martedì 8 ottobre 2019

Recensione Hell In A Cell 2019 (06 ottobre 2019)


Recensione WWE Hell In A Cell 2019
06 ottobre 2019 da Sacramento (California)
Durata show: 3:17:30

Il 2019 finora non è stato un anno memorabile per quanto riguarda gli eventi in ‘pay per view’. Questo è stato costruito di fretta, nel senso che fino a pochi giorni fa si sapevano soltanto alcune sfide dell’evento, e non c’è stata una costruzione completa, ma solo per poche rivalità.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Sasha Banks [Hell In A Cell Match]
Voto: 8/10. Devo essere sincero, avrei voluto apprezzare molto di più questa sfida e considerarla imperdibile. Piazzarla all’inizio dello show non sembra la scelta migliore, proprio perché comunque è un buon match, combattuto fino in fondo, ma con diverse pause che tendono a renderlo eccessivamente duraturo per ciò che offre. L’introduzione è tutta fuori dalla gabbia… da quando abbassano la gabbia a sfida già iniziata? Comunque c’è un grande impegno delle due lottatrici, con qualche spot abbastanza pericoloso. Becky Lynch vince per sottomissione dopo 21 minuti e 50 secondi. Il risultato pare confermare il buon regno di Becky.

Daniel Bryan & Roman Reigns vs. Erick Rowan & Luke Harper [Tornado Tag Team Match]
Voto: 7.5/10. Anche la seconda sfida è di ottimo livello, specialmente pare funzionare bene l’accoppiata Roman e Bryan. Forse a mia sorpresa, Daniel Bryan è rimasto leale al compagno, e ha subito duri colpi dai rivali. Nel finale abbiamo il tipico Roman che distrugge tutto e schiena Luke Harper in 16 minuti e 45 secondi. Un ottimo livello, non manca l’intensità e risulta un match piacevole da seguire.

Daniel Bryan e Roman Reigns cercano di riappacificarsi e questo tentativo si conclude con un abbraccio.

Ali vs. Randy Orton
Voto: 6.5/10. Mi dispiace che Ali non riesca mai a catturare l’interesse da parte del pubblico nei negli eventi principali, sta facendo un grande lavoro, ma per Randy Orton è una sfida come tante, senza quel mordente necessario per lanciare un giovane talento. Il finale è prevedibile, RKO e vittoria per schienamento di Orton dopo 12 minuti e 10 secondi. Credo che sia stata un’occasione sprecata per un match di livello più alto, ma la qualità è più che sufficiente.

WWE Women's Tag Team Titles: Alexa Bliss & Nikki Cross (c) vs. The Kabuki Warriors (Asuka & Kairi Sane)
Voto: 7-/10. Anche questa sfida di coppia è piacevole da seguire, ottimo lavoro da parte di entrambi i team. Credo che ormai Alexa e Nikki abbiano creato delle dinamiche di squadra interessanti, mentre Asuka e Kairi Sane sembrano fenomenali in team. Non è un livello qualitativo elevato ma si tratta di un buon match, esattamente ciò che serve. Nel finale Asuka schiena Nikki dopo 10 minuti e 25 secondi, conquistando le cinture di coppia con Kairi Sane. Conclusione un po’ meno ad affetto che guasta leggermente la sfida.

Braun Strowman & The Viking Raiders (Erik & Ivar) vs. The OC (AJ Styles, Karl Anderson & Luke Gallows)
Voto: 5.5/10. Una sfida senza la minima costruzione, con Strowman ed AJ Styles che sembrano fuori dal loro ruolo ideale. Personalmente non mi ha entusiasmato questo 3 contro 3, perché non sembra dare una direzione precisa ma è un riempitivo per dare spazio ai sei lottatori. Il finale è pessimo perché gli OC si fanno squalificare in 8 minuti e 15 secondi dopo una fase di dominio di Strowman. Ci si perde nel midcarding a poco più di metà evento.

AJ Styles cerca di infierire su Strowman ma viene respinto.

Chad Gable vs. King Corbin
Voto: 4/10. Un match pesante, praticamente non voluto da nessuno, accompagnato dai cori ‘boring, boring’, che sono inevitabili. Corbin sta facendo un buon lavoro come personaggio, ma sul ring rimane ancora inguardabile e un ultra-tecnico come Gable non pare la scelta ideale da mandargli contro. Infatti è un brutto match, che si conclude con un Roll-up ai danni di Corbin dopo 12 minuti e 40 secondi. Di sicuro non è una sfida che aiuta a migliorare la resa dell’evento.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Charlotte Flair
Voto: 7/10. Immagino che tornare a vedere un match di Wrestling sia qualcosa di positivo dopo la piega che ha preso questo evento. Le due lottatrici si impegnano in una sfida piuttosto breve, con Charlotte che sottomette Bayley dopo 10 minuti e 15 secondi. Trovo triste che sia durato meno del match precedente.

King Corbin attacca Chad Gable nel backstage, vendicandosi della sconfitta subita.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. The Fiend [Hell In A Cell Match]
Voto: 0/10. Non volevo crederci perché era la sfida che mi interessava di più di tutto l’evento, ma è stato un disastro. Non un 4/10 che significa 0 stelle, ma proprio un DISASTRO. The Fiend dopo questo match rischia di essere il nuovo lancio bruciato di Bray Wyatt. La sfida è un’idea ancora peggiore, luci arancioni per creare un’atmosfera inquietante e la riduzione di Seth Rollins ad attore di serie Z per stare al gioco del suo avversario. Mi chiedo come abbiano potuto dare l’okay alle idee presentate in questa sfida! Sentirete parlare male di questo match, ma ci crederete solo guardandolo! Quando dico che è ridicolo, credo che lo sarebbe stato pure nel periodo buffo del ’95, e oggi non è di certo migliore. Non verrà rivalutato fra 10 anni come un match non compreso… no, è pessimo. The Fiend non sembra subire danno da nessuna mossa e il pubblico pare perfino apprezzare nei primi minuti, ma poi tutti si rivoltano contro la sfida. La situazione prosegue in modo ridicolo, The Fiend si riprende da TUTTO… al solo conto di uno! Come se non bastasse, la sfida termina in No Contest dopo 17 minuti e 30 secondi perché l’arbitro perde la pazienza quando Rollins usa il martellone (lo Sledgehammer). Insomma… non ha senso! Le reazioni del pubblico sono furiose.

The Fiend in realtà non ha subito danni e applica la Mandible Claw a Seth Rollins, nonostante tutti i danni subiti in precedenza. Ottimo ingresso e accettabile post-match ma la sfida è un’esperienza traumatica.

Voto finale: 3.5/10, non credevo che questo evento sarebbe stato così brutto. Voglio dire… quei pochi match annunciati sembravano promettere bene, e in effetti c’è qualcosa che è perfettamente riuscito, ma c’è così tanto che rende Hell in a Cell 2019 un disastro. Cito subito i lati positivi, ovvero un buonissimo match nella gabbia fra Sasha Banks e Becky Lynch, una di quelle sfide che pare sprecata in apertura, o forse per alcuni è un’ancora di salvezza per evitare tutto il resto. In realtà pure il match seguente con la storia di Roman Reigns e Daniel Bryan è molto buono, anche grazie a un buon lavoro da parte di Rowan e Harper. Da questo momento, tutto va calando, Ali contro Orton e la sfida per i titoli femminili sono più che accettabili in realtà, non c’è davvero nulla di pessimo in loro. Purtroppo Braun Strowman e AJ Styles sembrano sprecati in un 3 contro 3 senza mordente, dal finale pessimo. Chad Gable contro King Corbin è disastroso, di una lentezza tremenda, mentre il buon Bayley contro Charlotte non pare aiutare a recuperare l’atmosfera. Si arriva a un main event davvero atteso, dove si può avere un giudizio sul personaggio di The Fiend, ben differente dal vecchio Bray Wyatt. Il giudizio è purtroppo molto negativo! Il main event è un disastro, l’ho spiegato nei dettagli nella recensione. Perciò sconsiglio fortemente Hell In A Cell 2019, o almeno guardate soltanto le sfide migliori, di sicuro quella iniziale. Nel frattempo io cercherò di dimenticarmi di un pessimo match che mi tornerà in mente ogni volta che sentirò parlare di Hell In A Cell.

martedì 17 settembre 2019

Recensione WWE Clash of Champions 2019 (15 settembre 2019)


Recensione WWE Clash of Champions 2019
15 settembre 2019 da Charlotte (North Carolina)
Durata show: 3:27:24

Dopo quasi un mese da Summerslam, ci sono solo match titolati, e questa è una buona cosa. Nel Kickoff ci sono due match, Drew Gulak difende il Cruiserweight Title contro Humberto Carrillo e Lince Dorado, mentre AJ Styles mantiene il titolo americano contro Cedric Alexander. Per quanto riguarda la card, la mia attesa in particolare era rivolta alla gestione di Braun Strowman e Seth Rollins, impegnati in due sfide, sia come alleati che come rivali, oltre a un interessante ultimo (si spera) capitolo fra Kofi Kingston e Randy Orton. Come al solito ignoro la situazione riguardo al titolo 24/7 perché è più un inserimento comico durante l’evento che qualcosa da valutare.

WWE RAW Tag Team Titles: Braun Strowman & Seth Rollins (c) vs. Dolph Ziggler & Robert Roode
Voto: 7+/10. Si parte con un buon match, che regala qualche soddisfazione. Non arriva il tanto temuto split fra i campioni, e questo evita uno fra i più grandi cliché. Ziggler e Roode non mi danno ancora l’impressione di essere un team con molta esperienza, ma Roode può far squadra con chiunque senza sfigurare. Arriva nel finale un inatteso colpo di scena quando Roode schiena Rollins dopo 9 minuti e 40 secondi, portando la vittoria agli sfidanti. Strowman non prende bene la sconfitta ma nemmeno aggredisce il futuro rivale.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Charlotte Flair
Voto: 4/10. Dovrei dare ‘senza voto’, ma in realtà è chiaro che questa sfida è quasi una farsa. Charlotte domina, nel senso che è veramente in controllo della sfida. Bayley però è passata fra i ‘cattivi’ e infatti rimuove la protezione all’angolo e far sbattere la testa a Charlotte, schienandola in 3 minuti e 45 secondi. Nemmeno il pubblico prende bene la sfida, che non fa nemmeno bene a Bayley, invece di rinforzarla la rende ancora più vulnerabile.

WWE SmackDown Tag Team Title: The New Day (Big E & Xavier Woods) (c) vs. The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson)
Voto: 7/10. Anche qui la categoria di coppia non delude e si assiste a un match solido, non particolarmente lungo, dove i Revival sembrano finalmente competere a livello alto. Arriva una vittoria che si potrebbe definire un po’ sleale proprio da parte loro in 10 minuti e 15 secondi, e anche qui ci sono dei nuovi campioni di coppia. Credo che mancasse un po’ di enfasi alla sfida, altrimenti sarebbe stata ancora migliore.

WWE Women's Tag Team Title: Alexa Bliss & Nikki Cross (c) vs. Fire & Desire (Mandy Rose & Sonya Deville)
Voto: 6.5/10. Nikki Cross sembra la protagonista assoluta della sfida, è lei a gestire il ritmo, a intervenire e fare il bello e il cattivo tempo. Le Fire & Desire sono buone sfidanti e hanno una valida chimica di squadra ma non basta quando alla fine è proprio Nikki Cross a vincere per schienamento dopo 9 minuti e 5 secondi.

WWE Intercontinental Title: Shinsuke Nakamura (w/Sami Zayn) (c) vs. The Miz
Voto: 7-/10. Devo dire la verità. A me questo abbinamento fra Nakamura e Zayn piace moltissimo, sembra aver riportato entrambi come star del roster, e questo è fondamentale, mentre The Miz è stato offuscato dalla rivalità con Shane McMahon, non uscendone benissimo. La sfida non è spettacolare, e il protagonista è Sami Zayn che all’esterno del ring tifa per Nakamura ma viene continuamente attaccato da Miz. Nakamura schiena l’avversario dopo 9 minuti e 35 secondi grazie alle tante interferenze.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Sasha Banks
Voto: 8/10. Ecco una sfida di alto livello, che si distingue chiaramente rispetto alle altre anche perché coinvolge il pubblico, con le due lottatrici che nella prima parte si affrontano in un match tecnico, e nella seconda si scatenano ovunque nell’arena, per poi tornare sul ring dove avviene la parte meno buona, ovvero la squalifica di Becky per aver usato una sedia per potenziare la sua manovra risolutiva dopo 20 minuti. Devo dire che è stato parecchio intenso e Sasha ne è uscita benissimo anche senza prendere la cintura. Fra i tanti match terminati per squalifica, questo è uno dei migliori in assoluto, ed è un match che raccomando di vedere.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Randy Orton
Voto: 6.5/10. Un match lungo ma parecchio noioso, che non mi ha divertito per niente. Mi aspettavo di vedere una rivalità accesa, non dico ai livelli di Orton contro Foley del 2004, ma almeno con Kingston pronto a ricorrere a tutto pur di vincere. E niente, non è andata così, per la maggior parte è stato un match di Wrestling nella norma, con tanti rallentamenti e un finale più che accettabile in cui Kingston schiena Orton dopo 20 minuti e 50 secondi. Penso che si potesse fare molto di più pure qui.

Roman Reigns vs. Rowan [No Disqualification Match]
Voto: 6/10. La sfida ha dei momenti buoni, non lo nego, ma a lungo andare diventa pesante da seguire. In realtà Rowan non appare nemmeno più così pericoloso ora che si rivela il suo alleato… Luke Harper! Già, i due sono tornati dalla stessa parte ed è Harper ad aiutarlo a vincere per schienamento in 17 minuti e 25 secondi. Purtroppo lo scopo di questa sfida e di questo finale sembra quello di dare a Roman due avversari da annientare nel prossimo periodo, non trovo nemmeno troppo utile questa vittoria di Rowan, perché non è arrivata con le sue forze.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Braun Strowman
Voto: 7/10. I fan dell’arena tifano Braun Strowman? Chi l’avrebbe detto? In realtà è così da circa un mese, sarà che Strowman non ha ancora vinto il titolo Universal nonostante sia in competizione da due anni pieni. Qui posso dire che si vede l’impegno dei due lottatori, un po’ provati dal fatto di aver già combattuto in precedenza nello show, ma questo non pesa poi così tanto. Rollins vince per schienamento in 11 minuti. Sarebbe tutto migliore se non fosse fischiato in quel modo dal pubblico, anche perché si tratta di una vittoria pulita da parte di un campione leale. Come main event non lascia il segno, lo considero buono, ma non eccellente.

Le luci si spengono e The Fiend fa la sua comparsa, applicando la Mandible Claw su Seth Rollins. Ora sappiamo chi sarà il prossimo sfidante al titolo!

Voto finale: 6/10, Clash of Champions 2019 ha alcuni ottimi momenti ma risulta nel complesso un evento perfino troppo standard. L’inizio è promettente, con i cambio di campioni di coppia per entrambi gli show, ma poi si perde l’opportunità di un evento davvero significativo, e pare quasi una ‘sfilata’ dei campioni, molto spesso con finali sporchi come la squalifica di Becky Lynch contro Sasha Banks, l’intervento di Luke Harper a favore di Rowan e le tante interferenze di Sami Zayn contro The Miz. Insomma, lo show non riesce a mostrare la stessa lucidità dei primi match nelle sue ultime sfide, e questo abbassa la qualità intera. Di certo ci sono buoni match, Becky contro Sasha è raccomandato da parte mia, così come il match iniziale con Seth Rollins e Braun Strowman, anche se la loro sfida nel main event non risulta poi così valida. Kofi Kingston contro Randy Orton è pesante, 21 minuti lenti e psicologici, ma senza quella giusta carica. Purtroppo questo vale per gran parte del regno titolato di Kofi Kingston, ero felice quando ha vinto il titolo ma tutte le sue difese sono state faticose e in condizioni simili, senza le stesse emozioni della conquista. Il breve match fra Bayley e Charlotte è il peggiore dello show, non apprezzo per niente il modo in cui si è concluso, il completo dominio di Charlotte in precedenza, mentre il mio momento favorito è il successo di Nakamura su The Miz. Devo dire che la sufficienza a Clash of Champions è piena, ma non vado oltre a questa.

martedì 13 agosto 2019

Recensione WWE Summerslam 2019 (12 agosto 2019)


Recensione WWE Summerslam 2019
12 agosto 2019 da Toronto (Canada)
Durata show: 3:27:47

Summerslam si presenta con una card dal potenziale medio-alto, tutto sommato il mio interesse riguardava la maggior parte dei match presenti. La sorpresa è in una durata inferiore a quella che mi aspettavo, stavolta non ci si avvicina nemmeno alle 4 ore.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Natalya [Submission Match]
Voto: 7/10. Sfida di sottomissione che mette a confronto due lottatrici che sembrano aver preso direzioni diverse in carriera. Natalya fa del suo meglio, e si vede una sfida combattuta e interessante. Nonostante questo ha dei cali di ritmo ed è abbastanza breve, con la vittoria di Becky per sottomissione dopo 12 minuti e 35 secondi. Purtroppo questo regno di Becky non ha lo spazio che meriterebbe, non è nella posizione migliore come sfida di apertura di Summerslam.

Dolph Ziggler vs. Goldberg
Squash. Okay, Ziggler ci ha provato! Dopo qualche insulto ricevuto, Goldberg arriva, subisce un Superkick e annienta subito Dolph in 1 minuto e 50 secondi. Finita qui? Certo che no! Ziggler rincara la dose e subisce una nuova Spear. Poi avviene lo stesso segmento e stavolta Da Man lo finisce con una terza Spear. Nessuna pietà per Ziggler in questa sfida.

WWE United States Title: AJ Styles (w/Karl Anderson & Luke Gallows) (c) vs. Ricochet
Voto: 7.5/10. Anche se non c’è la stessa qualità della loro sfida precedente a luglio, questo è un ottimo match! Lo spettacolo è assicura con manovre riversate e un buon lavoro seppure classico di Anderson e Gallows a bordo ring. Devo ammettere che il nuovo vestiario di Ricochet distrae un po’ perché dà troppo nell’occhio, ma si arriva a quello spettacolo che questi due wrestler sanno regalare. AJ vince per schienamento in 13 minuti, rimanendo campione. Il finale è ottimo e di grande impatto.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Ember Moon
Voto: 6.5/10. Non sono colpito in alcun modo dalla sfida nonostante abbia sempre apprezzato Ember Moon e sono felice di vederla in lotta per il titolo. Bayley stavolta riesce a vincere senza troppi dubbi dopo 9 minuti e 57 secondi. Okay, anche se è una sfida nel mezzo dell’evento, facilmente dimenticabile.

Kevin Owens vs. Shane McMahon
Voto: 5/10. Mi è difficile valutare una sfida che è più un segmento che un match. Elias è lo Special Enforcer (talvolta pure arbitro speciale) in modo da favorire Shane, ma Owens resiste alle scorrettezze e riesce comunque a stordire McMahon con la Stunner e vincere per schienamento in 9 minuti e 20 secondi. Comprendo benissimo che questa è una vittoria che valorizza Owens, però non è piacevole da seguire anche se il finale è appagante e stavolta non ci sono amarezze o colpi scorretti.

Charlotte Flair vs. Trish Stratus
Voto: 8/10. Trovo eccellente Trish pure oggi, non appare fuori forma, anzi, è ancora competitiva e spinge Charlotte a dare il meglio di sé. Infatti questo è davvero un buon match, epico e con un buon uso della psicologia del ring, con le avversarie che fanno di tutto per trionfare anche a costo di mettere in crisi la rivale. Charlotte vince per schienamento dopo 16 minuti e 40 secondi. Finora questa è la sfida più adatta per essere a Summerslam, perché anche fra altri 5 o 10 anni sarà sempre piacevole da rivedere.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Randy Orton
Voto: 5.5/10. Ero felice di vedere Kofi in cima alla federazione a Wrestlemania, ma oggi mi chiedo se un regno lungo per lui sia davvero la scelta più adatta. Non ci sono stati match veramente buoni in pay per view da quando è diventato campione e la maggior parte delle volte sembra faticare tantissimo anche solo per apparire come un degno campione. Questa sfida poi ha il problema di essere troppo lunga, non è una questione di minutaggio ma di lentezza generale. Si arriva a un match sufficiente ma deludente, che non ha quella marcia in più che ci si aspetterebbe in un grande evento. Il finale mi porta a valutarlo meno di quanto meritava in precedenza, perché si conclude con un doppio conteggio fuori dopo 16 minuti e 45 secondi quando Kofi perde la pazienza e aggredisce Orton all’esterno. Purtroppo è davvero una conclusione pessima per evitare un vincitore al loro primo match per il titolo, il pubblico critica fortemente tutto questo.

Kofi Kingston attacca Randy Orton con una Kendo Stick per debilitarlo.

Finn Balor vs. The Fiend/Bray Wyatt
Squash. Bray Wyatt debutta sul ring come The Fiend… ed è inquietante! Al momento sembra davvero un’idea riuscita. Lui arriva, annienta Balor e lo sottomette in 3 minuti e 25 secondi. I fan urlano “that was awesome” in segno di apprezzamento, in effetti è la parte migliore di Summerslam finora.

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Seth Rollins
Voto: 7.5/10. Intensità è la parola chiave della sfida. Tante manovre risolutive, colpi duri, una Frog Splash di Rollins sul tavolo esterno al ring. Insomma, non manca la distruzione e c’è pure lo spettacolo, anche se essendo così frenetica viene a mancare un po’ di psicologia. Però a compensare ci sono le facce divertite di Heyman, talvolta quelle preoccupate. Questo è un grande momento per Seth Rollins, che schiena Brock Lesnar in modo pulito dopo 13 minuti e 25 secondi, conquistando nuovamente la cintura universale. Main event riuscito ma non indimenticabile, per fortuna piacevole quanto serve per essere considerato più che buono.

Voto finale: 6.5/10, con sole due sfide sotto la sufficienza e un solo “Must See” fra Trish Stratus e Charlotte Flair, Summerslam 2019 è un evento sufficiente, o anche qualcosa in più di questo, capace di divertire ma in alcuni momenti anche di far imbestialire i fan nell’arena di Toronto, specialmente durante il match fra Randy Orton e Kofi Kingston con una conclusione che non è stata apprezzata da nessuno. Invece il match fra Brock Lesnar e Seth Rollins è molto buono e rappresenta l’unico cambio di titolo di tutto l’evento. Stranamente Summerslam non appare risolutivo su questo, generalmente è un evento dove i cambi di titolo hanno il loro peso, ma qui ce n’è uno solo, nel match più importante. Il ritorno di Goldberg è gestito in modo accettabile, sempre meglio che farlo lottare per più di 10 minuti. La versione The Fiend di Bray Wyatt è un successo, AJ Styles contro Ricochet risulta buono ma non a pieno potenziale. Fra le delusioni c’è di sicuro Kevin Owens contro Shane McMahon, o forse non ha mai avuto una chance di essere un match interessante.

mercoledì 17 luglio 2019

Recensione WWE Extreme Rules 2019 (14 luglio 2019)


Recensione WWE Extreme Rules 2019
14 luglio 2019 da Philadelphia (Pennsylvania)
Durata show: 3:53:44

Dallo scorso anno Extreme Rules è diventato un evento significativo come ponte fra Money In The Bank e Summerslam, considerati entrambi eventi maggiori della federazione. Quest’anno non mancano i grandi nomi, fra cui il ritorno di Undertaker e l’incertezza su Brock Lesnar, possessore della valigia di MITB che potrebbe usarla in qualsiasi momento, anche se la storia si è prolungata pure troppo per quanto mi riguarda. Invece le sfide più attese da parte mia erano Kofi Kingston contro Samoa Joe e Ricochet contro AJ Styles.

Segnalo che nel Kickoff, Shinsuke Nakamura ha sconfitto Finn Balor e conquistato la cintura intercontinentale. Vincere titoli nei preshow sembra diventata una specialità per il lottatore giapponese, che aveva già vinto anche il titolo americano in un altro Kickoff.

Drew McIntyre & Shane McMahon vs. Roman Reigns & The Undertaker [No Holds Barred Tag Team Match]
Voto: 7+/10. Questa volta Undertaker si trova ben gestito, senza un eccessivo spazio sul ring ma pur sempre nel ruolo del volto principale della sfida. La sfida in sé è eccessivamente caotica, fra il tentativo di fuga di Shane McMahon e l’intervento di Elias dalla sua parte, il match viene spezzato continuamente. Eppure la formula riesce grazie alla visibilità e alla posizione nella card. Probabilmente metterlo al fondo dopo quasi 4 ore di show avrebbe urtato il pubblico, invece è ottimo se preso come opener, anche perché ci sono quattro fra i nomi più rilevanti del roster (nel bene o nel male). Roman trova il suo spazio, Drew riesce ad avere buoni momenti dove può continuare a maturare nella carriera, Shane fa ‘le sue cose’ e ha pure troppo spazio, Undertaker chiude la sfida schienando McMahon dopo 16 minuti e 55 secondi. Ciò che trovo ideale è l’utilizzo del Phenom, non viene costretto a stancarsi e risulta dunque efficace in quel ruolo.

WWE RAW Tag Team Titles: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c) vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso)
Voto: 7/10. Una buona sfida di coppia, i Revival sono finalmente sul ring per più di 10 minuti, gli Uso sembrano combinarsi perfettamente con la maggior parte dei team della federazione. Ne esce un match che fa sperare bene per il futuro della divisione di coppia. I Revival vincono per schienamento dopo 12 minuti e 34 secondi. Ci saranno altri match fra loro, e possono risultare ancora migliori.

Aleister Black vs. Cesaro
Voto: 7.5/10. La storia di Cesaro come assalitore misterioso di Aleister Black era interessante, infatti Cesaro pare avere un look diverso dal solito, più aggressivo, pure la sua musica d’ingresso è cambiata. La sfida è intensa e piena di colpi duri, i due non si risparmiano pur non avendo molto tempo a disposizione. Black schiena Cesaro dopo 9 minuti e 45 secondi. Sono rimasto impressionato dalla capacità dei lottatori di coinvolgere il pubblico nonostante sia una sfida senza nulla in palio.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Alexa Bliss & Nikki Cross [Two On One Handicap Match]
Voto: 6.5/10. Non sono un grande fan di questa sfida, ma è un’ottima occasione per dare a Bailey la possibilità di fare buona figura da sola contro due avversarie, e allo stesso tempo indebolire la loro alleanza. Bailey schiena Nikki Cross dopo 10 minuti e 22 secondi, rimanendo campionessa.

Bobby Lashley vs. Braun Strowman [Last Man Standing Match]
Voto: 7.5/10. Un match che mi ha sorpreso! Avevo la minima attesa, nel senso che non mi aspettavo proprio nulla da una sfida fra Lashley e Strowman, e sono rimasto sorpreso perché è veramente divertente. La maggior parte della sfida si svolge nel backstage e fra il pubblico. Alcuni fan sono irritanti e intervengono a disturbare i lottatori, ma vengono tenuti da parte. Nel finale Strowman scaraventa Lashley dall’alto e piomba giù anche lui, uscendo vincitore in 17 minuti e 29 secondi. Non potevo chiedere di meglio dalla sfida decisiva di una rivalità che non mi è mai interessata.

WWE SmackDown Tag Team Titles: Daniel Bryan & Rowan (c), Heavy Machinery (Otis & Tucker) vs. The New Day (Big E & Xavier Woods) [Triple Threat Match]
Voto: 7+/10. Escludendo il preshow, è qui che avviene il primo cambio di titoli dell’evento. Il team di Bryan e Rowan sembra ormai fermarsi dopo aver dominato la divisione di coppia. Ottimo lavoro come sempre dell’Heavy Machinery, divertente da vedere in azione, e del New Day. Proprio Big E e Woods diventano campioni (per la sesta volta) quando è Daniel Bryan a essere schienato dopo 13 minuti e 59 secondi. Non il migliore match di coppia possibile perché risulta un po’ confusionario, ma è piacevole dall’inizio alla fine.

WWE United States Title: Ricochet (c) vs. AJ Styles (w/Karl Anderson & Luke Gallows)
Voto: 8/10. Il migliore match dell’evento per me è proprio questo. Ricochet sta vivendo un periodo di popolarità senza dover aspettare anni, ed è un bene che sia così perché è in un periodo di forma fisica eccezionale. AJ Styles d’altra parte è sempre il solito lottatore che garantisce spettacolo, e la sfida è ottima, anche se non si tratta di un “must see”, ma semplicemente di un grande match che intrattiene e regala ottime mosse. AJ vince poi in modo pulito per schienamento dopo 16 minuti e 31 secondi, conquistando così la cintura americana. Anche se il regno di Ricochet giunge al termine, non sembra affatto una mancanza di fiducia nei suoi confronti.

Dolph Ziggler vs. Kevin Owens
Senza voto. Ziggler provoca Owens, lui connette la Stunner e lo schiena dopo 17 secondi. Fine del match, già… basta solo questo!

Kevin Owens coglie l’occasione per criticare Shane McMahon e il suo spazio sul ring. Cerca di apparire “fuori programma” nel suo discorso ma si capisce chiaramente che non c’è nulla di particolarmente polemico nelle sue parole, e anzi fa presagire una rivalità proprio con lui in vista di Summerslam.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Samoa Joe
Voto: 7-/10. Era una sfida da cui mi aspettavo molto, ma non è così ben riuscita, almeno dopo una serie di ottimi match precedenti. Samoa Joe è comunque scatenato, ma il suo fuoco si spegne durante la sfida, e Kofi Kingston ancora una volta arriva a ottenere uno schienamento anti-climatico dopo 9 minuti e 47 secondi. Questo match avrebbe richiesto qualche minuto in più per risultare ottimo, e soprattutto un maggiore controllo da parte di Joe. Kingston dà l’impressione di vincere senza troppo convincere, come in molti suoi match titolati, ed è un peccato perché è un campione meritevole.

WWE RAW Women's Title / WWE Universal Title Winner Take All: Becky Lynch (c) & Seth Rollins (c) vs. Baron Corbin & Lacey Evans [Mixed Tag Team Extreme Rules Match]
Voto: 6.5/10. Il main event arriva ormai al termine di un lungo evento e risulta forse meno riuscito rispetto al resto dello show. Non si tratta affatto di una brutta sfida, ma c’è da dire che Lacey Evans è molto più abile di Baron Corbin a reggere il ritmo, e pare decisamente più adatta di lui a stare in sfide importanti. Proprio Corbin pare la grande limitazione della sfida, oltre a una strana dinamica di squadra fra Rollins e Becky che non mi sembra riuscita a perfezione sul ring. Di certo non ha l’effetto di un tag team solido. Si tratta inoltre dell’unico Extreme Rules dell’evento, e la stipulazione è riuscita, pur senza particolari pregi. Tavoli, sedie e Kendo Stick vengono usati, ma non c’è mai quel coinvolgimento che la sfida avrebbe meritato. Seth Rollins schiena Baron Corbin dopo 19 minuti e 56 secondi, ponendo fine a una pessima rivalità con una nota positiva.

Brock Lesnar arriva con Paul Heyman e incassa il Money In The Bank in chiusura d’evento. È giunto il grande momento della sfida titolata ‘a sorpresa’.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Brock Lesnar (w/Paul Heyman)
Senza voto. Brock Lesnar si approfitta della stanchezza del rivale per stenderlo con la F5 e schienarlo dopo soli 16 secondi, è quanto basta per portarlo a vincere nuovamente la cintura Universal.

Voto finale: 7.5/10, non ho avuto particolare attesa per Extreme Rules, perché non impazzivo per la card dell’evento, con zero voglia di vedere l’ennesimo ritorno di Undertaker (quanti ne ha già fatti negli ultimi due anni?) o Baron Corbin nel main event. Devo ammettere che la qualità è rimasta buona per tutto l’evento, senza sfide insufficienti, ma anche senza nulla di indimenticabile, che in ogni caso non mi aspettavo. AJ Styles e Ricochet ‘rubano’ l’evento con una sfida di alta qualità, intensa fino in fondo. Kofi Kingston contro Samoa Joe è buono, purtroppo senza quella scintilla che avrebbe fatto la differenza. Il main event inter-gender è accettabile, ma come Extreme Rules non suona affatto innovativo o epico, con un finale parecchio prevedibile. La sorpresa seguente è stata d’impatto, Brock Lesnar arriva, distrugge Rollins ed esce con l’Universal Title in un battito di ciglia, mostrandosi ancora una volta l’uomo da battere. Che la scelta possa piacere o meno, non sta a me giudicare, ma il momento è ben riuscito. Un’altra sorpresa è Strowman contro Lashley, nonostante la rivalità che non mi è mai interessata, devo dire che il Last Man Standing è stato particolarmente ‘vecchia scuola’, con i lottatori nel backstage e fra il pubblico, con un bel finale riuscito. Buon lavoro anche da parte della divisione di coppia di entrambi gli show, stavolta non c’è nulla di imperdibile ma due buoni match godibili, compreso un cambio di titolo, che porta il New Day a uscire con tutti i lottatori titolati al termine dell’evento. Inoltre si aggiunge Cesaro contro Black, una sfida dell’undercard riuscita benissimo. Per concludere, c’è un’ottima gestione di Undertaker che entra solo per fare qualcosa di rilevante senza essere costretto a stancarsi, e stavolta non c’è l’effetto di sovraccarico della presenza di Roman Reigns. Insomma, io sono molto soddisfatto anche se non me la sento di andare oltre il 7.5 come voto complessivo. Per alcuni un pay per view da 4 ore potrebbe essere pesante, ma credo che sia molto piacevole in vista di Summerslam, con molti finali puliti… e ci siamo pure risparmiati un inutile match fra Owens e Ziggler!

giovedì 4 luglio 2019

Recensione Rebellion 2001 (03 novembre 2001)


Recensione Rebellion 2001
03 novembre 2001 da Manchester (Regno Unito)
Durata show: 2:15:04

Ecco un altro evento in house show presentato come pay per view. Di solito sono di scarso interesse ma questo ha una card davvero interessante in buona parte.

WWF Intercontinental Title: Edge (c) vs. Christian [Steel Cage Match]
Voto: 6.5/10. Un’altra tappa della rivalità fra i due “fratelli”, sempre con la cintura in palio. Edge è campione intercontinentale mentre Christian è campione europeo, ma solo la prima cintura è contesa. Il match è decisamente lento, con una fase al tappeto interminabile fatta di proiezioni. Ritorna poi di buona qualità nel finale, quando Edge lega Christian alla gabbia e poi scende dopo 12 minuti e 49 secondi per vincere il match. Niente di speciale, secondo me è nettamente sotto al potenziale dei due lottatori.

Scotty 2 Hotty vs. The Hurricane
Voto: 6.5/10. Il match è divertente e penso che sia più che godibile. So che dargli un voto identico a quello della sfida precedente potrebbe sembrare strano, ma Hurricane e Scotty sono bravi a coinvolgere il pubblico. Scotty vince per schienamento in 8 minuti e 55 secondi, probabilmente è uno dei suoi match migliori.

Diamond Dallas Page vs. The Big Show
Voto: 4/10. DDP è gestito malissimo, già prima del match è ridicolo nel promo per le cose che dice, ma qui davvero è ben lontano dal lottatore che era in WCW, tutto è fatto in modo di farlo apparire goffo. Big Show vince in soli 3 minuti e 15 secondi. Pessima sfida!

WCW World Tag Team Titles: The Dudley Boyz (Bubba Ray Dudley & D-Von Dudley) (c) vs. The APA (Bradshaw & Faarooq) vs. The Hardy Boyz (Jeff Hardy & Matt Hardy) [Three Way Elimination Match]
Voto: 7-/10. Non è una fra le combinazioni migliori viste fra i team. Gli APA vengono presto eliminati, lasciando la sfida agli altri due team. I Dudley Boyz difendono le cinture con vittoria per schienamento in 12 minuti e 1 secondo. Sfida buona ma non far le migliori viste nella lunga rivalità a squadre.

Tajiri vs. William Regal
Voto: 5.5/10. Sfida breve e poco ispirata, ma sentita dal pubblico locale a causa delle provocazioni da parte di Regal prima del match. Tajiri lotta bene ma viene sottomesso dopo 5 minuti e 55 secondi. Nulla di speciale, sotto la sufficienza.

Tajiri si prende la rivincita dopo la sfida, stordendo Regal sul ring.

WCW World Heavyweight Title: Chris Jericho (c) vs. Kurt Angle
Voto: 7/10. Il 2001 è l’anno della crescita di Chris Jericho a degno main eventer, e qui combatte da campione, in un periodo dove è difficile inquadrare bene chi è buono e chi non lo è, perché Y2J è ancora tifato ma comincia a mostrare l’arroganza tipica del periodo successivo. La sfida è interessante però rimane a un livello buono, nulla di più, con una vittoria per schienamento da approfittatore di Jericho dopo 14 minuti e 55 secondi. Sicuramente non è il migliore match che poteva uscire da loro, mi sono sembrati stanchi.

Kurt Angle attacca Chris Jericho dopo la sconfitta, ma non finirà qui perché si continuerà con questa rivalità ancora più avanti.

Lita & Torrie Wilson vs. Mighty Molly & Stacy Keibler [Special Referee: Trish Stratus]
Senza voto. Sfida riempitiva, e così va presa. Il team di Lita e Torrie vince in 4 minuti e 16 secondi di non-Wrestling.

WWF World Heavyweight Title: Steve Austin (c) vs. The Rock
Voto: 8+/10. Questo è uno dei match fra Austin e Rocky meno ricordati, ma è di alto livello, fin dall’inizio si scatena la rissa e il pubblico è fortemente coinvolto. Nella seconda parte cominciano a esserci interferenze. Kurt Angle attacca The Rock con la sedia, Chris Jericho scaccia Angle ma poi Rocky lo vede con la sedia e perciò lo attacca (non c’è la minima fiducia fra i due alleati). Angle ritorna per impedire a The Rock di vincere e Austin se ne approfitta per schienarlo dopo la Stunner in 22 minuti e 9 secondi. Una sfida epica fino all’ultimo, capace di far impazzire il pubblico.

Voto finale: 6.5/10, un evento con parecchie sfide riempitive ma che tutto sommato è in grado di regalare buoni momenti, e alcuni match veramente godibili. Se Kurt Angle contro Chris Jericho non l’ho trovato particolarmente interessante, invece Steve Austin contro The Rock è stato un main event incredibile, che è rimasto su alti livelli dall’inizio alla fine. L’evento serve a costruire il futuro match a squadre di Survivor Series e ci riesce benissimo, con alcuni segmenti centrali che mostrano la fatica dei due team a coesistere con diverse stelle al loro interno. Non mancano purtroppo delle sfide meno riuscite come l’orrendo DDP contro Big Show e il banale Tajiri contro Regal, oltre a una comprensibile stanchezza generale dei lottatori. Mi sono divertito abbastanza da considerare Rebellion 2001 più che sufficiente.

mercoledì 26 giugno 2019

Recensione WWE Stomping Grounds 2019 (24 giugno 2019)


Recensione WWE Stomping Grounds 2019
24 giugno 2019 da Tacoma (Washington)
Durata show: 3:17:16

Dopo un dimenticabile Super Showdown, si torna a un evento dal nome ridicolo ma dalla card interessante, almeno in parte. Inoltre c’è il mistero del misterioso arbitro speciale del main event, scelto da Baron Corbin. Paul Heyman scelta più probabile? Forse!

Nel preshow c’è un ottimo match fra Tony Nese, Drew Gulak e Akira Tozawa, che vi raccomando e vede la vittoria di Gulak, che conquista la cintura Cruiserweight.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Lacey Evans
Voto: 6.5/10. Il pubblico stravede per Becky e la supporta per tutta la sfida. Lacey sembra ancora incompleta, non la vedo ancora adatta a un’opportunità simile ma riesce comunque a risultare un’avversaria interessante, seppure con lei abbiano bruciato molte tappe per mandarla subito in lotta titolata. Becky la fa cedere dopo 11 minuti e 30 secondi, rimanendo campionessa. Sfida adatta per aprire l’evento, senza particolari pregi.

Kevin Owens & Sami Zayn vs. The New Day (Big E & Xavier Woods)
Voto: 8/10. Questo era il match di coppia che serviva ad entrambi i team, che svolgono un grande lavoro e risultano divertenti da seguire. Owens e Zayn sono davvero un team perfetto, che vedo più che adatto a conquistare le cinture di coppia. I due vincono la sfida quando Owens ottiene lo schienamento vincente dopo 11 minuti e 5 secondi. Non è perfetto a causa della breve durata ma è credibile e ispirato, con un risultato che proietta Owens e Zayn verso una possibile sfida titolata.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Ricochet
Voto: 8.5/10. Ecco il mio match preferito dell’evento, una sfida che doveva essere in secondo piano e invece è di grande qualità. Joe continua a distruggere l’avversario, Ricochet non molla mai e tante volte sfiora la vittoria. Nel finale è Ricochet ad avere la meglio e conquistare il titolo (forse a sorpresa) dopo 12 minuti e 25 secondi. Grande qualità sul ring e una bella storia a rendere la sfida imperdibile.

WWE SmackDown Tag Team Titles: Daniel Bryan & Rowan (c) vs. Heavy Machinery (Otis & Tucker)
Voto: 8-/10. I fan tifano per Daniel Bryan, sembra incredibile vederlo così supportato dopo mesi di fischi ininterrotti. La sfida risulta molto piacevole, un altro fantastico match di coppia che riesce bene e vede gli sfidanti a un passo dalle cinture, ma sono Bryan e Rowan a vincere per schienamento in 14 minuti e 25 secondi. È la terza sfida ben riuscita di fila, le sfide di coppia stanno funzionando bene grazie a ottime formazioni a cui viene dato lo spazio di esprimersi.

WWE SmackDown Women's Titles: Bayley (c) vs. Alexa Bliss (w/Nikki Cross)
Voto: 6/10. Il coinvolgimento di Nikki Cross è un po’ particolare, in pratica Alexa Bliss cerca di manipolarla a stare dalla sua parte ma lei reagisce spesso di testa sua. Bayley fatica ad apparire come una campionessa dominante e infatti spesso è in difficoltà ma grazie a un aiuto involontario da parte di Nikki, riesce a schienare Alexa in 10 minuti e 35 secondi. Spero che Bayley durante il suo regno riesca ad avere qualche vittoria più convincente.

Drew McIntyre (w/Shane McMahon) vs. Roman Reigns
Voto: 7-/10. Questa è una sfida che avrei preferito senza la presenza di Shane McMahon a intervenire e rendersi protagonista, ma è parte della rivalità con Roman, perciò è comprensibile. Il match funziona bene, non sembra aggiungere nulla di nuovo ed è anche prevedibile. Roman schiena McIntyre dopo 17 minuti e 20 secondi. Si nota il tentativo da parte dei due lottatori di fare una buona sfida, ma ci sono dei momenti abbastanza scadenti, in particolare tutto ciò che riguarda Shane.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Dolph Ziggler [Steel Cage Match]
Voto: 7/10. Come sfida nella gabbia non risulta memorabile, ma apprezzo comunque l’impegno di Kingston e Ziggler in un match di lunga durata. La sfida è equilibrata ma di certo non ha un grande uso della gabbia, sembra una stipulazione inadatta per loro, tranne nel finale, dove Ziggler sta per uscire ma Kofi Kingston salta velocemente all’esterno e vince in quel modo dopo 20 minuti. Credo che ben pochi si aspettassero un cambio di titolo, ma Ziggler ha svolto una buona parte come primo sfidante, anche se penso che le opportunità per lui siano giunte al termine.

Viene rivelato il misterioso arbitro speciale del main event… si tratta di Lacey Evans. Okay, questo non è un nome che avrei mai previsto!

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Baron Corbin [Special Referee: Lacey Evans]
Voto: 5/10. Dovrei essere durissimo con questa sfida perché i primi 10 minuti sono orrendi, ma poi migliora… stranamente diventa interessante. Lacey ignora ogni scorrettezza di Corbin, addirittura rende il conteggio fuori e la squalifica non validi per proteggerlo. Per tutto il match Rollins subisce, poi ha dei momenti di dominanza ma non viene mai effettuato il conteggio corretto. Becky Lynch interviene e mette KO Lacey, portando così ad avere un arbitro regolare che effettua il conteggio pulito per Seth Rollins dopo 18 minuti e 25 secondi. Credo che qui il problema sia stato di tirare troppo per le lunghe la fase di dominio di Baron Corbin, assolutamente non credibile a questi livelli, inoltre è una storia vista tante volte quella dell’arbitro speciale di parte.

Voto finale: 7/10, dimenticandoci l’orrore a cui abbiamo assistito a Super ShowDown ’19, si riparte con un evento pur sempre di durata superiore alle 3 ore, ma con una qualità complessiva decisamente superiore. La prima metà dell’evento è di alto livello, la seconda invece si assesta sulla sufficienza o poco più. Credo che la sorpresa sia arrivata dai due match di coppia, entrambi capaci di garantire ottimo Wrestling sul ring, mentre Samoa Joe contro Ricochet ruba la scena e ha un finale d’impatto, di quelli che lasciano soddisfazione. Ovviamente non erano queste le sfide più attese, e dunque c’è da soffermarsi sui due match titolati. Intanto, nemmeno stavolta c’è la tanto attesa presenza di Brock Lesnar con la valigia di MITB. Kofi Kingston contro Dolph Ziggler è un match lungo e accettabile, purtroppo non memorabile nonostante l’impegno dei lottatori. Seth Rollins contro Baron Corbin è molto deludente, ma non pessimo, in ogni caso non è una bella sfida, anzi, è il peggiore match dell’evento. Stomping Grounds sa divertire, e talvolta stanca per via della lunga durata, però è decisamente godibile e lo considero un buon evento.

domenica 9 giugno 2019

Recensione WWE Super Showdown 2019 (07 giugno 2019)


Recensione WWE Super Showdown 2019
07 giugno 2019 da Jeddah (Arabia Saudita)
Durata show: 3:49:08

Quasi mi ero dimenticato dell’esistenza di questo evento, non l’ho nemmeno visto in diretta e sono bastate poche ore per sentirne parlare come del peggiore show di sempre, o uno dei peggiori. Com’è andata realmente? Be’, intanto è un altro evento molto lungo, di quasi 4 ore, con una card all’apparenza interessante ma non eccezionale. Purtroppo la visione mi ha quasi traumatizzato, e mi sono addormentato almeno tre volte, perciò è uscita una recensione lenta nelle tempistiche ma sintetica per apatia sugli elementi di discussione. Potete aspettarvi il tipico evento da house show ma con un cast stellare a prenderne parte, e l’assenza del fascino dell’essere lì presenti.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Baron Corbin
Voto: 5.5/10. L’unico interesse di questa sfida era di sapere se Brock Lesnar avrebbe incassato il Money in the Bank dopo il risultato finale, parecchio scontato. Baron Corbin tiene impegnato parecchio Seth Rollins, che poi vince per schienamento in 11 minuti e 15 secondi. Una sfida un po’ noiosa, con poca enfasi e un pessimo lavoro da parte dello sfidante.

Corbin attacca Rollins, perciò Brock Lesnar fa il suo ingresso con la valigetta per incassare ma… viene attaccato a colpi di sedia, e non c’è alcun incasso, che viene rimandato a un’altra data. Mah.

WWE Intercontinental Title: Finn Balor (c) vs. Andrade
Voto: 7/10. Uno fra gli aspetti migliori dell’evento è questo match, praticamente senza la minima attesa ma capace di regalare un buon spettacolo. Andrade è ottimo come sfidante, ma “Demon” Balor ottiene la vittoria per schienamento in 11 minuti e 35 secondi, rimanendo campione.

Roman Reigns vs. Shane McMahon (w/Drew McIntyre)
Voto: 4/10. Zero stelle da parte mia, è un match noioso, salvato soltanto dalla durata inferiore ai 10 minuti. Roman Reigns come prevedibile domina, però un intervento di Drew McIntyre permette a Shane di prendersi la vittoria in 9 minuti e 15 secondi. Morale della storia, Roman può sconfiggere chiunque, ma se l’avversario si chiama McMahon allora può anche perdere. Pessimo.

Lars Sullivan vs. The Lucha House Party (Gran Metalik, Kalisto & Lince Dorado) [3 on 1 Handicap Match]
Voto: 2/10. L’inutilità di una sfida che non solo vede Sullivan dominante, ma che si conclude pure con una sua vittoria per squalifica dopo 5 minuti e 15 secondi sprecati… più post-match con Sullivan che si sfoga sui perdenti e li mette tutti KO. Non mi aspetto più niente, se Sullivan a NXT era ancora un lottatore accettabile, qui si sta rivelando un pessimo innesto.

Randy Orton vs. Triple H
Voto: 5-/10. Non me la sento di stroncare completamente questa sfida. È lunghissima ma non manca di psicologia. Anzi, c’è dietro ad essa una lunga carriera di rivalità, ma è sicuramente il loro match più lento nell’esecuzione delle mosse. Purtroppo Triple H nell’ultimo anno ha veramente regalato pessime prestazioni, e mi dispiace dire questo perché si capisce chiaramente la sua passione e la voglia di mettersi in gioco. Rispetto tutto questo, ma è praticamente inguardabile, con un pubblico che perde interesse dopo pochi minuti. Randy Orton vince con l’RKO dopo 25 minuti e 45 secondi. Davvero troppo lunga, 10 minuti in meno l’avrebbero resa guardabile, ha gli stessi difetti del match fra HHH e Batista ma è peggiore.

Bobby Lashley vs. Braun Strowman
Voto: 5/10. Preso come match in sé non è poi così terribile, ma dopo la noia data dalle sfide precedenti è davvero inutile, un altro spreco di tempo. Lashley è stato ridimensionato parecchio nell’ultimo periodo e senza un manager non ha quasi nulla da raccontare. Strowman vince facilmente per schienamento dopo 8 minuti e 20 secondi.

WWE Title: Kofi Kingston (w/Xavier Woods) (c) vs. Dolph Ziggler
Voto: 7/10. Un altro match buono dopo quello fra Balor e Andrade, ma nulla di speciale. Anche qui sa tanto di sfida da house show, dove lo sfidante non ha la minima credibilità per vincere il titolo, e perciò Kingston non è mai davvero in pericolo perché nessuno ci crederebbe a una sua sconfitta. Il campione WWE vince la sfida in 10 minuti e 15 secondi, è bello tornare a vedere un po’ di buon Wrestling dopo quanto si è visto in precedenza.

Elias fa il suo spettacolo con la chitarra prima del match a 50 lottatori, e riesce a provocarli quasi tutti e 49, ritrovandosi gettato sul ring per dare inizio alla sfida.

50 Man Battle Royal
Akam vs. Akira Tozawa vs. Ali vs. Apollo Crews vs. Bo Dallas vs. Brian Kendrick vs. Buddy Murphy vs. Cedric Alexander vs. Cesaro vs. Chad Gable vs. Curt Hawkins vs. Curtis Axel vs. Dash Wilder vs. Drew Gulak vs. EC3 vs. Elias vs. Eric Young vs. Erik vs. Heath Slater vs. Humberto Carrillo vs. Ivar vs. Jey Uso vs. Jimmy Uso vs. Jinder Mahal vs. Karl Anderson vs. Luke Gallows vs. Mansoor vs. Matt Hardy vs. Mike Kanellis vs. Mojo Rawley vs. No Way Jose vs. Oney Lorcan vs. Otis vs. Rezar vs. Ricochet vs. Robert Roode vs. Rowan vs. Rusev vs. Samir Singh vs. Samoa Joe vs. Scott Dawson vs. Shelton Benjamin vs. Shinsuke Nakamura vs. Sin Cara vs. Sunil Singh vs. The Miz vs. Titus O'Neil vs. Tony Nese vs. Tucker vs. Xavier Woods vs. Zack Ryder
Voto: 4.5/10. Sparisce la Greatest Royal Rumble (decisamente più interessante) e torna la Battle Royal a 50 lottatori. Ci hanno messo dentro un po’ tutti, ci sono pure Nakamura e Rusev anche se i favoriti sono ben altri, specialmente Samoa Joe. Ma no, non aspettatevi nulla di sensato o sensazionale, semplicemente le eliminazioni hanno spesso poca enfasi e se ne vanno tutti un po’ prima di quanto ci si potrebbe aspettare. Joe non arriva nemmeno in fondo, e Cesaro è a un passo dalla vittoria, ma viene buttato fuori da Elias, che crede di essere il vincitore, però è ancora rimasto il wrestler di casa, Mansoor, che lo getta fuori e vince lui dopo circa 20 minuti di match. Ottimo momento per la carriera di un giovane lottatore, ma assolutamente non offre nulla, e pare solo un contentino per dargli rilievo davanti al suo pubblico.

Goldberg vs. The Undertaker
Voto: 5/10. Dopo un’ottima partenza e due ingressi spettacolari, il match prende una brutta piega, con diversi errori e parecchi rischi per la salute dei due lottatori. Mosse eseguite male e momenti di stanchezza, inoltre la fase finale appare chiaramente sbagliata, con Goldberg che prova a eseguire una Tombstone ma gli scappa Undertaker e quasi lo fa volare a terra dall’alto, poi Taker chiude con la Chokeslam perché l’avversario non riesce più a far nulla, vincendo in 8 minuti e 35 secondi. Purtroppo è degenerato a causa delle pessime condizioni di salute, specialmente di Goldberg, che è svenuto al termine della sfida e infatti è sparito dalla telecamera.

L’evento si chiude con il non-festeggiamento di Undertaker, che pare pieno di amarezza in volto, così come probabilmente lo è stato ogni spettatore da casa dopo 4 ore di Wrestling di bassa qualità.

Voto finale: 2/10, non è tutto disastroso, ma per la maggior parte lo è, infatti questo è davvero un pessimo evento. Non sono tanto le decisioni a essere sbagliate, quanto più la scarsa qualità complessiva e il senso di noia capace di generare. Il “leggendario” Goldberg contro Undertaker è stato un fallimento, dovuto alle condizioni di salute di due lottatori che si confrontano con la prova del tempo, e diversi match veramente atroci. Il buono dell’evento arriva da Kofi Kingston contro Dolph Ziggler, sicuramente piacevole, e da Finn Balor contro Andrade, ma da questi due lottatori non potevo aspettarmi nulla di diverso, sanno come regalare buone sfide. Mi dispiace anche che Randy Orton contro Triple H sia stato deludente, forse per via della durata eccessiva, con dieci minuti in meno sarebbe stato sicuramente un match sufficiente. C’è tanto altro che non funziona nell’evento, ad esempio potevano risparmiarci Lars Sullivan, o il finale del match fra Seth Rollins e Baron Corbin, una vittoria del campione Universal che sembra quasi ‘sporca’, nonostante il suo merito. Brock Lesnar non incassa e dunque le tante promesse della vigilia non sono state rispettate nemmeno stavolta. E non dimentichiamoci di Roman Reigns contro Shane McMahon, un match brutto, che porterà a un nuovo capitolo di Roman contro Drew McIntyre. Sinceramente c’è così tanto che non va bene nell’evento che servirebbero delle riflessioni da parte della WWE, cominciando ad accontentare i fan, specialmente quelli che la seguono da tanto tempo, e quelli (come me e tanti altri) del WWE Network.