mercoledì 14 dicembre 2016

Recensione Nitro episodio 06 (09 ottobre 1995)

Recensione WCW Nitro 06
09 ottobre 1995 da Chicago (Illinois)
Durata show: 45:17
Rating: 2.6 (vs Raw #130: 2.6)

Sting appare a inizio show vicino al tavolo di commento per promuovere la sua sfida titolata con Shark e per promettere di sistemare la situazione fra Lex Luger e Randy Savage.

WCW United States Heavyweight Title Match: Sting (c) vs. Shark
Shark ha uno fra i look più ridicoli di sempre con i simboli degli squali e le scritte con colori impossibili. Inizia a dominare ma viene subito distrutto da Sting, che gli riserva una serie di Stinger Splash all’angolo e lo sconfigge con il Diving Crossbody per mantenere facilmente la cintura in 1 minuto e 17 secondi. Squash, un po’ sorprendente considerato che è il wrestler massiccio a farsi battere in un lampo.

Un lungo filmato ricapitola l’assalto subito da Hulk Hogan la scorsa puntata. Questi segmenti così lunghi già visti la settimana prima tolgono troppo tempo a uno show.

Mr. JL vs. Sabu
JL è Jerry Lynn, dunque uno scontro fra nomi storici della ECW, anche se qui Lynn non è ancora un wrestler affermato. La sfida è breve ma di ottimo livello, con momenti all’esterno e grande agilità. Lynn si lancia dalla terza corda con uno Splash ma viene proiettato a terra e poi fatto cedere con la Camel Clutch di Sabu in 4 minuti e 28 secondi. 7-/10, il massimo che si poteva fare per un match di meno di cinque minuti, anche se dubito che la sfida sia servita a lanciare Sabu.
Dopo il match, Sabu infierisce perché non è ancora soddisfatto.

Faccia a faccia sul ring fra Sting e Lex Luger, con lo Stinger che chiama “Macho Man” Randy Savage per risolvere i suoi problemi con il Total Package. Sting spiega che se loro sono divisi, a vincere è The Giant che ha aggredito tutti, poi dà del paranoico a Savage, che continua a disprezzare Luger e pure lui non apprezza Savage. Sting è stufo della situazione e suggerisce un match fra Luger e Macho Man per Halloween Havoc, che viene accettato.

Debutto con ingresso dalla limousine per Chris Benoit, considerato dal team di commento ‘un wrestler di fama internazionale che ha lottato in Giappone’. È una scena di una decina di secondi.

Big Bubba Rogers vs. Road Warrior Hawk
Non è un match ma un segmento demenziale in cui Disco Inferno balla e dà fastidio ad Hawk, che lo insegue all’esterno del ring per strappargli la camicia, facendosi contare fuori dopo 1 minuto e 39 secondi. 2/10, un’idea mediocre, ma c’è da dire che non avevo interesse per questo match.

Il campione mondiale WCW Hulk Hogan si presenta senza baffi e con la divisa nera (precursore del futuro look fra un anno), che chiede a “Mean” Gene di stare zitto e dice di vestirsi in nero per riflettere il suo umore. Prova furore per The Giant e poi insulta ‘un certo gestore di una federazione con troppo ego’ (chissà chi!) dicendo che la sua federazione sta morendo. Incredibile promo da heel di Hogan, che lascia sotto shock il pubblico per la sua aggressività, mentre arriva un Monster Truck del Dungeon of Doom a cui non viene permesso l’ingresso.

Arn Anderson vs. Ric Flair [Steel Cage Match]
Uno fra i vantaggi di Nitro è la diretta, con Raw che ha organizzato un match nella gabbia d’acciaio per la puntata seguente, ecco che viene ‘anticipata’ la scelta su schermo, facendo passare Raw per lo show che copia quando invece ha avuto l’idea in precedenza nelle registrazioni. Flair domina la sfida per la maggior parte del tempo, mentre Brian Pillman fa irruzione ma non riesce ad entrare perché Flair lo butta fuori. Arriva la Figure 4 Leg Lock però Anderson lo respinge con un calcio alla fronte e poi lo schiena dopo 4 minuti e 44 secondi. 6.5/10, troppo breve, non regge l’attesa perché poteva uscire un match migliore di questo e più decisivo.

Ric Flair raggiunge il team di commento ed è seccato dal finale, lanciando una sfida a Anderson e Pillman per il prossimo show. Viene annunciato DDP contro Johnny B. Badd nella puntata seguente.

Voto finale: 5.5/10, contro un episodio di Raw deludente, arriva una puntata di Nitro sotto il suo potenziale. La line-up è ottima, ma lo Steel Cage match non rende come dovrebbe mentre Sabu contro Jerry Lynn poteva durare di più. Hulk Hogan fa un promo da heel che pare avere poco senso compiuto, è aggressivo con “Mean” Gene e sembra che ci siano dei fischi per lui. Forse era una prova per vedere come avrebbe reagito il pubblico a un Hogan diverso da come tutti lo conoscono, anche se il suo turn è ancora lontano. Anche il confronto a tre con Sting, Lex Luger e Macho Man, che doveva avere chissà quale risoluzione invece si risolve in un banale “facciamo un altro match”. Okay.


Nitro: 5.5; Raw: 5. Il punto settimanale va a Nitro, ma è stata combattuta.


Nitro 4 – Raw 1

martedì 13 dicembre 2016

Recensione Raw episodio 130 (09 ottobre 1995)

Recensione Raw 130
09 ottobre 1995 da Grand Rapids (Michigan)
Durata show: 45:57
Rating: 2.6 (vs Nitro #6: 2.6)

In questo show ci sono soltanto due match e uno di questi è abbastanza prevedibile, l’altro è un 3 vs 3 con sei fra i lottatori principali della federazione, che apre l’episodio. Intanto c’è il secondo pareggio di fila nei rating fra Raw e Nitro.

Camp Cornette (Owen Hart, The British Bulldog & Yokozuna) (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) vs. Diesel, Shawn Michaels & The Undertaker (w/Paul Bearer)
Grande selezione di lottatori per la sfida, ognuno di loro ha spazio sufficiente per mettere in mostra le proprie abilità e il pubblico è dalla parte della squadra di Diesel, intonando cori patriottici in continuazione visto che tutti gli altri sono stranieri. Non risulta nemmeno difficile da seguire, tutti i cambi sono chiari e la sfida è strutturata bene. Durante la sfida intervengono Waylon Mercy e Dean Douglas, ma solo per osservare. Nel finale, Diesel subisce il Running Powerslam di British Bulldog, poi Yokozuna esegue il Legdrop sul campione mondiale e Bulldog lo schiena in 11 minuti e 46 secondi. 7.5/10, Uno fra i migliori match visti a Raw nel ’95 grazie ai lottatori coinvolti. Undertaker stona un po’ con due compagni come Diesel e Shawn Michaels, eppure la sua presenza è fondamentale.

I vincitori infieriscono sugli sconfitti e interviene anche King Mabel ad attaccare Undertaker, mentre Douglas getta Shawn Michaels sui gradoni d’acciaio. British Bulldog conclude l’assalto su Diesel. Il segmento va un po’ troppo per le lunghe.

Viene annunciato uno Steel Cage match fra Bret Hart e Isaac Yankem per il prossimo episodio di Raw, con un lungo filmato sul loro match di Summerslam, quasi mostrato completo. C’è la stipulazione che Jerry Lawler sarà chiuso in una mini-gabbia se dovesse intervenire.

Fatu vs. Skip (w/Sunny)
Fatu dopo un po’ di vignette sul fare la differenza qui appare anonimo e irrilevante, c’è più interesse per Skip e Sunny da parte del pubblico. Il match è nella norma e senza particolari momenti degni di valore, con Fatu che subisce per un po’ di tempo e poi si scatena, per poi vincere con il Superfly Splash dopo 5 minuti e 49 secondi. 5/10, sfida generica, nulla di offensivo ma che si può ignorare.

Ancora un filmato di ricapitolazione, che rende lo show più di transizione di quanto dovrebbe esserlo. Jim Cornette esalta British Bulldog in un promo e lo sfidante minaccia Diesel che gli strapperà la cintura e la porterà in Inghilterra. Poi King Mabel interviene, si congratula con lui e si vanta di aver distrutto Undertaker. Si chiude con altri filmati ripetuti fino allo sfinimento.


Voto finale: 5/10, il match iniziale è molto buono, sicuramente è un 3 contro 3 interessante e ben gestito, con una chiusura a senso unico. Da quel momento, lo show assume una strana direzione, con l’intero match di Summerslam fra Bret Hart e Isaac Yankem mostrato in differita e commentato da McMahon e Lawler in maniera aggiornata. Non so, non è il miglior tipo di trasmissione, i momenti salienti sarebbero stati più utili. Sicuramente è un evento a calare, parte bene e si spegne fino a mancare completamente d’interesse, la gestione dei tempi è pessima.

domenica 11 dicembre 2016

Recensione Nitro episodio 5 (02 ottobre 1995)

Recensione WCW Nitro 05
02 ottobre 1995 da Denver (Colorado)
Durata show: 45:18
Rating: 2.5 (vs Raw #129: 2.5)

Dopo un episodio di pessimo livello, Nitro ha una card competitiva. Ric Flair a inizio show è al tavolo di commento, dove mette tensione in vista del suo match contro Arn Anderson.

Lex Luger vs. Randy Savage [If Luger Loses He Must Leave WCW]
Il match appare lento e con poche fasi combattute, più una lunga fase di studio che un confronto fra due lottatori principali. La carriera di Luger è in palio, ma non c’è la sensazione che dia il 100% per cercare di vincere. Mentre lo scontro si mantiene ancora in equilibrio, l’arbitro cade a terra e interviene The Giant, che esegue una Chokeslam su Macho Man, dunque decidendo la sfida. Luger esegue la Torture Rack e l’arbitro riconosce che Savage ha perso i sensi. 6/10, abbastanza deludente per quello che poteva essere, ma il finale l’ho apprezzato perché è un buon modo per avere un risultato netto senza penalizzare Savage e anzi mandando avanti la rivalità con il gigante. Luger è un po’ fuori forma, non pare la sfida adatta per farlo apparire come uno dei migliori della federazione.

Disco Inferno si presenta sullo stage, ma arriva Eddie Guerrero a intimidirlo, scacciandolo al suo debutto a Nitro.

Dean Malenko vs. Eddie Guerrero
Ah, Malenko e Guerrero, non c’era abbinamento migliore per farli debuttare a Nitro. Purtroppo l’azione viene spezzata da uno stacco nel backstage dove si vede Hulk Hogan che sa della presenta di The Giant, Jimmy Hart lo avverte che deve stare in guardia perché è lì per lui, ma Hulk non ha paura e anzi è pronto ad accoglierlo. Si torna al match dopo oltre un minuto non mostrato, si torna sul ring dove l’azione è di ottimo livello, con Eddie che si lancia con un Diving Crossbody dalla terza corda verso l’esterno, poi lo riporta sul ring ed esegue un Brainbuster e cerca di chiudere con la Frog Splash, ma l’avversario si difende. Arriva poi un Sunset Flip da parte del messicano per la vittoria dopo 5 minuti e 29 secondi. Subito dopo Malenko accetta il risultato ma pretende un rematch ed Eddie gli stringe la mano. 7.5/10, vorrei poter dare un voto maggiore, il problema è che all’arrivo di Hogan non è più stato mostrato cosa stava succedendo.

Hulk Hogan si presenta sul ring con ancora il tutore al collo, vuole affrontare The Giant, ma esce dal ring e viene aggredito da un wrestler vestito da donna con il bastone, ed è il Taskmaster. The Giant applica una nuova Headlock a Hogan per poi “spezzargli” di nuovo il collo (gli dà uno strattone), mentre Taskmaster gli rasa i baffi, uno dei simboli del rivale. Gli American Males provano ad intervenire però vengono distrutti dal gigante. I Nasty Boys non hanno maggiore fortuna. Heenan dal tavolo di commento scoppia a ridere per la gioia. Un altro segmento di dominio del Dungeon of Doom!

Arn Anderson vs. Ric Flair
Un altro buon confronto fra i due, questa rivalità è sicuramente la mia preferita in WCW in questo periodo. Il match non ha grandi punti salienti ma non smette mai di garantire agonismo, Anderson suda molto e appare affaticato. Nel finale, Ric Flair chiude in modo pulito con la Figure 4 Leg Lock, facendolo cedere dopo 8 minuti e 17 secondi. 7+/10, un’altra tappa intermedia della rivalità, con Flair protagonista ma capace di far apparire Anderson al suo livello, trovandosi in difficoltà per diverse volte. Il tempo è sotto i dieci minuti, dunque non è un match di lunga durata.

Brian Pillman esegue un Flying Crossbody immediatamente a sfida conclusa, attaccando Flair, poi si unisce anche Anderson per mettere KO il Nature Boy. Bischoff annuncia Flair vs Anderson in un Cage match per il prossimo episodio di Nitro.

Voto finale: 7/10, lo show ha un buon mix di segmenti e di azione sul ring, anche se il Dungeon of Doom e in particolare The Giant hanno un po’ troppo tempo su schermo. Hulk Hogan subisce un altro duro colpo dopo essere già stato annientato al termine di Fall Brawl. Lo scontro fra Randy Savage e Lex Luger non è decisivo, anche se mi aspettavo che sarebbe arrivato un finale simile. Anche Ric Flair contro Arn Anderson funziona bene e prosegue nei versi giusti, mentre Eddie Guerrero e Dean Malenko hanno un ottimo debutto nello show anche se è un po’ breve e tagliato dall’inquadratura per oltre un minuto.

Nitro: 7; Raw: 5.5. Il punto settimanale va a Nitro senza dubbio.


Nitro 3 – Raw 1

sabato 10 dicembre 2016

Recensione Raw episodio 129 (02 ottobre 1995)

Recensione Raw 129
02 ottobre 1995 da Grand Rapids (Michigan)
Durata show: 46:05
Rating: 2.5 (vs Nitro #5: 2.5)

Si parte con un video che mostra la storia dietro all’amicizia e rivalità fra Razor Ramon e 1-2-3 Kid, con delle voci di fondo che dicono che Kid potrebbe essersi venduto alla Million Dollar Corporation, ma arrivano da Jerry Lawler, perciò non sono affidabili.

Razor Ramon vs. The 1-2-3 Kid
Sembra di assistere a una sfida a senso unico, Razor Ramon domina la sfida e riesce a schiena l’avversario dopo una Clothesline, ma lui si rialza e la sfida prosegue (perché?) Si va avanti e il Bad Guy continua a dominare, sta per eseguire il Razor’s Edge ma cambia idea e connette con il Roll-up più telefonato di sempre per vincere in pochi minuti. Kid inesistente nella sfida e addirittura umiliato. 5.5/10, non mi è piaciuta la gestione del match, sicuramente molto al di sotto delle aspettative oltre alla chiusura che per qualche ragione inspiegabile viene annullata. Serve a rendere ancora peggiori le cose fra i due ex alleati, ma è un wrestler che affossa l’altro.
Nonostante sia finita, 1-2-3 Kid attacca a tradimento Ramon e prova a schienarlo (e l’arbitro conta di nuovo, non ha senso). Kid si volta di spalle, sicuro di essere colpito dal rivale, ma lui gli stringe la mano e pare chiarirsi in modo definitivo con lui. Eppure, il cambio di look del ragazzo rimane sospettoso, di solito è indice di un turn in vista.

Barry Horowitz vs. Hunter Hearst Helmsley
Horowitz è nel migliore periodo della sua carriera, avendo sconfitto Skip a Summerslam, è lui a provare l’offensiva e cercare diverse volte lo schienamento, senza mai riuscirci. Hunter reagisce e chiude con il Pedigree, ponendo fine al periodo buono dell’avversario. 5/10, avrei preferito un match squash a questo confronto, che invece non è interessante. Il team di commento parla d’altro, non essendoci veri motivi per seguire la sfida.

Al Brown & Sonny Rogers vs. PG-13 (JC Ice & Wolfie D)
Debutto dei PG-13, due rapper che vanno dunque a rimpiazzare il ruolo che avevano i Men on a Mission, questi due però sono leggermente più credibili e viene trasmesso un loro promo mentre la sfida è in corso. Da notare che la grafica su WWE Network segna che il match è contro gli Smoking Gunns ma non è vero. Sfida a senso unico che vede i PG-13 vincere con una combinazione di squadra. Squash accettabile, c’era bisogno di un nuovo team, ma questo avrà una breve durata.

Viene annunciato un 3 vs 3 match per il prossimo episodio di Raw, e tutti i nomi coinvolti sono di primo livello.

Bret Hart vs. Jean-Pierre LaFitte
Dopo aver rubato la scena a In Your House 3 con un grande match, c’è una nuova sfida fra loro qui a Raw ed è intensa come ci si poteva aspettare. Finalmente Hart torna con i riflettori puntati su di lui in vista di un rilancio nel main event. Solo nella fase centrale c’è una parte lenta, ma il ritmo cresce quando LaFitte getta Bret Hart contro gli scaloni all’esterno del ring. Hitman riprende vantaggio, però l’avversario risulta sempre determinato e va per la Cannonball, ma non fa in tempo perché Hart lo trascina di sotto con un Superplex, poi va a chiudere con la Sharpshooter per un’altra vittoria nei suoi confronti. 7.5/10, ottima qualità per il main event, Hart e LaFitte hanno disputato una buona serie di match e questo non si fa mancare nulla.

Bret Hart e Jerry Lawler discutono fra loro all’esterno del ring, poi il canadese lo attacca ma arriva Isaac Yankem, che esegue la DDS (DDT), mettendo KO Hart.

I sei partecipanti del 3 vs 3 match del prossimo episodio danno vita a due brevi promo.


Voto finale: 5.5/10, dopo un ottimo episodio, Raw torna ad avere dei difetti evidenti, in particolare un’assenza del movimento di alcune storie in corso. Quanto succede fra Razor Ramon e 1-2-3 Kid va benissimo, mentre Bret Hart ancora una volta partecipa all’unico match degno di essere visto dello show, anche se è un po’ ridondante perché la sua vittoria a In Your House 3 era decisiva. Purtroppo Hitman continua a essere inserito nella storia con Jerry Lawler e Isaac Yankem, che ormai ci si auspicava che fosse stata superata. Considerato che la costruzione dei match per il pay per view è la cosa fondamentale insieme all’intrattenimento, lo show manca la sufficienza di poco per non aver colto nel segno.

venerdì 9 dicembre 2016

Recensione Nitro episodio 04 (25 settembre 1995)

Recensione WCW Nitro 04
25 settembre 1995 da Florence (South Carolina)
Durata show: 44:59
Rating: 2.7 (vs Raw #128: 1.9)

Nuova puntata di Nitro, che passa a quattro match settimanali e per la prima volta batte Raw nei rating.

Alex Wright vs. Disco Inferno
Credevo che la musica di Alex Wright fosse da discoteca, ma Disco Inferno le batte tutte con un revival degli anni ’70 con la disco music. Debutto per il lottatore, che si aggiunge ai sempre più numerosi wrestler della categoria Cruiserweight, tuttavia la cintura non farà la sua comparsa fino all’anno seguente. Wright si lancia oltre la terza corda all’esterno con un Suicide Dive. Disco Inferno è ancora un rookie e si nota dal tempo che perde per preparare una manovra d’attacco. Dopo averlo fatto cadere dalla terza corda, Wright vince poi con un contrattacco, un Backslide Roll-up dopo 4 minuti. 6+/10, sinceramente mi aspettavo una vittoria di Disco Inferno, ma alla fine è stato il suo avversario ad apparire migliore anche sul piano atletico, peccando un po’ nel carisma.  Con così poco tempo a disposizione è venuta fuori una sfida piacevole ma che generalmente richiederebbe più minutaggio.

Hulk Hogan, che ha il supporto al collo, si allena con Jimmy Hart e si scatena in un promo dove mette la cintura mondiale WCW in palio contro The Giant e poi con una battuta decisamente cattiva lo avverte che “sarà messo a riposare insieme a suo padre” (André, padre solo nella storia che era morto realmente due anni prima). Qui l’Hulkster comincia a sembrare ripetitivo nel suo discorso, non è uno dei suoi migliori promo.

Doveva esserci una sfida fra Randy Savage e Lex Luger, invece i due hanno il ‘confronto sul ring’ solo verbale. Fra i due non scorre buon sangue, il Total Package gli dice che a lui manca il senso comune per averlo schiaffeggiato in diretta e vuole un vero match fra loro (finalmente) per la prossima puntata di Nitro. Luger mette in palio la sua carriera nel caso di sconfitta contro Macho Man.

Kurasawa (w/Col. Robert Parker) vs. Sgt. Craig Pittman
È un match per cui non c’era il minimo interesse, solo qualche coro patriottico all’inizio che si è spento subito. Eppure la qualità non è pessima, è soltanto una sfida che non interessa al pubblico. Lo scontro è molto fisico, anche per merito di Kurasawa, che vince con un Belly to Back Suplex in 4 minuti e 26 secondi. 5.5/10, l’assenza di stimoli è compensata dalla buona qualità, però è un altro match breve e che non aiuta la popolarità di nessuno dei due partecipanti.

Flyin’ Brian Pillman si schiera dalla parte di Arn Anderson contro Ric Flair e si riserva il diritto di mandare in ospedale chiunque lui voglia. “Mean” Gene chiede ad Anderson come possa mancare di rispetto a un suo vecchio amico e lui parla di mantenere quel rispetto, ma ha un compagno affidabile e aggressivo, poi paragona il Nature Boy a un settantenne. Praticamente da questo momento è Ric Flair il wrestler tifato dal pubblico nella rivalità con Anderson e Pillman.

Randy Savage vs. The Taskmaster (w/Zodiac)
Macho Man comincia all’esterno e Zodiac se ne approfitta per aggredirlo senza rischiare di causare la squalifica a Taskmaster. Sommando l’età dei tre lottatori coinvolti si superano di gran lunga i 100 anni, e si nota un vistoso rallentamento nei loro fisici. Per fortuna la sfida è davvero breve perché stava toccando il fondo qualitativo. Savage perde le staffe e attacca prima Zodiac e poi anche l’arbitro, facendosi squalificare dopo 2 minuti e 58 secondi. 4/10, roba pessima, salvata soltanto dalla breve durata.
Randy Savage infierisce a sfida conclusa e posiziona Sullivan (Taskmaster) su Zodiac e si lancia con il Flying Elbow Drop, ma Taskmaster si toglie e quindi a subire è soltanto Zodiac. Interviene The Giant, che scaraventa a terra Macho Man con una Chokeslam. Intervengono altri lottatori ma non possono far nulla contro il Dungeon of Doom, almeno fino all’arrivo di Lex Luger, che sembra dalla parte di Giant e Taskmaster, ma viene aggredito dal gigante con una Chokeslam. Sembrava davvero sul punto di unirsi a loro contro Savage!

Lex Luger vs. Meng
Luger combatte in pessime condizioni dopo l’attacco di Giant un minuto prima della sfida. Meng cerca di approfittarsene, ma talvolta il Total Package reagisce, per poi crollare di nuovo. Ripetitivo e noioso, questo match non offre spettacolo. Per vincere, Meng ricorre all’uso di uno spuntone (o chiodo di legno) con cui colpisce l’avversario e lo schiena in 6 minuti e 46 secondi. 4/10, un’altra pessima sfida, ogni reazione di Luger lo vede poi crollare di nuovo, perciò non è nemmeno un match combattuto.

Voto finale: 4/10, mi chiedo perché ci sia stato questo picco negli ascolti, la qualità dello show era nettamente inferiore a quella della scorsa settimana e con una card mediocre, mentre Raw ha fatto decisamente meglio. L’intrattenimento arriva dai segmenti, con un altro confronto riuscito fra Randy Savage e Lex Luger, e un buon promo di Arn Anderson e Flyin’ Brian, mentre Hulk Hogan risulta meno incisivo e la sua battuta di pessimo gusto su André The Giant era improponibile. Il comportamento di Luger è affascinante, si mantiene tweener invece che prendere una posizione marcata, ed è qualcosa che a quei tempi era parecchio avanti nel tempo come idea. Purtroppo lo show a parte quanto ho citato non ha grandi momenti d’interesse, la sfida d’apertura è godibile, ma si peggiora con il passare del tempo, fino ad arrivare a un episodio dimenticabile, è il primo flop a livello qualitativo per lo show, il Dungeon of Doom è riuscito ad affossarlo.


Nitro: 4; Raw: 7. Il punto settimanale va a Raw.


Nitro 2 – Raw 1

giovedì 8 dicembre 2016

Recensione Raw episodio 128 (25 settembre 1995)

Recensione Raw 128
25 settembre 1995 da Grand Rapids (Michigan)
Durata show: 46:12
Rating: 1.9 (vs Nitro #4: 2.7)

Nitro è rimasto senza benzina, mentre Raw va avanti perché va a Diesel (cartello della settimana esposto in prima fila).

Questa settimana si invertono i rating di quella precedente, con una vittoria negli ascolti per Nitro, la prima nella Monday Night War. Questo show segue In Your House 3, che è stato un ppv godibile che non ha cambiato molto la federazione e ha le sue controversie. C’è da dire che qui si va in controtendenza e invece delle sfide a senso unico ci sono soltanto tre match ma di livello maggiore.

Viene svelato che al termine di In Your House 3, Jim Cornette ha protestato per lo schienamento subito da Owen Hart che non era parte del main event, perciò le cinture di coppia sono tornate di nuovo a Owen Hart e Yokozuna, rendendo inutile il cambio della sera prima. Da notare la presenza dell’avvocato Clarence Mason dalla parte di Cornette, in futuro diventerà un membro della Nation of Domination, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Marty Jannetty vs. Skip (w/Sunny)
Il ritorno di Jannetty è una sorpresa di quelle gradite, e il pubblico è dalla sua parte. Skip a suon di sconfitte è diventato un lottatore di fascia medio-bassa e perciò appare chiaro che è lì a subire per la maggior parte del tempo. Nonostante questo, le abilità di Chris Candido sono buone e lo scontro risulta interessante per tutta la sua durata. L’ex membro dei Rockers vince con un Flying Fist Drop dalla seconda corda dopo 7 minuti e 39 secondi. 7.5/10, un’ottima partenza per lo show, non penso che si potesse fare di meglio. Jannetty fa del suo meglio e mostra di non aver perso la sua agilità.

Si torna a vedere la discussione al tavolo che ha portato Owen Hart e Yokozuna a riprendersi le cinture di coppia con una decisione esterna al ring. Continua a essere ridicola ma comprensibile visto che Owen non era parte della sfida. Shawn Michaels e Diesel otterranno una title shot in seguito.

WWF World Tag Team Title Match: Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)
Non è un match avvincente come quello titolato della sera precedente, ma gli Smoking Gunns rimangono un buon team, che ha iniziato a essere dominante nella categoria di coppia proprio in questo periodo. Le parti con Yokozuna sono un po’ lente e poco avvincenti (nulla di sorprendente), quelle con Owen Hart invece mantengono un livello interessante. Nel finale c’è un’incomprensione dei campioni, Yokozuna esegue un Big Splash ma colpisce il compagno, Billy Gunn lo butta fuori dal ring mentre Bart va allo schienamento vincente in 10 minuti e 9 secondi. Nuovi campioni di coppia. 7+/10, avrei dato 7, ma aggiungo un bonus per la sorpresa del cambio di cintura in diretta a Raw. Ammetto di apprezzare che venga dato un altro regno titolato agli Smoking Gunns, ottimi wrestler che sono sempre stati tenuti in secondo piano.
Shawn Michaels e Diesel arrivano a congratularsi con i nuovi campioni al termine della sfida.

Vengono annunciati due match per la prossima puntata di Raw, LaFitte contro Bret Hart e Razor Ramon contro 1-2-3 Kid. Da notare il tema dei Blues Brothers in sottofondo.

Gorilla Monsoon annuncia che nel prossimo In Your House (4) a Winnipeg, Canada, Diesel metterà la cintura mondiale in palio contro British Bulldog, mentre ci sarà anche il debutto di Goldust.

The British Bulldog (w/Jim Cornette) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Siamo ancora nella fase di Undertaker con i guanti viola, e purtroppo la sua rivalità in corso è contro King Mabel, che infatti si presenta sullo stage per osservare il match. Bulldog domina all’inizio mentre Undertaker gestisce la seconda parte. Mabel interviene e attacca Undertaker con un Belly to Belly Suplex, causandogli la vittoria per squalifica dopo 7 minuti e 29 secondi. 7/10, finale sgradevole ma comprensibile, con un attacco di Mabel che pare leggermente più convincente del solito. Buon confronto fra Bulldog e il Deadman.

A sfida conclusa, Mabel infierisce su Undertaker ma fugge quando arrivano Diesel e Shawn Michaels a scacciare lui e British Bulldog. Arrivano Owen Hart e Yokozuna, poi gli Smoking Gunns e tutto si conclude con un nulla di fatto. Undertaker si rialza e mostra rispetto a chi lo ha aiutato, stringendo la mano a Diesel (questo può essere un fatto importante per il futuro) e a Shawn Michaels. L’esultanza si protrae per un po’ troppo tempo perché la diretta è ancora in corso anche quando non c’è più nulla da mostrare al pubblico.


Voto finale: 7/10, un episodio ben riuscito dove non c’è un solo match di pessimo livello e la qualità tende a essere buona per tutta la durata. C’è un cambio di campioni di coppia (stavolta efficace a differenza della sera prima in pay per view), mentre il fascino della diretta stavolta si fa sentire, per la prima volta Raw entra nella modalità della guerra del lunedì sera e gioca le sue carte, anche se la differenza principale con Nitro è che non vengono usate le stelle principali della federazione (Bret Hart, Diesel, Shawn Michaels, però almeno c’è Undertaker nel main event). Il lavoro di costruzione di British Bulldog come primo contendente procede un po’ troppo in fretta, ma la sua credibilità è indiscutibile. Il ritorno di Marty Jannetty ha un buon effetto e permette di sfruttare il momento per dargli rilievo.

mercoledì 7 dicembre 2016

Recensione In Your House 3 (24 settembre 1995)

Recensione In Your House 3
24 settembre 1995 da Saginaw (Michigan)
Durata show: 1:54:47

Dopo sole due settimane di costruzione arriva il terzo In Your House, diventando ormai di cadenza mensile, e ce ne saranno altri due prima della fine dell’anno. Dopo una musica introduttiva blues e una grafica rigorosamente da anni ’90 vediamo Vince McMahon e Jerry “The King” Lawler al tavolo di commento insieme a Jim Ross. È stato promesso un cambio di cintura nel main event per via del tema dell’evento: Triple Header.

Savio Vega vs. Waylon Mercy
Trovo fantastico il personaggio di Waylon Mercy, la sua calma innata che diventa aggressività al suono della campanella, riesce a dare una sensazione di pericolo imminente. Aveva tutto il potenziale di diventare uno fra i lottatori di punta, ma come ho già scritto in passato era troppo avanti come caratterizzazione. Il match è abbastanza standard, nulla di impressionante, è una contesa accettabile o anche buona in alcuni momenti. Vega distrugge l’imbattibilità dell’avversario con uno Spinning Heel Kick dopo 7 minuti e 6 secondi. 6/10, sfida sufficiente, forse perché mi riesce facile seguire con interesse Mercy, e anche Vega ha fatto una prestazione migliore di quella dei suoi match al King of the Ring. La fase calda di Savio Vega coincide anche con la prima sconfitta di Mercy in quello che è anche il suo unico match in pay per view. Purtroppo ha avuto una durata breve!

Pare che Owen Hart non sia presente all’evento e Jim Cornette è nel panico, mentre Gorilla Monsoon, che è da poco tempo il presidente della federazione, dice che il Triple Header match con tutte le cinture in palio sarà comunque disputato.

Henry O. Godwinn vs. Sid (w/Ted DiBiase)
Non ho alcun parere negativo su Godwinn, che per quanto non mi piaccia per la personalità da stalliere che tende al comedy con il secchio degli avanzi, risulta un lottatore più che accettabile. Sid invece ha carisma e potenza, ma spesso non ci mette impegno nelle sfide, e qui mostra il peggiore aspetto, quello svogliato e pigro, rallentando la sfida fino a privarla di ogni interesse. DiBiase impedisce a Godwinn di vincere con lo Slop Drop, perciò Sid se ne approfitta e chiude con la Sit Down Powerbomb in 7 minuti e 23 secondi. 4.5/10, noia assicurata anche in una sfida dalla durata breve, non è tanto l’esito scontato a darmi fastidio, ma l’assenza di interesse durante il dominio di Sid.
Sid e Kama infieriscono su Godwinn dopo il match, ma interviene Bam Bam Bigelow (che è ancora rivale della Million Dollar Corporation da mesi), perciò Godwinn prende il secchio pieno di sporcizia e lo svuota su Ted DiBiase, rovinandogli la tenuta.

Si torna da Jim Cornette, che scopre da Gorilla Monsoon che dovrà trovare un nuovo compagno per Yokozuna per la difesa delle cinture di coppia e per le title shot contro Diesel e Shawn Michaels.

Bam Bam Bigelow vs. The British Bulldog
Bulldog è ancora fresco dell’inserimento nella Million Dollar Corporation dopo aver tradito Diesel in un match di coppia. È in fase di slancio mentre Bigelow dopo essere stato nel main event di Wrestlemania X ha perso la sua popolarità dopo essere passato fra i ‘buoni’, forse non coprendo al meglio quel ruolo. La sfida ha un ritmo accettabile, dura parecchio ma spesso grazie all’inglese risulta guardabile, non più di questo perché non c’è grande enfasi e nell’arena a nessuno importa qualcosa di Bam Bam (che infatti sarà fuori dalla WWF entro fine anno). Bulldog connette con un Powerslam impressionante e va a chiudere con uno schienamento dopo 12 minuti. 6+/10, poco più che sufficiente ma serve al suo scopo di rendere British Bulldog un lottatore da tenere d’occhio. Bigelow è nella fase finale della sua carriera in federazione e questo pare uno spreco, viste le sue qualità.

Mr. Bob Backlund presenta al pubblico Dean Douglas dopo aver insultato il pubblico locale.

Dean Douglas (w/Bob Backlund) vs. Razor Ramon
Douglas ha un personaggio orrendo, l’insegnante arrogante che puntualizza tutto. Andrebbe bene se fosse interessante nei suoi discorsi, ma è roba inascoltabile nel 2016, che magari nel ’95 era ancora ritenuta okay. Il vero fulcro della sfida è la rivalità fra Razor Ramon e 1-2-3 Kid, Douglas si è inserito nei loro problemi personali, approfittandosi della situazione. Il match è okay, anche perché Dean è un buon lottatore e Ramon è sicuramente uno fra i wrestler principali, capace di esibire carisma nella maggior parte delle sfide, ed è anche uno di quelli che non fanno pesare i match a senso unico che disputa a Raw. Qui si va per le lunghe ed ovviamente risulta decisivo l’inserimento di Kid, che quando l’arbitro è a terra cerca di aiutare il Bad Guy eseguendo lui il conteggio, ma non è valido. Ramon lo spintona e gli mostra di non aver apprezzato il suo intervento, perciò Douglas se ne approfitta e chiude con un Roll-up in 14 minuti e 53 secondi. 7-/10, l’unica ragione per cui il match mi è piaciuto è la rivalità fra Kid e Ramon, oltre al non essere per nulla offensivo verso lo spettatore. Il finale è più che giustificato perché distrugge ogni armonia fra i due alleati.

Salta la possibile alleanza fra Yokozuna e Sid, poi quella fra Yokozuna e King Mabel, non si sa ancora chi sarà il partner del campione di coppia.

Bret Hart vs. Jean-Pierre LaFitte
Ci sono solo due lottatori che assicurano la garanzia di buone prestazioni sul ring conto chiunque, Bret Hart e Shawn Michaels. E ironicamente LaFitte è decisamente sottovalutato perché ha buone doti atletiche, ma è un pirata che viene chiamato ‘ladro’. La storia è che il lottatore ha rubato la giacca a Bret Hart e strappato via a un giovane fan gli occhiali del canadese. Perciò Hart è lì per riprendersi il suo onore, mentre come al solito Jerry Lawler è dalla parte di chiunque gli sia contro, anche se qui si limita a criticarlo dal tavolo di commento. Il match parte bene con un Suicide Dive di Hart, e si mantiene su ottimi ritmi, è quel tipo di sfida che non ha particolare valore sul piano dell’intrattenimento ma è un’ottima contesa tecnica e atletica, che poi è qualcosa che viene facile apprezzare quando succede nel ’95, un anno con pochi match di alta qualità. I lottatori ricorrono al meglio del loro repertorio. Bret Hart arriva a chiudere con la Sharpshooter dopo 16 minuti e 37 secondi, sudandosi questa vittoria contro un altro lottatore che sarà fuori dalla federazione entro fine anno (così come Mercy, Douglas e Bigelow). Hitman si riprende la sua giacca. 8+/10, un buon livello del match proprio come speravo di vedere, Bret Hart per oltre metà anno è stato tagliato fuori dalla zona che conta e si accontenta di sfide come questa che dimostrano ancora una volta che è il numero 1 sul piano atletico.

Alla fine Jim Cornette ha trovato il partner per Yokozuna che andrà a sostituire Owen Hart, e si tratta di British Bulldog. Ironicamente Bulldog diventerà in seguito il compagno di coppia di Owen con un buon successo nella categoria.

Promo di Diesel e Shawn Michaels, decisamente carichi per la sfida che li attende, loro sono i Dudes with Attitudes.

WWF World Heavyweight Title / WWF World Tag Team Title / WWF Intercontinental Title Tag Team Match: Camp Cornette (The British Bulldog & Yokozuna) (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. Dudes With Attitudes (Diesel (c) & Shawn Michaels (c))
Triple Header match, ovvero tutte le cinture sono in palio, il concetto è interessante, ma non ho capito a fondo la storia di tenere Owen Hart fuori dal main event, è già stato in lotta con il fratello Bret in passato regalando due sfide a 5 stelle, perciò che si può volere di più? Bulldog comunque risulta un valido contendente, forse lanciato un po’ di fretta nei piani alti, ma dopo aver visto al top Sid e Mabel sicuramente è meglio lui. Il match si basa in particolare sul carisma di Diesel e Shawn Michaels, spesso protagonisti della sfida. Owen Hart fa irruzione nella fase finale, ma appena sale sul ring subisce la Jacknife Powerbomb da Diesel, che lo schiena all’istante per la vittoria (anche se non era parte della sfida) dopo 15 minuti e 42 secondi. Shawn Michaels e Diesel sono i nuovi campioni di coppia… per una sola notte, capirete la ragione leggendo la recensione del prossimo episodio di Raw. 7+/10, a parte il finale stupido è un buon match, di quelli con il giusto rapporto fra intrattenimento e qualità atletica. British Bulldog affronta due match non brevi e non dimostra la minima stanchezza.
Shawn Michaels e Diesel festeggiano la conquista delle cinture di coppia in chiusura di show.


Voto finale: 6.5/10, a essere sincero mi sono divertito per buona parte, la prima ora non è il massimo della qualità, ma gli ultimi tre match sono divertenti e con pochi problemi. Certo, c’è da dire che Razor Ramon vs Dean Douglas è più facile da apprezzare avendo seguito gli sviluppi a Raw. Ho recuperato un pre-show prima di vedere l’evento e ho notato quanto fosse importante lo show tv Superstars, che conteneva buona parte della costruzione delle rivalità, dando un maggiore spessore a quello che sembrava un pay per view fatto di fretta. So che questo è il periodo con Bill Watts dietro le quinte (che aveva fatto alcune cose buone in WCW, ma anche tanti errori), si nota un risveglio dell’idea di competizione con maggiore enfasi sulla tecnica e le qualità dei lottatori, anche se a risentirne è il lato dell’intrattenimento, che qui grida al concetto di B-Show per questo In Your House, il cui tanto proclamato cambio di cinture risulta un banalissimo ‘Diesel e Shawn Michaels prendono le cinture di coppia’ che non cambia nulla in federazione anche perché il giorno dopo non sono nemmeno loro a difenderle. Bret Hart contro LaFitte è un match meritevole, che andrebbe visto da chi apprezza le sfide tecniche (anche perché nel ’95 non c’è molto di cui raccomandare la visione). Sufficienza piena, non c’è King Mabel, Sid dura 7 minuti nel peggiore match e in generale ci sono più pregi che lati negativi.