martedì 22 novembre 2016

Recensione WCW Great American Bash (18 giugno 1995)

Recensione WCW Great American Bash 1995
18 giugno 1995 Dayton (Ohio)
Durata show: 2:38:12

Ci troviamo in un evento senza il campione mondiale Hulk Hogan e questa è un’ottima opportunità per dare spazio ad altri lottatori, ad esempio le giovani stelle che possono così trovarsi nel main event: Randy Savage e Ric Flair, ritirati fino a poco tempo prima. Ehm, anche senza Hulk non cambia molto! Great American Bash rimane il maggiore evento estivo per la WCW e c’è tutto l’intento per farlo passare come tale.

Alex Wright vs. Flyin' Brian
Si parte con quello che nella qualità è il match con maggiore potenziale (avrei detto Flair vs Savage, ma siamo nel ’95, cinque anni prima avrei puntato su quello). Il ritorno di Brian Pillman in pay per view è perfetto, fra Headscissors e manovre all’esterno è un preludio alla divisione Light Heavyweight che avrebbe contraddistinto la WCW negli anni a seguire. E qui siamo ancora prima dell’arrivo di Guerrero, Malenko e gli altri membri di punta della divisione. Flyin’ Brian semplicemente funziona al meglio e mostra un’aggressività che in passato non aveva. Alex Wright ha così modo di disputare un match in grado di lanciarlo ed è lui a vincere con un Roll-up dopo 15 minuti e 42 secondi. 8/10, la WCW torna a sfornare quei match per cui si era contraddistinta a inizio anni ’90 prima di perdere la sua identità. Questo è un match d’apertura nel vecchio stile, ma con le giuste mosse e la psicologia adatta a renderlo facile da seguire.

C’è subito un altro match, ma non è una sfida tradizionale, bensì un Arm Wrestling Contest, la sfida del braccio di ferro, fra Diamond Dallas Page e Dave/Evad Sullivan, che purtroppo è ancora parte del roster e continua con la sua comicità quasi demenziale che non fa ridere. In “palio” c’è un appuntamento con la Diamond Doll di DDP, Kimberly, oppure recuperare il coniglio di Dave. Ovviamente Sullivan ha le sue priorità e grazie a un errore di Kimberly (forse volontario) è lui a vincere e recupera il coniglio, ignorando la Diamond Doll. DDP è furioso e dà la colpa sia a lei che alla guardia del corpo Maxx Muscle. Poi si sfoga in un’intervista e non accetta quella sconfitta. Segmento lungo e poco divertente, ma lo preferisco invece di vedere Dave Sullivan sul ring.

Jim Duggan vs. Sgt. Craig Pittman
Sfida fra lottatori patriottici, ma Pittman è l’heel e il pubblico è tutto dalla parte di Duggan. Pittman non lo conoscevo ma dimostra un uso ottimo di manovre di arti marziali (vere, non le MMA fasulle di Uncensored) ed è anni avanti nello stile a qualcosa che diventerà poi popolare più avanti con Ken Shamrock e altri lottatori. Buone manovre di sottomissioni mentre Duggan sembra incredibilmente impegnarsi e tirar fuori una prestazione accettabile. Nel finale Pittman applica il Jujigatame (Cross Armbreaker) e Duggan tocca le corde, ma la presa viene continuata e quindi scatta la vittoria per squalifica per Jim Duggan in 8 minuti e 13 secondi. 6/10, a sorpresa mi sono divertito con un match del genere, darei i meriti a Pittman ma anche il suo avversario ha fatto una buona prestazione. Non do più della sufficienza ma è già un punto a favore.

Intervista ai Blue Blood, Robert Eaton e Steven Regal, che da nobili parlano con classe e superiorità nei confronti dei Nasty Boys.

Bunkhouse Buck & Dick Slater (w/Col. Robert Parker) vs. Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) (w/Sister Sherri)
Nel filmato di riepilogo si vede chiaramente Robert Parker baciare a tradimento Sherri, chissà come sarebbe visto oggi un segmento del genere, probabilmente ci sarebbero polemiche a non finire. Non riesco ad identificare chi dovrebbe tifare il pubblico visto che fino a quel momento sono stati tutti ostili ai fan. Il ring attire degli Harlem Heat mi ricorda quello di una macchina di Grand Theft Auto III talmente è surreale con le fiamme sul nero. Il match è una rissa dall’inizio alla fine, non c’è Wrestling, c’è intensità negli attacchi per dare un senso alla rivalità accesa, mentre il pubblico è in silenzio ed è insofferente, appunto non sapendo quale team è il male peggiore. Il finale è fra i più caotici perché Booker T e Buck cercano di schienarsi a vicenda con il Roll-up più statico di sempre, Parker spinge Buck sul rivale, ma arriva Sherri a invertire lo schienamento ed è Booker a chiudere sull’avversario, portando gli Harlem Heat alla vittoria in 8 minuti e 39 secondi. 5/10, sicuramente non è una buona sfida, nel periodo di maggiore popolarità gli Harlem Heat non sono riusciti a concretizzare, e se non ce l’hanno fatta contro i Nasty Boys dubito che avessero una chance contro questa squadra.

Filmato registrato sulla rissa fra Vader e Hulk Hogan, separati dagli altri lottatori. Il commissario Nick Bockwinkle decide di concedere un rematch a Vader per la cintura mondiale in uno Steel Cage match a Bash at the Beach ’95, il prossimo evento (che è anche l’ultimo pay per view WCW prima della Monday Night War).

Ric Flair si scatena in un promo, cita anche il match annunciato fra Hogan e Vader, per poi aggredire verbalmente Randy Savage nel suo stile.

WCW World Television Title Match: Arn Anderson (c) vs. The Renegade (w/Jimmy Hart)
Ancora una volta Renegade viene fatto sembrare Ultimate Warrior, portandosi dietro una reputazione infame da imitatore mentre c’è chi nel pubblico crede davvero che sia la stessa persona. Renegade per continuare l’imitazione sembra invocare gli spiriti durante la sfida, continuando a ispirarsi a un lottatore che non è lui, ma per qualche ragione c’è chi ci crede. Anderson cerca di tirar fuori dall’avversario la prestazione della vita, però è impossibile perché è contro un wrestler con scarse abilità. Renegade si lancia dalla terza corda con un Diving Splash e schiena l’avversario in 9 minuti e 7 secondi per vincere la cintura televisiva. 5.5/10, apprezzo gli sforzi fatti da Arn Anderson ma non c’è proprio nulla che possa salvare una sfida di Renegade. Almeno non è terribile, anche se fa strano vederlo uscire con la cintura continuando a seguire la falsa scia di un’altra persona.

In prima fila c’è The Giant, che qui è ancora uno ‘spettatore’ ma vista la stazza e il tono minaccioso con cui guarda Jimmy Hart, è chiaro che il suo debutto è vicino.

Intervista di “Mean” Gene ai Nasty Boys, che come sempre urlano alla telecamera blaterando frasi aggressive che probabilmente piacevano al pubblico dell’epoca.

WCW World Tag Team Title Match: The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) (c) vs. The Blue Bloods (Earl Robert Eaton & Lord Steven Regal)
Due stili di lotta molto diversi fra loro, in questo caso il match risulta accettabile, penso che i Blue Boods siano una buona squadra da seguire per le loro tattiche scorrette mentre i Nasty sono imprevedibili. A decidere le sorti del match sono gli Harlem Heat, che vogliono causare una sconfitta ai Nasty Boys ma si ritrovano a causare un finale confusionario in cui Booker attacca Saggs, ma colpisce involontariamente anche Eaton ed è lui ad essere schienato da Saggs dopo 15 minuti e 3 secondi. I Nasty mantengono le cinture. 6-/10, non penso che sia uscito un gran match, è appena guardabile e la lunga durata non è proprio il meglio per coprire certe fasi vuote. Il finale è influenzato da un intervento esterno nel modo più caotico che si possa immaginare.

Viene mostrato il tabellone del torneo per l’assegnazione della cintura vacante di United States Champion che prima era in possesso di Vader, con Meng contro Sting che è la seconda semifinale, ma siccome nella prima semifinale Randy Savage e Ric Flair si fanno contare fuori, non ci sarà nessun altro finalista, dunque Meng contro Sting diventa automaticamente anche la finale. Un po’ controverso ma almeno vuol dire che il prossimo match è quello decisivo.

Il colonnello Robert Parker viene intervistato con Meng prima del match per la cintura americana. Poi è il turno di un’intervista a Sting.

WCW United States Heavyweight Title: Meng (w/Col. Robert Parker) vs. Sting
Ancora una volta Sting riesce a rendere di buon livello il match che lo riguarda, anche se devo ammettere di apprezzare anche Meng, sicuramente appare come una sfida diversa dal solito anche per un veterano come lo era già Sting, che qui incassa colpi per la maggior parte del match, rimanendo in difficoltà e rendendo credibile il pericolo rappresentato dal rivale. Il momento della sua reazione è grandioso, con il pubblico partecipe, coinvolto nel tifo per lui. Arriva la Scorpion Death Lock, ma non basta per chiudere, perciò Sting si lancia con una Diving Clothesline e con un Diving Splash, senza ancora avere la meglio. Alla fine il wrestler ha la meglio con una Jumping DDT che gli permette di sconfiggere Meng dopo 13 minuti e 34 secondi. 8-/10, non ha la stessa qualità della sfida iniziale ma allo stesso tempo racconta una storia ed è convincente. Meng esce bene dalla sfida mentre Sting si prende una cintura che lo riporta al centro dell’attenzione anche nel pieno dell’Hulkamania.

Intervista a Randy Savage, che si congratula con i suoi amici Sting e Renegade per le loro vittorie, poi si sente pronto per affrontare Ric Flair.

Randy Savage (w/Angelo Poffo) vs. Ric Flair
La WCW cerca di farlo passare per il match del secolo, la sfida più grande mai vista ma in realtà loro si sono affrontati a Wrestlemania VIII. La storia del match è che Savage ha preso la sfida sul personale perché Flair ha aggredito suo padre a Slamboree, mostrandosi aggressivo per tutto il mese. Savage domina la parte iniziale del match, che praticamente si tiene quasi tutta all’esterno del ring, con alcuni errori che portano Flair a recuperare e danneggiarlo. La sfida mantiene la giusta tensione e Savage riesce a connettere il Flying Elbow Drop, ma non è abbastanza per vincere. Disinteressato al risultato, Macho Man cerca di usare la campanella per colpire il rivale ma l’arbitro gliela porta via, perciò lui si lancia all’esterno ma va a finire contro le transenne. Flair strappa il bastone del padre di Savage e lo usa per colpirlo e andare allo schienamento dopo 14 minuti e 42 secondi. 8/10, il team di commento esagera come sempre definendolo il ‘match più emozionante della storia del Wrestling’, ma in realtà la loro sfida a Wrestlemania VIII lo era molto di più. In ogni caso è una buona sfida e un main event decente, capace di garantire alcuni grandi momenti, anche se a un certo punto è solo Ric Flair a guidare il match, con Savage che appare affaticato.

Nel finale Savage è provato da questa sconfitta mentre Flair riesce ad emergere vincitore in chiusura di evento.


Voto finale: 6/10, un pay per view senza Hulk Hogan riesce a essere convincente nelle sue due sfide principali ed ha una sfida d’apertura energica e spettacolare, mentre non riesce a vendere molto, risentendo dunque dell’assenza del campione mondiale, ma allo stesso tempo proponendo sfide capaci di sopperirne la mancanza. Tutta la parte centrale dell’evento soffre di una mediocrità che rischia di affossarlo, ma almeno l’ultima ora regala molte soddisfazioni agli spettatori, con Ric Flair e Randy Savage protagonisti di una sfida intensa, che fa dimenticare il calo di qualità delle sfide di Macho Man dopo il suo primo ritiro. La mia maggiore critica va all’idea di Renegade e del lancio che lo ha portato a vincere la cintura televisiva. Forse appare come un evento di passaggio, ma ci sono due cambi di cintura e alcuni validi momenti per renderlo piacevole e migliore degli eventi precedenti.

lunedì 21 novembre 2016

Recensione Raw episodio 124 (14 agosto 1995)

Recensione Raw 124
14 agosto 1995 da Worcester (Massachusetts)
Durata show: 46:03

Al tavolo di commento c’è Ted DiBiase al posto di Jerry Lawler, che sarà impegnato sul ring contro Shawn Michaels.

Doink vs. Waylon Mercy
Come sempre, Mercy stringe la mano all’arbitro e cerca di stringerla anche al suo avversario, ma Doink rifiuta, sapendo che tanto si sarebbe comportato comunque in modo aggressivo a inizio sfida. A sorpresa, ormai il clown non ha nemmeno una fase d’attacco e viene colpito in continuazione dal rivale, che poi gli applica la Sleeper Hold e lo fa cedere in breve tempo. Il pubblico urla a Waylon Mercy “sei una fregatura”. Squash.

Promo di debutto di Goldust da Hollywood, dice che le star sono tutte finte, c’è chi scrive i loro discorsi e loro fingono, poi chiede di guardarlo negli occhi e riconoscere il suo talento naturale. Dice di voler sconfiggere Diesel e guadagnare altro oro da mettersi addosso. Il suo sospiro e il bacio mandato alla telecamera mi avrebbero dato gli incubi nel ’95, credetemi, questo è un promo di forte impatto, maturo e tanto avanti con i tempi. Considero Goldust il vero precursore dell’era Attitude perché si basa sullo shock visivo.

Henry Godwinn raggiunge lo stage quando Ted DiBiase parla male di lui, lo fa inginocchiare e poi gli getta addosso un secchiello pieno di… non voglio saperlo ma fa schifo. DiBiase non è più disponibile al commento ed è Dok Hendrix a sostituirlo. Oh, no, uno fra i peggiori commentatori!

Bill Garrett & Cody Wade vs. The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)
Uno fra i peggiori team viene mandato contro gli Smoking Gunns, sono inguardabili, per fortuna la sfida dura poco.

Dean Douglas spiega la definizione di ‘esecuzione’ e getta fango su un match fra Bret Hart e Del Ray, criticando il canadese (che è ovviamente un wrestler migliore di lui), bocciandolo. Personaggio sgradevole. Rimpiango i King’s Court!

Il campione intercontinentale Shawn Michaels si prepara ad affrontare Jerry Lawler e balla nel backstage.

Viene annunciato Undertaker contro Tatanka nel prossimo episodio di Raw.

Hunter Hearst Helmsley vs. Jeff Hardy
Jeff Hardy ottiene pure la grafica introduttiva in questa puntata, ed è in pieno vantaggio nella prima parte del match. Poi Hunter comincia il suo dominio e chiude con il Pedigree per l’inevitabile finale. Squash.

Summerslam Report con l’annuncio di Barry Horowitz contro Skip al pay per view. Se superano i 5 minuti rimarrò sorpreso.

Henry O. Godwinn vs. Russ Greenberg
Un altro match orrendo ma breve, chiuso con lo Slop Drop di Godwinn. Squash.

Isaac Yankem usa il trapano sui denti di una cliente, che urla per tutto il tempo.

WWF Intercontinental Title Match: Shawn Michaels (c) vs. Jerry Lawler
Michaels domina la sfida tranne per qualche secondo in cui Lawler riesce ad attaccarlo, ma generalmente è un match a senso unico, con Sid all’esterno che aspetta di sfavorire il suo avversario (anche se non saranno contro a Summerslam). Quando HBK esegue la Sweet Chin Music, Sid interviene e fa scattare la squalifica. 6.5/10, sfida basata sul carisma dello Showstopper, e il pubblico pare impazzire per lui. Lawler non fa granché.

Sid continua il suo assalto, ma arriva Razor Ramon ad aiutare Michaels, anche se ha un eccesso di ego e lo spintona per essere lui a connettere con il Razor’s Edge. Lawler glielo impedisce e i due heel se ne vanno mentre c’è tensione fra Michaels e Ramon, che si contendono la cintura a terra. Non so se ricordate la storia che ha portato al Ladder match di Wrestlemania X, aveva a che fare con due cinture intercontinentali e Michaels che si proclamava il vero campione perché gli era stata tolta d’ufficio. Il Bad Guy non consegna la cintura al campione ma la fa cadere a terra e interviene Diesel a calmare gli animi. Grande finale di show.


Voto finale: 6/10, il post-main event per la chiusura di Raw è veramente ottimo, con uno fra i migliori segmenti mai visti nello show, che crea il giusto interesse in vista di un Ladder match fra due lottatori apprezzati dal pubblico, ma ostili fra loro (niente sportività eccessiva). Goldust ha il momento di maggiore presenza con un debutto impressionante, chissà quanti si saranno sconvolti di vedere una figura così controversa all’epoca. Dean Douglas e Isaac Yankem hanno dei promo sgradevoli e abbassano il livello dello show ma non c’è nulla di tendenzialmente sbagliato. Sì, ci sono due sfide a senso unico su quattro di pessimo livello, ma in generale è uno show che svolge il suo dovere e mi sento di promuoverlo anche se con il minimo d’ufficio. Sicuramente il passaggio agli eventi in pay per view mensili comincia a dare un ruolo maggiore a Raw nella costruzione delle rivalità.

domenica 20 novembre 2016

Recensione Raw episodio 123 (07 agosto 1995)

Recensione Raw 123
07 agosto 1995 da Louisville (Kentucky)
Durata show: 46:16
Raw 123 su WWE Network http://network.wwe.com/video/v34902347

Dopo l’assurdo finale dello show precedente, la sfida viene fatta un’altra volta (per la ‘gioia’ del povero Yokozuna che deve così occuparsi di altro minutaggio nel corso della stessa sera di registrazioni). Brevissimi promo di Sir Mo e Diesel, con il campione sicuro di se stesso mentre Mo fatica a concludere il discorso in modo chiaro.

WWF World Tag Team Title Match: Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. Razor Ramon & Savio Vega
Purtroppo è facile vedere la stanchezza accumulata dalla sfida precedente, l’agilità del main event della puntata scorsa viene sostituita con prese statiche e momenti in cui fiatare. Non si tratta di un match brutto perché comunque risulta equilibrato e con un serio pericolo per i due campioni. Nel finale Yokozuna schiaccia al tappeto Savio Vega con un Samoan Drop e va a chiudere con il Running Leg Drop per la vittoria e la riconferma dei campioni. 6/10, stanchezza a parte va riconosciuto che c’è impegno da parte dei partecipanti alla sfida, Owen Hart è spettacolare da vedere anche quando non lotta al pieno potenziale. La sconfitta pulita di Ramon e Vega pone fine al loro assalto alle cinture.

L’insegnante Dean Douglas spiega cos’è il gioco di squadra, sfruttando il match precedente per bocciare Savio Vega e Razor Ramon.

Nuova vignetta con il dentista Isaac Yankem al lavoro insieme a Jerry Lawler, che minaccia Bret Hart al posto suo.

Fatu vs. Tony DeVito
Fatu ha cambiato look e non è più un membro degli Headshrinkers, cercando di apparire come un ispiratore delle masse con… un cappello natalizio sulla testa? Mah, qualunque cosa fosse se lo poteva togliere in battaglia. La cosa più irritante è l’aggiunta di un balletto prima del Diving Splash dalla terza corda. Squash.

Summerslam Report che mostra un promo dei Men on a Mission contro Diesel. La sfida per la cintura intercontinentale diventa fra Shawn Michaels e Razor Ramon, in un Ladder match, rematch di Wrestlemania X. Inoltre, viene svelato Gorilla Monsoon come nuovo presidente ad interim della federazione (non viene nemmeno più menzionato Jack Tunney, che si è lasciato in cattivi termini in quel periodo). Monsoon annuncia Alundra Blayze contro Bertha Faye per la cintura femminile. Inoltre, viene aggiunto anche The Undertaker contro Kama, che era nell’aria da tempo. C’è un promo breve di Undertaker e Paul Bearer, come sempre anche in pochi secondi c’è grande atmosfera quando parla The Phenom.

Viene annunciato ancora una volta il debutto vicino di Goldust, cercando di tenere il mistero su chi o cosa sia.

Kama (w/Ted DiBiase) vs. Troy Haste
Il match viene usato per un’intervista al telefono a Sid, che si è trovato a non dover più competere contro Shawn Michaels a Summerslam. Sembra incredibile che quando non è davanti alla telecamera, Sid sia in grado di fare discorsi seri e comprensibili. Kama intanto vince con un Jujigatame in breve tempo. Squash.
A sfida conclusa, Kama va a minacciare i fan di Undertaker (che sono sempre gli stessi due).

Viene annunciato Shawn Michaels contro Jerry Lawler per la prossima puntata di Raw, pare che The King abbia finalmente cambiato idea sul rifiutare la sfida.

Diesel vs. Sir Mo
Diesel non ha colpe in tutto questo, ma Sir Mo non è in grado di competere con lui a livello agonistico, ogni sua fase d’attacco risulta goffa e disordinata. King Mabel si presenta a bordo ring per distrarre il campione mondiale e inizialmente ci riesce, ma Shawn Michaels interviene per mantenere l’ordine. Nela parte finale, Diesel domina e chiude con la Jacknife Powerbomb. 4/10, anche se Mo è insopportabile, non si tocca il fondo del barile grazie alla tensione dovuta agli interventi esterni. Si tratta pur sempre di un match sconsigliato.

Mabel attacca Diesel subito dopo la sfida, ma Shawn Michaels lo lancia all’esterno e poi si getta su di lui con una Springboard Press. I Men on a Mission distruggono HBK, che è dolorante e anche Diesel non sembra messo bene come condizioni fisiche.


Voto finale: 4/10, siamo sui livelli dello show precedente, forse è un po’ peggio perché la sfida di punta non regala lo stesso intrattenimento (anche se almeno questa ha una chiusura, per di più con finale pulito). Diesel contro Sir Mo è orrendo, ma salvato in parte dalla presenza di Shawn Michaels e Mabel all’esterno. Però la storia fra Diesel e King Mabel prosegue almeno di qualche passo. Owen Hart e Yokozuna cominciano a diventare un team di quelli credibili e temibili, che inizio ad avere il piacere di apprezzare in azione.

sabato 19 novembre 2016

Recensione Raw episodio 122 (31 luglio 1995)

Recensione Raw 122
31 luglio 1995 da Louisville (Kentucky)
Durata show: 46:17

King Mabel (w/Sir Mo) vs. Nick Barberi
Terribile match a senso unico, sinceramente non so come potessero pensare che mandare Mabel nel main event di Summerslam fosse una decisione accettabile, non è ancora pronto e in un anno ha fatto pochi progressi. Il suo Belly to Belly Suplex conclusivo continua ad essere pessimo, ma lo porta a vincere in 3 minuti e 12 secondi. Squash.
Dopo la sfida, Mabel lancia la sua sfida a Diesel senza risultare particolarmente minaccioso o credibile come sfidante.

Nuovo segmento del “Make a difference” di Fatu, che pare quasi identico a quello della settimana precedente.

Jerry Lawler, che da un po’ di tempo ha abbandonato il suo King’s Court, intervista Shawn Michaels nel backstage e lo provoca perché dovrà difendere la cintura intercontinentale contro Sid a Summerslam. HBK si scalda un po’ e vuole combattere contro Lawler sul ring, ma lui si rifiuta.

Breve vignetta che annuncia il debutto imminente di Goldust, anche se di lui non c’è ancora nessuna traccia.

Bam Bam Bigelow vs. Bob Cook
Dopo averlo visto in azione per parecchie puntate, mi sono reso conto che Bigelow da beniamino del pubblico proprio non funziona, il team di commento nemmeno segue la sfida e parla di tutt’altro. Dopo un Body Slam, Bam Bam si lancia con il Diving Headbutt per la vittoria in 3 minuti e 21 secondi. Squash.

Nuovo segmento con Dean Douglas, che esordisce anche questa settimana graffiando la lavagna. Qui si sofferma sulla parola ‘bestia’ e parla di Bam Bam Bigelow. Ancora una volta, è un segmento che non mi coinvolge e che considero intrattenimento noioso.

Jim Cornette è con Owen Hart e Yokozuna, e il sempre silenzioso Mr. Fuji sullo sfondo, e parla per loro.

Major Yates vs. Skip (w/Sunny)
Skip prima del match è furioso per la sconfitta contro il jobber Barry Horowitz e non accetta quella sconfitta, ma rischia di perdere subito anche contro quest’altro jobber, poi ribalta la situazione e vince con un Superplex in 2 minuti e 20 secondi in una sfida che non lo lancia minimamente. Come al solito è Sunny ad emergere come il personaggio interessante del duo. Squash.

Summerslam Report alla prima edizione. In un promo Diesel dice di non chiedere rispetto, ma di ottenerlo per conto suo e lo otterrà da Mabel. Viene annunciato Bret Hart contro il dottor Isaac Yankem e si vede una vignetta nello studio da dentista con il dottore (Kane) e Jerry Lawler.

Viene annunciato Diesel contro Sir Mo dei Men on a Mission per il prossimo episodio di Raw. Ma chi vorrebbe vedere una sfida del genere?

WWF World Tag Team Title Match: Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. Razor Ramon & Savio Vega
In questo match Yokozuna viene lanciato da una parte all’altra del ring molto più del solito. Come sempre, Owen Hart è una garanzia di qualità sul ring, mentre i due sfidanti usano Yokozuna per lanciarglielo addosso e metterlo in difficoltà. Arriva il Razor’s Edge su Hart e arriva la vittoria… ma la sfida viene fatta ricominciare perché Owen non era l’uomo legale (grazie a Jim Cornette che riesce a fare pressione sull’arbitro). Tuttavia, Cornette viene espulso da bordo ring e il match ha una conclusione inattesa, lo show termina con la sfida ancora in corso, dando una conclusione brusca (mentre il pubblico dell’arena l’ha poi visto finire). 7-/10, dalla ripartenza il match ha perso il ritmo e il finale è fra i peggiori mai visti a Raw, che toglie la fiducia che dovrebbe esserci fra lo spettatore e lo show che sta seguendo. Fino al falso finale è stato buono e scorrevole, con fasi di dominio da parte degli sfidanti.


Voto finale: 4/10, lo scontro per le cinture di coppia è piacevole e sicuramente rappresenta il momento migliore dello show, il resto è pessimo, dal terribile promo con Dean Douglas insegnante alla vignetta stupida con Isaac Yankem, il dentista con i denti gialli e rotti. E non si può dimenticare nemmeno il match di King Mabel, o le altre due sfide a senso unico tutt’altro che stimolanti. Un vero peccato perché lo show precedente sembrava pieno di idee e con il potenziale di regalare una buona costruzione per Summerslam. Se dovessi considerare soltanto il finale del main event, sarei molto più severo, e sicuramente influenza il voto della puntata perché non potrei mai consigliare di vedere un episodio che termina con un match ancora in corso.

venerdì 18 novembre 2016

Recensione WCW Slamboree (21 maggio 1995)

Recensione WCW Slamboree 1995
21 maggio 1995 da St. Petersburg (Florida)
Durata show: 2:43:31

Dopo Uncensored 1995, uno fra i peggiori eventi che ho avuto il ‘piacere’ di recensire, la WCW torna alle regole tradizionali e ad almeno due sfide titolate per questo evento.

WCW World Tag Team Title Match: Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) (w/Sister Sherri) (c) vs. The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags)
Si parte con un match di coppia capace di fare il suo lavoro senza particolari meriti, che funziona meglio del mese precedente perché è più combattuto e non ha idee particolarmente esagerate. C’è anche lo Spinaroonie di Booker T che credo abbia fatto qui il suo debutto, ma potrei sbagliarmi. I Nasty riescono a dominare nel finale e Saggs is lancia con un Elbow Drop dalla terza corda su Booker T per la vittoria dopo 10 minuti e 52 secondi. Terzo titolo di coppia per i Nasty Boys. 6/10, scontro d’apertura sufficiente, nulla di più, dove c’è un buon gioco di squadra da parte degli Harlem Heat ma manca un po’ di mordente. Ben lontano da alcune sfide a cui i Nasty ci avevano abituato.
I Nasty Boys festeggiano con Eric Bischoff dopo la vittoria.

Intervista a Kevin Sullivan, che minaccia The Butcher per essersi messo contro di lui. Quindi ora stanno lanciando uno scontro fra heel che non interessano al pubblico, che buona idea, mi chiedo chi l’abbia pensata! Ah, già, probabilmente uno dei due lottatori.

Kevin Sullivan vs. The Man With No Name
Non so se era una gag ricorrente o meno, ma lo stesso lottatore ha cambiato un po’ troppi personaggi nel giro di due anni. Il vecchio Brutus Beefcake, dopo aver debuttato come Brother Bruti, ha tradito Hulk Hogan nei panni di The Butcher, poi è stato scaricato da Sullivan e dunque è diventato The Man With No Name… e in poco tempo diventerà Zodiac Man, tornando di nuovo ostile. La parte peggiore di tutto questo è che questa sfida ha zero presa sul pubblico, dovrebbero tifare per Butcher quando ancora il team di commento ci ricorda gli atti orrendi che ha compiuto a Hulk Hogan? Bah, alla fine con un nome o con l’altro è sempre un lottatore che ha superato la sua età ideale sul ring, e nemmeno Kevin Sullivan riesce a dare molto alla sfida. È Sullivan a vincere un po’ a sorpresa con un Double Foot Stomp dopo 5 minuti e 24 secondi. 2/10, pessimo livello per la sfida, e con un risultato che ha poco senso. Butcher era nel main event di Starrcade ’94, per quanto fosse un pessimo match e non si meritasse quel posto, vederlo perdere con Sullivan in pochi minuti è una punizione eccessiva, oltre che inutile. Pessima sfida, evitatela.

Non è finita, un uomo misterioso dal volto blu chiama Kevin Sullivan a unirsi a lui, è il maestro del Dungeon of Doom che è in fase di formazione e che porterà a una storia che tuttora è considerata fra le peggiori della storia della WCW, e se leggete le recensioni del blog sapete che non è una novità!

Intervista ai Monster Maniacs, Randy Savage e Hulk Hogan, carismatici come sempre, con l’Hulkster che parla di una nuova vena che gli è spuntata e si fa alitare in faccia da Macho Man. Una follia, ma di quelle che funzionano.

Dick Murdoch vs. Wahoo McDaniel
Ci aspetteremmo tutti un match normale fra due leggende per celebrare il tema della Old School di Slamboree, invece ancora una volta la WCW esagera e trasmette la sfida in BIANCO E NERO. Scusate l’uso delle maiuscole, ma non ha senso. Lottavano negli anni ’70 dove c’era la tv a colori, magari con qualità minore delle registrazioni (senza magari, certi match sono difficili da seguire se volete vedere un po’ di sana Old School) ma non erano in bianco e nero. Comunque, tutta la sfida è trasmessa così e riguardo ai due lottatori sono fuori forma. Avevo già visto McDaniel in azione a fine anni ’80 e già lì non era atletico, immaginatelo nel 1995 con la pancia, e il suo avversario non è da meno. Non è un grande omaggio alla Old School, ma almeno l’intento non è malvagio. McDaniel vince con la Tomahawk Chop classica dei nativi americani in 6 minuti e 18 secondi. 4.5/10, non lo consiglio perché il cambio di colore è ridicolo, non stiamo parlando di un match di Sammartino! Che dire, c’è intensità ma non basta senza un po’ di prestazioni atletiche necessarie a mandare avanti una sfida.

Paul Orndorff vs. The Great Muta
Great Muta ha segnato la storia della WCW quando era ancora nella fase finale della nomenclatura NWA, con alcuni buoni match e altri dimenticabili, ma in generale è un’icona del Wrestling giapponese, rispettato sia con questo nome o con quello più moderno di Keiji Muto. La sfida forse è valida per l’IWGP Championship, o magari no, non è del tutto chiaro. La parte peggiore è che ci troviamo di fronte a un match lungo ma non necessariamente di buon livello, che mi ricorda quelle sfide terribili che aveva fatto Rick Rude anni prima con wrestler stranieri, tenute al minimo livello per far apparire più abili i propri lottatori interni (purtroppo è una tattica che è stata usata più volte, non del tutto rispettosa del pubblico o delle star straniere). Muta riesce a superare l’avversario solo con molta fatica, chiudendo con un Moonsault dopo 14 minuti e 11 secondi. 5/10, terzo match sconsigliato su quattro e nemmeno il primo è stato in grado di garantire grande intrattenimento. Finora l’evento è pessimo e diventa difficile star dietro a una sfida così pesante senza i giusti stimoli. Un vero peccato perché Great Muta è un lottatore di alto livello e Orndorff ha fatto delle buone sfide in carriera.

Intervista di “Mean” Gene ad Arn Anderson, Ric Flair e Vader, chiaramente quello fenomenale al microfono è come sempre il Nature Boy, pronto a salire sul ring dalla stessa parte di Vader.

WCW World Television Title Match: Arn Anderson (c) vs. Alex Wright
Finalmente abbiamo il primo match con un po’ di agonismo e Wrestling godibile dell’evento. Alex Wright è in rampa di lancio, ma qui è Anderson a fare gran parte della sfida, esibendo il suo Spinebuster per poi chiudere con una DDT in 11 minuti e 36 secondi che pone fine alla scalata del lottatore, che rimane nel midcarding senza particolari chance di salire i ranghi. Faccio notare che Arn Anderson ha già un tema d’ingresso simile a quello dei Four Horseman che si sarebbero formati nei mesi seguenti. 7/10, dopo le sfide precedenti è più facile apprezzare quanto si è visto qui, Arn Anderson dà una lezione di Wrestling al rivale, che ha ancora bisogno di migliorare ma sta già facendo progressi.

Meng (w/Col. Robert Parker) vs. Road Warrior Hawk
Non aspettatevi niente da questa sfida, Meng per fortuna è tornato ad avere un look da wrestler e non da atleta di arti marziali, mentre Hawk in singolo non ha mai funzionato al meglio. Come se non bastasse questa è una rissa totale che termina per doppio conteggio fuori in 4 minuti e 41 secondi. 4.5/10, fischi del pubblico che non ne può più di finali del genere. Veramente difficile da sopportare anche se non è la peggiore sfida dell’evento.

Cerimonia della Hall of Fame WCW, l’ultima della storia della federazione. Non penso che sia un caso che sia la WWF che la WCW abbiano interrotto le Hall of Fame nello stesso anno e in un periodo simile. Il 1996 è stato un anno di grandi cambiamenti e un preludio all’era Attitude nel mezzo della Monday Night War. Perciò poco spazio per celebrare le leggende. Qui entrano nella Hall of Fame Antonio Inoki (che già l’anno precedente aveva ritirato un premio alla carriera), Dusty Rhodes (immancabile), Terry Funk (altra leggenda meritevole), Big John Studd, Wahoo McDaniel, l’annunciatore Gordon Solie e… Angelo Poffo? Il padre di Randy Savage! Fra l’altro con il suo vero nome, giusto per spezzare l’idea che Savage fosse un nome d’arte. Si tratta di un segmento lunghissimo, di cui vi parlerei in modo dettagliato ma mi sono addormentato due volte mentre cercavo di seguirlo, perciò lascio perdere.

Big Bubba Rogers vs. Sting
Sting è quel lottatore così carismatico che può permettersi di entrare con un tavolo sulle spalle con il boato del pubblico. La stipulazione è un No Holds Barred, ma come lo chiamano loro è un Lights Out match. La sfida è sentita visto che è una rivalità longeva, il tavolo torna presto in gioco in una fase all’esterno, ed è uno di quelli con legno spesso che non si spezzano al contatto fisico, a differenza di quelli moderni che si rompono per niente. Il commento raggiunge nuovi punti bassi con frasi come “ma cos’è questo” che non servono a creare la giusta atmosfera per un match che invece è piacevole. Il tavolo passa sul ring e Sting esegue la Stinger Splash su di esso, mancando l’avversario per subire lui l’impatto. Il lottatore si riprende e attacca fino a chiudere con la Scorpion Death Lock per sottomissione in 9 minuti e 29 secondi. 7.5/10, ancora una volta Sting e Rogers sono i migliori lottatori in uno show di pessimo livello. Tutto riesce per il meglio e il pubblico per una volta riesce a farsi coinvolgere dalla sfida senza annoiarsi.

C’è un breve filmato che racconta la storia dietro al main event, c’è anche il coinvolgimento di Renegade, che continua a essere fatto passare per Ultimate Warrior pure se non gli assomiglia fisicamente.

Hulk Hogan & Randy Savage (w/Jimmy Hart & The Renegade) vs. Ric Flair & Vader (w/Arn Anderson)
Renegade ha il ruolo di enforcer, rimanendo a bordo ring per evitare il gioco sporco della squadra rivale, mentre Jimmy Hart usa il suo sgradevole fischietto. Per quasi 20 minuti il match è abbastanza caotico, con scambi sul ring e scarsa psicologia della sfida, non c’è costruzione per la fase finale, che potrebbe arrivare in qualsiasi momento visto che manca di caratterizzazione. Alla fine Savage e Vader si affrontano all’esterno, Flair sferra pugni a Hogan ma lui si carica e lo colpisce. Flair lo afferra da dietro e Arn Anderson si getta dalla terza corda ma colpisce l’alleato, perciò arriva l’Atomic Leg Drop per la vittoria dell’Hulkster. 7+/10, non volevo apparire troppo critico perché è un main event più che accettabile e in parte divertente, con due ottimi lottatori, Flair e Vader, e due wrestler che puntano tutto sul loro carisma.

Angelo Poffo, il padre di Savage, arriva a fermare un pestaggio ai danni del figlio ma viene colpito da Ric Flair e sottomesso alla Figure 4 Leg Lock per essere portato via dall’arena.


Voto finale: 4/10, dopo WCW Uncensored mi aspettavo un miglioramento e in parte è arrivato, ma non è ancora accettabile e si tratta di un altro evento da evitare e guardare soltanto Sting contro Bubba Rogers. La Hall of Fame è pesante, eccessivamente lunga, mentre un match come Orndorff contro Great Muta poteva essere di qualità migliore, ma sostanzialmente non c’è impegno. Il main event è più che valido anche se il suo post-match risulta banale, con l’inserimento del padre di Savage per mandare avanti la sua rivalità con Flair. Non è un buono show e per più di metà del tempo è inguardabile, ma ha qualche match discreto.

giovedì 17 novembre 2016

Recensione Raw episodio 121 (24 luglio 1995)

Recensione Raw 121
24 luglio 1995 da Louisville (Kentucky)
Durata show: 45:59

Di ritorno da In Your House 2, Diesel è rimasto campione mondiale mentre Shawn Michaels ha sconfitto Jeff Jarrett, conquistando la cintura intercontinentale.

Jimmy del Ray (w/Jim Cornette) vs. Shawn Michaels
Del Rey è come sempre una garanzia come qualità, ma si tratta del suo ultimo match a Raw. Il membro del suo team, gli Heavenly Bodies, Tom Pritchard cerca di intervenire, ma viene colpito da Michaels, che poi rifila un Superkick anche a Del Ray per la vittoria in 5 minuti e 23 secondi. HBK prende un po’ troppo sul serio i festeggiamenti e rischia di togliersi un po’ troppi indumenti, per fortuna si ferma prima che sia troppo tardi. 6+/10, buona partenza per lo show con un match veloce e più che accettabile per lanciare il nuovo campione intercontinentale.

Viene svelato che The Roadie ‘forse’ è il cantante dietro alla canzone di Jeff Jarrett (che ormai è sparito dalle scene da un giorno all’altro) e “potrebbe non fare più ritorno”, ma tornerà fra qualche mese per poi cambiare idea di nuovo e andarsene a inizio ’96.

John Faulkner & Rick Stockhauser vs. The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)
C’è sempre stata poca fantasia su cosa far fare agli Smoking Gunns, visto che sono sempre impegnati in sfide a senso unico invece di ottenere una rivalità che possa dar loro un po’ di spazio. Squash inutile.

Wow, mi ero dimenticato che nel ’95 si usassero ancora le cassette per vendere le canzoni (ovviamente nella solita promozione di With my baby tonight).

Promo in esterna di Fatu nel quartiere in cui è cresciuto, non è il primo della serie e non penso nemmeno che sia l’ultimo.

Gary Scott vs. Waylon Mercy
Scontro facile per Waylon Mercy, che è uno fra i lottatori più interessanti da seguire, decisamente avanti con i tempi, in era Attitude avrebbe avuto un successo incredibile (a parte l’età del lottatore, oltre i 40 anni). Mercy vince con la Sleeper Hold per sottomissione in 2 minuti e 1 secondo. Squash.

In Your House Report che ricapitola alcuni momenti e finali dei match nel pay per view passato. Viene fatta luce sull’attacco di Mabel a Diesel durante il match e dunque King Mabel sarà il prossimo contendente alla cintura mondiale, avendo anche vinto il King of the Ring.

Viene annunciato un match per le cinture di coppia nel prossimo episodio di Raw, Yokozuna e Owen Hart contro Razor Ramon e Savio Vega.

Bret Hart vs. Hakushi (w/Shinja)
Hart e Hakushi si erano già affrontati in un’ottima sfida e questa è quella definitiva per chiudere le ostilità. Incredibili mosse aeree ed un’esibizione di agilità grandiosa per il giapponese, fra Handspring Elbow Smash e voli in rotazione oltre la terza corda, pure il canadese si lancia all’esterno, e non lo si vede spesso fare manovre del genere. Nel finale arriva la Sharpshooter che costringe Hakushi alla resa in 9 minuti e 21 secondi. 8-/10, se non fosse per la brevità del match, poteva diventare un classico. Di sicuro un main event ben riuscito sul piano qualitativo.
Hitman si vendica anche del manager rivale, Shinja, gettandolo al tappeto con un Piledriver prima di andarsene da trionfatore della rivalità. Jean-Pierre Lafitte recupera il sacco che teneva Shinja con all’interno la testa manichino di Bret Hart.

Promo di Shane Douglas, qui chiamato Dean Douglas e con il personaggio dell’insegnante scolastico, in un discorso noioso sulla ‘conoscenza’, comprese le definizioni dal dizionario.

A fine show, c’è una breve intervista a Shawn Michaels, fra i protagonisti della puntata.


Voto finale: 7.5/10, finalmente una di quelle puntate molto piacevoli da seguire, che non manda avanti molte storie ma intrattiene a perfezione nonostante la presenza di due sfide a senso unico (non fastidiose e brevi). Bret Hart contro Hakushi è la giusta conclusione della rivalità, anche se forse tende ad essere un po’ troppo a senso unico nella fase finale. Il lottatore che più riesce ad avere presa sul pubblico è Shawn Michaels, ancora una volta nella piena fase di lancio grazie alla conquista della cintura intercontinentale. Alle porte della Monday Night Wars si delineano i protagonisti di Raw.

mercoledì 16 novembre 2016

Recensione In Your House 2 (23 luglio 1995)

Recensione In Your House 2: Lumberjacks
23 luglio 1995 da Nashville (Tennessee)
Durata show: 1:56:27

Evento in diretta da Nashville, la patria della musica country (e la casa di Jeff Jarrett). Al tavolo di commento ci sono Vince McMahon e Jerry Lawler e a sorpresa il filmato introduttivo non è “With my baby tonight”, risparmiandoci di vedere lo stesso video per l’ennesima volta. In realtà il palco viene preparato proprio per permettere a Double J di cantare il suo brano.

The 1-2-3 Kid vs. The Roadie
Si parte bene con una sfida adatta al talento dei due lottatori. Kid nel ’95 è stato offuscato da tanti altri avversari, collezionando più sconfitte che vittorie e perdendo così quella sensazione che potesse vincere in qualsiasi momento, mentre Roadie era in rampa di lancio, anche se ancora nel ruolo del numero 2 di Jeff Jarrett. Azione frenetica e buone idee, con una chiusura di Roadie con un Piledriver dalla terza corda sul rivale in 7 minuti e 26 secondi. 7+/10, il talento c’è tutto, la durata non è granché e sicuramente con un paio di minuti in più poteva uscire un match ancora migliore.

Intervista alla Million Dollar Corporation, non c’è più King Kong Bundy fra i suoi membri ma al suo posto c’è Kama. Sid mostra delle facce strane e malvagie mentre gli altri si occupano del discorso.

Men On A Mission (King Mabel & Sir Mo) vs. Razor Ramon & Savio Vega
Fra una decina di minuti in singolo di Mabel o di coppia con Mo, preferirei la prima opzione perché Mo è uno fra i lottatori meno abili che abbiano mai calcato il ring della federazione. Ramon combatte con un leggero infortunio causato da Mabel, perciò buona parte del match la fa Savio Vega. Brutta sfida, non basta il supporto del pubblico per renderla accettabile e il finale è anticlimatico, con King Mabel che riesce a chiudere con il Belly to Belly Suplex (al rallentatore) sul Bad Guy in 10 minuti e 9 secondi. 4.5/10, pessimo svolgimento, non era un gran match sulla carta ma l’esecuzione è ancora peggiore di quanto fosse prevedibile. Savio Vega esce bene, Razor Ramon invece non fa una buona prestazione.

I Lumberjack all’angolo di Diesel si stanno preparando per la sfida, fra loro ci sono Adam Bomb, Bam Bam Bigelow, Billy Gunn e Man Mountain Rock. Bigelow in realtà deve prima affrontare un’altra sfida qualche minuto dopo.

Concerto live di Jeff Jarrett che canta il suo brano (in realtà vedendolo dal vivo si vede chiaramente che sta facendo il labiale, spesso mentre il cantato parte prima che lui apra bocca). Dovrebbe servire a lanciare le vendite del brano ma il pubblico di Nashville (che è la sua città) lo fischia pesantemente, evidentemente non considerandolo un buon brano country. Insomma, non proprio la reazione che speravano.

Bam Bam Bigelow vs. Henry O. Godwinn
Il grande rilancio di Bigelow dopo il main event di Wrestlemania non lo ha portato da nessuna parte, è qui a combattere contro Godwinn in una sfida senza particolare costruzione. All’inizio è lui a dominare con una serie di Suplex, poi la sfida si fa equilibrata. Bam Bam cerca di chiudere con l’Headbutt dalla terza corda, il rivale si toglie ed è lui a lanciarsi dall’alto, ma manca il bersaglio e Bigelow va a chiudere su di lui senza nemmeno ricorrere a una mossa con uno schienamento dopo 5 minuti e 33 secondi. Pare bastare per la vittoria. 6.5/10, match decente, di breve durata ma che risulta piacevole da seguire. Il finale non è riuscito al 100% perché non c’è alcuna mossa a fermare Godwinn.

Breve intervista a Shawn Michaels, pronto a salire sul ring.

WWF Intercontinental Title Match: Jeff Jarrett (w/The Roadie) (c) vs. Shawn Michaels
Serviva Shawn Michaels per far fare a Double J la sfida epica della carriera. La parte migliore è che anche l’offensiva di Jarrett risulta di ottimo livello, è una sfida fantastica dall’inizio alla fine, con una psicologia valida e gli interventi irritanti di Roadie che sembrano sempre sul punto di mettere fuori gioco l’Heart Break Kid. Michaels prima rischia di essere contato fuori dal ring, poi si trova nuovamente in difficoltà quando l’arbitro cade a terra dopo che Jarrett gli cade addosso. Sweet Chin Music evitata perché Roadie lo butta a terra, ma Double J non riesce a chiudere con il Diving Crossbody. Roadie è girato di spalle e non si accorge che è Jarrett a stare all’angolo perciò gli afferra un piede. Nuovo Superkick e stavolta Jarrett va giù e Shawn Michaels lo schiena in 20 minuti e 1 secondo per diventare il nuovo campione intercontinentale. 8.5/10, ottimo match, e una fra le sfide migliori dell’intera carriera di Jarrett. Si tratta di un grande momento nello scenario adatto per il cambio di cintura. L’aspetto negativo è che quello che pare l’inizio di una rivalità fra Jarrett e Roadie non viene portato a termine perché Double J lascia la federazione per poi tornare a fine anno.

Viene fatto cenno di problemi all’interno del team di Jarrett e Roadie dopo il finale del match precedente, lo split è vicino.

WWF World Tag Team Title Match: Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. The Allied Powers (Lex Luger & The British Bulldog)
1994 e 1995 non sono stati buoni anni per la categoria tag team, che ha perso i ‘classici’ per lasciar spazio a squadre di lottatori messi insieme per dar loro un ruolo. Per fortuna, sia Owen Hart che British Bulldog si sono rivelati abili a collaborare con compagni diversi per creare delle combinazioni interessanti. Questa è la seconda più grande possibilità che Lex Luger ha avuto per provare a conquistare una cintura in WWE dopo la sfida contro Yokozuna a Wrestlemania X, e qui loro sono di nuovo avversari. Il match è di buona qualità e vede diverse manovre di squadra, come i Double Lariat degli Allied Powers, oltre a un doppio Suplex ai danni di Yokozuna che sembra portarli alla vittoria, ma Owen Hart si lancia dalla terza corda e interrompe il conteggio, permettendo a Yokozuna di chiudere su Lex Luger dopo 10 minuti e 54 secondi. 7+/10, finalmente una buona sfida della categoria tag team, anche se basata su quattro lottatori affermati invece che sul lancio di una vera e propria squadra verso il successo. C’è qualche leggero contrasto all’inizio fra Hart e Yokozuna ma viene risolto e sono loro a vincere in maniera pulita.

Dopo un filmato che ricapitola la rivalità fra Diesel e Sid, i Lumberjack si posizionano fuori dal ring, mentre Diesel viene intervistato.

WWF World Heavyweight Title Lumberjack Match: Diesel (c) (w/Shawn Michaels) vs. Sid (w/Ted DiBiase)
Non penso di aver mai visto un Lumberjack match di ottimo livello, la struttura è sempre la stessa, si getta un avversario all’esterno, lasciandolo in balio di un gruppo di lottatori pronti a colpirlo. La strategia qui è normale, con buoni e cattivi schierati a distanza. La storia del match è potenzialmente buona, con la possibilità che uno dei Lumberjack sia dalla parte di Ted DiBiase e quindi di Sid. In realtà non succede nulla del genere e non ci sono tradimenti di alcun genere. Diesel è in controllo per buona parte del match e grazie al supporto esterno riesce a chiudere con un Big Boot su Sid per andare a schienarlo dopo 10 minuti e 2 secondi, mantenendo la cintura mondiale. 6/10, con questa sfida Sid esce dal main event mentre Diesel continua il suo lungo regno titolato, che va avanti da novembre dell’anno precedente. Non è il miglior match sul piano qualitativo, ma si lascia guardare e stavolta raggiunge la sufficienza, a differenza di quello dell’evento precedente.

Diesel festeggia con i suoi Lumberjack, è un trionfo totale per lui.


Voto finale: 6.5/10, il secondo In Your House ha più carne al fuoco della prima edizione, con Jeff Jarrett contro Shawn Michaels che ruba la scena a qualsiasi altra sfida, oltre a durare di più. C’è un solo match orrendo, quello dei Men on a Mission (che novità), mentre alcune sfide risultano piacevoli. 1-2-3 Kid e The Roadie aprono bene l’evento, la sfida per le cinture di coppia si mantiene su buoni livelli mentre Diesel vs Sid risulta sufficiente, ed è strano perché raramente si vede qualcosa di accettabile quando Sid rimane sul ring per più di cinque minuti. Purtroppo gli spunti offerti dal potenziale split fra Jeff Jarrett e The Roadie non vengono sfruttati al meglio perché Double J decide di lasciare la federazione invece di partecipare a quella rivalità. Bret Hart è impegnato in un dark match vinto contro Jean-Pierre LaFitte, mentre Undertaker vince un Casket match contro Kama, che poi sarà una sfida che verrà svolta anche a Summerslam.