venerdì 9 dicembre 2016

Recensione Nitro episodio 04 (25 settembre 1995)

Recensione WCW Nitro 04
25 settembre 1995 da Florence (South Carolina)
Durata show: 44:59
Rating: 2.7 (vs Raw #128: 1.9)

Nuova puntata di Nitro, che passa a quattro match settimanali e per la prima volta batte Raw nei rating.

Alex Wright vs. Disco Inferno
Credevo che la musica di Alex Wright fosse da discoteca, ma Disco Inferno le batte tutte con un revival degli anni ’70 con la disco music. Debutto per il lottatore, che si aggiunge ai sempre più numerosi wrestler della categoria Cruiserweight, tuttavia la cintura non farà la sua comparsa fino all’anno seguente. Wright si lancia oltre la terza corda all’esterno con un Suicide Dive. Disco Inferno è ancora un rookie e si nota dal tempo che perde per preparare una manovra d’attacco. Dopo averlo fatto cadere dalla terza corda, Wright vince poi con un contrattacco, un Backslide Roll-up dopo 4 minuti. 6+/10, sinceramente mi aspettavo una vittoria di Disco Inferno, ma alla fine è stato il suo avversario ad apparire migliore anche sul piano atletico, peccando un po’ nel carisma.  Con così poco tempo a disposizione è venuta fuori una sfida piacevole ma che generalmente richiederebbe più minutaggio.

Hulk Hogan, che ha il supporto al collo, si allena con Jimmy Hart e si scatena in un promo dove mette la cintura mondiale WCW in palio contro The Giant e poi con una battuta decisamente cattiva lo avverte che “sarà messo a riposare insieme a suo padre” (André, padre solo nella storia che era morto realmente due anni prima). Qui l’Hulkster comincia a sembrare ripetitivo nel suo discorso, non è uno dei suoi migliori promo.

Doveva esserci una sfida fra Randy Savage e Lex Luger, invece i due hanno il ‘confronto sul ring’ solo verbale. Fra i due non scorre buon sangue, il Total Package gli dice che a lui manca il senso comune per averlo schiaffeggiato in diretta e vuole un vero match fra loro (finalmente) per la prossima puntata di Nitro. Luger mette in palio la sua carriera nel caso di sconfitta contro Macho Man.

Kurasawa (w/Col. Robert Parker) vs. Sgt. Craig Pittman
È un match per cui non c’era il minimo interesse, solo qualche coro patriottico all’inizio che si è spento subito. Eppure la qualità non è pessima, è soltanto una sfida che non interessa al pubblico. Lo scontro è molto fisico, anche per merito di Kurasawa, che vince con un Belly to Back Suplex in 4 minuti e 26 secondi. 5.5/10, l’assenza di stimoli è compensata dalla buona qualità, però è un altro match breve e che non aiuta la popolarità di nessuno dei due partecipanti.

Flyin’ Brian Pillman si schiera dalla parte di Arn Anderson contro Ric Flair e si riserva il diritto di mandare in ospedale chiunque lui voglia. “Mean” Gene chiede ad Anderson come possa mancare di rispetto a un suo vecchio amico e lui parla di mantenere quel rispetto, ma ha un compagno affidabile e aggressivo, poi paragona il Nature Boy a un settantenne. Praticamente da questo momento è Ric Flair il wrestler tifato dal pubblico nella rivalità con Anderson e Pillman.

Randy Savage vs. The Taskmaster (w/Zodiac)
Macho Man comincia all’esterno e Zodiac se ne approfitta per aggredirlo senza rischiare di causare la squalifica a Taskmaster. Sommando l’età dei tre lottatori coinvolti si superano di gran lunga i 100 anni, e si nota un vistoso rallentamento nei loro fisici. Per fortuna la sfida è davvero breve perché stava toccando il fondo qualitativo. Savage perde le staffe e attacca prima Zodiac e poi anche l’arbitro, facendosi squalificare dopo 2 minuti e 58 secondi. 4/10, roba pessima, salvata soltanto dalla breve durata.
Randy Savage infierisce a sfida conclusa e posiziona Sullivan (Taskmaster) su Zodiac e si lancia con il Flying Elbow Drop, ma Taskmaster si toglie e quindi a subire è soltanto Zodiac. Interviene The Giant, che scaraventa a terra Macho Man con una Chokeslam. Intervengono altri lottatori ma non possono far nulla contro il Dungeon of Doom, almeno fino all’arrivo di Lex Luger, che sembra dalla parte di Giant e Taskmaster, ma viene aggredito dal gigante con una Chokeslam. Sembrava davvero sul punto di unirsi a loro contro Savage!

Lex Luger vs. Meng
Luger combatte in pessime condizioni dopo l’attacco di Giant un minuto prima della sfida. Meng cerca di approfittarsene, ma talvolta il Total Package reagisce, per poi crollare di nuovo. Ripetitivo e noioso, questo match non offre spettacolo. Per vincere, Meng ricorre all’uso di uno spuntone (o chiodo di legno) con cui colpisce l’avversario e lo schiena in 6 minuti e 46 secondi. 4/10, un’altra pessima sfida, ogni reazione di Luger lo vede poi crollare di nuovo, perciò non è nemmeno un match combattuto.

Voto finale: 4/10, mi chiedo perché ci sia stato questo picco negli ascolti, la qualità dello show era nettamente inferiore a quella della scorsa settimana e con una card mediocre, mentre Raw ha fatto decisamente meglio. L’intrattenimento arriva dai segmenti, con un altro confronto riuscito fra Randy Savage e Lex Luger, e un buon promo di Arn Anderson e Flyin’ Brian, mentre Hulk Hogan risulta meno incisivo e la sua battuta di pessimo gusto su André The Giant era improponibile. Il comportamento di Luger è affascinante, si mantiene tweener invece che prendere una posizione marcata, ed è qualcosa che a quei tempi era parecchio avanti nel tempo come idea. Purtroppo lo show a parte quanto ho citato non ha grandi momenti d’interesse, la sfida d’apertura è godibile, ma si peggiora con il passare del tempo, fino ad arrivare a un episodio dimenticabile, è il primo flop a livello qualitativo per lo show, il Dungeon of Doom è riuscito ad affossarlo.


Nitro: 4; Raw: 7. Il punto settimanale va a Raw.


Nitro 2 – Raw 1

giovedì 8 dicembre 2016

Recensione Raw episodio 128 (25 settembre 1995)

Recensione Raw 128
25 settembre 1995 da Grand Rapids (Michigan)
Durata show: 46:12
Rating: 1.9 (vs Nitro #4: 2.7)

Nitro è rimasto senza benzina, mentre Raw va avanti perché va a Diesel (cartello della settimana esposto in prima fila).

Questa settimana si invertono i rating di quella precedente, con una vittoria negli ascolti per Nitro, la prima nella Monday Night War. Questo show segue In Your House 3, che è stato un ppv godibile che non ha cambiato molto la federazione e ha le sue controversie. C’è da dire che qui si va in controtendenza e invece delle sfide a senso unico ci sono soltanto tre match ma di livello maggiore.

Viene svelato che al termine di In Your House 3, Jim Cornette ha protestato per lo schienamento subito da Owen Hart che non era parte del main event, perciò le cinture di coppia sono tornate di nuovo a Owen Hart e Yokozuna, rendendo inutile il cambio della sera prima. Da notare la presenza dell’avvocato Clarence Mason dalla parte di Cornette, in futuro diventerà un membro della Nation of Domination, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Marty Jannetty vs. Skip (w/Sunny)
Il ritorno di Jannetty è una sorpresa di quelle gradite, e il pubblico è dalla sua parte. Skip a suon di sconfitte è diventato un lottatore di fascia medio-bassa e perciò appare chiaro che è lì a subire per la maggior parte del tempo. Nonostante questo, le abilità di Chris Candido sono buone e lo scontro risulta interessante per tutta la sua durata. L’ex membro dei Rockers vince con un Flying Fist Drop dalla seconda corda dopo 7 minuti e 39 secondi. 7.5/10, un’ottima partenza per lo show, non penso che si potesse fare di meglio. Jannetty fa del suo meglio e mostra di non aver perso la sua agilità.

Si torna a vedere la discussione al tavolo che ha portato Owen Hart e Yokozuna a riprendersi le cinture di coppia con una decisione esterna al ring. Continua a essere ridicola ma comprensibile visto che Owen non era parte della sfida. Shawn Michaels e Diesel otterranno una title shot in seguito.

WWF World Tag Team Title Match: Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn)
Non è un match avvincente come quello titolato della sera precedente, ma gli Smoking Gunns rimangono un buon team, che ha iniziato a essere dominante nella categoria di coppia proprio in questo periodo. Le parti con Yokozuna sono un po’ lente e poco avvincenti (nulla di sorprendente), quelle con Owen Hart invece mantengono un livello interessante. Nel finale c’è un’incomprensione dei campioni, Yokozuna esegue un Big Splash ma colpisce il compagno, Billy Gunn lo butta fuori dal ring mentre Bart va allo schienamento vincente in 10 minuti e 9 secondi. Nuovi campioni di coppia. 7+/10, avrei dato 7, ma aggiungo un bonus per la sorpresa del cambio di cintura in diretta a Raw. Ammetto di apprezzare che venga dato un altro regno titolato agli Smoking Gunns, ottimi wrestler che sono sempre stati tenuti in secondo piano.
Shawn Michaels e Diesel arrivano a congratularsi con i nuovi campioni al termine della sfida.

Vengono annunciati due match per la prossima puntata di Raw, LaFitte contro Bret Hart e Razor Ramon contro 1-2-3 Kid. Da notare il tema dei Blues Brothers in sottofondo.

Gorilla Monsoon annuncia che nel prossimo In Your House (4) a Winnipeg, Canada, Diesel metterà la cintura mondiale in palio contro British Bulldog, mentre ci sarà anche il debutto di Goldust.

The British Bulldog (w/Jim Cornette) vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Siamo ancora nella fase di Undertaker con i guanti viola, e purtroppo la sua rivalità in corso è contro King Mabel, che infatti si presenta sullo stage per osservare il match. Bulldog domina all’inizio mentre Undertaker gestisce la seconda parte. Mabel interviene e attacca Undertaker con un Belly to Belly Suplex, causandogli la vittoria per squalifica dopo 7 minuti e 29 secondi. 7/10, finale sgradevole ma comprensibile, con un attacco di Mabel che pare leggermente più convincente del solito. Buon confronto fra Bulldog e il Deadman.

A sfida conclusa, Mabel infierisce su Undertaker ma fugge quando arrivano Diesel e Shawn Michaels a scacciare lui e British Bulldog. Arrivano Owen Hart e Yokozuna, poi gli Smoking Gunns e tutto si conclude con un nulla di fatto. Undertaker si rialza e mostra rispetto a chi lo ha aiutato, stringendo la mano a Diesel (questo può essere un fatto importante per il futuro) e a Shawn Michaels. L’esultanza si protrae per un po’ troppo tempo perché la diretta è ancora in corso anche quando non c’è più nulla da mostrare al pubblico.


Voto finale: 7/10, un episodio ben riuscito dove non c’è un solo match di pessimo livello e la qualità tende a essere buona per tutta la durata. C’è un cambio di campioni di coppia (stavolta efficace a differenza della sera prima in pay per view), mentre il fascino della diretta stavolta si fa sentire, per la prima volta Raw entra nella modalità della guerra del lunedì sera e gioca le sue carte, anche se la differenza principale con Nitro è che non vengono usate le stelle principali della federazione (Bret Hart, Diesel, Shawn Michaels, però almeno c’è Undertaker nel main event). Il lavoro di costruzione di British Bulldog come primo contendente procede un po’ troppo in fretta, ma la sua credibilità è indiscutibile. Il ritorno di Marty Jannetty ha un buon effetto e permette di sfruttare il momento per dargli rilievo.

mercoledì 7 dicembre 2016

Recensione In Your House 3 (24 settembre 1995)

Recensione In Your House 3
24 settembre 1995 da Saginaw (Michigan)
Durata show: 1:54:47

Dopo sole due settimane di costruzione arriva il terzo In Your House, diventando ormai di cadenza mensile, e ce ne saranno altri due prima della fine dell’anno. Dopo una musica introduttiva blues e una grafica rigorosamente da anni ’90 vediamo Vince McMahon e Jerry “The King” Lawler al tavolo di commento insieme a Jim Ross. È stato promesso un cambio di cintura nel main event per via del tema dell’evento: Triple Header.

Savio Vega vs. Waylon Mercy
Trovo fantastico il personaggio di Waylon Mercy, la sua calma innata che diventa aggressività al suono della campanella, riesce a dare una sensazione di pericolo imminente. Aveva tutto il potenziale di diventare uno fra i lottatori di punta, ma come ho già scritto in passato era troppo avanti come caratterizzazione. Il match è abbastanza standard, nulla di impressionante, è una contesa accettabile o anche buona in alcuni momenti. Vega distrugge l’imbattibilità dell’avversario con uno Spinning Heel Kick dopo 7 minuti e 6 secondi. 6/10, sfida sufficiente, forse perché mi riesce facile seguire con interesse Mercy, e anche Vega ha fatto una prestazione migliore di quella dei suoi match al King of the Ring. La fase calda di Savio Vega coincide anche con la prima sconfitta di Mercy in quello che è anche il suo unico match in pay per view. Purtroppo ha avuto una durata breve!

Pare che Owen Hart non sia presente all’evento e Jim Cornette è nel panico, mentre Gorilla Monsoon, che è da poco tempo il presidente della federazione, dice che il Triple Header match con tutte le cinture in palio sarà comunque disputato.

Henry O. Godwinn vs. Sid (w/Ted DiBiase)
Non ho alcun parere negativo su Godwinn, che per quanto non mi piaccia per la personalità da stalliere che tende al comedy con il secchio degli avanzi, risulta un lottatore più che accettabile. Sid invece ha carisma e potenza, ma spesso non ci mette impegno nelle sfide, e qui mostra il peggiore aspetto, quello svogliato e pigro, rallentando la sfida fino a privarla di ogni interesse. DiBiase impedisce a Godwinn di vincere con lo Slop Drop, perciò Sid se ne approfitta e chiude con la Sit Down Powerbomb in 7 minuti e 23 secondi. 4.5/10, noia assicurata anche in una sfida dalla durata breve, non è tanto l’esito scontato a darmi fastidio, ma l’assenza di interesse durante il dominio di Sid.
Sid e Kama infieriscono su Godwinn dopo il match, ma interviene Bam Bam Bigelow (che è ancora rivale della Million Dollar Corporation da mesi), perciò Godwinn prende il secchio pieno di sporcizia e lo svuota su Ted DiBiase, rovinandogli la tenuta.

Si torna da Jim Cornette, che scopre da Gorilla Monsoon che dovrà trovare un nuovo compagno per Yokozuna per la difesa delle cinture di coppia e per le title shot contro Diesel e Shawn Michaels.

Bam Bam Bigelow vs. The British Bulldog
Bulldog è ancora fresco dell’inserimento nella Million Dollar Corporation dopo aver tradito Diesel in un match di coppia. È in fase di slancio mentre Bigelow dopo essere stato nel main event di Wrestlemania X ha perso la sua popolarità dopo essere passato fra i ‘buoni’, forse non coprendo al meglio quel ruolo. La sfida ha un ritmo accettabile, dura parecchio ma spesso grazie all’inglese risulta guardabile, non più di questo perché non c’è grande enfasi e nell’arena a nessuno importa qualcosa di Bam Bam (che infatti sarà fuori dalla WWF entro fine anno). Bulldog connette con un Powerslam impressionante e va a chiudere con uno schienamento dopo 12 minuti. 6+/10, poco più che sufficiente ma serve al suo scopo di rendere British Bulldog un lottatore da tenere d’occhio. Bigelow è nella fase finale della sua carriera in federazione e questo pare uno spreco, viste le sue qualità.

Mr. Bob Backlund presenta al pubblico Dean Douglas dopo aver insultato il pubblico locale.

Dean Douglas (w/Bob Backlund) vs. Razor Ramon
Douglas ha un personaggio orrendo, l’insegnante arrogante che puntualizza tutto. Andrebbe bene se fosse interessante nei suoi discorsi, ma è roba inascoltabile nel 2016, che magari nel ’95 era ancora ritenuta okay. Il vero fulcro della sfida è la rivalità fra Razor Ramon e 1-2-3 Kid, Douglas si è inserito nei loro problemi personali, approfittandosi della situazione. Il match è okay, anche perché Dean è un buon lottatore e Ramon è sicuramente uno fra i wrestler principali, capace di esibire carisma nella maggior parte delle sfide, ed è anche uno di quelli che non fanno pesare i match a senso unico che disputa a Raw. Qui si va per le lunghe ed ovviamente risulta decisivo l’inserimento di Kid, che quando l’arbitro è a terra cerca di aiutare il Bad Guy eseguendo lui il conteggio, ma non è valido. Ramon lo spintona e gli mostra di non aver apprezzato il suo intervento, perciò Douglas se ne approfitta e chiude con un Roll-up in 14 minuti e 53 secondi. 7-/10, l’unica ragione per cui il match mi è piaciuto è la rivalità fra Kid e Ramon, oltre al non essere per nulla offensivo verso lo spettatore. Il finale è più che giustificato perché distrugge ogni armonia fra i due alleati.

Salta la possibile alleanza fra Yokozuna e Sid, poi quella fra Yokozuna e King Mabel, non si sa ancora chi sarà il partner del campione di coppia.

Bret Hart vs. Jean-Pierre LaFitte
Ci sono solo due lottatori che assicurano la garanzia di buone prestazioni sul ring conto chiunque, Bret Hart e Shawn Michaels. E ironicamente LaFitte è decisamente sottovalutato perché ha buone doti atletiche, ma è un pirata che viene chiamato ‘ladro’. La storia è che il lottatore ha rubato la giacca a Bret Hart e strappato via a un giovane fan gli occhiali del canadese. Perciò Hart è lì per riprendersi il suo onore, mentre come al solito Jerry Lawler è dalla parte di chiunque gli sia contro, anche se qui si limita a criticarlo dal tavolo di commento. Il match parte bene con un Suicide Dive di Hart, e si mantiene su ottimi ritmi, è quel tipo di sfida che non ha particolare valore sul piano dell’intrattenimento ma è un’ottima contesa tecnica e atletica, che poi è qualcosa che viene facile apprezzare quando succede nel ’95, un anno con pochi match di alta qualità. I lottatori ricorrono al meglio del loro repertorio. Bret Hart arriva a chiudere con la Sharpshooter dopo 16 minuti e 37 secondi, sudandosi questa vittoria contro un altro lottatore che sarà fuori dalla federazione entro fine anno (così come Mercy, Douglas e Bigelow). Hitman si riprende la sua giacca. 8+/10, un buon livello del match proprio come speravo di vedere, Bret Hart per oltre metà anno è stato tagliato fuori dalla zona che conta e si accontenta di sfide come questa che dimostrano ancora una volta che è il numero 1 sul piano atletico.

Alla fine Jim Cornette ha trovato il partner per Yokozuna che andrà a sostituire Owen Hart, e si tratta di British Bulldog. Ironicamente Bulldog diventerà in seguito il compagno di coppia di Owen con un buon successo nella categoria.

Promo di Diesel e Shawn Michaels, decisamente carichi per la sfida che li attende, loro sono i Dudes with Attitudes.

WWF World Heavyweight Title / WWF World Tag Team Title / WWF Intercontinental Title Tag Team Match: Camp Cornette (The British Bulldog & Yokozuna) (w/Jim Cornette & Mr. Fuji) (c) vs. Dudes With Attitudes (Diesel (c) & Shawn Michaels (c))
Triple Header match, ovvero tutte le cinture sono in palio, il concetto è interessante, ma non ho capito a fondo la storia di tenere Owen Hart fuori dal main event, è già stato in lotta con il fratello Bret in passato regalando due sfide a 5 stelle, perciò che si può volere di più? Bulldog comunque risulta un valido contendente, forse lanciato un po’ di fretta nei piani alti, ma dopo aver visto al top Sid e Mabel sicuramente è meglio lui. Il match si basa in particolare sul carisma di Diesel e Shawn Michaels, spesso protagonisti della sfida. Owen Hart fa irruzione nella fase finale, ma appena sale sul ring subisce la Jacknife Powerbomb da Diesel, che lo schiena all’istante per la vittoria (anche se non era parte della sfida) dopo 15 minuti e 42 secondi. Shawn Michaels e Diesel sono i nuovi campioni di coppia… per una sola notte, capirete la ragione leggendo la recensione del prossimo episodio di Raw. 7+/10, a parte il finale stupido è un buon match, di quelli con il giusto rapporto fra intrattenimento e qualità atletica. British Bulldog affronta due match non brevi e non dimostra la minima stanchezza.
Shawn Michaels e Diesel festeggiano la conquista delle cinture di coppia in chiusura di show.


Voto finale: 6.5/10, a essere sincero mi sono divertito per buona parte, la prima ora non è il massimo della qualità, ma gli ultimi tre match sono divertenti e con pochi problemi. Certo, c’è da dire che Razor Ramon vs Dean Douglas è più facile da apprezzare avendo seguito gli sviluppi a Raw. Ho recuperato un pre-show prima di vedere l’evento e ho notato quanto fosse importante lo show tv Superstars, che conteneva buona parte della costruzione delle rivalità, dando un maggiore spessore a quello che sembrava un pay per view fatto di fretta. So che questo è il periodo con Bill Watts dietro le quinte (che aveva fatto alcune cose buone in WCW, ma anche tanti errori), si nota un risveglio dell’idea di competizione con maggiore enfasi sulla tecnica e le qualità dei lottatori, anche se a risentirne è il lato dell’intrattenimento, che qui grida al concetto di B-Show per questo In Your House, il cui tanto proclamato cambio di cinture risulta un banalissimo ‘Diesel e Shawn Michaels prendono le cinture di coppia’ che non cambia nulla in federazione anche perché il giorno dopo non sono nemmeno loro a difenderle. Bret Hart contro LaFitte è un match meritevole, che andrebbe visto da chi apprezza le sfide tecniche (anche perché nel ’95 non c’è molto di cui raccomandare la visione). Sufficienza piena, non c’è King Mabel, Sid dura 7 minuti nel peggiore match e in generale ci sono più pregi che lati negativi.

domenica 4 dicembre 2016

Recensione Nitro episodio 3 (18 settembre 1995)

Recensione WCW Nitro 03
18 settembre 1995 da Johnson City (Tennessee)
Durata show: 44:29
Rating: 1.9 (vs Raw #127: 2.7)

Di ritorno da Fall Brawl 1995, si parte con un’ambulanza che ha all’interno Taskmaster e The Giant, il responsabile del KO causato a Hulk Hogan dopo i War Games. Il gigante continua a parlare di André come ‘suo padre’, continuando con questa storia del figlio e dicendo che non cercherebbe mai la sua approvazione per quello che ha fatto.

WCW World Tag Team Title Match: Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) (w/Sister Sherri) (c) vs. The American Males (Marcus Alexander Bagwell & Scotty Riggs)
Bagwell è ancora un lottatore di seconda categoria, ma qui è accettabile in squadra con Riggs, nonostante sembri la classica sfida contro due lottatori di basso valore. Sherri interviene per usare il suo tacco contro Bagwell, ma il colonnello Parker fa irruzione e la porta via, così Bagwell evita un Powerslam e cade addosso a Booker T per lo schienamento dopo 4 minuti e 40 secondi. Wow, cambio di campioni del tutto inaspettato. 6/10, il match in sé non è nulla di particolare, sfida breve ma c’è una grande sorpresa e questo è uno dei punti forti dello show. Probabilmente nessuno si aspettava di vedere gli American Males uscire con le cinture appena vinte dagli Harlem Heat.

Intervista sul ring a Ric Flair, che si rivolge a Brian Pillman (che gli ha causato la sconfitta contro Arn Anderson) e lo minaccia in vista della loro sfida, poi si rivolge anche ad Anderson.

Johnny B. Badd vs. Paul Orndorff
Paul Orndorff è tornado Mr. Wonderful, si porta dietro uno specchio e ha una musica d’ingresso da brano d’opera spettacolare. Anche sul ring il suo atteggiamento è cambiato, più aggressivo e motivato, arriva anche a muso duro con l’arbitro. Johnny arriva da un match da 30 minuti contro Brian Pillman, perciò è visibilmente stanco. Il match è standard e Johnny si concede qualche tuffo per cercare di sconfiggere l’avversario, ma Orndorff evita un Piledriver e chiude con un lento Roll-up per la vittoria in 6 minuti e 40 secondi (sembra più breve perché c’era una pubblicità di mezzo). 6-/10, abbastanza standard, ma non è male. È strano vedere Johnny B. Badd perdere dopo aver vinto una title shot la sera prima, però è crollato contro un avversario che è tornato a far parlare di sé.

Ci troviamo sulla spiaggia, dove “Macho Man” Randy Savage si sta allenando ai pesi, ma viene attaccato da Taskmaster, che gli fa cadere addosso i pesi, infortunandolo, ma Ric Flair arriva a salvarlo (Flair?!?). O forse non è infortunato perché Savage si presenta sul ring ed appare sospettoso, dicendo che Hogan è un pessimo giudice di persone, infatti è convinto che Lex Luger sia realmente un traditore e alleato del Dungeon of Doom, ma sospetta anche di Sting e Jimmy Hart. A quel punto dice che l’unico di cui ci si può fidare è lui. Luger non accetta questa critica e ribatte che anche Savage vuole combattere per la cintura mondiale WCW e quindi di avere dei piani personali. Poi spiega di essersi unito alla WCW per giocare con i ‘grandi’ e Macho Man si considera uno di loro. I due lottatori sono sul punto di attaccarsi, ma “Mean” Gene li ferma. Grande segmento, di quelli elettrizzanti fra due lottatori di punta.

Vengono mostrati i filmati dei due attacchi di The Giant a Hulk Hogan, il primo in cui gli ha distrutto la moto, il secondo dopo i War Games in cui lo ha stritolato fino a spezzargli il collo (sappiamo che non è nulla di così grave, ma viene accentuato l’effetto).

Flyin' Brian vs. Ric Flair
Non è il migliore match che potrebbe arrivare da loro, ma c’è un Dropkick incredibilmente alto di Pillman come contrattacco a un tuffo di Flair dalla terza corda che mi è rimasto impresso. Brian fallisce il Diving Splash, poi Flair gli applica la Figure 4 Leg Lock, costringendolo alla resa in 5 minuti e 24 secondi. 6.5/10, la migliore sfida di uno show che si mantiene sugli stessi livelli qualitativi, purtroppo molto sotto a quanto potrebbero fare se Pillman non arrivasse da una sfida di 30 minuti.

Ric Flair prende il microfono e dice di voler affrontare Arn Anderson la prossima puntata di Nitro.

Voto finale: 6.5/10, anche il terzo episodio svolge bene il suo lavoro, mandando avanti le rivalità in corso e creando situazioni interessanti. L’utilizzo del Dungeon of Doom è ridotto al minimo, perciò non c’è nemmeno nulla di lontano dal realismo (in realtà c’è ed è il segmento della spiaggia con Randy Savage). Il confronto fra Macho Man e Lex Luger sul ring è ben riuscito, così come l’intervista a Ric Flair. I match non sono granché, da Pillman contro Flair mi sarei aspettato qualcosa di migliore. Il cambio delle cinture di coppia arriva dal nulla, ma funziona quando si deve lasciare impressa l’idea che questo è lo show del lunedì sera e che tutto può succedere, qualcosa che Raw faceva soltanto all’inizio nel ’93 e poi si è dimenticato quanto fosse importante.

Nitro: 6.5; Raw: 5. Il punto settimanale va a Nitro.


Nitro 2 – Raw 0

sabato 3 dicembre 2016

Recensione Raw episodio 127 (18 settembre 1995)

Recensione Raw 127
18 settembre 1995 da Canton (Ohio)
Durata show: 46:08
Rating: 2.7 (vs Nitro #3: 1.9)

Ultimo show prima di In Your House 3, che si apre con il match più atteso.

Razor Ramon vs. The 1-2-3 Kid
Kid è aggressivo e vuole dimostrare di non essere lo sfavorito della sfida, partendo all’attacco e avendo una buona fase di dominio nella sfida, cambiando il suo stile di lotta senza più basarsi soltanto sull’agilità. Ramon reagisce e riprende il controllo, ma interviene Dean Douglas quando l’arbitro è KO e stordisce il lottatore con la Report Card (uno Splash dalle corde), Kid torna sul ring e va a schienare il Bad Guy per la vittoria in 7 minuti e 8 secondi. 7+/10, match di buon livello, che non delude e anzi muove avanti la rivalità con un finale dove non si riesce a capire se Kid fosse a conoscenza dell’intervento di Douglas o meno.

Dean Douglas dà dell’idiota a 1-2-3 Kid perché lui crede di aver sconfitto Razor Ramon quando è stato lui a dargli la vittoria e considera ‘elevato’ Ramon grazie al suo intervento. Poi dà a se stesso il massimo voto e considera una sfida facile quella del pay per view contro il Bad Guy. Con le lettere forma il suo nome: DEAN.

Bob Holly & Savio Vega vs. The Million Dollar Corporation (Kama & Tatanka) (w/Ted DiBiase)
Le parti con Savio Vega contro Tatanka si riducono a un’assenza totale di interesse e carisma. Bob Holly cerca di vincere con un Diving Dropkick su Kama, ma non è ancora sufficiente. Savio Vega butta Tatanka contro gli scaloni d’acciaio all’esterno, mentre Holly si lancia con un altro Dropkick ma stavolta viene afferrato in volo e proiettato a terra per lo schienamento vincente della Million Dollar Corporation in 5 minuti e 47 secondi.  5/10, non si dovrebbe percepire pesantezza in una sfida sotto i sei minuti, eppure è questo l’effetto che ho provato nel vedere il match.

Razor Ramon minaccia Dean Douglas per averlo attaccato e gli dice che dopo essersi fatto i suoi affari dovrà pagarne le conseguenze.

Brian Walsh vs. Jean-Pierre LaFitte
Il match a senso unico serve da contenitore per la telefonata a Bret Hart, che associa il suo solito rivale Jerry Lawler a LaFitte, che considera un ladro (credevo che fosse un pirata, ha pure la bandiera). Intanto LaFitte vince con la Cannonball in 3 minuti e 18 secondi. Squash.

Men On A Mission (King Mabel & Sir Mo) vs. Owen Hart & Yokozuna (w/Jim Cornette & Mr. Fuji)
L’esperimento del team di Yokozuna e Owen Hart è stato talmente buono da portare entrambi a competere nel main event di un pay per view, e la cosa più appagante è vedere King Mabel scavalcato in quel ruolo durante la sfida. Sir Mo è praticamente inesistente nel match, subisce solo manovre dagli avversari, mentre Mabel rimane pericoloso, ma entrambi gli avversari riescono a occuparsi di lui. La costruzione è tutta per la fase finale con il confronto fra i due pesi massimi, che non dura troppo. Yokozuna esegue un Leg Drop su Mo e Owen Hart lo schiena dopo 9 minuti e 30 secondi. 6+/10, un match con Mabel che mi è piaciuto? Sì, però non per merito suo, Owen Hart è grandioso con qualsiasi avversario.

Intervista nel backstage a Diesel e Shawn Michaels contro i campioni di coppia, pronti a combatterli per puntare alla vittoria delle cinture.

Jim Cornette invece parla sul ring e tira fuori uno dei suoi classici promo di ottimo livello, parlando delle qualità dei suoi protetti, che lui vede pronti per la cintura mondiale.

Viene annunciato in chiusura The Undertaker contro British Bulldog nel prossimo episodio di Raw.


Voto finale: 5/10, lo show parte bene ma si perde dopo i primi minuti. La costruzione del prossimo In Your House è accettabile, ma non c’è verso che si possa paragonare Raw al rivale Nitro in questi primi episodi contrastanti (anche se a favore di Raw c’è da dire che le puntate erano state registrate ad agosto prima del debutto dello show rivale). Viene ancora sfruttata la popolarità di King Mabel al punto da far passare il suo scontro con Yokozuna come qualcosa di gigantesco, nel frattempo lanciando sia lui Owen Hart come avversari ‘credibili’ per Diesel e Shawn Michaels. La parte più interessante riguarda Razor Ramon, 1-2-3 Kid e Dean Douglas.

venerdì 2 dicembre 2016

Recensione WCW Fall Brawl (17 settembre 1995)

Recensione WCW Fall Brawl 1995
17 settembre 1995 da Asheville (North Carolina)
Durata show: 2:44:43

Arrivano i War Games del ’95 e ci sono già i due ring predisposti l’uno vicino all’altro.

WCW United States Heavyweight Title #1 Contendership Match: Brian Pillman vs. Johnny B. Badd
Qualcosa che la WCW ha spesso fatto bene è l’opener match, la sfida d’apertura, quella che dà la giusta carica al pubblico. In questo caso ci sono trenta minuti con due fra i migliori lottatori sul piano atletico. Brian Pillman non è più quel peso leggero che fa uso ingente delle corde, ma combatte in modo tecnico, mentre Johnny B. Badd quando evita di ricorrere a ‘doti da pugile’ che non ha mai avuto è veramente ottimo. Il match è valido, dopo 15 minuti viene interrotto per limiti di tempo e fatto ripartire perché serve un contendente alla cintura, e invece di calare il ritmo cresce ulteriormente, con addirittura un Suicide Dive di Brian all’esterno. Il finale è forse meno riuscito perché Brian esegue un Running Crossbody ma Johnny gli cade sopra con il suo peso, annullando la mossa, per schienarlo e vincere in 29 minuti e 14 secondi. 8/10, il miglior modo per aprire l’evento, non è sempre spettacolare e a volte risente un po’ della lentezza, ma è una sfida che offre quello che serve per partire nel miglior modo.

“Mean” Gene intervista Ric Flair, che parla della lunga amicizia con Arn Anderson e dice di non odiarlo, ma di stimarlo.

Cobra vs. Sgt. Craig Pittman
Devo ammettere che l’ingresso di Pittman che si cala con una corda dall’alto, striscia sotto alle corde ed attacca l’avversario alle spalle è spettacolare. Poi il resto è a senso unico e Pittman fa cedere l’avversario con un Cross Armbreaker dopo 1 minuto e 22 secondi. Squash, inserito un po’ per caso per riempire gli spazi ma ammetto che è meglio così che vedere una sfida intera fra questi due.

Paul Orndorff è in crisi e allo specchio dice di non sentirsi più Mr. Wonderful, ma compare uno psichico dal look ridicolo (non uno psicologo) a dirgli che deve credere in se stesso e che ha avuto una visione su di lui, poi riesce a convincerlo ad ammettere di essere Mr. Wonderful. Segmento ridicolo che avrebbe avuto più senso con una figura realistica invece di un tizio vestito stranamente con una parrucca impossibile.

WCW World Television Title Match: The Renegade (w/Jimmy Hart) (c) vs. Diamond Dallas Page (w/Diamond Doll & Maxx Muscle)
Continua il periodo di Renegade campione televisivo, forse uno fra i peggiori lottatori (o almeno una fra le peggiori idee) a tenere quella cintura che è sempre servita come rampa d’ascesa. Mentre il pubblico è apatico nei suoi confronti e ormai sa bene che non si tratta di Ultimate Warrior, DDP è in fase di lancio e migliora in continuazione, passando da un heel insipido a un wrestler capace di farsi odiare dal pubblico. Il match non è buono e le manovre di Renegade sono un po’ casuali, poi il campione invece di chiudere la sfida si lancia dalla terza corda all’esterno addosso a Maxx Muscle, sprecando un’opportunità per vincere. Mentre Muscle gli tiene una gamba, DDP esegue la Diamond Cutter e lo schiena in 8 minuti e 7 secondi. 5/10, accettabile ma non ancora sufficiente, buon lavoro di Page mentre Renegade come sempre affossa le sfide, un vero peccato perché probabilmente buona parte è colpa di questa imitazione di Warrior che non funziona. Il lato positivo è che DDP è il nuovo campione e termina questa follia nel far credere a tutti che Renagade sia chi non è.

WCW World Tag Team Title Match: Bunkhouse Buck & Dick Slater (w/Col. Robert Parker) (c) vs. Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) (w/Sister Sherri)
L’interesse dei fan è più per la strana storia fra Sherri e Parker invece che la rivalità per le cinture di coppia, infatti non è chiaro chi dei due sia più interessato all’altra persona e chi stia fingendo. Purtroppo la sfida è molto lenta e con manovre di base, sicuramente dopo Flyin’ Brian contro Johnny B. Badd un match del genere è facile che possa annoiare. Il problema è che nei primi 12 minuti non succede nulla degno di nota, poi nel finale la sfida cominci a crescere ma senza particolari picchi. Stevie Ray fa la parte del wrestler che ha conservato le forze e getta a terra i rivali, ma gli Harlem Heat tornano in difficoltà. Sul secondo ring, Parker e Sherri si baciano e questo serve come distrazione per l’arrivo dei Nasty Boys, che con uno stivale colpiscono Slater e Booker T va allo schienamento dopo 16 minuti e 49 secondi. 6-/10, sufficienza tirata perché il match è un po’ noioso ma non ha nulla di sbagliato e il finale appare divertente a sufficienza da dare una conclusione che permette agli Harlem Heat di riconquistare le cinture di coppia per la terza volta in carriera.

Buck non prende bene la sconfitta e si lamenta con Robert Parker per non essere stato di supporto e lui dice che farà in modo di dare un’altra title shot alla squadra.

“Mean” Gene mostra ad Arn Anderson un filmato sulla sua rivalità con Ric Flair. Il lottatore dice di apprezzare Flair ma serve un po’ d’azione perché le parole non hanno avuto valore, dunque dovrà fare in prima persona contro di lui.

Arn Anderson vs. Ric Flair
Una fra le migliori rivalità del ’95 è proprio questa, che non è impostata sull’odio fra ex compagni, ma fra due persone che hanno bisogno di comunicare quello che pensano l’uno dell’altro sul ring, da rivali. E questo funziona benissimo fin dalla partenza del match, perché Flair sottovaluta l’avversario e si ritrova in difficoltà. C’è grande tecnica e un’ottima psicologia, tutto l’intento di voler fare una sfida di buon livello. Dopo parecchi minuti, il Nature Boy applica la Figure 4 Leg Lock, ma Anderson ne esce e prova a chiudere con un Roll-up senza successo. Flyin’ Brian compare all’esterno del ring e attacca Flair mentre l’arbitro non vede, perciò Anderson chiude con la DDT e schiena Flair in 22 minuti e 37 secondi. 8+/10, è un match riuscito in pieno, oltre 20 minuti che non annoiano mai e regalano una sfida intensa, che si aggiunge ai tanti classici di Flair. La storia personale dei due lottatori sicuramente influisce sulla riuscita della sfida, e il finale funziona anche se tendo a non apprezzare gli interventi esterni.

Dopo un lungo video che ricapitola la rivalità con il Dungeon of Doom, Hulk Hogan e compagni vengono intervistati e hanno tutti un look militare con pittura facciale, comportandosi come degli esaltati e urlando mentre Hogan parla al microfono. Ovviamente non sembrano aver preso seriamente questa sfida.

Hulk Hogan, Lex Luger, Randy Savage & Sting vs. The Dungeon Of Doom (Kamala, Meng, Shark & Zodiac) (w/The Taskmaster) [War Games Match]
Vengono subito spiegate le regole dei War Games, che sembrano invariate. Si vince per sottomissione o resa, e vengono usati i due ring con una gabbia attorno. Per quanto la storia del Dungeon of Doom sia ridicola, devo ammettere che funziona sul piano dell’intrattenimento, non si sa mai chi potrebbe essere il prossimo a unirsi contro Hogan e compagni, mentre c’è il sospetto che Lex Luger potrebbe tradire la squadra. I primi ad affrontarsi sono Sting e Shark. Com’era inevitabile, il vantaggio è del Dungeon of Doom e quando entra Zodiac si passa a un 2 contro 1. Poi entra “Macho Man” Randy Savage a pareggiare i conti, e in seguito entrano Kamala e Lex Luger, che si rivela subito come nemico del Dungeon. Infine, arrivano Meng e Hulk Hogan. C’è da notare che è un War Games decisamente soft rispetto a quelli del passato che risultavano brutali. Hogan domina praticamente da solo e con l’aiuto di Luger riesce a far cedere Zodiac con la Camel Clutch dopo 18 minuti e 47 secondi. 5/10, sicuramente non è un buon main event, è una fra le peggiori edizioni dei War Games perché risulta abbastanza blanda. Tenere Luger come ultimo ingresso sarebbe servito a lasciare più tensione su come si sarebbe comportato, invece appena è entrato si è messo a combattere contro il Dungeon of Doom. Hogan ancora una volta è il protagonista assoluto.

Per via della vittoria, Hulk Hogan ottiene cinque minuti sul ring contro il Taskmaster. Chiaramente è un massacro a senso unico, ma dall’esterno arriva The Giant, che spazza via l’arbitro ed entra nella cella. Il gigante (che è Paul Wight, ovvero il futuro Big Show) esegue una Facelock e manda KO Hogan, mentre i suoi compagni si accertano delle sue condizioni. Il gigante si presenta così come una seria minaccia per il campione del mondo WCW.


Voto finale: 6/10, ci sono due match meritevoli, e nessuno di questo è il main event. Quest’anno i War Games sono di un livello molto basso, sicuramente si può criticare la storia del Dungeon of Doom e i promo eccessivamente caratterizzati dei suoi componenti, ma il problema sta nella sfida stessa, mai veramente efficace o interessante, con l’unico elemento curioso, la lealtà di Lex Luger, subito buttato via senza sorprese. Da qui parte il pieno della rivalità fra Hulk Hogan e The Giant, mentre gli altri componenti del match sono stati spesso secondari. Ric Flair contro Arn Anderson è un grande match, che definisce l’idea di scontro personale, mentre Flyin’ Brian contro Johnny B. Badd è durato parecchio, mantenendosi su buoni livelli. Il resto è stato è pieno di alti e bassi, ma su una scala di mediocrità. La sufficienza ci sta tutta per questo evento. Sicuramente Fall Brawl ’95 va visto per due sfide, che comunque non sono imperdibili nonostante la loro qualità.

giovedì 1 dicembre 2016

Recensione Nitro episodio 02 (11 settembre 1995)

Recensione WCW Nitro 02
11 settembre 1995 da Miami (Florida)
Durata show: 45:30
Rating: 2.4 (vs Raw #126: 2.5)

Comincia la sfida del lunedì sera e Nitro ha un vantaggio, quello di avere l’episodio in diretta e confrontarsi con show registrati in anticipo, sapendo esattamente il tipo di episodi a cui fare concorrenza. Anche stasera ci sono due sfide titolate, con Sting e Hulk Hogan ancora protagonisti. C’è lo stage che ha reso popolare lo show, con il tavolo di commento posizionato nelle retrovie e non a bordo ring, con effetto da studio televisivo.

Alex Wright vs. Sabu
Sabu mantiene il suo stile estremo anche in WCW, usando la sedia all’esterno per eseguire un tuffo. Wright si lancia con un Diving Crossbody all’esterno, poi continuano le manovre spettacolari in una frazione di tempo limitata. Sabu esegue un Victory Roll dalla terza corda e vince per schienamento dopo 3 minuti e 58 secondi, ma continua ad attaccare Wright e si lancia su un tavolo dove lo ha posizionato in precedenza, distruggendolo. L’arbitro cambia la decisione e dà la vittoria al tedesco per squalifica. 7.5/10, in 4 minuti i due lottatori tirano fuori uno spettacolo incredibile, che non si vedeva dai tempi di Cactus Jack in azione. Ottimo debutto per Sabu, che non perde nulla dello stile che lo ha reso famoso.

“Mean” Gene Okerlund intervista Ric Flair sul ring, che parla dei tempi trascorsi con Arn Anderson dalla sua parte ma viene interrotto dal “Total Package” Lex Luger. Il Nature Boy cerca di creare hype per la sfida titolata di questa sera, dicendo che Luger sconfiggerà Hogan ma lui capisce che lo dice per cercare di renderlo amichevole nei suoi confronti.

WCW United States Heavyweight Title Match: Sting (c) vs. VK Wallstreet
IRS qui si fa chiamare VK Wallstreet (vi lascio immaginare per cosa sta quel V.K.) mentre la settimana precedente era Michael, ma in WCW i nomi vanno e vengono da un giorno all’altro. Dopo aver subito qualche mossa, Sting domina la sfida e chiude con la combinazione Sting Splash  - Diving Crossbody dopo 4 minuti e 13 secondi per mantenere la cintura. Squash, non posso nemmeno dare un voto numerico, Wallstreet va lì, esegue un paio di prese statiche e poi subisce finché non viene abbattuto in poco tempo. Wow, non il migliore debutto di sempre, ma ammetto che preferisco così perché trovavo insopportabili i match di IRS.

Randy Savage vs. Scott Norton
Norton ha fatto parecchio in Giappone, in seguito è stato pure in grado di ottenere l’IWGP Championship! Qui è lui a gestire l’offensiva, purtroppo il match è parecchio lento, con Macho Man che pare non riprendersi mai. Intervengono Shark (Earthquake) e Kamala del Dungeon of Doom, ma colpiscono Norton per errore, così Savage si lancia con il Flying Elbow Drop per la vittoria con schienamento in 5 minuti e 39 secondi. 5+/10, non è stato un buon match, anche con la breve durata è pesante da seguire e non c’è stato abbastanza spazio per Randy Savage. Norton sicuramente non ha mostrato le doti per cui era popolare in Giappone.
Il Dungeon of Doom infierisce al termine della sfida, cercando di annientare Randy Savage.

WCW World Heavyweight Title Match: Hulk Hogan (w/Jimmy Hart) (c) vs. Lex Luger
Non si perde tempo ad avere subito una sfida titolata fra Hogan e Luger e i fan sono presi dalla sfida. Il Total Package riesce a uscire indenne dai colpi dell’avversario e si gasa, poi anche Hogan fa lo stesso, mostrando una situazione di equilibrio mentre i fan sono dalla parte dell’Hulkster. Arriva la Torture Rack di Luger, ma non basta per la vittoria. Arriva la reazione di Hogan, Big Boot seguito dall’Atomic Leg Drop, mentre va a schienare l’avversario interviene ancora il Dungeon of Doom, causandogli una vittoria per squalifica. 7+/10, non l’avrei detto, ma è un match divertente e ben riuscito, che mantiene alta la tensione fra i futuri compagni di squadra.

Sting e Randy Savage intervengono a favore di Hogan e anche Luger si rialza, ma ha problemi con il campione del mondo. Hulk Hogan sospetta che il Total Package sia dalla parte dei suoi nemici, però Sting lo fa ragionare, dicendo che Luger è il loro compagno e insieme possono sconfiggere il Dungeon of Doom nei War Games, poi cerca di convincere anche Macho Man ma lui vota di no. Hogan invece accetta dopo che Luger dice di volerlo aiutare se otterrà un’altra title shot. Rimane la tensione anche nella conclusione.

Viene annunciato Johnny B. Badd contro Paul Orndorff per il prossimo episodio di Nitro, che si terrà dopo Fall Brawl.

Voto finale: 6.5/10, ci sono stati solo due episodi per costruire Fall Brawl e secondo me è stato fatto il possibile. La cosa positiva è che Nitro ha una marcia in più rispetto a Raw, niente ‘Report’, nessuna sfida contro jobber (almeno per ora) e la sensazione che tutto può succedere nello show. Il segmento finale è perfetto per costruire la rivalità dei War Games e funziona bene. Non è tutto perfetto ma questi sono gli show più facili da apprezzare, dove c’è la volontà di smuovere le cose e offrire un buono spettacolo, qualcosa che a Raw si è visto raramente nel ’94 e ’95 (mentre nel ’93 c’erano state diverse puntate con sorprese e momenti interessanti).

Introduco una panoramica che metterò al termine di ogni puntata di Nitro (visto che la recensisco sempre dopo l’episodio della stessa settimana di Raw), cioè il confronto nei voti dei singoli episodi per contare quale dei due show sta ‘vincendo’ sull’altro a livello qualitativo. Non ha nulla a che vedere con i rating, che trovate all’inizio delle recensioni sia di Raw che di Nitro e rappresentano gli ascolti del pubblico.

Nitro, voto 6.5; Raw, voto 6. Il punto nel primo confronto va a Nitro.


Nitro – Raw 1-0