martedì 29 gennaio 2019

Recensione WWE Royal Rumble 2019 (27 gennaio 2019)


Recensione WWE Royal Rumble 2019
27 gennaio 2019 da Philadelphia (Pennsylvania)
Durata show: 4:53:17

Non ho dubbi che l’evento Royal Rumble rappresenta una ‘ripartenza’, non solo perché è ambientato a gennaio ma perché è talmente storico da attirare l’attenzione di tanti fan. Un amico che non segue più regolarmente il Wrestling mi ha contattato per dirmi che aspettava questo evento come tutti gli anni, perciò ritengo che una buona Rumble possa appassionare tante persone, e per il secondo anno consecutivo ci sono due sfide a 30 lottatori (e lottatrici). Per ovvie ragioni, se leggete i voti e siete ancora no-spoiler, invito a non leggere mai la lista partecipanti perché potrebbero esserci delle sorprese (e lo scrivo prima ancora di iniziare la recensione).

Segnalo intanto che nel pre-show Shinsuke Nakamura ha sconfitto Rusev e riconquistato la cintura americana, è stato un po’ inatteso ma sembravano esserci delle incomprensioni fra Rusev e Lana.

WWE SmackDown Women's Title: Asuka (c) vs. Becky Lynch
Voto: 8+/10. Una buonissima sfida d’apertura, con due lottatrici eccezionali al confronto. Becky sembra motivata e aggressiva quanto serve, mentre Asuka è più orientata a difendere il titolo, è una fra le sue migliori prestazioni sul ring e risponde bene agli attacchi. Apprezzo l’intensità ma in alcune fasi la sfida rallenta. Nel finale Asuka riesce a far cedere Becky dopo 17 minuti e 10 secondi, e mantiene la cintura proprio contro la campionessa precedente.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Bar (Cesaro & Sheamus) (c) vs. Shane McMahon & The Miz
Voto: 6.5/10. Il termine inglese più adatto per questa sfida sarebbe ‘sloppy’. Nel senso che è un po’ goffa in alcune fasi ma allo stesso tempo non è pessima, anzi, la piazzo ben sopra la soglia della sufficienza. The Miz è in un periodo geniale della carriera, e il team di Cesaro e Sheamus è sempre determinato e capace di regalare buoni match. La difficoltà sta nella scarsa forma fisica di Shane McMahon, pur sempre capace di alcune mosse efficaci come la Shooting Star Press che lo porta alla conquista dei titoli dopo 13 minuti e 20 secondi. Non ho idea di come andrà avanti la storia e se ci sarà una divisione prima di Wrestlemania, ma di certo Shane riesce a guadagnare un’altra cintura in carriera per aprire il 2019 con una sorpresa.

48193 persone sono presenti nell’arena della Royal Rumble, a dimostrazione di un pieno interesse per l’evento.

WWE RAW Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Sasha Banks
Voto: 8-/10. Ho considerazioni simili a quelle del match fra Asuka e Becky tranne per le fasi lente, visto che questo match non ne contiene e dura di meno. Sasha è tornata ad essere una fra le lottatrici più interessanti da seguire dopo mesi nel Limbo in cui si era completamente persa fra le tante. La sfida è molto buona e combattuta, con Ronda Rousey che arriva alla vittoria per schienamento dopo 13 minuti e 55 secondi. Non riesce a far cedere Sasha e anzi si presenta come una sfida che può portare ad altri match in seguito.

Sasha Banks mostra a Ronda Rousey il segno delle 4 HorseWomen, lasciando intendere una potenziale sfida 4 contro 4 nel prossimo periodo.

Women’s Royal Rumble Match
Alexa Bliss vs. Alicia Fox vs. Bayley vs. Becky Lynch vs. Billie Kay vs. Candice LeRae vs. Carmella vs. Charlotte Flair vs. Dana Brooke vs. Ember Moon vs. Kacy Catanzaro vs. Kairi Sane vs. Lacey Evans vs. Liv Morgan vs. Mandy Rose vs. Mickie James vs. Naomi vs. Natalya vs. Nia Jax vs. Nikki Cross vs. Peyton Royce vs. Rhea Ripley vs. Ruby Riott vs. Sarah Logan vs. Sonya Deville vs. Tamina vs. Xia Li vs. Zelina Vega
Durata Rumble: 72 minuti e 0 secondi.
Primo e secondo ingresso: Lacey Evans / Natalya
Numero 30: Carmella
Debutti/Ritorni a sorpresa: nessuna sorpresa a parte Becky Lynch
Wrestler principali: Mickie James (5), Ember Moon (6), Charlotte Flair (13), Kairi Sane (14), Naomi (16), Alexa Bliss (26), Bailey (27), Becky Lynch (sostituita a Lana, 28), Nia Jax (29), Carmella (30)

Fase iniziale: sufficiente, Lacey Evans apre la sfida focalizzandola su di lei, e ci riesce bene. Il ritmo si accende quando con il quarto ingresso Liv Morgan viene eliminata praticamente subito, poi si torna agli ingressi consecutivi. In questa fase uno fra i maggiori eventi è la riunione delle Iiconics insieme sul ring, ma tende a essere abbastanza a basso profilo come partenza.
Fase centrale: insufficiente, da quando entrano Charlotte e Kairi Sane la sfida si fa più accesa, ma si mantiene comunque su ritmi normali, con varie eliminazioni pesate a dovere. Purtroppo è la parte del match che mi ha coinvolto di meno. Prima ancora della fase finale, c’è l’intervento sotto al ring di Hornswoggle che spaventa Zelina Vega, la fa tornare sul ring per farla eliminare. Ha poco senso, è un momento comedy abbastanza inutile.
Fase finale: ottima, Lana si presenta zoppicante e non riesce nemmeno a partecipare mentre sul ring c’è una selezione migliore delle ultime rimaste. La combinazione Nia Jax con il 29 e Carmella con il 30 è buona per la chiusura, ma c’è la sorpresa di Becky Lynch che riesce a prendere il posto di Lana, incapacitata a combattere. Il pubblico apprezza e infatti Becky diventa a questo punto la lottatrice da battere. Vengono eliminate in successione Ember Moon, Alexa Bliss, Carmella e Bailey. Nel finale sono Charlotte e Becky a giocarsi la vittoria, riprendendo una rivalità andata avanti per quasi tutto il 2018. Quello che più apprezzo è che si tratta di una sfida singola per la vittoria, con la vittoria finale di Becky… The Man!
Voto Rumble: 7/10. Il finale è ottimo e assolutamente raccomandabile, ma il resto del match? Lo scorso anno è stato pieno di lottatrici famose che hanno fatto la storia della categoria Divas, a questo giro invece si punta di più sul futuro, e non è affatto sbagliato, ma ci si trova a ridurre il tutto a un confronto fra Becky Lynch e Charlotte Flair, che mette in secondo piano quanto successo prima. Ci sono dei momenti pessimi come la gag comedy di Hornswoggle con Zelina Vega, e altri più godibili come i salvataggi imprevedibili e le fasi focalizzate su alcune lottatrici. Però in generale non riesco a ritenerlo un gran match, visto che solo gli ultimi minuti mi hanno emozionato. Sono molto felice della parte conclusiva perché è ottima e premia due fra le migliori lottatrici della federazione con un confronto importante.

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. AJ Styles
Voto: 7/10. Non è il loro migliore match, ma a dire il vero io apprezzo gli scambi tecnici presenti nella sfida. Non ci sono fasi vivaci, si costruisce tutto lentamente, e sembra portare a un grande finale… ma non è così! Erik Rowan fa il suo ritorno e non si capisce subito il suo ruolo. Quando AJ Styles si avvicina alla vittoria e l’arbitro è a terra, Rowan attacca AJ, perciò Bryan se ne approfitta per schienarlo dopo 24 minuti e 35 secondi. Il finale è amaro, lascia poche soddisfazioni perché Rowan non fa nemmeno parte della storia di questa rivalità, almeno finora.

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Finn Balor
Voto: 8/10. Come c’era da aspettarsi è davvero uno scontro impari, ma non in senso negativo. Balor dà spettacolo e si rende credibile contro il lottatore più dominante degli ultimi anni. Il finale è brutale e Lesnar sottomette Balor dopo soli 8 minuti e 40 secondi. Potrebbe sembrare breve ma c’era tutto quello che serviva, anche se difficilmente passerà come un match da ricordare, però mi è piaciuto molto. Questo è un buon utilizzo di Lesnar, come figura dominante e allo stesso tempo un trampolino di lancio per talenti in ascesa, un ruolo già ricoperto da tanti lottatori in passato.

Men’s Royal Rumble Match
Aleister Black vs. Andrade vs. Apollo Crews vs. Baron Corbin vs. Big E vs. Bobby Lashley vs. Braun Strowman vs. Curt Hawkins vs. Dean Ambrose vs. Dolph Ziggler vs. Drew McIntyre vs. Elias vs. Jeff Hardy vs. Jeff Jarrett vs. Jinder Mahal vs. Johnny Gargano vs. Kofi Kingston vs. Kurt Angle vs. Mustafa Ali vs. Nia Jax vs. No Way Jose vs. Pete Dunne vs. Randy Orton vs. Rey Mysterio vs. Samoa Joe vs. Seth Rollins vs. Shelton Benjamin vs. Shinsuke Nakamura vs. Titus O'Neil vs. Xavier Woods [Royal Rumble Match]
Durata Rumble: 57 minuti e 35 secondi.
Primo e secondo ingresso: Elias / Jeff Jarrett
Numero 30: Nia Jax (sostituita a R-Truth)
Debutti/Ritorni a sorpresa: Jeff Jarrett, Kurt Angle
Wrestler principali: Samoa Joe (8), Seth Rollins (10), Drew McIntyre (16), Jeff Hardy (24), Rey Mysterio (25), Braun Strowman (27), Randy Orton (29)

Fase iniziale: buona, si parte con Elias alla chitarra, poi interrotto da un altro esperto di musica Country… “Double J” Jeff Jarrett (una vera sorpresa). I due parlano parecchio prima di dare inizio alla sfida quando il loro “duetto” viene interrotto sul nascere. Tutta la parte iniziale è all’insegna dello spettacolo, del buon Wrestling, ci sono Kurt Angle, Johnny Gargano, Samoa Joe e con il 10 entra pure Seth Rollins. Che dire… non si tiene mai sotto una certa soglia di qualità ed è quello che conta.
Fase centrale: buona, tornano di nuovo le imprese impossibili di Kofi Kingston, ogni anno a salvarsi in modi assurdi dall’eliminazione, e più avanti pure Shelton Benjamin fa lo stesso, lui che è stato forse il primo a usare il metodo della capriola alle corde per salvarsi (o il secondo se si considera Shawn Michaels). Ci sono diverse storie raccontate, Titus che è prudente per non inciampare sulla rampa, la rivalità fra Dean Ambrose e Seth Rollins, il debutto nella Rumble di Pete Dunne, assolutamente dominante, la stupida eliminazione con disinteresse di No Way Jose, la resistenza di Samoa Joe, un ottimo Aleister Black che come Gargano tiene alto il valore di NXT nella sfida. Le eliminazioni sono meno interessanti delle storie in atto, ma è una Rumble che non spreca tempo, che ha sempre qualche punto di interesse.
Fase finale: buona, non è la fase finale epica dello scorso anno ma la trovo pur sempre valida per ciò che regala. Quando iniziano ad arrivare i nomi più quotati come Rey Mysterio, Braun Strowman e Randy Orton la sfida si fa decisamente più combattuta, e il finale vede R-Truth messo fuori gioco da Nia Jax, che gli toglie il posto e combatte in mezzo agli uomini come alcune grandi lottatrici del passato, e butta fuori un ottimo Mustafa Ali che aveva resistito a lungo, ma si alleano in gruppo contro di lei per eliminarla. Strowman com’era prevedibile annienta tanti lottatori, mentre Seth Rollins elimina subito Bobby Lashley e lui si vendica scaraventandolo su un tavolo, per toglierlo dalla contesa fino alla parte finale dove rientra ormai alla fine. Questo mi piace poco perché non è un buon modo di gestire un lottatore e farlo tornare, ma almeno non c’è stata la “sorpresa” del suo ritorno, visto che non era difficile da dimenticare che fosse ancora in gioco. Andrade è stato sorprendente, anche lui ha fatto benissimo, e non nego che ho creduto che potesse davvero farcela. I Final Four sono Rollins, Strowman, Andrade e Ziggler (che ha eliminato McIntyre, un altro che secondo me poteva arrivare fino in fondo). Strowman fa piazza pulita ma rimane Rollins, che lo elimina e vince la sua prima Rumble.
Voto Rumble: 8/10. Il vincitore non è affatto una sorpresa assoluta, anzi, è il nome più quotato da mesi, ma va bene così. Ci sono stati diversi outsider, per buona parte della sfida i lottatori di NXT hanno tenuto alto il ritmo, mentre nel finale si sono riaffacciati parecchi lottatori iconici come Rey Mysterio e Randy Orton, oltre a Strowman capace di buttare fuori 5 lottatori. I ritorni sono stati piacevoli, soprattutto non credevo che avrei mai visto Jeff Jarrett apparire in un match moderno della WWE, nonostante fosse già entrato in Hall of Fame. Kurt Angle ha dato spettacolo anche se è durato poco, mentre Nia Jax si è inserita bene. Alla fine si punta molto su Seth Rollins, che vince la sua opportunità in modo legittimo, e la sfida riesce a renderlo credibile dopo che elimina un dominante Braun Strowman. A me il match è più piaciuto di più di quello femminile anche se il finale è sicuramente inferiore all’altro.

Voto finale: 8/10, questo è sicuramente un evento che può dividere i fan, perché sono mancate sfide imperdibili, ma allo stesso tempo ho dato circa il voto 8 a ben quattro sfide, secondo me molto piacevoli. Due di queste sono i match titolati femminili, sia Asuka contro Becky che Ronda Rousey contro Sasha Banks hanno regalato ottime fasi. Il simbolo dell’evento per me è Becky Lynch, che perde la sfida titolata, trova il modo di entrare nella Rumble al posto di Lana e la vince, passando così da uno fra i suoi peggiori insuccessi a un trionfo completo, una bella storia da seguire (ironicamente prima dell’evento speravo di vedere anche Finn Balor fare questo e entrare come Demon Balor nella Rumble per vincerla). Penso che in questo momento la WWE abbia a cuore la qualità, e faccia di tutto per richiamare un pubblico interessato nei match di alto livello, non c’è dubbio che vuole abbattere la concorrenza mostrando di avere all’interno tutto ciò che serve, e non si può negare che un roster del genere, qui a pieno potenziale con circa 70 lottatori coinvolti, sia capace di mostrare i lati migliori di una federazione spesso controversa nelle decisioni, ma a questo giro capace di garantire uno spettacolo valido. Seth Rollins promosso, Becky Lynch promossa a pieni voti, mentre a sorpresa AJ Styles contro Daniel Bryan è stato un po’ sottotono, ma sinceramente apprezzo comunque quella lentezza d’esecuzione delle mosse perché ha reso la sfida più psicologica, anche se poi è veramente difficile apprezzarlo, e alcuni lo troveranno di sicuro insufficiente. Per me è stato buono, non più di questo. Ho trovato eccezionale Finn Balor, per una volta davvero capace di far sognare e credere in lui, Brock Lesnar ha avuto questo ruolo del “troppo forte da battere” in tante sfide, e anche qui l’ha ripreso bene, risultando credibile sia come uomo da battere che come colui che spezza i sogni dei suoi avversari. Per me è il ruolo più adatto e può concretizzarlo finalmente a Wrestlemania. Una buona Rumble, le 5 ore totali sono un po’ pesanti da seguire, avrei preferito meno tempo per le fasi d’intermezzo e più focus sul ring, ma non si può avere tutto, va bene così.

domenica 13 gennaio 2019

Recensione TNA Genesis 2005 (13 novembre 2005)


Recensione TNA Genesis 2005
13 novembre 2005 da Orlando (Florida)

Immediatamente dopo Bound For Glory, nella puntata di Impact da due ore Jeff Jarrett ha sconfitto Rhino, riprendendosi il titolo mondiale NWA.

Larry Z. decide di mandare contro Raven un suo vecchio collega di WWE ed ECW…

PJ Polaco vs. Raven
Voto: 5/10. Non è un buon debutto per Justin Credible, sotto un nome facilmente dimenticabile. La sfida è breve e mediocre. Raven vince per schienamento in 5 minuti e 45 secondi, mentre per Polaco non ci saranno ulteriori apparizioni e può considerarsi una presenza singola a quest’evento.

3 Live Kru (BG James, Konnan & Ron Killings) vs. Team Canada (A1, Bobby Roode & Eric Young) [Hockey Stick Six Man Tag Team Match (Special Referee: Kip James)]
Voto: 5.5/10. Kip James è chiaramente dalla parte dei 3LK e ostacola lui stesso il Team Canada, prendendosela in particolare con Eric Young. Dunque non ci sono grossi problemi per i 3LK a vincere la sfida in 10 minuti e 23 secondi. La storia dello split dei 3LK sta durando davvero troppo!

Konnan si riappacifica con Kip James, e quest’ultimo ormai è sempre più vicino ai 3 Live Kru.

Christian Cage è il nuovo membro del roster TNA. Il lottatore dice che è cresciuto con una federazione debole che stava morendo e l’altra in ascesa, e ora la situazione si è ripetuta, ma è la TNA che sta salendo al vertice. Il Team Canada lo interrompe, Bobby Roode è aggressivo con lui, mentre Scott D’Amore lo invita a unirsi alla squadra e gli regala una maglietta. Christian dovrà decidere entro fine serata quale sarà la sua mossa.

NWA World Heavyweight Title #1 Contendership: Jeff Hardy vs. Monty Brown
Voto: 6/10. Una sfida decisamente accettabile ma pur sempre breve. Jeff Hardy è al suo ultimo match in pay per view e appare svogliato, poco ispirato, mentre Monty Brown è in una fase positiva della sua carriera, ed è lui a vincere per schienamento dopo 8 minuti e 43 secondi. Nulla di eccezionale, ma a differenza delle sfide precedenti lo considero sufficiente.

Austin Aries, Chris Sabin, Matt Bentley & Sonjay Dutt (w/Traci) vs. Alex Shelley, Christopher Daniels, Roderick Strong & Samoa Joe [Eight Man Tag Team Elimination Match]
Voto: 8.5/10. Un ottimo match, che funziona bene soprattutto per le difficoltà nel team di Samoa Joe e Christopher Daniels, due rivali che devono collaborare per vincere. Gran parte dei lottatori risaltano e si mostrano capaci di azioni spettacolari, mentre dopo 23 minuti e 15 secondi sopravvivono soltanto Joe e Daniels, portando la vittoria al loro team. Mi ha sorpreso perché non mi aspettavo molto da un 4 contro 4.

Samoa Joe attacca Christopher Daniels al termine del match, dominando nell’azione a colpi di sediate.

Abyss (w/James Mitchell) vs. Sabu [Hardcore Match]
Voto: 7/10. Questo è un altro match divertente. Inutile cercare psicologia del ring qui dentro perché l’obiettivo è quello di intrattenere con parecchia azione. Si finisce ben presto nel sottogenere Extreme ma c’era da aspettarselo. È Abyss a vincere per schienamento in 10 minuti e 48 secondi.

TNA X-Division Title: AJ Styles (c) vs. Petey Williams (w/A1)
Voto: 7.5/10. Ecco un buonissimo match per la cintura X-Division, che non va verso la vetta, ma almeno riesce a risultare coerente con una tipica rivalità. AJ riesce a mantenere la cintura e vince per schienamento dopo 18 minuti e 20 secondi. Sicuramente non è indimenticabile ma lo considero più che buono.

America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm) & Jeff Jarrett (w/Gail Kim) vs. Rhino & Team 3D (Brother Devon & Brother Ray) [Six Man Tag Team Match]
Voto: 8/10. Un altro match di gruppo da cui non mi aspettavo molto, eppure funziona benissimo specialmente nelle parti più dure e crude. È facile vedere l’impegno per creare una sfida intensa che renda felice il pubblico. Il Team 3D porta la vittoria per schienamento al trio di cui fa parte dopo 15 minuti e 56 secondi. Mi è piaciuto specialmente per l’azione, ho trovato gli AMW adatti a far team con Jarrett, comportandosi al limite della correttezza.

Jeff Jarrett attacca Rhino, il Team 3D attacca Jarrett, il Team Canada attacca il Team 3D… si potrebbe andare avanti a lungo ma interviene Christian Cage a spezzare l’equilibrio, estrae la sua maglietta del Team Canada e poi abbraccia Scott D’Amore. Si sta unendo alla squadra? Ovviamente no! Il lottatore dà libero sfogo contro i canadesi e aiuta il Team 3D a gettare Jeff Jarrett sul tavolo per infrangerlo.

Voto finale: 6.5/10, l’evento non parte affatto bene, risulta parecchio noioso per diverso tempo, il match di Raven è deludente, con i 3LK è facile vedere gli stessi schemi ripetuti in continuazione, Hardy contro Brown è al limite della sufficienza. Il promo di debutto di Christian Cage (insieme a tutta la sua storia nell’evento) è ottimo, d’impatto, rende subito il pubblico dalla sua parte e si presenta come una nuova stella di primo piano, e non un comprimario. Poi arrivano le sfide di alto livello, e da quel momento è facile apprezzare Genesis per ciò che offre, piazzandosi oltre la sufficienza pur sempre dopo una partenza lenta. La sfida 4 contro 4 è ottima, la mia preferita dell’evento, mentre il main event funziona perfettamente ed è incasinato quanto basta. Anche la chiusura dello show, sebbene scontata, ha l’effetto sperato. Non è un evento fra i migliori ma lo trovo piacevole e con diverse sorprese nella qualità dei match.

martedì 18 dicembre 2018

Recensione WWE TLC 2018 (16 dicembre 2018)


Recensione WWE TLC 2018
16 dicembre 2018 da San Jose (California)
Durata show: 3:56:39

L’ultimo evento dell’anno avviene in un periodo dove Raw sta producendo show pessimi mentre Smackdown è sempre piacevole da seguire ogni settimana. Con questa premessa, si può dire che TLC dura quasi 4 ore e ha molte sfide al suo interno.

WWE Mixed Match Challenge Final Match
Alicia Fox & Jinder Mahal (w/Samir Singh & Sunil Singh) vs. Carmella & R-Truth
Voto: 5/10. La seconda edizione del torneo è passata in secondo piano e se questa è la finale si dimostra come non c’è stato alcun vivo interesse per costruirlo bene. Non è niente più che una sfida “divertente” dove c’è un momento di danza all’interno con i fratelli Singh. Carmella sconfigge Alicia Fox in 5 minuti e 50 secondi e porta al team la vittoria del torneo, e la posizione #30 a lei e R-Truth alle rispettive Royal Rumble.

Carmella si gode il successo, mentre R-Truth sceglie come meta del viaggio di festa i quartieri generali della WWE a Stamford.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Bar (Cesaro & Sheamus) (c) vs. The New Day (Kofi Kingston & Xavier Woods) (w/Big E) vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) [Triple Threat Match]
Voto: 7.5/10. Non può mancare una bella sfida fra i team di Smackdown, e ancora una volta si trova il modo di far affrontare lottatori che hanno già garantito delle sfide eccellenti. In questo formato Triple Threat non arriva nulla di epico o imperdibile, ma almeno la qualità rimane buona dall’inizio alla fine. Sheamus vince per schienamento e porta la vittoria ai campioni di coppia dopo 12 minuti e 15 secondi.

Baron Corbin vs. Braun Strowman [Tables, Ladders & Chairs Match]
Senza voto. Qui c’è poco da dire, non doveva nemmeno essere una sfida “vera”. Braun Strowman promette zero squalifiche per via della stipulazione e tutti si ribellano a Corbin, a partire da Heath Slater, l’arbitro speciale da lui annunciato. Diversi lottatori che hanno subito torti con Corbin General Manager trovano il modo di vendicarsi, e quando lui fugge dal ring fa il suo ritorno Kurt Angle, permettendo a Strowman una vittoria facile con il conteggio da parte di Slater. Non è facile valutarlo come un match di Wrestling, si tratta della conclusione di una storia e dunque del periodo di Corbin al potere. Secondo me non poteva essere differente viste le premesse.

Natalya vs. Ruby Riott (w/Liv Morgan & Sarah Logan) [Tables Match]
Voto: 5.5/10. La rivalità è stata all’insegna del pessimo gusto, qualcosa che sinceramente non mi sarei aspettato di vedere nel 2018, con battutacce e provocazioni sul compianto Jim Neidhart, il padre di Natalya. C’è perfino il tavolo con la sua immagine portato dalla Riott Squad. Il match in sé non è brutto, ma tutti quei momenti “drammatici” sono eccessivi e difficili da digerire. Prima sono Liv Morgan e Sarah Logan a finire KO, poi Natalya riesce a scaraventare Ruby Riott sul tavolo in 12 minuti e 40 secondi, prendendosi la sua vendetta. Dovrebbe funzionare come sfida omaggio ma non mi è parsa funzionare in questa prospettiva.

Drew McIntyre vs. Finn Balor
Voto: 7+/10. Due ottimi lottatori a confronto, purtroppo Finn Balor sembra non trovare mai un ruolo adatto ma in sfide come queste dimostra la sua qualità. Dolph Ziggler interviene per aggredire McIntyre senza essere visto dall’arbitro, e in questo modo favorisce Balor, che arriva alla vittoria per schienamento dopo 12 minuti e 20 secondi. Un buon match.

Randy Orton vs. Rey Mysterio [Chairs Match]
Voto: 7.5/10. Rey Mysterio torna a prendersi dei rischi nella sfida, è fantastico vederlo planare all’esterno del ring su una sedia. Anche Randy Orton torna “vecchia scuola” con il pericolo generale di infortunarsi, dunque esce un bel confronto. Rey ottiene uno schienamento a culla dopo 11 minuti e 30 secondi. Una vittoria a sorpresa per lui, che sembra proiettato per qualcosa di importante in vista del periodo più atteso dell’anno.

WWE RAW Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Nia Jax (w/Tamina)
Voto: 7/10. Ottimo lavoro da parte della campionessa e nemmeno Nia Jax delude, nonostante le tante critiche su di lei ancora una volta mostra di essere una degna sfidante. Ronda vince per sottomissione in 10 minuti e 50 secondi, arrivando così a difendere ancora una volta la cintura femminile. Non avevo aspettative ed è stato più che piacevole da seguire.

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. AJ Styles
Voto: 8.5/10. Questa è una rivalità che mi sta piacendo moltissimo, il “nuovo” Daniel Bryan è carismatico, in pratica il lottatore ha messo a tacere chi lo criticava per essere famoso solo per i cori “Yes yes yes”, mentre ha dimostrato di saper reggere il ruolo di campione anche ora. Il match mi è piaciuto molto, c’è tantissima azione e i lottatori riescono a dar vita a una sfida pazzesca. Nel finale Daniel Bryan riesce a mantenere la cintura vincendo per schienamento in 23 minuti e 55 secondi. Sicuramente è un ottimo match.

WWE Intercontinental Title: Seth Rollins (c) vs. Dean Ambrose
Voto: 6/10. Questo è un match molto lungo, ma che risulta troppo statico. Sono felice per il ritorno di Dean Ambrose, ma qui la rivalità pur essendo forte e importante per tutta la sfida non basta per il confronto, e anzi si può considerare deludente rispetto a ciò che poteva offrire. Era il match che aspettavo di più, e il pubblico lo ha stroncato urlando “boring boring” mentre la qualità si è tenuta sulla sufficienza, e non oltre. Il finale è di forte impatto, Ambrose schiena Rollins dopo 23 minuti e conquista la cintura intercontinentale per la terza volta in carriera. Sicuramente poteva esserci molto di più, è incredibile vedere come i fan si siano sentiti “dimenticati”, è mancata la costruzione interna al match.

WWE SmackDown Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Asuka vs. Charlotte Flair [Triple Threat Tables, Ladders & Chairs Match]
Voto: 9/10. La sfida migliore dell’evento è proprio il main event, un incredibile TLC match che regala spettacolo dall’inizio alla fine. Gli spot non mancano di intensità, e anzi trovo che fra tutte e tre, Becky sia praticamente il fulcro della sfida, con la sua aggressività che pare caricare il pubblico e portarlo dalla sua parte. Purtroppo c’è un intervento finale che un po’ rovina la storia della sfida, quando Ronda Rousey interviene e attacca Becky e Charlotte, buttandole giù insieme alla scala. Asuka se ne approfitta e vince la sfida in 21 minuti e 45 secondi, conquistando per la prima volta la cintura femminile di Smackdown. Un buonissimo match, il finale non mi è piaciuto ma non va a rovinarlo. In ogni caso che grande periodo per il roster femminile, sono sempre più convinto che sarà una sfida al femminile il main event di Wrestlemania.

Voto finale: 7.5/10, la prima metà dell’evento è mediocre, con match più o meno sulla sufficienza ad eccezione del validissimo match per i titoli di coppia di Smackdown, e l’intrattenimento dato dall’umiliazione ricevuta da Baron Corbin (un evento necessario dopo un periodo pessimo da General Manager), oltre al ritorno di Kurt Angle, nemmeno troppo a sorpresa. Rey Mysterio e Randy Orton hanno alzato la qualità grazie a una bella sfida nello stile “old school”, con sedie e spot interessanti. Da quel momento la qualità rimane buona e si alza ancora con il match per il titolo WWE in cui AJ Styles e Daniel Bryan danno vita a una sfida epica, mentre il TLC match femminile in chiusura è un degno main event ed è stato il mio match preferito. Purtroppo sono deluso da Seth Rollins contro Dean Ambrose, ero convinto che avrebbero fatto molto di più, nonostante la lunga durata non ha funzionato. Ho poco da dire sul resto della card, c’è da dire che è stato un evento migliore sicuramente rispetto agli episodi di Raw, e in linea con l’ottimo Smackdown di questo periodo. Manca un po’ la presenza dell’Universal Champion Brock Lesnar, ma TLC ha avuto il suo giusto main event.

sabato 1 dicembre 2018

Recensione Bound For Glory 2005 (23 ottobre 2005)


Recensione TNA Bound For Glory 2005
23 ottobre 2005 da Orlando (Florida)

Prima edizione di Bound For Glory, l’evento più importante della federazione. Nel periodo seguente a Unbreakable, Jeff Jarrett ha sconfitto Raven e conquistare il titolo NWA, mentre gli America’s Most Wanted, ora parte dell’alleanza con Jarrett, hanno vinto le cinture di coppia contro i Naturals.

Jushin Thunder Liger vs. Samoa Joe
Voto: 6.5/10. Sono felice di vedere una leggenda come Liger a lottare contro Samoa Joe in TNA, ma è un match a cui viene data poca enfasi, probabilmente non doveva essere la sfida d’apertura e poteva durare di più. C’è un dominio finale di Joe, che vince per sottomissione in 7 minuti e 27 secondi. Nonostante sia superiore alla sufficienza, sono un po’ deluso perché il potenziale era davvero alto.

Apolo, Shark Boy & Sonny Siaki vs. Diamonds In The Rough (David Young, Elix Skipper & Simon Diamond)
Voto: 4.5/10. Una sfida riempitiva di cui si poteva fare a meno. Ho disinteresse per Apolo e Siaki, mentre i Diamonds In The Rough svolgono sempre un ruolo minore, ma che funziona. È il team di Young a vincere per schienamento in 7 minuti e 3 secondi di noia.

Ci sono contrasti fra Jeff Jarrett e Monty Brown, che sospetta quanto l’avversario lo tema, ma lui non vuole ammetterlo.

Lance Hoyt vs. Monty Brown
Voto: 5.5/10. Nulla di terribile, ma nemmeno lo ritengo sufficiente. Sfida che non dice nulla di nuovo, anche se il pubblico stasera è veramente esaltato e apprezza tutto. Brown vince per schienamento dopo 6 minuti e 29 secondi.

Kip James propone di aiutare i 3 Live Kru per fare un favore a BG James, ma Konnan è contrario e lo respinge.

3 Live Kru (BG James, Konnan & Ron Killings) vs. Team Canada (A1, Bobby Roode & Eric Young) (w/Scott D'Amore)
Voto: 5/10. Ahia, questa sfida non funziona, ma almeno dura poco. È uno spreco ma la sfida non ingrana mai dall’inizio alla fine ed è il Team Canada a vincere per schienamento in modo sporco dopo 6 minuti e 8 secondi. Le solite cose, mai nulla di nuovo.

Kip James interviene ed assale i tre membri del Team Canada, schierandosi apertamente con i 3 Live Kru, anche se Konnan fatica ancora ad accettarlo come alleato. Questo è un dettaglio importante per la storia che si sta sviluppando in quel periodo.

TNA X-Division Title #1 Contendership: Chris Sabin vs. Matt Bentley (w/Tracy) vs. Petey Williams (w/Scott D'Amore) [Ultimate X Match]
Voto: 7.5/10. Ecco un match che davvero poteva fare la differenza e sembrava perfetto fino a uno strano problema con la croce a forma di X da recuperare, che cade e viene riappesa, lasciando tutti i lottatori seccati e pure il pubblico. Come se non bastasse, cade ancora dopo poco ed è Petey Williams a recuperarla in 13 minuti e 13 secondi, vincendo una sfida piena di spot e buona qualità di Wrestling, ma che brutto finale!

NWA World Tag Team Titles: America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm) (c) vs. The Naturals (Andy Douglas & Chase Stevens)
Voto: 7/10. Gli AMW sono diventati brutali e questo permette al team di superare l’immagine precedente, rendendoli più aggressivi e adatti alla TNA di fine 2005. I Naturals stanno già iniziando a perdere la loro popolarità, ma qui sono ancora tifati. Gli AMW vincono grazie all’uso di una bottiglia di birra e poi con lo schienamento in 10 minuti e 37 secondi. Questo è un buon match di coppia, talvolta durissimo nei colpi inferti ma senza troppe pretese.

Larry Zbyszko ha il compito di decidere il main event dell’evento (finora non ancora annunciato, ed è strano per un evento maggiore) e decide per una 10 Men Battle Royale in formato Gauntlet, con il vincitore che affronterà Jeff Jarrett subito dopo.

Abyss (w/James Mitchell) vs. Jeff Hardy vs. Rhino vs. Sabu [Four Way Monster's Ball Match]
Voto: 8.5/10. Questo è uno dei periodi più divertenti per le sfide esagerate, e questa lo è di certo. In casi come questo il voto ha una forte componente soggettiva, e se mi diverte davvero tanto un match (specialmente rivedendo un evento) ho buone ragioni per dare un voto alto. Questo è spettacolare, il volo di Jeff Hardy durante la sfida è altissimo e ancora oggi rimane impressionante perché rischioso. Rhino vince schienando proprio Hardy dopo 12 minuti e 20 secondi di buona qualità. Anche Sabu e Abyss in questo match sono perfetti, è una sfida di qualità inattesa.

TNA X-Division Title: AJ Styles (c) vs. Christopher Daniels [30 Minutes Iron Man Match]
Voto: 8.5/10. Concedere 30 minuti a due grandi fenomeni del ring è un’ottima scelta e ovviamente arriva da loro la sfida qualitativamente più alta. Per quasi 30 minuti viene mantenuto il risultato di 0-0 ma non manca lo spettacolo. Certo, di solito avere schienamenti a ripetizione rende la sfida più appassionante ma anche così funziona bene. Nel finale è AJ Styles a schienare il rivale appena prima della fine del match, vincendo 1-0 per chiudere così la rivalità fra loro (almeno per un po’ di tempo). Non è il loro migliore match ma è sempre un periodo imperdibile per quanto lo riguarda.

NWA World Heavyweight Title #1 Contendership: Abyss vs. AJ Styles vs. Jeff Hardy vs. Kip James vs. Lance Hoyt vs. Monty Brown vs. Rhino vs. Ron Killings vs. Sabu vs. Samoa Joe [Gauntlet Battle Royal]
Voto: 6/10. Non sono un fan delle sfide Battle Royal perché le vedo dispersive, tanti lottatori coinvolti e spesso diverse eliminazioni non hanno la giusta enfasi. Questa sfida non è da meno alla tradizione. Nel finale Abyss elimina Samoa Joe ed AJ Styles, ma è Rhino a vincere in 14 minuti e 19 secondi. Nulla di speciale, sicuramente un debole pre-main event per un evento così importante.

NWA World Heavyweight Title: Jeff Jarrett (c) vs. Rhino [Special Referee: Tito Ortiz]
Voto: 5/10. Rhino è al suo terzo match nell’evento e ottiene la sua terza vittoria in 5 minuti e 30 secondi, grazie anche all’aiuto dell’arbitro speciale Tito Ortiz (famosissimo lottatore delle MMA). Se viene preso come un main event vale ben poco, se invece lo considera nell’ottica della sorpresa con il tanto atteso cambio di titolo, allora la situazione cambia. Per quanto mi riguarda non mi è dispiaciuto vedere Rhino arrivare alla vetta, anche se è stato tutto costruito di fretta.

Scatta una mega rissa sul ring fra i supporter di Jeff Jarrett e i suoi nemici, ma ha il sopravvento il Team Canada con l’aiuto degli AMW. Rhino viene gettato in una bara, ma arriva il Team 3D (questo è il nome dei Dudley Boyz in TNA) a fare piazza pulita e salvarlo.

Voto finale: 6/10, credo che Bound For Glory sia ricordato per due fattori. Il primo è che si tratta della prima edizione dell’evento maggiore della federazione, il secondo è per le tre vittorie di Rhino in tre match, che lo portano al titolo NWA, un prestigio decisamente importante per la sua carriera. Ci sono due sfide assolutamente facili da raccomandare, il Monster’s Ball match, divertente e un po’ esagerato, e il match di 30 minuti fra AJ Styles e Christopher Daniels. Il resto è un semplice accompagnamento, fatto di alti e bassi. Questo primo Bound For Glory è sufficiente ma dimenticabile in una fase altamente positiva per la TNA, ormai vicina a un salto nella popolarità che andrà avanti per tutto il 2006.

mercoledì 21 novembre 2018

Recensione Survivor Series 2018 (18 novembre 2018)


Recensione WWE Survivor Series 2018
18 novembre 2018 da Los Angeles (California)
Durata show: 3:34:12

Lo scorso anno avevo scritto nella recensione che l’idea di avere tutti match non titolati in un evento così importante non mi era piaciuta ma che era accettabile per un anno… e stavolta è stata replicata e potrebbe diventare il formato ufficiale per chissà quanto tempo. Le mie aspettative sono state basse prima dell’evento, e se avevo un forte interesse per il rematch fra Brock Lesnar ed AJ Styles, questo è saltato per il cambio di titolo WWE a Smackdown, con Daniel Bryan sfidante del campione Universal.

Nel pre-show il team di esclusi di Smackdown ha sconfitto quello di esclusi di Raw dopo 22 minuti di match, portando Smackdown LIVE sull’1-0, con i fratelli Uso sopravvissuti della sfida. Tuttavia il conteggio ufficiale parte solo dall’evento e dunque mi tocca “resettare” sullo 0-0 e seguire quello fornito dalla WWE.

Team RAW (Bayley, Mickie James, Nia Jax, Sasha Banks & Tamina) (w/Alexa Bliss) vs. Team SmackDown LIVE (Asuka, Carmella, Mandy Rose, Naomi & Sonya Deville) (w/R-Truth) [5 vs 5 Tag Team Match]
Voto: 6-/10. Un grande spreco di talenti, vorrei tanto apprezzare di più questa sfida ma l’ho trovata sottotono e poco interessante. A dire il vero le parti migliori sono arrivate grazie a Mickie James e al team di Smackdown, ma purtroppo sembra quasi la lista della spesa di un’eliminazione dopo l’altra con poca storia della sfida. Il risultato non è inatteso ma lascia comunque spiazzati, quando Nia Jax schiena Asuka dopo 18 minuti e 50 secondi, portando la vittoria al Team RAW. Ritengo che non sia stata una buona sfida di gruppo, ma risulta ben più che guardabile. Raw 1 – Smackdown 0.

Seth Rollins vs. Shinsuke Nakamura
Voto: 8-/10. Rollins è il campione intercontinentale di Raw, Nakamura è il campione americano di Smackdown. Questo è un match inedito e di ottimo livello, purtroppo spesso rallentato da fasi statiche che allungano il tempo totale, c’è da dire che lo spettacolo è garantito e l’enfasi nella parte finale è efficace. Rollins schiena Nakamura dopo 21 minuti e 50 secondi. Probabilmente una serie di sfide fra questi due lottatori porterebbe a match eccellenti. Raw 2 – Smackdown 0.

The Authors Of Pain (Akam & Rezar) (w/Drake Maverick) vs. The Bar (Cesaro & Sheamus) (w/The Big Show)
Voto: 6/10. Gli AOP hanno vinto le cinture di coppia a Raw nonostante non ci sia stata la minima costruzione del loro status, mentre Cesaro e Sheamus hanno trovato in Big Show un alleato capace di rinforzarli ad alti livelli. Purtroppo è un match che non ha maggiore valore di sfide di team durante uno show settimanale, e il finale è ridicolo con Drake Maverick che si piscia addosso dalla paura quando viene aggredito da Big Show. Questo è umiliante! In ogni caso gli AOP vincono per schienamento in 9 minuti, è una sfida sufficiente ma dimenticabile.

WWE Cruiserweight Title: Buddy Murphy (c) vs. Mustafa Ali
Voto: 7.5/10. Tantissimi spot e momenti spettacolari, ma non lo considero migliore di Rollins contro Nakamura, che mi ha appassionato di più anche per via di un pubblico più presente di questo, in buona parte disinteressato ai cruiserweight che invece ci mettono il massimo impegno. Nella seconda metà finalmente l’azione mette a tacere chi all’inizio fischiava, ma rimane comunque una sfida dimenticabile e con scarsa psicologia del ring. Murphy schiena Ali in 12 minuti e 20 secondi, rimanendo campione. Di sicuro non è ai livelli d’enfasi della sfida in pay per view che ha portato Buddy Murphy alla cintura.

Team RAW (Bobby Lashley, Braun Strowman, Dolph Ziggler, Drew McIntyre & Finn Balor) vs. Team SmackDown LIVE (Jeff Hardy, Rey Mysterio, Samoa Joe, Shane McMahon & The Miz) [5 vs 5 Tag Team Match]
Voto: 7-/10. Questo riesce a essere un match equilibrato per circa una ventina di minuti, prima di prendere una singola direzione. Il punto è che il Team RAW è pieno di crisi interne, mentre l’altro riesce a coesistere meglio, e nonostante questo Raw rimane superiore quando inizia ad emergere la direzione presa dalla sfida. Samoa Joe viene eliminato da McIntyre dopo 35 secondi, dando inizio alla strana impressione lasciata dalla sfida. Ci sono dei buoni momenti, perché il roster dei due team è ottimo. Poi arriva il dominio del Team RAW. Strowman elimina di fila Jeff Hardy, Rey Mysterio, The Miz e infine Shane McMahon, sopravvivendo insieme a Lashley e McIntyre dopo 24 minuti. La qualità è migliore della sfida 5 contro 5 femminile ma non c’è mai la sensazione che Smackdown possa davvero farcela. Raw 4 – Smackdown 0.

Durante un’intervista a Seth Rollins, viene annunciato che lui dovrà difendere il titolo americano contro Dean Ambrose a TLC.

Charlotte Flair vs. Ronda Rousey
Voto: 7.5/10. Charlotte rappresenta Smackdown come sostituta della campionessa femminile Becky Lynch, infortunata, e Ronda Rousey rappresenta Raw, di cui è la campionessa. La sfida è durissima, sicuramente intensa e in certi momenti appassiona e coinvolge. Quello che un po’ mi dispiace ma a questo punto lo comprendo, è il finale in cui Charlotte si fa squalificare dopo 14 minuti e 40 secondi per aver perso il controllo. Credo che presto ci saranno altre sfide fra loro e questo è soltanto l’inizio. Raw 5 – Smackdown 0.

Nel post-match, Charlotte continua ad attaccare Ronda Rousey per almeno cinque minuti, usando anche la sedia per infliggere il massimo dolore. Sembra in collera e non riesce a trattenersi.

Brock Lesnar (w/Paul Heyman) vs. Daniel Bryan
Voto: 8.5/10. Brock Lesnar è l’Universal Champion a Raw, Daniel Bryan il campione WWE a Smackdown. Anche se volevo vedere un rematch fra Lesnar ed AJ Styles, sono contento comunque di come siano andate le cose e Daniel Bryan di nuovo nel main event garantisce una buona qualità del main event. A differenza di molti match di Lesnar, questo non è un dominio a senso unico e anzi Daniel Bryan prova tante volte a raggiungere la vittoria e ci arriva vicino. Forse se non ci fosse stato il pestaggio di Bryan ad AJ Styles pochi giorni prima, i fan sarebbero stati dalla sua parte, ma chiaramente manca quel fattore di tifo del pubblico che poteva esserci. Lesnar tuttavia vince per schienamento in 18 minuti e 50 secondi. Match ottimo per tutta la sua durata, a mio parere il migliore dell’evento. Raw 6 – Smackdown 0.

Voto finale: 6/10, questo è un voto strano da dare all’evento. A livello di gestione dei risultati, lo trovo incredibilmente pesante, vedere Smackdown umiliato in quel modo con un 6-0 non era nemmeno nelle mie più lontane previsioni. Mi aspettavo un successo per Raw, ma non un dominio del genere. Certo, nel pre-show ha vinto il team di Smackdown, ma conta qualcosa se non è nemmeno considerato “ufficiale”? Direi proprio di no. Gli ultimi due match e quello per il titolo Cruiserweight sono l’esempio di buone sfide in un evento strutturato male. Specialmente se si arriva da WWE Crown Jewel che è stato pessimo, doveva esserci qualcosa di più avvincente e non una storia a senso unico come questa. Sono contento che Lesnar contro Bryan non sia stato un dominio ad parte del campione Universal, ed è forse la sfida che salva l’evento in sé. Avrei voluto e credo che avrei dovuto vedere di più da un evento che poteva essere di livello maggiore. Con lottatori e lottatrici di livello così alto, mi aspetto molto di più, e Survivor Series con la formula ripetuta di Raw contro Smackdown crolla in una mancanza d’interesse per la competizione fra i due show. Un evento che sicuramente farà parlare è l’attacco post-match di Charlotte Flair ai danni di Ronda Rousey. Considero Survivor Series appena sufficiente.

lunedì 12 novembre 2018

Recensione Raw episodio 208 (05 maggio 1997)


Recensione Raw 208
05 maggio 1997 da Green Bay (Wisconsin)
Durata show: 1:32:09
Rating: 2.8 (vs Nitro #86: 3.2)

Dopo un lungo riepilogo di quasi 5 minuti la puntata si apre con un segmento, un classico per Raw da questo periodo fino a oggi, con rarissime partenze direttamente con un match. È la puntata che precede il prossimo In Your House.

L’Hart Foundation raggiunge il ring e Bret Hart prende il microfono ma è sommerso dai cori USA, USA. L’Hitman ringrazia tutti i suoi fan nel mondo ma non i fan americani perché apprezzano Shawn Michaels, poi ringrazia i suoi alleati, in particolare Jim Neidhart che è tornato per lui. Hart riprende a insultare i fan americani, che sono gelosi dei loro successi e presenta i compagni di squadra con i loro pregi e trionfi. Continua poi a insultare Steve Austin e Shawn Michaels. Bret sembra un disco rotto, ma è efficace e riesce a farsi fischiare dal pubblico.

Ahmed Johnson vs. Rockabilly (w/The Honky Tonk Man)
Voto: 5-/10. Honky Tonk Man si sta rivelando un buon manager, capace di portare il pubblico a fischiare Billy Gunn. Durante la sfida c’è una breve intervista a Faarooq, che non ha alcuna intenzione di vedere la Nation of Domination abbattuta da Ahmed Johnson. Purtroppo il match è piatto a livelli indesiderabili, Rockabilly prende la chitarra ma è Johnson a farsi squalificare quando la usa su di lui dopo 3 minuti e 57 secondi. Nulla più che un riempitivo vuoto.

L’Hart Foundation ha preso di mira Shawn Michaels e lo cerca ovunque nel backstage.

C’è un altro video di lunga durata sulla vita privata di Ken Shamrock… noioso!

Goldust (w/Marlena) vs. Vader
Voto: 6/10. Ken Shamrock è al tavolo di commento e infatti lui e Vader hanno un diverbio durante la sfida. Il match non è eccellente ma c’è un ottimo lavoro di Vader sul ring sia per affrontare Goldust che per costruire la sfida con il lottatore delle MMA. Vader vince per schienamento in 8 minuti e 22 secondi in maniera pulita e devastante.

Scatta la rissa fra Vader e Shamrock, ma interviene anche Mankind, che viene intercettato da Goldust. Lui e Shamrock rimangono sul ring.

Video sull’uomo dietro l’identità di Goldust: Dustin Rhodes. Si esce un po’ dalla personalità di Goldust per esplorare il lato “umano” del personaggio. L’unico problema è che il filmato dura troppo e sembra un documentario, non è un buon modo di mandare avanti una puntata.

L’Hart Foundation aggredisce un uomo con i capelli lunghi solo per assomigliare vagamente a Shawn Michaels, ma si vede da lontano che non è lui (ed è pure sovrappeso).

Ahmed Johnson vs. Crush vs. Sconosciuto 1 vs Sconosciuto 2 [Gauntlet Match]
Senza voto. Eh, qui nemmeno gli archivi aiutano a capire i nomi dei due sconosciuti, sul network addirittura c’è il termine “jobbers” in chiaro ma tanto sono irrilevanti e vengono presto eliminati. Crush annienta entrambi, mentre Ahmed Johnson (con la maschera facciale più stupida di sempre) elimina proprio lui alla svelta, uscendo trionfatore nel suo secondo match disputato nello show. Crush riesce ad annoiare perfino quando combatte soltanto per due minuti!

Tutti cercano Shawn Michaels e lui si presenta sul ring in maniera normale, con il brano d’ingresso. Il lottatore supporta Steve Austin quando si tratta di affrontare l’Hart Foundation, poi assicura il pubblico di saper gestire i suoi problemi. Il lottatore viene intervistato da Vince McMahon e ammette che è vicino a tornare sul ring contro Bret Hart, ed è interessato a tornare per King of the Ring (a giugno). HBK poi prende ancora di mira l’Hart Foundation e vuole eliminarla. Bret Hart e Brian Pillman interrompono la sua uscita, deridendo il “ritorno del suo sorriso” e non crede che il suo ginocchio abbia problemi, lo vuole far tornare prima, contro Jim Neidhart stasera a Raw. The Anvil raggiunge il ring ma è una trappola da parte dell’Hart Foundation per assalire Michaels. I Legion of Doom però fanno piazza pulita sul ring.

Doug Furnas & Philip LaFon vs. The Legion Of Doom (Road Warrior Animal & Road Warrior Hawk)
Voto: 5.5/10. Viene menzionata dal team di commento la mancanza di carisma di Furnas e LaFon, il loro vero problema, viste le qualità tecniche. Questo è di sicuro il migliore periodo per i LoD dal loro ritorno, e sono molto tifati dal pubblico. Owen Hart interviene e porta Furnas e LaFon alla vittoria per schienamento in 7 minuti e 54 secondi. Non particolarmente valido, con un finale sporco.

Undertaker raggiunge il ring per intimorire Steve Austin con poche parole, ma convincenti. Stone Cold ha scelto il momento sbagliato per attraversare il suo percorso. Si può già notare il suo look più oscuro che porterà avanti durante il 1998.

Steve Austin vs. The British Bulldog
Voto: 7-/10. Questo match non riesce a convincermi del tutto, nonostante il suo potenziale. Austin vince per schienamento in 13 minuti e 2 secondi. Credo che non sia il migliore match, l’ho trovato un po’ sottotono.

Scatta una maxi-rissa alla fine del match, con Shawn Michaels che interviene per ultimo a vendicarsi dell’Hart Foundation. Le luci si spengono e compare anche Undertaker, che si ritrova ancora una volta a picchiarsi con Stone Cold in chiusura di puntata.

Voto finale: 5/10, l’episodio ha dei difetti evidenti, la prima ora si apre con un ottimo promo dell’Hart Foundation sul ring, ma poi cade nella noia totale. Solo Vader contro Goldust salva l’ora iniziale ma non è abbastanza. I Filmati-documentari su Ken Shamrock e Dustin Rhodes tendono ad annoiare perché durano troppo. La rivalità fra Ahmed Johnson e la Nation of Domination sta iniziando a stancare, ma almeno costruisce bene il prossimo In Your House. Lo show si scalda con il ritorno di Shawn Michaels e la rivalità con l’Hart Foundation che va ben oltre le parole. Questi sono i segmenti che fanno bene allo show, ma purtroppo è il massimo intrattenimento della puntata. Il main event si tiene su livelli accettabili anche senza risaltare troppo, migliorando comunque un episodio di Raw abbastanza povero nella qualità ma non di certo nei contenuti.

martedì 6 novembre 2018

Recensione Nitro episodio 85 (28 aprile 1997)


Recensione WCW Nitro 85
28 aprile 1997 da Norfolk (Virginia)
Durata show: 44:00
Rating: 3.4 (vs Raw #207: 2.7)

Lo show torna per qualche settimana nel formato ad ora singola, confrontato alle due ore di Raw.

Roddy Piper apre lo show e dà dei bugiardi ai membri del nWo, poi li sfida a presentarsi da lui. Ric Flair si unisce nel discorso ma appena inizia a parlare c’è la sigla.

WCW United States Heavyweight Title: Dean Malenko (c) vs. Prince Iaukea
Voto: 6+/10. Durante la sfida c’è un promo di Jeff Jarrett, interessato a guadagnarsi sia il rispetto di Malenko che la cintura americana (dando per scontata la sua vittoria stasera). Ovviamente non ci sono problemi e Iaukea viene sconfitto per sottomissione. Non male come sfida d’apertura e il pubblico sembra apprezzarla.

WCW World Cruiserweight Title: Syxx (c) vs. Juventud Guerrera
Voto: 6/10. Nemmeno un minuto di sosta che c’è già il secondo match. Purtroppo non è il migliore match che potevo aspettarmi da loro, non manca l’agilità ma è abbastanza piatto. Nel finale Syxx sottomette Guerrera e mantiene la cintura, prolungando la presa anche dopo il suono della campanella.

Ingresso in scena per alcuni membri del nWo, Nash, Hall e Syxx, tutti e tre in possesso di cinture. Ancora una volta invadono il tavolo di commento e scacciano gli annunciatori. Hall chiama Piper e Flair “dinosauri”, a lui non interessa cos’hanno da dire loro due. Tutti festeggiano senza alcuna ragione e se vanno, giusto per occupare un po’ il tempo a disposizione.

Chris Benoit vs. Lord Steven Regal
Voto: 6.5/10. Benoit entra con la leggendaria musica dei Four Horsemen, c’è una sfida breve ma tecnica, che sarebbe stata più interessante con qualche minuto in più. È il canadese a sconfiggere Regal per intervengo esterno di Kevin Sullivan che fa scattare la squalifica.

È rissa all’esterno del ring fra Sullivan e Benoit, poi interviene anche Meng a colpire l’Horseman.

Randy Savage e Miss Elizabeth girano un video in bianco e nero del nWo, continuando la rivalità con Diamond Dallas Page. È breve e confusionario, con il solito machismo di Savage.

Lex Luger & The Giant vs. The Amazing French Canadians (Carl Ouellet & Jacques Rougeau)
Voto: 6/10. Sfida breve ma che intrattiene quanto serve, il pubblico l’apprezza molto nonostante solo gli ultimi 30 secondi siano meritevoli. Luger e Giant ottengono la vittoria allo stesso momento. Questo team mi piace più di quanto avrei immaginato.

Steve McMichael vs. The Barbarian
Voto: 5.5/10. Main event breve, con McMichael in difficoltà, ma grazie alla valigetta fa collassare Barbarian e lo schiena. Nulla di fuori dall’ordinario ma non è nemmeno pessimo, anzi, fa il suo dovere in pochi minuti.

Ric Flair e Roddy Piper sono sul ring a gasare i fan nella loro rivalità con il nWo. Piovono nell’arena foglietti di propaganda da parte degli Outsiders per provocare il duo sul ring, che rimane zittito dalla pioggia e dall’ingresso dei loro rivali e di Syxx. “Tradition bites! nWo 4 Life”, dice il foglietto. Scatta la rissa finale con la vendetta di Ric Flair, e poi il pestaggio ai suoi danni. Piper non fa nulla e guarda, poi si fa coinvolgere anche lui aiutando Flair.

Voto finale: 7/10, il cambio di formato rende lo show meno dispersivo, con un’ora concentrata sullo sviluppo di storie e sull’azione sul ring invece che in inutili segmenti tirati per le lunghe. Che dire… io preferisco così, anche se il passaggio a due ore ha garantito alcune fra le migliori puntate finora. Il lato migliore è sicuramente quello di condensare i talenti in un’ora e far apparire un po’ tutti i personaggi chiave delle rivalità in corso. L’azione sul ring è caotica e piacevole, e non c’è un solo match che definisco brutto in tutto l’episodio. Certo, è ben lontano dall’essere uno show “da vedere”, ma rimane sopra la sufficienza per via di un pubblico che apprezza tutto quello che succede, e il new World order trova ancora una volta il modo di essere presente e regalare alcuni momenti d’interesse. A me è piaciuto questo episodio!


Nitro, voto 7; Raw, voto 7.5. Un’altra settimana dove Raw appare come lo show più vivace. La Monday Night Wars è ormai entrata nel vivo.

Nitro 43 – Raw 34