sabato 4 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 23 (05 febbraio 1996)

Recensione WCW Nitro 23
05 febbraio 1996 da Lakeland (Florida)
Durata show: 54:54
Rating: 2.9 (vs Raw #146: 2.7)

Premessa: ultimamente sono aumentati i lettori del blog nonostante i miei ritardi frequenti nelle recensioni. Un saluto in particolare a Danilo, Francesco, Giorgio e Pierfrancesco che mi hanno contattato dandomi un parere positivo su queste recensioni. Detto questo, meglio procedere direttamente con la prima sfida dello show.

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (w/Miss Elizabeth & Woman) (c) vs. Chris Benoit
Un buon match, guidato per la maggior parte del tempo da Benoit, che gli dà un ritmo veloce e addirittura si sacrifica con un Suicide Dive folle che lo vede schiantarsi ad alta velocità all’esterno, praticamente a contatto con la transenna. Certe cose non si vedono tutti i giorni! Savage sta per vincere a fine match, ma interviene Ric Flair mentre Woman afferra la sua scarpa e tradisce Savage, causandogli una vittoria per squalifica in 8 minuti e 17 secondi. 8-/10, ottima partenza per lo show, un colpo di scena abbastanza inatteso e un’ottima prestazione dello sfidante.
Flair e Anderson inferiscono su Macho Man, mentre Hulk Hogan arriva armato di sedia, ma ormai è tardi, perciò se ne approfitta per farne un discorso generale contro Ric Flair, arrivando quasi ad accusare anche Miss Elizabeth (da notare i fischi del pubblico per l’Hulkster). Flair attacca alle spalle Hulk mentre arriva anche The Giant a colpirlo con la sedia. Elizabeth rimane a guardare, mentre Zodiac cerca di fermare il gigante (ancora una volta come perno morale del Dungeon of Doom), e torna Randy Savage a mettere in fuga tutti per proteggere Hogan. Anche Macho Man ora sospetta di Elizabeth.

Arn Anderson & Brian Pillman vs. Hugh Morrus & The Taskmaster
La situazione di Horsemen e Dungeon è complicata, Flair e Giant sono alleati, tutti gli altri sono in competizione fra loro. Morrus è uno dei Big Man che mi piacciono di meno, per fortuna la rivalità principale è fra Taskmaster e Pillman, e pare decisamente accesa, senza bisogno di fingere alcuna antipatia fra loro (per la cronaca la WWF potrebbe ringraziare Sullivan per la quantità di talenti che non lo sopportavano che hanno cambiato federazione). Arriva poi la squalifica dopo 7 minuti e 17 secondi quando Taskmaster eccede nelle scorrettezze. 4.5/10, non è un buon match, l’unica cosa che lo tiene acceso è Pillman contro Taskmaster, il resto non offre nulla.

Marcus Alexander Bagwell vs. Ric Flair (w/Woman)
Bagwell sta iniziando ad assumere il look per cui è diventato famoso e non quello generico da lowcarder. Ric Flair ha già con sé la nuova manager guadagnata nel match iniziale. La sfida purtroppo parte bene ma peggiora strada facendo, diventando abbastanza anonima (Bagwell ha ancora qualche difetto a gestire il ritmo di una sfida), poi Flair lo fa cedere con la Figure 4 Leg Lock in 7 minuti e 1 secondo. 6+/10, c’è del potenziale ma non è poi una grande sfida, si può dire che si inizia a intravedere in Bagwell un lottatore capace di tener testa ai migliori della federazione.
Macho Man arriva dopo la sfida a mettere in fuga il Nature Boy.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
C’è qualche problema nella qualità del filmato sul Network, comunque si riesce a comprendere un equilibrio generale e tante fasi a terra, pure troppe. Sicuramente non è la sfida che il pubblico avrebbe voluto vedere. Jimmy Hart interviene e permette a Luger di ottenere uno schienamento sporco in 8 minuti e 37 secondi. 5.5/10, niente di speciale, match nella norma.
I Road Warriors pretendono un match titolato per le cinture di coppia, viene fatto passare per un annuncio shock ma era prevedibile.

Voto finale: 6/10, puntata orientata al Wrestling lottato appena prima di Superbrawl. C’è un solo segmento al termine della prima sfida e dura parecchio. Lo show è partito benissimo, Macho Man contro Benoit è intenso, e lo sfidante non appare mai di livello inferiore al campione. Dopo Nitro comincia a peggiorare, senza ottenere altri picchi, ma la qualità dei match generalmente è accettabile. Delude un po’ la sfida fra i Road Warriors e Lex Luger & Sting. A sorpresa uno degli aspetti più interessanti è la rivalità fra Taskmaster e Brian Pillman.

Nitro, voto 6; Raw, voto: 8. Settimana nettamente a favore di Raw.


Nitro 14 – Raw 6

giovedì 2 marzo 2017

Recensione Raw episodio 146 (05 febbraio 1996)

Recensione Raw 146
05 febbraio 1996 da Stockton (California)
Durata show: 45:35
Rating: 2.7 (vs Nitro #23: 2.9)

Ultima puntata prima di In Your House 6, visto che il lunedì seguente non ci sarà Raw.

Diesel & Shawn Michaels vs. The British Bulldog & Yokozuna (w/Jim Cornette)
Sfida piena di energia, con tutti e quattro i lottatori coinvolti in momenti piacevoli da seguire, addirittura British Bulldog compie una manovra d’agilità per mostrare cos’è in grado di fare. I Two Dudes with Attitude funzionano bene come squadra e agiscono spesso insieme. Yokozuna viene gettato fuori dal ring con un Superkick e non riesce a rialzarsi in tempo, perciò Michaels e Diesel vincono per conteggio fuori. 8-/10, un match ottimo a sorpresa, era difficile avere aspettative invece tutti ci mettono parte del loro talento. Diesel è incredibilmente over con il pubblico.

A sfida conclusa, Jim Cornette insulta Yokozuna e lui lo spintona, concludendo questa alleanza.

Vignetta su Mankind, che riprende le tematiche della scorsa puntata con l’incidente al suo orecchio.

Hakushi vs. The 1-2-3 Kid (w/Ted DiBiase)
Questo match mi fa pensare che entrambi sono due fra i migliori talenti della federazione, ma presto l’avrebbero lasciata. Hakushi era ormai usato male, 1-2-3 Kid era in procinto di passare alla WCW per entrare in una storia importante. La qualità della sfida è ottima, Hakushi è spettacolare da vedere in azione. Kid vince grazie a un Double Underhook Superplex per schienamento. 8/10, un grande match, del tutto inatteso, che è un po’ il canto del cigno per Hakushi.

Gorilla Monsoon parla del suo infortunio subito da Vader e promuove Roddy Piper come suo sostituto prima del suo ritorno.

WWF World Heavyweight Title Match: Bret Hart (c) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Difesa del titolo prima di una sfida titolata annunciata per In Your House, chissà come può terminare! Diesel si aggiunge al tavolo di commento durante la sfida. Match lento, non particolarmente ricco di tensione, con una situazione di equilibrio. Diesel interviene quando Bret Hart è all’esterno per attaccarlo mentre l’arbitro è a terra, poi combatte con Undertaker. In parole povere si procede per il No Contest. 6/10, avrei voluto apprezzare di più la sfida, ma ha dei limiti evidenti.

Diesel connette con la Jacknife Powerbomb su Undertaker, ricevendo i primi fischi da questo pubblico, poi lo attacca di nuovo con la stessa mossa, e stavolta piovono fischi. Hart segue Diesel nel backstage durante la pausa pubblicitaria.

Si chiude con un segmento di Billionaire Ted, che passa sul piano economico e attacca duramente il milionario. Da notare che incredibilmente tutto quello passato sotto parodia è diventato il futuro della WCW tre anni dopo.


Voto finale: 8/10, sinceramente questa è la puntata di Raw che serviva, dopo due buoni episodi qui Raw conclude la serie di registrazioni con un’ottima puntata prima di In Your House 6. I tre match sono tutti buoni, con Hakushi e 1-2-3 Kid al meglio della forma fisica. Il pubblico è stato ottimo per tutti e tre gli episodi di fila, acceso per ogni azione o momento d’interesse, in particolare nei confronti di Diesel. Di sicuro, la ribellione di Yokozuna ai compagni e a Jim Cornette non era necessaria e forse non è stata costruita nel migliore dei modi ma è pur sempre un momento importante che arriva in questo episodio. Bret Hart contro Undertaker, per quanto prevedibile, risulta pur sempre un match che i fan vogliono vedere e il modo ideale di usare i lottatori di punta, non mandandoli contro avversari inferiori, ma scontrandosi fra di loro. E questo è il prodotto di una Monday Night War che costringe Raw a rinnovarsi, intensificando la concorrenza con Nitro.

mercoledì 1 marzo 2017

Recensione Nitro episodio 22 (29 gennaio 1996)

Recensione WCW Nitro 22
29 gennaio 1996 da Canton (Ohio)
Durata show: 47:39
Rating: 2.8 (vs Raw #145: 2.4)

Serata che vede la cintura mondiale in palio fra il campione Randy Savage e The Giant.

Hulk Hogan vs. Ric Flair (w/Jimmy Hart)
Mentre tanti amano criticare Hogan, io mi diverto a trovare alcune espressioni facciali leggendarie da usare come copertina delle recensioni nella pagina Facebook. Hulk è incredibilmente espressivo e se in passato a volte c’era più tifo per Flair, qui il pubblico è tutto con Hogan. L’inserimento di Miss Elizabeth a bordo ring ha senso perché viene citato il ‘passato’ fra lei e Flair (la famosa storia con Savage in WWF). Ci sono tutti gli elementi classici dei due lottatori e questo rende il match godibile nonostante ogni mossa di Flair sembra non dare fastidi all’avversario. Hogan va per la chiusura classica, Big Boot, poi Atomic Leg Drop, ma Jimmy Hart prima e Arn Anderson dopo intervengono e il Nature Boy infila le dita negli occhi al rivale e questo lo porta a uno strano schienamento dopo 13 minuti. 7.5/10, un’ottima partenza per Nitro con un match esaltante in cui si vede l’Hulkster subire uno schienamento, anche se non penso che le dita negli occhi terrebbero una persona a terra. In ogni caso, la popolarità dei due lottatori è fondamentale e funziona bene nel loro confronto.
Hogan continua a soffrire per il dolore agli occhi e arriva pure Macho Man a preoccuparsi per lui.

The Faces Of Fear (Meng & The Barbarian) vs. The Road Warriors (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
Mi aspettavo una sfida di pochi minuti, invece è un match di cartello, non tanto più breve di Hogan contro Flair. C’è attesa perché è il ritorno in squadra dei Road Warriors (o Legion of Doom come preferisce chiamarli il pubblico). I due team hanno una buona compatibilità, è uno scontro di potenza che intrattiene al meglio, anche se c’è qualche fase meno ispirata. Come prevedibile, i Road Warriors ottengono la vittoria per schienamento dopo 9 minuti e 6 secondi. 7/10, con il pubblico caldo, Animal e Hawk si inseriscono nuovamente nella divisione di coppia e lo fanno subito con impatto. Nota di menzione per l’ottimo team di Meng e Barbarian nonostante la sconfitta.

Confronto fra Taskmaster (con Hugh Morrus, nuova aggiunta del Dungeon of Doom) e Arn Anderson, ma tutto si sposta su Brian Pillman, che viene umiliato da Double A, che gli fa una predica che è anche una lezione di vita (e ho la sensazione che non sia solo una storia, ma un avvertimento), avvisandolo che non deve agire come un ragazzo ma come uno degli Horsemen. L’alleanza si rompe e quando Pillman viene attaccato dai rivali, Anderson lo salva e poi chiede un match contro il Dungeon of Doom.

Madusa vs. Sister Sherri
La storia qui è che Madusa ha rovinato e interrotto il matrimonio di Sherri con Col. Parker a Clash of the Champions 32, quindi la sfida è molto sentita. In un match come questo si vede che Sherri ha capacità da lottatrice ed è proprio lei a vincere per schienamento in 1 minuto e 48 secondi. 5+/10, lo voto più come segmento che come sfida, visto che è praticamente una rissa continua.
Madusa attacca subito Sherri alla fine del match e l’atterra, non finisce sicuramente qui.

WCW World Heavyweight Title Match: Randy Savage (c) vs. The Giant
Savage attacca il gigante alle spalle con la cintura mondiale, ci vogliono solo 28 secondi prima che l’arbitro chiami la squalifica. Non valutabile. Assurdo quando viene sponsorizzato un match e poi si rivela una farsa da 30 secondi.
La battaglia continua anche a sfida conclusa, Flair e Giant fanno squadra, ma Hulk Hogan interviene, bendato a un occhio e con una sedia, facendo fuori non solo i due lottatori ma anche una serie di lottatori a caso che interviene. Boato per Hogan da parte dei fan, mentre Ric Flair raggiunge la postazione di commento e lancia una sfida per Randy Savage, mentre The Giant sfida Hogan. Flair accenna di volere pure Elizabeth! Finale assurdo ed esagerato con Flair che fatica a prendere fiato.

Voto finale: 6.5/10, una puntata che cerca di esagerare, vuole dare tutto e vuole fare tutto. Hulk Hogan contro Ric Flair, Randy Savage contro The Giant (che purtroppo non è nemmeno un match), i Road Warriors, il rischio di split interno ai Four Horsemen e la fine dell’alleanza con il Dungeon of Doom (almeno in parte visto che Flair e Giant non hanno problemi fra loro). E non basta solo il ritorno di Miss Elizabeth come manager di Savage e Hogan, si aggiungono pure altre tre donne (tutte note manager e associate a wrestler). Per tutte queste ragioni, la puntata è più che sufficiente, ma piena di esagerazioni, tutto il segmento finale è qualcosa di incomprensibile e forzato, con Hogan ultra aggressivo dopo settimane in cui era tornato a essere ‘il solito eroe’. Roba atroce fra Madusa e Sister Sherri, una rivalità che non fa per nulla bene all’ex Alundra, che con il cambio di federazione sembra aver distrutto la sua carriera.


Nitro, voto 6.5; Raw, voto: 7. Buoni episodi, trovo Raw leggermente superiore.

Nitro 14 – Raw 5

lunedì 27 febbraio 2017

Recensione Raw episodio 145 (29 gennaio 1996)

Recensione Raw 145
29 gennaio 1996 da Stockton (California)
Durata show: 44:27
Rating: 2.4 (vs Nitro #22: 2.8)

Secondo dei tre episodi registrati a Stockton, con due sfide su tre dall’ottimo potenziale.

Diesel vs. The British Bulldog (w/Jim Cornette)
Fa strano vedere ancora Diesel lottare con il supporto del pubblico dopo essersi messo contro Bret Hart e Undertaker, è una situazione simile a quella di Lex Luger in WCW.  Lo scontro è buono, come potrebbe non esserlo quando è British Bulldog a gestire i tempi e impostare la sfida sul piano tecnico? Nel finale interviene Yokozuna e per errore colpisce il suo compagno, annientandolo, così Diesel riesce a schienarlo e vincere la sfida. 7/10, buona partenza per lo show, con un match che funziona pur senza alcun picco qualitativo. Diesel riesce ancora ad avere molti fan dalla sua parte.

In Your House Report gestito da Dox Hendrix (Michael Hayes). All’interno Bret Hart in un’intervista parla del suo Steel Cage match contro Diesel per la difesa della cintura mondiale, mentre c’è un nuovo segmento di Billionaire Ted quando viene svelato che c’è una causa legale in corso dalla WCW, offesa dal contenuto di queste scenette.

The Body Donnas (Skip & Zip) (w/Sunny) vs. The Godwinns (Henry O. Godwinn & Phineas I. Godwinn) (w/Hillbilly Jim)
Match semplice per i Godwinns contro un team che ormai non ha alcuna capacità di resistere agli avversari. Bastano circa 2 minuti di sfida per vedere i Godwinns vincere per schienamento. Il focus è su Phineas, il compagno di Henry. Squash.

Viene annunciato Bret Hart contro Undertaker con il titolo mondiale in palio nel prossimo episodio di Raw.

L’avvocato Clarence Mason aiuta Jim Cornette a far annullare la sospensione di Vader dalla federazione.

“Rowdy” Roddy Piper viene nominato il sostituto di Gorilla Monsoon durante la sua assenza per infortunio (sempre da parte di Vader). Dunque Piper ritorna con un ruolo di potere e fa le sue ‘promesse’ da presidente, poi solleva McMahon con un Airplane Spin mostrandosi un po’ fuori di testa ma apprezzabile dai fan.

Vignetta pre-debutto per Mankind, con un’inquadratura da vicino dell’orecchio sfigurato dal famoso incidente, il lottatore si chiede perché è l’uomo che è, e chiude con il suo motto “Have a nice day” che farà storia. Scena perfetta per presentare le abilità al microfono di Mick Foley.

Shawn Michaels vs. Yokozuna (w/Jim Cornette)
Sappiamo tutti che Michaels renderebbe ottimo un match contro un carro armato, ma qui Yokozuna esce veramente bene, facendo una buona prestazione. HBK è in rampa di lancio ed è altamente motivato nella sfida, fra Moonsault e Diving Headbutt, per poi vincere pulito dopo un Superkick. 7+/10, da segnalare un match riuscito meglio di ogni previsione, che è godibile come main event ed ha una durata giusta.

Yokozuna ha problemi con Owen Hart e British Bulldog dopo la sconfitta ma i tre uniscono le forze per accerchiare Shawn Michaels, però interviene Diesel dalla sua parte. Jim Cornette propone un tag team match per la prossima puntata di Raw fra le squadre.


Voto finale: 7/10, una puntata meno vista di Nitro ma sicuramente interessante, con due match che si lasciano guardare con piacere, sia Diesel che Shawn Michaels appaiono nel pieno delle loro forze, con il primo che riesce ancora a farsi tifare dal pubblico anche da rivale di Bret Hart e Undertaker, mentre HBK è sempre più vicino al suo match titolato a Wrestlemania XII. C’è l’introduzione di Mankind, Roddy Piper ritorna e diventa presidente per un periodo non specificato, la puntata scorre bene e sembra aver trovato una formula valida per fare concorrenza a Nitro, così come la precedente offre buoni spunti.

domenica 26 febbraio 2017

Recensione WCW Clash of the Champions 32

Recensione WCW Clash of the Champions XXXII (32)
23 gennaio 1996 da Las Vegas (Nevada)
Durata show: 1:40:36

Nota: la qualità audio dell’evento è pessima, c’è un eco irritante ed è difficile capire tutto.
A un solo giorno di distanza da un episodio di Nitro che ha visto Randy Savage tornare campione mondiale, torna il supershow storico della WCW. Viene inoltre annunciato il ‘matrimonio’ a Las Vegas fra Sister Sherri (o come si fa chiamare lì) e Col. Parker. “Mean” Gene si reca da loro per un’intervista in esterna e il report del matrimonio. Ci sono diversi segmenti brevi, riassumo solo le parti più importanti.

The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock)
Nastys, get the table! O qualcosa del genere perché la sfida vede l’uso di un tavolo posizionato sul ring. Considerato che non è una sfida hardcore, i due team vengono squalificati dopo 4 minuti. 4/10, quasi ingiudicabile, è al fondo della scala perché quello che succede non ha senso, è troppo forte la volontà di farsi squalificare.
I due team continuano la sfida, ma il tavolo non viene rotto in alcun modo, tranne quando viene buttato fuori dal ring addosso a Johnny Grunge. Sono chiari i richiami allo stile ECW per attirare il pubblico.

Promo di Ric Flair e The Giant sulla rampa dove emerge tutto il carisma del Nature Boy, che pare non aver preso malissimo la perdita della cintura contro Savage.

Alex Wright vs. Dean Malenko
Qui c’è sicuramente del buon Wrestling, anche se Wright è chiaramente un lottatore sottovalutato che svolge sempre la funzione di quello che combatte bene ma alla fine perde. Malenko vince per schienamento dopo 5 minuti e 29 secondi. 7+/10, con qualche minuto in più sarebbe stato ottimo.

Disco Inferno vs. The Taskmaster (w/Jimmy Hart)
Okay, qui siamo su livelli atroci, il Taskmaster non è un buon lottatore, ma il problema è Disco Inferno che imita Elvis, rendendosi ridicolo per poi finire gettato fuori dal ring senza che nemmeno sia contata la sfida. 0/10, un segmento invece che una sfida ma di quelli pessimi.

Intervista di Eric Bischoff ai campioni di coppia Sting e Lex Luger. Irrompono i Road Warriors, ritornati in WCW come team, e Sting vorrebbe subito offrire loro una possibilità di lottare per le cinture di coppia, ma Luger non concorda e dice che devono mettersi in coda a tutti gli altri team. Il segmento mostra la differenza caratteriale fra Sting e Luger.

Segmento intervista a Paul Orndorff che ripercorre i suoi cambiamenti negli ultimi mesi e la rivalità con i Four Horsemen.

Brian Pillman vs. Eddie Guerrero
Pillman sfrutta il cambio di personaggio delle ultime settimane, mostrandosi più aggressivo e fuori di testa, infatti questo è il famoso match dove prende per il collo Bobby Heenan (una zona delicata che potrebbe causargli seri problemi) e lui gli risponde con un insulto in diretta, un segmento che ha fatto storia e che pare il precursore del licenziamento ormai vicino di Flyin’ Brian. Guerrero combatte bene anche se la sfida non riesce a prendere il ritmo giusto, nel senso che potrebbe essere molto più di quello che offre. Nel finale Pillman riesce a vincere in soli 5 minuti e 59 secondi per schienamento. 7-/10, c’è stato molto più Pillman di Guerrero.

Intervista a Hulk Hogan, Randy Savage e la stella del football Kevin Greene (che non conosco). Alla fine è solo un modo per intervistare l’ospite, poi si parla di Miss Elizabeth e secondo l’Hulkster lei era troppo difficile da mantenere dalla sua parte per Macho Man. I toni passano spesso dal gioviale al competitivo.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. The Blue Bloods (Earl Robert Eaton & Lord Steven Regal)
Una difesa abbastanza facile per i campioni di coppia, ma fa piacere vedere per una volta Luger e Sting ottenere una vittoria pulita senza lasciare altri sospetti sul Total Package. Sting sottomette Eaton dopo 7 minuti e 47 secondi. 6+/10, sfida nella norma, più che sufficiente.

Continuano i segmenti del matrimonio e le cose si mettono male quando Parker svela a Sherri di aver perso i soldi con il gioco d’azzardo.

Intervista a Brian Pillman, che minaccia di usare parole volgari in diretta tv e si lamenta di Paul Orndorff, suo rivale, per poi attaccare anche Kevin Sullivan.

Mexican Heavyweight Title Match: Konnan (c) vs. Psicosis
No, non andate a controllare, la cintura non esiste. Serve solo per presentare Konnan come il campione del Messico. Match abbastanza breve che serve più che altro per mostrare il talento sul ring di Konnan, che non è il messicano più agile ma ha dimostrato di essere abile. Per lui non è difficile arrivare a vincere la sfida e chiude con una variante in piedi della Figure 4 per sottomissione in 5 minuti e 26 secondi. 7/10, nulla di speciale, ma funziona bene.

Il matrimonio viene annullato quando Madusa attacca Sherri, è stato un disastro (e non è stata una bella serie di segmenti).

Hulk Hogan & Randy Savage (w/Kevin Greene & Miss Elizabeth) vs. Ric Flair & The Giant (w/Jimmy Hart)
Miss Elizabeth debutta in WCW come manager di Randy Savage, ripristinando una fra le coppie più famose del Wrestling. L’alleanza fra Flair e Giant porta inoltre Dungeon of Doom e Horsemen a collaborare. La sfida è accettabile, c’è azione e la durata non è eccessiva. Ric Flair utilizza un oggetto per barare e ottenere la vittoria proprio su Macho Man dopo 9 minuti e 41 secondi. 7-/10, anche qui nulla di impressionante ma il match svolge la sua funzione e, a sorpresa, sono Flair e Giant a vincere.


Voto finale: 5/10, se quanto si vede sul ring è discreto, i segmenti lo rendono pesante. La storia fra Sherri e Col. Parker non era malaccio, è durata molti mesi e ci stava una sorta di conclusione, ma un matrimonio distribuito in vignette poco interessanti lo rende pesante. Inoltre, si vede l’intento di portare Clash of the Champions ad assomigliare ai vecchi Saturday’s Night Main Event della federazione rivale, con personaggi caricaturizzati e situazioni assurde che andrebbero bene negli anni ’80 o inizio ’90, ma non molto nel ’96. Non a caso si avvicina la fine di questi supershow anche per la WCW, ce ne saranno poi solo altri tre. Rimane comunque guardabile perché sul piano del Wrestling c’è ben poco di atroce (giusto un paio di sfide brevi), Brian Pillman contribuisce involontariamente a causare un momento surreale con Bobby Heenan. Ma non c’è comunque nulla che lo renda un evento da seguire.

lunedì 20 febbraio 2017

Recensione Nitro 21 (22 gennaio 1996)

Recensione WCW Nitro 21
22 gennaio 1996 da Las Vegas (Nevada)
Durata show: 51:38
Rating: 2.7 (vs Raw #144: 2.9)

Si parte con Konnan che si presenta al tavolo di commento e si annuncia come il ‘campione messicano’, mettendo in palio la sua cintura contro Psicosis la sera seguente a Clash of the Champions 32. Si tratta di una cintura fittizia e non appartenente a una federazione reale.

Prima della sfida iniziale viene annunciato il ritorno di Miss Elizabeth, che si riunirà con Macho Man anche in WCW la sera seguente.

WCW World Heavyweight Title Match: Ric Flair (w/Jimmy Hart) (c) vs. Randy Savage (w/Woman)
Stavolta si vede il migliore Randy Savage ed è no spettacolo vederlo motivato e capace di combattere con determinazione. Il match è breve ma ha un buon ritmo e una fase finale intensa. Arn Anderson interviene per aiutare Flair ma colpisce l’alleato con il tirapugni. Suona la campanella della squalifica ma la sfida prosegue, Hogan arriva a fare pulizia all’esterno e Savage vince con il suo Flying Elbow Drop per schienamento dopo 8 minuti e 35 secondi, tornando campione mondiale a breve distanza dopo aver perso la cintura. 7+/10, più che un voto per la sfida, abbastanza nella norma, è il momento a essere incredibile, un cambio di titolo mondiale in diretta a Nitro, non poteva esserci qualcosa di migliore, ma viene collocato all’inizio per attirare spettatori quando sarebbe stato un degno main event.

Hulk Hogan si congratula con Macho Man per la vittoria della cintura e vuole la sua title shot, ma lui lo zittisce, dicendogli che non è il commissario della federazione ma il campione, quando decideranno di dargli la sfida lui lo affronterà. Tuttavia loro rimangono alleati e Hogan vuole Savage dalla sua parte nel main event contro One Man Gang. Savage però è ancora polemico perché dice che quando lo avrà battuto durante la prima occasione vuole che Hogan gli stringa la mano. Oh, yeah.

Brian Pillman vs. Dean Malenko
La qualità del match è superiore al precedente, ma il pubblico è spento, ha già avuto il suo ‘main event’ e non sembra apprezzare particolarmente questa sfida (Malenko non è ancora un trascinatore supportato dal pubblico). Pillman vince con uno schienamento sporco in 6 minuti e 20 secondi. 7-/10, sicuramente non è uno dei migliori match dei due lottatori, ma una sfida godibile seppure breve.

WCW World Tag Team Title Match: Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) (c) vs. Lex Luger & Sting
Buona scelta di tenere in squadra Sting e Lex Luger, che si è fatto sempre più pericoloso per Sting al punto che anche lui comincia a perdere fiducia. Sting sta quasi tutto il tempo sul ring, poi dà il cambio al compagno, che con l’aiuto di Jimmy Hart bara per ottenere la vittoria, usando un sacchetto pieno di dollari d’argento del casinò per poi eseguire lo schienamento dopo 9 minuti e 33 secondi. Nuovi campioni di coppia. 7/10, altro match superiore alle aspettative, con un finale inatteso. Sting non sa che il cambio di titoli è arrivato grazie a Jimmy Hart e a una tattica sporca di Luger.

Hulk Hogan vs. The One Man Gang
La storia è semplice e prevedibile, Hogan domina la sfida e vince con l’Atomic Leg Drop in 3 minuti e 3 secondi. Squash, ironico perché One Man Gang è ancora il campione americano, ma fa la figura di un jobber come tanti.

Randy Savage aiuta Hogan a liberarsi degli Horseman e del Dungeon of Doom che giungono ad attaccarlo. The Giant è furioso e viene tenuto a distanza da Zodiac. L’Hulkster avvisa poi Macho Man che punterà a liberare la strada per ottenere una title shot contro di lui. Poi si preparano a combattere insieme contro Ric Flair e The Giant a Clash of the Champions 32.

Voto finale: 7/10, una puntata con due grandi sorprese, dal cambio di titolo da Ric Flair a Randy Savage, a Lex Luger e Sting nuovi campioni di coppia in modo sleale, lasciando sempre dei dubbi sulla loro amicizia. L’episodio funziona bene pur con qualche difetto strutturale, ma qui Hulk Hogan e Randy Savage sono protagonisti dell’episodio e mandano avanti una storia che prima o poi li vedrà contro, anche se quell’occasione è stata rimandata tante volte. La cosa più strana è vedere comunque Hogan nel main event nonostante due sfide decisamente più importanti.

Nitro, voto 7; Raw, voto: 7.5. Nonostante i cambi di titolo a Nitro, Raw è stato un episodio migliore.


Nitro 14 – Raw 4

lunedì 13 febbraio 2017

Recensione Raw episodio 144 (22 gennaio 1996)

Recensione Raw 144
22 gennaio 1996 da Stockton (California)
Durata show: 45:19
Rating: 2.9 (vs Nitro #21: 2.7)

Di solito gli episodi dopo i pay per view riescono a ottenere ascolti maggiori di Nitro, anche se la Monday Night War comincia a volgere a favore della WCW proprio in questo periodo. Di ritorno dalla Royal Rumble, Shawn Michaels ha vinto il match a 30 uomini.

Jim Cornette chiede che ora è… ed è Vader Time!

Savio Vega vs. Vader (w/Jim Cornette)
Primo match per Vader a Raw, che mostra la sua potenza inaudita diventando il nuovo mostro della federazione (ruolo che prima era di Yokozuna), distruggendo Savio Vega, che può far poco per contrastarlo, poi chiude con la Vader Bomb dalla terza corda in 3 minuti. 7/10, fa strano dare un voto alto a un match squash, ma Vader è impressionante e distrugge l’entusiasmo del rivale, grande esordio per lui a Raw.

Vader continua ad attaccare Savio Vega, perciò interviene il presidente Gorilla Monsoon a collidere con lui, decidendo di sospendere il lottatore, che gli mette le mani addosso e lui replica con delle Chop, per poi essere distrutto e anche l’arbitro viene travolto. È tutto perfetto, l’assalto a una figura di potere non era qualcosa che si vedeva spesso all’epoca. Devono intervenire Shawn Michaels e Razor Ramon per far fuggire Vader. Il lottatore urla poi alla telecamera e lancia sedie nel backstage in seguito alla sospensione.

Hunter Hearst Helmsley vs. Razor Ramon
HHH è accompagnato da una valletta, che appare mediocre e non aggiunge nulla al personaggio. Il Bad Guy pare un po’ svogliato nella sfida anche se questa è buona. Nel finale irrompe 1-2-3 Kid a distrarre Ramon, che lo segue e si fa contare fuori dopo 8 minuti e 1 secondo. 6.5/10, match più che okay fra due lottatori che hanno una buona compatibilità sul ring.

Spassoso Billionaire Ted dove si cerca un’idea originale non rubata alla WWF… e si tratta della linea telefonica a pagamento di “Scheme” Gene. Geniale.

Vince McMahon intervista Shawn Michaels e come al solito pare impazzire per lui, ridendo a ogni battuta, sempre con il sorriso stampato sul volto. Jim Cornette interrompe l’intervista per dire che Owen Hart gli ha quasi stroncato la carriera ed è lui a meritare la title shot per Wrestlemania. Michaels cade nella trappola e accetta di mettere in palio la title shot contro Owen Hart (ovviamente al prossimo In Your House), poi Cornette viene buttato fuori dal ring. Si va un po’ per le lunghe ma il carisma del manager e di HBK è un punto a favore del promo.

Vengono annunciati due match per il prossimo episodio di Raw, Diesel contro British Bulldog e Shawn Michaels contro Yokozuna.

Bret Hart vs. Goldust (w/Marlena)
Match da una decina di minuti con tre pause pubblicitarie all’interno, infatti non ci sono tempi morti durante la trasmissione della sfida, e risulta veramente buona. Bret Hart sottomette Goldust dopo 10 minuti e 58 secondi, complice un intervento di Razor Ramon. 7.5/10, main event di buon livello, con Bret Hart che sembra tenerci perché esca una grande sfida.
Breve intervista dopo la sfida a Bret Hart, in cui si prepara allo Steel Cage match contro Diesel al prossimo In Your House e spiega che non avrebbe problemi a concedere un’altra sfida ad Undertaker.


Voto finale: 7.5/10, una buona puntata dopo una Royal Rumble abbastanza scialba, il merito è soprattutto dell’ottimo debutto nello show di Vader, che distrugge tutto e tutti e lascia un grande impatto, risultando pericoloso e temibile (d’altronde è un ex WCW Champion, giusto dargli spazio fin da subito). I tre match sono tutti validi, con un buon Bret Hart contro Goldust, e un’intervista a Shawn Michaels che lo vede collidere con Jim Cornette, il migliore manager in circolazione. Questo è il Raw che mi piace vedere, aggressivo, con il fascino della diretta e senza sfide dispersive con lottatori di terza fascia!