martedì 19 giugno 2018

Recensione WWE Money In The Bank 2018 (17 giugno 2018)


Recensione WWE Money In The Bank 2018
17 giugno 2018 da Rosemont (Illinois)
Durata show: 4:14:20

Arriva uno degli eventi principali della federazione, almeno per come è stato in grado di portare cambiamenti nella federazione negli anni precedenti. L’evento dura oltre le 4 ore. Personalmente il mio interesse è tutto rivolto a AJ Styles contro Nakamura, e ai due MITB match.

Big Cass vs. Daniel Bryan
Voto: 6-/10. Il match d’apertura ha due elementi d’analisi, l’impegno sempre costante di Daniel Bryan, che è chiaramente felice di poter tornare a lottare, e una fallimentare carriera da singolo per Big Cass, che non riesce ad esprimersi e peggio ancora non suscita interesse. Bryan sottomette Cass dopo 16 minuti e 20 secondi. Il match è troppo lungo, non mi sarebbe dispiaciuto se fosse durato anche soltanto due minuti per quello che aveva da offrire. Non è un opener ben riuscito, ma è al limite della sufficienza perché appunto la passione di Daniel Bryan e il tifo del pubblico per lui non sono da trascurare.

Bobby Lashley vs. Sami Zayn
Voto: 5/10. Ho parlato di volere una sfida breve nell’analisi precedente, ma no, qui invece avrebbe avuto senso vedere Zayn infierire e Lashley conquistare il pubblico e ottenere una vittoria sudata. Ovviamente non è andata così e ci siamo trovati di fronte a un match quasi a senso unico, con il dominio di Lashley che vince per schienamento in 6 minuti e 35 secondi. Considerato che anche la loro rivalità è fra le peggiori dell’anno, spero che non ci siano ulteriori tappe.

Elias ha la sua tipica performance con la chitarra e scherza con il pubblico, provocandolo.

WWE Intercontinental Title: Seth Rollins (c) vs. Elias
Voto: 7.5/10. Se Elias è in rampa di lancio già da inizio anno, trovo Seth Rollins decisamente usato al di sotto delle sue possibilità, in questo momento lui e Braun Strowman sono le uniche persone che vedrei degne di andare contro Brock Lesnar a Summerslam per il titolo Universal. Il match risulta piacevole da seguire, Rollins ed Elias hanno un’intesa perfetta sul ring, continuano a rubare la scena ai lottatori più “di prestigio” grazie alle loro performance. Rollins vince con uno schienamento veloce in 17 minuti, e se tanti anni di passione per il Wrestling valgono più di tanti ragionamenti, direi che significa che fra loro la rivalità continuerà. L’unica critica al match è che il pubblico è rimasto in silenzio per buona parte del tempo.

Alexa Bliss vs. Becky Lynch vs. Charlotte Flair vs. Ember Moon vs. Lana vs. Naomi vs. Natalya vs. Sasha Banks [Money In The Bank Ladder Match]
Voto: 7.5/10. Ricordate il primo MITB femminile e il modo ridicolo in cui si era concluso? Ecco, stavolta non c’è più quel problema, qui sono presenti la maggior parte delle lottatrici della federazione. La sfida è di buon livello, con alcuni momenti veramente ben riusciti, oltre a mantenere sempre la sensazione che ci siano diverse lottatrici che possono arrivare alla vittoria. Nel finale è Alexa Bliss a recuperare la valigia e vincere in 18 minuti e 30 secondi.

Jinder Mahal (w/Sunil Singh) vs. Roman Reigns
Voto: 4/10. Il pubblico è disinteressato alla sfida e comincia a fare cori su tutt’altro. Lo trovo comprensibile perché Mahal è stato un lottatore che ha raggiunto alti livelli senza mai dare l’impressione di meritare, mentre Roman Reigns è contestato da molti. In questo caso anche la sfida appare insipida e dura troppo, le fasi di dominio di Mahal sono pessime e poco ispirate. Roman vince per schienamento in 15 minuti e 40 secondi, chiudendo questo match pesante da seguire. Evitabile.

WWE SmackDown Women's Title: Carmella (c) vs. Asuka
Voto: 6/10. Non è il match più tecnico che si possa immaginare ma serve al suo scopo di raccontare una storia. Durante la sfida compare una persona con la vestaglia e la maschera dell’ingresso di Asuka, che si ferma a guardare, viene rivelata l’identità e si tratta di… James Ellsworth. Carmella se ne approfitta e schiena Asuka in 11 minuti e 10 secondi.  Abbastanza divertente anche se può essere visto come un modo semplice per non avere un risultato netto.

WWE Title: AJ Styles (c) vs. Shinsuke Nakamura [Last Man Standing Match]
Voto: 8.5/10. A volte penso che dovrei ridurre le mie aspettative, da quando è iniziata la rivalità mi aspettavo un match intenso e spettacolare come quello fra loro a Wrestlekingdom, ma non è mai arrivato. Il fatto è che non serve nemmeno che arrivi, la storia ha preso una direzione diversa, di battaglia personale a colpi di carisma… e a colpi bassi! Il Last Man Standing è stato molto classico nella prima metà, è difficile evidenziare parti veramente belle nei primi 15 minuti, ma poi è diventato sempre più avvincente, mosse epiche dentro e fuori dal ring e i due lottatori che continuano a rialzarsi. Nakamura ormai malridotto che urla “c’mon” è stato epico, così come il Flying Forearm finale che ha visto la vittoria di AJ Styles in 31 minuti e 15 secondi. Purtroppo non riesco ad andare oltre perché penso che il loro talento non sia mai stato usato ai massimi livelli, ma sicuramente questa è la migliore sfida dell’evento.

WWE RAW Women's Title: Nia Jax (c) vs. Ronda Rousey
Voto: 7-/10. Per gran parte del match sembra una sfida a senso unico, Nia Jax domina con la sua forza fisica, ma poi Ronda Rousey ha la reazione attesa e sta per vincere… ma interviene Alexa Bliss con la valigia a far vincere Nia per squalifica in 11 minuti e 5 secondi.

Alexa Bliss attacca entrambe le lottatrici con la valigia e fa partire l’incasso del MITB da poco vinto.

WWE RAW Women's Title: Nia Jax (c) vs. Alexa Bliss
Senza voto. In 35 secondi Alexa Bliss schiena Nia Jax e ottiene la cintura femminile. Un momento inatteso direttamente in questo evento.

Bobby Roode vs. Braun Strowman vs. Finn Balor vs. Kevin Owens vs. Kofi Kingston vs. Rusev vs. Samoa Joe vs. The Miz [Money In The Bank Ladder Match]
Voto: 8+/10. Un main event divertente, il tipo di MITB match che piace vedere a me, ricco di azione e coinvolgimento da parte dei lottatori. Miz all’inizio cerca di sfruttare il pestaggio generale su Strowman (con le scale) per provare a prendere la valigia, ecco, quella è un’ottima idea, ci vogliono momenti del genere. Penso che come stipulazione sia una fra le più semplici per garantire spettacolo e si basa sul trucco della presenza multipla, questo significa che se ogni match può sembrare molto bello, alla fine dei conti è come una sfida ripetuta più e più volte negli anni. Ciò non toglie che i momenti spettacolari non mancano mai. Owens è protagonista di una caduta dalla scala al tavolo che per l’inquadratura risulta ancora più pericolosa (anche se in realtà è un volo tipico). Kofi Kingston ancora una volta si inserisce bene in sfide del genere, ma il vincitore è quello che mi aspettavo, Braun Strowman, che ottiene la valigia dopo 20 minuti. Il risultato appare scontato ma giusto, se c’è un lottatore da lanciare al top quello è lui.

Voto finale: 7/10, dai voti potrebbe sembrare un evento di alto livello, ma non è così. Il senso di pesantezza è evidente quando una sfida fallimentare come Roman contro Mahal dura oltre 15 minuti di vuoto, risultando indegna. Lashley contro Sami Zayn è deludente, Daniel Bryan purtroppo ha in Bis Cass un avversario insipido che fallisce nel ruolo che gli è stato affidato, risultando esagerato. Però abbiamo anche una facciata molto bella di questo Money in the Bank, basta vedere due sfide per la valigia entrambe convincenti quanto serve, e un confronto fra AJ Styles e Shinsuke Nakamura che non è adatto agli amanti del purismo ma trasuda carisma. Seth Rollins ed Elias fanno grandi cose nell’undercard, mentre le sorprese si susseguono, prima con il ritorno di James Ellsworth, e poi con Alexa Bliss che vince la valigia e la incassa nella stessa sera, togliendo a Ronda Rousey il suo grande momento (che probabilmente arriverà a Summerslam). Sicuramente si poteva fare di meglio, ma tutto sembra portare a una direzione ben definita e soprattutto è l’evento che corona Braun Strowman a livelli alti.

giovedì 14 giugno 2018

Recensione TNA No Surrender 2005 (17 luglio 2005)


Recensione TNA No Surrender 2005
17 luglio 2005 da Orlando (Florida)

Raven è diventato campione mondiale NWA nel King of the Mountain match ed è alla sua prima difesa titolata contro “The Monster” Abyss.

Alex Shelley & Matt Bentley (w/Traci) vs. America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm)
Voto: 7+/10. Gli AMW sono un team eccellente, mentre Shelley e Bentley non hanno grande affinità ma almeno hanno buone mosse. Ne esce un match buono, Shelley cerca di rubare la vittoria ma non ci riesce ed è Storm a chiudere in 11 minuti e 47 secondi per portare la vittoria agli AMW.

Elix Skipper vs. Mikey Batts vs. Shark Boy vs. Sonjay Dutt [Super X Cup Qualification Match]
Voto: 6/10. Sfida sufficiente, di sicuro non è un match memorabile e perfino il sempre ottimo Sonjay Dutt non si distingue tantissimo, con tanto spazio lasciato a Shark Boy. Dutt vince per schienamento in 8 minuti e 22 secondi, qualificandosi al torneo Super X. Batts continua ad essere indietro nella qualità rispetto agli avversari.

David Young & Simon Diamond vs. Apolo & Sonny Siaki
Voto: 5/10. Un match decisamente mediocre, ma non tremendo, non amo il team di Young e Diamond, la sfida è breve e indolore, con la vittoria di Siaki ed Apolo in 5 minuti e 32 secondi. Sicuramente è la sfida dal minore potenziale della card.

Chris Sabin vs. Samoa Joe
Voto: 8+/10. Un match intenso che vede finalmente Samoa Joe faticare per superare Chris Sabin, in un momento di forma perfetta. La sfida è sicuramente avvincente e solo nel finale Joe vince dopo 14 minuti e 2 secondi. Un match degno del periodo ottimo della X-Division.

Lance Hoyt & The Naturals (Andy Douglas & Chase Stevens) (w/Jimmy Hart) vs. Team Canada (A1, Bobby Roode & Eric Young)
Voto: 6.5/10. I Naturals stanno vivendo il maggiore periodo di successo mentre il Team Canada risulta efficace ma qui non ha Scott D’Amore a bordo ring, e infatti i tentativi di truffare per vincere non funzionano per parecchio tempo. Lance Hoyt è una buona aggiunta per il team dei Naturals, ma alla fine la furbata del Team Canada e arriva la vittoria per schienamento dopo 14 minuti e 44 secondi. Penso comunque che sarebbe stato migliore un match di coppia.

The Outlaw cambia nome in Kip James in onore dell’amico BG James.

3 Live Kru (Konnan & Ron Killings) vs. Kip James & Monty Brown [No Disqualification Tag Team Street Fight]
Voto: 5/10. Un altro match che funziona a metà ma è passabile per via di una storia divertente che vede i 3 Live Kru vicini alla rottura, con BG James ormai confuso, che non sa come comportarsi. Monty Brown schiena Ron Killings in 5 minuti e 20 secondi.

Kip James vuole che BG James tradisca Ron Killings e i 3 Live Kru, dandogli una sedia, ma lui si rifiuta di usarla e si allontana.

AJ Styles vs. Sean Waltman [Special Referee: Jerry Lynn]
Voto: 8/10. Uno scontro fra un veterano e una stella della federazione, che risulta efficace per tutta la sua durata. Gli ultimi due minuti sono spettacolari e fanno salire la qualità del match. Waltman ha qualche contrasto con Jerry Lynn, che lo scalcia dalle corde ed AJ Styles vince per schienamento in 14 minuti e 37 secondi.

TNA X-Division Title: Christopher Daniels (c) vs. Petey Williams (w/A1)
Voto: 8.5/10. Una sfida davvero intensa, con un livello davvero alto. Dopo un lungo equilibrio, i lottatori provano a barare, prima ci prova Petey Williams ma non riesce, mentre Daniels lo colpisce con una catena e poi vince per schienamento in 16 minuti e 24 secondi. Sembra una serata davvero incredibile per la X-Division.

NWA World Heavyweight Title: Raven (c) vs. Abyss [No Surrender Chain Match]
Voto: 6.5/10. Non è un match entusiasmante, è la tipica rissa hardcore piena di oggetti con le immancabili puntine da disegno. Tuttavia risulta comunque piacevole, il regno di Raven prosegue ancora quando schiena Abyss dopo 19 minuti e 17 secondi. La stipulazione con i lottatori legati da una catena non è delle migliori, però i lottatori svolgono un buon lavoro sul ring.

Jeff Jarrett si presenta sullo stage per avvertire Raven di guardarsi alle spalle. Debutta in TNA Rhino, che lo colpisce con la Gore e lo lascia KO sul ring, schierandosi dalla parte di Double J.

Voto finale: 8/10, un evento dominato dall’azione incredibile della X-Division nel suo periodo migliore. Christopher Daniels, AJ Styles, Petey Williams, Samoa Joe e gli altri lottatori fanno di tutto per renderla l’attrazione principale della federazione, e ci riescono ancora una volta. Di sicuro sfide come quella dei 3LK sono solo di contorno di fronte a quanto riesce a fare la X-Division. Raven e Abyss hanno un main event che non è fra i migliori, ma pur sempre non si rimpiange l’assenza di Jeff Jarrett, che tuttavia compare in chiusura di show con l’arrivo, non troppo a sorpresa, di Rhino, un altro lottatore che può dar molto nelle sfide Hardcore. Di sicuro è un evento divertente e facile da raccomandare perché intrattiene dall’inizio alla fine.

lunedì 7 maggio 2018

Recensione WWE Backlash 2018 (06 maggio 2018)


Recensione WWE Backlash 2018
06 maggio 2018 da Newark (New Jersey)
Durata show: 3:27:37

WWE Intercontinental Title: Seth Rollins (c) vs. The Miz
Voto: 8/10. Da questi due lottatori è facile aspettarsi un buon match. La sfida si mantiene lenta ma mai noiosa, anzi, ha alcuni momenti intensi e uno scambio interessante di mosse. Nel finale Rollins vince per schienamento in 20 minuti e 30 secondi, ma pare subire un brutto infortunio al ginocchio. Penso in ogni caso che sia l’ultimo capitolo della loro rivalità. Questo è ciò che intendo per un match ben gestito.

WWE RAW Women's Title: Nia Jax (c) vs. Alexa Bliss
Voto: 5.5/10. C’è disinteresse da parte mia per questo match, per me si poteva chiudere tutto a Wrestlemania e non proseguire, ne esce un match poco convincente, con un pubblico distratto e un potenziale non sfruttato. Nia Jax vince per schienamento in 10 minuti e 20 secondi.

WWE United States Title: Jeff Hardy (c) vs. Randy Orton
Voto: 6.5/10. Non mi impressiona questa serie di sfide fra Hardy e Orton, o meglio nel 2008 era una rivalità intensa e piacevole, ma dieci anni dopo la trovo accettabile e nulla più di questo. Ci sono persone che adorano Randy Orton sul ring, io invece mi annoio facilmente quando rallenta il ritmo della sfida. Inoltre non c’è una fase davvero capace di catturare l’attenzione, Hardy vince per schienamento in 12 minuti e mantiene la cintura.

Elias cerca di esibirsi sul ring con la chitarra, prima viene interrotto dai tre membri del New Day, poi da Rusev ed Aiden English, dopo da No Way Jose, infine da Bobby Roode, che lo stordisce con la Glorious DDT. Il segmento mi è sembrato interminabile.

Big Cass vs. Daniel Bryan
Voto: 6/10. Mi fa piacere rivedere Daniel Bryan sul ring, anche se questo non è di certo un match che cattura l’attenzione. Big Cass continua a sembrarmi pessimo, ma almeno è Bryan a gestire la sfida e vince per sottomissione in 7 minuti e 45 secondi.

Big Cass non è soddisfatto del risultato e attacca Daniel Bryan al termine della sfida.

WWE SmackDown Women's Title: Carmella (c) vs. Charlotte Flair
Voto: 6/10. Una sfida femminile migliore della precedente ma ancora senza particolari pregi. Piacevole da seguire ma nulla più di questo, Carmella vince per schienamento in 9 minuti e rimane campionessa.

WWE Title: AJ Styles (c) vs. Shinsuke Nakamura [No Disqualification Match]
Voto: 7-/10. Un No DQ piuttosto soft se devo dire come la penso, viene usata una sedia ma non è granché per l’offensiva dei due lottatori. Ci sono delle fasi interessanti dove l’azione si fa intensa, ma la parte finale abbassa il valore della sfida con la lotta di Low Blow in cui entrambi si demoliscono a vicenda e scatta il No Contest dopo 21 minuti e 5 secondi. Sembra un vero spreco perché è già il secondo risultato senza vincitori di fila dopo Greatest Royal Rumble. Sicuramente voglio veder proseguire la rivalità ma penso che ancora una volta non sia emerso il potenziale del match.

Bobby Lashley & Braun Strowman vs. Kevin Owens & Sami Zayn
Voto: 6-/10. Zero interesse del pubblico, ormai ridotto a seguire le sfide meno attese per ultime. Il team di Strowman e Lashley non ha alcun senso. Ci sono screzi fra Kevin Owens e Sami Zayn, che lancia il compagno sul ring dopo un battibecco, e lui fa lo stesso. L’unica parte utile della sfida è proprio questa. Lashley schiena Owens dopo 8 minuti e 40 secondi.

Kevin Owens subisce un pestaggio anche a sfida conclusa e Sami Zayn non fa nulla per evitarlo, però viene recuperato e colpito anche lui.

Roman Reigns vs. Samoa Joe
Voto: 4/10. Un match deludente, indegno di essere il main event dell’evento per diverse ragioni. Durante la sfida si vedono le persone abbandonare l’arena, altre fanno cori di derisione e chi più perde da tutto questo è Samoa Joe, che invece di crescere di status risulta rovinato dall’atmosfera di disinteresse. Il match non è così orrendo, ma non è nemmeno guardabile a causa di un pubblico annoiato. Roman vince per schienamento in 18 minuti e 10 secondi.

Voto finale: 4/10, un evento fallimentare, non per mancanza di talento ma per la stanchezza che permea i lottatori, costretti a turni davvero massacranti: Wrestlemania, la Shake-Up che ha spinto i lottatori a presenziare in due show a settimana, Greatest Royal Rumble e Backlash, senza contare chissà quante apparizioni hanno fatto negli house show. Sicuramente la stanchezza qui è un fattore aggravato da un posizionamento non proprio ottimale della card, dove il match per il titolo WWE, il più atteso, è seguito da due sfide di cui non importa nulla al pubblico, e ovviamente il campione Universal non è nemmeno presente. Devo ammettere che ho visto voti e recensioni ancora più disastrose della mia, per me non è così grave, alla fine di match veramente orrendi non ce n’è nessuno e quasi tutto raggiunge la sufficienza. Rimane un evento facilmente evitabile dopo un primo match ottimo grazie all’impegno di Seth Rollins e The Miz. AJ Styles contro Nakamura, al terzo atto in pay per view, continua a non soddisfare le attese, con un altro finale controverso e l’orrenda fase di Low Blow a ripetizione che dà una venatura quasi comica al tutto. Samoa Joe contro Roman Reigns è un disastro, ma non è colpa di nessuno di loro, semplicemente il pubblico sfrutta la sfida per lamentarsi o lasciare l’arena, è ormai diventata una forma di protesta contro l’imposizione di Roman come uomo simbolo della federazione, ma sono anni che questo responso viene ignorato. Non consiglio la visione di Backlash, però dico a tutti quelli che lo considerano fra i peggiori eventi di sempre di guardare alcuni eventi di circa 10 anni fa come Judgment Day 2004 per comprendere che non è mai così terribile la situazione come può sembrare.

sabato 28 aprile 2018

Recensione WWE Greatest Royal Rumble 2018 (27 aprile 2018)


Recensione WWE Greatest Royal Rumble 2018
27 aprile 2018 da Jeddah (Arabia Saudita)
Durata show: 5:00:18

Questo è sicuramente un evento atipico, di 5 ore di durata, con il terzo match Royal Rumble dell’anno, per di più l’unico a 50 lottatori. Arriva subito dopo Wrestlemania e ha una card di altissimo livello, con diversi ritorni ufficializzati.


John Cena vs. Triple H
Voto: 7+/10. Questa sfida è sempre un classico, ricordo di averli visti combattere a Milano e già era stato un match di buon livello, anche qui non c’è alcuna delusione, ma una sfida solida fra due icone della federazione. Cena vince per schienamento in 15 minuti e 45 secondi. Niente di leggendario ma di sicuro non manca nulla per avere una sfida da seguire con interesse.

WWE Cruiserweight Title: Cedric Alexander © vs. Kalisto
Voto: 6.5/10. Scarso interesse da parte mia, il solito match dei pesi leggeri con poco appeal da parte del pubblico e nulla di innovativo. Cedric Alexander mantiene la cintura vincendo in 10 minuti e 14 secondi. Passo oltre pur ritenendolo più che sufficiente.

WWE RAW Tag Team Titles: The Bar (Cesaro & Sheamus) vs. The Deleter Of Worlds (Bray Wyatt & Matt Hardy)
Voto: 5.5/10. Qui invece sono deluso, i due team avevano la possibilità di tirar fuori un gran bel match, ma non è successo nulla del genere, si è rimasti sulla sfida standard. La cintura viene riassegnata (dopo il curioso match a Wrestlemania) e vede trionfare Hardy e Wyatt in 8 minuti e 50 secondi. A mio parere le scelte fatte per queste cinture di Raw sono davvero poco ispirate negli ultimi mesi, si stanno svalutando sempre di più.

WWE United States Title: Jeff Hardy © vs. Jinder Mahal (w/Sunil Singh)
Voto: 5/10. Il peggiore match dell’evento, quello che non trasmette alcuna emozione. Mahal è stato un pessimo campione WWE e un mediocre campione americano che non è nemmeno durato quanto serviva per farsi valere. Jeff Hardy praticamente ottiene una vittoria facile per schienamento in 6 minuti e 10 secondi.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Bludgeon Brothers (Harper & Rowan) © vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso)
Voto: 6-/10. La sfida più breve ma pur sempre interessante per quel poco che è durata. Gli Uso si trovano davanti al team dominante di Smackdown e i Bludgeon Brothers li sconfiggono in 5 minuti e 9 secondi.

WWE Intercontinental Title: Seth Rollins (c) vs. Finn Balor vs. Samoa Joe vs. The Miz [Fatal Four Way Ladder Match]
Voto: 8.5/10. Il Ladder match più efficace è quello ricco d’azione, questo dura quasi 15 minuti ed è soddisfacente, a mio parere la sfida migliore dell’evento, quella più solida e spettacolare. Samoa Joe si inserisce benissimo, Rollins e Balor sono entrambi spettacolari, Miz è il meno portato per queste sfide perché non ama prendersi dei rischi, ma alla fine dei conti è un match che funziona benissimo. Seth Rollins vince in 14 minuti e 33 secondi, rimanendo campione.

WWE Title: AJ Styles (c) vs. Shinsuke Nakamura
Voto: 7+/10. Ancora una volta siamo ben sotto al potenziale che questi due possono portare a una sfida. È irritante vedere una bella costruzione accompagnata da un finale pessimo, ma forse necessario per mandare avanti la rivalità. Nakamura è aggressivo e riesce a rendersi pericoloso, AJ Styles è un degno campione, non si tira mai indietro. Nel finale i due lottatori vengono contati fuori dopo 14 minuti e 26 secondi e la sfida prosegue anche dopo il suono della campanella.

Rusev (w/Aiden English) vs. The Undertaker [Casket Match]
Voto: 6/10. Sicuramente non è questo il Rusey Day, ma contro Undertaker in un match della bara l’esito era scontato. Oggi vedere lottare Undertaker è divenuto raro o addirittura storico, mentre il Casket match in passato significava mesi di assenza per lo sconfitto, mentre ora è una stipulazione come tante. È impressionante la caduta finale di Aiden English nella bara con Rusev, sembra essersi fatto malissimo mentre il match dura 9 minuti e 37 secondi, con Undertaker che almeno deve combattere un po’ prima di vincere (mi aspettavo meno di 5 minuti di match a dire il vero).

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Roman Reigns [Steel Cage Match]
Voto: 5+/10. Okay, il titolo universale ruota attorno a una rivalità che non rende mai al meglio sul ring. Lesnar e Roman non stanno facendo dei match epici e spero che questo sia l’ultimo capitolo perché davvero non ne posso più. La conclusione è un bello schiaffo in faccia agli spettatori, con Roman che colpisce Lesnar con una Spear e lui vola fuori dalla gabbia e vince il match in 9 minuti e 14 secondi, mantenendo la cintura. Tralasciando il finale, che non è affatto innovativo, non c’è quell’intensità che ci si aspetterebbe da un match del genere, è uno fra i match nella gabbia meno ispirati di sempre.

Greatest Royal Rumble Match
Apollo Crews vs. Babatunde vs. Baron Corbin vs. Big Cass vs. Big E vs. Bobby Lashley vs. Bobby Roode vs. Bo Dallas vs. Braun Strowman vs. Chad Gable vs. Chris Jericho vs. Curt Hawkins vs. Curtis Axel vs. Daniel Bryan vs. Dan Matha vs. Dash Wilder vs. Dolph Ziggler vs. Drew Gulak vs. Elias vs. Fandango vs. Goldust vs. Heath Slater vs. Hiroki Sumi vs. Hornswoggle vs. Karl Anderson vs. Kevin Owens vs. Kofi Kingston vs. Konnor vs. Kurt Angle vs. Luke Gallows vs. Mark Henry vs. Mike Kanellis vs. Mojo Rawley vs. Primo Colon vs. Randy Orton vs. Rey Mysterio vs. Rhyno vs. Roderick Strong vs. Scott Dawson vs. Shane McMahon vs. Shelton Benjamin vs. Sin Cara vs. The Great Khali vs. Titus O'Neil vs. Tony Nese vs. Tucker Knight vs. Tye Dillinger vs. Tyler Breeze vs. Viktor vs. Xavier Woods
Durata Rumble: 77 minuti e 22 secondi.
Primo e secondo ingresso: Daniel Bryan / Dolph Ziggler
Numero 50: Chris Jericho
Debutti/Ritorni a sorpresa: Mark Henry, Hornswoggle, Rey Mysterio The Great Khali, Chris Jericho (ma in realtà c’erano annunci precedenti alla sfida, quindi niente sorprese)
Wrestler principali:  Daniel Bryan (1), Kurt Angle (16), Randy Orton (35), Braun Strowman (41), Bobby Lashley (44), Kevin Owens (46), Chris Jericho (50)

Fase iniziale: sufficiente, l’apertura è solida con Daniel Bryan e Dolph Ziggler sul ring, due lottatori capaci di resistere a lungo, ma gran parte dei lottatori di livello minore arrivano proprio qui. Mark Henry riaccende la sfida, Kofi Kingston chiude questa prima parte con un po’ di spettacolo. Nulla di davvero interessante.
Fase centrale: sufficiente, ci si perde molto con i tantissimi ingressi, ci sono buoni momenti ma il pubblico non è granché reattivo. Arrivano le eliminazioni interessanti e i talenti locali fanno una buona figura, specialmente Babatunde. Con il #28 entra Rey Mysterio, con il #35 Randy Orton, mentre non mancano i momenti divertenti, in particolare con Fandango e Tyler Breeze, ma pure con il New Day. A chiudere questa fase centrale c’è il momento improvvisato più divertente e probabilmente degno di Shockmaster, con Titus O’Neil che inciampa e finisce sotto al ring in maniera goffa, con i commentatori a riderci sopra a non finire.
Fase finale: buona, il mordente s’innalza con gli ultimi dieci ingressi. Strowman, il favorito, entra con il #41, Lashley con il #44, Khali con il #45, Owens e Shane McMahon seguono dopo di lui. Chris Jericho entra con il #50, quindi nella posizione più favorevole. È qui che si svolgono le fasi più interessanti, Daniel Bryan è l’uomo di ferro della sfida e resiste fino in fondo, dopo tutti gli ingressi. Shane McMahon viene gettato su un tavolo all’esterno da Braun Strowman in un volo assurdo, mentre nel finale ci sono sul ring Bryan, Jericho, Strowman e Big Cass. Jericho va fuori, poi Cass elimina Bryan e interrompe la sua maratona dopo 76 minuti di match, mentre Strowman vince la sfida, com’era prevedibile che succedesse, e impone il nuovo record di eliminazioni individuali a quota 13.
Voto Rumble: 7/10. Non sono così entusiasta per questa Royal Rumble, apprezzo il gran numero di lottatori presenti ma non è un ‘classico’, e nemmeno mi ha fatto emozionare come quella maschile di inizio anno che per me è stata fra le migliori di sempre. Qui manca quell’enfasi finale nel senso che poteva vincere chiunque che non sarebbe cambiato molto perché si lottava per un trofeo. Strowman come scelta del vincitore appare decente, è amato dal pubblico ed è in fase di lancio da mesi. Daniel Bryan fa la migliore prestazione, è fantastico vederlo resistere con il petto di colore rosso sapendo che fino a un mese fa era un lottatore ritirato, ma qui è una prestazione degna di quella di Chris Benoit nel 2004 e di Rey Mysterio nel 2006. Insomma, davvero pazzesco! Ci sono alcune delusioni e altri momenti esilaranti, la caduta goffa di O’Neil prima di entrare sul ring verrà ricordata per anni, assurda e divertente.

Voto finale: 6.5/10. Considero questo evento non così grandioso come da “promesse”, ma almeno più che sufficiente. Sono 5 ore che non annoiano mai, con l’attesa di quella che è la Rumble più numerosa di sempre, e in effetti è degna di tale nome anche se poi gli ingressi sono ogni minuto, quindi accavallati l’uno dopo l’altro. Tantissime stelle presenti, John Cena contro Triple H è la sfida d’apertura ma non può passare inosservata, mentre Undertaker combatte in un Casket match… cosa si può chiedere di più? Voglio dire, per quanto alcuni finali siano pessimi (le sfide per i due titoli mondiali), c’è tanto talento, questo è uno fra i roster migliori della storia della WWE, e non ho dubbi su questo, il talento non manca, la gestione delle sfide è spesso contestabile. Perché AJ Styles e Shinsuke Nakamura non riescono ancora a regalare una sfida sopra le 4 stelle è un mistero per me, considerato che sanno adattarsi molto bene a uno stile differente da quello tipico per loro. Brock Lesnar contro Roman Reigns è divenuta una rivalità quasi nauseante, incapace di regalare una degna sfida dopo tutta l’immensa costruzione che stanno portando, e questo finale mi fa temere che ci saranno nuove tappe, anche se spero sinceramente di no perché non se ne può più e non vedo molta gente entusiasta. La Royal Rumble a 50 lottatori funziona bene, ma non è perfetta, anzi, a mio parere è fra le meno entusiasmanti, si lascia guardare senza però regalare momenti immancabili (Titus O’Neil a parte), ma l’incredibile resistenza di Daniel Bryan e le 13 eliminazioni di Braun Strowman entrano nella storia, quindi è una Rumble che spezza i record e lascia il segno. Se poi si aggiunge il 4-way Ladder match, allora si ha tutto per promuovere questo evento pur considerandolo inferiore al suo potenziale. È più di un house show, ma tutto sommato è impossibile non vederlo come tale.

lunedì 16 aprile 2018

Recensione TNA Slammiversary 2005 (19 giugno 2005)


Recensione TNA Slammiversary 2005
19 giugno 2005 da Orlando (Florida)

Terzo anniversario della TNA, con all’interno dell’evento la classifica dei 5 segmenti o match preferiti dal pubblico.

Delirious vs. Elix Skipper vs. Jerrelle Clark vs. Shark Boy vs. The Amazing Red vs. Zach Gowen
Voto: 6.5/10. Una sfida divertente, adatta come match introduttivo. C’è da notare la presenza di Delirious delle indie. Shark Boy ottiene una vittoria per schienamento in 6 minuti e 25 secondi, dopo diversa spotfest. Strano risultato per la sfida.

Alex Shelley vs. Shocker
Voto: 7/10. Shelley appare irriconoscibile, considerato il cambiamento dei mesi seguenti. Shocker non mi esalta come lottatore, mentre Shelley mostra già la sua qualità. Nel finale è Shocker a vincere per schienamento in 10 minuti e 13 secondi. X-Division non ai massimi livelli, ma comunque godibile.

Ron Killings vs. The Outlaw
Voto: 5/10. Un match abbastanza insipido anche se la storia dietro funziona bene. I 3LK hanno seri problemi da quando Outlaw cerca di portare BG James dalla sua parte, essendo loro i membri dei New Age Outlaws, uno fra i team più famosi di sempre. La sfida vede la vittoria di Ron Killings in 7 minuti e 30 secondi.

Outlaw attacca Ron Killings, BG James è esitante a intervenire e afferra una sedia ma non la usa. Konnan lo anticipa e gli porta via la sedia per essere lui a colpire Outlaw, mostrando zero tolleranza nei confronti del nemico dei 3LK, ma c’è un forte segnale di divisione all’interno del gruppo.

NWA World Tag Team Titles: The Naturals (Andy Douglas & Chase Stevens) (c) vs. Team Canada (Eric Young & Petey Williams) (w/Scott D'Amore)
Voto: 7-/10. Un match di coppia che riesce bene, con le tipiche scorrettezze del Team Canada e con i Naturals che non sono mai stati così popolari come in questo periodo. Sono i campioni di coppia a vincere per schienamento in 15 minuti e 22 secondi, impedendo ai rivali di barare con l’uso della bandiera.

Samoa Joe vs. Sonjay Dutt
Voto: 7/10. Un ottimo debutto per Samoa Joe, che mostra fin da subito il suo potenziale come stella della federazione. Con un background di due anni di fila come campione mondiale in Ring of Honor, Joe è lanciato, ma Dutt ha comunque spazio per rendere la sfida godibile anche se prevedibile. Joe vince per sottomissione in 6 minuti e 22 secondi.

Bobby Roode (w/Scott D'Amore) vs. Lance Hoyt
Voto: 6.5/10. Un altro match che riguarda il Team Canada e quindi non mancano le scorrettezze. Bobby Roode vince per schienamento dopo 7 minuti e 24 secondi grazie all’aiuto del suo manager. Anche qui è facile notare il potenziale di Roode, capace di disputare buone sfide anche in singolo.

Lance Hoyt riesce a vendicarsi di Roode e Scott D’Amore ed emerge da solo contro di loro, prendendosi una rivincita al termine della sfida.

3 Live Kru (BG James & Konnan) vs. America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm)
Voto: 5/10. Sfida breve e per nulla interessante, con i problemi interni dei 3LK e la vittoria per schienamento degli AMW in 6 minuti e 54 secondi.

Continuano i problemi fra BG James e Konnan al termine del match.

TNA X-Division Title: Christopher Daniels (c) vs. Chris Sabin (w/Trinity) vs. Michael Shane (w/Traci) [Three Way Elimination Match]
Voto: 8+/10. Una sfida ad eliminazione divertente da seguire e senza soste. Sabin elimina Shane dopo 11 minuti, poi Daniels vince il match in 17 minuti e 10 secondi. Sicuramente è il match più spettacolare dello show. Christopher Daniels continua ad essere uno dei protagonisti della X-Division.

NWA World Heavyweight Title: AJ Styles (c) vs. Abyss vs. Monty Brown vs. Raven vs. Sean Waltman [King Of The Mountain Match]
Voto: 7/10. La stipulazione del KOTM è un po’ strana, bisogna prima qualificarsi schienando un avversario (che viene imprigionato a breve dentro una gabbia all’esterno del ring) per poi portare la cintura in ‘cima alla montagna’, cioè sulla scala. Non è proprio l’ideale come prima difesa in pay per view per AJ Styles, il cui regno mondiale termina proprio qui. Raven arriva alla vittoria dopo 14 minuti e 17 secondi di un match non particolarmente lungo ma piacevole da seguire, conquistando il titolo mondiale NWA per la prima volta in carriera.

Voto finale: 6.5/10. Un evento ben riuscito, l’assenza di Jeff Jarrett non sembra pesare sulla qualità mentre viene dato spazio a lottatori che meritano alcune occasioni importanti. Continua il dominio di Christopher Daniels nella X-Division, mentre Raven ottiene un buon premio alla carriera vincendo nel main event. Sicuramente appare uno spreco vedere AJ Styles perdere il titolo così presto, ma è ancora accettabile considerato che rimane uno fra i fulcri della federazione nella X-Division. Inoltre c’è il debutto di Samoa Joe che è riuscito a perfezione per rendere l’idea della sua forza dominante abbinata a una capacità atletica rara per un uomo della sua fascia di peso. Ci sono delle parti meno riuscite come la rivalità interna fra i 3 Live Kru e l’inserimento di The Outlaw (o Kip James se vogliamo già chiamarlo con il nome definitivamente adottato in TNA). Per una volta, il Team Canada non ha una presenza invasiva e anzi viene utilizzato nel migliore dei modi.

mercoledì 11 aprile 2018

Recensione Raw episodio 206 (21 aprile 1997)


Recensione Raw 206
21 aprile 1997 da Binghamton (New York)
Durata show: 1:30:29
Rating: 2.8 (vs Nitro #84: 3.4)

A In Your House 14 Undertaker è rimasto campione mondiale WWF, mentre Steve Austin ha vinto per squalifica contro Bret Hart.

Rumore di vetri infranti, si parte con l’ingresso di Stone Cold Steve Austin, si vede che siamo già nel ’97 inoltrato! Steve Austin zittisce subito Vince McMahon perché vuole parlare di Bret Hart, che è stato stretto nella Sharpshooter, ma aiutato dai suoi alleati. Austin è pronto ad affrontare Hitman in uno Street Fight match stasera. Sullo schermo compare un conto alla rovescia, poi Hart appare per dire che accetta ogni tipo di match per poi criticare i fan americani.

Ahmed Johnson vs. The Sultan (w/The Iron Sheik)
Voto: 5.5/10. Un match accettabile con Ahmed Johnson protagonista, ma interviene la Nation of Domination sulla rampa, perciò lui afferra un pezzo di legno e lo usa contro Sultan, facendosi squalificare.

Steve Austin prende a sediate la porta del camerino dell’Hart Foundation.

Vader è rimasto in Kuwait e non sembra poter tornare indietro per un po’ di tempo. Ken Shamrock parla poi della sua sfida prevista contro Vader per mostrare che lui è l’uomo più pericoloso al mondo.

Bret Hart vs. Steve Austin [Street Fight]
Voto: 7.5/10. La sfida si apre con un assalto di British Bulldog e Owen Hart ai danni di Stone Cold, tutto è valido nello Street Fight. Shawn Michaels li scaccia a colpi di sedia e il match può finalmente iniziare. La sfida termina in No Contest quando Steve Austin applica la Sharpshooter a Bret Hart e non abbandona la presa, cercando di infortunarlo.

Gorilla Monsoon urla addosso a Stone Cold per il suo comportamento ma a lui non importa, poi lo fa scacciare dall’edificio.

Salvatore Sincere vs. Tiger Ali Singh
Voto: 4/10. La seconda ora si apre con una sfida di basso livello, che dura troppo, vinta da Tiger Ali Singh per schienamento.

Bret Hart viene trasportato in barella nell’ambulanza, ma Stone Cold è già dentro di questa e se ne approfitta per attaccare nuovamente Hitman, che è in condizioni peggiori di prima. Owen Hart e British Bulldog invece vanno alla ricerca di Austin nel backstage.

Jesse Jammes vs. Rockabilly (w/The Honky Tonk Man)
Voto: 6/10. Siamo al fulcro della rivalità “musicale” che durerà per mesi, quando i due futuri New Age Outlaws sono ancora nemici. Il match è normale, nulla di particolarmente innovativo, capace di mandare avanti la storia. Rockabilly vince per schienamento.

Double J attacca l’avversario dopo la sconfitta ma Honky Tonk Man gli spezza addosso la chitarra e festeggia con Rockabilly.

Shawn Michaels e Steve Austin hanno una discussione accesa nel backstage e non sembrano ancora aver risolto i loro problemi.

Breve promo di Mankind che continua a parlare del suo volto sfigurato con grande atmosfera.

WWF World Heavyweight Title: The Undertaker (c) vs. Hunter Hearst Helmsley (w/Chyna)
Voto: 7-/10. Una sfida interessante, Undertaker affronta un lottatore pronto a raggiungere grandi traguardi in carriera ma non ancora vicino al suo potenziale. La parte più strana è un’inquadratura nel pubblico con presente “Dustin” (non è chiamato Goldust, anche perché non ha il suo trucco). Mankind interviene e attacca Undertaker con una bombola a gas, causandogli la vittoria per squalifica.

Mankind cerca di ‘dar fuoco’ al volto di Undertaker ma lui reagisce e lo respinge in mezzo al pubblico, mentre “Dustin” (Goldust) e Marlena attaccano HHH e Chyna.

Intervista a Steve Austin sul ring, che dice di aver spedito Bret Hart in Canada (dopo l’attacco in ambulanza), ha fatto tutto da solo senza l’aiuto di nessuno, poi accusa Vince McMahon di voler seguire la moda di stare dalla sua parte. Per Stone Cold, Bret Hart è finito. Poi si dichiara pronto ad affrontare Undertaker perché sarà lui a conquistare la cintura mondiale. Owen Hart e British Bulldog lo attaccano finché non interviene Shawn Michaels ad aiutarlo. Quando tutto sembra finito, Brian Pillman aggredisce Stone Cold e cerca di spezzargli una caviglia ma interviene ancora HBK a fermarlo.

Voto finale: 7.5/10, un episodio focalizzato sulla rivalità fra Steve Austin e Bret Hart, che passa dallo Street Fight match alle parti nel backstage e all’attacco di Stone Cold nell’ambulanza. Come tipico del ’97, la maturità dell’episodio è contrapposta ad alcuni segmenti giocosi come la rivalità fra Billy Gunn e Jesse Jammes, che sembra reduce di un’epoca passata. Se si escludono il match di Tiger Ali Singh e la sfida fra Sultan e Ahmed Johnson, l’episodio è appassionante e ben riuscito sotto tutti gli aspetti, anche la rivalità fra Undertaker e Mankind prosegue in modo intenso.

lunedì 9 aprile 2018

Recensione Wrestlemania 34 (08 aprile 2018)


Recensione WWE Wrestlemania 34
08 aprile 2018 da New Orleans (Louisiana)
Durata show: 5:10:58

Due ore di preshow (che evito di recensire, nulla di particolarmente meritevole a mio parere) e cinque di evento, in seguito alle 3 ore della sera precedente di NXT TakeOver e un giorno prima di un’altra puntata di Raw. Sfiancante ma esaltante per ogni appassionato di Wrestling, è un evento cardinale, il più importante per la WWE.

WWE Intercontinental Title: The Miz (c) vs. Finn Balor vs. Seth Rollins [Triple Threat Match]
Voto: 9/10. Un match spettacolare per aprire lo show, ogni mossa sembra avere senso, i tempi vengono rispettati e ci sono contrattacchi e ribaltamenti di situazione che lo rendono davvero esaltante. Il talento di tutti e tre i lottatori è elevato, riescono tutti a inserirsi benissimo nella contesa. Nel finale Rollins vince per schienamento in 15 minuti e 30 secondi, facendo il suo Grande Slam con tutte le cinture principali conquistate in carriera (l’Universal è escluso da questo Slam). Non si poteva partire meglio!

WWE SmackDown Women's Title: Charlotte Flair (c) vs. Asuka
Voto: 8+/10. Un grande match, intenso quanto serve per Wrestlemania. Non ho mai amato l’idea della Streak di Asuka, mai interrotta a NXT perché ha dovuto lasciare la cintura per infortunio, e finalmente giunge al termine in un degno scenario. Charlotte vince per sottomissione in 13 minuti e 5 secondi. Due grandi lottatrici al pieno delle loro capacità.

Arriva un ottimo post-match con il rispetto reciproco fra Asuka e Charlotte.

John Cena, spettatore dell’evento, viene richiamato da un arbitro e si affretta verso il backstage. Mi sa che dopo tutti i proclami ci sarà la sfida con Undertaker anche se non c’è nulla di confermato!

WWE United States Title: Randy Orton (c) vs. Bobby Roode vs. Jinder Mahal (w/Sunil Singh) vs. Rusev (w/Aiden English) [Fatal Four Way Match]
Voto: 6/10. Un match che passa abbastanza inosservato, con quattro lottatori la costruzione non è delle migliori, Randy Orton poteva essere usato meglio considerata l’importanza del lottatore, o anche del titolo che però è stato un po’ svalutato, ma non da lui. È un pienone che risulta sulla soglia della sufficienza, con un finale che vede Jinder Mahal schienare Roode dopo soli 8 minuti e 15 secondi, conquistando la cintura americana indirettamente. Non ho idea del senso di dare a Mahal questa vittoria, soprattutto dopo la delusione con il titolo WWE.

Kurt Angle & Ronda Rousey vs. Stephanie McMahon & Triple H
Voto: 8.5/10. Devo ammettere che con tutta l’ottima costruzione fatta per la sfida, questo poteva benissimo essere il main event, ma non avrei mai creduto in una sfida così ben riuscita. Se Kurt Angle e Triple H sono ancora due lottatori di ottimo livello, Ronda Rousey si è inserita benissimo e ci ha messo passione. Nel finale è proprio lei a vincere per schienamento su Stephanie McMahon dopo 20 minuti e 40 secondi, il match più lungo dello show. Che dire… benissimo così!

WWE SmackDown Tag Team Title: The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) (c) vs. The Bludgeon Brothers (Harper & Rowan) vs. The New Day (Big E & Kofi Kingston) (w/Xavier Woods) [Triple Threat Match]
Voto: 5+/10. Ecco una vera delusione, questo poteva essere un grande match, invece è breve e senza il giusto appeal. Uso e New Day hanno guidato la divisione di coppia di Smackdown per quasi un anno, mentre i Bludgeon si stanno affermando solo di recente. Sono proprio i Bludgeon Brothers a vincere per schienamento dopo 5 minuti e 50 secondi, conquistando le cinture.

John Cena raggiunge il ring, è il suo momento… le luci si spengono e… arriva Elias! Dopo una breve canzone, il chitarrista viene attaccato da Cena e spazzato fuori dal ring. Si spengono ANCORA le luci. Il cappello e il vestito di Undertaker sono sul ring, poi c’è un tuono e questi sono spariti. UNDERTAKER È QUI! Undertaker fa il suo ritorno e si disputa il tanto atteso ma mai confermato match contro Cena.

John Cena vs. The Undertaker
Squash. Non so cosa pensare… c’è il carisma di due icone della WWE, ma è una sfida a senso unico, totalmente dominata da Undertaker, che vince per schienamento in 2 minuti e 45 secondi. Penso che sia l’inizio di qualcosa di maggiore, o almeno voglio sperarlo perché sarebbe un vero spreco se fosse solo così.

Daniel Bryan & Shane McMahon vs. Kevin Owens & Sami Zayn
Voto: 7/10. Il ritorno sul ring di Daniel Bryan è un altro evento che segna questa Wrestlemania. McMahon e Owens rimangono abbastanza secondari nella sfida, Zayn è il bersaglio ideale per Bryan, che nel finale domina e arriva alla vittoria per sottomissione con la Yes Lock in 15 minuti e 25 secondi. Il match è esattamente quello che doveva essere, uno scenario per il ritorno di Bryan capace di catturare il pubblico.

WWE RAW Women's Title: Alexa Bliss (c) vs. Nia Jax
Voto: 6-/10. Un match che personalmente non mi ha entusiasmato, ma è quasi sufficiente per quello che aveva da offrire. Nia Jax si prende la sua rivincita e schiena Alexa Bliss in 10 minuti e 15 secondi, vincendo la cintura femminile.

WWE Title: AJ Styles (c) vs. Shinsuke Nakamura
Voto: 7.5/10. Questa è la sfida che ho atteso di più, il ‘dream match’ che ero certo che avrebbe fatto la differenza. Se il match in effetti non poteva essere di pessimo livello, ammetto che per me è stato deludente rispetto al potenziale che aveva. Sono due fra i migliori atleti della WWE, ed è inoltre una grande opportunità per loro. Il match è semplicemente buono o poco più, ma non si va oltre. AJ Styles vince per schienamento in 20 minuti e 20 secondi, mantenendo la cintura.

Shinsuke Nakamura abbraccia il vincitore, poi si china e gli mostra la cintura WWE… ma arriva un colpo basso! Il giapponese inferisce in modo brutale (e inatteso) su AJ Styles, fino a ricevere i fischi di buona parte del pubblico presente. Sono un po’ amareggiato, nel senso che non mi aspettavo un turn da parte sua e credo che cambierà di gran lunga uno fra i personaggi più riusciti.

WWE RAW Tag Team Titles: The Bar (Cesaro & Sheamus) (c) vs. Braun Strowman & Mystery Partner
Senza voto. Dopo settimane di speculazione sul partner misterioso di Strowman, lui ne sceglie uno fra il pubblico… un bambino di 10 anni, Nicholas. Strowman domina e vince per schienamento in 4 minuti. Nicholas (che non è un lottatore) è la persona più giovane a vincere un titolo in federazione. Impossibile commentare questo segmento, ci sarà stata sicuramente una ragione.

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Roman Reigns
Voto: 6.5/10. Il main event di Wrestlemania, com’era prevedibile, viene mal recepito dal pubblico, che non ne può più sia di Brock Lesnar che di Roman Reigns. Praticamente ci sono fischi per tutta la sfida e perfino qualche coro esterno. La sfida in sé è solida quanto serve, distruzione ovunque, tavoli infranti, tipico match di potenza con i miracoli dei due lottatori, specialmente Roman che si regge in piedi dopo cinque F5, ma lo abbiamo già visto in situazioni simili. Nel finale Lesnar riesce finalmente a schienare lo sfidante dopo 15 minuti e 55 secondi, segno evidente che non bisogna mai credere al web quando si parla di ‘anno premeditato’ per far arrivare Roman al top. Tutto può cambiare nel Wrestling e in questo caso Lesnar rimane campione dopo oltre un anno di regno. Ci sono volute sei F5 per vincere.

Lo show si chiude con Roman Reigns che se ne va sconsolato e sanguinante dopo la sconfitta subita.

Voto finale: 6.5/10. Wrestlemania, quest’anno come sempre, ha il suo grande fascino: ingressi speciali, atmosfera incredibile… purtroppo un pubblico meno carico del solito, che è parso quasi spento tranne in alcuni momenti. Un evento con pochi cambi di titolo, con entrambe le shot guadagnate alla Rumble che vengono sprecate. Brock Lesnar contro Roman Reigns è, come prevedibile, un match incapace di attirare il pubblico a tifare, ma anzi c’è un po’ di sommossa contro una sfida almeno godibile sul piano lottato. AJ Styles contro Shinsuke Nakamura, una sfida che poteva diventare fra le migliori dell’anno, in realtà non emerge affatto e non risulta fra i migliori match dell’evento. Ottimo debutto a Wrestlemania per Ronda Rousey, c’è da dire che con Kurt Angle e Triple H in parti opposte non poteva affatto fallire, ma lei è stata brava e ha reso l’idea dell’importanza di lottare lì. L’evento parte alla grande, se si seguono i primi quattro match si ha la sensazione di assistere a qualcosa di imperdibile, poi c’è anche John Cena contro Undertaker, ma da parte mia questo è un grande momento reso male. C’è chi probabilmente sarà felice e soddisfatto, ma dopo tutta questa costruzione il match è un dominio a senso unico da parte del Phenom (non che io tifassi per Cena, ma non mi aspettavo qualcosa del genere). Il match per il titolo intercontinentale, che apre lo show (se non si considerano i tre match del preshow) è fantastico, una grande sfida che rischia di passare inosservata considerata la mole di match presenti, ma comunque quella più spettacolare sul ring. La mia più profonda delusione è il post-match di AJ Styles contro Nakamura, con il giapponese che aggredisce il campione a tradimento. Non avrei voluto vedere qualcosa del genere così presto, so che indica una rivalità ancora aperta e pronta a regalare nuove sfide, ma mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Inoltre si poteva evitare tutta la storia attorno al misterioso partner di Braun Strowman, visto che è poi risultato in un segmento fine a se stesso. Un momento importante è la fine della streak di Asuka. I lati positivi dell’evento superano di gran lunga quelli negativi, non abbiamo assistito a vere sfide pessime, per quanto alcuni momenti lascino a desiderare. Mi ritengo soddisfatto anche se non diventerà una fra le Wrestlemania che sento il bisogno di rivedere con grande attesa, proprio perché comunque non considero nemmeno un buono show, ma sicuramente degno di essere visto.