lunedì 17 ottobre 2016

Raw episodio 104 (27 marzo 1995)

Recensione Raw 104
27 marzo 1995 da Stockton (California)
Durata show: 45:42

Puntata speciale di Raw che precede Wrestlemania XI, registrata da uno studio televisivo e con un singolo match all’interno, che tuttavia merita attenzione. Non mi soffermo sui filmati di recap o sui nuovi e brevissimi promo di lottatori e ospiti dell’evento perché non aggiungono nulla. Tecnicamente potete anche vedere questa puntata ed evitare l’intero periodo che precede Wrestlemania XI, ma rimane comunque uno show esterno al Wrestling. Al tavolo di commento per l’unico match dello show ci sono Jim Ross e Gorilla Monsoon.

Bret Hart vs. Owen Hart [No Holds Barred Match]
Si parla della sfida come l’atto finale della rivalità. Nessun conteggio fuori o squalifica, i lottatori combattono sulla rampa e poi vanno nel backstage, ma li vediamo tornare indietro (niente rissa nel backstage, sarebbe stata la prima volta a Raw), la telecamera rimane ferma sulla rampa d’ingresso. La maggior parte del match è una rissa, di solito combattono all’esterno del ring e se Bret ha un vantaggio iniziale poi è Owen a dominare nella fase centrale, combattendo in modo aggressivo. Nel finale Owen è scorretto e cerca di chiudere la sfida, si lancia dalla terza corda con un Dropkick ma Bret riesce ad evitarlo e lo lancia all’angolo per poi chiudere con la Sharpshooter. Owen cede in 12 minuti e 54 secondi ed è il fratello a vincere il match e la rivalità. 8/10, una gemma dimenticata della loro rivalità, ed è anche l’atto finale. I due rimarranno rivali per anni ma senza un’enfasi su sfide singole fra loro.


Voto finale: 6/10, il voto è riferito alla sfida di ottimo livello all’interno dello show e non a tutto il resto. Considerato che sono sempre le solite cose già viste nelle settimane precedenti, è uno show con il singolo scopo di costruire Wrestlemania XI, perciò preferisco parlarvi di com’è uscita questa costruzione. A mio parere pessima, incentrata tutta su un solo match dove chiaramente il Wrestling non è il punto focale. Diesel contro Shawn Michaels e Bret Hart contro Bob Backlund assumono un’importanza minore rispetto a Bam Bam Bigelow contro Lawrence Taylor. Non stiamo parlando di Goldberg, non è un ex giocatore che è divenuto wrestler, è un giocatore che non si è addestrato nel Wrestling. Bret Hart contro Owen Hart risulta l’unica ragione per seguire lo show.

Recensione TNA Victory Road 2004

Recensione TNA Victory Road 2004
07 novembre 2004 da Orlando (Florida)

Comincia un nuovo progetto per Cith Recensioni Wrestling Blog, e si tratta della recensione degli eventi mensili della Total Non-Stop Action. Siccome questo è il primo evento mensile, serve una doverosa premessa. La federazione è nata a Nashville nel 2002 come parte del circuito NWA (National Wrestling Alliance), con una struttura a pay per view con cadenza settimanale. La cintura massima della federazione è stata per anni lo storico NWA World Heavyweight Title, mentre una fra le grandi caratteristiche era una divisione di pesi leggeri o medio-massimi, la X-Division, capace di rubare la scena grazie ai suoi componenti (di cui hanno fatto parte anche veterani come Jerry Lynn e “X-Pac” Sean Waltman). Da molti la federazione è stata vista come un’erede della WCW, scomparsa l’anno precedente e in parte questa attribuzione è accettabile. Dopo 114 pay per view settimanali, si è passati alla struttura mensile, perciò Victory Road segna l’inizio di una nuova era per la federazione, con il cambio della sede degli show da Nashville a Orlando, in Florida. Un ring a sei lati (inizialmente erano quattro) ha permesso maggiore innovazione sul territorio americano, un’idea ereditata dalla Lucha Libre.
Successo o insuccesso? Considerato che nel 2016 la TNA è ancora attiva, si può dire che ormai ha raggiunto un’ottima fama pur con tanti alti e bassi (e certi ‘bassi’ sono stati terrificanti). Sono fan della federazione dalla prima metà del 2005, ma chiaramente come tanti altri fan questo apprezzamento è stato messo a dura prova dai continui cambiamenti. Perciò, godiamoci insieme questo viaggio a partire dall’inizio dell’era di Orlando, con un’arena fedele e un pubblico estremamente appassionato alla federazione.

This is TNA… the new face of Professional Wrestling!
Qualcosa che apprezzo molto della TNA è il montaggio prima degli eventi e la presentazione della card con i potenziali punti a favore dei lottatori, tutto per dare un’idea competitiva delle sfide, senza però perdere di vista il Wrestling tradizionale e il focus sulle sfide. Al tavolo di commento ci sono Mike Tenay e Don West.

Jeff Jarrett arriva nell’arena e non perde tempo al microfono di Shane Douglas.

Alex Shelley vs. Chris Sabin vs. D-Ray 3000 vs. Hector Garza vs. Jason Cross vs. Jerrelle Clark vs. Kazarian vs. LA Par-K vs. Matt Sydal vs. Michael Shane vs. Mikey Batts vs. Miyamoto vs. NOSAWA vs. Psychosis vs. Puma vs. Shark Boy vs. Sonjay Dutt vs. Sonny Siaki vs. Spanky vs. The Amazing Red [Twenty Man X-Division Gauntlet]
Voto: 8/10. Viene assegnata una coppa per chi riuscirà a vincere la sfida. Alcuni di questi lottatori hanno avuto un futuro glorioso, altri si sono rivelati delle meteore a breve termine. Ad esempio prendete Puma… l’attuale TJ Perkins, lì era ancora a inizio carriera, un po’ come altri componenti della sfida, mentre c’erano figure già più famose come Psychosis, La Parka ed Hector Garza. Altri come Kazarian sembravano avere un futuro promettente (è stato anche il rimo campione PWG) ma non hanno saputo concretizzare il successo. Invece è un peccato che Spanky e Matt Sydal siano durati poco in TNA.
Tornando alla sfida, Kazarian e Sonjay Dutt sono i primi partecipanti del Gauntlet, dove ogni minuto entra un nuovo lottatore e si devono eliminare gli avversari oltre la terza corda. Gli ultimi due rimasti invece devono affrontarsi e vincere per schienamento o sottomissione. I lottatori messicani si alleano fra loro, quelli giapponesi fanno lo stesso, tuttavia l’unico esterno che riesce a proseguire a lungo è Hector Garza, entrato con il numero 8, i giapponesi durano decisamente poco. Vedere stili di lotta differenti fra loro è ottimo, sicuramente il match è buono e funziona bene. La parte migliore è con gli ultimi tre ingressi, Amazing Red con il 18, Spanky con il 19 e Chris Sabin con il 20. Kazarian resiste dall’inizio, prima con l’aiuto di Bentley, suo partner di squadra, poi per conto suo. Gli ultimi quattro rimasti sono Sabin, Spanky, Garza e Kazarian. Spanky viene eliminato da Sabin, poi proprio Sabin viene eliminato da Garza. Arriva lo scontro finale che è breve ma combattuto, Garza manca una manovra aerea, Kaz va a schienarlo ma non ci riesce, allora il messicano chiude con un Victory Roll vincente, che lo porta a conquistare la coppa dopo 26 minuti e 35 secondi. Un’ottima sfida d’apertura, che grazie all’azione senza sosta permette ai lottatori della X-Division, specialmente quelli interni, ma anche Psychosis, di mettersi in luce e ottenere risalto. La scelta del vincitore è strana, perché questo ‘ritorno di Garza’ non lo ha portato da nessuna parte in TNA.
Hector Garza parla in spagnolo durante un’intervista ed è contento di aver trionfato al suo ritorno.

Promo sulla scelta di “The American Dream” Dusty Rhodes come direttore dell’authority, da votare perché ha esperienza, conoscenza e comprensione. Viene mostrata la votazione del pubblico, Rhodes guadagna il 54.8%, Vince Russo il 45.2% (nessun astenuto?), perciò viene eletto rappresentante.

Intervista a Dallas, Kid Kash e ai Naturals in vista del prossimo match. Kash come sempre si esalta un po’ troppo (ricordo le interviste dove diceva di saper fare tutto meglio di AJ Styles).

Dallas, Kid Kash & The Naturals (Andy Douglas & Chase Stevens) vs. Erik Watts, Johnny B. Badd, Pat Kenney & Ron Killings
Voto: 6/10. Ci sono un po’ di nomi provenienti dalla WCW in questa sfida, Johnny B. Badd è sicuramente il più noto. Dallas è il futuro Lance Hoyt, che qui era in piena fase di lancio essendo il tipico big man che farebbe gola a qualsiasi federazione che punta a costruire una stella in base all’aspetto fisico. I Naturals si sono rivelati una buona squadra per un paio d’anni, prima di essere superati da team migliori in seguito. Il match è breve e confusionario, è come se avessero compresso una sfida che richiedeva molto più tempo, tuttavia ci sono delle buone parti. Nel finale, Johnny connette con una Hurricanrana su Andy Douglas e “R-Truth” Ron Killings va a chiudere su di lui con un Sit-out Pedigree in 4 minuti e 45 secondi. Troppo breve per garantire di più, ma lo spettacolo è stato ben più che accettabile. Nessuno è riuscito a distinguersi rispetto agli altri a parte Ron Killings che ha ottenuto lo schienamento vincente.

Abyss è chiuso in una stanza buia per prepararsi al Monster’s Ball match, comincia a fare strani versi ed è nervoso.

Mascarita Sagrada vs. Piratita Morgan
Voto: 4.5/10. Sfida fra midget della Lucha Libre, improntata sul comedy marcato. Il pubblico non pare reagire al match, ma anche questo dura poco e si chiude in 3 minuti quando Piratita crede di aver mandato KO il rivale ma lui si rialza e chiude dopo un Arm Drag. Ho imparato ad apprezzare Sagrada parecchi anni dopo recuperando eventi messicani, è una leggenda ma questo match non lo aiuta ad emergere e la parte comedy non risulta divertente. Nulla di tremendo in ogni caso.

I 3 Live Kru si preparano alla sfida con il Team Canada, c’è anche Ron Killings con loro (è un componente della squadra ma ha combattuto in precedenza). Quella è l’occasione per riprendersi le cinture di coppia.

Il “Bad Guy” Scott Hall si presenta per parlare del main event, anticipa che Kevin Nash non sarà presente allo show, e che lui è neutrale, che vinca il Jeff migliore (fra Jarrett e Hardy). Hall parla della sfida perché si considera l’inventore del Ladder match.

NWA World Tag Team Title Match: Team Canada (Bobby Roode & Eric Young) (w/Scott D'Amore) (c) vs. 3 Live Kru (BG James & Konnan)
Voto: 6+/10. Nel 2004 il Team Canada si era affermato come il gruppo dominante della federazione, grazie al manager Scott D’Amore i suoi membri erano inseriti in ogni storia di rilievo della federazione, dagli aiuti a Jeff Jarrett fino al tentativo di dominare la X-Division e la divisione di coppia. BG James è Road Dogg della D-X e continua a usare le sue frasi classiche anche qui. Nel match i 3 Live Kru non riescono a far nulla di interessante, mentre il Team Canada si dimostra abile, ma nel finale D’Amore non riesce a intervenire per la presenza di Ron Killings e Konnan va a chiudere con il K-Factor (vi lascio immaginare da dove prende il nome) per schienamento dopo 6 minuti e 35 secondi. Nuovi campioni di coppia! Poco più che sufficiente, Roode e Young continuano a migliorare la loro affinità sul ring, puntando a diventare uno fra i migliori team della federazione, ma questo round va ai loro avversari, che come squadra non sono granché ma il pubblico li apprezza comunque.

Anche Raven è nella stanza buia ad attendere la sfida a tre più tardi nello show.

Promo pubblicitario a favore di Vince Russo per diventare direttore dell’authority. Non è ai livelli di quello di Rhodes e continua ad avere un netto svantaggio nei voti.

Roddy Piper si presenta con la t-shirt presa da una federazione innominabile ma coperta da una giacca sopra per presentare un segmento di cui non può dire il nome (Piper’s Pit). Il suo ospite è Jimmy Snuka, che viene esaltato come il migliore flyer (più di ogni ‘imitatore’) e i due riesumano una rivalità storica basata su Piper che lo ha colpito con una noce di cocco, perciò lo invita a colpirlo ad anni di distanza. Snuka non lo fa e viene interrotto da Kid Kash, che invece prende la noce di cocco in un’invasione di membri della X-Division e la usa contro Sonjay Dutt. Piper perde il controllo ed attacca Kash. Il segmento involontariamente tende a far capire che per Hot Rod una leggenda sarà sempre meglio di un giovane talento come quelli della X-Division. Non proprio il risultato sperato dalla TNA!

Anche Monty Brown è chiuso in una stanza al buio e pare perdere il senno, blaterando cose senza senso mentre si rivolge a Raven e Abyss.

Trinity si presenta sul ring con Brooklyn Brawler e Johnny Swinger, la New York Connection. Mentre dice che nessuno proverà ad affrontarla, viene attaccata alle spalle da Jacqueline, che pochi mesi prima era Cruiserweight Champion in WWE (se non sapete la storia di quel periodo dei pesi leggeri è meglio per voi).

Jacqueline vs. Trinity (w/Glen Gilberti & Johnny Swinger)
Voto: 3/10. Match che dura una manciata di secondi, siamo lontani dal livello qualitativo della futura divisione Knockout. Nonostante l’attacco iniziale a suo favore, Jacqueline viene sconfitta in 1 minuto e 50 secondi. Difficile capire il senso di questa sfida.

Aggiornamento sulla scelta del direttore dell’authority, ora Dusty Rhodes è al 55.5%, mentre Vince Russo è al 44.5%. Sono sempre più distanti fra loro.

Christopher Daniels ed Elix Skipper, i Triple X, avvertono gli AMW in vista del match che ci sarà più tardi nell’evento.

Abyss vs. Monty Brown vs. Raven [Monster's Ball Three Way Hardcore Match]
Voto: 7.5/10. L’idea della stipulazione è di chiudere per ore i lottatori in una stanza buia, privarli del sonno e del cibo per portarli vicini alla follia, ma considerato che almeno due di loro sono veterani dell’Hardcore non c’era nemmeno bisogno di pensare a qualcosa del genere. Il match è la quintessenza dell’Hardcore in versione ‘soft’. Tavoli, puntine da disegno, rissa generale, è un discreto scontro a tre, con una forte enfasi su Monty Brown, in rampa di lancio. Abyss, in una fra le sue manovre classiche, estrae le puntine da disegno da un sacchetto, ma è lui a finirci sopra. Raven lo scaraventa poi fuori dal ring sopra a un tavolo, ma “The Alpha Male” sfrutta il tavolo all’angolo per connettere con la Pounce su Raven e vincere il match in 8 minuti e 25 secondi. Brown festeggia la chiusura di una sfida di buon livello. A parte la X-Division, l’Hardcore fatto dalla TNA è il genere di match che preferisco, non eccede mai e risulta uno spettacolo guardabile e facile da apprezzare. Chiaramente Raven è perfetto per guidare sfide del genere, mentre Abyss a questo punto è ancora un “clone” di Mankind nel modo di comportarsi.

Immagini da una convention dove i lottatori interagiscono con i fan, che sembrano un po’ troppo esaltati, ma in parte riesco a capirli.

Intervista al Team Canada, qui rappresentato dall’X-Division Champion Petey Williams e dal manager Scott D’Amore, che anticipa che potrebbe abbandonare tutto nel caso che anche Petey dovesse perdere stasera.

TNA X-Division Title Match: Petey Williams (w/Scott D'Amore) (c) vs. AJ Styles
Voto: 8-/10. AJ Styles viene presentato come l’unico Triple Crown Champion, ha vinto tutte le cinture della federazione e a fine 2004 è già uno dei nomi di punta della TNA, di cui è diventato forse il simbolo principale negli anni a seguire, ma già qui era Mr. X-Division. Williams invece sembrava destinato a diventare una grande stella, tuttavia fra i membri del Team Canada si è affermato di meno rispetto a Bobby Roode ed Eric Young, limitando la sua carriera alla X-Division. La sfida è equilibrata e con ottime mosse fin dall’inizio, in particolare sono spettacolari i counter di AJ Styles, che arrivano dal nulla. D’Amore passa la mazza da hockey a Williams e lui la usa quando l’arbitro non vede per poi provare a chiudere, ma non è sufficiente. AJ cerca di eseguire una manovra all’angolo, ma D’Amore lo blocca ancora una volta, così è Williams ad avere un’opportunità e chiude con la Canadian Destroyer in 9 minuti e 49 secondi, mantenendo la cintura. Match frenetico che dura meno di 10 minuti. Senza interferenze esterne sarebbe stata una grande sfida, così il potenziale dei lottatori viene limitato anche se emergono comunque i loro punti di forza.
Dopo il match, il Team Canada cerca di infierire, ma AJ Styles manda al tappeto Scott D’Amore e scappa prima di essere attaccato dagli altri membri del team.

Jeff Jarrett si prepara al main event e nella sua stanza c’è Scott Hall seduto ad osservarlo. Jeff Hardy invece urla nel backstage per darsi la carica.

America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm) vs. Triple X (Christopher Daniels & Primetime) [Last Man Standing Tag Team Match]
Voto: 7+/10. Si tratta di due team che hanno fatto la storia della federazione nei mesi precedenti, di cui sono ricordati due Steel Cage match, il secondo di questi nella gabbia a sei lati (che è anche considerato uno fra i migliori match di sempre), che avverrà il mese seguente a questo evento a Turning Point. Nei Triple X faceva parte anche Low Ki, che in quel periodo non era più attivo in TNA. Qui per vincere bisogna prima schienare un avversario per far partire il conto di 10 da parte dell’arbitro. Il primo ad ottenere una chance è Chris Harris, che chiude su Christopher Daniels dopo due minuti dall’inizio della sfida, ma lui si rialza al conto di 8. I Triple X lavorano in squadra e riescono a chiudere con una mossa di team su Storm, che si rialza al conto di 9. Subito dopo il Fallen Angel lo colpisce con una sediata al ginocchio e lo schiena di nuovo. Stavolta James Storm non si rialza e viene sconfitto, perciò “Wildcat” Chris Harris rimane da solo contro entrambi, ma riesce a far volare Skipper su Daniels e si lancia con un Diving Legdrop sul Fallen Angel per schienarlo. Daniels non riesce a rialzarsi ed è fuori dalla sfida. Rimangono Harris e Skipper, il secondo cerca di usare una sedia, ma Wildcat connette con il Catatonic (Swinging Side Slam) proprio sulla sedia. Ovviamente Skipper non si rialza più e la sfida termina a favore degli AMW dopo 11 minuti e 12 secondi. La stipulazione fa sembrare i lottatori incapaci di resistere a lungo, James Storm viene eliminato presto, poi anche Daniels subisce la stessa sorte. Eppure certe parti del match sono ottime e i team sanno come funziona il gioco di squadra.
A sfida conclusa, Christopher Daniels attacca Chris Harris, poi i Triple X ammanettano insieme gli AMW per poi colpirli a sediate. Questo manda avanti la rivalità, non è ancora finita.

Intervista nel backstage a Jeff Jarrett, che dice che l’unica cosa che ha in mente è salire sulla scala e prendersi la sua cintura.
Al termine delle votazioni, il direttore dell’Authority è… Dusty Rhodes, con il 55.6% dei voti. L’American Dream parla di questa notte fantastica per la TNA e annuncia il Six Sides of Steel Cage match fra America’s Most Wanted e Triple X a Turning Point 2004. Poi Rhodes hypa un po’ la TNA con i fan dell’arena di Orlando e dice che da questo momento ci sarà la sua legge in federazione.

NWA World Heavyweight Title: Jeff Jarrett (c) vs. Jeff Hardy [Ladder Match]
Voto: 4.5/10. Avete presente quei match da incubo che non sembrano finire mai e che poi durano meno di quanto ci si aspetterebbe? Ecco la definizione adatta per questo Ladder match. Errori su errori, in particolar modo dal “Charismatic Enigma” Jeff Hardy, che sembra spaesato e senza idee il più delle volte. Ci sono parecchie mosse che sembrano del tutto fuori luogo, dai salti sulla scala con leva (e l’avversario lontano) al posizionamento della stessa. Hardy è un veterano della stipulazione, eppure qui non sa cosa sta facendo, Jarrett invece subisce per la maggior parte del tempo. Interviene Scott Hall, che si schiera dalla parte di Double J e attacca Hardy, poi arriva anche Kevin Nash armato di due chitarre, ma si schiera anche lui dalla loro parte e tutti e tre attaccano Jeff Hardy per permettere la vittoria facile di Jeff Jarrett dopo 18 minuti e 32 secondi di match. Uno fra i Ladder match più brutti che io abbia visto, che porta all’alleanza chiamata Kings of Wrestling (no, non quello spettacolare di Hero e Castagnoli, questo team TNA). Jeff Hardy viene derubato e tradito da chiunque avesse voce in capitolo.

In chiusura di show intervengono AJ Styles e i 3 Live Kru (Konnan, BG James e R-Truth) a salvare Jeff Hardy, scatenandosi contro i Kings of Wrestling, ma non pare servire a molto. Alla richiesta di Nash di una Open Challenge, da una limousine scende… “Macho Man” Randy Savage, che fa il suo debutto in TNA e calca la rampa d’ingresso, pronto a schierarsi contro Jarrett e compagni.


Voto finale: 6/10, la prima volta che ho visto questo evento lo avevo considerato deludente (da voto 4/10), invece in fase di recensione e alla seconda visione mi sono accorto che ci sono molti elementi che funzionano, non solo il Gauntlet della X-Division all’inizio è eccitante, ma anche AJ Styles contro Petey Williams funziona e la maggior parte dei match è guardabile o di buon livello, specialmente il Tag Team Last Man Standing match, che non è la migliore stipulazione per un 2 contro 2, ma funziona comunque grazie all’abilità dei lottatori. Inoltre, è un evento storico per la federazione, che comincia il suo ciclo di pay per view mensili da tre ore, in grado di offrire un prodotto migliore rispetto agli eventi settimanali. Per chi segue la TNA per la prima volta e decide di partire da questo evento, è facile notare l’enfasi sulla X-Division e sul ring a sei lati, che differenzia la federazione da quasi tutto il resto. È un buon mix fra federazione di livello nazionale e Wrestling che prende spunto dalle federazioni indipendenti. Purtroppo Jarrett contro Hardy non funziona ed è un main event che rischia di affossare l’evento. Il ritorno di Randy Savage non ha un grande mordente (e porta a uno fra i peggiori ritorni di sempre). La chiusura pare davvero un tentativo di far vedere che la TNA è l’erede spirituale della WCW, ma non è così. Show sull’orlo della sufficienza solo per l’impegno di molti lottatori, che hanno reso godibile qualcosa che il main event e il finale potevano affossare del tutto.

sabato 15 ottobre 2016

Raw episodio 103 (20 marzo 1995)

Recensione Raw 103
20 marzo 1995 da Stockton (California)
Durata show: 46:20

Mancano ancora due puntate a Wrestlemania XI e l’evento si avvicina sempre di più, con i lottatori che si preparano per il grande scenario.

Henry O. Godwinn vs. Razor Ramon
Il match non è privo di interferenze. The Roadie cerca di distrarre Ramon, mentre 1-2-3 Kid lo aiuta. Nel finale i due esterni sono determinanti, Kid connette con uno Spinning Kick su Roadie, Godwinn si distrae e Ramon lo solleva per il Razor’s Edge. 6-/10, non è stato un buon match, breve e con poca vitalità dai due lottatori. Anche se Godwinn non è di certo un lottatore dal grande talento, l’ho visto comunque fare di meglio, qui è proprio al suo minimo impegno.
A sfida conclusa, il Bad Guy viene intervistato a bordo ring e si rivolge a Jeff Jarrett, sentendosi pronto per il loro rematch a Wrestlemania. Ma anche se dovesse essere Bob Backlund a vincere la cintura contro Jarrett non gli creerebbe problemi perché vuole vedere Double J a mani vuote.

Viene annunciato Lex Luger contro Tatanka, atto finale in uno Steel Cage match… non a Raw, ma a Sunday Night Slam. In compenso ‘qui’ ci siamo ‘goduti’ la sfida chiusa per conteggio fuori.
Continua l’hype per Bam Bam Bigelow contro Lawrence Taylor (l’unica sfida che la federazione cerca di promuovere in modo così netto) e al tavolo di commento arriva il giocatore di football Steve McMichael, che in futuro farà da commentatore fisso a WCW Nitro.

Adam Croom & Raven Clark vs. King Kong Bundy (w/Ted DiBiase)
Handicap match due contro uno, ma cambia poco perché Bundy distrugge entrambi prima di connettere con uno Splash, andare per il cocky pin (quello con un piede solo) e vincere per schienamento. Squash.

Kama raggiunge il ring per provocare McMichael, anche lui sembra alla ricerca di una grande opportunità, ma il giocatore di football si rialza e lo scaccia dopo una breve rissa. E chiamavano Kama la Fighting Machine…

Wrestlemania Report senza novità, a parte un breve promo di Paul Bearer e The Undertaker contro King Kong Bundy, in cui il Deadman vuole riprendersi la sua urna e collezionare l’anima del rivale. Attendo il giorno in cui questi report verranno rimpiazzati da storie durante gli show perché sono una terribile perdita di tempo.

Prima del prossimo match, c’è un segmento relativamente importante, i Men on a Mission hanno attaccato gli Smoking Gunns in uno degli show secondari, perciò Oscar si scusa a nome loro, cercando una chiusura della rivalità.

WWF World Tag Team Title Match: The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn) (c) vs. The Heavenly Bodies (Jimmy del Ray & Tom Prichard) (w/Jim Cornette)
Jim Cornette ha lasciato il tavolo di commento per gestire il suo team. Riguardo agli Heavenly Bodies siamo verso la fine del loro stint in WWF, ho sempre visto questa squadra come se fosse un team di esterni che cerca di integrarsi con le altre squadre, non li ho mai visti come lottatori stabiliti all’interno della gerarchia, e quindi con risultati imprevedibili dei loro match ma senza mai avere un picco. Finalmente qui hanno un’opportunità titolata e la gestiscono abbastanza bene anche se esce una sfida troppo generica per fornire qualcosa di veramente buono. Nel finale, Jimy Del Ray prova un Inside Cradle su Billy Gunn, ma lui lo inverte e va a schienarlo, così gli Smoking Gunns mantengono le cinture di coppia. 6.5/10, un match più che guardabile, oltre la sufficienza, che non regala particolari emozioni e non coinvolge, ma fa il suo dovere. È l’ultimo match a Raw per gli Heavenly Bodies.

Viene annunciato il primo No Holds Barred match in televisione per la prossima puntata di Raw fra Bret e Owen Hart. La puntata si chiude con il tema di Wrestlemania (che è diventato in seguito il tema di Linda McMahon). Poi c’è altro hype per il confronto fra Lex Luger e Tatanka.


Voto finale: 3/10, football, football e ancora football. Wrestling? Sì, nel main event ce n’è a sufficienza, ma non pare rilevante. E poi c’è di più, ricapitolazione di rivalità in continuazione, se avete visto uno degli show precedenti non c’è nulla di nuovo che si aggiunge qui, tutta sponsorizzazione per Wrestlemania XI. Per fortuna il main event contiene un po’ di sano Wrestling di squadra, altrimenti sarebbe uno show del tutto vuoto. Non cambia molto perché rimane uno show che non offre nulla agli spettatori.

venerdì 14 ottobre 2016

Raw episodio 102 (13 marzo 1995)

Recensione Raw 102
13 marzo 1995 da Stockton (California)
Durata show: 45:39

Ultima sessione di registrazioni di Raw (tre puntate) prima di Wrestlemania XI. Al tavolo di commento ci sono ancora McMahon e Cornette. Si parte con la storia di Bret Hart razzista secondo Lawler, che è una fra le cose peggiori viste a Raw finora.

The Blu Twins (Eli Blu & Jacob Blu) vs. The Headshrinkers (Fatu & Sionne)
Avete presente il concetto di inconcludente? Questa sfida non porta da nessuna parte, potrebbe essere un buon confronto fra due team in un periodo dove la categoria ha perso tutto il suo valore (un anno prima era più interessante). Invece lo scontro si perde per strada, rissa, caos, e finale per doppio conteggio fuori. Ci si aspetterebbe una costruzione per Wrestlemania XI, invece niente, semplice riempitivo. 5/10, potenziale non espresso per un match che non è affatto malvagio, ma non dà alcuna soddisfazione per i motivi sopra indicati.

Viene annunciata la presenza di altri giocatori di Football a Wrestlemania XI a dar man forte a Lawrence Taylor, anche se sono di squadre differenti. Anche la Million Dollar Corporation si prepara alla sfida con Bigelow che ha il supporto dei suoi compagni e di Ted DiBiase. Per troppi minuti ci sono parti dedicate ai giocatori di Football, fra cui Steve McMichael che è pure diventato un lottatore (almeno in WCW).

Barry Horowitz vs. Jeff Jarrett
Anche Horowitz non è più il solito jobber, prima del match dice qualche parola al microfono. In questa sfida forse ha più azione lui del campione intercontinentale, che si ritrova a subire e poi fa il recupero miracoloso alla fine per poi vincere con la Figure Four Leg Lock. 5.5/10, breve ma con una situazione interessante in cui quello che dovrebbe perdere in fretta gestisce la sfida. Comunque, Horowitz non è un buon lottatore, almeno non da avere un’occasione del genere.

Bret Hart passa qualche secondo al microfono prima di prepararsi alla sfida con Lawler.

Wrestlemania Report, a parte le ripetizioni della scorsa settimana ci sono nuovi annunci. Owen Hart avrà un partner misterioso per affrontare gli Smoking Gunns (rivalità mai sviluppata a Raw), mentre Jeff Jarrett dovrà difendere la cintura intercontinentale contro Razor Ramon nel rematch di Royal Rumble. Lex Luger e British Bulldog affronteranno i Blue Twins. Inoltre, qui mi ero dimenticato di aggiungerlo io nella scorsa puntata, The Undertaker affronterà King Kong Bundy (per continuare la serie dei brutti match a cui Taker è sottoposto in quel periodo). Shawn Michaels fa è insieme a Pamela Anderson, che sarà la sua accompagnatrice.

Bret Hart vs. Jerry Lawler (w/Bull Nakano)
Cosa ci fa Bull Nakano dalla parte di Lawler? Per sottolineare il razzismo contro gli asiatici di Bret Hart, e anche qui ripeto che è una cosa senza motivazioni che porta avanti The King da settimane. Anche Jim Cornette è insistente su questo passaggio per tutto il commento. Intervengono come osservatori Bob Backlund e Hakushi, mentre Nakano gioca una parte attiva e ostacola Hitman come riesce. I due lottatori escono all’esterno del ring e Nakano blocca una gamba a Bret Hart, così Lawler ritorna sul ring e vince per conteggio fuori dopo 5 minuti e 36 secondi. 6-/10, durata standard di un match breve per quella che doveva essere l’attrazione dello show, c’è qualcosa di buono nei loro scambi sul ring ma tende a essere anch’esso inconcludente. Inoltre, non c’è alcun progresso nella rivalità fra Bret Hart e Bob Backlund, un’occasione sprecata per creare qualcosa.
A sfida conclusa, Hakushi distrae Hitman, Lawler lo attacca alle spalle ma si prende la sua rivincita sul ring.
Viene annunciato Razor Ramon contro Henry Godwinn per la prossima puntata di Raw, oltre a una sfida per le cinture di coppia. Jeff Jarrett concede a Horowitz una title shot alla cintura intercontinentale, ma Bob Backlund lo attacca in un finale caotico dove è lui a prendersi la possibilità titolata.


Voto finale: 4/10, è una puntata dove c’è poco Wrestling e serve soltanto da contorno ai ‘grandi nomi’ degli ospiti di Wrestlemania XI. Gruppi musicali, attori e attrici, giocatori di Football, sembra di tornare all’era della Rock ‘n Wrestling Connection delle prime due edizioni di Wrestlemania. Bret Hart contro Jerry Lawler non è una brutta sfida, ma non basta a rialzare uno show che riesce ad essere mediocre pure senza alcuna sfida squash all’interno. Uno show che delude le aspettative e manda avanti la costruzione delle rivalità soltanto a parole.

giovedì 13 ottobre 2016

Raw episodio 101 (06 marzo 1995)

Recensione Raw 101
06 marzo 1995 da Macon (Georgia)
Durata show: 46:11

Ultima puntata dalla Georgia, con un match atteso che occupa quasi metà show.

Shawn Michaels (w/Sycho Sid) vs. The British Bulldog
Come spesso succede, è Shawn Michaels ad adattarsi allo stile dell’avversario, partecipando a una sfida tecnica di lunga durata, caratterizzata da molte prese di sottomissione e buone abilità atletiche. Sid interviene più volte dall’esterno per ostacolare Bulldog, colpendogli la schiena con una ginocchiata, mentre Shawn Michaels riesce a emergere vincitore dalla sfida con la Sweet Chin Music dopo 17 minuti e 43 secondi. 8-/10, manca di emozioni ma risulta ottimo sulla qualità del lottato e per l’impressione che i due lottatori sembrino instancabili. La vittoria lancia HBK in vista della sfida contro Diesel.

Wrestlemania Report, il primo della serie, che ci guida alla conferenza stampa, dove vengono annunciati diversi match dello show, a partire da Diesel contro Shawn Michaels, e con il faccia a faccia fra Lawrence Taylor e Bam Bam Bigelow, con la sfida fra loro confermata (il main event di Wrestlemania XI). Inoltre Bret Hart contro Mr. Bob Backlund sarà un I Quit match.

Breve promo di Bob Backlund, che perde le staffe appena vede la telecamera.

Bob Backlund vs. Buck Quartermain
È una sorpresa vedere Quartermain cercare di superare l’avversario in modo simile a quanto aveva fatto 1-2-3 Kid in passato con Razor Ramon, arriva pure a eseguire uno schienamento, ma senza successo. Backlund interagisce con i fan prima di chiudere per sottomissione con la Chickenwing Crossface. Squash, quasi combattuto.

Viene annunciato Bret Hart contro Jerry “The King” Lawler come match a Raw, con immagini che risalgono all’inizio della rivalità a King of the Ring ’93.

Duke Droese vs. Steven Dunn (w/Harvey Wippleman)
Durante il match c’è un’intervista al telefono a Jerry Lawler, che continua a dare del razzista a Bret Hart (non ha senso oggi, e penso che non ne avesse all’epoca). Nuova veste per Duke, decisamente più adatta al netturbino. Dunn è passato dall’essere parte di un discreto tag team al ruolo di jobber senza reazioni. Duke chiude con uno Spinning Powerslam e vince per schienamento. Squash.
A sfida conclusa, c’è un po’ di Hardcore (non che si usasse già quel termine in WWE) con il bidone della spazzatura e Dunn subisce un altro pestaggio.


Voto finale: 6/10, metà show vede un singolo match di buona qualità, capace di garantire momenti di alto interesse, con Shawn Michaels e British Bulldog pronti a confrontarsi sul piano tecnico. Bulldog sembra forte e pericoloso, regge il confronto tranne nell’azione finale della sfida. Il resto è standard, ma ci sono un po’ di annunci per Wrestlemania XI e almeno questa settimana non si perde troppo tempo con la storia di Bam Bam Bigelow (se avete letto le mie altre recensioni recenti, saprete che fatico a trovare punti validi in quella storia, a parte la popolarità di Taylor). Forse il voto allo show è un po’ generoso perché per oltre 20 minuti non c’è nulla di interessante, eppure raccomando il match iniziale, con uno stile di lotta atipico per Michaels.

mercoledì 12 ottobre 2016

Raw episodio 100 (27 febbraio 1995)

Recensione Raw 100
27 febbraio 1995 da Macon (Georgia)
Durata show: 46:46

Centesimo episodio di Raw. Se vi sembra un grande traguardo, pensate che nello stesso periodo c’erano oltre 440 puntate di Wrestling Challenge. Ma si guarda a Raw come uno show capace di mantenere la sua longevità oltre i 1200 episodi dominando il lunedì sera televisivo americano, direi che questo è solo il primo passo di una lunga storia. L’evento non cerca di apparire come una puntata speciale perché c’è stato di recente il secondo anniversario a gennaio.
Nuova intro (the leader of Sports-Entertainment) e nuova sigla, decisamente più moderna e anni ’90, anche se la musica rimane la stessa. Una fra le cose che speravo di vedere era una sigla migliore e finalmente è arrivata. Purtroppo ci sono problemi tecnici durante la presentazione iniziale. Lex Luger si rivolge all’avversario per chiudere i conti con lui una volta per tutte.

Lex Luger (w/Chief Jay Strongbow) vs. Tatanka (w/Ted DiBiase)
Nativo Americano contro Nativo Americano, Jay Strongbow accompagna Lex Luger e durante il match ha una collisione con Tatanka, con cui era alleato mesi prima. Il match tarda a prendere ritmo e il suo problema principale è la lentezza generale, oltre alla riluttanza di Tatanka nel combattere. Il lottatore cerca una prima fuga senza successo, poi se ne va alla seconda occasione, così la sfida si chiude con la vittoria del Made in USA per conteggio fuori dopo 9 minuti e 24 secondi. 5.5/10, purtroppo è deludente come qualità del amtch, almeno mi aspettavo una chiusura chiara per questa rivalità che dura da prima di Summerslam ’94 ma continuano a esserci risultati sporchi.

Filmato su Superstars, dove Jerry Lawler ha cercato di barare in una Battle Royale a 20 uomini ma Bret Hart gli ha pestato un piede per costringerlo all’eliminazione (la vecchia regola che se un solo piede tocca a terra non si viene eliminati).

Larry Santo vs. Owen Hart
Sfida a senso unico, Hart domina e riesce a ottenere una vittoria veloce, chiudendo con la Sharpshooter. Squash, quando un lottatore combatte bene anche una sfida del genere è piacevole da seguire.

Intervista a Lawrence Taylor, che dice di non avere intenzione di combattere contro Bam Bam Bigelow ma molti gli chiedono di fare qualcosa e perciò lo sta valutando. Bigelow interviene in un’intervista dalla distanza e lo provoca ulteriormente per avere quel match contro di lui e si danno appuntamento per una conferenza stampa, mentre Taylor abbandona la sua sedia. La storia non mi coinvolge minimamente e deve portare al main event di Wrestlemania XI.

Bob Cook vs. Doink (w/Dink)
Doink si occupa del lato tecnico mentre Dink “intrattiene” con comicità di basso livello. Come se non bastasse, al Whoopie Cushion dalla terza corda viene aggiunto l’effetto sonoro della pernacchia. Squash, di quelli con troppa comedy all’interno.

Viene mostrato il finale della 20 men Battle Royale di Superstars, vinta da British Bulldog, che dunque affronterà Shawn Michaels nella prossima puntata di Raw.

Kama vs. Ken Raper
È difficile appassionarsi allo stile di lotta di Kama, anni prima del boom dei fighters nel Wrestling (quelli veri). Belly to Belly Suplex seguito da una STF, in tutto ciò non ci ho visto nulla da Fighting Machine come viene nominato. Squash.

Intervista a British Bulldog, che ha un forte accento inglese, poi si promuove la conferenza stampa di Wrestlemania XI.


Voto finale: 4/10, non è una puntata impressionante, anche se viene menzionato che è l’episodio 100 non ha il sapore di qualcosa di speciale. Tuttavia, apprezzo la nuova sigla (cambiano solo le immagini) che pare svecchiare un po’ lo show. Lex Luger contro Tatanka è deludente, poteva essere un buon match per chiudere la loro rivalità ma non è uscito nulla di realmente interessante. Lo show può piacere se si prova interesse per Taylor contro Bigelow, altrimenti tutti quei discorsi sulla rivalità risultano pesanti, un chiaro stimolo ad attirare gente che non è fan del Wrestling.

lunedì 10 ottobre 2016

Raw episodio 99 (20 febbraio 1995)

Recensione Raw 99
20 febbraio 1995 da Macon (Georgia)
Durata show: 46:19

Raw torna dopo una settimana di pausa, cambiando location. Compreso questo episodio, ne mancano ancora sei a Wrestlemania XI. Vengono mostrati Jeff Jarrett e Diesel che si preparano ad affrontarsi stasera per la cintura mondiale. Jim Cornette torna al tavolo di commento.

Bam Bam Bigelow vs. Gary Sabough
Il match passa in secondo piano perché si parla della rivalità fra Bigelow e Lawrence Taylor, dicendo che non ci sarà alcun match (ma sappiamo tutti che l’unica ragione per una rivalità del genere è di portare a una sfida). Bam Bam non ha problemi contro l’avversario e chiude con il suo Diving Headbutt. Squash.
A sfida conclusa, Bigelow continua a provocare Lawrence Taylor, chiedendo di affrontarlo in un luogo a sua scelta.

Adam Bomb vs. Rip Rogers
Bomb non ha difficoltà contro un avversario che pare un po’ avanti con gli anni, arrivando a vincere con un Flying Elbow Smash. Squash.

Viene premiato Bret Hart come wrestler del popolo secondo i lettori del WWF Magazine. Il segmento di premiazione si è tenuto a Superstars ma viene riproposto anche qui per intero.

King’s Court dove Jerry Lawler accusa Bret Hart di essere razzista con i giapponesi (pare per alcuni commenti fatti da Hitman contro di loro), poi chiama come ospite Shawn Michaels, che svela la sua nuova guardia del corpo… Sid (Vicious / Justice), che torna in federazione e fa un promo, ma come sempre è difficile capire quello che dice. Buon ritorno per Sid con un ruolo interessante (ma quanto durerà questa alleanza con HBK?)

Leroy Howard & Mark Starr vs. The Blu Twins (Eli Blu & Jacob Blu)
Già è un match di coppia senza interesse, poi si parla per tutto il tempo di Lawrence Taylor e Bam Bam Bigelow, quindi è come se la sfida nemmeno si svolgesse. I Blu Twins vincono con una combo di squadra. Squash.

Filmato su Diesel presente all’All Stars Weekend dell’NBA, dove ha fatto foto insieme ad alcuni giocatori.

WWF World Heavyweight Title Match: Diesel (c) vs. Jeff Jarrett (w/The Roadie)
La battaglia fra campioni, tuttavia non è un match intenso ed equilibrato come potrebbe sembrare. La qualità è buona, a volte pare un due contro uno perché Roadie interviene spesso. Diesel riesce a tenere il controllo per quasi tutto il match e va a chiudere con la Jacknife Powerbomb dopo 7 minuti e 24 secondi per mantenere la cintura mondiale. 7/10, quasi un dominio totale da parte di Diesel, ormai entrambi i lottatori sono migliorati al punto che questa prima opportunità titolata per Jarrett risulta una buona chance per lui anche se il risultato era scontato.

A match concluso anche Roadie subisce un Big Boot da Diesel, mentre arrivano Shawn Michaels e la guardia del corpo Sid ad osservarlo dalla distanza. HBK parla anche con Jim Cornette e sostiene la propria scelta del tenere Sid dalla sua parte.
In chiusura viene annunciato che come match per il centesimo episodio di Raw ci sarà Lex Luger contro Tatanka, probabilmente l’atto finale della loro rivalità.


Voto finale: 6/10, la presentazione della nuova guardia del corpo di Shawn Michaels è sicuramente il momento principale dello show perché porta al ritorno di Sid, uno fra i lottatori che tante volte sono parsi sul punto di entrare nel main event per poi trovarsi senza contratto (prima in WWE, poi in WCW), quindi è il ritorno di un lottatore che lentamente otterrà quelle opportunità, ma riparte come guardia del corpo di chi invece è già nel main event a giocarsi la cintura mondiale. Inoltre il main event è di buon livello, con Diesel che appare nel suo momento migliore della carriera fino a quel punto. Il resto conta poco, magari ai tempi sentir parlare di Bigelow contro Taylor aveva fatto furore, ma al giorno d’oggi non è ricordata come una buona rivalità e quei segmenti lo dimostrano.