lunedì 5 giugno 2017

Recensione WCW Bash at the Beach 1996 (07 luglio 1996)

Recensione WCW Bash at the Beach 1996
07 luglio 1996 da Daytona Beach (Florida)
Durata show: 2:45:52

Atteso per tanto tempo, serviva un evento capace di proiettare il mondo del Wrestling in una nuova epoca. Siamo ancora in un periodo dove la guerra del lunedì sera è veramente combattuta, anche se Nitro ha un leggero vantaggio su Raw. La WCW con questo evento ha la possibilità di concretizzare il vantaggio… ma chi sarà il terzo uomo schierato dalla parte degli Outsiders? Quella risposta cambierà tutto!

Psychosis vs. Rey Misterio Jr.
Un grandissimo match per aprire l’evento, qualcosa a cui i fan nel ’96 non erano abituati a vedere e sono rimasti impressionati dalla performance di due fantastici lottatori. In particolare qui è Rey Mysterio a mostrare le sue capacità, dentro e fuori dal ring, e il match ci guadagna, risultando la sorpresa dell’evento, il match più spettacolare. Rey Mysterio riesce poi a vincere per schienamento in 15 minuti e 18 secondi. 9+/10, un potenziale match dell’anno, veramente ottimo per tutta la sua durata. Se prima della sfida Rey era considerato un buon talento, qui viene finalmente visto come un lottatore eccezionale, e anche Psychosis ne guadagna in popolarità. La divisione dei pesi leggeri comincia finalmente a consolidarsi. Un altro bonus è la presenza di Mike Tenay come commentatore, veramente perfetto per sfide così incentrate sulla qualità atletica.

Intervista al campione americano Konnan, che si sente molto sicuro di sé prima di affrontare Ric Flair e che si proteggerà dalle sue manager.

Big Bubba (w/Jimmy Hart) vs. John Tenta [Carson City Silver Dollar Match]
Sembra essere giunta la fase finale della rivalità fra i due lottatori, con una strana stipulazione dove si deve usare un guanto pieno di dollari, sospeso su un palo del ring. Tende a essere molto divertente, al punto da superare una stipulazione ridicola. Tenta afferra il guanto e lo usa per mettere KO Bubba, schienandolo dopo 9 minuti. 6/10, certo, meglio di così non poteva essere, trovo che come conclusione sia valida e non faccia uscire male nemmeno lo sconfitto.

Intervista di “Mean” Gene al Team WCW, Lex Luger, Sting e Macho Man. I tre sono decisamente scatenati e a nessuno sembra interessare davvero chi sia il terzo uomo dalla parte degli Outsiders. Anche stasera hanno tutti pitture facciali. Savage è veramente epico nel promo.

Diamond Dallas Page vs. Jim Duggan [Lord Of The Ring Taped Fist Match]
Finora ho parlato bene di tutto, ma quando c’è Duggan di mezzo perdo le mie speranze di vedere qualcosa di decente, nonostante il coinvolgimento della storia di DDP e del suo anello rubato da Duggan. Il Taped Fist match non aiuta molto, visto che non tende a essere una sfida sul piano fisico, ma intrattenimento che funziona solo a metà. Page riesce a sfruttare la presenza delle corde e chiude per schienamento in 5 minuti e 39 secondi. 5/10, è difficile vedere un match decente con Duggan, perciò a gestire le fasi migliori è DDP, che per fortuna riesce anche a vincere.

Jim Duggan si prende la sua rivincita alla fine della sfida, attaccando DDP.

Intervista a Kevin Sullivan e a The Giant, il quale parla bene di Sullivan e dice di credere in lui e di vederlo come colui che lega assieme il Dungeon of Doom (ormai semi-inesistente).

Intervista agli Horsemen, anche loro preparati per la sfida contro The Giant e Sullivan.

The Nasty Boys (Brian Knobbs & Jerry Sags) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock) [Double Dog Collar Chain Tag Team Match]
Un match intenso in cui i lottatori sono legati dal collare, praticamente questi due team hanno portato la ECW all’interno della WCW. E si fa uso dei tavoli, è un buon match hardcore capace di intrattenere. I Nasty Boys riescono a vincere per schienamento dopo. 7+/10, non mi ricorderò di questo match ma ha svolto bene la sua funzione di intrattenere quanto serve.

WCW World Cruiserweight Title Match: Dean Malenko (c) vs. Disco Inferno
Di sicuro questa è la prima opportunità seria per Disco Inferno, che cerca di superare l’idea che tutti hanno di lui di un wrestler scadente e ridicolo, che perde in breve tempo. Contro Malenko dà il meglio di sé, che purtroppo non è molto, ma la sfida in sé risulta godibile e ben fatta. Malenko vince per sottomissione in 12 minuti e 4 secondi. 6.5/10, niente di speciale ma un match più che sufficiente, che vede Malenko superare la prova con un po’ più di difficoltà rispetto al solito.

Joe Gomez vs. Steve McMichael (w/Debra McMichael)
Terribile. Joe Gomez è un lottatore scarso, McMichael è a malapena un wrestler e avrebbe bisogno di qualcuno capace di spronarlo, invece per conto suo non sa prendere iniziativa sul ring. Ne segue un match pessimo che per fortuna dura poco, con Steve McMichael che ottiene la vittoria per schienamento in 6 minuti e 44 secondi. 3/10, noioso e privo di interesse.

Intervista di “Mean” Gene a Ric Flair, che ancora una volta coglie l’occasione per deridere Macho Man a cui ha portato via le sue manager, poi scherza anche su Konnan e non lo teme come avversario, è pronto a vincere la cintura americana e festeggiare.

WCW United States Heavyweight Title Match: Konnan (c) vs. Ric Flair (w/Miss Elizabeth & Woman)
Nemmeno contro un rivale del calibro di Ric Flair, Konnan pare un buon campione americano, anzi, il pubblico è tutto dalla parte del Nature Boy e tifa per lui nonostante dovrebbe essere il contrario, visti i continui interventi delle due manager, che risultano decisive e permettono a Flair di schienarlo in 15 minuti e 39 secondi e diventare il nuovo campione americano. 6/10, non riesco a dare più che una sufficienza, non trovo che lo stile dei due lottatori fosse compatibile. Inoltre è più una storia sull’importanza delle manager che un match qualitativo.

Arn Anderson & Chris Benoit vs. Kevin Sullivan & The Giant (w/Jimmy Hart)
Qui la rissa si fa intensa, la storia dietro alla rivalità fra Horsemen e Dungeon of Doom è buona e con diverse svolte interessanti. Mentre Benoit e Sullivan combattono una guerra personale all’esterno del ring, The Giant chiude per schienamento su Arn Anderson dopo 7 minuti e 59 secondi. 6.5/10, un match divertente, che coinvolge e non dura troppo da risultare noioso. Gli Horsemen sono bravi a guidare la sfida.

Benoit attacca Sullivan al termine della sfida finché The Giant non interviene per fermarlo, costringendolo alla fuga.

Video di lunga durata che ricapitola l’arrivo degli Outsiders, il loro obiettivo di ‘Hostile Takeover’ (prendere il controllo della federazione in maniera ostile, dall’esterno) e il mistero attorno al terzo membro della squadra.

The Outsiders (Kevin Nash & Scott Hall) & ?!? vs. Lex Luger, Randy Savage & Sting
Penso che se mi fossi trovato nel ’96 a seguire la WCW il primo sospetto sarebbe stato Sean Waltman (1-2-3 Kid), che aveva lasciato la federazione insieme a Nash e Hall. Invece si è costruita una buona storia in cui nemmeno si facevano ipotesi a Nitro, non c’erano indizi nascosti, era tutto naturale e divertente da seguire. Ovviamente ha avuto un grande impatto a livello d’interesse, aumentando la popolarità della WCW e portando Nitro a vincere sempre in modo più convincente la guerra degli ascolti del lunedì sera. Il terzo uomo non si presenta fin dall’inizio, il mistero continua. Lex Luger viene infortunato all’inizio della sfida, e il suo abbandono potrebbe renderlo sospettoso, ma no, non è nemmeno lui il terzo uomo. Hulk Hogan interviene nel caos generale con un boato del pubblico, però attacca Macho Man con l’Atomic Leg Drop e si schiera dalla parte degli Outsiders per un No Contest dopo 16 minuti. 8.5/10, non è tanto la qualità del match a essere alta ma l’intensità e l’importanza di quanto avviene. La più grande icona del Wrestling, l’eroe americano, abbandona il pubblico e aiuta gli Outsiders, anche se la sfida non ha un finale vero e proprio.

Hulk Hogan viene intervistato da “Mean” Gene e rivela che fin dal primo giorno i fan della WCW gli hanno dato contro, e lui ha deciso di portare con sé Nash e Hall (praticamente si dichiara già il leader) per creare il New World Order del Wrestling. Vuole spazzare via ogni cosa sul suo percorso, compresa la stessa WCW. Mentre l’Hulkster parla tutti gli lanciano addosso oggetti, il ring diventa caotico, è una scena molto forte per la reazione del pubblico.


Voto finale: 8/10, le due ragioni per dare un voto così alto a un evento sono il match iniziale fra Rey Mysterio e Psychosis, incredibilmente intenso e con una qualità sorprendente, poi il main event e tutto quello che succede durante e dopo di esso. La WCW si prende il trono di federazione numero 1, sorprende tutti con la scelta più rischiosa di sempre: rendere Hulk Hogan malvagio, e lui ci riesce benissimo, si fa odiare come pochi altri prima di lui. Eccezionale, qui viene scritta la storia del Wrestling! Certo, non tutto l’evento è ottimo, per buona parte è mediocre o appena sufficiente, ma dove conta davvero regala qualcosa di unico, con un main event degno di passare alla storia e non per ragioni di qualità della sfida. È l’inizio dell’epoca d’oro della WCW, ed è qui che veramente dimostra che il Wrestling aveva bisogno di cambiare direzione, diminuendo il confine fra ‘realtà e fantasia’.

venerdì 2 giugno 2017

Recensione Nitro episodio 42 (01 luglio 1996)

Recensione WCW Nitro 42
01 luglio 1996 da Landover (Maryland)
Durata show: 1:33:44
Rating: 3.3 (vs Raw 166: 2.6)

Puntata che precede Bash at the Beach ’96, il mondo del Wrestling sta per ricevere uno scossone destinato a cambiare i prossimi anni in quella che sarà l’era Attitude.

DDP apre la puntata e insulta il pubblico locale dicendo che non si fida di queste persone e che bisognerebbe chiudere l’arena perché è sparito l’anello del Lord of the Ring che era in suo possesso.

WCW World Tag Team Title Match: Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) (c) vs. The Steiner Brothers (Rick Steiner & Scott Steiner)
Match un po’ strano, ci si focalizza di più su quanto succede all’esterno (con gli Horsemen al tavolo VIP) e sul ritorno di Colonel Parker a seguire la sfida, da ex alleato e nemico degli Harlem Heat. I fratelli Steiner sono sul punto di vincere la sfida, ma Parker interviene con il suo bastone e porta gli Harlem Heat alla vittoria per schienamento dopo 10 minuti e 49 secondi. 7-/10, una sfida d’apertura che diverte e intrattiene, la cui conclusione riporta Parker ad allearsi con i campioni di coppia anche senza la presenza di Sherri.

“Mean” Gene intervista i Four Horsemen al tavolo VIP, che dovranno lottare in un 4 vs 4 match nel main event. Le manager parlano al posto dei lottatori, che si godono lo show, poi anche loro parlano ma solo per pochi secondi.

Filmato su Glacier in attesa del debutto… ma arriverà mai o continueranno a esserci filmati a vuoto?

Disco Inferno vs. Kurasawa
Un match per lanciare Disco Inferno, dopo questa le ho viste tutte. Il lottatore chiede al pubblico se vuole vederlo danzare, ma non c’è alcuna risposta. Arriva Kurasawa che ha una presa minima sui fan. Insomma, è un match che non interessa a nessuno, me compreso. Disco Inferno vince usando un oggetto dall’esterno per schienamento dopo 3 minuti e 45 secondi mentre un imitatore entra con la sua musica. 4+/10, dove il + va al momento in cui Disco Inferno prende a calci i gradoni d’acciaio e si fa male da solo. Come intrattenitore non è affatto male, ma questa sfida non aveva senso.

Diamond Dallas Page vs. Scotty Riggs
DDP combatte infuriato per l’anello mancante e Riggs oppone scarsa resistenza, tranne nella fase finale. Page vince con la Cutter per schienamento dopo 5 minuti e 42 secondi. 6/10, ottimo lavoro di costruzione di DDP, Riggs fa la sua parte onesta senza pretendere nulla. Page in poco tempo è passato da midcarder insignificante a personaggio che suscita interesse.

“Mean” Gene intervista DDP e pensa che Jim Duggan (che durante il match aveva fatto un promo parlando dell’anello) abbia lui l’anello, ma Page lo ignora e anzi sospetta di lui.

Greg Valentine vs. Randy Savage
Non sorprendetevi di vedere Greg Valentine sul ring quando meno ve lo aspettate, nel 2017 è ancora attivo come lottatore. Questo è il suo ritorno in WCW e combatte contro Macho Man che ha una pittura facciale quasi pessima come quella della scorsa settimana. Purtroppo il suono della campanella ci ricorda che non siamo negli anni ’80 e la sfida è lenta, come se fosse al rallentatore. Randy Savage vince con l’Elbow Drop in 5 minuti e 19 secondi, chiudendo la prima ora dello show. 5/10, il carisma dei due lottatori aiuta molto a non avere un voto inferiore, alla fine è breve e non è terribile.

Eric Bischoff apre la seconda ora dicendo che gli Outsiders non hanno speranze di battere il team WCW, ma loro arrivano dal pubblico con un biglietto da spettatori.

WCW World Heavyweight Title Match: The Giant (w/Jimmy Hart) (c) vs. John Tenta
Un match brutto ma meno scontato del previsto perché Tenta oppone resistenza e nel finale si ritrova quasi a dominare. Kevin Sullivan interviene e Giant se ne approfitta per chiudere con una Chokeslam in 6 minuti e 37 secondi. 4.5/10, una sfida pesante da seguire nonostante la breve durata.

Big Bubba interviene con un rasoio per tagliare una parte della barba di John Tenta (dopo avergli tagliato i capelli tempo prima). Poi lui, The Giant e Sullivan vengono intervistati, proseguendo la loro rivalità con i Four Horsemen.

Viene annunciato Rey Mysterio Jr. contro Psychosis per Bash at the Beach.

Gli Outsiders si armano di microfono e interviene Randy Savage a cercare di raggiungerli, ma la security tiene tutti separati. Poi parte un coro per Diesel da parte del pubblico mentre gli Outsiders vengono accompagnati fuori dall’arena.

Jim Duggan dice a “Mean” Gene di aver ‘trovato’ l’anello di Lord of the Ring, preso da DDP, e se ne vanta, ma arriva Page ed è furioso, gli dà del ladro e poi viene colpito da Duggan.

Joe Gomez, The Renegade & The Rock 'n' Roll Express (Ricky Morton & Robert Gibson) vs. The Four Horsemen (Arn Anderson, Chris Benoit, Ric Flair & Steve McMichael)
Il main event è valido, per quanto alcuni lottatori non siano granché, in particolare Renegade che pare veramente pessimo. Ancora una volta Morton e Gibson si fanno valere con buone prestazioni. Nel finale è Ric Flair a far cedere Renegade dopo 11 minuti e 51 secondi. 7/10, 4 contro 4 ben gestito, anche se c’è un chiaro dominio dei Four Horsemen.

Intervista ai quattro membri degli Horsemen, che parlano dei loro match in arrivo a Bash at the Beach, Ric Flair ha una sfida per il titolo americano contro Konnan senza alcuna rivalità costruita fra loro.

Si chiude con Kevin Nash e Scott Hall tenuti lontani dalla security nell’arena, sono costretti a lasciarla in macchina, ma sembrano essersi divertiti parecchio.

Voto finale: 5/10, giudicando solo dai voti dei match verrebbe fuori una pessima media, o comunque si ha l’idea di una puntata orrenda. Non è così, lo show ha dei buoni momenti, le interviste sono interessanti, e Diamond Dallas Page è il protagonista dell’episodio, mentre nella seconda ora gli Outsiders tengono il controllo della situazione. C’è anche molto spazio per i Four Horsemen. Detto questo, non è un episodio importante, ma rimane guardabile anche se con parecchi match che rallentano la puntata e la rendono pesante. The Giant contro John Tenta era evitabile, così come alcune interviste. È l’ultimo show prima del grande cambiamento che sconvolgerà la federazione e l’intero mondo del Wrestling, quindi a un solo passo da un momento memorabile che farà parlare di sé per anni, anzi, decenni.


Nitro, voto 5; Raw, voto 7. A sorpresa Raw riesce a battere Nitro di ben due punti voto.


Nitro 25 – Raw 13

mercoledì 24 maggio 2017

Recensione Raw episodio 166 (01 luglio 1996)

Recensione Raw 166
01 luglio 1996 da Green Bay (Winsconsin)
Durata show: 48:31
Rating: 2.6 (vs Nitro #42: 3.3)

Marty Jannetty (w/Jim Cornette & Leif Cassidy) vs. Shawn Michaels (w/Jose Lothario)
I confronti precedenti fra Shawn Michaels e Marty Jannetty avevano fatto la storia di Raw, ma nel ’96 c’è troppa differenza fra loro e Jannetty non è più un wrestler apprezzato dal pubblico. Questa è forse una delle ultime chance per provare a rilanciarlo (al fianco del futuro talento Leif Cassidy, in seguito Al Snow). Il match è equilibrato e si conclude con una fase di dominio di HBK, che chiude con la Sweet Chin Music dopo 16 minuti e 20 secondi. 7.5/10, non riesco a dare di più ma fra questi due lottatori è impossibile uno scontro deludente, si conoscono troppo bene e sono due ottimi atleti. I rimandi alla loro lunga rivalità sono sottolineati spesso.

Leif Cassidy e Jim Cornette attaccano Shawn Michaels ma vengono respinti da Jose Lothario.

Filmato preso da Superstars in cui Sunny chiede a Phineas Godwinn di confessargli i suoi sentimenti, lui le dice di amarla e lei lo ringrazia e poi lo schiaffeggia, insultandolo. Gli Smoking Gunns lo attaccano finché non intervengono i suoi alleati (il resto dei Godwinn) per salvarlo. Sunny viene infine umiliata. Segmento ben riuscito, Sunny ha più presa sul pubblico della metà dei lottatori di Raw.

Duke Droese vs. Mankind
Jake “The Snake” Roberts è al tavolo di commento durante la sfida. Ormai Duke non ha speranze di reggere un confronto con Mankind, ma è già incredibile che il netturbino sia durato per tutto questo tempo. Questo è l’ultimo match della carriera di Duke a Raw e vede Mankind vincere facilmente con la Mandible Claw. Squash. Ci vorrebbe più spesso Jake Roberts al commento, sa essere divertente.

Jake Roberts e Jerry Lawler litigano anche a match concluso e The King gli sferra uno schiaffo, suggerendogli di porgere l’altra guancia, ma lui reagisce. Mankind applica la Mandible Claw anche a The Snake.

Goldust (w/Marlena) vs. Marc Mero (w/Sable)
Steve Austin è al tavolo di commento e ogni occasione è buona per criticare Marc Mero. C’è anche un’altra rivalità interna alla sfida fra Sable e Marlena. Il match è intenso, senza mai eccedere risulta valido. Marlena disturba Sable, Mero si distrae e Goldust chiude per schienamento. 6.5/10, un main event divertente, che si lascia seguire e vede Stone Cold scatenato al tavolo di commento. Inoltre la vittoria fa bene a Goldust che aveva appena perso il titolo intercontinentale.


Voto finale: 7/10, un episodio con un’ottima gestione e due match lunghi. Al tavolo di commento si alternano sia Jake Roberts che Steve Austin, partendo con un buon match fra Shawn Michaels e Marty Jannetty l’interesse nella puntata non cala mai. Nulla di epico o ‘da vedere’, ma è uno di quegli episodi che mi hanno tenuto incollato allo schermo per tutta la sua durata senza annoiarmi mai. Mankind appare brutale, è sempre più credibile come lottatore ogni mese che passa, mentre Stone Cold ha modo di parlare al microfono per diversi minuti. Una puntata dove proseguono diverse rivalità secondarie in vista di In Your House, ed è esattamente il contrario di quanto successo con il pessimo episodio precedente.

martedì 23 maggio 2017

Recensione Nitro episodio 41 (24 giugno 1996)

Recensione WCW Nitro 41
24 giugno 1996 da Charlotte (North Carolina)
Durata show: 1:31:19
Rating: 3.3 (vs Raw 165: 2.7)

Lo show si apre con un filmato da Great American Bash, con Scott Hall e Kevin Nash che lanciano una sfida a tre lottatori della WCW, attaccando poi Eric Bischoff per gettarlo su un tavolo sotto la rampa.

Macho Man, Sting e Lex Luger parlano della sfida che li riguarderà a Bash at the Beach contro gli Outsiders, ma i fratelli Steiner e gli Harlem Heat ricordano ai campioni di coppia di concentrarsi sul loro match di questa sera. Da notare le ridicole pitture facciali di Luger e Savage mentre su Sting sono sempre perfette.

The Blue Bloods (Lord Steven Regal & Squire David Taylor) (w/Earl Robert Eaton & Jeeves) vs. The Public Enemy (Johnny Grunge & Rocco Rock)
Regal e Taylor già in coppia nel ’96, ovviamente è una buona formazione tecnica. La sfida diverte perché ci sono molte espressioni facciali buffe da parte dei due heel, poi i Public Enemy ottengono la vittoria per schienamento con un oggetto dall’esterno dopo 5 minuti e 49 secondi. 6.5/10, un match d’apertura simpatico, non impegnato, che comunque dà la giusta atmosfera allo show.

Kevin Sullivan (w/Jimmy Hart) vs. Kip Abee
Benvenuti a “cosa sto vedendo?” Il match parte all’esterno del ring e si conclude in 2 minuti per una squalifica a favore di Kip Abee vista l’aggressività di Sullivan. Senza voto, non lo considero nemmeno un match.

Intervista a Jimmy Hart e al Taskmaster, che lancia la sua sfida agli Horsemen. Hart deride Ric Flair per insultare il pubblico della sua città.

Ancora un filmato su Glacier, che non ha ancora debuttato.

WCW World Cruiserweight Title: Dean Malenko (c) vs. Bobby Walker
Walker non è proprio il migliore avversario per Malenko dopo le due difese di ottimo livello contro Rey Mysterio Jr. Nella sfida già si parla di Malenko contro Disco Inferno, ignorando le possibilità di Walker di uscire campione. Disco Inferno interrompe la sfida per ballare sul suo brano d’ingresso nel ring e Malenko se ne approfitta per lanciargli addosso Walker e schienare l’avversario in 4 minuti e 39 secondi. 3/10, è tutto pessimo e gestito male, giudizio in negativo da parte mia perché non fa bene alla cintura e le toglie valore.

“Mean” Gene prova a intervistare Dean Malenko ma Disco Inferno lo interrompe dicendogli che la gente vuole solo vederlo danzare. Il campione ribatte che lui è l’uomo dalle 1000 prese, ma gliene basterà una per farlo cedere.

Eddie Guerrero vs. The Barbarian
La sfida non ingrana per niente, Guerrero vince con una manovra dalla terza corda per schienamento dopo 5 minuti e 37 secondi. 5.5/10, non succede granché nella sfida, perciò è una vittoria del tutto inutile per Guerrero.

Guerrero viene intervistato, spera in un rematch per il titolo americano contro Konnan e dice che avrebbe voluto essere nel 3 contro 3 di Bash at the Beach ma tiferà per i rappresentanti WCW.

Arn Anderson & Chris Benoit (w/Steve McMichael) vs. The Rock 'n' Roll Express (Ricky Morton & Robert Gibson)
La seconda ora dello show inizia qui. Ancora una volta con Morton e Gibson si va sul sicuro per la qualità di un match, specialmente quando sono contro Anderson e Benoit. Il match è deciso da un intervento esterno, McMichael usa la sua valigia e porta gli Horsemen alla vittoria per schienamento in 9 minuti. 7/10, sicuramente il miglior match finora nello show, fra lottatori abili che sanno intrattenere il pubblico.

Breve intervista nel backstage ai Four Horsemen al completo.

Alex Wright vs. Diamond Dallas Page
DDP si atteggia e non prende seriamente Wright, che usa le sue manovre da peso leggerlo per impensierirlo. Page poi vince con la Cutter dopo 4 minuti e 12 secondi. 5-/10, tipico match per mostrare un lottatore superiore all’altro, anche se in alcune fasi è combattuto.

DDP viene intervistato e parla di un suo futuro match contro Jim Duggan. Ecco una sfida che non vorrei vedere!

Kevin Greene viene intervistato ed è ancora seccato (ovviamente) per il tradimento di Steve McMichael nei suoi confronti.

Randy Savage (w/Kevin Greene) vs. VK Wallstreet
Non importa se un match dura poco o tanto, quando un lottatore domina sull’altro e lo rende privo di offensiva è una sfida a senso unico e la giudico come tale. Randy Savage vince per schienamento dopo 4 minuti e 37 secondi. Squash, nemmeno uno di quelli buoni.

WCW World Tag Team Title: Lex Luger & Sting (c) vs. Harlem Heat (Booker T & Stevie Ray) vs. The Steiner Brothers (Rick Steiner & Scott Steiner) [Triangle Match]
Un triangolare a squadre per chiudere l’evento, per fortuna la divisione di coppia della WCW è capace di garantire buone sfide. Purtroppo il match non è efficace e difficilmente cattura l’interesse. Scott Hall e Kevin Nash raggiungono il ring passando fra la folla e la security blocca il ring, ma Booker T se ne approfitta per schienare Lex Luger dopo 10 minuti e portare gli Harlem Heat alla vittoria dei titoli nel caos generale. 6-/10, il cambio di titoli è una vera sorpresa, però il match in sé svaluta molto i team coinvolti e penso che il buon regno titolato di Sting e Luger potesse concludersi in un altro modo.

Gli Harlem Heat se ne vanno da campioni di coppia, mentre gli Outsiders arrivano quasi a collidere con Luger e Sting, ma non succede nulla e tutto ritorna alla calma a fine show.

Voto finale: 4.5/10, l’episodio mi ha annoiato per diversi minuti, più di quanto è accettabile per un’ora e mezza totale. Ci sono dei punti alti per quanto riguarda i vari match di coppia, Horsemen contro Rock ‘n Roll Express è appassionante (anche se del tutto inutile ai fini della storia di Ric Flair e compagni). Arriva l’inaspettato cambio di cinture di coppia in una sfida come tante altre e questo dà ancora una volta a Nitro la sensazione di poter cambiare cose importanti in diretta, che è sempre positivo per uno show. Purtroppo non tutto il resto dello show è valido! La storia degli Outsiders ormai si muove lentamente e non ci sono nuovi sviluppi. Dean Malenko, DDP ed Eddie Guerrero vengono sprecati in sfide riempitive. La storia attorno a Randy Savage appare abbastanza bipolare, ha troppe faccende di cui occuparsi.


Nitro, voto 4.5; Raw, voto 3. Nitro vince in una settimana da evitare.


Nitro 25 – Raw 12

lunedì 22 maggio 2017

Recensione Raw episodio 165 (24 giugno 1996)

Recensione Raw 165
24 giugno 1996 da Green Bay (Winsconsin)
Durata show: 48:51
Rating: 2.7 (vs Nitro #41: 3.3)

A King of the Ring ’96 è nata una nuova stella della World Wrestling Federation, Stone Cold Steve Austin. Questo è lo show della sera seguente, il primo di quattro registrazioni che segnano anche le ultime apparizioni di Ultime Warrior a Raw.

Ahmed Johnson vs. Hunter Hearst Helmsley
HHH è in un periodo di buona popolarità ma di pessimi risultati, qui affronta il nuovo campione intercontinentale. Il match non è interessante e anzi non regala alcun momento valido. Goldust viene intervistato durante la sfida e pare essere interessato a riprendere la rivalità con Undertaker. Johnson fatica a ottenere la vittoria ma ci riesce per schienamento in 8 minuti e 45 secondi. 5-/10, un match deludente e noioso, che è combattuto eppure non riesce mai a risultare convincente.

Dok Hendrix intervista Johnson, che è fiero di essere il primo campione intercontinentale afroamericano ma lui difenderà la cintura non solo per una razza ma per tutto il pubblico perché vuole essere il campione della gente.

Jerry Fox & The Brooklyn Brawler vs. The Body Donnas (Skip & Zip) (w/Kloudi)
I Body Donnas hanno con loro un uomo vestito da donna per “imitare” Sunny, Kloudi, mentre la vera Sunny è al tavolo di commento a seguire la sfida. Ovviamente è un match a senso unico e i Body Donnas vincono per schienamento in 3 minuti e 55 secondi. Squash.

Kloudi mette in fuga Sunny al termine del match, segmento stupido.

Viene annunciato Shawn Michaels contro Marty Jannetty per il prossimo episodio di Raw.

Aldo Montoya, Barry Horowitz & Savio Vega vs. Camp Cornette (Owen Hart, The British Bulldog & Vader) (w/Diana Hart-Smith & Jim Cornette)
Com’è finito Savio Vega a far squadra con due compagni che sono lì solo per subire attacchi? Solo lui tiene il confronto sul ring, per il resto è la solita sfida a senso unico e Owen Hart sottomette Montoya dopo 4 minuti e 20 secondi. Squash.

Brian Pillman, ancora in stampelle dal debutto, si rivolge a McMahon e dice che vuole ‘i suoi soldi’. Un altro sottile riferimento alla reale posizione nella federazione del suo vero gestore.

Steve Austin vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
Territorio di prova per Stone Cold contro uno fra i volti più iconici della federazione. Jerry Lawler provoca Paul Bearer per cercare di fargli ‘ammettere’ che ha causato lui la sconfitta di Undertaker colpendolo con l’urna. Il match è standard, senza particolari qualità e con molte fasi a terra. Goldust interviene e si siede al tavolo di commento, poi va a causare la vittoria per squalifica ad Undertaker. 6-/10, purtroppo non è il confronto che ci si aspetterebbe fra loro e anche il finale è privo di mordente.

Paul Bearer è preoccupato dalla reazione di Undertaker nei suoi confronti, ma gli mostra gratitudine appena lui alza l’urna al cielo.


Voto finale: 3/10, Raw fallisce su tutti i fronti con questa puntata, credendo che basti essere in diretta per reggere il confronto con Nitro, invece non offre particolari ragioni per seguire l’episodio. C’è il primo Undertaker contro Steve Austin che sicuramente è interessante all’apparenza. Due match squash di lunga durata e un noioso Ahmed Johnson contro HHH. Insomma… è una puntata di respiro dopo King of the Ring, ma non risulta mai piacevole. Grave ritorno indietro nel tempo per Raw a quando lo show era quasi inguardabile.

venerdì 19 maggio 2017

Recensione TNA Final Resolution 2005 (16 gennaio 2005)

Recensione TNA Final Resolution 2005
16 gennaio 2005 da Orlando (Florida)

Primo evento del 2005, un anno cardine per la trasformazione della TNA nella seconda federazione sul territorio americano.
Jeff Jarrett parla dei tre potenziali sfidanti al titolo, Monty Brown, Diamond Dallas Page e Kevin Nash, li svaluta e si considera il campione NWA, perciò nessuno di loro può inserirsi nel suo mondo.

3 Live Kru (BG James, Konnan & Ron Killings) vs. Christopher Daniels, Kazarian & Michael Shane
Voto: 6+/10. Si parte con un match Trio da Lucha Libre, che regala buoni momenti anche se non rimane memorabile. Daniels ha le fasi migliori della sfida, mentre Konnan sembra in grado gestire la situazione. Nel finale i 3 Live Kru dominano sul ring e vanno a chiudere su Kazarian in 8 minuti e 15 secondi. Si parte con un match più che sufficiente, focalizzato sugli spot più che sul resto.

Dusty Rhodes indice una caccia nel backstage fra Trinity e Tracy per trovare la sua segretaria personale. Seguiranno una serie di brevi segmenti poco divertenti.

Primetime vs. Sonjay Dutt
Voto: 6.5/10. Come match da X-Division non è elettrizzante, c’è qualche buona mossa perché entrambi i lottatori hanno talento, ma la psicologia è ai minimi livelli ed Elix Skipper non sembra nel match ideale per esibire le sue piene capacità. Dopo un equilibrio generale, Primetime chiude per schienamento in 10 minuti e 1 secondi. Sfida debole che dura anche troppo per quello che offre. Dutt rimane comunque una garanzia per vedere qualcosa di innovativo.

DDP e Kevin Nash hanno un dialogo serio in vista della sfida che li vedrà protagonisti. La loro amicizia è messa a rischio dal desiderio di arrivare al successo.

Dustin Rhodes vs. Kid Kash
Voto: 7.5/10. Questo è uno dei migliori match di Rhodes in TNA, funziona bene contro Kid Kash e la combinazione regala ottimi minuti di Wrestling. Il membro della X-Division mette in difficoltà Dustin, ma lui riesce a chiudere per schienamento in 10 minuti e 8 secondi. Molto meglio di ogni aspettativa, c’è stato grande impegno da parte dei lottatori.

Erik Watts vs. Raven
Voto: 4.5/10. Ormai ho visto diversi match di Watts e continuo a pensare di non averne visto uno sufficiente. Ricordo quando era considerato il futuro della WCW (da suo padre) e poi si è trovato in un ruolo sempre più secondario. Nemmeno questo con Raven si salva nonostante sia lui a gestire la sfida impostandola sul piano della rissa. A parte la lunghezza eccessiva, non c’è un solo momento che mi abbia catturato l’attenzione. Watts vince per schienamento dopo 10 minuti e 21 secondi. Noioso, nonostante la storia presentata prima della sfida sia interessante.

Raven cerca di riappacificarsi con Watts, e poi lo getta giù dalla rampa per prendersi la sua rivincita.

Jeff Hardy vs. Scott Hall (Special Referee: Roddy Piper)
Voto: 5-/10. Come sempre, Roddy Piper riesce a comportarsi in modo da irritare entrambi i lottatori nelle vesti di arbitro. Solo che alla fine fa una scelta precisa e si oppone a Hall, permettendo a Jeff Hardy di vincere per schienamento in soli 5 minuti e 42 secondi. Il carisma di Hall e Piper è buono, ma il resto della sfida non lo è.

Jeff Hardy dopo la vittoria lancia una sfida a Jeff Jarrett per la cintura NWA (che fra l’altro potrebbe perdere stasera). Nemmeno finisce di parlare che Abyss lo assale con la Black Hole Slam.

NWA World Heavyweight Title #1 Contendership Match: Diamond Dallas Page vs. Kevin Nash vs. Monty Brown [Three Way Elimination Match]
Voto: 6/10. Il protagonista della sfida è Monty Brown, che si è da poco ribellato a Jeff Jarrett per seguire il suo percorso. DDP e Nash sono grandi amici finché DDP non lo elimina, a quel punto Nash si vendica e lo attacca. Nel finale Brown connette con la Pounce e schiena Page dopo 9 minuti e 41 secondi. Una sfida nella norma, godibile perché non ha mai dei momenti morti. Brown sembrava davvero lanciato per diventare una grande stella della federazione.

NWA World Tag Team Title Match: Team Canada (Bobby Roode & Eric Young) (w/Scott D'Amore) (c) vs. America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm)
Voto: 9+/10. Quando un match di coppia dura quasi 20 minuti, sappiamo che deve trattarsi di due team capaci di gestire così tanto tempo sul ring. Sia gli AMW che il Team Canada sono al pieno della loro popolarità, ci sono parecchie mosse di squadra e ottime idee impiegate. Considerati i suoi tanti interventi, Scott D’Amore viene ammanettato a bordo ring. Johnny Devine interviene per aiutare i compagni del Team Canada ma non basta il suo intervento. Si va ancora per le lunghe e Devine colpisce con una sediata Eric Young per errore, così gli AMW vincono per schienamento in 19 minuti e 9 secondi. Uno fra i migliori match di coppia che ho mai visto, grande psicologia e nessun bisogno di manovre incredibili per sorprendere. Wrestling vecchia scuola, che funziona benissimo e regala tante sorprese e un finale soddisfacente.

Dusty Rhodes non riesce a risolvere il problema di Tracy e Trinity che competono fra loro, perciò decide di organizzare un match fra un Team Tracy e un Team Trinity con loro due a organizzare le squadre.

TNA X-Division Title Match: Petey Williams (w/Scott D'Amore) (c) vs. AJ Styles vs. Chris Sabin [Ultimate X Match]
Voto: 10/10. Magari non è ricordato come tanti altri match di AJ Styles, ma questo è un capolavoro, una sfida esaltante dall’inizio alla fine, accompagnata da un commento adrenalinico da parte di Tenay e West. Parecchie combinazioni a tre lottatori, counter epici, manovre rischiose (AJ ha rischiato di rompersi una caviglia durante un volo all’esterno). Sabin e Williams non sono da meno, entrambi capaci di grandi manovre. AJ Styles riesce a recuperare la cintura dopo 20 minuti e 1 secondo. Un match spettacolare, faccio solo l’esempio di AJ che cade per il dolore al braccio e Petey Williams lo attende per connettere con la Canadian Destroyer. 20 minuti di ottime idee che portano la X-Division a diventare l’attrazione principale della federazione.

Kevin Nash incontra Jeff Jarrett e dice di volere un match titolato contro di lui, ma viene tenuto lontano dalla security.

NWA World Heavyweight Title Match: Jeff Jarrett (c) vs. Monty Brown
Voto: 5.5/10. Jeff Jarrett è il fulcro della TNA dall’apertura della federazione, e anche qui è ancora il numero 1, l’uomo da battere, che ottiene le vittorie in qualsiasi modo. Purtroppo questo rende il match qualcosa di già visto, alla fine la battaglia personale conta ben poco ed il senso della sfida è che Jarrett cerca di barare per vincere, Brown cerca di avvantaggiarsi a sua volta e arriva un secondo arbitro, ma troppo lentamente. Dopo aver fallito tante volte Jarrett vince con uno schienamento dopo 16 minuti e 17 secondi. Guardabile e a volte godibile, ma sa di già visto tante volte. Un’altra vittoria per Double J in un regno forse eccessivamente lungo (va avanti da giugno 2004). Monty Brown appare presto stanco e fatica a reggere il ritmo della sfida.


Voto finale: 7.5/10, a parte un main event deludente risulta un evento con alcuni ottimi match, ho dato 5 stelle (voto 10) all’Ultimate X match per via dell’incredibile spettacolo offerto e anche il match per le cinture di coppia è grandioso, due sfide da 20 minuti l’una capaci di regalare grandi momenti al pubblico. Come se non bastasse, Elix Skipper contro Sonjay Dutt e Kid Kash contro Dustin Rhodes sono due buoni match, coinvolgenti. Il resto (che copre un’ora piena) non è granché, segmenti mediocri che dovrebbero far ridere ma non strappano nemmeno un sorriso, match veramente mal riusciti. Poteva essere un evento capace di fare la differenza e diventare ‘incredibile’, ma qualcosa lo trattiene. Emerge una netta superiorità della divisione tag team e di quella X-Division sul resto, tutta la zona ‘main event’ invece soffre di problemi. Kevin Nash, Scott Hall, DDP, Jeff Jarrett non sembrano in grado di garantire uno spettacolo coinvolgente, mentre Monty Brown e Jeff Hardy sono un po’ bloccati da questa situazione.

giovedì 18 maggio 2017

Recensione King of the Ring 1996 (23 giugno 1996)

Recensione King of the Ring ‘96
23 giugno 1996 da Milwaukee (Winsconsin)
Durata show: 2:49:35

“Talk about your Psalms, talk about John 3:16… Austin 3:16 says I just whipped your A**!”

Un evento storico, non tanto al momento ma per le ripercussioni che ha avuto sulla carriera di uno dei lottatori coinvolti nel torneo. Ma procediamo passo dopo passo. Vince McMahon e Jim Ross sono i commentatori dell’evento e con loro si aggiunge anche Owen Hart. Nel pre-show i Body Donnas sconfiggono i New Rockers.

King Of The Ring 1996 Semi Final Match
Marc Mero (w/Sable) vs. Steve Austin
Un buon confronto fra lottatori abili sul ring, in particolare Mero sembra scatenato anche se apprezzo ancora di più la psicologia sul ring di Stone Cold. La sfida è intensa, non ci sono molti momenti di pausa, e si chiude con la combinazione finale Stun Gun – Stunner, con Steve Austin che vince per schienamento in 16 minuti e 49 secondi. 8/10, un round iniziale che mantiene le aspettative, nessuna grande sorpresa ma un confronto valido. Adatto al ruolo di semifinale del torneo.

King Of The Ring 1996 Semi Final Match
Jake Roberts vs. Vader (w/James E. Cornette)
Wrestling spazzatura, Vader è ottimo ma qui non ne esce bene, Roberts sta per vincere con una DDT ma durante la caduta Vader colpisce l’arbitro e viene squalificato dopo 3 minuti e 34 secondi. 4/10, pessima idea, pessimo modo per far squalificare un lottatore.

Vader si scatena attaccando Jake Roberts e rovinando così la finale del torneo perché il lottatore è in pessime condizioni dopo l’attacco.

Intervista agli Smoking Gunns, ora gestiti da Sunny, che è infastidita che i Godwinns stanno facendo di tutto per umiliarla.

WWF World Tag Team Title Match: The Smoking Gunns (Bart Gunn & Billy Gunn) (w/Sunny) (c) vs. The Godwinns (Henry O. Godwinn & Phineas I. Godwinn) (w/Hillbilly Jim)
Confrontare la categoria di coppia con quella WCW vede questa nettamente in svantaggio, non c’è alcun interesse in un confronto fra Smoking Gunns e Godwinns. Però la qualità sul ring non è pessima, ma il pubblico è solo interessato in Sunny. Dopo 10 minuti e 10 secondi che sembrano interminabili, gli Smoking Gunns ottengono uno schienamento che pone fine a una sfida mediocre. 5-/10, guardabile, ma nulla più di questo, la divisione di coppia è da ristrutturare da zero a questo punto.

Intervista a Jim Cornette e British Bulldog, entrambi sicuri che avere Mr. Perfect come arbitro speciale nel main event li porterà al trionfo su Shawn Michaels.

Jerry Lawler si siede sul trono del King of the Ring e afferra lo scettro, perché lui è già The King. Poi insulta il pubblico locale in modo divertente in attesa dell’arrivo del suo avversario.

Jerry Lawler vs. The Ultimate Warrior
Come sempre il pubblico impazzisce per Ultimate Warrior, al suo ultimo match in un pay per view della WWF. Lawler lo attacca con lo scettro prima che il match abbia inizio per avvantaggiarsi. Dopo aver attaccato soltanto lui, esegue il Piledriver, ma Warrior ne esce rinvigorendosi per poi scatenarsi e vincere per schienamento in 3 minuti e 50 secondi. 4/10, ma era prevedibile che sarebbe stato un match orrendo e breve.

Gorilla Monsoon, come presidente esecutivo della federazione, permette a Jake “The Snake” Roberts di partecipare alla finale del King of the Ring nonostante le pessime condizioni fisiche.

Mankind vs. The Undertaker (w/Paul Bearer)
La sfida è una rissa totale, con poche mosse di Wrestling e grande intensità, in particolare nelle fasi esterne al ring. Da questi due lottatori ci si può aspettare solo il meglio, e infatti non deludono. Nel finale è decisivo Paul Bearer, che toglie l’urna presa da Mankind e cerca di usarla contro di lui, ma colpisce per errore Undertaker e Mankind chiude per sottomissione dopo 18 minuti e 21 secondi. 7.5/10, una fra le rare sconfitte per sottomissione di Undertaker, e un match adatto per mostrare che Mankind è diverso dai tanti avversari mandati contro The Phenom e poi annientati uno dopo l’altro.

Breve intervista a Mr. Perfect, che come arbitro del main event farà il suo dovere, cioè aiutare British Bulldog a sconfiggere Shawn Michaels.

WWF Intercontinental Title Match: Goldust (w/Marlena) (c) vs. Ahmed Johnson
La storia di questa rivalità è ridicola, ma tutto attorno a Goldust assume dei toni grotteschi. Johnson è furioso perché l’avversario lo ha baciato per ‘rianimarlo’ quando lui aveva perso i sensi, e quindi fra i due c’è una rivalità intensa. Il match è lento e pieno di prese statiche, questi due lottatori non sembrano avere la giusta compatibilità sul ring. Goldust cerca di sfruttare un vantaggio psicologico, ma Johnson è forte fisicamente e vince per schienamento in 15 minuti e 34 secondi, diventando campione intercontinentale. 5+/10, poteva uscire meglio e per diversi minuti è noioso, il risultato finale comunque è valido.

Ahmed Johnson festeggia con i fan la vittoria della cintura intercontinentale.

“The Loose Cannon” Brian Pillman va giù duro con le parole insultando la folla e usando insulti rari all’epoca, dicendo poi che Pillman dice quello che vuole e provoca i lottatori della federazione. Tutto funzionerebbe bene se non avessero mostrato un filmato della firma del contratto la settimana prima, ma rimane uno fra i migliori al microfono.

King Of The Ring 1996 Final Match
Jake Roberts vs. Steve Austin
Una finale breve e non ispirata, con Jake Roberts in netta difficoltà a causa dei danni subiti da Vader. Austin ha una vittoria facile con la Stunner dopo 4 minuti e 28 secondi. Squash, perché potenzialmente questa è la peggiore finale del torneo di sempre, totalmente a favore di un solo lottatore.

Arriva la celebrazione di Steve Austin come nuovo King of the Ring ed è Dok Hendrix a intervistarlo. C’è il famoso promo del Stone Cold 3:16, veramente grandioso.

WWF World Heavyweight Title Match: Shawn Michaels (w/Jose Lothario) (c) vs. The British Bulldog (w/Diana Hart-Smith & James E. Cornette) [(Special Outside Referee: Mr. Perfect)]
Il main event è di ottimo livello, finalmente il giusto confronto fra Shawn Michaels e British Bulldog. C’è da dire che la fase veramente interessante è quella degli ultimi 10 minuti, mentre prima è particolarmente lenta e con pochi momenti memorabili. HBK stordisce Bulldog con la Sweet Chin Music e va a schienarlo, Mr. Perfect conta insieme all’arbitro principale ma viene tirato fuori da Owen Hart, mentre l’altro arbitro dà la vittoria a Michaels dopo 26 minuti e 25 secondi. 8.5/10, non è perfetto ma è sicuramente uno di quei match da vedere, dove conta molto la capacità di raccontare una storia sul ring e qui tutti fanno il loro dovere in modo fantastico.

British Bulldog e Owen Hart attaccano Shawn Michaels al termine del match, ma Ahmed Johnson arriva ad aiutarlo, fermando i loro attacchi. Vader distrugge Johnson, poi Ultimate Warrior giunge in aiuto di Johnson e Michaels, costringendo alla fuga il Camp Cornette in chiusura di evento.


Voto finale: 7/10, il torneo appare marginale rispetto alle edizioni precedenti del King of the Ring, si limita a due semifinali e finale, di cui un match impegnato (Steve Austin contro Marc Mero) e altri due brevi e poco interessanti con Jake Roberts, purtroppo in pessima forma fisica. Tuttavia la cerimonia di premiazione di Stone Cold regala sia la nascita del Stone Cold 3:16 che il “and that’s the bottom line…” Insomma, il personaggio nasce lì, e vista l’importanza che avrà nei prossimi cinque anni si può dire che sia un evento importante sul lato storico. La qualità dei match in generale è abbastanza bassa, con alcune eccezioni. La rivalità fra Undertaker e Mankind è molto valida, quella fra Goldust e Ahmed Johnson era migliore fuori dal ring, mentre Shawn Michaels e British Bulldog arrivano alla resa dei conti in un match di alto livello come c’era da aspettarsi da loro. Ma è anche l’evento di Lawler vs Warrior e di un match di coppia brutto. Insomma, non proprio un ottimo pay per view, con alcuni punti alti e altrettanti punti bassi. Di sicuro questo evento viene ricordato per l’epico promo di Steve Austin, o per il discorso aggressivo e poco ‘all ages’ di Brian Pillman, ma siamo ancora nel pieno dell’era titolata di Shawn Michaels, che rimane il lottatore di punta della federazione.