martedì 14 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 26 (26 febbraio 1996)

Recensione WCW Nitro 26
26 febbraio 1996 da Knoxville (Tennessee)
Durata show: 51:59
Rating: 3.2 (vs Raw 148: 3.1)

Buona parte dello show è incentrata sulla rivalità per i titoli di coppia, uno di quei casi dove un episodio segue una storia per la maggior parte del tempo.

Big Bubba Rogers vs. Sting
Una sorpresa, c’è da dire che Bubba è un ottimo wrestler e lo dimostra in sfide di secondo piano come questa, dove risulta temibile e spinge Sting a cambiare le sue tattiche, addirittura provando un Tombstone Piledriver per poi vincere in tuffo dopo 7 minuti e 14 secondi. 7+/10, questo è un match fresco, giocato sul carisma differente dei due lottatori, Rogers comincia ad assomigliare al futuro personaggio in WWF, cattivo e arrogante, perciò stavolta riesce a fare la differenza nonostante la sconfitta.

“Mean” Gene è con Sting e Lex Luger, avvicinati dai Road Warriors, che continuano a volere un match per le cinture di coppia (la storia è diventata presto ripetitiva). I Road Warriors mostrano rispetto per Sting e fastidio per Luger, alimentando le differenze di carattere fra i due campioni, ma stavolta anche il Total Package concorda che dovrebbero affrontarsi. Il senso del segmento sfuma via nel sapere che i Road Warriors hanno un match per le title shot proprio qualche minuto più tardi.

Lex Luger vs. The Renegade
Renegade appare a Nitro per fare ‘concorrenza’ al ritorno di Ultimate Warrior, ormai lo sanno tutti che è una pessima imitazione del lottatore. Purtroppo il match è anche abbastanza equilibrato, incredibile vedere Renegade mantenere l’offensiva più volte anche con l’apatia del pubblico nei suoi confronti. Luger vince grazie all’intervento di Jimmy Hart, che spinge Renegade giù dalle corde e gli permette di chiudere con la Torture Rack in 5 minuti e 47 secondi. 4/10, un match pessimo anche se breve, non c’è nulla da salvare.

Sting si è accorto della conclusione sporca e accusa Luger di essere d’accordo con le tattiche di Jimmy Hart mentre lui continua a far finta di nulla. I due compagni di squadra sono sul punto di collidere fra loro. Sinceramente, se sono campioni di coppia è solo merito di tattiche come quelle.

WCW World Tag Team Title #1 Contendership Match: Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
Non arriva nulla di buono da questo match, i due team sono incompatibili e non c’è grande mordente, anzi, non ce n’è proprio. I Road Warriors vincono per schienamento in 7 minuti e 54 secondi, confermandosi sfidanti alle cinture. 5-/10, un altro match deludente, i Road Warriors dal ritorno sono stati mediocri, e dureranno ancora pochi mesi prima di andarsene in Giappone. Mi dispiace vedere gli Harlem Heat ridotti a un ruolo minore dopo il loro ritorno.

Arn Anderson, Kevin Sullivan & Ric Flair (w/Miss Elizabeth & Woman) vs. Hulk Hogan, Randy Savage & The Booty Man
Sfida costruita nel main event dell’episodio precedente, con l’alleanza ormai solida fra Dungeon of Doom e Four Horsemen. Booty Man imita un po’ troppo Hogan caratterialmente e pure Macho Man si presenta con le vesti in giallo e rosso, che va un po’ contro tutto quello che abbiamo visto nei mesi precedenti con la competizione fra lui e Hogan, accantonata per far vedere Savage amico dell’Hulkster. Flair come spesso accade cattura l’interesse, giocando con le sue scorrettezze per ingannare gli avversari, anche se con Hogan raramente questo funziona. Non riesco nemmeno a rendere l’idea di quanto sia goffo il finale con Booty Man che lancia tutti i rivali addosso al piede teso di Hogan, con lui che chiude con l’Atomic Leg Drop su Arn Anderson. 5/10, anche qui poca sostanza nel match, che è stato accettabile solo quando c’era Ric Flair impegnato.

Di fretta (tutto nel giro di un minuto), Hogan viene attaccato da Flair e legato con le manette alle corde in chiusura di puntata. Quel “ci vediamo fra due settimane” alla fine suona davvero male, come se ci fosse un distacco così netto fra le puntate.

Voto finale: 4/10, un episodio che parte bene e poi crolla di qualità, faticando a riprendersi anche in un main event pieno di lottatori importanti. Sting contro Big Bubba Rogers è uno scontro impostato bene, ma appunto è l’unica fase saliente dello show e non dura nemmeno 8 minuti in un episodio di oltre 50 minuti. Gli screzi fra Sting e Lex Luger sono accettabili, ma arrivano proprio per una sfida senza interesse come quella fra Luger e Renegade. I Road Warriors vengono trattati come il team del momento e tutta l’attenzione è su di loro, ma la resa sul ring è pessima e, anche se mi trovo a concordare con la scelta per la loro popolarità, la qualità rimane bassa. Era da tempo che Nitro non deludeva così tanto, da Superbrawl in poi anche Nitro ha subito l’impatto di un evento fiacco, con storie che non riescono a decollare, insomma, sta vivendo una crisi proprio quando sarebbe vicino a scavalcare Raw nella guerra del lunedì sera, che poi sta vincendo comunque ma con meno margine di quanto otterrebbe se lo show tornasse buono come il mese precedente.

Nitro, voto 5.5; Raw, voto 4.5. Vittoria per Raw in una settimana che non offre molto.


Nitro 15 – Raw 7

lunedì 13 marzo 2017

Recensione Raw episodio 148 (26 febbraio 1996)

Recensione Raw 148
26 febbraio 1996 da Cincinnati (Ohio)
Durata show: 46:06
Rating: 3.1 (vs Nitro #26: 3.2)

Isaac Yankem DDS vs. Jake Roberts
Si parte subito con un match, che purtroppo non ha molto da offrire. Il ritorno di Jake Roberts è sicuramente apprezzato dal pubblico ed è l’unica ragione per cui la sfida funziona, il dentista non se la passa bene e subisce la DDT che porta The Snake alla vittoria in 3 minuti e 32 secondi. 5/10, sfida che sembra uscita da una puntata a caso di Superstars a inizio anni ‘90, non c’è mordente ma si lascia seguire.

Nuovo filmato di hype in vista del ritorno di Ultimate Warrior.

Bob Holly vs. Diesel
Diesel è distratto perché teme che Undertaker sia sotto al ring, questo permette a Sparky (che non si è ancora liberato del tutto di quel soprannome) di provare un’offensiva maggiore. Nulla di particolare, stacco pubblicitario e si torna in tempo per la Jacknife Powerbomb che porta Diesel a vincere un match scontato dopo 5 minuti e 30 secondi. 6-/10, il tipo di match che va bene per uno show di 46 minuti, Holly è un ottimo wrestler e quando ha occasioni per attaccare sa come farlo, purtroppo il pubblico non pare interessato a tifare per lui.

Undertaker si presenta alla fine della sfida dopo un po’ di giochi di mente, dicendo dallo schermo del titantron che Diesel conoscerà la vera oscurità.

Ahmed Johnson vs. Shinobi
È facile riconoscere Al Snow dietro alla maschera di Shinobi (che in passato era anche Avatar). Ruolo da jobber per lui, Johnson lo distrugge e ottiene la vittoria per schienamento alla svelta. Il match viene usato per un’intervista telefonica a Goldust, che modifica così tanto la sua voce da rendere difficile capire cosa sta dicendo. Squash, viene facile pensare che tutti si aspettassero un futuro incredibile per Ahmed Johnson.

Nuovo promo registrato di Mankind, che parla del suo dolore, come sempre con grande teatralità.

Intervista doppia sul ring a Bret Hart e Shawn Michaels. HBK dice di essere la persona nell’arena con maggiore rispetto per Hitman (eh?), e lui ricambia, dicendo di rispettare molto Michaels. Dopo tante parole sul rispetto reciproco, entra in gioco la voglia di vincere e dimostrare di essere il migliore, con Hart che dice al rivale che spetterà a lui cercare di batterlo, perché lui è il campione. Roddy Piper si presenta da presidente e vuole alimentare questa loro sfida, dicendo che sarà un Iron Man match, una sfida da 60 minuti senza pause in cui vincerà il lottatore con più schienamenti o sottomissioni. Al termine del match, secondo Hot Rod, i due finiranno per odiarsi. Mai una previsione è stata più accurata di questa!

Owen Hart & The British Bulldog (w/Jim Cornette) vs. Yokozuna [Two On One Handicap Match]
Yokozuna cerca di fare la parte dell’eroe, da solo contro i due vecchi compagni. Mentre la sfida prosegue, Vader si presenta e attacca Yokozuna, causandogli una vittoria per squalifica. 5+/10, lo sforzo di non rendere il match lento è apprezzabile, ma non riesce comunque ad essere godibile quando si vorrebbe.
Jake Roberts e Ahmed Johnson arrivano a dar man forte a Yokozuna, costringendo Vader e gli altri lottatori ad andarsene.

Vengono annunciati Shawn Michaels contro 1-2-3 Kid e Bret Hart contro HHH per il prossimo episodio di Raw. Infine si chiude con un segmento di Billionaire Ted, che fa ironia sulle sconfitte di Macho Man subite per le scarpe delle manager donne e su Hogan che usa la sedia senza una logica.


Voto finale: 6/10, il confronto verbale sul ring fra Bret Hart e Shawn Michaels è ottimo, il vero punto cardine dell’episodio. Il fatto di sapere che fra quei due lottatori ci fosse tensione nonostante tutte quelle parole di rispetto reciproco lo rende ancora più affascinante, è una rivalità forte, ma sullo schermo deve ancora esplodere. Purtroppo non arriva nulla di interessante dai match, sono tutte sfide standard senza particolare ispirazione. Però, considerato che l’intervista occupa un buon pezzo di puntata è proprio grazie a questo segmento che l’episodio si salva.

venerdì 10 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 25 (19 febbraio 1996)

Recensione WCW Nitro 25
19 febbraio 1996 da Salisbury (Maryland)
Durata show: 46:57
Rating: 2.9 (vs Raw 147: 3.1)

Arn Anderson (w/Woman) vs. Hulk Hogan
C’è un momento in cui Hogan chiama il supporto del pubblico e arrivano fischi. Inizia a sentirsi la necessità di rinnovare il personaggio! Il match è abbastanza divertente per quanto Hulk esageri con i suoi modi di fare. Interviene Randy Savage ad attaccare Arn Anderson e ovviamente Hogan viene squalificato dopo 7 minuti e 2 secondi. Anderson ha vinto per due settimane di fila contro Hulk! 6.5/10, sono sorpreso che il match sia stato reso sul piano del divertimento, con una buona fase all’esterno. Brutte frecciate del team di commento nei confronti di Vader, siamo in piena modalità guerra del lunedì sera.

Alex Wright vs. Loch Ness (w/Jimmy Hart)
Un altro terribile match con il nuovo mostro del Dungeon. Loch Ness annienta e schiena il sottovalutato Alex Wright in 2 minuti e 21 secondi. Squash.

Brad Armstrong vs. The Belfast Bruiser
Belfast Bruiser è Finlay nel pieno della sua carriera (almeno prima di essere riscoperto in WWE nel 2005). Entrambi sono lottatori tecnici e si vede, non c’è un solo momento spento nella sfida, anche le fasi di sottomissione sono ben eseguite e hanno senso. È Belfast Bruiser a vincere per schienamento dopo 6 minuti e 47 secondi. 7/10, ben riuscito, un match che fra l’altro vede l’irlandese capace di irritare il pubblico.
A sfida conclusa, Bruiser urla alla telecamera che vuole affrontare Regal.

WCW World Heavyweight Title Match: Ric Flair (w/Miss Elizabeth & Woman) (c) vs. Randy Savage
Il match che dà a Savage la possibilità di vendicarsi di Ric Flair e delle due manager che lo hanno tradito. La sua forma fisica è sempre al minimo ma almeno maschera il problema come può, cercando di impostare la sfida sul carisma dei due lottatori. Nel finale Savage intercetta un oggetto dall’esterno e lo usa per colpire Flair, ma non gli basta per vincere. Intervengono Kevin Sullivan, Hulk Hogan e Arn Anderson, che esegue una DDT su Macho Man e permette a Flair di chiudere su di lui per schienamento dopo 11 minuti e 23 secondi. 7+/10, il pubblico è carico per la sfida, non ci sarebbe da sorprendersi nel vedere Savage riprendersi la cintura, ma ciò non avviene e tutto serve per il segmento che segue la sfida.

Si scatena una rissa e rivediamo Brutus (o Brother Bruti), che viene spacciato per un ‘nuovo lottatore’ e non per Zodiac che fino a quel momento era nel Dungeon of Doom, casualmente ad aiutare Hulk Hogan. Vederlo presentato come uno sconosciuto è ridicolo, non ci sono trucchi facciali o maschere a coprire il suo volto ben noto. Hulk Hogan infine lo presenta come The Booty Man, perciò un altro nome per lo stesso lottatore. Viene infine annunciato un 3 contro 3 fra le due formazioni per la prossima puntata di Nitro.

Voto finale: 6/10, nel complesso una puntata priva di momenti veramente importanti ma svolge un compito migliore nel preparare Uncensored, e abbiamo un altro Randy Savage contro Ric Flair per il titolo mondiale che non fa mai male, essendoci la diretta a rendere tutto possibile. E se il main event è anche il match migliore, il segmento finale invece è pessimo con il peggior modo di reintrodurre Brutus come Booty Man. Per quanto quel solo segmento potrebbe affossare lo show, i match sono stati piacevoli, con la sola eccezione di Loch Ness in una sfida inutile che non lo fa nemmeno apparire così minaccioso come lo fanno passare.

Nitro, voto 6; Raw, voto 5.5. Vittoria di misura per Nitro.


Nitro 15 – Raw 6

giovedì 9 marzo 2017

Recensione Raw episodio 147 (19 febbraio 1996)

Recensione Raw 147
19 febbraio 1996 da Cincinnati (Ohio)
Durata show: 45:33
Rating: 3.1 (vs Nitro #25: 2.9)

Di ritorno da In Your House 6, è stato ufficializzato il main event di Wrestlemania XII: Bret Hart contro Shawn Michaels per la cintura mondiale WWF. Prima delle tre puntate registrate da Cincinnati.

WWF Intercontinental Title Match: Goldust (w/Marlena) (c) vs. Razor Ramon
Questa è una rivalità che dura da diversi mesi, e per qualche ragione Ramon usa la cintura per colpire il campione ma non viene squalificato. Il match è buono per la prima parte, dopo il ritorno dalla pubblicità ha perso il ritmo e non lo riprende più, tant’è che a un certo punto Goldust si allontana e si fa contare fuori, mantenendo la cintura. 6.5/10, ci sono buone dinamiche fra questi due lottatori, tendono a dar spunto a sfide buone, anche se qui la parte migliore è solo all’inizio.
Razor Ramon prende il microfono e dice di non volere la cintura di Goldust, ma il suo sedere (…), poi si rivolge a Roddy Piper e dice che non gli piacciono certe cose trasmesse in televisione, vuole un rematch contro Goldust in qualsiasi momento.

Undertaker emerge da una bara verticale, chiaro segnale che probabilmente dorme nelle bare quando non combatte ma in piedi.

Aldo Montoya e Barry Horowitz stanno per combattere in un match di coppia che non interessa a nessuno, ma Vader interviene e annienta entrambi.

Filmato sul ritorno imminente di Ultimate Warrior, atteso da molti fan, poi Bob Backlund viene visto a litigare con un fan sugli spalti mentre è in campagna presidenziale.

Marty Jannetty vs. The Ringmaster (w/Ted DiBiase)
Steve Austin riesce a farsi valere, sa come sfruttare queste sfide secondarie per mettere in mostra il suo talento, nonostante il pubblico silenzioso, nemmeno più preso da Jannetty. Ringmaster vince con la Sleeper Hold in pochi minuti, mentre viene già soprannominato più volte ‘Stone Cold’ per il suo carattere freddo. 6/10, vorrei dare di più ma l’arena è rimasta indifferente per tutto il tempo.

Promo di Mankind, seduto al buio con un topo in mano a riflettere sulla creazione dell’umanità e sulla sua. Grande talento per quei pochi secondi di discorso.

Viene annunciato un Handicap match per la prossima puntata di Raw, Yokozuna contro Owen Hart e British Bulldog.

Tatanka (w/Ted DiBiase) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Ancora Tatanka? In effetti era ritornato nel Royal Rumble match, ma è un ritorno a breve termine. Com’è prevedibile, pessima prestazione di Tatanka per un match brutto e lentissimo. Diesel interviene e ‘sequestra’ il cameraman per portarlo nel backstage dove distrugge la bara di Undertaker con il martello. Viene fatto passare come un attacco alla ‘casa’ di Undertaker, suvvia, questo è ridicolo! Nel frattempo The Phenom esce illeso da un Piledriver e chiude con il Tombstone Piledriver per la vittoria. 4.5/10, fra il segmento all’esterno del ring e la scarsa qualità della sfida, ci sono pochi elementi interessanti, pessimo main event che rovina una puntata fino a quel momento accettabile.

Video su Billionaire Ted con una falsa intervista, stavolta non è molto divertente.


Voto finale: 5.5/10, la costruzione di Undertaker contro Diesel assume dei toni assurdi, tornando in piena era gimmick con la storia della bara distrutta. I primi due match riescono bene, il main event è indecente, colpa di un Tatanka decisamente svogliato (che rimarrà ancora poco prima di un altro ritiro). Buone cose da Mankind e Vader ma c’è ben poco, non è una puntata che offre molti spunti e Goldust contro Razor Ramon non è decisivo.

mercoledì 8 marzo 2017

Recensione In Your House 6 (18 febbraio 1996)

Recensione In Your House 6: Rage in a Cage
18 febbraio 1996 da Louisville (Kentucky)
Durata show: 1:49:56

Ultimo pay per view prima di Wrestlemania XII, con McMahon e Lawler al tavolo di commento.

Razor Ramon vs. The 1-2-3 Kid (w/Ted DiBiase) [Cry Baby Match]
Sfida in cui bisogna umiliare lo sconfitto trattandolo come un neonato… non promette bene per uno di loro! Il match per la maggior parte è okay, la parte finale è veramente pessima per il povero Kid, che viene annientato con un tipo di commedia demenziale prima di subire la Razor’s Edge ed essere schienato dopo 12 minuti e 1 secondo. 7+/10, tutto okay se non si considera la fase umiliante, che non fa ridere, ma come match risulta godibile, con due lottatori che si conoscono bene.
Kid viene umiliato per tutto il post-match con accessori per neonati, e mi limito a dire questo, lasciandovi il piacere (probabilmente dispiacere) della scoperta per conto vostro. Non a caso, a breve Sean Waltman passerà in WCW.

The Dumpster promette vendetta nei confronti di HHH, che gli ha rasato i capelli, ma gli stanno già crescendo.

Duke Droese vs. Hunter Hearst Helmsley
Questa è ancora la fase in cui HHH si porta dietro la valletta, un esperimento durato poco, anche perché lei aggiunge ben poco alla personalità nobile del lottatore. Purtroppo c’è da annoiarsi qui, dura troppo per quello che c’è di valore, cioè ben poco. Hunter subisce per buona parte del tempo, ma è il finale a essere la parte peggiore, Duke porta il bidone della spazzatura sul ring, l’arbitro lo getta fuori ma il coperchio viene usato da HHH per colpire l’avversario e schienarlo in 9 minuti e 38 secondi. 5-/10, una fra le sconfitte più stupide di sempre in un match sotto la sufficienza ma non così atroce come potrei averlo fatto passare. È pur sempre il periodo in cui la federazione fa di tutto per far capire ai fan il talento di HHH.

Promo di Yokozuna, che dimostra di saper parlare l’inglese da un giorno all’altro.

The British Bulldog (w/Jim Cornette) vs. Yokozuna
La ribellione di Yokozuna a Jim Cornette è stata un po’ tirata per caso, forse nel momento sbagliato, o forse nel modo meno appropriato, tant’è che al pubblico non importa particolarmente di tifare per un lottatore che è stato anti-americano per il resto della carriera. Qualche minuto di battaglia con Yokozuna decisamente motivato e Bulldog che riesce a coprire le lacune nella lotta del rivale. Poi interviene Cornette che con la racchetta colpisce il suo ex cliente e lo fa vincere per squalifica dopo 5 minuti e 5 secondi. 5/10, non c’è molto da giudicare, la sfida viene interrotta presto ma entrambi i lottatori ne escono bene.
Vader interviene e salva Jim Cornette, attaccando Yokozuna mentre lui viene ammanettato e quindi dominato dalla fazione del manager. Vader insiste negli attacchi, mostrandosi pericoloso e spietato. Il segmento pare non finire più.

Goldust importuna un dipendente (maschio), accarezzandogli il petto mentre gli sussurra all’orecchio, e lui pare spaventato.

Lungo riepilogo sulla storia che ha visto Owen Hart trovarsi contro Shawn Michaels quando è collassato sul ring, prendendosi i meriti prima del suo ritorno alla lotta. Addirittura HBK ha messo in palio la title shot vinta alla Royal Rumble per affrontare un’ultima volta Owen.

WWF World Heavyweight Title #1 Contendership Match: Owen Hart (w/Jim Cornette) vs. Shawn Michaels
Si poteva capire già dalla card, questo è il match migliore dell’evento. Da prima ancora del suono della campanella Shawn Michaels è al pieno delle energie, e Owen Hart fa di tutto per apparire importante finché può. Non solo è un buon match, ma anche la fase finale è perfetta, con un Enzuigiri mancato di Owen e un Superkick immediato di HBK che lo porta a vincere per schienamento dopo 15 minuti e 57 secondi. 8+/10, il risultato non sorprende nessuno, ma è stata una grande sfida, dove ogni fase è ottima da seguire e non ci si annoia mai. Insomma, un ottimo modo per tenere impegnato Shawn Michaels prima della sua opportunità a Wrestlemania XII.

Roddy Piper, presidente in carica della federazione, si presenta per degli annunci. Il primo è che conferma Shawn Michaels nel main event di Wrestlemania XII contro il campione mondiale uscente dall’evento. Poi sancisce Vader contro Yokozuna sempre per lo stesso evento e avverte Jim Cornette che se Yokozuna sarà in grado di sconfiggere Vader, poi potrà affrontare anche il suo ex manager. Da notare il riferimento a ‘non temo alcun booker man’ che sembra una citazione all’uscita ormai leggendaria di Brian Pillman in WCW contro Kevin Sullivan della settimana precedente. Insomma, Piper trova sempre il modo di apparire controverso anche quando ha il potere.

WWF World Heavyweight Title: Bret Hart (c) vs. Diesel [Steel Cage Match]
Dall’atto finale della rivalità fra Hart e Diesel ci si potrebbe aspettare una degna conclusione, ma c’è da ricordarsi che si parla pur sempre di Kevin Nash, e che quando decide che quella è una sera ‘no’, allora non c’è nulla da fare. Grande impegno del canadese, mentre Diesel fa un match nella norma, stando attento a tenere il pubblico ostile nei suoi confronti visto il recente turn. Non è comunque un match pessimo, solo che non ha molte fasi interessanti. Nel finale, Diesel sta per evadere dalla gabbia, ma si apre un varco sul ring, proprio nella posizione dove si trovava lui, e da lì esce Undertaker, che lo trascina di sotto come nel più classico dei film horror, permettendo a Bret Hart di fuggire dalla gabbia in 19 minuti e 13 secondi. 6+/10, a parte una conclusione eccessiva e troppo teatrale, è stato un match pienamente sufficiente, almeno nelle intenzioni di Bret Hart, come sempre il primo a mettersi in gioco quando c’è da fare un match importante.

Diesel ritorna dalla fossa nel ring e fugge da Undertaker, poi i due si guardano, anche senza annunci è chiaro che saranno avversari a Wrestlemania.


Voto finale: 6/10, un evento sufficiente che svolge in pieno il suo dovere. Odio il termine ‘di transizione’, ma è quello che rappresenta un evento dove non succede nulla di importante ma tutto si muove nella giusta direzione… a parte l’umiliazione troppo pesante per 1-2-3 Kid, che pare abbia deciso proprio dopo questo match di andarsene, in effetti quello che ha subito durante e dopo il match era veramente eccessivo, roba che può stroncare una carriera. Dunque c’è un match spettacolare che è Owen Hart contro Shawn Michaels, più un match buono, 1-2-3 Kid contro Razor Ramon. L’apparizione finale di Undertaker è assurda, ma non c’è da sorprendersi, il lottatore è ancora gestito in piena fase gimmick da Deadman. Il resto gira attorno alla sufficienza. Sono quasi due ore che passano in fretta, non ci si accorge del tempo trascorso.

martedì 7 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 24 (12 febbraio 1996)

Recensione WCW Nitro 24
12 febbraio 1996 da Tampa (Florida)
Durata show: 47:54
Rating: 3.7 (nessun episodio di Raw)

Settimana senza concorrenza perché non c’è l’episodio settimanale di Raw, infatti gli ascolti si impennano arrivando vicino a quota 4 (una rarità per il ‘96). Si parte con il riassunto degli avvenimenti di Superbrawl, in particolare sui due main event nella gabbia.

Hugh Morrus vs. Randy Savage
Breve panoramica sui regni titolati di Savage in WCW fino a questo punto. Il primo è durato 31 giorni e lo ha visto in netta difficoltà, il secondo è durato 20 giorni ed è stato leggermente migliore, ed ha sempre perso la cintura contro Ric Flair. Credetemi se vi dico che i prossimi regni di Savage saranno anche peggiori e incredibilmente brevi, ma se ne parlerà più avanti. La sfida va quasi nettamente a favore di Macho Man, mentre Morrus che nelle settimane precedenti sembrava un innesto importante del Dungeon subisce il classico Flying Elbow Drop e viene sconfitto in 4 minuti e 52 secondi. 5/10, quasi uno squash, Savage continua a non essere al top della forma fisica e dopo nemmeno cinque minuti appare affaticato.
Savage annuncia a fine match che il suo obiettivo è Ric Flair.

“Mean” Gene intervista un pilota della NASCAR, nulla di interessante.

Loch Ness (w/Jimmy Hart) vs. Scotty Riggs
Debutto sul ring per il nuovo mostro del Dungeon of Doom, un bestione grasso e avanti con gli anni (sull’orlo dei 50) che domina la sfida senza affatto sorprendere (troppo simile ad altri lottatori della stessa squadra arrivati prima di lui), vincendo per schienamento in 1 minuto e 8 secondi. Su Riggs c’è poco da dire a questo punto della carriera. Squash.

Woman e Miss Elizabeth si presentano con Ric Flair, fresco di vittoria della cintura mondiale. Ha ottenuto tutto quello che desiderava e fa la sua camminata al fianco delle due manager.

WCW United States Heavyweight Title Match: Konnan (c) vs. Devon Storm
Buon match, Storm (il futuro Crowbar) assomiglia a Shawn Michaels nel look ma è più orientato a cercare lo spot spettacolare (addirittura ne prova uno con i gradoni d’acciaio) mentre Konnan è nel pieno della forma atletica, e si rifà della serata precedente dove ha avuto un match orrendo con One Man Gang. Sfida breve ma piena di ottime manovre atletiche, anche se il pubblico non pare particolarmente impressionato. Konnan vince per schienamento in 5 minuti e 19 secondi. 7+/10, manca un po’ di ritmo, ma l’esecuzione delle mosse è veramente piacevole da seguire. Come spesso accade a Nitro, ci sono dei match del genere che servono a mostrare stili di lotta diversi dalla norma.

Arn Anderson (w/Woman) vs. Hulk Hogan
Match normale fra una stella del Wrestling e un lottatore ben conosciuto e sempre affidabile. Ric Flair, Woman e Miss Elizabeth intervengono per fornire supporto a Double A, mentre il match vede il classico Super Hogan che resiste a tutto, addirittura applica la Figure 4 Leg Lock al rivale (la peggiore versione che ho mai visto eseguire della manovra) e Flair interviene. Invece della squalifica si va avanti e le due manager donne collaborano per aiutare Anderson a ottenere una vittoria sporca per schienamento dopo 9 minuti e 16 secondi, ma è una vera sorpresa. 6+/10, se mi avessero detto che Anderson avrebbe sconfitto Hogan con uno schienamento non ci avrei creduto.

Hulk Hogan fa piazza pulita e si vendica degli Horsemen, poi Randy Savage si unisce a lui. Poi Hogan ottiene un rematch da Arn Anderson, meglio per lui così potrà liberarsi da questa ‘disfatta’ sulla tabella di marcia, mentre Savage vuole un match per il titolo mondiale contro Ric Flair.

Voto finale: 5/10, tutto okay in una puntata senza particolari sforzi, d’altronde non c’è la concorrenza diretta di Raw, è una vittoria scontata che non spinge la WCW a inventarsi chissà quale mezzo per attirare spettatori. Schiera sul ring Randy Savage, Hulk Hogan e dà una grande possibilità ad Arn Anderson di prendersi una vittoria storica in carriera. Non manca nemmeno Ric Flair che è il campione mondiale, perciò ci sono tutti gli ingredienti per strappare un episodio accettabile, anche se ancora insufficiente, un po’ privo di mordente e con un solo match buono, ma fra due lottatori non molto conosciuti dal pubblico (Devon Storm era nuovo anche a me, prima apparizione a Nitro per lui).


Nitro, voto 5; Raw, niente puntata. Situazione inalterata nel punteggio.


Nitro 14 – Raw 6

lunedì 6 marzo 2017

Recensione WCW Superbrawl VI (11 febbraio 1996)

Recensione WCW Superbrawl VI (1996)
11 febbraio 1996 da Saint Petersburg (Florida)
Durata show: 2:45:52

Dusty Rhodes si aggiunge al tavolo di commento insieme a Tony Schiavone e Bobby Heenan.

The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock) [Falls Count Anywhere Tag Team Match]
Ammetto di odiare questi tentativi continui di provare a imitare lo stile di lotta ECW senza nemmeno comprenderlo. Sfida con zero psicologia dove si rompono tavoli, ci si picchia all’esterno del ring e si arriva a esagerare in modo goffo e scomposto, i Nasty Boys sono l’ombra di quei famosi match contro Cactus Jack, mentre i Public Enemy sicuramente non hanno nulla da guadagnare nel combattere in questo modo. I Nasty vincono dopo uno spot goffo come il resto del match in 7 minuti e 49 secondi. 3/10, apprezzo le sfide hardcore, ma se sono gestite in questo modo non offrono nulla allo spettatore. A qualcuno piacerà di sicuro, a me irrita perché nulla ha senso nella sfida.

Konnan si presenta da campione americano “unificato”, questa devo spiegarla perché è esterna alle storie di Nitro. Konnan era il ‘campione messicano’, un titolo fasullo, poi ha sfidato One Man Gang e gli ha portato via la cintura americana (e fra l’altro anche One Man Gang ha avuto le sue sfide lontane da Nitro). Perciò, la cintura è stata unificata.

WCW World Television Title Match: Johnny B. Badd (w/Kimberly) (c) vs. Diamond Dallas Page
Questa è una rivalità lunghissima che dura da tanti mesi. Si combatte non solo per la cintura ma anche per un incasso in denaro. Ormai Johnny e DDP si conoscono bene e la sfida guadagna molto da questa compatibilità sul ring come rivali. Tutto può succedere e ci sono tanti tentativi di schienamento, alla fine è Johnny a vincere con un Piledriver dopo 14 minuti e 59 secondi. 8-/10, un ottimo match, non è una sorpresa perché c’erano già state sfide di buon livello fra loro in passato. La cintura passerà in seguito a Lex Luger in un house show, poi riguadagnata subito dopo da Johnny, e infine di nuovo Lex Luger, tutto questo nel giro di un mese e lontano da Nitro, mentre Marc Mero lascia la WCW per raggiungere la WWF. Chiaramente è una grande perdita perché è stato uno fra i migliori lottatori come qualità sul ring e presa sul pubblico.

Intervista generica agli Harlem Heat, anche se ogni discorso di Booker T è sempre piacevole.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray)
Qui poteva uscire una sfida migliore, Sting è spesso in secondo piano e Luger è protagonista del suo team, anche se raramente c’è qualcosa che meriti di essere menzionato. Quattro lottatori e poca voglia di combattere, la sfida viene dilungata pure troppo per quello che offre, ed è il finale con l’interferenza dei Road Warriors a risultare decisiva. Loro intervengono per causare la vittoria di Lex Luger per schienamento dopo 11 minuti e 49 secondi, ma non per rispetto, solo perché vogliono vendicarsi della vittoria rubata a Nitro. 5-/10, match noioso, con pochi momenti interessanti. A volte Luger sa essere un buon lottatore, in casi come questo addormenta la sfida.

Breve intervista ai campioni di coppia dopo la vittoria, Sting ancora una volta non sa in che modi il suo compagno ottiene le vittorie.

WCW United States Heavyweight Title Match: Konnan (c) vs. The One Man Gang
Basta vedere questo match per capire perché One Man Gang è sempre stato tenuto lontano da Nitro. Sfida inguardabile, dove non succede niente ma i minuti passano comunque. Talmente il match è brutto che la regia si concentra sul pubblico, c’è il silenzio generale e l’unico momento valido è quando Konnan chiude per schienamento in 7 minuti e 27 secondi. 3/10, sotto il mio punteggio più basso standard (che è 4/10), proprio perché One Man Gang è stato atroce e pare che la WCW si sia accorta di avere un wrestler che non serve a nulla, perciò lo licenzierà a breve.

I Road Warriors blaterano ad alto volume nel backstage… le solite cose! Poi si ‘scusano’ con gli Harlem Heat per il loro intervento a sfavore.

Brian Pillman vs. Kevin Sullivan (w/Jimmy Hart) [I Respect You Strap Match]
“I Respect You, Booker Man”. Un minuto di sfida, poche parole per chiudere la carriera di Flyin’ Brian, le ha provate tutte per farsi cacciare, con questa ci è riuscito dopo 59 secondi. Addirittura Pillman mostra il dito medio al pubblico, qualcosa di assolutamente vietato all’epoca in WCW. 0/10, non previsto, però è stato un momento epico. Anni dopo è emerso che quello era un work organizzato da Pillman e Bischoff, ma le reazioni naturali degli altri partecipanti e il fatto che lui non sia più tornato in WCW fa pensare al contrario.

Arn Anderson vs. Kevin Sullivan (w/Jimmy Hart) [I Respect You Strap Match]
Con la vittoria inattesa, Sullivan rimane sul ring a guardare l’arbitro e viene improvvisata una sfida con Arn Anderson, sempre uno Strap match. Lo scontro non è particolarmente acceso e ci pensa Ric Flair a interromperlo dopo 3 minuti e 45 secondi in un No Contest, perché vuole l’alleanza fra Dungeon e Horsemen. 0/10, anche la seconda parte è indegna, match inutile improvvisato e concluso in un altro modo inaccettabile.
Flair sfrutta l’occasione per un discorso davanti alla telecamera in cui annuncia la fine dell’Hulkamania e che si prenderà la cintura mondiale da Macho Man, oltre a portargli via Miss Elizabeth.

Intervista a The Giant nel backstage.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
Luger cerca di evitare la sfida, passa più tempo sulla rampa a ritirarsi che sul ring, però ha diversi ripensamenti. Purtroppo è un altro match deludente, ci sono alcune fasi buone quando Sting è sul ring, ma risulta privo di mordente e con un finale che termina quando Animal e Luger si fanno contare fuori dal ring dopo 13 minuti e 55 secondi. 5.5/10, un’altra sfida che non raggiunge la sufficienza, dopo l’ottimo secondo match l’evento ha raggiunto un livello inaccettabile.

Promo carismatico di Ric Flair, con Woman al suo fianco. Poi è il turno di un’intervista a Randy Savage, un po’ strana ed esagerata.

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (w/Miss Elizabeth) (c) vs. Ric Flair (w/Woman) [Steel Cage Match]
Ci troviamo di fronte a un buon match per la cintura, il ritmo è lento e non particolarmente acceso, ma la psicologia della sfida è ottima, con diversi richiami alle sfide precedenti e con un ottimo utilizzo delle due manager all’esterno della gabbia. Il pubblico è diviso nel tifo, Flair riesce sempre a conquistare la gente anche da heel. A un certo punto viene suonata la campanella dopo uno schienamento da parte di Macho Man, ma è un errore (di quelli che confondono e non servono a niente), si prosegue ed è decisiva Miss Elizabeth, che passa la sua scarpa a Flair, con cui colpisce Savage alla testa per poi schienarlo dopo 19 minuti. Dopo il tradimento di Woman, arriva anche quello di Liz, e un’altra volta Savage perde la cintura contro Ric Flair, giunto al suo tredicesimo regno mondiale. 7+/10, un Ric Flair sanguinante nella gabbia (un classico) annienta un altro breve regno titolato di Randy Savage, in una sfida che ancora una volta è soltanto buona ma nulla più di questo. Le condizioni fisiche di Macho Man dal suo ritorno non sono mai state ottimali, ma ci sono stati dei buoni momenti nella sfida, purtroppo il turn di Elizabeth non ha quell’effetto sorpresa perché si era giocato sopra nella puntata precedente di Nitro e anche nel promo di Savage.
Hulk Hogan interviene come per dire ‘io l’avevo detto che non ci si poteva fidare di Elizabeth’, ma è il solito Hulkster, quello che non sbaglia mai e che se punta il dito contro una persona poi ha ragione, perciò invece di aiutare Savage si ritrova più a fare il perno morale. Addirittura lo vediamo impegnato in un’intervista nel backstage subito dopo il ‘salvataggio’. Il fulcro del discorso è che non importa se Savage ha perso, ci penserà lui a vendicarlo combattendo The Giant.

Hulk Hogan vs. The Giant (w/Jimmy Hart & Kevin Sullivan) [Steel Cage Match]
Hogan combatte con una ridicola benda all’occhio sinistro e il team di commento fa il possibile per far passare questa sfida nella gabbia come uno scontro titanico, ma… no, è più simile al Titanic, nel senso che fin dall’inizio la qualità comincia ad affondare senza più rialzarsi. Difficile dare colpe al gigante, che è ancora acerbo sul ring ma di un’agilità impressionante in questa fase iniziale della carriera. Siamo di fronte al tipico Super Hogan che esce da tutto ed è invincibile, nulla di strano ma una parte di me vuole pensare che questo è il ’96 e che Hulk è vicino al più grande cambiamento della sua carriera. Tutto va come previsto, Hogan esce dalla gabbia e vince in 15 minuti e 4 secondi. 5-/10, non è affatto un buon match e viene tirato per le lunghe, gli attacchi di Giant sembrano carezze ai danni di Hogan.

Interviene l’intero Dungeon of Doom, intervengono anche gli Horsemen ma cambia poco… Hogan sopravvive da solo a tutto e tutti e rimane a festeggiare il suo successo. Fra i lottatori del Dungeon c’è Loch Ness, il nuovo mostro (mostro… Loch Ness, che geniacci in WCW), che viene tenuto a freno.


Voto finale: 3.5/10, vorrei poter dare di più perché ci sono due match che mi sono piaciuti, in particolare Johnny B. Badd vs DDP è un’ottima sfida, di quelle che mi viene facile raccomandare, mentre anche Ric Flair contro Randy Savage ha svolto il suo scopo come sfida sul piano personale nella gabbia, con il quasi ovvio tradimento di Miss Elizabeth che non lascia la sorpresa desiderata ma ha senso e non pone domande (in realtà sono dell’idea che sia arrivato troppo presto, giocare sulle due manager diverse per qualche mese avrebbe portato a uno scenario diverso senza perdere lo status quo della coppia wrestler-manager più amata dai fan). Hulk Hogan contro The Giant è un main event terribile, ma almeno non tocca il fondo raggiunto dalla storia Brian Pillman – Arn Anderson – Kevin Sullivan. Lì fra imprevisti, colpi di testa di Pillman e un’incapacità generale di improvvisare è venuto fuori il peggiore polpettone possibile. Un match si conclude all’improvviso e ne ricomincia un altro solo per chiudersi per No Contest? Inoltre Konnan contro One Man Gang è un crimine contro i fan di Wrestling! Ci sono diversi risultati sporchi nell’evento, mentre il match iniziale può essere piacevole o terribile in base ai vostri gusti, nel mio caso non sono riuscito ad apprezzare un’imitazione mal riuscita dello stile ECW, senza capire a fondo perché avesse così successo (e non è una questione di utilizzo dei tavoli, quello non basta). Se Nitro è lo show migliore del lunedì sera, gli eventi in pay per view continuano ad avere problemi… e si avvicina l’infame Uncensored ’96, considerato fra i peggiori eventi di sempre!