuta Sting. Il finale è poco riuscito e confusionario, Sting schiena Pillman con un Roll-up mentre Anderson pare sbagliare i tempi dell’intervento dopo 5 minuti e 36 secondi. 5.5/10, non sufficiente ma quasi, sicuramente è un match sentito dal pubblico.

Ric Flair interviene a sfida conclusa e attacca Lex Luger e Sting, unendosi ai suoi compagni. Hulk Hogan sale sul ring e si scatena contro Flair, che è costretto alla fuga. Hogan vorrebbe attaccare anche Luger, ma Sting lo ferma e arriva una stretta di mano fra lui e l’Hulkster mentre la situazione con il Total Package non è ancora risolta.

Voto finale: 5/10, episodio sottotono soprattutto per la qualità scarsa dei match tranne quello femminile di coppia, ma apprezzo la capacità di muovere gli eventi ed evitare che una situazione si prolunghi per troppo tempo. Le storie a Nitro si muovono velocemente, con tante svolte e alcune di queste inattese. Accade sempre qualcosa e quindi non ci si annoia, in questo caso la situazione con Sting e Lex Luger con tutte le complicazioni a cui porta. Hulk Hogan eccede con il rancore verso Randy Savage per aver vinto lui la cintura mondiale, e questo spesso è eccessivo e stona con il personaggio rispettoso che dovrebbe essere l’Hulkster.

Nitro, voto 5; Raw, voto 4. Il punto settimanale va a Nitro.


Nitro 10 – Raw 2

sabato 7 gennaio 2017

Recensione Raw episodio 137 (27 novembre 1995)

Recensione Raw 137
27 novembre 1995 da Richmond (Virginia)
Durata show: 44:28
Rating: 2.3 (vs Nitro #13: 2.5)

Ahmed Johnson vs. Rad Radford
Non c’è grande atmosfera in un match a senso unico con Ahmed Johnson, che ha vita facile contro Radford che a Survivor Series ha resistito più di dieci minuti. Arriva la Pearl River Plunge (Tiger Bomb) per la chiusura via schienamento in 2 minuti e 46 secondi. Squash.
Jerry Lawler prova ad intervistare Johnson (che come sempre è incomprensibile e non si capisce una parola di quello che dice), ma viene interrotto da Dean Douglas, che lo provoca e c’è il rischio di una rissa fra loro, con Douglas che cerca di evitarla facendosi proteggere dagli arbitri.

Viene spiegato che Shawn Michaels è tornato sul ring troppo presto dall’infortunio e ne ha pagato le conseguenze nella scorsa puntata, perciò allo stato attuale non può competere.

Aja Kong & Tomoko Watanabe vs. Alundra Blayze & Kyoko Inoue
Tag team femminile giapponese in WWF e in WCW, sembra davvero la moda di quella settimana! Il match è buono, intenso ma senza dimenticare la volontà di raccontare una storia. Azione veloce e tecnica, direi che c’è tutto quello che serve per una sfida settimanale interessante, che manda avanti la rivalità fra la Kong e la Blayze. Nel finale, Kong esegue uno Spinning Back Fist (un pugno a rotazione) su Inoue per la vittoria. 7+/10, godibile senza eccedere nei complimenti.

Il Brother Love Show è tornato e nel suo stile molto vicino agli anni ’80 l’ospite di Brother Love è Bret “The Hitman” Hart, che si ritrova avvertito dall’intervistatore che tutti puntano a lui perché è il campione, poi è convinto che lui abbia paura di affrontare Undertaker, poi continua il suo monologo finché Hart non lo interrompe e invece parla di Diesel, spiegando che non ha gradito la sua reazione dopo il loro match e che la prossima volta sul ring cambierà atteggiamento, poi ammette la sua sconfitta nel ’92 contro British Bulldog ma è passato molto tempo ed è alla ricerca di redenzione. Bob Backlund assale Hart alle spalle e lo placca al tappeto, riprendendo una di quelle rivalità che dovevano essere chiuse da mesi.

Hunter Hearst Helmsley vs. John Chrystal
Sfida prevedibile che dura ben poco, ancora una volta si fa uso di un jobber, che si ritrova a subire il Pedigree, HHH vince in 2 minuti e 21 secondi. Squash.

Breve intervista a Owen Hart, che è con Jim Cornette, che si vanta di aver messo KO Shawn Michaels.

Kama è infortunato, perciò Ted DiBiase lo sostituisce con Sir Mo (oh, no). Prima del match viene annunciato Dean Douglas contro Razor Ramon per il prossimo episodio di Raw.

Sir Mo (w/Kama & Ted DiBiase) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Mo ormai ha la funzione del sacco da boxe, sta lì a subire senza nemmeno provare ad impegnarsi e vista la durata breve mi sta bene così, a volte è divertente vedere Undertaker dominare la contesa per poi chiudere quando tutti se lo aspettano. La vittoria arriva con la Chokeslam. 5+/10, lo trovo divertente ma allo stesso tempo privo di ogni qualità. Sono sempre più convinto che se Mabel è stato in grado di fare progressi come lottatore, Mo sia rimasto alle basi, lontano dallo standard accettabile.

Undertaker recupera la sua urna e ha un confronto con Yokozuna, che fa intuire un possibile match fra i due nel prossimo periodo.


Voto finale: 4/10, un episodio dove non succede nulla ma è pieno di annunci per preparare il prossimo In Your House, che è a breve distanza da Survivor Series. Il match femminile di coppia funziona bene nell’ottica di offrire una buona qualità e aiuta la rivalità fra Alundra Blayze e Aja Kong, che sarà interrotta soltanto da una circostanza imprevista, il passaggio della Blayze in WCW. Undertaker contro Sir Mo è un rimpiazzo che non guasta rispetto a Undertaker contro Kama, che probabilmente sarebbe stato di bassa qualità ma più lungo e noioso. Ci sono due sfide a senso unico che erano del tutto evitabili, e per me sono una fra le ragioni per cui sempre più gente segue Nitro e smette di avere interesse per Raw, certe volte questi 45 minuti vengono buttati nel vuoto. Nonostante le molte critiche, non lo trovo ai livelli degli episodi peggiori, ci sono alcuni elementi dello show che lo salvano almeno in parte e lo rendono sconsigliato, ma comunque guardabile.

venerdì 6 gennaio 2017

Recensione WCW World War 3 (26 novembre 1995)

Recensione WCW World War 3 1995
26 novembre 1995 da Norfolk (Virginia)
Durata show: 2:40:58

In questo evento fa il suo debutto la Three Ring Battle Royale. Si parte con un’intervista a Hulk Hogan, che è con Sting e Randy Savage e rinuncia al suo ‘lato oscuro’ togliendosi la veste nera per tornare in giallo e rosso. I tre si scambiano complimenti.

WCW World Television Title: Johnny B. Badd (c) vs. Diamond Dallas Page (w/Diamond Doll)
Viene mostrato il riepilogo delle ultime tappe della rivalità (inevitabile, visto che sono avvenute fuori da Nitro), con Page che non sembra rendersi conto della ribellione di Kimberly, la sua Diamond Doll, seccata dal suo comportamento. E infatti lei nel match parteggia apertamente per Johnny, senza però intervenire. Il match è duraturo e vede Johnny scatenarsi nel finale, prima con una manovra aerea all’esterno e poi con uno Springboard Leg Drop all’interno del ring per la vittoria tramite schienamento in 12 minuti e 34 secondi. 7.5/10, un match di buon livello per cominciare l’evento, senza dei veri picchi e a volte che si perde un po’, ma c’è tutto l’impegno almeno da parte di Johnny, che appare inarrestabile e vince ancora una volta contro il suo rivale, e dubito che sia terminata qui.

“Mean” Gene dimostra di essere degno del soprannome di “Scheme” Gene quando offre di raccontare i dettagli dello scandalo steroidi della federazione rivale a chi chiama la linea telefonica a pagamento, pessimo, specialmente perché hanno Hogan e Luger nel roster e non dovrebbero giudicare qualcosa che ai tempi era condiviso nel Wrestling.
Breve intervista a Johnny e Diamond Doll, entrambi contenti per il finale del match precedente, con lei che diventerà la sua manager nel prossimo periodo.

Big Bubba Rogers vs. Jim Duggan [Taped Fist Match]
Sfida di cui non mi poteva interessare di meno, pessima rivalità e match senza motivi d’interesse. Non risulta nemmeno estrema come invece il nome farebbe pensare, perciò è una perdita di tempo. Interviene Michael Wallstreet a distrarre Duggan mentre Rogers usa una catena con le mani e travolge l’avversario per ottenere un vittoria via KO tecnico dopo 9 minuti e 21 secondi. 4.5/10, trovo che i lottatori ci abbiano messo impegno, ma non è stato sufficiente, troppo lungo e privo di stimoli. Rogers in seguito è divenuto uno fra i veterani delle sfide hardcore in WWF nell’era Attitude.

Intervista di “Mean” Gene a Ric Flair, che è gasato perché deve combattere Sting e poi dedicarsi alla sfida a 60 uomini per diventare campione del mondo. E il suo piano è di avere tutti i suoi nemici contro nella stessa sfida.

Akira Hokuto & Bull Nakano vs. Cutie Suzuki & Mayumi Ozaki
Il team di commento spiega che questa era una rivalità sentita in Giappone, ma non ho presente le dinamiche, e a dire il vero è la classica sfida riempitiva messa per garantire uno spettacolo diverso dal Wrestling tradizionale senza volerci costruire sopra nulla. Il match di per sé è buono, il mio interesse invece pressoché assente senza mai riprendersi. Nel finale Bull Nakano chiude con un Guillottine Legdrop su Ozaki per la vittoria in 9 minuti e 15 secondi. 7/10, sicuramente molti lo apprezzerebbero più di me, ma non ho trovato alcun mordente per gradire la sfida nonostante sia il primo a riconoscerne la qualità sul piano del lottato.

Intervista a Lex Luger, con Jimmy Hart, che parla molto più del lottatore. La preparazione procede sia per il main event che per la sfida contro Macho Man, e Luger si definisce il presente e il futuro della WCW.

WCW United States Heavyweight Title: Kensuke Sasaki (w/Sonny Onoo) (c) vs. Chris Benoit
Sasaki campione americano? È successo in uno show in Giappone, dove ha sconfitto Sting per ottenere la cintura. Benoit, da poco membro dei Four Horsemen, è un valido avversario, combattere contro lottatori giapponesi è sempre stato il suo punto di forza e proviene dalla NJPW. Quindi è un buon match tecnico, se si può dire che non ci sia una storia proprio come nel tag team match femminile, qui invece ho apprezzato la fisicità della sfida, divertente da seguire anche se il pubblico è parso disinteressato. Dopo un match sul piano fisico, Sasaki chiude con una Northern Light Bomb dopo 10 minuti e 1 secondo, mantenendo la cintura. 7+/10, sfida decisamente okay per quello che offre, con una durata accettabile. Sasaki di sicuro non è un campione che può lasciare il segno, ma almeno sul ring ha ottime qualità.

Il Dungeon of Doom, rappresentato da Taskmaster e da The Giant, continua a puntare a Hulk Hogan, ed entrambi vedono il ritorno del colore giallo e rosso di Hulk come la sua caduta imminente. Nulla di interessante da sentire.

Randy Savage invece di essere seccato per il tradimento subito da Lex Luger preferisce scherzare al microfono con “Mean” Gene.

Lex Luger (w/Jimmy Hart) vs. Randy Savage
Tutto il match gira attorno all’infortunio al braccio di Macho Man, che dice di averlo finto ma la benda lo tradisce e infatti Luger se ne accorge per infliggergli il danno maggiore. Un match troppo breve e insignificante per la portata della rivalità, con un finale in cui Luger domina, prima con la Torture Rack e poi con l’Armbar al braccio infortunato che fa cedere Savage in 5 minuti e 29 secondi. 2/10, una fra le sfide gestite peggio, un match promosso fino allo sfinimento che appare ridicolo e non fa uscire bene nessuno dei due lottatori. Lo stato di forma di Savage è preoccupante.
Luger continua a tenere la presa, ma interviene il suo amico Sting a fermarlo.

Ric Flair vs. Sting
Non si può fallire con due wrestler che ci mettono tutto il loro impegno in queste sfide. Flair e Sting hanno una storia da rivali che dura da parecchi anni, e questo match è una tappa simile alle altre ma sempre efficace. Dopo una sfida combattuta, in cui Flair cerca di vincere con la Figure 4 Leg Lock, Sting riesce ad applicare la Scorpion Death Lock e fa cedere il Nature Boy dopo 14 minuti e ?? secondi. 8/10, il migliore match dell’evento, uno scontro che dimostra l’incredibile affinità fra due avversari che ogni volta sanno come rendere interessante il tempo sul ring, con un pubblico incredibilmente preso. Sting è già il numero 1 fra i fan, ma continua a essere tenuto da parte per lasciare spazio a Hulk Hogan e Randy Savage.

Lunga intervista a Hulk Hogan, che esalta se stesso e i suoi alleati Sting e Randy Savage, spiegando l’importanza del suo ritorno in giallo e rosso da Hulkster.

WCW World Heavyweight Title: Alex Wright vs. Arn Anderson vs. Big Bubba Rogers vs. Big Train Bart vs. Bobby Walker vs. Booker T vs. Brian Knobbs vs. Brian Pillman vs. Bunkhouse Buck vs. Chris Benoit vs. Chris Kanyon vs. Cobra vs. Dave Sullivan vs. Diamond Dallas Page vs. Dick Slater vs. Disco Inferno vs. Earl Robert Eaton vs. Eddie Guerrero vs. Fidel Sierra vs. Hugh Morrus vs. Hulk Hogan vs. Jerry Sags vs. Jim Duggan vs. Joey Maggs vs. Johnny B. Badd vs. Kensuke Sasaki vs. Kurasawa vs. Lex Luger vs. Lord Steven Regal vs. Lt. James Earl Wright vs. Marcus Alexander Bagwell vs. Mark Starr vs. Maxx Muscle vs. Meng vs. Mike Winner vs. Mr. JL vs. Paul Orndorff vs. Pez Whatley vs. Randy Savage vs. Ric Flair vs. Ricky Santana vs. Road Warrior Hawk vs. Scott Armstrong vs. Scott Norton vs. Scotty Riggs vs. Sgt. Buddy Lee Parker vs. Sgt. Craig Pittman vs. Shark vs. Squire David Taylor vs. Steve Armstrong vs. Stevie Ray vs. Sting vs. Super Assassin #1 vs. Super Assassin #2 vs. The Giant vs. The One Man Gang vs. The Taskmaster vs. The Yeti vs. VK Wallstreet vs. Zodiac [Three Ring Battle Royal]
60 lottatori in competizione per la cintura mondiale WCW resa vacante dopo la vittoria sporca di The Giant. Ci sono tre ring e quindi tre piccoli quadrati sullo schermo che non rendono assolutamente facile seguire l’azione, è tutto caotico almeno nelle prime fasi. Viene presto annunciato che lo Yeti è fuori (come secondo eliminato), quindi quello che doveva essere il mostro peggiore del Dungeon of Doom è già KO. Quando i ring iniziano a svuotarsi, la sfida risulta più godibile ma è sempre più vicina ai livelli mediocri di una Battle Royale che a quelli più avvincenti di una Royal Rumble. Quando rimangono 20 lottatori, si ritrovano tutti a combattere su un solo ring e stavolta abbiamo una Battle Royale classica. Gli ultimi dieci rimasti sono Eddie Guerrero, Paul Orndorff, Ric Flair, Randy Savage, Hulk Hogan, The Giant, Arn Anderson, Lex Luger, One Man Gang e Sting. Escono Orndorff e Guerrero, poi è il turno di Arn Anderson e Ric Flair. Luger e Sting collaborano insieme per buttare fuori The Giant, ma Hogan li ‘aiuta’ e in realtà butta fuori anche loro, mentre Savage fa fuori One Man Gang. Rimane sul ring solo Randy Savage anche se Hogan non è stato eliminato (è solo uscito sotto la terza corda) e perciò Macho Man viene dichiarato vincitore per un errore arbitrale dopo 29 minuti e 43 secondi. 5/10, il fascino di avere 60 wrestler impegnati nella stessa sfida sfuma via per la difficoltà nel seguire l’azione, anche perché le prime 40 eliminazioni sono irrilevanti e la sfida diventa una normale Battle Royale, che come al solito non è una stipulazione così interessante. Il finale di fretta butta fuori cinque lottatori in pochi secondi invece di creare un’atmosfera buona per la chiusura. La prestazione di Savage è indecente, si vede che ha lottato per tutto l’evento con un infortunio, non avendo mai agito e dunque si ritrova a vincere da ‘fermo’, non proprio l’ideale quando si vuole lanciare uno fra i più amati dal pubblico.

“Mean” Gene intervista il nuovo campione mondiale Randy Savage, che è felice ma Hulk Hogan interviene e non apprezza il finale del match, ma viene deciso che ne parleranno a Nitro. Alla fine i due si riappacificano e si abbracciano.


Voto finale: 6.5/10, il main event non è stato buono, la sfida a 60 lottatori è fra le cose più dispersive e confusionarie che si siano mai viste nel Wrestling, pure per gli standard della WCW che di stipulazioni fuori dalla norma ne ha proposte parecchie. La gestione di Randy Savage è problematica, lo si lancia da infortunato, senza dargli la possibilità di uscire forte dall’evento. Viene distrutto da Lex Luger e nel main event non fa nulla e si ritrova a vincere la cintura mondiale. Per fortuna, la delusione di quel match viene compensata da uno show che regala delle sfide di ottimo livello come Ric Flair contro Sting e Johnny B. Badd contro DDP. Ci sono anche dei punti bassi che mi impediscono di dare un voto maggiore, ma di sicuro non è stato un pessimo evento, anzi, non avere Hulk Hogan campione sembra la panacea di cui la WCW aveva bisogno. Seguendo la logica, si dovrebbe puntare su Sting e dargli più spazio di ogni altro lottatore per la presa che ha sul pubblico, invece puntare su di lui è una scelta che arriverà un po’ troppo avanti e mai con la giusta convinzione.

giovedì 5 gennaio 2017

Recensione Nitro episodio 12 (20 novembre 1995)

Recensione WCW Nitro 12
20 novembre 1995 da Macon (Georgia)
Durata show: 47:34
Rating: 2.5 (vs Raw #136: 2.3)

Ultimo show prima di World War 3.

Scott Norton vs. Shark
Shark, che indossa ancora la veste ridicola con i disegni degli squali, domina grazie a un attacco preventivo, mentre Norton incassa e esegue un solo Powerslam per arrivare allo schienamento in 1 minuto e 44 secondi. 4.5/10, match stupido, fa passare Shark per un wrestler scarso che va giù dopo una sola mossa dopo aver praticamente distrutto il rivale. Riempitivo evitabile.

Promo di Jimmy Hart, che deride la partecipazione di Hulk Hogan e Randy Savage a Baywatch (famosa serie tv degli anni ’90), mentre Taskmaster parla di World War 3 e del successo in arrivo del Dungeon of Doom perché loro sono in tanti per far fuori Hulk Hogan.

Disco Inferno si presenta sullo stage ma Eddie Guerrero lo scaccia. Ric Flair si presenta sul ring non in abito da combattimento e lascia a Brian Pillman la sfida contro Guerrero.

Brian Pillman vs. Eddie Guerrero
Il pubblico non pare troppo preso dalla sfida e il team di commento preferisce parlare di Hulk Hogan e del pay per view, finché Eddie non riesce a catturare la sfida con i suoi tuffi rischiosi, mentre Pillman svolge bene la parte del rivale determinato. Alla fine Guerrero chiude con la Frog Splash e vince in 6 minuti e 27 secondi. 7.5/10, grande match nonostante il minutaggio limitato, Guerrero è spettacolare mentre Pillman gli tiene testa. Anche se era la sfida non pubblicizzata, con la buona qualità è risultata coinvolgente.

Viene mostrato l’assalto devastante di Lex Luger al braccio di Randy Savage durante l’episodio precedente di Nitro, mentre viene detto che Macho Man potrebbe non essere in piena forma al pay per view.

Big Bubba vs. Road Warrior Hawk
Questo è un match poco interessante, Bubba non è in forma mentre Hawk si limita a soli pugni e Lariat, ne esce fuori una sfida spenta. Bubba cerca di barare ma Jim Duggan lo tira a terra per la gamba dall’esterno e Hawk se ne approfitta per schienarlo senza alcuna manovra dopo 3 minuti e 48 secondi di pessimo livello. 4/10, da evitare. Non so quale sia la storia fra Big Bubba e Duggan perché non si è svolta a Nitro.

Hulk Hogan (w/Randy Savage) vs. Sting
Sting contro Hogan… Starrcade ’97… ah, no, siamo al dodicesimo episodio di Nitro a fine ‘95. Sting indossa una pittura facciale giallo-rossa mentre Hogan veste in nero, mentre Macho Man ha un braccio fasciato. Incredibili fischi all’ingresso di Hulk Hogan con la maschera nera sul volto. Il match è lento e non appare come una sfida leggendaria, il pubblico non è così preso, forse perché Hogan è davvero troppo strano e lontano dal suo modo di comportarsi. Dopo un equilibrio generale, arriva la Scorpion Death Lock di Sting, ma Hogan riesce ad uscire, poi reagisce ai pugni del rivale e lo stende con il Big Boot. Atomic Leg Drop fra i fischi del pubblico, ma Sting si toglie in tempo e arriva un’altra Scorpion Death Lock. Il Dungeon of Doom interviene e causa un No Contest dopo 9 minuti e 31 secondi. 6.5/10, la parte finale è decisamente buona ma per oltre sette minuti è un match deludente. Incredibile reazione del pubblico a favore di Sting, un ottimo test per il futuro.

The Giant è pronto a eseguire una doppia Chokeslam su Hogan e Sting, ma Savage lo colpisce alla schiena con una sedia, però il gigante lo getta a terra con la Chokeslam. Hogan e Sting lavorano insieme e stendono Giant con una sediata. Il Dungeon of Doom è furioso a fine evento.

Voto finale: 6/10, tutto l’hype per lo show non viene riposto al meglio, Sting contro Hogan non è quel match epico che doveva essere, mentre Ric Flair non combatte contro Eddie Guerrero ma è Brian Pillman a prendere il suo posto (e la sfida risulta ottima seppure breve). Non è un brutto episodio, però va contro uno fra i migliori di Raw che si sono visti nell’anno intero. Le altre due sfide sono inutili, addirittura sgradevoli e non c’è molta costruzione proprio perché viene preparata una sfida a 60 uomini. Si può dire che Hogan in nero non è efficace come l’Hulkster originale, ma è un problema provvisorio e quando lui tornerà in nero sarà un momento epico e sconvolgente. Perciò, uno show di passaggio in vista del pay per view, non bisogna mai credere troppo nell’hype che la WCW cerca di dare ai suoi show.

Nitro, voto 6; Raw, voto 8. Il punto settimanale va a Raw, che torna a vincere il confronto qualitativo dopo tanto tempo.


Nitro 9 – Raw 2

martedì 3 gennaio 2017

Recensione Raw episodio 136 (20 novembre 1995)

Recensione Raw 136
20 novembre 1995 da Richmond (Virginia)
Durata show: 45:22
Rating: 2.3 (vs Nitro #12: 2.5)

A Survivor Series, Bret Hart ha sconfitto Diesel, conquistando la cintura mondiale. Diesel, al termine della sfida, lo ha aggredito. I primi cinque minuti sono dedicati al riepilogo degli ultimi eventi.

Hakushi vs. The 1-2-3 Kid (w/Ted DiBiase)
Razor Ramon è al telefono e avverte che Kid sa meglio di tutti che lui è il Bad Guy e che perciò pagherà per quello che gli ha fatto (allearsi con DiBiase). Marty Jannetty cerca di intervenire ma viene bloccato dallo staff, visto che vorrebbe aggredire 1-2-3 Kid. Hakushi stavolta è tifato dal pubblico contro l’avversario in un’inversione dei ruoli rispetto allo scontro precedente. Sfida con due lottatori agili e capaci di buone manovre, che vede l’intervento di Ted DiBiase quando l’arbitro non vede per buttare Hakushi giù dalla terza corda. Kid se ne approfitta e vince con uno Spinning Kick. 7+/10, un’ottima sfida d’apertura, veloce ma appassionante grazie alla qualità dei lottatori coinvolti. Il turn di Kid funziona bene ed è sentito dal pubblico.

Dopo la sfida DiBiase paga Kid e viene intervistato, ma Jannetty torna, però viene intercettato da Sid, che lo scaraventa fuori dal ring con una Powerbomb.

In Your House (5) Report gestito da Dok Hendrix, che ci mette sempre un po’ troppa energia e parla veloce. Viene annunciato Bret Hart contro British Bulldog per la cintura mondiale, con un filmato sulla loro sfida a Summerslam ’92 (match storico). Bulldog in un promo dice che lo ha sconfitto a Wembley davanti al suo pubblico e lo ha battuto, e succederà lo stesso. Nota a margine: adoro quando dice ‘In Your House’ con l’accento marcato. Inoltre, un Hog Pen match fra Henry O. Godwinn e Hunter Hearst Helmsley. L’evento è il 17 dicembre perciò ci saranno ancora altri tre episodi di Raw prima di arrivarci.

Savio Vega vs. Skip (w/Sunny)
Sfida breve. Dopo lo spazio concesso nel match di Survivor Series a Skip, qui non c’è storia e Vega domina per quasi tutto il tempo, ma… arriva Diesel (non in abbigliamento da lottatore) e aggredisce Skip all’esterno, causando un No Contest senza avere alcun problema con il lottatore che ha colpito. Non valutabile, ma decisamente interessante.

Diesel ha il microfono e dice che i fan si aspettano le sue scuse per quello che ha fatto a Bret Hart, ma lui non è lì per quello. Per la prima volta in un anno ha dormito bene e si è svegliato con un sorriso sulla faccia, poi si rivolge a Vince McMahon e gli dice di non essere un ‘pupazzo aziendale’ che lui ha cercato di creare (wow, prima volta che viene rotta la keyfabe). I membri dello staff hanno cercato di farlo sorridere per vendere magliette, ma ora ‘Big Daddy Cool’ è tornato. Non gli importa se sarà amato o odiato, lui si sente ritornato se stesso. Il pubblico ha reazioni miste, c’è chi lo applaude in estasi e chi lo fischia, è un segmento forte e probabilmente il migliore dell’intero 1995 perché fa qualcosa che non si era mai visto fino a quel momento in WWF.

Viene annunciato Kama contro Undertaker per il possesso dell’urna nel prossimo episodio di Raw, inoltre ci sarà il ritorno di Brother Love (il manager originale di Undertaker).

Owen Hart (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) vs. Shawn Michaels
Se il match d’apertura era fra lottatori agili, questo è fra combattenti tecnici e capaci di match di ottimo livello. Michaels in particolare sembra disputare la sfida della vita ed è veramente scatenato. La durata è buona e c’è un finale a sorpresa. HBK sbatte contro il palo d’acciaio e da quel momento pare intontito, ma continua la sfida. Quando Owen Hart viene gettato fuori dal ring, lui collassa a terra per le conseguenze della manovra. Da quel momento silenzio assoluto, il team di commento non parla più, Owen rimane a guardare dalle retrovie, mentre c’è la pausa pubblicitaria e al ritorno ci sono i paramedici. Data la natura ‘in diretta’ dello show è un finale forte e inatteso, che fa pensare a un infortunio grave. 8-/10, è stato un grande match fino all’interruzione, e anche qui come nel promo di Diesel c’è qualcosa di rivolto non al pubblico casuale ma ai veri fan, facendoli dubitare e temere che Shawn Michaels si sia fatto male in maniera seria. Si può intuire che non sia così, il team di commento avrebbe fatto copertura completa se fosse stato un infortunio, ma il silenzio lascia in sospensione e questo funziona bene.


Voto finale: 8/10, comincio subito dicendo una cosa. Che spettacolo il promo di Diesel! Intenso e con riferimenti che possono essere colti solo dai fan informati (chi sa che Vince era il vero gestore della federazione, e chi sa come funziona la ‘creazione’ di un personaggio), precede di molto tempo segmenti simili da parte di Bret Hart nel ’96-’97 ed è qualcosa che ha effetto e serve a formare l’immagine di quella che sarà la futura era Attitude. Anche il main event riesce al meglio proprio perché viene superata una linea di confine a cui non si era abituati. Shawn Michaels collassa, Owen Hart non rientra sul ring e il team di commento rimane in silenzio assoluto, mentre è l’immagine dei paramedici che mettono la mascherina al lottatore a chiudere lo show. Un momento shock, ed è impossibile capire sul momento se sia successo qualcosa di grave oppure sia una storia. Questo funziona, dà una profondità maggiore allo show e dà la sensazione di aver assistito a qualcosa di grosso in diretta. Veramente un episodio ben gestito, fra i migliori del ’95. Non avrà vinto nella battaglia dei rating di quel lunedì sera, ma ha fatto breccia con le sue particolarità.

lunedì 2 gennaio 2017

Recensione Survivor Series (19 novembre 1995)

Recensione Survivor Series 1995
19 novembre 1995 da Landover (Maryland)
Durata show: 2:40:25

L’evento si apre con il ritorno a sorpresa di Mr. Perfect, fuori da oltre un anno e mezzo. Non è un ritorno da lottatore ma da commentatore insieme a Vince McMahon e Jim Ross.

The Body Donnas (Rad Radford, Skip, The 1-2-3 Kid & Tom Prichard) (w/Sunny & Ted DiBiase) vs. The Underdogs (Barry Horowitz, Bob Holly, Hakushi & Marty Jannetty) [Survivor Series Eight Man Tag Team Elimination Match]
Prima che la sfida abbia inizio, Razor Ramon si presenta per aggredire 1-2-3 Kid, dalla parte di DiBiase, ma viene tenuto a distanza. Purtroppo i due team non hanno un buon assetto, ma c’è da dire che la sfida risulta divertente. Bob Holly elimina Prichard, Skip elimina Holly subito dopo. In un momento a sorpresa, Radford elimina Hakushi, poi è Horowitz a far fuori Radford. 1-2-3 Kid elimina Horowitz, mentre Marty Jannetty torna protagonista della sfida e connette con una Super Powerbomb dalla terza corda su Skip prima di eliminarlo. Sid interviene dall’esterno e attacca Jannetty facendogli sbattere la testa sulla terza corda, permettendo a Kid di schienarlo dopo 18 minuti e 45 secondi per la vittoria dei Body Donnas. 7/10, un buon opener, più per la qualità che per l’interesse attorno ai partecipanti. La fase finale con Kid e Jannetty è quella riuscita meglio, anche se si conclude con un intervento esterno.

Razor Ramon è furioso nel backstage e distrugge un tavolo per poi lancia un monitor contro la parete. Non sono sicuro che con la crisi interna del ’95 distruggere equipaggiamento fosse una buona idea!

Intervista al team di Owen Hart, con Jim Cornette manager. La sensazione generale è di sfiducia verso Razor Ramon, membro della squadra.

Aja Kong, Bertha Faye, Lioness Asuka & Tomoko Watanabe (w/Harvey Wippleman) vs. Alundra Blayze, Chaparita Asari, Kyoko Inoue & Sakie Hasegawa [Survivor Series Eight Man Tag Team Elimination Match]
Mi pare triste pensare che questo match che serve a presentare diversi stili di Wrestling femminile arrivi appena prima del famoso abbandono di Alundra Blayze con la cintura femminile ormai priva di valore. Perciò si può vedere questo scontro come un preludio alla fine di tutto, visto che quando il Wrestling femminile tornerà in auge nell’era Attitude sarà diverso e orientato al fanservice prima di tornare a presentare sfide sul piano tecnico molto più avanti. Trovo abbastanza superficiale commentare la sfida passo a passo alla luce di un match il cui unico scopo è di mettere in mostra Aja Kong, al punto che è proprio lei a chiudere la sfida dopo una sberla al volto della Blayze, campionessa femminile.

Bam Bam Bigelow vs. Goldust
Il match è pessimo, non tanto per Goldust che ci mette impegno e coglie nel segno con un personaggio enigmatico e inquietante, ma per Bigelow, decisamente svogliato, al suo ultimo match in federazione dopo un anno in discesa libera dopo essere stato nel main event di Wrestlemania. Goldust vince con un Running Bulldog dal nulla in 8 minuti e 18 secondi, seppellendo l’ultimo strato di interesse rimasto al rivale. 4.5/10, un Bam Bam in piena forma avrebbe svolto un compito migliore, invece è un match soporifero che per fortuna dura poco.

Salto la descrizione dei segmenti con il falso Clinton perché non fanno ridere e non aggiungono nulla, sono riempitivi stupidi con un imitatore, e non è nemmeno la prima volta che vengono fatti.

The Dark Side (Fatu, Henry O. Godwinn, Savio Vega & The Undertaker) (w/Paul Bearer) vs. The Royals (Hunter Hearst Helmsley, Isaac Yankem DDS, Jerry Lawler & King Mabel) (w/Sir Mo) [Survivor Series Eight Man Tag Team Elimination Match]
Undertaker indossa la maschera protettiva al volto dopo l’attacco ricevuto da King Mabel. Questo segna la fase finale del personaggio da Deadman per l’ingresso del Dark Side e l’inizio di uno fra i migliori periodi della storia di Undertaker (a livello di match e interesse). È inutile parlare degli altri membri del suo team perché è Undertaker a compiere TUTTE le eliminazioni, nessuno dei suoi viene eliminato e la squadra domina fino in fondo. Mabel assesta un paio di Big Splash al rivale, ma Taker si rialza davanti a lui e lo costringe a fuggire e farsi contare fuori per la vittoria completa dopo 14 minuti e 21 secondi. 5.5/10, se volete un mio parere, preferisco una sfida di questo tipo a un match competitivo con queste due squadre. Inoltre supera i 14 minuti quindi almeno per un po’ è stato combattuto, anche se fa strano vedere HHH uscire in quel modo dopo mesi di slancio.

Ci sono brevi interviste ai lottatori. Bret Hart si chiede se è ancora il migliore e deve dimostrarlo stasera. Diesel spiega di avere manovre che solo un uomo della sua stazza possiede. Jim Cornette poi parla ancora a nome del team di British Bulldog. Shawn Michaels prepara le tattiche della sua squadra, fa strano vederlo in team con Sid.

Ahmed Johnson, Shawn Michaels, Sid & The British Bulldog (w/James E. Cornette & Ted DiBiase) vs. Dean Douglas, Owen Hart, Razor Ramon & Yokozuna (w/Mr. Fuji) [Wild Card Survivor Series Eight Man Tag Team Elimination Match]
Il pubblico è dalla parte di Shawn Michaels, all’ingresso c’è un vero boato per lui. Difficile fare il tifo per una squadra piuttosto che l’altra perché sono team misti fra ‘buoni’ e ‘cattivi’. Si parte con una fase equilibrata, il cui punto di massima è il confronto fra Razor Ramon e Shawn Michaels. Poi è HBK a eliminare Dean Douglas, mentre sempre per un suo Superkick viene colpito Sid invece che Ramon Ramon, perciò il Bad Guy se ne approfitta ed elimina Sid, che invece si vendica con una Powerbomb sul compagno. Ahmed Johnson elimina Owen Hart con la Tiger Bomb, mentre British Bulldog ha la meglio su Razor Ramon. HBK e Johnson attaccano il loro compagno British Bulldog, poi attaccano in modo combinato Yokozuna, permettendo a Johnson di schienarlo dopo 27 minuti e 24 secondi per chiudere la sfida con tre sopravvissuti (tranne Sid). 8/10, sfida costruita malissimo durante il mese ma che qui è gestita a perfezione, diverte e intrattiene, soprattutto è in grado di tenere importanti Ramon e Michaels oltre a lanciare Ahmed Johnson. Gran match!

WWF World Heavyweight Title: Diesel (c) vs. Bret Hart [No Holds Barred Match]
L’intensità è la chiave dello scontro, infatti con la stipulazione tutto è permesso. Bret Hart viene fischiato dal pubblico quando usa la sedia per colpire a ripetizione il campione, poi anche Diesel comincia a comportarsi in modo aggressivo. La partenza è lenta, il resto del match è coinvolgente. Nel finale, Hart sta per essere sollevato per la Jacknife Powerbomb, ma riesce a eseguire un Roll-up e vincere per schienamento dopo 24 minuti e 54 secondi. Abbiamo un nuovo campione del mondo a pochi giorni dall’anno di regno! 8+/10, main event che non delude le aspettative e anzi regala spettacolo per parecchio tempo. Hart come sempre è un trascinatore quando si tratta di sfide sul piano fisico, e Diesel ha finalmente il match che il suo regno mondiale meritava (dopo quello con Shawn Michals a Wrestlemania).

Non finisce qui, Diesel pare non accettare il risultato e si accanisce su Bret Hart, stendendolo con la Jacknife Powerbomb. Arrivano i fischi? Pochi, perché gran parte del pubblico è ancora dalla sua parte, insomma, non erano molti a voler assistere al cambio di campione in quello show.


Voto finale: 7.5/10, con la costruzione pessima nelle settimane precedenti mi aspettavo un evento di basso livello, invece Survivor Series ’95 è una vera sorpresa, dove c’è un 4 contro 4 riuscito al meglio con Shawn Michaels e Razor Ramon protagonisti, e un epico Diesel contro Bret Hart che pone fine a un regno troppo lungo e troppo pesante (il tempismo con la perdita del titolo di Hulk Hogan in WCW lascia molto a cui pensare), che appunto riporta Hart sul tetto della federazione anche se in questo caso in fase di transizione, appare chiaro che il numero 1 per i fan è già Shawn Michaels e che lui addirittura non riesce a ricevere il supporto sperato in questa sfida. Ci sono tutti gli indizi per un potenziale turn di Diesel, anche se qui si può vederlo ancora come un gesto di rabbia. Anche il resto della card non è male, a parte l’orrendo Goldust contro Bam Bam Bigelow a causa di quest’ultimo, che esce malissimo nel suo ultimo match in federazione. Questo evento arriva nel periodo peggiore della federazione, un ’95 con più bassi che alti, e cambia le carte in tavola, dando una nuova possibilità alla World Wrestling Federation di puntare su nuovi lottatori.