giovedì 22 settembre 2016

Survivor Series (23 novembre 1994)

Recensione Survivor Series 1994
23 novembre 1994 da San Antonio (Texas)
Durata show: 2:42:12

L’ultimo pay per view del 1994 vede al tavolo di commento Vince McMahon e Gorilla Monsoon. Il match per la cintura mondiale viene messo a metà evento invece che in fondo, ed è quello che succede quando non si sa se la sfida sarà accettabile. Ancora una volta il regno di Bret Hart viene messo in secondo piano per far spazio al rematch di una fra le sfide più orrende dell’intero 1994, il Casket match a Royal Rumble.

The Bad Guys (Fatu, Razor Ramon, Sionne, The 1-2-3 Kid & The British Bulldog) (w/Afa & Captain Lou Albano) vs. The Teamsters (Diesel, Jeff Jarrett, Jim Neidhart, Owen Hart & Shawn Michaels) [Survivor Series Ten Man Tag Team Elimination Match]
Sicuramente questo è il match che mi interessa di più dell’evento, due squadre con ottimi nomi all’interno e tanto potenziale. La sfida non delude l’attesa, infatti i primi minuti sono incerti e senza eliminazioni. Poi se ne vanno Fatu, 1-2-3 Kid e Sionne, lasciando i Bad Guys in difficoltà. Poi se ne va anche British Bulldog. Razor Ramon è da solo, ma Shawn Michaels colpisce Diesel con un Superkick e lui si infuria con i compagni. Tutti lo seguono all’esterno e ironicamente l’intera squadra viene eliminata, con Ramon che si rialza sul ring e scopre di aver vinto dopo 21 minuti e 45 secondi. 7.5/10, sfida discreta e un po’ strana, Diesel è il wrestler più lanciato della sfida ed è la ragione della conclusione di essa. La rottura con Michaels con cui è campione di coppia è importante e dà grandi spunti per le puntate seguenti di Raw, oltre a renderlo uno fra i nomi principali della federazione.

Clowns 'R Us (Dink, Doink, Pink & Wink) vs. The Royal Family (Cheasy, Jerry Lawler, Queasy & Sleazy) [Survivor Series Eight Man Tag Team Elimination Match]
Era inevitabile che dopo una rivalità pessima arrivasse un match ancora più orrendo. Si poteva optare per una sfida di cinque minuti, invece è interminabile ma a senso unico. Doink è il primo eliminato, poi rimangono i suoi midget a farsi buttare fuori da quelli del team rivale. È un successo totale per la Royal Family dopo 16 minuti e 5 secondi. Chiaramente è una sfida comedy, anche se non c’è alcun momento che faccia ridere. 0/10, alcuni brevi confronti fra Doink e Lawler non sono pessimi, ma il resto è tremendo, assolutamente inguardabile per quella durata.
Dopo la sfida, The King insulta i suoi midget, dicendo di aver vinto lui e non loro, perciò si coalizzano insieme ai clown per tendergli un agguato e Doink gli sferra una torta in faccia. Triste comicità anni ’60 per chiudere nel modo peggiore.

WWF World Heavyweight Title: Bret Hart (w/The British Bulldog) (c) vs. Bob Backlund (w/Owen Hart) [Submission Match]
La storia del match è semplice, Bret Hart rappresenta la nuova generazione, Bob Backlund il passato che non vuole saperne di tramontare. Eppure, ancora una volta l’impressione è quella di una rivalità interna alla famiglia Hart, con British Bulldog e Owen Hart all’esterno. Il match è chiaramente tecnico, con richiami allo stile di inizio anni ’80 di cui Backlund è un esperto. Si tratta di una sfida lunga, sopra gli standard tipici della federazione. Hart applica sia la Sharpshooter che la Figure Four Leg Lock, ma l’avversario dimostra di essere tenace, e ha un grande aiuto dall’esterno. Owen interviene e colpisce il fratello, così Backlund può applicare la Chickenwing Crossface. Dopo minuti di agonia, è Owen a chiamare i genitori per chiedere di gettare il tovagliolo, così sono praticamente costretti a segnare loro la sconfitta per sottomissione di Bret Hart, che perde la cintura dopo 35 minuti e 11 secondi a favore di Backlund in un momento a sorpresa. 8+/10, la più grande delusione è la reazione dell’arena, quasi disinteressata alla sfida. Non ci sono nemmeno grandi fischi al momento della vittoria di Backlund, non pare avere alcun effetto. Il match però è di buona qualità, e non si vedono spesso sfide da 35 minuti. Tuttavia potrebbe anche risultare pesante per chi non è abituato alla Old School (e credetemi che questo non è un match tipico degli anni ‘90).

Guts And Glory (Adam Bomb, Bart Gunn, Billy Gunn, Lex Luger & Mabel) (w/Oscar) vs. The Million Dollar Team (Bam Bam Bigelow, Jimmy del Ray, King Kong Bundy, Tatanka & Tom Prichard) (w/Ted DiBiase) [Survivor Series Ten Man Tag Team Elimination Match]
A differenza della sfida iniziale, questa risulta decisamente meno interessante, nei Guts and Glory l’unico trascinatore è Lex Luger, mentre il team rivale ha diversi wrestler coinvolti nella storia. Mabel elimina Prichard, poi viene contato fuori. Bigelow torna a combattere ai livelli buoni dell’anno precedente ed elimina Adam Bomb con un Moonsault. Poi è Luger a eliminare Del Ray. Tatanka elimina Bart Gunn, mentre Billy è eliminato da Bundy. Il Made in USA rimane da solo ad affrontare i tre avversari rimasti e riesce ad eliminare Tatanka, ma subisce uno splash da Bundy e viene sconfitto in 23 minuti e 21 secondi. Quindi Bigelow e Bundy sono i due sopravvissuti della sfida. 6-/10, match abbastanza noioso, manca lo starpower della prima sfida ad eliminazione. Il recupero finale di Lex Luger non appare mai credibile e non arriva nemmeno vicino alla vittoria, la squadra rivale è superiore e non c’è alcuna ragione per credere il contrario.

The Undertaker (w/Paul Bearer) vs. Yokozuna (w/James E. Cornette & Mr. Fuji) [Casket Match (Special Enforcer: Chuck Norris)]
Per concludere, un’altra sfida di Undertaker che risulta quasi un disastro (dopo i terribili match contro il Fake Undertaker a Summerslam e il primo Casket match contro Yokozuna a Royal Rumble). Chuck Norris è carismatico a sufficienza per intrattenere all’esterno del ring, fermando un’orda di lottatori che intervengono per il gusto di andare contro Undertaker (e ancora una volta non c’è una ragione specifica, non c’erano alleanze). Jeff Jarrett addirittura subisce un calcio da parte di Norris. Il Deadman riesce a gettare Yokozuna nella bara, poi spezza la bandiera giapponese e la getta dentro prima di chiuderla per arrivare alla vittoria dopo 15 minuti e 24 secondi. 5+/10, pessima azione sul ring, mentre quello che succede all’esterno intrattiene di più. Non doveva essere il main event, è fuori dalla sua posizione ideale, per fortuna non è pessimo come il loro primo Casket match, ma non si tratta di una sfida accettabile.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Si parte con una breve introduzione sui team dell’evento, tutti impegnati a discutere sui propri match.
  • -          Owen Hart spiega che era il suo piano quello di coinvolgere i genitori per portare alla resa del fratello Bret, perciò è soddisfatto di avergli causato la fine del suo regno titolato.
  • -          Bob Backlund è euforico per la vittoria della cintura mondiale in un’intervista.



Voto finale: 4.5/10, dopo alcuni buoni pay per view arriva una battuta d’arresto, dove il migliore match, quello fra Bret Hart e Bob Backlund per il titolo WWF, viene posizionato a metà per lasciar spazio a un altro Casket match fra Undertaker e Yokozuna che non ha particolare mordente (diciamo la verità, la stipulazione non è granché se non ci sono idee su come renderla piacevole). Fra i due match ad eliminazione spicca il primo per la situazione che si va a creare fra Diesel e Shawn Michaels. Penso che Bob Backlund in possesso della cintura sia una scelta un po’ strana, è chiaro che non si voleva puntare su di lui ma usarlo come traghetto per Diesel per evitare una rivalità dal grande potenziale fra Bret Hart e Diesel, magari come main event di Wrestlemania XI, ma le cose sono andate diversamente. Non si può dimenticare che c’è un match da 16 minuti del tutto inguardabile con Doink e Jerry Lawler, perciò è un’edizione di Survivor Series in cui due match risultano interessanti, il resto è evitabile e sconsigliato da parte mia.

mercoledì 21 settembre 2016

Raw episodio 87 (21 novembre 1994)

Recensione Raw 87
21 novembre 1994 da Bushkill (Pennsylvania)
Durata show: 46:41

Ultima puntata di Raw prima di Survivor Series, a pochi giorni di distanza. Jim Cornette prende il posto al tavolo di commento. Nemmeno il tempo di iniziare che Razor Ramon viene assalito dai membri del team rivale delle Survivor Series, quindi il match viene posticipato più avanti nello show.

Chris Kanyon vs. Tatanka
Kanyon è ancora nella fase iniziale della carriera e questo vuol dire che svolge a dovere il ruolo di jobber. Tatanka connette con l’End of the Trail e vince dopo 4 minuti e 37 secondi. Squash.

Adam Bomb vs. Jason Ahrndt
Bomb entra con uno strano effetto scenico e del fumo verde ad accompagnarlo, poi vince velocemente contro l’avversario dal cognome impronunciabile. Pump Handle Slam e schienamento in 2 minuti e 26 secondi. Squash.

Irwin R. Schyster vs. Matt Hardy
Il peggiore fra i tre match visti finora, IRS è noioso sul ring e Hardy non sembra abile a rendere efficaci le mosse subite. Arriva il Write Off per una chiusura facile dopo 2 minuti e 52 secondi. Squash.

WWF Intercontinental Title Match: Razor Ramon (c) vs. Diesel
Questa è la sfida più interessante e mi fa piacere vedere che per una volta il match di punta è alla fine invece che all’inizio, ma probabilmente è per via dell’attacco iniziale. Ramon non pare soffrire e fuori dal ring ci sono i membri dei due rispettivi team delle Survivor Series. Diesel cerca di finire il campione con la Jacknife Powerbomb, ma lui sfugge all’attacco. Il Bad Guy connette con una serie di pugni prima di gettare l’avversario a terra con un Bodyslam. Non c’è nemmeno il tempo di connettere con il Razor’s Edge che Jeff Jarrett, Owen Hart e poi anche i membri dell’altra squadra si trovano ad intervenire, causando il No Contest dopo 11 minuti. Pare esserci un post-match, ma viene tagliato perché lo show era ormai in fase di chiusura. 5.5/10, sicuramente non il migliore confronto fra questi due lottatori, tutto serve alla costruzione del match 5 contro 5.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Pubblicità su un videogioco della WWE sul Sega Genesis, con il match fra Undertaker e Yokozuna, ma le statistiche sono modificabili, perciò non penso che sia molto fedele alla realtà.
  • -          Video che ricapitola l’intera rivalità fra Jerry Lawler e Doink The Clown. Si tratta di un feud orrendo, perciò non è piacevole rivedere tutto quello che è successo e lo sviluppo demenziale della ‘rivalità’.
  • -          King’s Court con ospiti i midget di Lawler, ma i midget di Doink colpiscono di nascosto con delle pistole ad acqua per rovinare il segmento. Non solo è stupido, ma dura anche diversi minuti.
  • -          Conclusione della storia di IRS che riesce a recuperare le tasse da un defunto, gli viene fatta spostare la bara e il terreno diventa di sua proprietà.
  • -          Survivor Series Report che a questo punto non ha più nulla di nuovo da offrire, c’è parecchia enfasi per Undertaker contro Yokozuna.



Voto finale: 4/10, il match di cartello è accettabile, non ci sono dubbi al riguardo, anche se come era facile aspettarsi serve solo a scatenare il caos in vista di Survivor Series. Razor Ramon e Diesel comunque hanno un’ottima affinità sul ring. Il King’s Court raggiunge un nuovo punto basso con la rivalità fra Lawler e Doink, ormai insopportabile e per fortuna vicina a concludersi. Non c’è molto sulle rivalità principali dell’evento, e dopo tutti questi episodi direi che certi match sono stati costruiti anche troppo. Di sicuro non è un buon show prima del pay per view.

martedì 20 settembre 2016

Raw episodio 86 (14 novembre 1994)

Recensione Raw 86
14 novembre 1994 da Bushkill (Pennsylvania)
Durata show: 34:45 (tagliato per problemi di trasmissione)

Al tavolo di commento c’è Ted DiBiase al posto di Jerry Lawler. Lo show è tagliato di tutta la parte iniziale e indovinate cosa viene a mancare? Il match di punta, 1-2-3 Kid contro Bob Backlund, l’unica valida ragione per seguire lo show. Posso darvi le uniche informazioni in mio possesso, la sfida dura 5 minuti e 2 secondi e vede Backlund sottomettere l’avversario alla Chickenwing Crossface.

Mabel vs. The Blue Phantom
Stavolta ritorna Oscar a fare il rap per Mabel, anche se non se ne sentiva il bisogno. La sfida è breve e a senso unico, con un Running Side Slam a chiuderla. Squash.

Gary Sabough vs. Jeff Jarrett
Jarrett trova un avversario competitive per quello che dovrebbe essere un match facile. Dopo diversi minuti riesce a chiudere con la Figure 4 Leg Lock. Squash… anche se non del tutto.

Aldo Montoya vs. The Brooklyn Brawler
Se avete presente nelle vecchie recensioni il jobber PJ Walker, ecco, lui è Aldo Montoya (il futuro Justin Credible della ECW). La maschera gialla e in buona parte aperta è orrenda. Anche questo match non è visionabile su WWE Network a causa dei problemi tecnici. Non è difficile immaginare come sia finito visto chi era l’avversario di Montoya.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Al termine del primo match (purtroppo non visibile) scatta la rissa fra Bret Hart e Bob Backlund, che vengono separati da arbitri e dirigenti. Hitman riesce ad applicare la Sharpshooter all’esterno del ring, ma viene separato un’altra volta.
  • -          Survivor Series Report con un altro promo di Chuck Norris, che mostra in azione il suo Roundhouse Kick, poi c’è la risposta di Tatanka (che non ha nulla a vedere con la sfida di Norris). Per il resto non c’è nulla di nuovo, è sempre il solito ripasso sui match che ci saranno al pay per view.
  • -          Altro promo di IRS dove si lamenta di un morto che non ha pagato le tasse.
  • -          King’s Court con ospite Owen Hart, che supporta Bob Backlund e lo considera il grande campione degli anni ’80 (perché si sa che l’uomo che ha dominato quell’epoca è il campione WCW e quindi è innominabile). British Bulldog lo interrompe e gli dice che non getterà mai la spugna per Bret Hart, ma Owen gli dice che spera di vedere prima soffrire suo fratello, per poi essere umiliato nella Chickenwing Crossface.
  • -          Ted DiBiase prova a far entrare Aldo Montoya fra i suoi lottatori, ma lui gli risponde in portoghese, perciò il Million Dollar Man gli mostra i dollari.
  • -          Breve intervista alla campionessa femminile Alundra Blayze, che sarà impegnata in un tour giapponese.
  • -          Viene annunciato Razor Ramon contro Kevin Nash per il titolo intercontinentale durante il prossimo show.



Voto finale: 2/10, la versione ‘ufficiale’ su WWE Network è notevolmente tagliata con due match mancanti e la sensazione di diversi pezzi in meno, ci sono oltre 10 minuti tagliati. Il King’s Court è decisamente interessante, mentre per le altre reazioni è proprio quello che manca a renderle meno efficaci. Probabilmente sarebbe anche un episodio discreto, ma appunto è impossibile giudicarlo senza tutti quei pezzi mancanti.

Raw episodio 85 (07 novembre 1994)

Recensione Raw 85
07 novembre 1994 da Bushkill (Pennsylvania)
Durata show: 45:59

Primo degli ultimi tre episodi registrati in blocco prima di Survivor Series. Con Randy Savage fuori dalla federazione, il suo posto al tavolo di commento viene preso da Jerry Lawler, che diventerà uno fra i commentatori più longevi della storia e uno dei volti storici di Raw.

Bret Hart & The British Bulldog vs. Jim Neidhart & Owen Hart
I quattro lottatori della famiglia Hart sullo stesso ring, questo sì che è il match perfetto per aprire lo show. Agilità e tecnica, c’è tutto quello che serve per lo scenario ideale. Bret e British Bulldog non hanno l’esperienza da tag team ma poco importa se il match risulta così buono. Nel finale, Owen vola fuori dal ring e Bret va a chiudere con la Sharpshooter su Jim Neidhart, facendolo cedere dopo 15 minuti e 37 secondi. 8+/10, grande sfida per uno show settimanale, è il miglior match che si è visto da diversi mesi a Raw. La chiusura a favore di Bret Hart potrebbe essere l’atto finale della rivalità con suo fratello Owen.

Bam Bam Bigelow vs. Tyrone Knox
Knox fisicamente mi ricorda Ahmed Johnson, anche se non con la stessa muscolatura. Però è una sfida a senso unico, Bam Bam domina prima di chiudere con un Enzugiri tramite schienamento. Squash.
Dopo il match, Ted DiBiase paga Bigelow con una mazzetta di dollari.

Doink vs. Pat Tanaka
Tanaka lottava a fine anni ’80 negli Orient Express, qui invece è relegato al ruolo di jobber e dura poco contro Doink, che vince ancora una volta con il Whoopie Cushion dalla terza corda. È il match peggiore dello show. Squash.
Dopo la sfida, Doink ruba la corona di Jerry Lawler e festeggia con i suoi midget clown.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Survivor Series Report dove viene mostrato un video di Chuck Norris, che come arbitro speciale del match fra Undertaker e Yokozuna farà il suo dovere, e già anticipa che potrebbe dover ricorrere a qualche mossa uscita da Walker Texas Ranger. Tutti vogliamo vedere un suo Roundhouse Kick! Per il resto vengono ripetute le sfide già annunciate.
  • -          Pubblicità sullo schermo del Sega Genesis (Sega Mega Drive), non c’entra nulla con lo show ma è interessante nel ’94, considerato che è uscita un po’ di anni prima e che in quel periodo in Giappone usciva il Sega Saturn.
  • -          Verso metà show McMahon svela che Randy Savage non sarà più parte della federazione e lo ringrazia per il suo contributo. Ovviamente l’anno dopo Macho Man vedrà una sua parodia in una serie di vignette.
  • -          King’s Court con ospite 1-2-3 Kid. Lawler spiega che la prossima puntata lui dovrà affrontare Bob Backlund, che si presenta per un attacco a sorpresa, ma arriva Bret Hart ad evitare che Kid venga colpito.
  • -          In chiusura di show i midget di Doink e quelli di King Lawler si provocano a vicenda in un segmento del tutto evitabile.



Voto finale: 6.5/10, il match d’apertura è ottimo, grande azione per i due tag team. Purtroppo quello che segue non ha lo stesso buon ritmo, in particolare ci sono un’infinità di parti con Doink e Jerry Lawler in quella che è veramente una rivalità demenziale e senza alcun gusto, che ogni volta mette a dura prova l’intelligenza degli spettatori (e infatti non c’è una buona reazione da parte del pubblico). Prosegue ancora a distanza la rivalità fra Bret Hart e Bob Backlund, e poi c’è Chuck Norris, tutto sommato è uno show più che sufficiente.

lunedì 19 settembre 2016

WCW Fall Brawl (18 settembre 1994)

Recensione WCW Fall Brawl 1994
18 settembre 1994 da Roanoke (Virginia)
Durata show: 2:46:45

Un evento WCW nella seconda metà del 1994 senza Hulk Hogan nel main event? Molto interessante.

WCW World Television Title Match: Lord Steven Regal (w/Sir William) (c) vs. Johnny B. Badd
Alcune fasi sono molto simili o identiche al loro match del pay per view precedente, ma a livello qualitativo questa è un’ottima sfida. Johnny B. Badd è nel suo periodo migliore della carriera, addirittura connette con un Headscissors impressionante. Regal cerca ancora una volta la vittoria barando grazie al manager, ma l’arbitro glielo impedisce e Johnny arriva a chiudere con un Backslide, schienandolo dopo 11 minuti e 8 secondi per conquistare la cintura televisiva. Grande chiusura e pubblico veramente coinvolto da questa sfida. 8+/10, un po’ per la folla presente e in buona parte per la qualità del match, è una vera sorpresa e la sfida perfetta per aprire l’evento. Il regno di Regal si chiude con uno fra i suoi migliori match.

Cactus Jack vs. Kevin Sullivan (w/Dave Sullivan) [Loser Leaves WCW Match]
Incredibile nota dolente in questo evento, i match in cui lo sconfitto deve abbandonare la federazione dovrebbero sempre avere un mordente per interessare alla gente. Questo segue lo split fra i due lottatori che erano diventati campioni di coppia anche se per poche settimane. Lo scontro è durissimo ma Cactus Jack ne esce male, dall’esterno Dave Sullivan fa in modo di farlo rimbalzare contro una sedia e Kevin si limita a chiudere dopo 6 minuti 38 secondi. Terribile ultimo match per uno fra i migliori lottatori degli ultimi tre anni, assolutamente ingiusto nei suoi confronti. 4.5/10, c’è tanta amarezza nel vedere uno fra i favoriti dai fan andarsene in quel modo, con qualche minuto in più sarebbe stata una buona sfida.

Ricky Steamboat dovrebbe affrontare Steve Austin per la cintura americana, ma è infortunato e il commissario Nick Bockwinkle si ritrova ad assegnare la cintura d’ufficio al suo avversario. Austin è soddisfatto ma deve fare la prima difesa proprio ora contro… Jim Duggan.

WCW United States Heavyweight Title Match: Steve Austin (c) vs. Jim Duggan
Non è un match di Wrestling, è un piccolo siparietto stupido in cui Austin si lamenta per 30 secondi del suo avversario, poi Backdrop e schienamento in tuffo. Steve Austin perde la cintura in 35 secondi di regno, e non vedrà più alcuna gloria nell’ultimo periodo in WCW. Squash, un altro risultato ingiusto, è questo il premio per l’ottimo lavoro svolto da Austin nel suo lungo regno mondiale? Venire distrutto da un wrestler degli anni ’80 che già era ripetitivo a quei tempi?

WCW World Tag Team Title Match: Pretty Wonderful (Paul Orndorff & Paul Roma) (c) vs. Stars And Stripes (Marcus Alexander Bagwell & The Patriot)
The Patriot è uno fra i lottatori che non sono mai riuscito a digerire, nel 1997 si è trovato immediatamente nel main event in WWE a lottare contro Bret Hart per la cintura mondiale. Il suo unico vantaggio è di avere una maschera americana e risultare patriottico. Bagwell è ancora anonimo a quel punto della carriera, dopo anni in cui non è emerso come popolarità. La sfida non è granché, c’è un ottimo Piledriver all’esterno di Orndorff ma a parte quello va sul tradizionale, prese statiche e mosse basilari in una WCW che cerca quasi di cancellare la sua evoluzione degli ultimi anni. The Patriot non è l’uomo legale e l’arbitro lo caccia fuori, mentre Paul Roma va a chiudere su Bagwell dopo 12 minuti e 54 secondi in un finale confusionario. 5/10, c’è veramente poco di buono nel match, Orndorff fa un buon lavoro ma gli altri tre sono tremendamente noiosi.

WCW World Heavyweight Title #1 Contendership: Sting vs. The Guardian Angel vs. Vader (w/Harley Race) [Triangle Elimination Match]
In italiano lo si potrebbe chiamare triangolare, ma non è nemmeno il termine corretto perché è una sfida divisa in due fasi visto che non esisteva ancora il concetto di Three Way o Triple Threat nel Wrestling (almeno non nelle federazioni maggiori americane). Si va a round e la prima sfida è fra Guardian Angel (che poi è già parzialmente Big Bossman come modo di comportarsi) e Vader. I due ormai sono abituati a combattersi a vicenda e quello che mi impressiona di più è vedere Vader dominare sia in potenza che agilità, per poi chiudere con un Pump Splash dopo 7 minuti e 4 secondi.
La seconda fase è decisamente più epica, Sting è uno fra i personaggi più carismatici della WCW e lo dimostra fin da subito. Il match ha una cadenza a minutaggio, arrivando oltre i 20 minuti della scadenza (e nel frattempo ci sono ottimi momenti, compreso il Vadersault). Purtroppo l’ultimo minuto è totalmente sfasato, Vader parla a Sting e sembra quasi dirgli ‘prendiamocela con calma’, infatti il tempismo è sbagliato ed è incredibile vedere rallentare un match del genere all’improvviso per non rischiare di arrivare allo schienamento. Si va all’overtime, dove vince il primo che butta giù l’avversario. Sting riesce a buttare giù Vader ma l’arbitro è impegnato con Harley Race, perciò arriva il misterioso uomo mascherato ad attaccare Sting, portando Vader a vincere appena l’arbitro si volta verso il ring dopo 30 minuti e 22 secondi (totali, comprensivi del primo round). 8.5/10, per me questo ‘triangolare’ è ottimo, la fase Vader contro Sting è sicuramente epica e c’è tutto il loro impegno, oltre a considerare che il Big Man è rimasto sul ring per 30 minuti senza rallentare il ritmo.

Arn Anderson, Bunkhouse Buck, Col. Robert Parker & Terry Funk (w/Meng) vs. Dustin Rhodes, Dusty Rhodes & The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) [War Games Match]
I War Games sono una stipulazione basata su due ring, nella gabbia d’acciaio e con ordine d’ingresso a tempo, con vittoria solo tramite sottomissione. Cominciano Dustin Rhodes e Arn Anderson, mentre gli heel hanno il vantaggio dell’ordine d’ingresso. Dusty Rhodes entra per ultimo ed aggredisce Robert Parker (non capisco il senso di avere lui nel match e non Meng), applicandogli la Figure Four Leg Lock per poi farlo cedere e portare la vittoria al suo team dopo 19 minuti e 5 secondi. Finale prevedibile. 6.5/10, ci sono alcune fasi interessanti, in particolare quella iniziale dove Dustin appoggia la testa di Arn Anderson fra un ring e l’altro in una manovra rischiosa. A differenza di molti War Games non c’è sangue e la violenza è ridotta, diminuendo il senso di ‘sfida decisiva’ fra le due squadre.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Si comincia con l’inno nazionale americano, l’evento è altamente patriottico con diversi momenti di ‘orgoglio americano’.
  • -          Lungo filmato riassuntivo sulla rivalità fra Hulk Hogan e Ric Flair, con l’assalitore misterioso di Clash of the Champions 28. Vi raccomando di leggere la mia recensione se siete interessati agli avvenimenti di quello show.
  • -          Breve promo di Bunkhouse Buck e compagni in preparazione ai War Games.
  • -          Breve promo anche di Rhodes e dei Nasty Boys, i War Games si avvicinano.
  • -          Confronto a distanza fra Hulk Hogan, che è in palestra ad allenarsi, e Ric Flair, che invece fa festa e ha la sua cintura ‘big gold’, quella storica NWA che poi è diventata la cintura mondiale internazionale della WCW. I due si parlano insieme e Flair dice di essere il vero campione del mondo, ma Hogan lo vuole sul ring contro di lui. Nick Bockwinkle prende una decisione e decide che loro si affronteranno ad Halloween Havoc in uno Steel Cage match, con lo sconfitto costretto al ritiro dalla lotta. E quella è una stipulazione significativa per entrambi. Grande segmento, uno fra i punti più alti del pay per view.
  • -          Lungo riassunto dell’intera rivalità fra le due squadre dei War Games, devo dire che a livello organizzativo è uscito bene grazie alla presenza di Dusty Rhodes e dei suoi ottimi promo.



Voto finale: 6/10, qui giudicare l’intero evento è più difficile del solito. Ci sono due ottimi match ed entrambi meritano di essere visti. Il Triangle Elimination match è ottimo, Sting e Vader offrono spettacolo e c’è attesa verso la conclusione. Inoltre, Regal contro Johnny B. Badd è a sorpresa un’altra ottima sfida contro ogni mia aspettativa. Anche il main event è passabile. E poi c’è qualcosa di indecente, Cactus Jack abbandona la WCW in un match che è umiliante, mentre Steve Austin vede il suo slancio distrutto da Jim Duggan nell’era Hogan fatta di gente degli anni ’80 che domina la scena a scapito dei talenti interni della federazione. È fastidioso perché fa male da vedere ma aiuta ad attirare più spettatori, e questa è la stessa tattica usata dalla TNA circa 15 anni dopo con risultati catastrofici. Sembra davvero che nessuno riesca ad imparare da questi errori, il successo momentaneo rischia di avere delle conseguenze disastrose (tipo trovarsi con Steve Austin e Mick Foley catalizzatori del successo della WWE sulla WCW quattro anni dopo).

domenica 18 settembre 2016

WCW Clash of the Champions 28 (24 agosto 1994)

Recensione WCW CLASH OF THE CHAMPIONS XXVIII (28)
24 agosto 1994 da Cedar Rapids (Iowa)
Durata show: 1:48:56

Lo show ha dei problemi tecnici, perciò la versione su WWE Network è la “più completa possibile” ma parte senza alcuna introduzione, giusto in tempo per la sfida iniziale.

Pretty Wonderful (Paul Orndorff & Paul Roma) vs. The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags)
I Nasty Boys sono passati fra i beniamini del pubblico e sono tifati in questa sfida. Non ci sono le cinture in palio, quindi il risultato è abbastanza scontato. I Nasty Boys riescono a dominare nelle fasi finali e Saggs chiude su Orndorff con un Flying Elbow Drop. Non c’è la certezza che lui fosse l’uomo legale, ma viene comunque assegnata la vittoria ai Nasty Boys dopo 9 minuti e 33 secondi. 5.5/10, sfida pianificata male, con i Nasty Boys ci vorrebbe sempre una stipulazione speciale di supporto per migliorare il loro rendimento. Sfida di costruzione per dare un’opportunità titolata ai due lottatori.

WCW United States Heavyweight Title: Steve Austin (c) vs. Ricky Steamboat [No Disqualification Match]
Purtroppo si tratta dell’ultimo grande match di rilievo di Steamboat, a causa di un infortunio imminente che gli causerà la fine della carriera. In questo match si intravede una prima versione della Stunner (qui chiamata semplicemente Jawbreaker, spezza mascella). La sfida è un po’ lenta, ma appena guadagna ritmo diventa buona, quasi al livello di quella di Bash at the Beach. Nel finale i due lottatori danno vita a una serie di schienamenti e contrattacchi e la spunta Steamboat con uno Small Package, chiudendo dopo 16 minuti e 2 secondi per vincere la cintura americana, ponendo fine all’ottimo regno di Austin. 8+/10, non mi è piaciuto come il precedente ma è sempre una sfida appassionante, ed è senza dubbi il migliore match dello show. Steve Austin è ancora una volta abile a farsi odiare per tutto il match, mostra già il potenziale da wrestler di punta, anche se la situazione in WCW comincia a diventare satura di vecchi ritorni, impedendogli di scalare i vertici.

Bunkhouse Buck & Terry Funk (w/Col. Robert Parker & Meng) vs. Dustin Rhodes & Dusty Rhodes
Prima del match viene mostrato un fantastico promo di Dusty Rhodes, che cerca di motivare il figlio e poi lo abbraccia dopo avergli offerto il suo aiuto. Il match purtroppo non è granché, difficile aspettarsi buone prestazioni dall’American Dream a quel punto degli anni ’90. Però il suo carisma e quello di Terry Funk dilagano per tutta la sfida. Dopo 7 minuti e 27 secondi, interviene Arn Anderson a colpire i due Rhodes, facendoli vincere per squalifica. 6+/10, non è un match brutto, e non è nemmeno buono, dura poco e quindi i difetti vengono mascherati facilmente. Una stipulazione più aperta avrebbe permesso maggiore fisicità e una sfida migliore.

Antonio Inoki vs. Lord Steven Regal (w/Sir William)
A proposito di lottatori ben oltre il proprio limite fisico, anche Antonio Inoki non è più l’abilissimo lottatore di un tempo e la sfida dura poco. L’azione all’interno del ring non è malvagia, per Regal è un’occasione unica per confrontarsi con una fra le più grandi leggende giapponesi (il tutto è nato per la mancanza di rispetto mostrata dall’inglese alla cerimonia di premiazione di Inoki a Bash at the Beach). Il giapponese applica la Choke Sleeper e sottomette Regal dopo 8 minuti e 26 secondi. 5+/10, credo che Inoki abbia fatto del suo meglio, ma fisicamente non era in ottime condizioni. Regal ne è uscito un po’ meno bene del solito, però avere l’onore di confrontarsi con lui in quell’anno è sicuramente qualcosa degno di menzione. Peccato per il pubblico che sembrava non avere idea di chi fosse Antonio Inoki.

WCW World Heavyweight Title Match: Hulk Hogan (w/Jimmy Hart) (c) vs. Ric Flair (w/Sensuous Sherri)
Ric Flair è convinto di vincere per forfeit del rivale, ma si sbaglia perché Hogan torna ‘miracolosamente’ in salute accettabile per combattere e l’infortunio a inizio show sembra un vecchio ricordo. Dopo molte difficoltà, il Nature Boy riesce ad applicare la Figure Four Leg Lock, ma Hogan compie un altro dei suoi miracoli e si libera. Sherri attacca l’Hulkster e lo fa cadere fuori dal ring, dolorante, quindi Flair vince per conteggio fuori dopo 14 minuti e 26 secondi. 6/10, sufficienza per un match di stampo classico senza particolari doti tecniche ma che fa impazzire il pubblico dell’arena.
Grande festa per Ric Flair, che è convinto di aver vinto la cintura mondiale, ma viene confermato campione Hulk Hogan. L’assalitore torna sul ring per attaccare di nuovo Hogan però arriva Sting a salvare l’Hulkster, mettendo in fuga l’assalitore e Ric Flair, che si porta dietro la cintura per continuare questa rivalità. Buon finale in ogni caso.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Hulk Hogan si prepara a raggiungere il ring per la prima difesa titolata in WCW, ma un assalitore misterioso lo aggredisce alle spalle, urtandolo al ginocchio sinistro. Nessuno ha visto nulla e in quasi dieci minuti di segmento assistiamo a Hogan che viene portato via in ambulanza.
  • -          Altro aggiornamento da parte del commissario Nick Bockwinkle, nel caso che Hogan non dovesse farcela a lottare contro Ric Flair la cintura mondiale passerebbe direttamente al Nature Boy. Mean Gene ha il sospetto che Flair abbia orchestrato l’attacco, ma il commissario dice che non ci sono prove.
  • -          Video musicale di Honky Tonk Man. Stesso personaggio, canzone molto simile al tema che aveva in WWE. Ecco un altro esempio di wrestler che tornano per caso solo perché facevano parte della cerchia anni ’80 di Hogan.
  • -          Intervista a Ric Flair e a Sensuous Sherri, che è la ‘donna in nero’ vestita a lutto per festeggiare la fine imminente del regno di Hulk Hogan (nei suoi desideri). Flair è convinto che Hogan fosse KO una volta per tutte.



Voto finale: 6.5/10, gran parte dello show si focalizza su Hulk Hogan, sull’infortunio e sul suo ritorno, dimenticandosi di svelare l’identità dell’assalitore. Ric Flair pare incredibilmente vicino a riprendersi la cintura nel main event, ma Hogan supera questa prima prova. La fine del regno di Steve Austin avviene in questo evento ed è un momento significativo dopo un grande match contro Ricky Steamboat (ed è significativo pure che si tratti dell’ultima sfida di valore del lottatore prima dell’infortunio). C’è Antonio Inoki, i due Rhodes insieme sono simbolici e non mancano altri momenti interessanti, compresa la costruzione dei War Games ’94, perciò è uno show non di alto livello ma comunque discreto in un periodo di grandi cambiamenti.

sabato 17 settembre 2016

Raw episodio 84 (31 ottobre 1994)

Recensione Raw 84
31 ottobre 1994 da Burlington (Vermont)
Durata show: 46:41

Puntata a tema di Halloween che rappresenta anche l’ultima apparizione di “Macho Man” Randy Savage al tavolo di commento. Purtroppo per lui, a differenza di Mr. Perfect, Hulk Hogan e Ric Flair non ci sarà alcun ritorno in WWF, infatti passerà alla WCW per tornare a lottare in modo regolare. Considerato che voleva tornare a combattere forse era davvero l’unica scelta possibile.

Bob Backlund vs. Lex Luger
Il pubblico pare apprezzare questo confronto costruito nelle settimane precedenti, ma c’è comunque un problema… non è un buon match. I due lottatori non sembrano adattarsi bene ai rispettivi stili (che è qualcosa che si vede spesso nei match di Lex Luger). Tatanka prima si presenta nei pressi del ring, poi aggredisce Luger e gli causa la vittoria per squalifica. 2/10, sinceramente, è una sfida che delude l’attesa, doveva essere il grande match settimanale ma risulta breve e inconcludente, con un attacco dall’esterno a chiuderlo.
Backlund applica la Chickenwing Crossface al Made in USA, ma Randy Savage interviene per salvarlo, poi torna al tavolo di commento e ammette che per lui è difficile sedersi lì senza potersi rendere utile. Sembrano le parole adatte da chi sta per lasciare la federazione.

The 1-2-3 Kid vs. Tony DeVito
Come sempre, Kid è uno fra i migliori lottatori da vedere in azione e anche in questo match facile riesce a essere incisivo per poi chiudere con uno schienamento. Squash.

Bert Centeno vs. King Kong Bundy
In un altro dei brutti match di Bundy dal suo ritorno, non c’è molto da vedere se non il tipico Big Splash per vincere. Squash.

Jim Neidhart vs. Tony Roy
Non mi piace vedere Neidhart in azione sul ring, lo trovo utile nei segmenti di Owen Hart ma qui non riesce a esprimersi al meglio, e sto parlando di uno fra i migliori wrestler di coppia di fine anni ’80. Un’altra sfida facile che lo vede vincere con la Camel Clutch. Squash… il terzo di fila.

Segmenti e considerazioni:
  • -          Nel Survivor Series Report ci sono nuovi annunci interessanti. Bret Hart contro Bob Backlund sarà un Submission match. Il leggendario Chuck Norris diventa l’arbitro speciale del Casket match fra Yokozuna e Undertaker. Viene annunciato un altro match di squadra fra i Bad Guys di Razor Ramon e i Teamsters (ma che nome è?) di Diesel, o forse il leader è Shawn Michaels, o magari Owen Hart, difficile a dirsi.
  • -          IRS continua la sua missione per essere pagato da un defunto e stavolta si trova davanti alla sua bara, dicendo che le tasse vanno comunque pagate. Strano vedere per due settimane di fila dell’humor macabro nel ’94.
  • -          King’s Court dove prima Jerry Lawler insulta i fan dicendo che non hanno bisogno di trucchi per festeggiare Halloween, poi chiama Undertaker e Paul Bearer. The King li provoca, dicendo che Undertaker ha già perso un Casket match contro Yokozuna e che la storia potrebbe ripetersi. Bearer dice che non sarà così, poi si parla di Chuck Norris come arbitro speciale. Undertaker chiude il segmento dicendo che Yokozuna riposerà in pace.
  • -          Lex Luger viene intervistato anche questa settimana e parla di Tatanka e del suo attacco, ma i due lottatori poi si ritrovano a battagliare fra loro in chiusura di show.



Voto finale: 4/10, ancora una volta i match risultano deludenti, se un fan guarda lo show per vedere qualcosa di buono sul ring ne rimane inevitabilmente deluso. Fra i segmenti, come sempre è fondamentale il Report che permette la costruzione del prossimo pay per view, mentre il King’s Court è più interessante del solito grazie alla presenza di Undertaker e Paul Bearer. Non c’è molto altro in questo episodio, che soffre ancora una volta dei soliti problemi di molti show del 1994. La nota più curiosa è vedere Randy Savage più aggressivo e ribelle del solito, meno incline a svolgere il suo ruolo di commentatore in questa sua ultima apparizione.