martedì 11 aprile 2017

Recensione Raw episodio 157 (29 aprile 1996)

Recensione Raw 157
29 aprile 1996 da Sioux City (Iowa)
Durata show: 47:57
Rating: 2.9 (vs Nitro #33: 2.1)

Di ritorno da In Your House 7, Shawn Michaels è ancora il campione mondiale. Questa è la prima di quattro registrazioni a Sioux City prima del prossimo pay per view, un altro In Your House. Siamo inoltre all’ultima carrellata di puntate con presenti Diesel, Razor Ramon e 1-2-3 Kid, pronti a passare in WCW nel giro di un mese.

Bart Gunn vs. Mankind
Mankind sanguina dietro alla maschera e combatte una sfida equilibrata con Bart Gunn, almeno finché non comincia a dominare. Mi ricorda un po’ il match fra Vader e Razor Ramon di In Your House come struttura. Mankind alla fine sottomette il rivale con la Mandible Claw. 5.5/10, non riesco a dare la sufficienza, è un match che toglie buona parte della costruzione a Mankind, rendendo Gunn capace di resistere a molti attacchi. Match veramente lungo, doveva durare tre minuti di meno.

Intervista di Jim Ross a Bart Gunn, che non riesce a parlare per il dolore alla mandibola, ma Mankind lo attacca nuovamente. Questo significa un altro match fra loro?

Scott Taylor vs. Steve Austin (w/Ted DiBiase)
Savio Vega è al tavolo di commento per assistere da vicino a Stone Cold, con cui ha una rivalità in corso. Scotty 2 Hotty contro il futuro dominatore della federazione. Steve Austin vince facilmente per sottomissione, ma non è un match di alcun interesse, il team di commento si concentra sull’intervista a Vega. Squash.

Savio Vega lancia una sfida a Steve Austin, mettendo in palio il suo onore di caraibico. Austin ignora l’avversario ma lui lo attacca alle spalle.

Intervista sul ring di Vince McMahon a Shawn Michaels, sulla linea delle tante interviste precedenti, ma stavolta ci sono anche il suo trainer, Jim Cornette, British Bulldog e sua moglie sul ring. Cornette interrompe l’intervista di HBK, che ormai si atteggia all’icona della federazione. Il manager accusa Michaels di aver provato a conquistare il cuore della moglie di Bulldog (inespressiva come sempre, con la faccia da cane bastonato che ha sempre avuto ogni volta che la inquadravano anche in passato). Michaels si prende un sonoro schiaffo e scatta la rissa fra lui e Bulldog. Un segmento triste, intriso di falso moralismo, che invece di trattare un argomento maturo ci gira attorno e lo schiva. Siamo all’opposto di quella che sarà l’era Attitude.

WWF World Tag Team Title #1 Contendership Match: The Godwinns (Henry O. Godwinn & Phineas I. Godwinn) (w/Hillbilly Jim) vs. The New Rockers (Leif Cassidy & Marty Jannetty)
Non so perché i nuovi Rockers fossero trattati come un team inferiore agli altri, considerata la qualità di Cassidy (Al Snow) e Jannetty, che comunque non ha più la presa sul pubblico di tre anni prima. Il match ha poca importanza, di nuovo è Sunny dei Bodydonnas la protagonista, che si presenta con le cinture di coppia a bordo ring. Dopo una sfida soporifera, arriva il doppio conteggio fuori. 3/10, orrendo, una sofferenza da seguire.

Mankind viene trovato accucciato nel backstage e vuole affrontare Undertaker. Ecco, questo fa parte di una storia interessante.

Isaac Yankem DDS vs. The Ultimate Warrior
Warrior entra, domina e vince senza alcuna difficoltà, match del tutto prevedibile. Squash, impossibile immaginarlo come un main event.

Jerry Lawler è visibilmente infastidito da Warrior, perché ormai deve esserci una rivalità anche fra loro.


Voto finale: 3/10, siamo a livelli così pesanti che non si vedevano da tempo. Raw è tornato dall’episodio 154 a regalare un pessimo prodotto (che ironicamente coincide con il periodo migliore negli ascolti). Questa puntata che è Live non riesce a regalare emozioni e soprattutto non costruisce molto. Capisco che fosse un momento difficile per via dei contratti in chiusura di tre lottatori importanti e la pausa di Bret Hart, ma questa puntata è proprio inguardabile, nemmeno Ultimate Warrior che annienta velocemente il dentista risulta un momento memorabile. Ho detestato il segmento di Shawn Michaels, British Bulldog e Jim Cornette, con false pretese di moralismo che non funzionano bene. Il mio parere è che qui Raw ha toccato il fondo, tornando in piena crisi creativa senza cogliere il buon momento dato dalla serie di vittorie negli ascolti. Una puntata evitabile.

lunedì 10 aprile 2017

Recensione In Your House 7 (28 aprile 1996)

Recensione In Your House 7: Good Friends, Better Enemies
28 aprile 1996 da Omaha (Nebraska)
Durata show: 1:41:44

Si arriva a un pay per view con una costruzione un po’ debole, l’unico match con il giusto hype è proprio il main event fra Shawn Michaels e Diesel, No Holds Barred. Nel pre-show (free for all), Marc Mero sconfigge 1-2-3 Kid per squalifica in 7 minuti e 17 secondi quando HHH interviene ad attaccarlo. Per lui come per Razor Ramon e Diesel si tratta dell’ultimo match in pay per view prima del passaggio in WCW.

C’è un breve promo di Jake “The Snake” Roberts prima della sfida iniziale.

Ahmed Johnson & Jake Roberts vs. Camp Cornette (Owen Hart & The British Bulldog) (w/Clarence Mason & Jim Cornette)
Jake Roberts aggredisce Jim Cornette con il suo serpente, torna nel backstage e si presenta con Ahmed Johnson, dando il via alla ‘vera’ sfida, quella di coppia. Si concretizza sempre di più la migliore coppia dei prossimi mesi, Hart e Bulldog, che hanno un’ottima affinità. L’altro team non mi è piaciuto per niente, non dà il minimo senso di essere una squadra. Nel finale Bulldog riesce a sottomettere Roberts dopo 13 minuti e 47 secondi. 5/10, la tecnica non manca, ma la resa del match è blanda, è riuscito ad annoiarmi, penso comunque che Hart e Bulldog abbiano fatto il possibile, ma fossero due squadre incompatibili. Da qui si capisce che Ahmed Johnson sarebbe stato difficile da lanciare ai piani alti della federazione.

WWF Intercontinental Title Match: Goldust (w/Goldust's Bodyguard & Marlena) (c) vs. The Ultimate Warrior
Goldust si porta dietro una guardia del corpo vestita da mafioso da film (che poi è Mantaur o il futuro Tank). All’ingresso di Ultimate Warrior il pubblico impazzisce, essendo la ragione principale dell’incremento di ascolti e interesse per la federazione. Purtroppo questo non è un match, Goldust sta seduto a fumarsi un sigaro mentre Goldust e chi è con lui impazzisce. Quando il lottatore sale sul ring, subisce una Clothesline e decide di andarsene per farsi contare fuori e mantenere la cintura dopo 7 minuti e 43 secondi praticamente di segmento non lottato. 3/10, non è tragico come altre situazioni simili, ma non è divertente e fa solo perdere tempo a chi si aspettava di vederli combattere almeno un po’. Insomma, una ‘sfida’ da dimenticare che riporta al punto di partenza.

Warrior si sfoga a match concluso sulla guardia del corpo di Goldust.

Razor Ramon vs. Vader (w/Jim Cornette)
Questo è uno scontro intenso, non necessariamente veloce, ma con il carisma del Bad Guy contro la forza bruta di Vader, che continua la sua opera di distruzione. Si va per le lunghe ma è accettabile visto che si tratta di due buoni lottatori. Nel finale Vader domina e schiena Ramon in 14 minuti e 49 secondi. 7+/10, buona battaglia che dopo una situazione di equilibrio volge totalmente a favore di Vader. Ramon non ne esce comunque male.

WWF World Tag Team Title Match: The Body Donnas (Skip & Zip) (w/Sunny) (c) vs. The Godwinns (Henry O. Godwinn & Phineas I. Godwinn) (w/Hillbilly Jim)
Tremendo, questi sono i due team attorno a cui girano le cinture nel primo ’96, e non sono proprio l’ideale per presentare la categoria! Nemmeno c’è bisogno di dirlo, il match è pessimo e l’unica protagonista è Sunny, l’elemento di interesse maggiore per il pubblico. I Body Donnas usano la tattica dello scambio sul ring quando l’avversario non vede, perciò riescono a ottenere una vittoria per schienamento in 7 minuti e 17 secondi, mantenendo le cinture. 5/10, ne ho parlato male ma non è così orribile, si lascia guardare anche se è sicuramente insufficiente.

WWF World Heavyweight Title: Shawn Michaels (w/Jose Lothario) (c) vs. Diesel [No Holds Barred Match]
La storia degli amici diventati rivali e nemici mi piace, peccato che non sia stata approfondita al meglio, per fortuna nel Wrestling è una ricorrenza, dai tempi di Hogan contro Savage fino a Guerrero contro Mysterio, in questo caso sa di qualcosa di costruito di fretta, ma che funziona comunque vista la popolarità dei due lottatori. Diesel è aggressivo, usa regolarmente le armi, scaraventa il campione sul tavolo e addirittura si prende la cintura con sé. Poi strappa la protesi alla gamba di Mad Dog Vachon, un wrestler ritirato, e cerca di usarla sul ring, ma Shawn Michaels reagisce e lo atterra con un Superkick dopo una prestazione in svantaggio ma eroica. Vittoria per schienamento dopo 17 minuti e 53 secondi per il campione in questo round finale fra i amici-nemici. 9/10, un match fondamentale per il regno di Michaels, che dopo aver vinto a fatica contro Bret Hart riesce ad imporsi su Diesel, confermandosi il primo rappresentante della federazione.


Voto finale: 6/10, andrebbe visto solo per il main event, che non dura nemmeno 20 minuti per un evento di quasi due ore. Shawn Michaels e Diesel hanno fatto grandi cose dentro e fuori dal ring, rendendolo spettacolare la loro sfida. Anche Razor Ramon contro Vader è buono, forse eccessivamente lungo. Il resto è dimenticabile, consiglierei di stare alla larga dalla non sfida fra Goldust e Ultimate Warrior. La sfida iniziale purtroppo mostra perché Ahmed Johnson non è mai stato in grado di arrivare a grandi traguardi e un Jake Roberts ormai fisicamente provato, lontano dalla forma fisica ideale anche se con un ottimo supporto del pubblico. Come molti In Your House, tende a sembrare troppo breve per un pay per view, ma almeno non perde tempo in segmenti.

venerdì 7 aprile 2017

Recensione Nitro episodio 32 (22 aprile 1996)

Recensione WCW Nitro 32
22 aprile 1996 da Albany (Georgia)
Durata show: 54:27
Rating: 2.7 (vs Raw 156: 3.3)

Viene messo hype per il main event, dove tutte le cinture sono in palio.

The American Males (Marcus Alexander Bagwell & Scotty Riggs) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock)
Non impazzisco per i Public Enemy fuori dalle sfide hardcore, e fatico a reggere il loro balletto. Ma se c’è qualcosa che mi irrita più di loro è che nel ’96 sia ancora presente la regola della squalifica quando si lancia un avversario fuori dalla terza corda. Bagwell viene lanciato in quel modo e gli American Males vincono per squalifica dopo 7 minuti e 23 secondi. 6-/10, in realtà non è un match brutto, semplicemente si attiene a una regola poco intelligente all’epoca. Il pubblico è coinvolto dalla sfida.
Non finisce qui, i Public Enemy finiscono per gettare Bagwell su un tavolo, d’altronde con loro non poteva mancare una scena del genere.

Vengono rivelati gli abbinamenti della Lethal Lottery a Slamboree, questo evento non avrà la scoperta in pay per view come in passato. “Mean” Gene racconta le scelte, prendendosi parecchio tempo per farlo. La combinazione più interessante è quella di Ric Flair e Randy Savage, acerrimi rivali.

Chris Benoit vs. Eddie Guerrero
Come al solito, solo elementi positivi dai loro confronti, ma poco tempo a disposizione. Una pausa pubblicitaria taglia a metà la sfida. Grandi manovre aeree da parte di Guerrero contro la tecnica del rivale, Benoit vince per schienamento dopo 7 minuti e 30 secondi, tenendosi alle corde per rubare la vittoria. 7+/10, vorrei che fosse durato di più, il potenziale era immenso e parte del match se ne va con la pubblicità.

“Mean” Gene intervista Rob Garbner, un uomo della dirigenza, che vuole tenere fuori Randy Savage dal ring per via del suo comportamento aggressivo. Lui si presenta con una bandana nera (per fortuna che non è successo un mese dopo o sarebbe facile confonderla con un certo gruppo). Macho Man rifiuta lo psichiatra e lancia minacce. Vederlo così furioso è uno spettacolo, ormai pare davvero al limite.

Jim Duggan vs. Meng
Oh, no, purtroppo Duggan è una presenza ricorrente in WCW e sarà lì ancora a lungo. Meng non è più la forza della natura dei mesi precedenti e qui è meno incisivo. Il match non è particolarmente buono, ma almeno regala al pubblico la sensazione che Duggan sia ancora un lottatore che conta, infatti è lui a vincere per schienamento dopo 6 minuti, anche se deve barare usando un laccio. 5/10, non è un match che mai rivedrei, però non è stato pessimo.

Altra estrazione di “Mean” Gene per la Lethal Lottery, nulla di eclatante, tutti midcarder al meglio. Da notare la totale inespressività delle due vallette, che probabilmente non sanno nemmeno chi siano quei lottatori.

WCW World Heavyweight Title / WCW World Television Title / WCW World Tag Team Title: Lex Luger (c) & Sting (c) vs. Ric Flair (c) & The Giant (w/Jimmy Hart, Miss Elizabeth & Woman) [All Titles On The Line Tag Team Match]
La stipulazione è interessante e ogni risultato può risultare decisivo. Randy Savage cerca di aggredire Flair prima che la sfida abbia inizio ma viene portato via. Il match è buono e atteso dal pubblico, è tutto ciò che i fan vogliono vedere dallo show. La psicologia del match è valida, e nel finale Flair si fa passare del caffè bollente ma invece degli avversari colpisce The Giant in volto, mandandolo in escandescenze mentre il loro team viene squalificato dopo 7 minuti e 25 secondi. 7.5/10, sfida divertente, con una grande performance di Lex Luger e un divertente malinteso finale fra Flair e Giant.

The Giant viene intervistato ed è furioso, a questo punto è lui a voler affrontare Ric Flair per la cintura mondiale. Il Nature Boy lo minaccia di prenderlo a calci nel sedere, scappando poi via dopo aver sancito un match titolato per il prossimo episodio di Nitro.

Voto finale: 6/10, senza Hulk Hogan gli ascolti in WCW stanno crollando a picco, ma Nitro continua a offrire uno show godibile (non sempre, ma senza Hogan è anche meglio) che potrebbe regalare grandi sorprese, non è questo il caso ma almeno rimane l’incertezza nel main event fino alla conclusione, e comunque porta alla fine dell’alleanza fra Ric Flair e The Giant. Tutto quello che gira attorno al main event funziona, mentre anche Guerrero contro Benoit è buono, seppure veloce e tagliato nella diretta. Il resto non è granché, gli annunci della Lethal Lottery sono tremendi, specialmente nella seconda parte. Jim Duggan è uno di quei lottatori che preferisco non veder tornare sul ring, in WCW non è mai stato capace di regalare buoni match.


Nitro, voto 6; Raw, voto 4. Nitro vince la sfida settimanale come qualità dello show.


Nitro 18 – Raw 10

giovedì 6 aprile 2017

Recensione Raw episodio 156 (22 aprile 1996)

Recensione Raw 156
22 aprile 1996 da San Bernardino (California)
Durata show: 42:52
Rating: 3.3 (vs Nitro #32: 2.7)

Ultimo episodio prima di In Your House 7.

WWF Intercontinental Title Match: Goldust (w/Marlena) vs. Savio Vega
La cintura è resa vacante dopo il finale dell’episodio precedente. Durante il match c’è un breve promo di Ultimate Warrior, leggermente più comprensibile della settimana precedente e rivolto a Goldust (che fa capire come andrà a finire il match nel caso che ci fosse anche il minimo dubbio). Si presenta Steve Austin, che interferisce contro Savio Vega e permette a Goldust di vincere per schienamento, 4.5/10, un match bruttino che rende giustizia alla cintura, a questo punto renderla vacante non ha avuto alcun senso logico se è tornata di nuovo in possesso di Goldust dopo una settimana, solo per rifare un match che bastava una volta sola.

Fatu vs. Vader (w/Jim Cornette)
Raw ormai si può anche permettere il ritorno delle sfide a senso unico, questo è un vero e proprio massacro di Vader che si conclude con un suo Moonsault devastante. Squash, ma incredibilmente valido da recuperare.

Filmato da un house show in Germania in cui Jake Roberts affronta Owen Hart ma viene attaccato da British Bulldog, perciò i due si affrontano per diversi minuti finché The Snake non usa il suo serpente per colpire Bulldog. Non capisco il senso, poteva essere un normale segmento o match di Raw.

Ken Paterson & Yoshihiro Tajiri vs. The Godwinns (Henry O. Godwinn & Phineas I. Godwinn) (w/Hillbilly Jim)
Che giovane Tajiri, è irriconoscibile ma già talentuoso anche se non ha la possibilità di mettersi in mostra. Nemmeno c’è bisogno di dirlo, è una sfida a senso unico e i Godwinns vincono per schienamento. Squash, questo invece era atroce da seguire.

I Body Donnas, campioni di coppia, attaccano i Godwinns dopo il match e li umiliano.

Aldo Montoya vs. Mankind
Niente di speciale, Mankind domina la contesa anche se Montoya ha un po’ di spazio. Nel finale l’uomo mascherato lo fa cedere con la Mandible Claw. 6-/10, menzione per l’intensità di Mankind, ma c’è poco altro di interessante qui.

Si chiude con un filmato di riepilogo della rivalità fra Shawn Michaels e Diesel.


Voto finale: 4/10, voto generoso per premiare l’impegno di Mankind e Vader, forse in parte anche Goldust. Trovo deludente la costruzione della rivalità fra Shawn Michaels e Diesel, si capisce benissimo che Nash aveva già la testa altrove e aspettava solo il momento ideale per cambiare federazione, non l’ho mai visto preso da questa rivalità che altrimenti sarebbe stata eccellente. L’evento prima di In Your House non è terribile, ma soffre di ripetitività ed è normale considerato che era la quarta registrazione di fila di Raw svolta nell’arena. L’episodio è consigliabile solo per chi si fosse perso le puntate precedenti e volesse sapere le rivalità in corso.

mercoledì 5 aprile 2017

Recensione Nitro episodio 31 (15 aprile 1996)

Recensione WCW Nitro 31
15 aprile 1996 da Charleston (West Virginia)
Durata show: 50:17
Rating: 2.8 (vs Raw 155: 3.1)

Avete presente quando gli ascolti calano e una federazione fatica a comprenderne la ragione? Ecco, dopo una settimana di pausa, Nitro ritorna con una card che non pare aver risolto i problemi di base. Ho ascoltato di recente un’intervista a Kevin Sullivan che spiegava il ‘problema Hogan’, cioè la sua necessità di vincere contro tutto e tutti. Visto che si sarebbe preso una pausa dopo questo show, il piano era di farlo uscire in barella. Secondo voi sarà andata in questo modo? Scopritelo leggendo la recensione!

Arn Anderson & Kevin Sullivan (w/Miss Elizabeth & Woman) vs. Hulk Hogan (w/The Booty Babe) [Two On One Handicap Match]
Come ho scritto sopra, è l’ultimo match di Hulk Hogan a Nitro prima del ritorno in grande stile d’estate. Non poteva che trovarsi ad affrontare un’altra sfida da superuomo da solo contro due avversari. Nonostante il gioco scorretto dei suoi rivali, è lui ad avere la meglio con l’Atomic Leg Drop in soli 4 minuti e 12 secondi. 4/10, è triste vedere due lottatori annientati così facilmente, nemmeno se parlassimo degli ultimi arrivati.

Hulk Hogan si diverte a maltrattare le due donne manager degli avversari e infine aggredisce Jimmy Hart e lo umilia (perché lui è il buono). The Giant lo raggiunge e lo mette KO con una Chokeslam… no, Hogan è immune alla mossa e si rialza subito, poi esegue un Body Slam su di lui, ricalcando quello storico su André. Per poco non attacca anche “Mean” Gene che era lì per intervistarlo e il pubblico tiepido si scalda e sommerge Hulkster di fischi. L’intervista non ha successo perché Hogan ha rotto il microfono! Okay, è tempo di porre fine a questo Hulk prima che ci siano solo fischi per lui!

The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock) [Falls Count Anywhere Tag Team Street Fight]
Non c’erano dubbi, è una sfida hardcore fra queste due squadre. Ammetto che ero partito con aspettative molto basse, ma il match è guardabile, forse addirittura ben fatto. I Nasty Boys sanno il fatto loro quando c’è da prendere armi, mentre i Public Enemy portano sul ring un tavolo, ma è Grunge a finirci sopra, perciò i Nasty Boys ottengono una vittoria per schienamento dopo 9 minuti e 17 secondi. 7/10, si sono distrutti per dieci minuti, è tutto quello che c’è da sapere.

Si continua anche dopo il match e un altro tavolo viene distrutto, la rivalità fra i due team non è ancora terminata.

Earl Robert Eaton (w/Jeeves) vs. Randy Savage
Mi chiedo perché Eaton abbia preso il personaggio di Steven Regal del nobiluomo inglese. Il match serve solo per fare pubblicità a Randy Savage che a quanto pare ha una parte in una serie animata. Qui siamo davanti a una sfida a senso unico che però verte sulla rivalità di Macho Man per Ric Flair, Savage subisce un po’ di mosse, si risveglia e chiude per schienamento in 3 minuti e 57 secondi. 5+/10, per fortuna c’è un po’ di storia ad accompagnare la contesa.

Randy Savage non pare soddisfatto e continua a infierire, addirittura devono intervenire Jim Duggan e membri dello staff a fermarlo, gli tengono bloccate le mani per portarlo lontano dal ring.

WCW World Tag Team Title Match: Lex Luger & Sting (c) vs. Ric Flair & The Giant (w/Jimmy Hart)
Sting e Luger ormai sono una coppia affiatata, non c’è più da temere che il Total Package abbandoni il suo compagno e anzi sta spesso sul ring a subire attacchi. Sfida lenta, anche se ci sono le cinture in palio è facile pensare a un finale sporco, e infatti succede proprio questo. Sting entra solo alla fine e applica la Scorpion Death Lock a Flair ma Woman colpisce il Total Package con del caffè… Luger e Sting vincono per squalifica dopo 10 minuti e 34 secondi. 6-/10, il gioco scorretto di Flair e Giant non basta per tenere testa ai campioni, la storia di per sé è interessante, il match però non riesce a coinvolgermi, troppo spazio per Luger e poco per Sting. Il finale è pessimo.

Nel finale, Bobby Heenan si lamenta troppo e Bischoff lo ammanetta per fermarlo.

Voto finale: 4/10, Hulk Hogan stavolta è riuscito davvero a irritarmi, non è possibile vedere un dominio del genere, è accolto male dal pubblico e, invece di lavorare sulla folla, decide di proseguire e si ritrova fischiato… ignorando la reazione. Per fortuna sarà fuori per un po’ di mesi dopo questa esagerazione. Sicuramente questa parte introduttiva ha rovinato l’episodio. Per fortuna lo show migliora (considerato che era al fondo della scala, roba da 0/10 che può rovinare la federazione, non scherzo). La situazione tag team invece si mantiene interessante, ci sono tante squadre in WCW con molte combinazioni possibili. Ironico pensare che il migliore match della settimana sia arrivato dallo show con qualità inferiore. Il main event ha una storia interessante, ma nulla più di questo, non è del tutto convincente. Nessun segmento backstage, tutto si svolge sul ring in questa puntata.


Nitro, voto 4; Raw, voto 5.5. Settimana non buona, ma Raw fa un lavoro migliore.


Nitro 17 – Raw 10

martedì 4 aprile 2017

Recensione Raw episodio 155 (15 aprile 1996)

Recensione Raw 155
15 aprile 1996 da San Bernardino (California)
Durata show: 49:06
Rating: 3.1 (vs Nitro #31: 2.8)

Torna Nitro in competizione ed è ancora Raw a vincere, mantenendo il suo buon periodo negli ascolti.

Leif Cassidy (w/Marty Jannetty) vs. Marc Mero (w/Sable)
C’è il tentativo di fare un grande match ma a mio parere i due lottatori non sembrano adatti a combattersi a vicenda, non c’è quell’alchimia fra rivali che speravo di vedere. Non mancano le belle manovre e i voli aerei, ma non mi entusiasma, non mi lascia nulla fuori dal pensiero che sia ‘okay’, ma nulla più di questo. Mero vince con una manovra aerea per schienamento. 6+/10, non è impressionante, apprezzo che ci abbiano provato ma Cassidy è ancora inesperto e Mero non tira fuori una di quelle performance eccezionali.

Viene mostrato il filmato dell’attacco di Diesel a Shawn Michaels in un house show al Madison Square Garden (era già stato mostrato a Raw) con Diesel che lo commenta e dice che ha fatto quello che doveva.

Bart Gunn vs. Steve Austin (w/Ted DiBiase)
Si parla della rivalità di Austin con Savio Vega, che lo ha sconfitto a Superstars con una maschera per nascondere la sua identità, mentre Bart Gunn è in una di quelle prove da lottatore singolo. Sfida tecnica gestita per la maggior parte proprio da Stone Cold, che tiene il controllo della situazione per diversi minuti, anche se è Gunn ad avere i momenti migliori. Alla fine arriva la Million Dollar Dream a far cedere Gunn. 6.5/10, dimenticabile ma è uno di quei match che servono a Stone Cold in questa fase della carriera per mostrarlo capace e pericoloso.

Intervista a Vader, con Jim Cornette, che parla di Gorilla Monsoon e Yokozuna, annientati proprio da Vader. Si parla poi della rivalità con Razor Ramon, il prossimo rivale sul suo percorso. Per Ramon sarà Vader Time. Come potete immaginare, un’intervista molto generica, ma con il solito carisma di Cornette.

WWF Intercontinental Title Match: Goldust (w/Marlena) (c) vs. Savio Vega
Il difetto principale dei match di Savio Vega è che hanno Vega al loro interno (mi è stato fatto presente da alcuni lettori del blog che apprezzano i miei momenti critici, dico solo quello che penso). Quello che fa funzionare il match è Goldust, che riceve la negatività del pubblico. La parte finale è accesa, l’arbitro cade, Vega usa la cintura intercontinentale per colpire il campione e schienarlo. Vince la cintura intercontinentale… anzi, no, perché due arbitri discutono fra loro. 6.5/10, risulta un po’ pesante ma nella seconda parte merita e diventa imprevedibile, con un finale un po’ strano. Goldust fa un grande lavoro di costruzione del personaggio anche in questa sfida.

Gorilla Monsoon decide che Savio Vega non sarà il campione intercontinentale, ma la cintura viene revocata a Goldust perché è stato schienato. Il titolo è reso vacante.

Viene mostrato Bret Hart furioso dopo Wrestlemania XII, manda via i giornalisti, se ne va seccato dall’arena. In un’intervista registrata, Hart dice che ha fatto quello che doveva, ha pareggiato perché non serviva che vincesse, era lui il campione. L’unica cosa che gli importa non è il denaro ma il rispetto, e ora sente di essere stato tradito dalla federazione. Questa è una delle ultime apparizioni prima della lunga pausa del lottatore.


Voto finale: 5.5/10, Goldust continua ad essere uno dei punti di forza dello show, è controverso e le storie attorno a lui catalizzano l’attenzione più di quelle che dovrebbero riguardare i lottatori al top (a eccezione di Shawn Michaels, che rimane il numero 1 su tutti i fronti). I match non sono particolarmente belli, ma nemmeno terribili, tutti dalla sufficienza in su. Il discorso di Bret Hart (un po’ come tutti i suoi match contro Shawn Michaels) sembrano mostrare un futuro che poi si concretizzerà, non sentirsi rispettato, lasciare la federazione e passare alla WCW, anche se era solo una storia, poi è diventato qualcosa di più personale. Incredibile pensare che dopo questo discorso non sia stata giocata subito la carta del passaggio a heel al ritorno. Steve Austin già si distingue per le sue qualità sul ring, avevano un futuro main eventer e non se ne rendevano ancora conto (basta vedere quante energie sono spese per HHH, che ha sempre rivalità in corso). Una puntata quasi sufficiente, con impegno dei lottatori ma non la massima resa possibile.

sabato 1 aprile 2017

Recensione Backlash 2001 (29 aprile 2001)

Recensione Backlash 2001
29 aprile 2001 da Rosemont (Illinois)
Durata show: 2:44:24

Backlash è sempre un evento piazzato nel momento ideale per chiudere rivalità ancora aperte dopo Wrestlemania e farne partire di nuove, un ottimo punto di svolta che spesso funziona bene. Al tavolo di commento ci sono Jim Ross e Paul Heyman.

The Dudley Boyz (Bubba Ray Dudley, D-Von Dudley & Spike Dudley) vs. The X-Factor (Albert, Justin Credible & X-Pac)
Voto: 6+/10. Una sfida d’apertura divertente senza particolari sorprese. I Dudley Boyz uniti sono uno spettacolo da vedere, mentre trovo sprecato X-Pac in questo periodo, con il suo talento lo si poteva utilizzare meglio, invece di apparire come un riempitivo da mettere insieme ad altri wrestler. La sfida viene vinta proprio dall’X-Factor, con X-Pac che chiude per schienamento in 8 minuti. Nulla di particolare ma la qualità è valida.

Al termine del match, i Dudley Boyz si prendono la loro rivincita sugli avversari ed X-Pac viene gettato con una 3D su un tavolo.

Arriva nell’arena la “Duchessa di Queensbury”, con una parrucca e il vestito elegante, e William Regal la tratta come una nobile.

WWF Hardcore Title Match: Rhyno (c) vs. Raven
Voto: 7.5/10. Questo è un buon match Hardcore, non c’è molta psicologia, ma sapete… è l’hardcore che funziona, quello un po’ ignorante che strappa qualche risata, senza violenza. Bidoni della spazzatura, un carrello della spesa, addirittura Rhyno ci finisce ‘dentro’. Alla fine è la Gore di Rhyno a chiudere il match in 8 minuti e 11 secondi per schienamento, permettendogli di mantenere la cintura. Molto divertente, nulla di eccezionale ma funziona quanto serve, due ottimi lottatori che risentono un po’ di non essere le stelle principali come in ECW, ma allo stesso tempo contribuiscono a una divisione nel migliore dei modi.

Shane McMahon legge un libro delle favole in cui prevede la caduta del gigante contro di lui. Stephanie lo interrompe e gli suggerisce di scusarsi con loro padre per avergli rubato la WCW prima che potesse prenderla lui, ma Shane non l’ascolta. In questo periodo il lottatore/nuovo ‘padrone’ WCW è ancora molto amato dal pubblico.

Steve Austin arriva nell’arena e si sottrae a un’intervista.

Di nuovo un segmento (inutile) con la Duchessa di Queensbury, con Regal che scaccia The Coach (lì come intervistatore) perché non è degno di intervistarla.

Chris Jericho vs. William Regal (w/The Duchess Of Queensbury) [Duchess Of Queensbury Match]
Voto: 7.5/10. Le regole del match? Non spiegate, tant’è che pure Jericho ne paga le conseguenze visto che la duchessa da bordoring si permette di fare quello che vuole per favorire Regal. Prima viene svelato che la contesa è divisa in round, poi Jericho sottomette l’avversario ma le sottomissioni non valgono. Regal si fa squalificare usando lo scettro, ma la duchessa decide che non ci sono squalifiche. Jericho attacca la duchessa e le applica la Walls of Jericho, questo permette a Regal di attaccarlo e vincere scorrettamente per schienamento dopo 12 minuti e 34 secondi. Non il migliore Jericho contro Regal che poteva uscire sul piano tecnico, ma l’intrattenimento è ottimo, perciò nessuna lamentela da parte mia a riguardo di questo match del tutto inusuale.

Vince McMahon e Big Show discutono una strategia prima del match contro Shane.

Kurt Angle prima del match trova il modo per criticare il pubblico di Chicago.

Chris Benoit vs. Kurt Angle [Ultimate Submission 30-Minutes Match]
Voto: 8+/10. Lasciare a questi due lottatori 30 minuti è una garanzia di qualità. Inoltre per un match di questa durata ci sono parecchie sottomissioni, alcune senza nemmeno ricorrere alle mosse caratteristiche di Angle e Benoit (ad esempio un fantastico Jujigatame). L’eroe olimpico si porta in vantaggio 1-0, il canadese pareggia, poi Angle raggiunge il 3-1 (anche usando scorrettezze) ma viene recuperato e si finisce sul 3-3. Quando Kurt Angle pensa che sia tutto finito, viene deciso l’Overtime, perciò si va alla ‘Sudden Death’, quindi alla sottomissione vincente ed è Benoit a farlo cedere nella Crippler Crossface per vincere 4-3 dopo 31 minuti e 33 secondi totali. Uno di quei match che fa sognare i puristi della tecnica, anche se è elaborato e cerca di raccontare una storia che va oltre alla semplice qualità della lotta. Non è perfetto, ci sono delle fasi dispersive che arrivano quasi ad annoiare lo spettatore, perciò non è sicuramente la loro migliore sfida.

Breve intervista a Triple H e Stephanie McMahon.

Shane McMahon vs. The Big Show [Last Man Standing Match]
Voto: 7+/10. Shane McMahon ha cercato di ingaggiare Big Show nel tentativo di rilanciare la WCW (quando ancora era un piano concreto quello di provare a ripristinare Nitro, per fortuna o purtroppo senza successo), ma lui ha scelto di allearsi con Vince McMahon. Questo è il famoso match del volo assurdo da un’altezza elevata di Shane McMahon. Veramente impressionante, ho avuto i brividi a pensare a quanto avesse rischiato (perché è perfino più alto del tetto dell’Hell in a Cell). La parte iniziale non è granché, quando poi interviene Test a favore di Shane la situazione migliora notevolmente e la sfida si sposta all’esterno. Alla fine Shane vince proprio grazie al suo volo insano su Big Show, schienandolo in 11 minuti e 55 secondi. Sida salvata dalla parte finale, con un tuffo che non ha alcun trucco, visto che viene inquadrato da molte angolature.

Altro segmento con Triple H e Stephanie, ma stavolta c’è anche Vince McMahon con loro.

WWF European Title: Matt Hardy (w/Jeff Hardy) (c) vs. Christian (w/Edge) vs. Eddie Guerrero [Triple Threat Match]
Voto: 7/10. Matt Hardy ha vinto la cintura europea da Guerrero in una puntata di Smackdown. Qui gli interventi esterni fanno la differenza, Edge aiuta Christian, Jeff Hardy aiuta Matt. Sfida caotica dove alla fine Hardy riesce a chiudere per schienamento su Christian dopo 6 minuti e 37 secondi. Breve e con interventi esterni, tuttavia funziona perché risulta un buon triangolare con il risultato incerto fino all’ultimo momento.

WWF World Heavyweight Title / WWF Intercontinental Title / WWF World Tag Team Title: Kane & The Undertaker (c) [Tag Team] vs. Steve Austin (c) [World] & Triple H (c) [Intercontinental] (w/Stephanie McMahon-Helmsley)
Voto: 7+/10. Si è formata un’alleanza fra due rivali storici, Steve Austin e Triple H. E ovviamente non potevano che trovarsi di fronte Undertaker e Kane, i campioni di coppia. La sfida vede nella stipulazione un cambio obbligatorio di cintura perché chi vince si prende tutto (e sia Undertaker che Kane possono così competere per le cinture singole dei rivali). Lo scontro è intenso, con una rissa totale, senza stare dietro a scontri uno contro uno e vede anche l’uso di alcune armi. Nel finale intervengono i McMahon (tranne Shane), che causano maggiore confusione, ma soprattutto Kane viene attaccato con il martellone di Triple H, che va a chiudere su di lui dopo 25 minuti e 2 secondi. Triple H e Steve Austin vincono le cinture di coppia. Uno scontro epico che non appare però così eccezionale come potrebbe sembrare, tipico main event da era Attitude con rissa, interventi esterni e finale sporco. Però funziona bene perché si tratta di lottatori di punta.


Voto finale: 7.5/10, si interrompe la striscia di ‘eventi imperdibili’ che era iniziata con Royal Rumble ’01, ma rimane pur sempre un buon evento in pay per view a seguire Wrestlemania. La qualità di quasi tutti i match è buona o addirittura di più, l’Ultimate Submission match fra Kurt Angle e Chris Benoit è impressionante, anche se non è il migliore match tecnico fra di loro. Rhyno contro Raven è divertente, Jericho e Regal regalano una storia quasi ridicola ma ben fatta, e il main event è esattamente ciò che doveva essere, lo scontro di super potenze, con Austin che non era mai stato così cattivo e tifato contro. Inoltre perfino dove ci si dimentica dell’esistenza dei match ci sono validi momenti come il tuffo di Shane McMahon da un’altezza insana e la 3D sul tavolo al termine del primo match. Sicuramente è un evento che non mi ha lasciato deluso, mi aspettavo di meno rispetto a quello che ha offerto.