giovedì 29 ottobre 2020

Recensione WWE Backlash 2002 (21 aprile 2002)

 Recensione WWE Backlash 2002

21 aprile 2002 da Kansas City (Missouri)

Durata show: 2 ore e 47 minuti

 

L’evento arriva dopo la prima Draft Lottery della storia del Wrestling, con la divisione del roster in due roster, quello di Raw con gestore Ric Flair e quello di Smackdown con gestore Vince McMahon. Gli assetti sono dunque cambiati ma i pay per view sono ancora condivisi e lo rimarranno ancora fino a quasi metà dell’anno seguente. Erroneamente Backlash viene considerato l’ultimo evento targato WWF ma in realtà è Insurrextion 2002 il pay per view finale trasmesso con quel marchio ed è disponibile sul WWE Network.

 

WWF Cruiserweight Title: Billy Kidman (c) vs. Tajiri (w/Torrie Wilson)

Voto: 7.5/10. Una buona sfida d’apertura dove si enfatizza il comportamento arrogante di Tajiri, che tratta malissimo Torrie e gioca sporco pur di vincere. Una sfida fra cruiser non spettacolare ma comunque con ottime mosse e momenti d’interesse. Tajiri usa il liquido rosso dalla bocca e poi schiena Kidman in 9 minuti e 4 secondi, conquistando la cintura Cruiserweight. Un’ottima partenza per l’evento.

 

Bradshaw (w/Faarooq) vs. Scott Hall (w/X-Pac)

Voto: 5.5/10. La forma fisica di Scott Hall è inaccettabile, mentre Bradshaw dà prova di essere già meritevole anche in sfide singole, anche se qui si mostra il suo legame con Faarooq. Il pubblico fischia molto X-Pac, questa versione del nWo pare aver già perso interesse pochi mesi dopo l’arrivo. Scott Hall riesce comunque a vincere in 6 minuti e 42 secondi, ma è un risultato che non prova nulla, viste le pessime condizioni del lottatore.

 

WWF World Women's Title: Jazz (c) vs. Trish Stratus

Voto: 5/10. Molly Holly interviene prima del match e attacca Trish Stratus a tradimento, colpendola con il microfono. Per questa ragione, Jazz parte favorita e vince per sottomissione in soli 4 minuti e 35 secondi. Buone le poche azioni da parte di Trish ma è difficile chiamarlo un match di Wrestling vista la breve durata. Non è di certo una sfida da pay per view.

 

Brock Lesnar (w/Paul Heyman) vs. Jeff Hardy (w/Lita)

Voto: 6.5/10. La tentazione di definirlo uno squash era forte, ma è una sfida in cui Jeff Hardy cerca comunque di apparire in grado di resistere, almeno per un po’! Brock Lesnar si presenta al grande pubblico come un dominatore del ring, accompagnato dal manager perfetto per lui. Tutto sommato, finisce davvero a senso unico, con Lesnar che ottiene il KO tecnico in 5 minuti e 32 secondi.

 

Kurt Angle vs. Edge

Voto: 8.5/10. Ci troviamo nell’era d’oro di Smackdown, questi due lottatori giunti a Smackdown dal Draft disputano una sfida di ottimo livello, che dà inizio alla loro serie di match. A mio parere questo è anche il migliore periodo di Edge a livello di prestazioni sul ring, riesce a eguagliare una star del livello di Angle. L’eroe olimpico riesce a vincere in 13 minuti e 24 secondi, però Edge viene lanciato a un livello superiore, confermandosi ottimo nella carriera singola.

 

Chris Jericho non ha alcun match in programma e si sfoga sul ring insultando il pubblico. Jericho ricorda a tutti di essere stato il primo Undisputed Champion, Hulk Hogan non merita quell’opportunità e non conquisterà il titolo mondiale un’ultima volta. Non arriva nessuno e Jericho se ne va dopo un ottimo promo.

 

WWF Intercontinental Title: Rob Van Dam (c) vs. Eddie Guerrero

Voto: 7/10. Mi aspettavo qualcosa in più dal confronto fra RVD e Guerrero, rientrato da poco nel roster della WWE. Invece è una sfida meno spettacolare e più confusionaria, dove Eddie ricorda ancora una volta al pubblico di essere astuto e capace di approfittarsi di una distrazione dell’arbitro per tramortire l’avversario con la cintura, arrivando a schienare Van Dam dopo 11 minuti e 37 secondi, conquistando il titolo intercontinentale. Grande vittoria per Latino Heat!

 

WWF Undisputed World Heavyweight Title #1 Contendership: Steve Austin vs. The Undertaker [Special Referee: Ric Flair]

Voto: 4/10. Mi dispiace bocciare una sfida fra due icone del Wrestling, ma purtroppo è un match lunghissimo e parecchio lento, con scarsa psicologia nonostante si tratti di due veterani. Undertaker heel del 2002 pare nel suo periodo peggiore di forma fisica, non riesce proprio a ingranare mentre Stone Cold sembra avere la testa altrove, non rimarrà ancora a lungo nella federazione! Arrivano mosse sleali, usi della sedia e altre scorrettezze che vedono Undertaker abbattere Austin, lui tiene il piede sulla corda ma l’arbitro speciale Ric Flair non se ne accorge e conta lo schienamento a favore di Taker dopo 27 minuti e 2 secondi che purtroppo nessuno mi darà indietro. Inoltre l’errore del Nature Boy non pare avere un vero sviluppo di storia. Anzi, leggete il commento di chiusura all’evento per maggiori dettagli.

 

WWF World Tag Team Titles: Billy & Chuck (w/Rico) (c) vs. Al Snow & Maven

Voto: 5/10. Sfida per fortuna veloce, abbastanza da permettermi di non dare un voto inferiore. Al Snow e Maven sono abbinati come mentore e wrestler di Tough Enough ma no, la sfida è pessima, Billy e Chuck mostrano tutte le loro debolezze come team ma vincono facilmente in 5 minuti e 56 secondi. Lo show continua a peggiorare.

 

WWF Undisputed World Heavyweight Title: Triple H (c) vs. Hulk Hogan

Voto: 4/10. Questo è uno dei match più brutti della carriera di Hulk Hogan. Dopo l’ottimo match contro The Rock sembrava davvero la scelta ideale mandarlo per il titolo mondiale. Certo, sarebbe stata una buona scelta fargli affrontare Triple H, ma non scavalcare un lottatore che pochi mesi prima era tornato dal lungo infortunio e aveva vinto la Royal Rumble. Insomma, c’è un conflitto di interessi evidente, non vado a parlare di “carriera bruciata” per HHH perché ha praticamente dominato le scene dei tre anni seguenti, ma questa sfida è veramente pessima. Entrambi i wrestler hanno fatto schifo sul ring in questo match, inoltre è quasi lungo quanto Austin contro Taker. L’unica parte interessante è l’intervento di Chris Jericho più quello successivo di Undertaker (che costa la disfatta di HHH), per il resto è veramente un match pessimo. Non ho pregiudizi su Hogan e capisco che dopo la sfida con The Rock meritasse una chance titolata ma 22 minuti di match sono troppi. Ed è Hulk a vincere per schienamento, conquistando il titolo mondiale per l’ultima volta in carriera. Il problema è che non sembra esserci nemmeno stato un piano per lui come campione, ma ne riparleremo dopo Judgment Day. Il regno mondiale di HHH termina alla sua prima difesa in pay per view!

 

Arriva un gesto di rispetto fra Triple H e Hulk Hogan al termine della sfida con la classica stretta di mano. Hogan vive il suo sogno da campione mondiale ancora per un’ultima volta.

 

Voto finale: 4/10, fino a RVD contro Guerrero è un buono show, con qualche difetto e delusione ma nulla di così abissale. Gli ultimi tre match però cambiano tutto e Backlash 2002 risulta probabilmente la peggiore edizione di sempre di Backlash. Davvero, di solito è un ottimo evento che segue la scia di Wrestlemania, ma nel 2002 è un flop totale. Triple H contro Hulk Hogan non vive l’attesa, il pubblico perde interesse e si risveglia quando arrivano Chris Jericho e Undertaker. La decisione di far vincere Hogan è tutto sommato comprensibile anche se vista oggi pare sbagliata, ma dopo la sfida con The Rock c’era una fetta di pubblico che voleva vedere l’Hulkster campione ancora una volta. Undertaker contro Steve Austin è un match infinito, che arriva in un periodo grigio della carriera di Stone Cold, ormai demotivato da almeno un mese e piazzato fuori dalle storie che contano, pare per una sua stessa decisione! Si cerca di far apparire Ric Flair il cattivo della storia quando conta la sconfitta di Austin con il piede sulla corda. La verità è che doveva cominciare una rivalità fra loro, con addirittura un possibile passaggio di Flair fra i cattivi, ma Austin ha fatto saltare tutto. In pratica il finale stesso pare non avere più senso. Dopo oltre 27 minuti del genere, qualsiasi cosa perde il suo senso! Per fortuna non è tutto così terribile anche se queste due sfide vanno a influire molto sul voto che do all’evento. Edge contro Kurt Angle è una grande sfida, ma fa parte di una serie di match fra loro tutti validi, perciò anche se vi perdete questo ve ne restano altri di buona qualità. Billy Kidman contro Tajiri è il solito match fra pesi leggeri di buon livello che purtroppo viene spesso sottovalutato dal pubblico. Inoltre Brock Lesnar debutta in pay per view sconfiggendo Jeff Hardy dopo aver annientato suo fratello Matt. Fa già la sua figura dominante fin da subito. Menzione d’onore pure per Rob Van Dam contro Eddie Guerrero per il titolo intercontinentale, è una sfida buona ma non va oltre, manca quel qualcosa in più che avrebbe garantito una qualità superiore. Tutto il resto sta nella media, a parte il fantastico promo di Chris Jericho. Backlash 2002 ha così delle buone sfide ma si perde in un’ultima ora (o anche più) veramente terribile che lascia parecchia amarezza. Da quello che si dice Insurrextion 2002 è anche peggio, sarà vero? Lo scopriremo alla prossima recensione!

mercoledì 28 ottobre 2020

Recensione WWE Hell in a Cell 2020 (25 ottobre 2020)

 

Recensione WWE Hell in a Cell 2020

25 ottobre 2020 da Orlando (Florida)

Durata show: 2 ore e 58 minuti

 

Ci avviciniamo alla fine dell’anno e c’è stato da poco il Draft che ha diviso nuovamente i roster di Raw e Smackdown, facendo pochissimi cambi rispetto a prima. È un periodo dove sto seguendo diversi show di Wrestling che volevo recuperare, perciò arriveranno molte più recensioni, perciò tenete d’occhio il sito.

 

WWE Universal Title: Roman Reigns (w/Paul Heyman) (c) vs. Jey Uso [I Quit Hell In A Cell Match]

Voto: 8/10. La prima ora di show se ne va per questo match, fra una lunga introduzione e un lungo epilogo. Roman Reigns colpisce duramente Jey Uso, domina ma alla fine evita di annientarlo. Arriva anche Jason Uso a cercare di fermare Roman, lui appare conflittuale ma aggredisce lui e così Jey Uso si arrende dopo 29 minuti e 6 secondi che sembrano durare molto di più. C’è molta psicologia ma allo stesso tempo i tempi si dilatano troppo, talvolta ci si dimentica di essere in un match di Wrestling. Rimane comunque una sfida dall’alto impatto emotivo e Roman che decide di diventare una macchina di distruzione pare una scelta chiara da cui non si può tornare indietro.

 

Jeff Hardy vs. Elias

Voto: 5/10. Purtroppo è un match insipido. Viene fatto passare per una grande novità e una sfida inedita ma dura poco e si conclude pure male, con Hardy che si fa squalificare dopo 7 minuti e 49 secondi per aver spaccato la chitarra addosso a Elias. Wow, non si era mai vista la chitarra usata contro di lui! (Sono ironico, ovviamente). Deludente e mediocre.

 

The Miz (w/John Morrison) vs. Otis (w/Tucker) [Money In The Bank Contract Match]

Voto: 6/10. Strana sfida in cui la valigia di MITB è in palio. Ho subito pensato che c’è una sola ragione per cui metterla in palio, farla passare a un wrestler più indicato per il main event. Il problema è che si arriva qui dopo mesi dove hanno provato a convincere tutti che Otis avesse senso come futuro campione. Invece qui c’è il tradimento di Tucker, che stordisce Otis con la valigia e permette a The Miz di schienarlo dopo 7 minuti e 28 secondi. The Miz avrà così una chance titolata. Brutta storia per un match veloce e sufficiente.

 

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Sasha Banks [Hell In A Cell Match]

Voto: 9/10. La sfida migliore di questo evento è l’Hell in a Cell femminile. C’è dietro una lunghissima storia di amicizia e rivalità, culminata in un periodo dell’anno inatteso. Mi aspettavo un confronto fra loro per Wrestlemania invece è arrivato molto più tardi. Le due lottatrici danno spettacolo e sono bravissime, non si risparmiano alcun colpo. Sasha Banks usa una sedia per sottomettere Bayley dopo 26 minuti e 29 secondi, arrivando a conquistare la cintura di Smackdown. Sono soddisfatto perché ha superato le mie aspettative ed è un grande match.

 

WWE United States Title: Bobby Lashley (c) vs. Slapjack

Senza voto. Slapjack non è all’altezza di Lashley anche se è diverso da uno squash. Il campione americano ha dei momenti di difficoltà contro il membro dei Retribution ma alla fine riesce a ottenere la vittoria in soli 3 minuti e 51 secondi. Il Retribution cerca di attaccare Lashley ma i suoi compagni lo respingono. Nulla di speciale, brevissima difesa.

 

WWE Title: Drew McIntyre (c) vs. Randy Orton [Hell In A Cell Match]

Voto: 7.5/10. Il match ha all’interno una fra le parti che preferisco di più negli Hell in a Cell, il combattimento sul tetto della gabbia. Orton riesce a far volare McIntyre giù dalla gabbia ma non dalla cima, finisce per cadere su un tavolo. Questo gli permette di avere vita facile nel finale e schiena il campione dopo 30 minuti e 33 secondi, arrivando a conquistare ancora una volta il titolo WWE. Un ottimo finale per il problematico regno titolato di McIntyre in un anno quasi totalmente virtualizzato dall’assenza di pubblico reale nelle arene.

 

Voto finale: 7/10, tre Hell in a Cell match ben riusciti danno il nome perfetto all’evento. Questo è uno show che può chiamarsi Hell in a Cell e garantire ciò che ha promesso. Sasha Banks contro Bayley è la sfida migliore, convincente e con momenti epici e una conclusione che non lascia dubbi. Roman Reigns contro Jey Uso è una sfida diversa, molto emotiva con meno Wrestling lottato e più fasi psicologiche, una sottomissione nella mente e non nel fisico. Il main event è più tradizionale e sembra ricordare alcuni fra i famosi match nella gabbia che hanno fatto la storia degli Hell in a Cell, ma mantiene dei difetti che lo rendono probabilmente il meno buono fra i tre, pur sempre di ottima qualità. Il resto dello show è mediocre, o addirittura insufficiente. Se si considerano solo i tre match nella gabbia la valutazione sarebbe decisamente più alta, sono le sfide che raccomando di vedere, il resto è veramente piatto fra conclusioni brutte come la squalifica di Jeff Hardy e il tradimento di Tucker verso Otis, che penso sia di scarso interesse.

mercoledì 30 settembre 2020

Recensione WWE Clash of Champions 2020 (27 settembre 2020)

 Recensione WWE Clash of Champions 2020

27 settembre 2020 da Orlando (Florida)

Durata show: 2 ore e 59 minuti

 

Clash of Champions è un evento dove ci sono soltanto sfide titolate, questo è buono. Inoltre alcune rivalità sono state costruite bene, in particolare quella fra Roman Reigns e Jey Uso.

Nel Kick-off Nakamura e Cesaro mantengono le cinture di coppia di Smackdown contro i Lucha House Party.

 

WWE Intercontinental Title: Jeff Hardy (c) vs. AJ Styles vs. Sami Zayn [Triple Threat Winner Take All Ladder Match]

Voto: 8.5/10. Il segreto per un ottimo Ladder Match? Farlo fare a tre lottatori adatti. Qui si riesce davvero ad avere una sfida sia spettacolare che con una buona storia. Non sono un grande fan delle tattiche sporche usate da Sami Zayn, ma ciò non toglie che la qualità sia sempre molto alta. Infatti lui riesce ad appendere le manette all’orecchio di Jeff Hardy e a una scala, poi riesce a bloccare anche AJ Styles, andando a conquistare il titolo intercontinentale dopo 26 minuti e 35 secondi. Una sfida d’apertura veramente pazzesca, con il giusto vincitore.

 

WWE RAW Women's Title: Asuka (c) vs. Zelina Vega

Voto: 6-/10. Si dovrebbe parlare di grande opportunità ma Zelina Vega non è una degna sfidante, la sfida è parecchio deludente e non c’è mordente. Asuka vince facilmente in 7 minuti e 5 secondi.

Arriva il tentativo di rispetto da parte di Asuka, ma Zelina l’attacca, facendola infuriare.

 

WWE United States Title: Bobby Lashley (w/MVP) (c) vs. Apollo Crews (w/Ricochet)

Voto: 6.5/10. Continuano le sfide strane per il titolo americano. Non è nulla di speciale ma non mi dà nemmeno fastidio. Lashley pare il campione giusto in questo periodo e riesce ad avere la meglio su Apollo Crews, schienandolo dopo 8 minuti e 15 secondi. Da notare la completa inutilità di Ricochet nella sfida, che non fa proprio nulla se non guardare.

 

WWE RAW Tag Team Titles: The Street Profits (Angelo Dawkins & Montez Ford) (c) vs. Andrade & Angel Garza

Voto: 5.5/10. Uno fra i match più dimenticabili di sempre. Se l’avessi perso non me ne sarei nemmeno accorto perché è una sfida dove non succede niente. Non è nemmeno brutto, non c’è nulla di criticabile, semplicemente è un match abbastanza piatto, dove gli Street Profits vincono in 8 minuti. Servirebbe qualcosa in più per queste cinture!

 

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Asuka

Senza voto. Un match davvero breve, in cui Asuka partecipa all’Open challenge lanciata da Bayley e finisce per vincere per squalifica quando la campionessa decide di porre fine al match in 3 minuti e 45 secondi. Semplice ed efficace per continuare la rivalità senza avere una vera sfida.

Sasha Banks torna per vendicarsi di Bayley e le rifila una batosta indimenticabile, ormai non ci sono più dubbi che entrambe prenderanno strade separate.

 

WWE Title: Drew McIntyre (c) vs. Randy Orton [Ambulance Match]

Voto: 8-/10. Un buon match più legato alla storia che alla lotta. Infatti ci sono tre grandi ritorni per l’occasione. Big Show, Christian e Shawn Michaels tornano per colpire duramente Randy Orton, tuttavia nessuno di loro lo abbatte. Si tratta di una bella sfida, ma non eccezionale, dove i lottatori cercano di chiudersi a vicenda dentro l’ambulanza. Drew McIntyre riesce a dominare nel finale e vince in 21 minuti e 35 secondi, rimanendo campione. I ritorni a sorpresa si sono rivelati ottimi e adatti alla sfida.

 

WWE Universal Title: Roman Reigns (w/Paul Heyman) (c) vs. Jey Uso

Voto: 9/10. Finalmente si può parlare di un match con una storia solida a renderlo ancora più epico. C’è grande enfasi e la storia dei “quasi” fratelli (cugini) diventati nemici funziona sempre bene. Roman Reigns pare avere la meglio, avendo un’esperienza superiore, ma sottovaluta Jey Uso, che dimostra di essere degno della chance a lui data, lottando con una grande performance. Roman riesce comunque a vincere senza difficoltà particolari in 22 minuti e 55 secondi.

Nel post-match, Jimmy Uso arriva a fermare Roman Reigns prima che annienti Jey, ammettendo che è lui “il capo”. Roman si sente glorificato e se ne va trionfante.

 

Voto finale: 7.5/10, Roman Reigns pare aver rivitalizzato la storia personale ma anche la qualità generale delle rivalità che lo riguardano da quando è tornato, diventando spietato e opportunista, con Paul Heyman a gestirlo. Il suo ruolo nel main event è ottimo e la sfida contro Jey Uso è un “must see”, ben raccontata e di ottimo livello. Anche il primo match è di alto livello, AJ Styles, Jeff Hardy e Sami Zayn in un Ladder match permettono grande spettacolo. Non sono un grande fan dell’idea delle manette ma almeno il match è ottimo e con il vincitore meno scontato. Fantastico anche il match fra Randy Orton e Drew McIntyre, con l’effetto sorpresa dei “camei” di rivali storici di Orton. Lo spettacolo è garantito e ci sono almeno tre sfide veramente capaci di intrattenere. Purtroppo il resto della card è mediocre, al limite della sufficienza o anche inferiore per quanto riguarda le parti lottate sul ring. A salvare i segmenti è R-Truth, che stavolta riesce a intrattenere con la storia della cintura 24/7. Okay, è una cintura inutile ma quei segmenti sono spassosi e ben riusciti. Sicuramente poteva esserci molto di più dalle sfide di Asuka, non per colpa sua ma per una pessima gestione. Il ritorno di Sasha Banks contro Bayley è invece di ottimo impatto, questa è una storia che voglio seguire bene! Clash of Champions doveva essere la terra delle opportunità e così è stato, con i miei complimenti a Jey Uso per essere stato fantastico nel suo primo main event.

martedì 1 settembre 2020

Recensione WWE Payback 2020 (30 agosto 2020)

 

Recensione WWE Payback 2020

30 agosto 2020 da Orlando (Florida)

Durata show: 2 ore e 33 minuti

 

Bentornati al Thunderdome per un altro evento importante sette giorni dopo Summerslam. È strano avere Payback così vicino, ma questo segna ufficialmente il ritorno sul ring di Roman Reigns, subito nel main event con Paul Heyman a fargli da manager. Roman è diventato un heel? Lo sapremo chiaramente solo stasera!

Nel Kickoff, le Ryott Squad sconfiggono le Iiconics in 9 minuti.

 

WWE United States Title: Apollo Crews (c) vs. Bobby Lashley (w/MVP & Shelton Benjamin)

Voto: 7/10. Finalmente un buon match per il titolo Americano, Apollo e Lashley sembrano trovarsi bene come avversari e il match racchiude buoni momenti al suo interno. Inoltre essendo la prima sfida, il pubblico sembra viverla con il giusto interesse. Lashley fa cedere Apollo dopo 9 minuti e 23 secondi. Un finale d’impatto che regala un nuovo campione.

 

Sheamus vs. Big E

Voto: 7/10. La storia dietro alla sfida è che Big E sta cercando di costruirsi una carriera da solo mentre Sheamus… be’, è messo lì un po’ per caso. Tocca a lui il ruolo dell’ostacolo da superare, peccato davvero perché sembra inadatto per questo. Il match è buono, con un ritmo valido ma una scarsa partecipazione del pubblico. Ovviamente, è Big E a vincere dopo 12 minuti e 17 secondi. Okay, ma spero che la storia non sia esagerata come quella della ‘redenzione di Jeff Hardy’.

 

King Corbin vs. Matt Riddle

Voto: 5.5/10. Questa sfida mi ha ricordato perché non mi piace King Corbin sul ring, non è per il modo di comportarsi ma è perché rallenta in continuazione le sfide. C’è ben poco di Matt Riddle nel match, è quasi tutta una gestione “esperta” di Corbin, con prese statiche e parecchi momenti noiosi. Il finale arriva dal nulla, con Riddle capace di schienare Corbin in 10 minuti e 57 secondi. Ma non mi sono divertito, non è una sfida piacevole e per me non è nemmeno sufficiente.

 

WWE Women's Tag Team Titles: Bayley & Sasha Banks (c) vs. Nia Jax & Shayna Baszler

Voto: 7+/10. C’è aria di split fra le campionesse, il match gioca su questa atmosfera di crisi interna fra le due amiche. In realtà Sasha e Bayley fanno un buon match, non eccessivamente lungo ma Shayna è la protagonista assoluta. Infatti nel finale lei sottomette entrambe, poi usa il braccio di Sasha per far cedere Bayley dopo 10 minuti e 17 secondi. Questo sì che è un finale a senso unico! Nia Jax la si è vista ben poco, o meglio era secondaria alla storia raccontata. Ora sono curioso di vedere come prosegue la storia di Sasha e Bayley!

 

Randy Orton vs. Keith Lee

Voto: 6/10. Okay, sembra un match importante, Randy Orton è lanciato verso il main event e Keith Lee è appena arrivato da NXT a Raw. Il risultato? Una sfida breve, di buon impatto ma che dura troppo poco, come se fosse del tutto secondaria. Sono un po’ deluso anche se la ritengo sufficiente, seppure di fretta. Lee vince per schienamento in 6 minuti e 40 secondi, ottenendo così una vittoria di prestigio, che temo verrà dimenticata presto.

 

Murphy & Seth Rollins vs. Dominik Mysterio & Rey Mysterio

Voto: 7.5/10. Questa è la sfida migliore dell’evento, ci sono padre e figlio in tag team, qualcosa che non si vede spesso. Dominik conferma le buone impressioni lasciate a Summerslam, sa lottare e può reggere un match di alto livello senza troppi problemi. Era una storia di rivincita, e stavolta è proprio Dominik a schienare Murphy con una Frog Splash dopo 15 minuti e 58 secondi. L’impressione lasciata dal match è molto buona, con un risultato giusto che comunque non toglie nulla a Seth Rollins.

 

WWE Universal Title: The Fiend (c) vs. Roman Reigns (w/Paul Heyman) vs. Braun Strowman [No Holds Barred Triple Threat Match]

Voto: 6.5/10. Strana scelta in questo main event. È per quasi tutto il tempo una sfida singola fra The Fiend e Braun Strowman. Infatti sono loro a combattere in uno scontro che non pare aggiungere nulla a ciò che abbiamo già visto a Summerslam. Arriva un Suplex dalla terza corda che fa collassare il ring. Solo a questo punto arriva Roman Reigns, che con molta calma prova a schienare entrambi gli avversari, non ci riesce e continua ad attaccare per poi avere la meglio su Strowman in 12 minuti e 41 secondi. Una gestione pessima che non toglie il tentativo fatto da Wyatt e Strowman di provare a tirar su un main event uno contro uno. Tutti questi cambi di titolo veloci per il titolo Universal cominciano a essere stancanti. Un altro appunto personale, la distruzione del ring arriva con due lottatori che insieme non formano un peso così incredibile come già visto in passato, secondo me è meno legittimo.

 

Roman Reigns ce l’ha fatta, è il nuovo Universal Champion, soprattutto ora non ha più bisogno del supporto del pubblico per dominare in WWE.

 

Voto finale: 6/10, Payback arriva troppo presto dopo Summerslam. Un evento con sfide particolarmente brevi, a partire da un main event dove l’azione si interrompe in 10 minuti. Non passa di certo come qualcosa ‘da vedere’, ma rimane comunque godibile in generale, a mio parere con una sufficienza appena tirata, senza mai eccedere nella qualità. Il meglio arriva dalla sfida tag team che riguarda Rey Mysterio e il figlio Dominik, contro un sempre ottimo Seth Rollins e Murphy. Qui davvero sembra esserci una buona chiusura per la rivalità durata mesi. Il main event pare costruito per far parlare di sé, con Roman Reigns quasi assente, che arriva alla fine e si approfitta dei danni causati fra i due rivali. Buoni anche l’opener fra Lashley e Apollo Crews e pure la sfida di coppia femminile, con una grande prestazione di Shayna Baszler, con altri problemi fra Sasha e Bayley che spero porteranno in una direzione definita stavolta. Sono sorpreso di vedere il poco tempo dedicato a Randy Orton contro Keith Lee, nemmeno 7 minuti di match. Payback ha tanti difetti ma anche il pregio di non avere match veramente brutti.

sabato 29 agosto 2020

Recensione Wrestlemania 18 (17 marzo 2002)

 

Recensione WWE Wrestlemania X-8 (2002)

17 marzo 2002 da Toronto (Canada)

Durata show: 3 ore e 43 minuti

 

Un’edizione di Wrestlemania particolarmente interessante, che personalmente considero l’ultimo pay per view dell’era Attitude anche per via del confronto fra The Rock e Hollywood Hogan, due fra i maggiori simboli della Monday Night War. Nello show ci sono varie esibizioni Live dei Saliva e dei Drowning Pool, siamo nel 2002, periodo fortemente incentrato sulla musica Hard Rock.

 

WWF Intercontinental Title: William Regal (c) vs. Rob Van Dam

Voto: 7.5/10. Il primo match è decisamente valido, con William Regal nella parte del campione arrogante e scorretto finché è possibile. Rob Van Dam è molto tifato e tutti vogliono vederlo vincere la cintura intercontinentale per la prima volta. Il finale è perfetto, Regal cerca di barare con il tirapugni, RVD è più furbo di lui e lo schiena per ottenere la cintura dopo 6 minuti e 20 secondi.

 

WWF European Title: Diamond Dallas Page (c) vs. Christian

Voto: 6.5/10. Fa strano vedere Diamond Dallas Page campione nel 2002, ormai era a un passo dalla fine della sua carriera in WWE e sarebbe sbarcato a breve in NWA-TNA. Christian si divide fra la carriera in coppia con Lance Storm e quella in singolo, comincia già ad ottenere i primi buoni risultati, ma questo match vede la riconferma di DDP dopo 6 minuti e 10 secondi. Non è un grande match ma lo trovo più che sufficiente con una storia dietro.

 

WWF Hardcore Title: Maven (c) vs. Goldust

Senza voto. La sfida per la cintura Hardcore prosegue per tutta la serata, questo match non serve praticamente a molto e anzi è Spike Dudley a strappare la cintura dopo appena 3 minuti. Considerato che si tratta più di segmenti riempitivi che di vere sfide non li tratto nella recensione, ma posso dire che è il punto in cui la cintura Hardcore sta cominciando a perdere il suo scopo d’esistenza e rimarrà attiva solo per qualche altro mese.

 

Kane vs. Kurt Angle

Voto: 7/10. Il lato migliore è che qui si nota quanto sia versatile Kane, che cambia il suo stile in base all’avversario che affronta. Con Kurt Angle mostra il meglio del suo repertorio ed è anche il wrestler tifato dal pubblico. Angle si scatena con le sue prese e manovre tecniche, alla fine riesce a schienare Kane in 10 minuti e 46 secondi, usando i piedi sulle corde senza farsi vedere dall’arbitro. Mi piace quanto è combattuta la sfida, non è affatto scontata come sembrerebbe ma la vittoria di Angle è eccessivamente scorretta, rovinando così quanto fatto finora.

 

Ric Flair vs. The Undertaker [No Disqualification Match]

Voto: 7.5/10. Undertaker biker malvagio è una specialità del 2002 che non dura per molti mesi, quindi è una fase imperdibile della sua carriera. Ric Flair ha perso il potere ma rimane attivo sul ring, e lo sarà per diversi anni ancora. Si tratta di una sfida dura, dove Ric Flair sanguina parecchio, nulla di fuori dall’ordinario ma è sempre bello vederlo mettersi a rischio in sfide del genere. Undertaker lo sconfigge per schienamento in modo pulito dopo 18 minuti e 47 secondi. È una sfida che conta molto a livello simbolico fra due lottatori che hanno fatto la storia del Wrestling.

 

Booker T vs. Edge

Voto: 6.5/10. Un match breve che risulta divertente da seguire. Booker T è molto aggressivo, Edge è in un periodo incredibile, in piena fase di espansione della popolarità. È lui a vincere schienando Booker in 6 minuti e 34 secondi. Nulla di eccezionale ma è una sfida più che sufficiente.

 

Scott Hall (w/Kevin Nash) vs. Steve Austin

Voto: 6-/10. Steve Austin è uno fra i più importanti wrestler della Monday Night War e posto in questa sfida sembra lontano da ciò che poteva offrire. Il 2002 non è stato chiaramente un grande anno per lui, al punto da portarlo a lasciare tutto all’improvviso. Tuttavia qui si tratta di una sfida con due membri del nWo, o forse sarebbe stato meglio renderlo un Handicap match, invece Stone Cold affronta Scott Hall e, dopo aver subito una Stunner, reagisce e vince lui per schienamento su Hall dopo 9 minuti e 53 secondi. Una vittoria ovvia fin dall’inizio, ma deludente.

 

WWF World Tag Team Titles: Billy & Chuck (c) vs. The APA (Bradshaw & Faarooq) vs. The Dudley Boyz (Bubba Ray Dudley & D-Von Dudley) (w/Stacy Keibler) vs. The Hardy Boyz (Jeff Hardy & Matt Hardy) [Fatal Four Way Elimination Match]

Voto: 6/10. Con una divisione tag team così buona questo è il meglio che si poteva fare? Non sono contro sfide a eliminazione come questa, ma il focus è in gran parte su Billy & Chuck, un team mediocre. Gli APA escono presto dal match, poi gran parte della sfida vede i Dudley contro gli Hardy Boyz, ed è questa la parte migliore, specialmente con l’interferenza di Stacy Keibler. Gli Hardy eliminano i Dudley ma sono Billy e Chuck a vincere dopo 13 minuti e 52 secondi. A mio parere ci sono i vincitori sbagliati, un team provvisorio che è durato anche troppo.

 

Hollywood Hogan vs. The Rock

Voto: 8.5/10. Questo è indubbiamente uno fra i match più importanti della storia, uno fra i grandi simboli di Wrestlemania. Hollywood Hogan, il leader del nWo, star principale della WCW, e The Rock, il secondo lottatore più importante dell’era Attitude dopo Steve Austin. Sinceramente, sono felice che sia stato Rocky a giocarsi questa sfida così importante. Oggi potremmo definirlo un match fra star di Hollywood, ma ai tempi The Rock non lo era ancora. Un match non bellissimo per il contenuto sul ring ma per l’incredibile coinvolgimento dei fan, spesso dalla parte di Hogan. Ci sono colpi di scena come la Rock Bottom di Hogan, ma The Rock vince per schienamento dopo 16 minuti e 24 secondi. Menzione di merito per essere riusciti a creare una grande atmosfera nella sfida, qualcosa poi ripetuto tante volte ma raramente così efficace come in questo match.

Hogan stringe la mano a The Rock, accettando la sconfitta, ma Kevin Nash e Scott Hall intervengono. Hogan si allea con The Rock e insieme spazzano via gli avversari. In pratica, Hogan è tornato una volta per tutte il wrestler amato dai fans.

 

WWF World Women's Title: Jazz (c) vs. Lita vs. Trish Stratus [Triple Threat Match]

Voto: 5.5/10. Considerato che c’era il potenziale per costruire qualcosa di migliore, questa sfida è deludente, non basta mettere sul ring tre lottatrici capaci di combattere per fare qualcosa di buono. Jazz è campionessa e non le do colpe, sa lottare. Trish e Lita sono prese dalla loro rivalità ma non c’è mordente nella sfida. Jazz ottiene la vittoria in 6 minuti e 17 secondi. Sicuramente non è un match femminile che verrà ricordato nella storia di Wrestlemania. Resistete ancora un po’, arriveranno sfide migliori!

 

WWF Undisputed World Heavyweight Title: Chris Jericho (w/Stephanie McMahon) (c) vs. Triple H

Voto: 7-/10. Questa sfida ha la fama di essere il ‘main event sbagliato’, senza nulla togliere alla qualità di due lottatori bravissimi come Triple H e Chris Jericho. Il punto è che il match più atteso era The Rock contro Hogan, una volta terminato è sparito il coinvolgimento del pubblico. HHH doveva essere tifato dai fans per via del suo ritorno recente, ma non si sente la gente dalla sua parte. Si tratta di un match che delude le aspettative, nonostante la bravura di Jericho nel portare i fans canadesi contro di lui, non è affatto facile! Il match non è malaccio, Stephanie McMahon sa come irritare il pubblico con le sue interferenze. The Game arriva a vincere per schienamento dopo 18 minuti e 43 secondi. Purtroppo la sfida ha una pessima reputazione ma solo perché è il main event sbagliato per l’evento, in realtà trovo fantastica l’interpretazione di Chris Jericho ed è tutt’altro che un match brutto. La cintura di Undisputed Champion passa a Triple H ed è tuttora nel 2020 la cintura principale della WWE anche se ha cambiato nome diverse volte.

 

Voto finale: 7/10, mi piace come questo Wrestlemania 18 in Canada abbia il giusto contorno, esibizioni Live di gruppi rock come i Saliva e i Drowning Pool, che eseguono “The Game” durante l’ingresso di Triple H. Non male per dare l’idea di un grande spettacolo, oltre alle 4 ore di durata così atipiche fino al 2002. C’è poi un match che risalta sugli altri ed è praticamente associato a questo evento. The Rock contro Hollywood Hogan, un match divenuto famoso non tanto per la qualità ma per l’incredibile coinvolgimento dei fans e per il post-match epico di Hogan contro Kevin Nash e Scott Hall. Purtroppo è anche un’edizione dove Steve Austin è stato usato malissimo, quasi di contorno, fuori dal suo ruolo tipico. Il main event vede il campione Undisputed Chris Jericho (con entrambe le cinture WWF-WCW) affrontare Triple H in una sfida sicuramente meno sentita del match fra Hogan e The Rock. La sfida fra Ric Flair e Undertaker è molto buona, quasi dimenticata nella storia ma mostra l’incredibile tenacia di Flair in una delle rare sfide importanti con Undertaker malvagio.  Rob Van Dam contro William Regal è un opener dinamico e con un bel finale. Interessante pure Kane contro Kurt Angle, una sfida buona fra due lottatori messi in secondo piano in questa Wrestlemania. Purtroppo c’è poco altro di interessante in questo lungo evento da 4 ore. Il resto del New World Order è sottotono, con Kevin Nash ancora accettabile ma Scott Hall è fuori forma e demotivato nel match contro Steve Austin. Delusione dalla sfida per i titoli di coppia, mentre sia Edge che Christian hanno match più che sufficienti. Considerato che c’è ancora uno fra i migliori roster della storia di Wrestlemania, questa edizione anche con parecchi difetti risulta buona, non me la sento di raccomandarla eccessivamente ma ovunque si guardi ci sono lottatori che hanno fatto la storia del Wrestling. Inoltre, The Rock contro Hollywood Hogan è una sfida con alto valore storico. Il video riassuntivo a fine evento è spettacolare.

martedì 25 agosto 2020

Recensione WWE Summerslam 2020 (23 agosto 2020)

 Recensione WWE Summerslam 2020

23 agosto 2020 da Orlando (Florida)

Durata show: 2 ore e 34 minuti

 

Arriva Summerslam, il primo pay per view dal ThunderDome di Orlando. Dunque, virtual audience, pubblico virtuale. Devo ammettere che vedere tutti quei riquadri distrae, sono abituato agli streaming e spesso si guarda la persona dietro alla telecamera, quindi è normale osservare il “pubblico” invece che l’azione sul ring. Davvero, non è facile concentrarsi, ma è un’idea strana e interessante, non so per quanto tempo verrà portata avanti.

Nel Kickoff Apollo Crews sconfigge MVP in un match per il titolo americano, dunque nessuna sorpresa.

 

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (w/Sasha Banks) (c) vs. Asuka

Voto: 7+/10. Mi piace la storia dietro a questa doppia sfida che riguarda Asuka contro Bayley e Sasha. Questo è il primo dei due match, quindi quello che dovrebbe risultare più tradizionale nella gestione. Infatti va tutto come previsto, Sasha interviene spesso, Bayley vince contro Asuka dopo 11 minuti e 35 secondi. L’azione è buona, non sono per niente un fan del lunghissimo regno di Bayley, che ormai si avvicina all’anno intero, ma almeno questo è stato un buon confronto. Asuka non ne esce male perché ha un’occasione titolata sempre all’interno dello show.

 

WWE RAW Tag Team Titles: The Street Profits (Angelo Dawkins & Montez Ford) (c) vs. Andrade & Angel Garza (w/Zelina Vega)

Voto: 6/10. Sfida di coppia decisamente generica, non c’è grande enfasi, sembra il classico match da show televisivo. Nemmeno il pubblico pare particolarmente interessato. Gli Street Profits riescono a vincere in 7 minuti e 49 secondi. Non c’è nulla di spettacolare o avvincente, è un match accettabile per quello che offre.

 

Mandy Rose vs. Sonya Deville [Loser Leaves WWE - No Disqualification Match]

Voto: 5.5/10. Una sfida deludente, dove si accenna ai rischi dell’uso di sedie e tavoli ma non succede mai niente. C’è l’impegno delle due lottatrici ma non si va oltre a questo. Secondo me non è nemmeno un match sufficiente. Mandy Rose ottiene la vittoria per schienamento in 10 minuti e 1 secondo, così è Sonya Deville a lasciare la WWE. Non ho idea di come proseguirà la storia a questo punto, Mandy festeggia con Otis. Ugh.

 

Seth Rollins (w/Murphy) vs. Dominik Mysterio (w/Rey Mysterio) [Street Fight Match]

Voto: 7.5/10. Davvero non male il primo match di Dominik in WWE. La mia preoccupazione era di un match completamente diverso da quello disputato, invece è uno Street Fight match che funziona bene e diverte. Certo, Dominik non è paragonabile al padre, è vero che ha preso molte mosse da lui ma ha un fisico diverso, forse più adatto a sfide brawl come questa. Seth Rollins invece è stato splendido, con i vari interventi di Murphy che si è reso utile. Alla fine Rey Mysterio interviene ma viene bloccato alle corde, Rollins schiena Dominik in 22 minuti e 35 secondi. Sfida molto lunga ma valida, senza eccedere ma comunque di buon valore. Qui viene raccontata una bella storia con il vincitore giusto.

 

WWE RAW Women's Title: Sasha Banks (w/Bayley) (c) vs. Asuka

Voto: 7.5/10. Un match migliore del precedente di Asuka, sarà anche per l’ottima capacità di interagire con Sasha Banks. Le due hanno fatto sfide splendide in passato, questa è un po’ breve ma ottima per quanto offre. Asuka ha il suo grande momento e sottomette Sasha dopo 11 minuti e 30 secondi. Un risultato buono che potrebbe mettere l’amicizia di Sasha e Bayley in crisi… forse!

 

WWE Title: Drew McIntyre (c) vs. Randy Orton

Voto: 8/10. Il miglior match dell’evento per me è questa sfida fra McIntyre e Orton, una sfida di lunga durata piena d’azione, con una fra le migliori prestazioni di Orton negli ultimi anni. La cosa bella è che il risultato rimane incerto fino all’ultimo, non c’è la sensazione di una difesa facile, e anzi il finale rimane pulito, con McIntyre che vince per schienamento in 20 minuti e 35 secondi, mantenendo la cintura. Questo è un match che dà credito al regno di Drew, che aveva bisogno di successi del genere per confermarsi come la figura di riferimento. Buon lavoro da parte di Orton, penso che la rivalità andrà avanti per mesi.

 

WWE Universal Title: Braun Strowman (c) vs. The Fiend [Falls Count Anywhere Match]

Voto: 5.5/10. Dopo il disastro dello scorso evento, nemmeno stavolta arriva una sfida sufficiente. Quasi sufficiente, ma ci si ferma lì. C’è ancora una volta l’idea che Bray Wyatt è debole e The Fiend è potente e imbattibile. Come Falls Count Anywhere match è deludente, non c’è quell’azione intensa che potrebbe divertire. The Fiend sconfigge Strowman in 11 minuti e 58 secondi, diventando campione Universal.

 

Che succede? Ritorna Roman Reigns ad attaccare il nuovo campione Universal! Superman Punch, insomma, Roman è tornato e pare aver già messo gli occhi sulla cintura. Finale a sorpresa per Summerslam.

 

 

Voto finale: 7/10, questa è un’edizione di Summerslam strana, arrivata in un momento sperimentale dove si sta utilizzando la Virtual Audience da poco tempo. Fa strano, è spiazzante, ma non è poi così male, perché le persone da casa vivono l’evento, sentendosi davvero spettatori e partecipando nei modi più adatti. Ci sono soltanto tre sfide veramente riuscite, Drew McIntyre contro Randy Orton è il match che mi è piaciuto di più, un’ottima contesa equilibrata. Seth Rollins contro Dominik “Mysterio” è stato un buon Street Fight, che ha reso più di quanto potevo aspettarmi, ma che non passa fra le sfide indimenticabili. Le sfide riguardanti Asuka sono ben diverse nella qualità, con una prima sfida con Bayley accettabile e una seconda con Sasha Banks decisamente superiore ma abbastanza breve. Il resto dello show è una grande incognita, parecchio deludente con una prima ora di livello basso. Summerslam 2020 comunque rimane ben sopra la sufficienza, è uno show buono, piacevole per la maggior parte e con dei momenti epici. Non sono particolarmente esaltato dal ritorno di Roman Reigns, che parte subito dal main event, da dove aveva lasciato la federazione. Credo comunque che sia uno show che ha dato il possibile in un periodo così inusuale.

domenica 26 luglio 2020

Recensione WWE The Horror Show at Extreme Rules (19 luglio 2020)


Recensione WWE The Horror Show at Extreme Rules 2020
19 luglio 2020 da Orlando (Florida)
Durata show: 2 ore e 34 minuti

Per qualche ragione disperata di Marketing il vecchio Extreme Rules (che come titolo già era banale, ma almeno racchiudeva la stipulazione che veniva usata nei main event) è diventato The Horror Show. Non so quante persone si interesserebbero a un titolo simile per uno show di Wrestling, ma quest’anno è andata così.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The New Day (Big E & Kofi Kingston) (c) vs. Cesaro & Shinsuke Nakamura [Tables Match]
Voto: 7.5/10. Interessante team fra Cesaro e Nakamura, il quale ha cambiato parecchi compagni negli ultimi due anni. Il New Day come sempre sa come fare buone sfide di coppia, ma quello che conta è che c’è grande intesa fra i due team, con una rivalità piacevole e azioni godibili. Inoltre è un Tables match, Cesaro e Nakamura collaborano per gettare Kofi Kingston sui tavoli all’esterno per vincere la sfida e le cinture in 10 minuti e 25 secondi. Ottimo match d’apertura per l’evento.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (w/Sasha Banks) (c) vs. Nikki Cross (w/Alexa Bliss)
Voto: 6/10. Sfida accettabile, senza particolari pregi, un po’ come tutto il regno titolato di Bayley. Nikki Cross è un’ottima rivale, è divertente seguire le azioni dove lei attacca con intensità. Fra una scorrettezza e l’altra con gli interventi di Sasha Banks, Bayley mantiene il titolo per schienamento in 12 minuti e 20 secondi. Purtroppo non riesco a essere troppo coinvolto da sfide come questa. È un periodo davvero lento per questa cintura.

Rey Mysterio vs. Seth Rollins [Eye For An Eye Match]
Voto: 7/10. Ottima psicologia del match da parte dei due lottatori, ma la stipulazione? Occhio per occhio, bisogna ‘estrarre’ un occhio dall’avversario. Okay che siamo nell’Horror Show ma non è un po’ esagerato? Chi diamine ci crede?!? Il match in sé è buono, ma si protrae per le lunghe, solo per concludersi con una delusione incredibile. Seth Rollins getta Rey Mysterio contro i gradoni d’acciaio, facendogli sbattere un occhio dopo 18 minuti e 5 secondi. Fine. Tutto qui? Purtroppo è un finale che rovina un match veramente godibile fra due lottatori che dimostrano grande impegno e passione.

WWE RAW Women's Title: Asuka (w/Kairi Sane) (c) vs. Sasha Banks (w/Bayley)
Voto: 7.5/10. Ho apprezzato questa sfida quanto il match per i titoli di coppia d’apertura dell’evento. Asuka e Sasha danno vita a una competizione intensa, dimostrando il loro talento ancora una volta. Ciò che mi piace è che il match risulta aperto a ogni possibile risultato perciò tutto può succedere. Nel finale, Asuka colpisce l’arbitro per errore, Bayley indossa la divisa ed effettua il conteggio a favore di Sasha dopo 20 minuti e 12 secondi ma mi pare più un No Contest. Mi sembra un abbinamento ideale, sicuramente ho visto più Wrestling in questa sfida che nel match titolato di Smackdown.

WWE Title: Drew McIntyre (c) vs. Dolph Ziggler [Extreme Rules Match]
Voto: 7.5/10. Finalmente un Extreme Rules match, l’unico dell’evento. La sfida è di buona qualità e apprezzo l’impegno dei lottatori, per quanto non riesco proprio a ritenere Ziggler competitivo per la cintura, ma solo un avversario di transizione. McIntyre tuttavia ne esce bene e vince senza troppe difficoltà dopo 15 minuti e 25 secondi, schienando Ziggler. Parecchia distruzione e ottima enfasi, ma nulla di davvero rilevante.

Bray Wyatt vs. Braun Strowman [Wyatt Swamp Fight]
Voto: 5.5/10. Riesco a capire l’idea dietro alla sfida. Il match cinematico a Wrestlemania fra John Cena e The Fiend è stato spettacolare, i tentativi seguenti decisamente di meno. Questo chiaramente non è un match di Wrestling, anche se c’è parecchia azione ed è la parte migliore della “sfida”. Tuttavia è come un film, con sparizioni e riapparizioni di Wyatt, Strowman che affronta se stesso mascherato e Sister Abigail rivelata come… Alexa Bliss. COSA?!? Questo sembra decisamente confusionario, potrebbe anche trattarsi di un’allucinazione di Strowman ma in ogni caso qui si eccede nella teatralità. Strowman sembra battere il rivale gettandolo nella palude, ma Wyatt lo trascina di sotto e risale nei panni di The Fiend. Calcolare il tempo qui non ha senso, si può dire che “Wyatt” / The Fiend abbia vinto la sfida. In alcune parti è stata divertente, in altre è stato esagerato. A mio parere un finale insufficiente per l’evento.

Voto finale: 6/10, non è un evento memorabile, anzi, per la maggior parte è addirittura trascurabile. Ci sono tre buone sfide, che raccomando senza problemi. Drew McIntyre contro Dolph Ziggler è veramente piacevole, ha una qualità piuttosto alta e non mancano i buoni momenti. Asuka contro Sasha Banks non delude le aspettative e risulta avvincente, per quanto il finale sia un po’ confusionario, ma quello è un problema tipico di diversi match della serata. Inoltre il match iniziale per i titoli di coppia fra New Day e il team di Cesaro e Nakamura è spettacolare, con delle buone azioni. Il resto dell’evento è decisamente inferiore, con un main event che ritengo vicino alla sufficienza ma con troppi problemi. Bray Wyatt e Braun Strowman possono raccontare una storia interessante visto che erano parte della Wyatt Family, ma le esagerazioni sono veramente casuali. Insomma, poteva essere gestito diversamente, ci sono troppe interruzioni. Anche il match “occhio per occhio” fra Rey Mysterio e Seth Rollins soffre del problema di una stipulazione ridicola, che rovina l’ottimo lavoro svolto dai due avversari, con una conclusione pessima. Dimenticabile invece la sfida fra Bayley e Nikki Cross. Questo Extreme Rules risulta sufficiente nel complesso ma dimostra di avere ancora grossi problemi. Intrattiene? Sì, ma nulla più di questo.