mercoledì 11 marzo 2020

Recensione WWE Elimination Chamber 2020 (08 marzo 2020)


Recensione WWE Elimination Chamber 2020
08 marzo 2020 da Philadelphia (Pennsylvania)
Durata show: 3 ore e 40 minuti

Ultimo pay per view prima di Wrestlemania. Si parte con il preshow.

Curt Hawkins & Zack Ryder vs. The Viking Raiders (Erik & Ivar)
Voto: 5/10. Sfida di scarso interesse, con un team chiaramente più popolare dell’altro. I Viking Raiders vincono per schienamento in 4 minuti e 50 secondi. Un voto 5 non significa che la sfida sia brutta in questo caso, ma che non ci sia stato abbastanza tempo per raccontare una storia migliore.

Lo show comincia ora, con una card decisamente sottotono rispetto al passato e molti wrestler di punta a riposo.

Daniel Bryan vs. Drew Gulak
Voto: 8+/10. Una storia fantastica fra due wrestler tecnici, con molta azione e alcuni colpi duri subiti da Daniel Bryan al collo, con segni evidenti sulla schiena che mi fanno perfino temere per la sua salute. Gulak è al meglio della forma fisica, davvero fantastico e per la maggior parte del tempo all’attacco. Daniel Bryan riesce comunque a vincere per sottomissione dopo 14 minuti e 20 secondi. Sicuramente è un grande match per aprire l’evento.

WWE United States Title: Andrade (w/Zelina Vega) (c) vs. Humberto Carrillo
Voto: 7.5/10. Se vi piace l’azione senza sosta, questo match non vi deluderà. Personalmente mi sono divertito molto a seguire la sfida, superiore alle mie aspettative, con un lavoro eccellente da parte di entrambi i lottatori. Andrade vince per schienamento dopo 12 minuti e 20 secondi, ma deve faticare per riuscirci. Un altro match ben riuscito.

WWE SmackDown Tag Team Titles: John Morrison & The Miz (c) vs. Dolph Ziggler & Robert Roode vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) vs. Heavy Machinery (Otis & Tucker) vs. The New Day (Big E & Kofi Kingston) vs. The Lucha House Party (Gran Metalik & Lince Dorado) [Elimination Chamber Match]
Voto: 8/10. Non avrei mai pensato di divertirmi così tanto con questa sfida, ma c’è una grande azione per tutto il tempo, e i team sono tutti motivati a fare bene. Si parte con un classico, fratelli Uso contro New Day. La sfida diventa sempre più ricca di team e non ci sono eliminazioni veloci. I Lucha House Party sono i primi eliminati dopo oltre 17 minuti, poi entrano per ultimi Ziggler e Roode ed eliminano gli Heavy Machinery (in una fra le loro migliori prestazioni). I terzi eliminati sono proprio Roode e Ziggler, poi Morrison e Miz eliminano sia il New Day che gli Uso per chiudere la sfida in 32 minuti e 55 secondi. A sorpresa, è stata un’ottima Elimination Chamber, con una cella che viene rotta in diagonale al punto da aprire un passaggio per l’esterno, non avevo mai visto nulla del genere.

AJ Styles (w/Karl Anderson & Luke Gallows) vs. Aleister Black [No Disqualification Match]
Voto: 6.5/10. Questo è un match deludente se si considera la qualità dei due lottatori a confronto. Sfida molto lunga, piena di interferenze, con dei momenti dove non sembra succedere nulla. Si va al rallentatore e mi ha deluso parecchio, per quanto comunque riesca a superare la sufficienza senza problemi. Interviene Undertaker, annienta AJ Styles, perciò Aleister Black vince per schienamento dopo 23 minuti e 15 secondi. Si prosegue con la rivalità fra AJ e Taker.

WWE RAW Tag Team Titles: The Street Profits (Angelo Dawkins & Montez Ford) (c) vs. Murphy & Seth Rollins (w/Akam & Rezar)
Voto: 6/10. A proposito di delusioni… questo è davvero un match di livello inferiore all’attesa. Anche qui troppe interferenze, team che raggiungono il ring in continuazione, infine arriva Kevin Owens a mettere fuori gioco Seth Rollins, così gli Street Profits ottengono la vittoria in 18 minuti e 30 secondi. Sicuramente un ottimo successo per loro.
Dopo il match, Kevin Owens stordisce ancora Seth Rollins con una Stunner.

WWE Intercontinental Title: Braun Strowman (c) vs. Cesaro, Sami Zayn & Shinsuke Nakamura [Three On One Handicap Match]
Voto: 7+/10. Questo è un match parecchio divertente, Strowman con la sua forza bruta si ritrova contro tre lottatori abili a giocare sporco e metterlo in difficoltà. La sorpresa è che Sami Zayn stavolta ce la fa e schiena Strowman dopo 8 minuti e 30 secondi. Se fosse durato di più, sarebbe stato esagerato, invece un match del genere va bene per la storia che racconta.

WWE RAW Women's Title #1 Contendership: Natalya vs. Asuka vs. Ruby Riott vs. Sarah Logan vs. Shayna Baszler vs. Liv Morgan [Elimination Chamber Match]
Voto: 5/10. Questo è un match altamente divisivo, perché è tutto focalizzato su Shayna Baszler, la dominatrice della sfida. Non succede nulla fuori dal suo dominio, ma ci sono anche alcuni parecchi colpi duri che lo rialzano di qualità. Il problema è che per buona parte della sfida la Baszler rimane da sola ad aspettare l’ingresso delle rivali, Asuka le urla contro in giapponese e questo dopo un po’ diventa irritante (nonostante io riesca a capire in buona parte il giapponese parlato). Lo scontro “finale” è proprio fra Shayna e Asuka, con quest’ultima che viene sottomessa come tutte le altre lottatrici. Il vero problema della sfida è di arrivare poco tempo dopo la Royal Rumble che ha visto Brock Lesnar dominare allo stesso modo, mi pare davvero eccessivo riproporre lo stesso con la Baszler, che vince in 21 minuti senza problemi, diventando così la prossima sfidante di Becky Lynch.

Voto finale: 6.5/10, credo di aver apprezzato questo evento più del previsto. Purtroppo mancano alcuni fra i nomi maggiori della federazione, non partecipano nemmeno Brock Lesnar e Goldberg, i due campioni mondiali. I primi tre match sono di ottimo livello, dopo quelli lo show comincia a perdere in qualità, arrivando a un main event che potrebbe piacervi ma personalmente l’ho trovato pesante da seguire a causa dei troppi tempi morti e della sensazione di “già visto”. AJ Styles ancora una volta si ritrova sconfitto, annientato per due volte di fila da Undertaker, Seth Rollins è umiliato più volte nell’evento da Kevin Owens. All’improvviso, Daniel Bryan e Drew Gulak si ritrovano a fare la migliore sfida, con una bella storia e un gran finale. L’Elimination Chamber dei team funziona bene e risulta piena di spot, molto divertente da seguire. Insomma, ci sono dei match veramente validi, altri che invece funzionano di meno, ma mi sento di promuovere almeno parzialmente Elimination Chamber 2020, perché con la card che aveva è riuscito a fare meglio di quanto ci si potesse immaginare. Non rimarrà nella storia, ma almeno è risultato guardabile con alcuni buoni momenti.

lunedì 2 marzo 2020

Recensione IYH 15: A Cold Day In Hell (11 maggio 1997)


Recensione In Your House 15: A Cold Day In Hell
11 maggio 1997 da Richmond (Virginia)
Durata show: 1:46:04

Siamo ancora nella prima metà del ’97 e Steve Austin ha un match per il titolo WWF contro Undertaker nel main event, non male come prospettiva per la sua carriera! Devo ammettere che la card non è molto più interessante di un episodio di Raw ma il periodo in cui si svolge porta grande curiosità perché lo stile della federazione sta cambiando sempre di più.

Flash Funk vs. Hunter Hearst Helmsley (w/Chyna)
Voto: 5.5/10. Si parte con una sfida abbastanza debole, che si focalizza più sul pericolo rappresentato da Chyna che sul match stesso. Flash Funk non riesce a trovare il giusto spazio, HHH gestisce il match. Nel finale Chyna interviene e permette a Hunter di ottenere lo schienamento vincente dopo 10 minuti e 5 secondi. Poi, è Chyna a sollevare Flash Funk per mostrare la sua potenza. Questo match non era nulla più che una dimostrazione della sua forza fisica.

Mankind vs. Rocky Maivia
Voto: 7/10. Ci sono delle buone idee ed è il precursore della rivalità leggendaria fra The Rock e Mick Foley del ’98. Ma il Rocky Maivia della primavera ’97 è un lottatore ancora inferiore, ha pure balbettato nel promo prima della sfida. Ci sono delle azioni abbastanza dure, Mankind subisce dei colpi intensi e infatti il match risulta buono, poi è proprio lui a sottomettere Rocky dopo 8 minuti e 46 secondi. Non male, inoltre è piacevole vedere i lenti progressi di Rocky prima di diventare l’iconico The Rock.

Ahmed Johnson vs. The Nation Of Domination (Crush, Faarooq & Savio Vega) (w/Clarence Mason, D-Lo Brown, JC Ice, Wolfie D) [Gauntlet Match]
Voto: 4/10. La stipulazione è che se la Nation of Domination viene sconfitta dovrà smantellarsi. Pessimo match, che mostra tutti i problemi di Ahmed Johnson, credo che sia proprio la sfida responsabile della mancanza di lancio verso l’alto. Infatti Johnson ha il compito di gestire l’intera sfida. Prima affronta Crush (che è un peso per chiunque) e lo sconfigge in 5 minuti e 38 secondi. Poi affronta Savio Vega in un’altra fase veramente noiosa, che si conclude con la qualifica di Vega quando lo prende a sediate dopo altri 5 minuti e 57 secondi. Infine è Farooq a lottare e riesce a vincere per schienamento in 2 minuti e 10 secondi. L’ultima parte è la migliore ma dura poco e non salva i 10 minuti precedenti di pura noia.

Ken Shamrock vs. Vader [No Holds Barred Match]
Voto: 7+/10. Questo è un ottimo match, l’unico accorgimento è che avrebbero dovuto tenere Ken Shamrock lontano dal microfono in precedenza, non era ancora in grado di parlare al pubblico. Vader è un mostro, come sempre fa una grande prestazione, Shamrock fatica ancora un po’ ad adattarsi dalle MMA al Wrestling, ma ne risulta un match con colpi duri, senza che nessuno dei due debba trattenersi. Ken Shamrock vince per sottomissione in 13 minuti e 21 secondi, ma c’è da dire che Vader ne esce bene, perché è stato all’altezza del rivale. Questo è uno di quei rari match dove entrambi i lottatori ne escono rinforzati.

WWF World Heavyweight Title: The Undertaker (c) vs. Steve Austin
Voto: 6-/10. L’Hart Foundation è protagonista della sfida, causando problemi a entrambi i lottatori. Stone Cold afferra Brian Pillman e lo getta oltre la transenna durante la fase iniziale del match. Il match è brutalmente noioso, con fasi interminabili a terra. La lunghezza della sfida è proporzionale alla mancanza di momenti interessanti, perfino il pubblico pare spento e disinteressato. Come se non bastasse, Pillman suona la campanella e distrae Austin, arriva poi una vittoria faticosa per schienamento da parte di Undertaker (per poco non era Austin a fargli un Tombstone Piledriver) dopo 20 minuti e 6 secondi. Inizio e finale molto buoni, tutto il resto è veramente pesante e l’interferenza finale toglie enfasi a una sfida praticamente sulla sufficienza.

L’Hart Foundation attacca Austin e Taker, ma loro due riescono a salvarsi e liberano il ring per chiudere lo show.

Voto finale: 5/10, un pay per view non del tutto pessimo ma che ha diversi difetti. Ahmed Johnson contro la Nation of Domination porta via circa 20 minuti ed è a livelli veramente atroci. Flash Funk vs HHH non è un buon match d’apertura. Il main event fra Undertaker e Steve Austin mi ha deluso parecchio e lo ritengo molto inferiore al livello dei due lottatori, molto più utile a portare avanti la loro rivalità con l’Hart Foundation che essere una vera sfida per il titolo. Buono invece Rocky Maivia contro Mankind, che risulta un’anteprima interessante di ciò che si sarebbe visto in futuro, ma Rocky in quel periodo aveva ancora un forte bisogno di modificare il suo comportamento. Ken Shamrock contro Vader è il mio match preferito dell’evento ma non è affatto imperdibile. Purtroppo A Cold Day In Hell non risulta un evento con valide motivazioni per seguirlo, però ha degli aspetti interessanti e un paio di sfide sicuramente buone.

sabato 29 febbraio 2020

Recensione WCW Nitro 86 (05 maggio 1997)


Recensione WCW Nitro 86
05 maggio 1997 da Lakeland (Florida)
Durata show: 44:41
Rating: 3.2 (vs Raw #208: 2.8)

Kevin Greene, Roddy Piper e Ric Flair aprono lo show insieme al team di commento, ma compaiono poster neri del nWo a interromperli, così loro si spostano sul ring dove ribadiscono il loro impegno contro la fazione nemica. È praticamente Flair a fare tutto il discorso e il pubblico è felice.

Hugh Morrus & Konnan vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock)
Voto: 5.5/10. I Public Enemy si sacrificano per lo spettacolo, distruggono un tavolo all’esterno ma non serve a nulla e viene distrutto un altro tavolo sul ring, ma con grande confusione generale e la vittoria per schienamento di Konnan e Morrus nel caos generale.

WCW World Cruiserweight Title: Syxx (c) vs. Rey Misterio Jr.
Senza voto. Non c’è storia per questo match, il nWo ferma subito Rey in fase d’offensiva e l’arbitro non se ne accorge, così Syxx ottiene una vittoria veloce per sottomissione. Pessimo e inutile.

Dopo la sfida, il nWo al completo invade il ring e tutti minacciano J.J. Dillon (che ha un ruolo autoritario), per dimostrargli che non hanno rispetto per lui, mentre Rey Mysterio subisce un nuovo pestaggio. Non finisce qui perché Hollywood Hogan raggiunge il ring con Eric Bischoff e dopo qualche posa interminabile si limita a snobbare il team di Roddy Piper e lascia una sfida poco ispirata a Sting, che non è presente nell’arena.

Lord Steven Regal vs. Meng
Senza voto. Rissa intensa fin dall’inizio ma i due lottatori causano No Contest appena cominciano ad affrontarsi fuori dal ring. Finisce in meno di un minuto e prosegue ancora un po’ quando Kevin Sullivan va a controllare Meng.

DDP viene intervistato da Mean Gene ed è convinto che è lui a dare valore alla carriera di Macho Man Randy Savage. Anche Kimberly si aggiunge al discorso, ma arriva Savage dalla distanza a provocare entrambi. DDP ha due parole per lui… no, non quelle che pensate (siamo solo a maggio ’97!), “Diamond Cutter”.

Alex Wright vs. Jeff Jarrett
Squash. Wright mi dà già la sensazione di essere bruciato in partenza, fa la sua offensiva inziale ma Double J riesce a farlo cedere in pochissimo tempo. Un altro non-match.

Glacier vs. Lizmark Jr.
Squash. Bastano pochi secondi a Glacier per ottenere una vittoria facile.

Mortis attacca Glacier al termine della sfida, lui si difende ma arriva anche Wrath ad abbattere il clone di Sub-Zero insieme a lui con uno scettro in suo possesso.

The Giant spiega che Lex Luger è infortunato e che farà team con Diamond Dallas Page contro gli Harlem Heat. Niente da fare! Il New World Order invade l’arena prima con un assalto a DDP da parte di Savage e Hogan, poi tutti gli altri attaccano The Giant.

Voto finale: 4.5/10, se la puntata precedente ha tratto il meglio dal formato dell’ora singola, questa invece sembra avere tutti i difetti di un episodio compresso in tempi inaccettabili. Cinque match e l’unico che dura almeno 3 minuti è il primo. Perfino i promo risentono della mancanza di tempo e il discorso iniziale di Ric Flair pare confusionario e senza una traccia precisa, del genere “dico tutto ciò che mi passa per la mente tanto il pubblico è contento lo stesso”. Ciò che funziona arriva dal new World order, specialmente Hollywood Hogan. Tutto il resto sembra aggiunto solo per far comparire molti lottatori, non aspettatevi nulla dal Wrestling lottato in questa puntata a parte il solito copia-incolla con i tavoli dei Public Enemy. Nemmeno il feud fra DDP e Randy Savage questa volta pare avere la giusta grinta.


Nitro, voto 4.5; Raw, voto 5. Pessima settimana, Raw vince per avere lo show più guardabile fra i due, ma siamo comunque a bassi livelli.

Nitro 43 – Raw 35

giovedì 27 febbraio 2020

Recensione WWE Super ShowDown 2020 (27 febbraio 2020)


Recensione WWE Super ShowDown 2020
27 febbraio 2020 da Riyadh (Arabia Saudita)
Durata show: 3 ore e 24 minuti

Primo dei due show annuali previsti in Arabia Saudita, a mio parere con una scarta attesa ma con diverse sfide dal potenziale interessante.

The Viking Raiders (Erik & Ivar) vs. The OC (Karl Anderson & Luke Gallows)
Voto: 6/10. Unica sfida del pre-show, che pare più che adatta come riscaldamento in vista dell’evento. Ci sono strani problemi sonori durante la sfida, con dei suoni fastidiosi. Gli OC vincono per schienamento con la Magic Killer dopo 10 minuti. Nulla di speciale, a mio parere sufficiente per il posizionamento.

R-Truth vs. Rey Mysterio vs. AJ Styles vs. Bobby Lashley vs. Andrade vs. Erick Rowan vs. The Undertaker [Tuwaiq Trophy Gauntlet Match]
Voto: 6/10. R-Truth si trova a disputare una fra le migliori prestazioni della sua carriera. La prima sfida lo vede sconfiggere Lashley, poi affronta e schiena anche Andrade. Arriva Rowan… che si fa squalificare! Finalmente è AJ Styles a fermare il dominio di R-Truth. Rey Mysterio non riesce nemmeno a competere perché viene aggredito nel backstage dagli OC. Tutto pare pronto per dare il trofeo e la vittoria ad AJ, ma suona la musica di Undertaker e The Phenom si presenta, combattendo per sconfiggere in pochi secondi AJ Styles per conquistare il trofeo. Il Phenom batte il Phenomenal One. Partecipazione inaspettata che pare lanciare una potenzialità rivalità fra i due. La sfida in totale dura sui 16 minuti, tenere conto del tempo è impossibile visto quanto è successo. Ciò che funziona bene è il doppio colpo di scena, il primo con R-Truth che supera avversari favoriti rispetto a lui, il secondo con Undertaker che combatte contro AJ Styles. Tuttavia bisogna ammettere che è una gestione penosa del match.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The New Day (Big E & Kofi Kingston) (c) vs. John Morrison & The Miz
Voto: 8/10. Due ottimi team a confronto, John Morrison è rientrato bene in WWE e in una sfida come questa può dimostrare le sue qualità da lottatore. La sfida non è ancora il massimo che i due team possono offrire, ma risulta molto gradevole e si conclude con un finale abbastanza sporco, dove Morrison usa la sedia e Miz effettua lo schienamento vincente dopo 13 minuti e 15 secondi, così ci sono dei nuovi campioni di coppia. È il miglior match della serata fino a questo momento.

Angel Garza vs. Humberto Carrillo
Voto: 6.5/10. Sfida breve, praticamente un riempitivo, ma la qualità offerta dai due lottatori è più che sufficiente. Nulla di eccezionale o che non abbiamo mai visto da loro, però va bene così. Carrillo sfiora la vittoria più volte ma è Garza a risultare freddo e determinato, schienando l’avversario per vincere in 9 minuti e 5 secondi.

WWE RAW Tag Team Titles: Buddy Murphy & Seth Rollins (c) vs. The Street Profits (Angelo Dawkins & Montez Ford)
Voto: 7.5/10. Titoli di coppia di Raw in palio in un match che ritengo interessante. Rollins e Murphy si sono amalgamati così bene che non sembrano più un team assemblato per necessità, ma che ha delle buone mosse di squadra. Purtroppo anche questa sfida viene decisa da un finale sporco, con l’intervento da fuori di Rollins e Murphy che si approfitta del suo aiuto per ottenere lo schienamento vincente dopo 10 minuti e 40 secondi. Una sfida ben riuscita, con gli sfidanti in ottima forma.

Dolph Ziggler vs. Mansoor
Voto: 7-/10. Mansoor è il migliore lottatore al mondo per due volte all’anno. Se in passato questo era accettabile o addirittura bello per la sua carriera, oggi trovo che sia di scarsa utilità, perché poi da domani sarà nuovamente dimenticato da tutti. Per lui c’è una vittoria abbastanza facile per schienamento su Ziggler in 9 minuti e 20 secondi. Non è affatto un brutto match, anzi, è buono ma facilmente dimenticabile.

WWE Title: Brock Lesnar (c) vs. Ricochet
Squash. Brock Lesnar domina e vince la sfida per schienamento, annientando le speranze di Ricochet in 1 minuto e 30 secondi. Okay, qui è una sfida a senso unico, non credo che ci fossero dubbi sul risultato fin dal principio.

Roman Reigns vs. King Corbin [Steel Cage Match]
Voto: 6/10. Credevo che la loro serie di match fosse terminate prima, forse sarebbe stato meglio così, perché questo è un match appena sufficiente, poco intenso con rari colpi duri all’interno della gabbia d’acciaio. Il pubblico perde interesse dopo un po’ di tempo ma c’è un grande tifo per Roman, che ottiene la vittoria per schienamento in 12 minuti e 50 secondi. La gabbia è servita a poco.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Naomi
Voto: 5/10. A sorpresa, è la peggiori sfida dello show, infatti rimane sempre lenta e per la maggior parte condotta da Bayley. La campionessa vince per schienamento con una mossa chiaramente non riuscita benissimo dopo 11 minuti e 30 secondi. Veramente noioso.

WWE Universal Title: The Fiend (c) vs. Goldberg
Squash. Okay, tecnicamente non è uno squash, è una sfida combattuta che dura pochissimo ma il risultato finale non cambia. Jackhammer, schienamento dopo 2 minuti e 59 secondi, Goldberg è per la seconda volta in carriera Universal Champion. Ci chiedevamo in tanti in che modo avremmo visto perdere The Fiend, la risposta è nella maniera in cui Goldberg ha annientato tutti i suoi avversari in carriera.

The Fiend si rialza subito e sparisce nel nulla. Direi che ormai possiamo aspettarci Goldberg contro un altro rivale a Wrestlemania. Il nuovo campione festeggia una vittoria storica.

Voto finale: 5/10, le due sfide principali e più attese dell’evento si rivelano brevissime, il main event di nemmeno 3 minuti, Brock Lesnar contro Ricochet che dura addirittura la metà del tempo. Detto questo, c’è una fra le più grandi sorprese (in realtà non troppo), un momento epico con Undertaker che affronta AJ Styles, qualcosa che forse non mi sarei mai aspettato di vedere sul ring, ma che può portare a una sfida ancora migliore a Wrestlemania. Di sicuro non è un finale che dà gloria a AJ, però se lo si prende nella prospettiva di una rivalità che può donargli molto, allora non lo vedo così negativo. Le migliori prestazioni arrivano dai due match per le cinture di coppia, entrambi energici, con un ottimo New Day contro Morrison e Miz, che può ancora migliorare in seguito. Non ci sono sfide imperdibili, ma per la maggior parte è un evento godibile. La maggior parte dei match è di buon livello, o almeno sufficiente, ad eccezione del terribile match femminile fra Bayley e Naomi. Roman Reigns contro King Corbin nella gabbia è lento ma si mantiene sufficiente. Le scelte che riguardano le sfide principali però sono un po’ controverse. Il pubblico voleva vedere Goldberg vincere ed è ciò che è successo, senza troppa attesa, ma a questo punto The Fiend potrebbe risentirne parecchio. Stesso discorso per Ricochet, dopo video e interviste dove parlava della più grande occasione della carriera, è stato annientato.

martedì 28 gennaio 2020

Recensione WWE Royal Rumble 2020 (26 gennaio 2020)


Recensione WWE Royal Rumble 2020
26 gennaio 2020 da Houston (Texas)
Durata show: 4 ore e 12 minuti

Si può dire quello che si vuole sulla qualità della WWE anno per anno, ma quando arriva la Royal Rumble, questo è un evento da seguire con attenzione, perché il Royal Rumble match è qualcosa di unico, che ogni anno crea aspettative ed ha il potenziale di cambiare la carte in tavola. Negli ultimi anni, sono diventate due le sfide, maschile e femminile. Nel 2020, l’attesa non è minore degli altri anni e tutto può succedere (ovviamente ho scritto l’introduzione prima di vedere le sfide).

Roman Reigns vs. King Corbin [Falls Count Anywhere Match]
Voto: 7.5/10. Questa rivalità va avanti da mesi, mi chiedo se sia finalmente giunta al capolinea. La sfida è la migliore finora fra i due lottatori, la stipulazione è utile e viene sfruttata bene, con i giusti tempi e parecchia distruzione. Roman e Corbin si affrontano in diverse zone dell’arena, distruggono tavoli, combattono fra il pubblico, insomma, nonostante la sensazione di già visto c’è comunque qualcosa di nuovo. L’intervento di Dolph Ziggler e Robert Roode è del tutto inutile. Nel finale, Roman schiena Corbin sulla rampa dopo 21 minuti e 18 secondi.

Women’s Royal Rumble Match
Durata Rumble: 54 minuti e 17 secondi.
Primo e secondo ingresso: Alexa Bliss / Bianca Belair
Numero 30: Shayna Baszler
Debutti/Ritorni a sorpresa: Beth Phoenix, Kelly Kelly, Molly Holly… e Santina Marella!
Wrestler principali: Alexa Bliss (1), Bianca Belair (2), Charlotte Flair (17), Beth Phoenix (19), Carmella (27), Shayna Baszler (30)

Fase iniziale: buona, si parte subito con due favorite, Alexa Bliss e Bianca Belair. La seconda riesce a ottenere ben sette eliminazioni nel corso della sfida, buttando fuori anche la Bliss, che comunque rimane nel match per parecchio tempo. Questa fase è caratterizzata da molte eliminazioni veloci, il pathos risulta comunque godibile. Un’ottima partenza, anche se incentrata su due protagoniste.
Fase centrale: insufficiente, la parte del match che mi è piaciuta di meno, credo che non ci sia stato valore aggiunto per le lottatrici, la sfida si è incentrata troppo sullo scontro fra Alexa Bliss e la Belair prima e su Charlotte Flair in seguito. È arrivato un punto in cui mi chiedevo cosa ci fosse di buono in questa sfida, non riuscivo proprio a vedere una sequenza sensata. Sicuramente mi ha deluso. Segnalo comunque il ritorno di Beth Phoenix come un momento riuscito.
Fase finale: sufficiente, la parte finale è così così, verso la fine c’è il ritorno a sorpresa, divertente quanto inquietante, di Santina Marella, che esce presto, infine arriva Shayna Baszler, che è dominante e fa una prestazione perfino migliore di quella di Bianca Belair, con otto eliminazioni. Naomi si distingue con un salvataggio a sorpresa degno di quelli di Kofi Kingston, ma viene buttata fuori anche a lei. Le Final Four sono Natalya (terz’ultima eliminata), Beth Phoenix (penultima eliminata), Shayna Baszler (ultima eliminata) e la vincitrice Charlotte Flair.
Voto Rumble: 6.5/10, dopo una partenza con il turbo, non ho trovato molti stimoli in una Rumble che ha avuto dei momenti buoni ma che si è persa nell’indifferenza e il cattivo uso di tante lottatrici. C’era bisogno di far eliminare 15 lottatrici da due persone, anzi, 19 lottatrici da sole tre persone? Poteva essere bilanciato meglio, ma tutto sommato la considero sufficiente per il tipico impegno di chi ne ha preso parte. Ogni lottatrice ha contributo, perfino quelle che sono durate pochi minuti o anche meno. Il risultato finale non mi sorprende e allo stesso tempo non mi lascia nulla, sapere Charlotte in lotta per il titolo non aggiunge nulla di nuovo. Proprio da quando è entrata Charlotte, la sfida ha iniziato a declinare nella qualità, perdendo alcune opportunità interessanti.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Lacey Evans
Voto: 6.5/10. Sfida breve, con un buon impegno da parte delle rivali, ma che perde di mordente anche a causa del posizionamento nello show. Arrivati dopo la Rumble femminile, non era il posizionamento ideale, e infatti anche il pubblico ne ha risentito, con uno scarso interesse. Bayley difende il titolo per schienamento in 9 minuti e 35 secondi. Dimenticabile, ma più che sufficiente.

WWE Universal Title: The Fiend (c) vs. Daniel Bryan [Strap Match]
Voto: 8/10. Questo è un match riuscito. Niente luci di colore rosso con una strana atmosfera, è un match di Wrestling normale e questo va bene. Daniel Bryan è probabilmente il migliore avversario per The Fiend, riesce spesso a tirare fuori il meglio da lui oltre a rendere il campione impressionante, come una minaccia imbattibile. Il risultato è sempre parso scontato e lo è anche stavolta, The Fiend vince per sottomissione dopo 17 minuti e 31 secondi, rimanendo campione, ormai sempre più vicino a difendere il titolo a Wrestlemania.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Asuka (w/Kairi Sane)
Voto: 7.5/10. Buon posizionamento della sfida, che prima della Rumble maschile riesce ad avere la giusta attenzione da parte del pubblico. Trovo fantastico il lavoro svolto dalle lottatrici, anche se non è una sfida memorabile, ma comunque ben gestita e parecchio divertente da seguire. Ho apprezzato l’intensità di Asuka come sfidante, e la capacità di Becky di gestire la sfida. Nel finale, è la campionessa a far cedere la rivale in 16 minuti e 23 secondi.

Men’s Royal Rumble Match
Durata Rumble: 60 minuti e 7 secondi.
Primo e secondo ingresso: Brock Lesnar / Elias
Numero 30: Seth Rollins
Debutti/Ritorni a sorpresa: Edge, MVP
Wrestler principali: Brock Lesnar (1), Braun Strowman (14), Drew McIntyre (16), The Miz (17), AJ Styles (18), Edge (21), Randy Orton (25), Roman Reigns (26), Kevin Owens (27), Seth Rollins (30)

Fase iniziale: ottima, so che è una parte divisiva, alcuni fan hanno odiato ciò che è avvenuto ma ho trovato il dominio assoluto di Brock Lesnar davvero ottimo e ben gestito. 13 eliminazioni di fila da parte sua, con il record di eliminazioni eguagliato con Strowman ma là non erano di fila e c’erano molti più lottatori (Greatest Royal Rumble). Lo stesso Strowman è l’ultimo a essere eliminato da Lesnar. Perché mi è piaciuta così tanto? La ragione è semplice, non ci sono stati sacrifici di talenti, Keith Lee è stato l’unico di NXT a partecipare in questa fase e se l’è cavata bene nonostante tutto, inoltre il ritorno di MVP è riuscito, non serviva altro da parte sua.
Fase centrale: buona, con il numero 16 entra Drew McIntyre, cambiando la sfida, infatti è lui a buttare fuori Brock Lesnar e a mantenere il dominio del ring. La qualità cala un po’ perché è difficile star dietro all’azione con tanti wrestler che riempiono il ring, ma ci sono ottimi momenti, fra cui il ritorno di Edge, che non è stato un semplice cameo. Mi sono divertito e ritengo la parte buona, è un peccato come al solito vedere grandi nomi tirati in mezzo e praticamente dimenticati (AJ Styles, The Miz fra tutti).
Fase finale: ottima, dal numero 25 in poi ci sono solo lottatori di alto livello. Randy Orton, Roman Reigns, Aleister Black, Samoa Joe e Seth Rollins per concludere. Questo è sicuramente un finale memorabile e si creano delle situazioni interessanti. Ci sono molti reminder alla storia dei Rated RKO, con l’alleanza fra Orton ed Edge, perfettamente in linea con la sfida, specialmente perché alla fine hanno cercato di tradirsi a vicenda. McIntyre rimane lì come protagonista, in mezzo ai grandi nomi. Seth Rollins fa una bella prestazione, butta fuori tre lottatori ma McIntyre lo elimina. I Final Four sono Randy Orton (terz’ultimo eliminato), Edge (penultimo eliminato), Roman Reigns (ultimo eliminato) e Drew McIntyre, il vincitore. C’è la giusta psicologia e le eliminazioni pesate, senza troppa fretta, di tempo a disposizione ce n’era molto e si è arrivati all’ora di durata complessiva.

Voto Rumble: 9/10, alla fine di tutto a vincere è stato Drew McIntyre. Un nome quasi a sorpresa ma che trovo perfetto, specialmente dopo la grande prestazione dello scorso anno. Si poteva andare su una scelta sicura (Orton o Roman), sulla sorpresa di Edge (replica del 2010, mi sarebbe parso esagerato), oppure completare il lancio di Drew nel main event, lo trovo sensato. Protagonista della parte iniziale invece è stato Brock Lesnar, un wrestler che alcuni adorano e altri non possono vedere, ma è stato all’altezza del compito, e non mi è parso fuori luogo nel dominare in quel modo. Credo che la storia di Brock Lesnar contro Drew McIntyre a Wrestlemania si scriva già da sola!

Voto finale: 7.5/10, il 2020 parte bene con Worlds Collide e Royal Rumble! Personalmente ho trovato fantastico il Royal Rumble match ed è già diventato uno dei miei preferiti in assoluti. So che per alcuni sembrerà un voto assurdo o esageratamente alto, ma se questa sfida è riuscita a emozionarmi, allora aveva davvero qualche marcia in più, finalmente sento che il Royal Rumble match è stato quasi perfetto. Questo ovviamente riguarda quello maschile, mentre la sfida femminile è stata un po’ differente. Ottima partenza ma si è bruciata presto, verso la metà del conteggio. Credo inoltre che alla fine abbiano optato per una scelta standard, con Charlotte che in un caso o nell’altro sarebbe comunque stata nel main event. La sfida ha comunque lanciato Bianca Belair e confermato l’ottima forma di Shayna Baszler, mentre quella maschile ha avuto un grandissimo Brock Lesnar in una fra le sue migliori performance e Drew McIntyre che finalmente emerge e ottiene un successo quasi inatteso. Edge torna nel migliore dei modi, con il pubblico gasato per questo. Perfino Roman contro Corbin è stato un buon match, mentre la WWE sembra aver compreso come gestire le sfide di The Fiend, specialmente con un’illuminazione standard invece che quella vista finora, che era ridicola. Daniel Bryan è stato un ottimo sfidante ma credo che non avrà altre chance a breve. Buonissimo lavoro anche da parte di Becky Lynch e Asuka, una sfida che ha fatto il suo dovere e forse anche di più. Sono molto soddisfatto e mi sento di consigliare questo evento, per quanto Royal Rumble sia uno degli eventi più soggettivi da valutare in assoluto.

martedì 17 dicembre 2019

Recensione WWE TLC 2019 (15 dicembre 2019)


Recensione WWE TLC 2019
15 dicembre 2019 da Minneapolis (Minnesota)
Durata show: 3 ore e 12 minuti

Ultimo evento in ppv dell’anno, che arriva con una costruzione poco ispirata e delle rivalità che personalmente non mi hanno coinvolto molto. Ciò che non toglie che ci sono diverse stipulazioni speciali, quindi dove non è la ‘storia’ a risplendere, può esserlo la qualità dei match. Perciò è tempo di scoprire com’è stato questo TLC 2019!

WWE SmackDown Tag Team Titles: The New Day (Big E & Kofi Kingston) (c) vs. The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) [Ladder Match]
Voto: 7.5/10. Trovo la sfida adatta ad aprire l’evento perché è un Ladder match intenso e ricco d’azione. Il New Day ormai è specializzato in ogni sorta di match, i Revival stanno finalmente avendo un periodo dove riescono a farsi valere. Nel finale è Kofi Kingston a recuperare le cinture dopo 19 minuti e 3 secondi, portando il New Day a mantenere i titoli. Considerata la lunga durata della sfida e la qualità sicuramente è una sfida molto buona.

Aleister Black vs. Buddy Murphy
Voto: 8-/10. Partendo dai difetti, la sfida non dura abbastanza per diventare un classico. Ci sarebbe poi anche il fatto che a ben poche persone del pubblico interessa e c’è poca partecipazione da parte dei fan, ma la qualità è veramente alta. Black e Murphy mischiano i loro stili di lotta per un match che sa divertire. Black vince in 13 minuti e 40 secondi, ma sinceramente credo che Murphy abbia fatto un grande lavoro per tenergli testa. Qui c’è un grande impegno da parte dei due lottatori.

WWE RAW Tag Team Titles: The Viking Raiders (Erik & Ivar) (c) vs. The OC (Karl Anderson & Luke Gallows)
Voto: 5/10. Se il primo match di coppia è stato ottimo, questo è lento e poco interessante, fra due team di cui non si percepisce nemmeno questa grande rivalità. Il finale è pure pessimo perché tutti i lottatori vengono contati fuori dopo 8 minuti e 29 secondi. Fischi del pubblico e nessun vincitore.

I Viking Raiders fanno smettere i fischi del pubblico scaraventando Karl Anderson su un tavolo all’esterno del ring.

King Corbin vs. Roman Reigns [Tables, Ladders & Chairs Match]
Voto: 6/10. Una sfida abbastanza pesante nella sua struttura, credo però che Corbin e Reigns abbiano fatto del loro meglio per renderla valida. Il problema è che Dolph Ziggler è praticamente il terzo uomo del match e interviene spesso a favore di Corbin. Alla fine arrivano anche i Revival e Roman è praticamente da solo e viene sconfitto dopo 22 minuti e 11 secondi. Un match troppo lungo per essere una sfida con un uomo contro tutti, ma ha alcuni buoni momenti.

Bray Wyatt vs. The Miz
Voto: 5/10. Finalmente non ci sono luci rosse durante la sfida ma Wyatt non sembra prenderla sul serio (okay, è il personaggio sorridente e cartoonesco a essere così). Miz è molto più serio e aggressivo, ne esce una sfida stranamente breve e con un finale dove Wyatt cambia carattere e schiena Miz in soli 6 minuti e 35 secondi. La rivalità con Wyatt ha distrutto quanto di buono c’era con Seth Rollins, ora c’è il forte rischio che succeda lo stesso anche con Miz. Sfide come questa penalizzano molto i lottatori che ne prendono parte.

Bray Wyatt prende un martello giocattolo dall’aspetto ridicolo per ‘finire’ Miz ma si avvertono strani rumori. Daniel Bryan interviene e lo atterra, ha un nuovo look con i capelli quasi rasati e la barba corta. Sembra un ottimo ritorno per lui. Quando sta per finire Wyatt, le luci si spengono e lui sparisce.

Bobby Lashley (w/Lana) vs. Rusev [Tables Match]
Voto: 5/10. Potrei tranquillamente considerare questa rivalità come la peggiore dell’anno. Ho perso ogni possibile interesse e questi due lottatori stanno gettando via buona parte della credibilità a causa della storia in corso. Alla fine, nemmeno conta la competizione! Lashley vince grazie all’aiuto di Lana quando getta Rusev su un tavolo con la Spear dopo 13 minuti e 25 secondi. Ci hanno provato, ma nemmeno stavolta è stato buono.

WWE Women's Tag Team Titles: The Kabuki Warriors (Asuka & Kairi Sane) (c) vs. Becky Lynch & Charlotte Flair [Tables, Ladders & Chairs Match]
Voto: 6.5/10. Ho sentito molte critiche a questa sfida e sinceramente ne capisco solo una, ci sono stati dei rischi eccessivi. Kairi Sane si è infortunata, pare che abbia avuto una commozione cerebrale e guardando la sfida è chiaro che ha subito parecchi colpi duri. Nonostante questo, è Asuka a portare la vittoria al loro team in 25 minuti e 57 secondi. Ci dono dei buoni momenti per cui la ritengo più che sufficiente, ma comunque va a chiudere un evento mediocre di suo.

Voto finale: 4.5/10, TLC viene considerato l’ultimo pay per view del decennio, questo viene ripetuto una decina di volte durante l’evento. Il risultato è uno show che parte bene, con due sfide piacevoli che sembrano riuscite su tutti i fronti. Il New Day sfrutta l’occasione per difendere le cinture di coppia, e dopo un match di qualità non si può nemmeno criticare la scelta. Aleister Black contro Buddy Murphy è una sorpresa (o forse una certezza). Da lì in poi lo show diventa pesante da seguire. Trovo sufficienti solo due sfide dopo quelle iniziali. Roman contro Corbin, specialmente vista la costruzione e l’importanza, non poteva essere un disastro totale. Il main event è valido ma non eccezionale, l’infortunio di Kairi Sane penalizza il resto del match e i tanti spot non servono comunque a renderlo spettacolare. Il pubblico pare spento per buona parte dell’evento, Wyatt contro Miz e Rusev contro Lashley sono il culmine della noia. Non c’è niente da fare, questo 2019 è partito bene ma è terminato nel peggiore dei modi, oltre ad aver avuto alcuni fra gli eventi peggiori di sempre.

mercoledì 11 dicembre 2019

Recensione WWE No Way Out 2002 (17 febbraio 2002)


Recensione WWE No Way Out 2002
17 febbraio 2002 da Milwaukee (Wisconsin)
Durata show: 2 ore e 38 minuti

Secondo pay per view del 2002, l’ultimo prima di Wrestlemania. Si parte con l’arrivo del New World Order, nella sua formazione originale (e migliore). Kevin Nash spiega al pubblico che loro non sono il veleno come molti pensano, vogliono fare del loro meglio per impressionare il pubblico. Scott Hall dice qualcosa ma è dura seguire il senso delle sue parole, alla fine parla di quanto vorrebbe bere una birra con il resto dei lottatori, ma gli fanno capire che non è proprio una bella idea. Infine, Hollywood Hogan riesce a farsi tifare, ringrazia per i cori a favore e benedice il pubblico. Pare chiaro che vogliono il consenso per poter abbattere le stelle principali della federazione, in questa prima fase del 2002 il nWo funziona benissimo. Loro sono stati chiamati da Vince McMahon per abbattere il nuovo gestore della federazione, Ric Flair.

WWF World Tag Team Titles #1 Contendership: Albert & Scotty 2 Hotty vs. Billy & Chuck vs. Christian & Lance Storm vs. The APA (Bradshaw & Faarooq) vs. The Dudley Boyz (Bubba Ray Dudley & D-Von Dudley) (w/Stacy Keibler) vs. The Hardy Boyz (Jeff Hardy & Matt Hardy) (w/Lita) [Tag Team Turmoil Match]
Voto: 6-/10. Si tratta di una serie di sfide brevi che a lungo andare con il numero alto di team forma una sfida generale più lunga. Christian e Lance Storm sconfiggono Albert e Scotty. Gli Hardy Boys sconfiggono sia Christian e Storm che i Dudley Boyz. Questa è la parte migliore del match, quella riuscita meglio. I Dudley dopo la sconfitta attaccano i vincenti, perciò Billy e Chuck li sconfiggono, ma alla fine arrivano gli APA e sono Bradshaw e Farooq a vincere in 16 minuti e 16 secondi. Giusto il tempo di far partecipare un po’ tutti, non è un buon match ma almeno è valido e in alcune fasi è davvero godibile ma nel finale perde interesse.

Goldust vs. Rob Van Dam
Voto: 6.5/10. Due ottimi lottatori che non sembrano mischiare bene i rispettivi stili di lotta fra loro. RVD fa i suoi spot intensi, Goldust lavora in modo più tecnico. Il risultato è una sfida che funziona solo a metà, con Rob Van Dam che vince per schienamento dopo 12 minuti e 15 secondi. Sinceramente non credo che avrebbero potuto fare di meglio, ma ciò non toglie che è ben lontano da un buon livello di qualità.

I membri del nWo provano la stessa tattica di apparire amici anche con Stone Cold Steve Austin, ma lui li ignora e passa oltre.

WWF World Tag Team Titles: Spike Dudley & Tazz (c) vs. Booker T & Test
Voto: 5/10. Un match non particolarmente impegnato, che vede Tazz far cedere Test in 7 minuti e 58 secondi. Facilmente dimenticabile.

WWF Intercontinental Title: William Regal (c) vs. Edge [Brass Knuckles On A Pole Match]
Voto: 6-/10. Questa rivalità va avanti da parecchio tempo ed è stata buona fino a questo punto, ma la stipulazione è fra le più stupide in circolazione. Edge, che sanguina dalla bocca durante più di metà sfida, recupera il tirapugni ma Regal fa spuntare un secondo tirapugni dal nulla e lo colpisce per poi schienarlo dopo 11 minuti e 18 secondi. Se c’era un secondo tirapugni perché non usarlo prima? A parte questo, è una stipulazione così brutta da annullare tutto quello di buono che è stato fatto in precedenza.

The Rock vs. The Undertaker
Voto: 7-/10. Purtroppo non c’è mai stata una grande rivalità a lungo termine fra The Rock e Undertaker, questo è uno dei loro rari match da nemici, che serve anche a portare avanti le rispettive rivalità per Wrestlemania. Ric Flair interviene contro Undertaker, Mr. McMahon contro The Rock. Chi ci guadagna di più è proprio Rocky, mentre Flair stordisce Taker con un tubo di piombo, lui riesce a sfruttare il momento per schienare Undertaker in modo non troppo pulito dopo 18 minuti e 20 secondi. Nonostante la durata è una sfida soltanto buona, che non raggiunge un livello superiore che invece ci si potrebbe attendere dai due lottatori. Le interferenze continue sono eccessive. Questo pare davvero lo show dove sto aggiungendo il - a quasi tutte le sfide.

WWF Undisputed World Heavyweight Title #1 Contendership: Kurt Angle vs. Triple H [Special Referee: Stephanie McMahon]
Voto: 7/10. La rivalità fra Triple H e Kurt Angle è iniziata un anno prima, ed è stata ripresa al ritorno di HHH dall’infortunio. Una sfida deludente a causa delle continue interferenze esterne, un tema ricorrente in questo show. L’arbitro speciale è un’arma a doppio taglio, in questo caso non è affatto una presenza adatta. Angle schiena HHH dopo 14 minuti e 55 secondi proprio per via delle scorrettezze e l’aiuto di Stephanie McMahon. Questo significherebbe Kurt Angle primo contendente a Wrestlemania… ma no, sappiamo bene che il risultato di questo match non sarà convalidato!

The Rock incontra i membri del nWo e li mette a tacere, mostrando di non fidarsi di loro.

WWF Undisputed World Heavyweight Title: Chris Jericho (c) vs. Steve Austin
Voto: 7-/10. Stesso discorso già fatto per gran parte delle sfide di No Way Out. Una sfida promettente e con alto potenziale, ma che tarda a svilupparsi, che si chiude con un’interferenza esterna. In questo caso, il nWo attacca Steve Austin e permette a Jericho di vincere per schienamento in 22 minuti e 24 secondi. Per quanto riguarda i 20 minuti precedenti, credo che non fossero perfetti o meritevoli.

Continua l’assalto di Hollywood Hogan e compagni ai danni di Stone Cold. Arriva infine pure la vernice nera con il logo del team sulla sua schiena.

Voto finale: 5/10, ho delle sensazioni contrastanti su questo evento. Credo che No Way Out 2002 arrivi in un periodo eccezionale, ma che sia una transizione malriuscita fra due grandi eventi. Il migliore match è fra Triple H e Kurt Angle, però la stipulazione causa parecchie difficoltà, rendendola piena di interferenze. Lo stesso discorso si può applicare a quasi tutta la card dell’evento, sono poche le sfide a chiudersi senza interventi da fuori. Chris Jericho contro Steve Austin non è un match eccezionale proprio perché c’è di nuovo questo discorso. I due combattono per 20 minuti, poi arriva l’intervento esterno e si conclude così, dal nulla. C’è anche un raro capitolo della rivalità fra The Rock e Undertaker, che anch’esso si chiude scorrettamente per gli interventi di Vince McMahon e Ric Flair. Il focus è tutto incentrato su Hollywood Hogan, Kevin Nash e Scott Hall, i tre membri del new World order, che hanno una presenza quasi asfissiante ma risultano efficaci grazie alla loro presenza carismatica. Il problema è che questo si inserisce in un momento dove forse sarebbe stato meglio dare più spazio alle sfide. Inoltre, Kurt Angle sconfigge Triple H e diventa il primo contendente al titolo… ma non importa! C’è sempre il modo di annullare la decisione del match e renderlo perciò inutile. Quindi il potenziale viene stroncato dalle pessime decisioni e l’inutilità della maggior parte delle sfide, arrivando comunque a creare la giusta tensione in vista di Wrestlemania.