mercoledì 17 luglio 2019

Recensione WWE Extreme Rules 2019 (14 luglio 2019)


Recensione WWE Extreme Rules 2019
14 luglio 2019 da Philadelphia (Pennsylvania)
Durata show: 3:53:44

Dallo scorso anno Extreme Rules è diventato un evento significativo come ponte fra Money In The Bank e Summerslam, considerati entrambi eventi maggiori della federazione. Quest’anno non mancano i grandi nomi, fra cui il ritorno di Undertaker e l’incertezza su Brock Lesnar, possessore della valigia di MITB che potrebbe usarla in qualsiasi momento, anche se la storia si è prolungata pure troppo per quanto mi riguarda. Invece le sfide più attese da parte mia erano Kofi Kingston contro Samoa Joe e Ricochet contro AJ Styles.

Segnalo che nel Kickoff, Shinsuke Nakamura ha sconfitto Finn Balor e conquistato la cintura intercontinentale. Vincere titoli nei preshow sembra diventata una specialità per il lottatore giapponese, che aveva già vinto anche il titolo americano in un altro Kickoff.

Drew McIntyre & Shane McMahon vs. Roman Reigns & The Undertaker [No Holds Barred Tag Team Match]
Voto: 7+/10. Questa volta Undertaker si trova ben gestito, senza un eccessivo spazio sul ring ma pur sempre nel ruolo del volto principale della sfida. La sfida in sé è eccessivamente caotica, fra il tentativo di fuga di Shane McMahon e l’intervento di Elias dalla sua parte, il match viene spezzato continuamente. Eppure la formula riesce grazie alla visibilità e alla posizione nella card. Probabilmente metterlo al fondo dopo quasi 4 ore di show avrebbe urtato il pubblico, invece è ottimo se preso come opener, anche perché ci sono quattro fra i nomi più rilevanti del roster (nel bene o nel male). Roman trova il suo spazio, Drew riesce ad avere buoni momenti dove può continuare a maturare nella carriera, Shane fa ‘le sue cose’ e ha pure troppo spazio, Undertaker chiude la sfida schienando McMahon dopo 16 minuti e 55 secondi. Ciò che trovo ideale è l’utilizzo del Phenom, non viene costretto a stancarsi e risulta dunque efficace in quel ruolo.

WWE RAW Tag Team Titles: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c) vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso)
Voto: 7/10. Una buona sfida di coppia, i Revival sono finalmente sul ring per più di 10 minuti, gli Uso sembrano combinarsi perfettamente con la maggior parte dei team della federazione. Ne esce un match che fa sperare bene per il futuro della divisione di coppia. I Revival vincono per schienamento dopo 12 minuti e 34 secondi. Ci saranno altri match fra loro, e possono risultare ancora migliori.

Aleister Black vs. Cesaro
Voto: 7.5/10. La storia di Cesaro come assalitore misterioso di Aleister Black era interessante, infatti Cesaro pare avere un look diverso dal solito, più aggressivo, pure la sua musica d’ingresso è cambiata. La sfida è intensa e piena di colpi duri, i due non si risparmiano pur non avendo molto tempo a disposizione. Black schiena Cesaro dopo 9 minuti e 45 secondi. Sono rimasto impressionato dalla capacità dei lottatori di coinvolgere il pubblico nonostante sia una sfida senza nulla in palio.

WWE SmackDown Women's Title: Bayley (c) vs. Alexa Bliss & Nikki Cross [Two On One Handicap Match]
Voto: 6.5/10. Non sono un grande fan di questa sfida, ma è un’ottima occasione per dare a Bailey la possibilità di fare buona figura da sola contro due avversarie, e allo stesso tempo indebolire la loro alleanza. Bailey schiena Nikki Cross dopo 10 minuti e 22 secondi, rimanendo campionessa.

Bobby Lashley vs. Braun Strowman [Last Man Standing Match]
Voto: 7.5/10. Un match che mi ha sorpreso! Avevo la minima attesa, nel senso che non mi aspettavo proprio nulla da una sfida fra Lashley e Strowman, e sono rimasto sorpreso perché è veramente divertente. La maggior parte della sfida si svolge nel backstage e fra il pubblico. Alcuni fan sono irritanti e intervengono a disturbare i lottatori, ma vengono tenuti da parte. Nel finale Strowman scaraventa Lashley dall’alto e piomba giù anche lui, uscendo vincitore in 17 minuti e 29 secondi. Non potevo chiedere di meglio dalla sfida decisiva di una rivalità che non mi è mai interessata.

WWE SmackDown Tag Team Titles: Daniel Bryan & Rowan (c), Heavy Machinery (Otis & Tucker) vs. The New Day (Big E & Xavier Woods) [Triple Threat Match]
Voto: 7+/10. Escludendo il preshow, è qui che avviene il primo cambio di titoli dell’evento. Il team di Bryan e Rowan sembra ormai fermarsi dopo aver dominato la divisione di coppia. Ottimo lavoro come sempre dell’Heavy Machinery, divertente da vedere in azione, e del New Day. Proprio Big E e Woods diventano campioni (per la sesta volta) quando è Daniel Bryan a essere schienato dopo 13 minuti e 59 secondi. Non il migliore match di coppia possibile perché risulta un po’ confusionario, ma è piacevole dall’inizio alla fine.

WWE United States Title: Ricochet (c) vs. AJ Styles (w/Karl Anderson & Luke Gallows)
Voto: 8/10. Il migliore match dell’evento per me è proprio questo. Ricochet sta vivendo un periodo di popolarità senza dover aspettare anni, ed è un bene che sia così perché è in un periodo di forma fisica eccezionale. AJ Styles d’altra parte è sempre il solito lottatore che garantisce spettacolo, e la sfida è ottima, anche se non si tratta di un “must see”, ma semplicemente di un grande match che intrattiene e regala ottime mosse. AJ vince poi in modo pulito per schienamento dopo 16 minuti e 31 secondi, conquistando così la cintura americana. Anche se il regno di Ricochet giunge al termine, non sembra affatto una mancanza di fiducia nei suoi confronti.

Dolph Ziggler vs. Kevin Owens
Senza voto. Ziggler provoca Owens, lui connette la Stunner e lo schiena dopo 17 secondi. Fine del match, già… basta solo questo!

Kevin Owens coglie l’occasione per criticare Shane McMahon e il suo spazio sul ring. Cerca di apparire “fuori programma” nel suo discorso ma si capisce chiaramente che non c’è nulla di particolarmente polemico nelle sue parole, e anzi fa presagire una rivalità proprio con lui in vista di Summerslam.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Samoa Joe
Voto: 7-/10. Era una sfida da cui mi aspettavo molto, ma non è così ben riuscita, almeno dopo una serie di ottimi match precedenti. Samoa Joe è comunque scatenato, ma il suo fuoco si spegne durante la sfida, e Kofi Kingston ancora una volta arriva a ottenere uno schienamento anti-climatico dopo 9 minuti e 47 secondi. Questo match avrebbe richiesto qualche minuto in più per risultare ottimo, e soprattutto un maggiore controllo da parte di Joe. Kingston dà l’impressione di vincere senza troppo convincere, come in molti suoi match titolati, ed è un peccato perché è un campione meritevole.

WWE RAW Women's Title / WWE Universal Title Winner Take All: Becky Lynch (c) & Seth Rollins (c) vs. Baron Corbin & Lacey Evans [Mixed Tag Team Extreme Rules Match]
Voto: 6.5/10. Il main event arriva ormai al termine di un lungo evento e risulta forse meno riuscito rispetto al resto dello show. Non si tratta affatto di una brutta sfida, ma c’è da dire che Lacey Evans è molto più abile di Baron Corbin a reggere il ritmo, e pare decisamente più adatta di lui a stare in sfide importanti. Proprio Corbin pare la grande limitazione della sfida, oltre a una strana dinamica di squadra fra Rollins e Becky che non mi sembra riuscita a perfezione sul ring. Di certo non ha l’effetto di un tag team solido. Si tratta inoltre dell’unico Extreme Rules dell’evento, e la stipulazione è riuscita, pur senza particolari pregi. Tavoli, sedie e Kendo Stick vengono usati, ma non c’è mai quel coinvolgimento che la sfida avrebbe meritato. Seth Rollins schiena Baron Corbin dopo 19 minuti e 56 secondi, ponendo fine a una pessima rivalità con una nota positiva.

Brock Lesnar arriva con Paul Heyman e incassa il Money In The Bank in chiusura d’evento. È giunto il grande momento della sfida titolata ‘a sorpresa’.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Brock Lesnar (w/Paul Heyman)
Senza voto. Brock Lesnar si approfitta della stanchezza del rivale per stenderlo con la F5 e schienarlo dopo soli 16 secondi, è quanto basta per portarlo a vincere nuovamente la cintura Universal.

Voto finale: 7.5/10, non ho avuto particolare attesa per Extreme Rules, perché non impazzivo per la card dell’evento, con zero voglia di vedere l’ennesimo ritorno di Undertaker (quanti ne ha già fatti negli ultimi due anni?) o Baron Corbin nel main event. Devo ammettere che la qualità è rimasta buona per tutto l’evento, senza sfide insufficienti, ma anche senza nulla di indimenticabile, che in ogni caso non mi aspettavo. AJ Styles e Ricochet ‘rubano’ l’evento con una sfida di alta qualità, intensa fino in fondo. Kofi Kingston contro Samoa Joe è buono, purtroppo senza quella scintilla che avrebbe fatto la differenza. Il main event inter-gender è accettabile, ma come Extreme Rules non suona affatto innovativo o epico, con un finale parecchio prevedibile. La sorpresa seguente è stata d’impatto, Brock Lesnar arriva, distrugge Rollins ed esce con l’Universal Title in un battito di ciglia, mostrandosi ancora una volta l’uomo da battere. Che la scelta possa piacere o meno, non sta a me giudicare, ma il momento è ben riuscito. Un’altra sorpresa è Strowman contro Lashley, nonostante la rivalità che non mi è mai interessata, devo dire che il Last Man Standing è stato particolarmente ‘vecchia scuola’, con i lottatori nel backstage e fra il pubblico, con un bel finale riuscito. Buon lavoro anche da parte della divisione di coppia di entrambi gli show, stavolta non c’è nulla di imperdibile ma due buoni match godibili, compreso un cambio di titolo, che porta il New Day a uscire con tutti i lottatori titolati al termine dell’evento. Inoltre si aggiunge Cesaro contro Black, una sfida dell’undercard riuscita benissimo. Per concludere, c’è un’ottima gestione di Undertaker che entra solo per fare qualcosa di rilevante senza essere costretto a stancarsi, e stavolta non c’è l’effetto di sovraccarico della presenza di Roman Reigns. Insomma, io sono molto soddisfatto anche se non me la sento di andare oltre il 7.5 come voto complessivo. Per alcuni un pay per view da 4 ore potrebbe essere pesante, ma credo che sia molto piacevole in vista di Summerslam, con molti finali puliti… e ci siamo pure risparmiati un inutile match fra Owens e Ziggler!

giovedì 4 luglio 2019

Recensione Rebellion 2001 (03 novembre 2001)


Recensione Rebellion 2001
03 novembre 2001 da Manchester (Regno Unito)
Durata show: 2:15:04

Ecco un altro evento in house show presentato come pay per view. Di solito sono di scarso interesse ma questo ha una card davvero interessante in buona parte.

WWF Intercontinental Title: Edge (c) vs. Christian [Steel Cage Match]
Voto: 6.5/10. Un’altra tappa della rivalità fra i due “fratelli”, sempre con la cintura in palio. Edge è campione intercontinentale mentre Christian è campione europeo, ma solo la prima cintura è contesa. Il match è decisamente lento, con una fase al tappeto interminabile fatta di proiezioni. Ritorna poi di buona qualità nel finale, quando Edge lega Christian alla gabbia e poi scende dopo 12 minuti e 49 secondi per vincere il match. Niente di speciale, secondo me è nettamente sotto al potenziale dei due lottatori.

Scotty 2 Hotty vs. The Hurricane
Voto: 6.5/10. Il match è divertente e penso che sia più che godibile. So che dargli un voto identico a quello della sfida precedente potrebbe sembrare strano, ma Hurricane e Scotty sono bravi a coinvolgere il pubblico. Scotty vince per schienamento in 8 minuti e 55 secondi, probabilmente è uno dei suoi match migliori.

Diamond Dallas Page vs. The Big Show
Voto: 4/10. DDP è gestito malissimo, già prima del match è ridicolo nel promo per le cose che dice, ma qui davvero è ben lontano dal lottatore che era in WCW, tutto è fatto in modo di farlo apparire goffo. Big Show vince in soli 3 minuti e 15 secondi. Pessima sfida!

WCW World Tag Team Titles: The Dudley Boyz (Bubba Ray Dudley & D-Von Dudley) (c) vs. The APA (Bradshaw & Faarooq) vs. The Hardy Boyz (Jeff Hardy & Matt Hardy) [Three Way Elimination Match]
Voto: 7-/10. Non è una fra le combinazioni migliori viste fra i team. Gli APA vengono presto eliminati, lasciando la sfida agli altri due team. I Dudley Boyz difendono le cinture con vittoria per schienamento in 12 minuti e 1 secondo. Sfida buona ma non far le migliori viste nella lunga rivalità a squadre.

Tajiri vs. William Regal
Voto: 5.5/10. Sfida breve e poco ispirata, ma sentita dal pubblico locale a causa delle provocazioni da parte di Regal prima del match. Tajiri lotta bene ma viene sottomesso dopo 5 minuti e 55 secondi. Nulla di speciale, sotto la sufficienza.

Tajiri si prende la rivincita dopo la sfida, stordendo Regal sul ring.

WCW World Heavyweight Title: Chris Jericho (c) vs. Kurt Angle
Voto: 7/10. Il 2001 è l’anno della crescita di Chris Jericho a degno main eventer, e qui combatte da campione, in un periodo dove è difficile inquadrare bene chi è buono e chi non lo è, perché Y2J è ancora tifato ma comincia a mostrare l’arroganza tipica del periodo successivo. La sfida è interessante però rimane a un livello buono, nulla di più, con una vittoria per schienamento da approfittatore di Jericho dopo 14 minuti e 55 secondi. Sicuramente non è il migliore match che poteva uscire da loro, mi sono sembrati stanchi.

Kurt Angle attacca Chris Jericho dopo la sconfitta, ma non finirà qui perché si continuerà con questa rivalità ancora più avanti.

Lita & Torrie Wilson vs. Mighty Molly & Stacy Keibler [Special Referee: Trish Stratus]
Senza voto. Sfida riempitiva, e così va presa. Il team di Lita e Torrie vince in 4 minuti e 16 secondi di non-Wrestling.

WWF World Heavyweight Title: Steve Austin (c) vs. The Rock
Voto: 8+/10. Questo è uno dei match fra Austin e Rocky meno ricordati, ma è di alto livello, fin dall’inizio si scatena la rissa e il pubblico è fortemente coinvolto. Nella seconda parte cominciano a esserci interferenze. Kurt Angle attacca The Rock con la sedia, Chris Jericho scaccia Angle ma poi Rocky lo vede con la sedia e perciò lo attacca (non c’è la minima fiducia fra i due alleati). Angle ritorna per impedire a The Rock di vincere e Austin se ne approfitta per schienarlo dopo la Stunner in 22 minuti e 9 secondi. Una sfida epica fino all’ultimo, capace di far impazzire il pubblico.

Voto finale: 6.5/10, un evento con parecchie sfide riempitive ma che tutto sommato è in grado di regalare buoni momenti, e alcuni match veramente godibili. Se Kurt Angle contro Chris Jericho non l’ho trovato particolarmente interessante, invece Steve Austin contro The Rock è stato un main event incredibile, che è rimasto su alti livelli dall’inizio alla fine. L’evento serve a costruire il futuro match a squadre di Survivor Series e ci riesce benissimo, con alcuni segmenti centrali che mostrano la fatica dei due team a coesistere con diverse stelle al loro interno. Non mancano purtroppo delle sfide meno riuscite come l’orrendo DDP contro Big Show e il banale Tajiri contro Regal, oltre a una comprensibile stanchezza generale dei lottatori. Mi sono divertito abbastanza da considerare Rebellion 2001 più che sufficiente.

mercoledì 26 giugno 2019

Recensione WWE Stomping Grounds 2019 (24 giugno 2019)


Recensione WWE Stomping Grounds 2019
24 giugno 2019 da Tacoma (Washington)
Durata show: 3:17:16

Dopo un dimenticabile Super Showdown, si torna a un evento dal nome ridicolo ma dalla card interessante, almeno in parte. Inoltre c’è il mistero del misterioso arbitro speciale del main event, scelto da Baron Corbin. Paul Heyman scelta più probabile? Forse!

Nel preshow c’è un ottimo match fra Tony Nese, Drew Gulak e Akira Tozawa, che vi raccomando e vede la vittoria di Gulak, che conquista la cintura Cruiserweight.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Lacey Evans
Voto: 6.5/10. Il pubblico stravede per Becky e la supporta per tutta la sfida. Lacey sembra ancora incompleta, non la vedo ancora adatta a un’opportunità simile ma riesce comunque a risultare un’avversaria interessante, seppure con lei abbiano bruciato molte tappe per mandarla subito in lotta titolata. Becky la fa cedere dopo 11 minuti e 30 secondi, rimanendo campionessa. Sfida adatta per aprire l’evento, senza particolari pregi.

Kevin Owens & Sami Zayn vs. The New Day (Big E & Xavier Woods)
Voto: 8/10. Questo era il match di coppia che serviva ad entrambi i team, che svolgono un grande lavoro e risultano divertenti da seguire. Owens e Zayn sono davvero un team perfetto, che vedo più che adatto a conquistare le cinture di coppia. I due vincono la sfida quando Owens ottiene lo schienamento vincente dopo 11 minuti e 5 secondi. Non è perfetto a causa della breve durata ma è credibile e ispirato, con un risultato che proietta Owens e Zayn verso una possibile sfida titolata.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Ricochet
Voto: 8.5/10. Ecco il mio match preferito dell’evento, una sfida che doveva essere in secondo piano e invece è di grande qualità. Joe continua a distruggere l’avversario, Ricochet non molla mai e tante volte sfiora la vittoria. Nel finale è Ricochet ad avere la meglio e conquistare il titolo (forse a sorpresa) dopo 12 minuti e 25 secondi. Grande qualità sul ring e una bella storia a rendere la sfida imperdibile.

WWE SmackDown Tag Team Titles: Daniel Bryan & Rowan (c) vs. Heavy Machinery (Otis & Tucker)
Voto: 8-/10. I fan tifano per Daniel Bryan, sembra incredibile vederlo così supportato dopo mesi di fischi ininterrotti. La sfida risulta molto piacevole, un altro fantastico match di coppia che riesce bene e vede gli sfidanti a un passo dalle cinture, ma sono Bryan e Rowan a vincere per schienamento in 14 minuti e 25 secondi. È la terza sfida ben riuscita di fila, le sfide di coppia stanno funzionando bene grazie a ottime formazioni a cui viene dato lo spazio di esprimersi.

WWE SmackDown Women's Titles: Bayley (c) vs. Alexa Bliss (w/Nikki Cross)
Voto: 6/10. Il coinvolgimento di Nikki Cross è un po’ particolare, in pratica Alexa Bliss cerca di manipolarla a stare dalla sua parte ma lei reagisce spesso di testa sua. Bayley fatica ad apparire come una campionessa dominante e infatti spesso è in difficoltà ma grazie a un aiuto involontario da parte di Nikki, riesce a schienare Alexa in 10 minuti e 35 secondi. Spero che Bayley durante il suo regno riesca ad avere qualche vittoria più convincente.

Drew McIntyre (w/Shane McMahon) vs. Roman Reigns
Voto: 7-/10. Questa è una sfida che avrei preferito senza la presenza di Shane McMahon a intervenire e rendersi protagonista, ma è parte della rivalità con Roman, perciò è comprensibile. Il match funziona bene, non sembra aggiungere nulla di nuovo ed è anche prevedibile. Roman schiena McIntyre dopo 17 minuti e 20 secondi. Si nota il tentativo da parte dei due lottatori di fare una buona sfida, ma ci sono dei momenti abbastanza scadenti, in particolare tutto ciò che riguarda Shane.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Dolph Ziggler [Steel Cage Match]
Voto: 7/10. Come sfida nella gabbia non risulta memorabile, ma apprezzo comunque l’impegno di Kingston e Ziggler in un match di lunga durata. La sfida è equilibrata ma di certo non ha un grande uso della gabbia, sembra una stipulazione inadatta per loro, tranne nel finale, dove Ziggler sta per uscire ma Kofi Kingston salta velocemente all’esterno e vince in quel modo dopo 20 minuti. Credo che ben pochi si aspettassero un cambio di titolo, ma Ziggler ha svolto una buona parte come primo sfidante, anche se penso che le opportunità per lui siano giunte al termine.

Viene rivelato il misterioso arbitro speciale del main event… si tratta di Lacey Evans. Okay, questo non è un nome che avrei mai previsto!

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Baron Corbin [Special Referee: Lacey Evans]
Voto: 5/10. Dovrei essere durissimo con questa sfida perché i primi 10 minuti sono orrendi, ma poi migliora… stranamente diventa interessante. Lacey ignora ogni scorrettezza di Corbin, addirittura rende il conteggio fuori e la squalifica non validi per proteggerlo. Per tutto il match Rollins subisce, poi ha dei momenti di dominanza ma non viene mai effettuato il conteggio corretto. Becky Lynch interviene e mette KO Lacey, portando così ad avere un arbitro regolare che effettua il conteggio pulito per Seth Rollins dopo 18 minuti e 25 secondi. Credo che qui il problema sia stato di tirare troppo per le lunghe la fase di dominio di Baron Corbin, assolutamente non credibile a questi livelli, inoltre è una storia vista tante volte quella dell’arbitro speciale di parte.

Voto finale: 7/10, dimenticandoci l’orrore a cui abbiamo assistito a Super ShowDown ’19, si riparte con un evento pur sempre di durata superiore alle 3 ore, ma con una qualità complessiva decisamente superiore. La prima metà dell’evento è di alto livello, la seconda invece si assesta sulla sufficienza o poco più. Credo che la sorpresa sia arrivata dai due match di coppia, entrambi capaci di garantire ottimo Wrestling sul ring, mentre Samoa Joe contro Ricochet ruba la scena e ha un finale d’impatto, di quelli che lasciano soddisfazione. Ovviamente non erano queste le sfide più attese, e dunque c’è da soffermarsi sui due match titolati. Intanto, nemmeno stavolta c’è la tanto attesa presenza di Brock Lesnar con la valigia di MITB. Kofi Kingston contro Dolph Ziggler è un match lungo e accettabile, purtroppo non memorabile nonostante l’impegno dei lottatori. Seth Rollins contro Baron Corbin è molto deludente, ma non pessimo, in ogni caso non è una bella sfida, anzi, è il peggiore match dell’evento. Stomping Grounds sa divertire, e talvolta stanca per via della lunga durata, però è decisamente godibile e lo considero un buon evento.

domenica 9 giugno 2019

Recensione WWE Super Showdown 2019 (07 giugno 2019)


Recensione WWE Super Showdown 2019
07 giugno 2019 da Jeddah (Arabia Saudita)
Durata show: 3:49:08

Quasi mi ero dimenticato dell’esistenza di questo evento, non l’ho nemmeno visto in diretta e sono bastate poche ore per sentirne parlare come del peggiore show di sempre, o uno dei peggiori. Com’è andata realmente? Be’, intanto è un altro evento molto lungo, di quasi 4 ore, con una card all’apparenza interessante ma non eccezionale. Purtroppo la visione mi ha quasi traumatizzato, e mi sono addormentato almeno tre volte, perciò è uscita una recensione lenta nelle tempistiche ma sintetica per apatia sugli elementi di discussione. Potete aspettarvi il tipico evento da house show ma con un cast stellare a prenderne parte, e l’assenza del fascino dell’essere lì presenti.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. Baron Corbin
Voto: 5.5/10. L’unico interesse di questa sfida era di sapere se Brock Lesnar avrebbe incassato il Money in the Bank dopo il risultato finale, parecchio scontato. Baron Corbin tiene impegnato parecchio Seth Rollins, che poi vince per schienamento in 11 minuti e 15 secondi. Una sfida un po’ noiosa, con poca enfasi e un pessimo lavoro da parte dello sfidante.

Corbin attacca Rollins, perciò Brock Lesnar fa il suo ingresso con la valigetta per incassare ma… viene attaccato a colpi di sedia, e non c’è alcun incasso, che viene rimandato a un’altra data. Mah.

WWE Intercontinental Title: Finn Balor (c) vs. Andrade
Voto: 7/10. Uno fra gli aspetti migliori dell’evento è questo match, praticamente senza la minima attesa ma capace di regalare un buon spettacolo. Andrade è ottimo come sfidante, ma “Demon” Balor ottiene la vittoria per schienamento in 11 minuti e 35 secondi, rimanendo campione.

Roman Reigns vs. Shane McMahon (w/Drew McIntyre)
Voto: 4/10. Zero stelle da parte mia, è un match noioso, salvato soltanto dalla durata inferiore ai 10 minuti. Roman Reigns come prevedibile domina, però un intervento di Drew McIntyre permette a Shane di prendersi la vittoria in 9 minuti e 15 secondi. Morale della storia, Roman può sconfiggere chiunque, ma se l’avversario si chiama McMahon allora può anche perdere. Pessimo.

Lars Sullivan vs. The Lucha House Party (Gran Metalik, Kalisto & Lince Dorado) [3 on 1 Handicap Match]
Voto: 2/10. L’inutilità di una sfida che non solo vede Sullivan dominante, ma che si conclude pure con una sua vittoria per squalifica dopo 5 minuti e 15 secondi sprecati… più post-match con Sullivan che si sfoga sui perdenti e li mette tutti KO. Non mi aspetto più niente, se Sullivan a NXT era ancora un lottatore accettabile, qui si sta rivelando un pessimo innesto.

Randy Orton vs. Triple H
Voto: 5-/10. Non me la sento di stroncare completamente questa sfida. È lunghissima ma non manca di psicologia. Anzi, c’è dietro ad essa una lunga carriera di rivalità, ma è sicuramente il loro match più lento nell’esecuzione delle mosse. Purtroppo Triple H nell’ultimo anno ha veramente regalato pessime prestazioni, e mi dispiace dire questo perché si capisce chiaramente la sua passione e la voglia di mettersi in gioco. Rispetto tutto questo, ma è praticamente inguardabile, con un pubblico che perde interesse dopo pochi minuti. Randy Orton vince con l’RKO dopo 25 minuti e 45 secondi. Davvero troppo lunga, 10 minuti in meno l’avrebbero resa guardabile, ha gli stessi difetti del match fra HHH e Batista ma è peggiore.

Bobby Lashley vs. Braun Strowman
Voto: 5/10. Preso come match in sé non è poi così terribile, ma dopo la noia data dalle sfide precedenti è davvero inutile, un altro spreco di tempo. Lashley è stato ridimensionato parecchio nell’ultimo periodo e senza un manager non ha quasi nulla da raccontare. Strowman vince facilmente per schienamento dopo 8 minuti e 20 secondi.

WWE Title: Kofi Kingston (w/Xavier Woods) (c) vs. Dolph Ziggler
Voto: 7/10. Un altro match buono dopo quello fra Balor e Andrade, ma nulla di speciale. Anche qui sa tanto di sfida da house show, dove lo sfidante non ha la minima credibilità per vincere il titolo, e perciò Kingston non è mai davvero in pericolo perché nessuno ci crederebbe a una sua sconfitta. Il campione WWE vince la sfida in 10 minuti e 15 secondi, è bello tornare a vedere un po’ di buon Wrestling dopo quanto si è visto in precedenza.

Elias fa il suo spettacolo con la chitarra prima del match a 50 lottatori, e riesce a provocarli quasi tutti e 49, ritrovandosi gettato sul ring per dare inizio alla sfida.

50 Man Battle Royal
Akam vs. Akira Tozawa vs. Ali vs. Apollo Crews vs. Bo Dallas vs. Brian Kendrick vs. Buddy Murphy vs. Cedric Alexander vs. Cesaro vs. Chad Gable vs. Curt Hawkins vs. Curtis Axel vs. Dash Wilder vs. Drew Gulak vs. EC3 vs. Elias vs. Eric Young vs. Erik vs. Heath Slater vs. Humberto Carrillo vs. Ivar vs. Jey Uso vs. Jimmy Uso vs. Jinder Mahal vs. Karl Anderson vs. Luke Gallows vs. Mansoor vs. Matt Hardy vs. Mike Kanellis vs. Mojo Rawley vs. No Way Jose vs. Oney Lorcan vs. Otis vs. Rezar vs. Ricochet vs. Robert Roode vs. Rowan vs. Rusev vs. Samir Singh vs. Samoa Joe vs. Scott Dawson vs. Shelton Benjamin vs. Shinsuke Nakamura vs. Sin Cara vs. Sunil Singh vs. The Miz vs. Titus O'Neil vs. Tony Nese vs. Tucker vs. Xavier Woods vs. Zack Ryder
Voto: 4.5/10. Sparisce la Greatest Royal Rumble (decisamente più interessante) e torna la Battle Royal a 50 lottatori. Ci hanno messo dentro un po’ tutti, ci sono pure Nakamura e Rusev anche se i favoriti sono ben altri, specialmente Samoa Joe. Ma no, non aspettatevi nulla di sensato o sensazionale, semplicemente le eliminazioni hanno spesso poca enfasi e se ne vanno tutti un po’ prima di quanto ci si potrebbe aspettare. Joe non arriva nemmeno in fondo, e Cesaro è a un passo dalla vittoria, ma viene buttato fuori da Elias, che crede di essere il vincitore, però è ancora rimasto il wrestler di casa, Mansoor, che lo getta fuori e vince lui dopo circa 20 minuti di match. Ottimo momento per la carriera di un giovane lottatore, ma assolutamente non offre nulla, e pare solo un contentino per dargli rilievo davanti al suo pubblico.

Goldberg vs. The Undertaker
Voto: 5/10. Dopo un’ottima partenza e due ingressi spettacolari, il match prende una brutta piega, con diversi errori e parecchi rischi per la salute dei due lottatori. Mosse eseguite male e momenti di stanchezza, inoltre la fase finale appare chiaramente sbagliata, con Goldberg che prova a eseguire una Tombstone ma gli scappa Undertaker e quasi lo fa volare a terra dall’alto, poi Taker chiude con la Chokeslam perché l’avversario non riesce più a far nulla, vincendo in 8 minuti e 35 secondi. Purtroppo è degenerato a causa delle pessime condizioni di salute, specialmente di Goldberg, che è svenuto al termine della sfida e infatti è sparito dalla telecamera.

L’evento si chiude con il non-festeggiamento di Undertaker, che pare pieno di amarezza in volto, così come probabilmente lo è stato ogni spettatore da casa dopo 4 ore di Wrestling di bassa qualità.

Voto finale: 2/10, non è tutto disastroso, ma per la maggior parte lo è, infatti questo è davvero un pessimo evento. Non sono tanto le decisioni a essere sbagliate, quanto più la scarsa qualità complessiva e il senso di noia capace di generare. Il “leggendario” Goldberg contro Undertaker è stato un fallimento, dovuto alle condizioni di salute di due lottatori che si confrontano con la prova del tempo, e diversi match veramente atroci. Il buono dell’evento arriva da Kofi Kingston contro Dolph Ziggler, sicuramente piacevole, e da Finn Balor contro Andrade, ma da questi due lottatori non potevo aspettarmi nulla di diverso, sanno come regalare buone sfide. Mi dispiace anche che Randy Orton contro Triple H sia stato deludente, forse per via della durata eccessiva, con dieci minuti in meno sarebbe stato sicuramente un match sufficiente. C’è tanto altro che non funziona nell’evento, ad esempio potevano risparmiarci Lars Sullivan, o il finale del match fra Seth Rollins e Baron Corbin, una vittoria del campione Universal che sembra quasi ‘sporca’, nonostante il suo merito. Brock Lesnar non incassa e dunque le tante promesse della vigilia non sono state rispettate nemmeno stavolta. E non dimentichiamoci di Roman Reigns contro Shane McMahon, un match brutto, che porterà a un nuovo capitolo di Roman contro Drew McIntyre. Sinceramente c’è così tanto che non va bene nell’evento che servirebbero delle riflessioni da parte della WWE, cominciando ad accontentare i fan, specialmente quelli che la seguono da tanto tempo, e quelli (come me e tanti altri) del WWE Network.

mercoledì 22 maggio 2019

Recensione Money in the Bank 2019 (19 maggio 2019)


Recensione WWE Money in the Bank 2019
19 maggio 2019 da Hartford (Connecticut)
Durata show: 3:38:08

Non ho atteso molto l’evento, ma seguire Money in the Bank è sempre un’occasione per vedere molti lottatori (e da un anno anche lottatrici) competere per una title shot da usare in qualsiasi momento.

Bayley vs. Carmella vs. Dana Brooke vs. Ember Moon vs. Mandy Rose (w/Sonya Deville) vs. Naomi vs. Natalya vs. Nikki Cross [Money In The Bank Ladder Match]
Voto: 7.5/10. Sono combattuto sul giudicare questa sfida. Trovo che il lavoro svolto dalle lottatrici sia buono, ma che c’erano troppe partecipanti e si è generata quella confusione che rende una sfida troppo caotica da seguire. O almeno è così nella prima parte, poi la sfida quasi si riduce a sole sfide 1 contro 1 per la valigia. Ad approfittarsi di questa situazione è una lottatrice che ha subito tante sconfitte, ma ha sempre saputo rialzarsi, Bailey, che riesce a vincere la sfida e dunque a ottenere una buona opportunità dopo 13 minuti e 51 secondi. Il match non ha premiato tutte le lottatrici allo stesso modo, alcune sono davvero rimaste nell’ombra e altre hanno avuto maggiori opportunità, in ogni caso credo che ci sia stata la giusta vincitrice, in un match purtroppo non memorabile.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Rey Mysterio
Senza voto. Si comincia con il primo “senza voto” dell’evento, e ne vedrete presto altri! Una sfida brevissima, dove Joe è troppo sicuro di sé e Rey Mysterio lo schiena ‘a sorpresa’ dopo 1 minuto e 39 secondi. Ottimo agonismo ma è durato quasi nulla, impossibile dare un voto, mi dispiace vedere Joe perdere così il titolo perché stava facendo davvero bene.

Shane McMahon vs. The Miz [Steel Cage Match]
Voto: 7-/10. Questa rivalità mi piace parecchio, non credo però che Shane possa continuamente regalare ottime sfide, ma considero comunque il match buono, grazie a una rivalità capace di nascondere alcune tempistiche. L’uso della gabbia è buono, con Shane che cerca di scappare in continuazione per poi essere sempre rincorso da Miz, che appare il lottatore superiore, ma senza mai quella concretizzazione che gli servirebbe. Infine è Shane è uscire dalla gabbia e vincere dopo 13 minuti e 8 secondi. Sono sorpreso dal risultato perché è un’altra sconfitta per Miz, ma almeno è stato un match interessante e con un finale non necessariamente troppo sporco, anche se comunque sgradevole.

WWE Cruiserweight Title: Tony Nese (c) vs. Ariya Daivari
Voto: 6/10. C’è un nuovo tentativo di provare a valorizzare la divisione Cruiserweight, ma hanno scelto i lottatori giusti? Secondo me no, perché non è un match appassionante, e interessa ancora meno al pubblico dell’arena. Tony Nese difende la cintura schienando Daivari in 9 minuti e 22 secondi. Si tratta di una sfida appena sufficiente, nulla di epico per quanto riguarda la divisione.

WWE RAW Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Lacey Evans
Voto: 5.5/10. Ciò che ho pensato al termine della sfida era “tutto qui?” Voglio dire, si è parlato a lungo di Lacey Evans, che è giovane e piena di potenziale, ma questo match dimostra che forse era meglio aspettare prima di mandarla in lotta per il titolo, perché è davvero quel tipo di sfida che rischia di farla dimenticare. Becky la fa cedere in 8 minuti e 38 secondi. Purtroppo è davvero deludente.

WWE SmackDown Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Charlotte Flair
Voto: 6-/10. Un rematch di durata breve, assolutamente insignificante se paragonato ad altre loro sfide precedenti. Il finale è confusionario, con un intervento di Lacey Evans e Charlotte se ne approfitta per schienare Becky dopo 6 minuti e 12 secondi, strappandole una fra le sue cinture.

Becky si schiera contro Lacey, ma Charlotte l’aiuta. Bailey interviene… inizialmente solo per aiutare Becky, però poi vede Charlotte Flair in difficoltà e decide di incassare la valigetta appena conquistata.

WWE SmackDown Women's Title: Charlotte Flair (c) vs. Bayley
Senza voto. Non capisco perché giocare una sorpresa subito in questo evento, ma il pubblico sicuramente sembra apprezzare questo. Bailey mette fine al regno appena iniziato di Charlotte Flair, schienandola dopo 20 secondi di match.

Elias attacca Roman Reigns nel backstage, poi si esibisce sul ring in una performance musicale, ma Roman torna per combatterlo.

Elias vs. Roman Reigns
Senza voto. Sfida che dura 10 secondi, con una vittoria netta per schienamento di Roman su Elias, perfino TROPPO netta per quanto mi riguarda.

WWE Universal Title: Seth Rollins (c) vs. AJ Styles
Voto: 9/10. Queste sono le sfide per cui vale la pena seguire un evento, si tratta di un ottimo match, davvero di alto livello, con momenti fantastici. Questi due sono lottatori incredibili, e la sfida è equilibrata e con diverse occasioni di chiusura. AJ Styles sfiora la vittoria ma è Seth Rollins a vincere per schienamento dopo 19 minuti e 51 secondi. Arriva anche un gesto di rispetto dopo la sfida. Credo che sia un match facile da apprezzare per la qualità.

Il Lucha Party sale sul ring per combattere ma viene distrutto da Lars Sullivan.

WWE Title: Kofi Kingston (c) vs. Kevin Owens
Voto: 7-/10. Stranamente il match non riesce al 100%, infatti mi sarei aspettato molto di più dai due lottatori, e considero la sfida buona ma con parecchi difetti. Uno di questi è il ritmo che non ingrana mai, e un altro è il finale dal nulla, che non viene costruito ma arriva in un momento qualunque. Anche la durata della sfida poteva essere maggiore, ma non credo che sarebbe risultata migliore di così. Kofi Kingston schiena Kevin Owens in 14 minuti e 58 secondi, rimanendo campione. Penso che ci saranno altre tappe e spero che i due lottatori riescano a lasciare il segno in una rivalità che pare non avere troppo mordente.

Sami Zayn non può partecipare al main event a causa dell’attacco subito in precedenza, forse da Braun Strowman, ma non è ancora stato ufficializzato. Dunque ci sarà un lottatore in meno nella prossima sfida.

Ali vs. Andrade vs. Baron Corbin vs. Brock Lesnar (w/Paul Heyman) vs. Drew McIntyre vs. Finn Balor vs. Randy Orton vs. Ricochet [Money In The Bank Ladder Match]
Voto: 8/10. Non avete letto male. In realtà Brock Lesnar subentra nel finale come sostituto di Sami Zayn, ed è una sorpresa inattesa, ma allo stesso tempo che priva di valore ogni possibile considerazione su chi avrebbe potuto vincere. Significa che i lottatori nella sfida non avevano possibilità di vittoria. In realtà qui Lesnar partecipa solo in teoria, perché compare per meno di un minuto, giusto il tempo di strappare ad Ali la vittoria ormai alla sua portata, e prendersi lui la valigia dopo 19 minuti e 1 secondo. Sono stati tutti gli altri lottatori a giocarsi la sfida, e Lesnar è arrivato solo per la gloria. In particolare mi sono piaciuti molto Ali, McIntyre e Orton nella sfida, e non sono mancati gli spot spettacolari. Non riesco a dare di più perché il finale lascia troppa amarezza.

Voto finale: 6.5/10, questo evento non risulta facile da giudicare. La ragione è semplice. Diversi finali di match sporchi o contestabili, compreso un main event bellissimo che si chiude nel peggiore dei modi, con un vincitore dall’esterno, giusto per avere una “sorpresa”. Considerato che il Money in the Bank Ladder match si tiene una volta all’anno, è una opportunità mancata di dare la valigia a un lottatore in rampa di lancio, mi sarebbe piaciuto vedere Ali, Balor o McIntyre uscire da lì trionfanti. La sfida femminile invece concretizza subito il trionfo, con Bailey che è la nuova campionessa di Smackdown al termine dello show, con il brevissimo regno di Charlotte Flair. Anche qui la decisioni lasciano a desiderare, la WWE sembra voler far di tutto per ‘regalare’ sorprese, ma in realtà brucia occasioni. Se questo doveva essere uno fra gli eventi maggiori dell’anno non lo è stato, ma ha anche dei lati positivi. AJ Styles contro Seth Rollins è uno fra i migliori match del 2019, un epico scontro con una degna conclusione. Purtroppo non si può dire lo stesso di Kingston contro Owens, decisamente sottotono e mai intenso, ma tutt’altro che brutto. The Miz contro Shane McMahon può risultare fastidioso per il modo in cui si è concluso, eppure è un buon match nella gabbia, che porta avanti una rivalità interessante. Secondo me l’evento poteva dare molto di più ai fan, ma spesso si è perso in eccessi di sorprese e risoluzioni facili come le sfide brevissime fra Rey Mysterio e Samoa Joe e fra Roman Reigns ed Elias. Inoltre è un altro evento lungo da seguire, che supera le 3 ore e 30 minuti.

martedì 9 aprile 2019

Recensione WWE Wrestlemania 35 (07 aprile 2019)


Recensione WWE Wrestlemania 35
07 aprile 2019 da East Rutherford (New Jersey)
Durata show: 5:24:19

Nonostante la difficoltà di una recensione così lunga, Wrestlemania rimane uno fra gli eventi più polarizzanti nel mondo del Wrestling. Invito come sempre a leggere la recensione solo dopo aver visto l’evento o al massimo a guardare i voti senza concentrarsi troppo sulle sfide perché potrebbero essere presenti alcuni spoiler.

Considerata l’occasione, recensisco anche i QUATTRO match del pre-show di due ore.

WWE Cruiserweight Title: Buddy Murphy (c) vs. Tony Nese
Voto: 8-/10. Ottimo impegno dei due pesi leggeri davanti a un pubblico completamente insensibile allo spettacolo. Capisco che il pre-show è snervante e serve a far attendere l’inizio dell’evento principale, ma qui c’è davvero un’ottima esibizione. C’è subito uno spot che porta Murphy a causarsi una ferita all’occhio, ma lo spettacolo prosegue e risulta coinvolgente. Nulla di davvero eccezionale ma è una sfida ottima con un finale ben riuscito in cui Tony Nese schiena Murphy dopo 10 minuti e 40 secondi, vincendo il titolo. Peccato solo per l’isolamento del pubblico dalla sfida, avrebbe meritato maggiore visibilità.

Asuka vs. Candice LeRae vs. Carmella vs. Dana Brooke vs. Ember Moon vs. Kairi Sane vs. Lana vs. Liv Morgan vs. Mandy Rose vs. Maria Kanellis vs. Mickie James vs. Naomi vs. Nikki Cross vs. Ruby Riott vs. Sarah Logan vs. Sonya Deville vs. Zelina Vega [Women's Battle Royal]
Voto: 6/10. Lo dico spesso, le Battle Royal mi entusiasmano poco, spesso consistono in una serie di eliminazioni poco emozionanti con qualche sorpresa e ritorno quasi parodistico. Questa non è diversa dalla solita formula ma almeno c’è maggiore qualità, specialmente nella seconda metà. Alla fine Sarah Logan elimina Asuka e crede di avere vinto, ma Carmella rispunta sul ring (non eliminata) e la butta fuori dopo un po’ di lotta, vincendo lei la sfida in 10 minuti e 30 secondi e il trofeo (un’orrenda coppa che sembra di plasticato). Niente di speciale, ma lo ritengo sufficiente per dove viene collocato.

WWE RAW Tag Team Titles: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c) vs. Curt Hawkins & Zack Ryder
Voto: 6.5/10. Non sento particolarmente questa sfida, la rivalità è stata costruita nell’ultima settimana quando Aleister Black e Ricochet avevano più senso come sfidanti, ma devo dire che va bene così. Match di coppia molto classico, Zack Ryder viene tenuto sul ring a cercare di dare il cambio al compagno a lungo, e per qualche strana ragione Curt Hawkins è diventato l’asso della squadra. Ci sono delle ottime manovre verso la fine ed è Hawkins a portare la vittoria al team e anche i titoli di coppia dopo 13 minuti e 20 secondi. Nulla di speciale nemmeno qui, ma c’è un buon lavoro da parte sia dei campioni che degli sfidanti, anche se la parte centrale è davvero troppo lenta da seguire.

Andre The Giant Memorial Battle Royal
Ali vs. Andrade vs. Apollo Crews vs. Bobby Roode vs. Bo Dallas vs. Braun Strowman vs. Chad Gable vs. Colin Jost vs. Curtis Axel vs. EC3 vs. Gran Metalik vs. Harper vs. Heath Slater vs. Jeff Hardy vs. Jinder Mahal vs. Kalisto vs. Karl Anderson vs. Konnor vs. Lince Dorado vs. Luke Gallows vs. Matt Hardy vs. Michael Che vs. No Way Jose vs. Otis vs. Rhyno vs. Shelton Benjamin vs. Titus O'Neil vs. Tucker vs. Tyler Breeze vs. Viktor
Voto: 5/10. Ogni anno questa competizione diventa sempre peggio. Quest’occasione vede protagonisti due star televisive, tali Colin Jost e Michael Che. Non seguo la tv americana, non mi interessa minimamente di loro e perciò lo trovo tempo sprecato per quanto mi riguarda, ma non sembrava esserci tutto questo interesse del pubblico per loro, anzi, erano pure fischiati. I due si dileguano subito e Braun Strowman ha una vittoria facile dopo l’eliminazione dei fratelli Hardy, rimasti fino in fondo. Poi le due star televisive tornano sul ring e sfidano insieme Strowman, quasi lo eliminano ma è lui a vincere in 10 minuti e 20 secondi. Di certo c’erano modi più intelligenti di impiegare il Monster Among Men e alcuni fra i lottatori presenti nella sfida. Io la trovo insufficiente, con un intrattenimento che non mi ha entusiasmato.

Termina (finalmente!) il pre-show e si passa all’evento principale.
Alexa Bliss apre lo show scrocchiando le dita per un Wrestlemania Moment… il ritorno di Hulk Hogan. Hulk non fa nulla se non le sue pose, ben accolto dal pubblico, poi Paul Heyman sguscia sulla rampa e annuncia che non c’è motivo di aspettare più tardi, Brock Lesnar è pronto a combattere. Si parte con il match per l’Universal Title!

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Seth Rollins
Voto: 6/10. La distruzione avviene ben prima dell’inizio della sfida, Brock Lesnar non dà un attimo di tregua a Seth Rollins e lo colpisce duramente, riesce anche a far tardare il suono della campanella. Rollins subisce per tutto il tempo, poi ha una reazione e da quel momento è lui a dominare, colpendo l’avversario ripetutamente per poi schienarlo dopo 2 minuti e 30 secondi (ovviamente il tempo conteggiato ha poco valore, ma non è comunque una sfida superiore ai 5 minuti). La sfida mi ricorda molto lo storico John Cena contro Big Show di Wrestlemania 20, con un lottatore sotto pressione per tutto il tempo che reagisce e si prende la vittoria in poche mosse. Un buon match? No. È sufficiente per regalare una prima sfida capace di esaltare il pubblico? A mio parere sì. Alcuni disprezzeranno questa sfida, io mi sento di darle una sufficienza appena tirata.

AJ Styles vs. Randy Orton
Voto: 4.5/10. Proprio ieri parlavo con un mio amico, che mi diceva come AJ Styles contro Shinsuke Nakamura dello scorso anno avesse deluso le sue aspettative. Penso che questo match fra AJ e Orton sia pure peggio, è lentissimo e senza una fase in crescendo come ci si potrebbe aspettare. Si chiude così come è iniziato, senza psicologia. Un vero peccato perché Orton è solito a buone prestazioni in sfide del genere, se poi aggiungiamo che il secondo match di Wrestlemania generalmente ha il pubblico spento (specialmente dopo la sfida per l’Universal Title) allora si capisce che è stato davvero pessimo. AJ Styles vince per schienamento in 16 minuti e 20 secondi. Purtroppo considero la sfida una grande delusione, mi aspettavo molto di più, invece l’ho trovata noiosa senza un recupero nemmeno negli ultimi minuti.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) (c) vs. Aleister Black & Ricochet vs. Rusev & Shinsuke Nakamura vs. The Bar (Cesaro & Sheamus) [Fatal Four Way Match]
Voto: 7/10. Forse sono un po’ severo sul giudizio di questo match, ma riesco a vedere l’impegno di sette lottatori, e non dell’ottavo. Shinsuke Nakamura non ci mette nulla di suo nella sfida, a differenza del compagno di squadra Rusev che cerca in tutti i modi di farsi notare. Ottimi gli Uso, il team di Black e Ricochet che hanno una loro chance di presenziare a Wrestlemania, e i sempre attivi Cesaro e Sheamus. Nel finale gli Uso arrivano alla vittoria per schienamento dopo 10 minuti e 10 secondi. Qualche minuto qui non avrebbe guastato per avere una qualità migliore.

Shane McMahon vs. The Miz [Falls Count Anywhere Match]
Voto: 8/10. Dopo diverse sfide incapaci di guadagnare il prestigio atteso, arriva una sfida fortemente improntata sulla storia ed è la migliore finora. Ottima fisicità e il coinvolgimento del padre di Miz secondo me è una buona idea perché accresce l’idea di una rivalità personale. Sicuramente è lo spot finale del Suplex dalla cima della struttura con caduta su un palco a lasciare il segno. E, che piaccia o meno, anche lo schienamento di Shane McMahon su Miz dopo 15 minuti e 30 secondi è qualcosa che farà parlare di sé, ma sembra adeguarsi con il “Best in the World” ben poco meritato come titolo. Che dire… a me è piaciuto molto più di quanto mi aspettavo e la stipulazione è stata ottima, i lottatori si sono presi diversi rischi.

WWE Women's Tag Team Titles: The Boss 'N' Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) (c) vs. Beth Phoenix & Natalya vs. Nia Jax & Tamina vs. The IIconics (Billie Kay & Peyton Royce) [Fatal Four Way Match]
Voto: 7-/10. Un’altra sfida di coppia divisa a più team, che più o meno potrebbe avere la stessa descrizione della sfida fatta per i titoli di coppia di Smackdown. C’è da dire che non mi è parso un match rilevante, ma il pubblico era particolarmente coinvolto, quindi meglio così. Il finale è un po’ a sorpresa, con una vittoria per schienamento sulla povera Bailey ‘rubata’ dalle Iiconics, che in 10 minuti e 45 secondi ottengono le cinture di coppia. Nulla di particolarmente interessante, credo che non sia nemmeno una vittoria d’impatto ma più che altro una sorpresa.

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. Kofi Kingston
Voto: 9/10. Ecco finalmente un match imperdibile. Mi aspettavo molto ma qui si va oltre ogni aspettativa. È semplicemente una grande sfida dall’inizio alla fine. Agilità, tecnica, momenti emozionanti e un’ottima conclusione sono ingredienti perfetti per un match di alta qualità, che passa sicuramente nella storia di Wrestlemania. Non lo considero perfetto, forse addirittura scontato, ma sicuramente arriva ciò che tutti si aspettavano e volevano. Kofi schiena Bryan dopo 23 minuti e 45 secondi di intensità e talento. Ho apprezzato in particolare il riferimento del campione al Yes Movement del 2014 e la sua arroganza nei confronti del rivale. È stato davvero un match che ha lasciato il segno.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Rey Mysterio
Squash. So che le condizioni fisiche di Rey Mysterio non erano delle migliori e che il match è stato confermato a poche ore dall’evento, il massimo che abbiamo potuto avere è Samoa Joe dominante, che vince facilmente e sottomette Rey in un solo minuto, prendendosi una sonora vittoria. Penso che ci saranno altre sfide fra loro in futuro, ma per stasera basta già questo per dare a Joe una vittoria molto importante.

Drew McIntyre vs. Roman Reigns
Voto: 6/10. Un match che per me è okay ma che avrei voluto vedere con maggiore enfasi. Drew McIntyre per me ha il potenziale per arrivare al main event entro due anni, forse anche prima. Roman Reigns risulta abbastanza dominante, non c’è mai stato un momento in cui ho creduto che potesse perdere. La sua vittoria arriva per schienamento in 10 minuti e 10 secondi. Lo trovo sufficiente ma poco entusiasmante.

Elias si presenta per una performance sonora abbastanza spassosa, suonando con se stesso per tre volte: chitarra, tastiera e batteria. Riceve pure una buona reazione del pubblico finché non zittisce tutti. Poi parte “Basic Thuganomics” e ci troviamo con JOHN CENA DEL 2003! Non sembra invecchiato di un solo giorno, questo è un grandissimo momento e faccio fatica a contenere l’euforia nel rivedere Cena nel periodo che preferisco della sua carriera. Rapper Cena va di freestyle nei confronti di Elias e torna a usare un gergo che non mi aspettavo di ritrovare nel 2019, ma che è veramente perfetto. Poi non esegue la Attitude Adjustment, ma la F-U. Sì, la chiama davvero così anche se poi è la stessa mossa. Breve ma epico, spero che Cena torni ancora con queste vesti perché ha davvero conquistato l’arena.

Batista vs. Triple H [No Holds Barred Match]
Voto: 5+/10. Con tutto il rispetto per questi due lottatori iconici… no, non ce la faccio a trovare elementi positivi se non la passione e la voglia di rischiare colpi duri. Purtroppo è un pessimo match, che va per le lunghe, e ha rari momenti interessanti. Non parte male, subito si capisce il desiderio di renderlo epico, ma non ci sono vere emozioni. La distruzione avviene gradualmente ma tutto al rallentatore, e questo purtroppo è un grave difetto. Ric Flair interviene nel finale e passa il martellone a HHH, distrae Batista e permette a Hunter di vincere per schienamento dopo 24 minuti e 45 secondi, nel match più lungo dello show. È sicuramente una sfida che avrei voluto apprezzare di più, ma che mi ha deluso, anche se c’è stato un vero impegno da parte dei lottatori per fare il possibile per cambiare la situazione. Penso inoltre che sia un’occasione sprecata per fare un degno ritiro sul ring per Triple H, non credo di volerlo rivedere lottare di nuovo dopo gli ultimi match che ha fatto, tutti scadenti.

Baron Corbin vs. Kurt Angle
Voto: 5/10. Prima delusione personale, il match si è tenuto davvero e non è durato 30 secondi. Seconda delusione personale, ci sono stati riferimenti a John Cena, ma era solo l’arroganza di Baron Corbin. Terza delusione personale, e forse oggettiva, è un match breve, immemore della carriera di Kurt Angle anche se ha un grande punto di forza, il Moonsault dalla terza corda dell’eroe olimpico. Bellissimo da vedere, ma è stato l’unico momento degno di nota. Quarta delusione personale, la più temuta, Corbin schiena Angle in 6 minuti e 5 secondi. Penso di essere di parte nella valutazione perché non è affatto un match così brutto come potrebbe sembrare, ma mi ha lasciato amarezza. Sapere che Kurt Angle deve ritirarsi dopo una sfida del genere non è per nulla soddisfacente, purtroppo i fan non sono stati accontentati, poteva almeno vincerla e andarsene a testa alta!

Angle saluta i fan, pare che il ritiro sia reale a questo punto e dopo questa sfida.

WWE Intercontinental Title: Bobby Lashley (c) vs. Finn Balor
Voto: 6/10. Normalmente non do voti a sfide sotto i 5 minuti, ma per questa posso fare un’eccezione (così come per la sfida iniziale). Credo che sia stata ottima per quel poco che è durata, con tanta azione e un fantastico Finn Balor, che vince per schienamento in 4 minuti e 5 secondi. Sufficienza per via dell’utilità di questa breve sfida per un passaggio di titolo che probabilmente non farà parlare in quanto il pubblico non si è nemmeno accorto che c’era un match in corso.

WWE RAW Women's Title / WWE SmackDown Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Charlotte Flair (c) vs. Becky Lynch [Triple Threat Match]
Voto: 7-/10. Arrivando in fondo all’evento sono favorevole all’idea di questa sfida come main event, perché questo è un match significativo e dà un’aria di novità, oltre a premiare tre lottatrici che si sono meritate questo main event. Come per Kofi Kingston, vale il discorso di Becky-Mania da parte del pubblico, anche se non è un match epico come il suo. Il problema rimane il solito, il pubblico è ormai stanco e non ha grandi reazioni, questo non aiuta ad avere l’atmosfera sperata. Il finale secondo me è pessimo, Becky Lynch schiena Ronda Rousey con una sorta di culla a terra dopo 21 minuti e 30 secondi, senza alcuna enfasi per la chiusura, che arriva dal nulla e sorprende un po’ tutti. Di certo non è il momento epico che tutti speravano di vedere, e toglie un po’ a una sfida buona ma con diversi problemi.

Voto finale: 6/10, è un evento mediamente vicino alla sufficienza, con alcune grosse delusioni e un solo ottimo match che merita di essere visto, Daniel Bryan contro Kofi Kingston. Però ci sono parecchi momenti piacevoli e situazioni interessanti. Voglio però partire dal più grave difetto, la gestione del pubblico. Due ore di pre-show e cinque ore di evento principale, se io stesso ero esausto e ho dovuto dividerlo in più parti, immagino il pubblico dell’arena, sempre più stanco e talvolta spento e disinteressato. Nonostante questo, ci sono stati momenti capaci di coinvolgere i fan, in particolare il trionfo di Kofi Kingston nella sua Kofi-Mania, e il ritorno di John Cena versione 2003. Due momenti fantastici che hanno davvero lasciato il segno. Brock Lesnar contro Seth Rollins in apertura potrebbe sembrare uno spreco, invece per me è una mossa giusta, perché si parte con un match molto breve ma capace di lasciare il segno, scaldando il pubblico con ciò che voleva vedere, la fine del regno titolato di Lesnar. Molte sfide rimangono su livelli mediocri, e chi invece fa bene rischia di perdersi nell’interezza di Wrestlemania, ad esempio Miz contro McMahon, una bella sfida con un finale spettacolare, ma di cui ci si dimentica già pochi minuti dopo. Purtroppo lo stesso discorso può valere per diversi match.  AJ Styles contro Randy Orton è molto al di sotto del loro potenziale, Batista contro Triple H è bello come storia ma quasi inguardabile nell’esecuzione, Kurt Angle che perde con Baron Corbin in sei minuti è un’altra sofferenza per un fan di vecchia data. Purtroppo ci sono tante ragioni che tengono Wrestlemania ancorato alla sufficienza e non a livelli più alti, anche se ci sono alcuni ottimi momenti e il main event femminile è veramente buono, nonostante il finale dal nulla e un pubblico ormai incapace di rispondere a ciò che avviene sul ring. Credo che Wrestlemania sia ormai troppo lungo, e andrebbe diviso in due serate per avere la massima qualità, o con una riduzione del numero di lottatori impegnati. Non sono le cinque ore di fila il problema, ma le sette ore totali, ragione per cui il pre-show da due ore porta più pesantezza che freschezza all’evento.

martedì 12 marzo 2019

Recensione WWE Fastlane 2019 (10 marzo 2019)


Recensione WWE Fastlane 2019
10 marzo 2019 da Cleveland (Ohio)
Durata show: 3:41:28

Ultimo pay per view prima di Wrestlemania, e ancora una volta si tratta di una tappa fondamentale in attesa di decidere gli assestamenti per l’evento principale dell’anno. Non cito le parti dove Elias si esibisce alla chitarra perché sono segmenti a sé di poca utilità.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) (c) vs. Shane McMahon & The Miz
Voto: 8/10. Questo è un match che lascia un ottimo impatto sullo show, specialmente se si considera il post-match. I fratelli Uso come sempre regalano un’ottima prestazione, ma qui per me il MVP è Miz, che appare davvero convincente e tifato dal pubblico, mentre Shane si lamenta per il dolore sul ring durante un possibile schienamento del compagno e lo ritarda. Poi nel finale è proprio Miz a subire lo schienamento dopo 14 minuti e 10 secondi. Grande gestione della sfida e parecchio divertimento, con un finale che porta direttamente alla scena seguente.

The Miz va ad abbracciare suo padre in prima fila, poi Shane attacca il compagno di squadra alle spalle e spintona pure suo padre. Si tratta di un tradimento che prima o poi doveva succedere ma che lascia un forte impatto, con il pubblico completamente dalla parte di Miz.

WWE SmackDown Women's Title: Asuka (c) vs. Mandy Rose (w/Sonya Deville)
Voto: 6.5/10. Una buona opportunità per Mandy Rose, di certo non favorita ma almeno capace di tenere testa ad Asuka per diversi minuti. Nulla di epico, e anche la durata è sbrigativa, Asuka vince in 6 minuti e 40 secondi. C’è poco da dire, il divario fra le due lottatrici è ancora troppo alto.

Kofi Kingston fraintende le parole di Vince McMahon sull’affrontare altri due lottatori, pensando di andare per il titolo WWE… invece si ritrova contro Cesaro e Sheamus in un Handicap match.

Kofi Kingston vs. The Bar (Cesaro & Sheamus) [Two On One Handicap Match]
Voto: 7/10. Ottima storia, e i tre lottatori sono bravissimi. Il grande momento di Kofi viene diluito come nel 2014 con Daniel Bryan, lasciando che i fan siano sempre più a volere che succeda, e non che appaia come qualcosa di sorprendente che non lascia segni. Kofi qui infatti fa il possibile per affrontare la sfida in netto svantaggio, ma alla fine viene sconfitto in soli 5 minuti e 15 secondi. Io guardo alla storia e all’efficacia di questo risultato nel creare reazioni utili, oltre ad aver apprezzato la sfida stessa.

WWE RAW Tag Team Titles: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c) vs. Aleister Black & Ricochet vs. Bobby Roode & Chad Gable [Triple Threat Match]
Voto: 7/10. Non riesco a interessarmi molto a match come questo con team buttati contro per avere una sfida, ma almeno devo dire che qui si nota tutto l’impegno dei lottatori. Trovo che i Revival nemmeno con i titoli riescono ad avere la stessa efficacia dei tempi di NXT, dove erano un ottimo team. Roode e Gable fatico ancora a vederli come un team nonostante siano i campioni precedenti, mentre Black e Ricochet sono sicuramente di ottimo talento e fra i miei preferiti nuovi innesti a Raw. Nulla può andare male quando ci sono sei lottatori veramente abili sul ring, ma rimane un match di seconda fascia, pur di durata considerevole. I Revival riescono a mantenere le cinture quando Chad Gable viene schienato dopo 10 minuti e 50 secondi, mentre Ricochet e Black risultano comunque capaci di prendersi degli ottimi momenti nella sfida. Il problema dei titoli di coppia di Raw è dovuto a pessime decisioni durante l’ultimo anno, tanti cambi frequenti e pochissima enfasi verso i campioni, chiunque essi siano. Non a caso appena un team passa a Smackdown dà il meglio.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Andrade (w/Zelina Vega) vs. R-Truth (w/Carmella) vs. Rey Mysterio [Fatal Four Way Match]
Voto: 8+/10. Penso che il passaggio di titolo arrivato nella puntata precedente di Smackdown abbia reso questo match decisamente prevedibile, ma almeno la qualità è molto buona. Trovo fantastico il lavoro fatto da R-Truth, un lottatore molto più atletico rispetto ad altri della sua età, e sembra quasi un giovane talento ispirato da John Cena, la storia regge bene. La rivalità fra Andrade e Rey Mysterio prosegue qui dentro, ma è Samoa Joe il lottatore di punta, dopo un 2018 pieno di assalti al titolo mancati, è finalmente con una cintura. La sfida è equilibrata, con fasi divertenti da seguire senza comicità eccessiva, Joe poi fa cedere Rey Mysterio dopo 10 minuti e 50 secondi. Non particolarmente lungo, ma funziona a perfezione.

WWE Women's Tag Team Titles: The Boss 'N' Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) (c) vs. Nia Jax & Tamina
Voto: 6/10. È il match meno interessante per quanto mi riguarda, Bailey e Sasha Banks stanno facendo un lavoro perfetto come campionesse di coppia, e le avversarie rimangono credibili, ma meno piacevoli da vedere in azione. Bailey porta la vittoria al team quando schiena Tamina in 7 minuti e 5 secondi. Nulla di davvero interessante, lo considero sufficiente, forse perde valore per via dell’alta qualità di altre sfide dell’evento.

Beth Phoenix, che era al tavolo di commento, viene provocata e interviene contro Tamina, ma Nia Jax l’attacca alle spalle. Arriva un pestaggio su di lei, ma Natalya interviene per aiutarla… e anche lei subisce il pestaggio.

WWE Title: Daniel Bryan (w/Rowan) (c) vs. Kevin Owens vs. Mustafa Ali [Triple Threat Match]
Voto: 9/10. Una sfida eccezionale, sono contento di vedere Mustafa Ali unirsi al match nonostante non fosse annunciato perché ha saputo far passare dalla sua parte un pubblico ostile all’inizio. I cori per Kofi Kingston per tutta la sfida riportano a una situazione simile al 2014, ed è anche merito di come Daniel Bryan sia stato in grado di farsi tifare contro. Kevin Owens forse è bruciato a tornare in un match così importante e allo stesso tempo lontano da ogni chance di vincere. La qualità è alta e Daniel Bryan schiena Ali dopo 18 minuti e 45 secondi. A mio parere la sfida migliore dell’evento, senza attimi di sosta.

Daniel Bryan e Rowan fanno piazza pulita di Mustafa Ali al termine della sfida. A proposito, NON perdetevi questo epico promo di Daniel Bryan dopo l’evento (purtroppo non all’interno di questo).
https://www.youtube.com/watch?v=smOd7AaJLCk

Becky Lynch vs. Charlotte Flair
Voto: 7-/10. Becky lotta da infortunata, ma risulta pericolosa. Non è un match lungo, serve solo a far proseguire la storia con una fase di stallo che non porta nessuna delle due lottatrici a ottenere una vittoria pulita. Ronda Rousey interviene e fa squalificare Charlotte per far vincere Becky in 8 minuti e 45 secondi. Anche se il finale rompe la possibilità di una sfida competitiva, mi sembra la scelta giusta per portare al futuro Triple Threat match.

Elias in una delle sue performance viene interrotto da Lacey Evans, subisce una RKO da Randy Orton e poi AJ Styles interviene per attaccare Orton. Non sembra affatto il migliore uso di talenti, ed è difficile vederci una storia sensata a parte la rivalità fra Orton e Styles.

Baron Corbin, Bobby Lashley & Drew McIntyre vs. The Shield (Dean Ambrose, Roman Reigns & Seth Rollins)
Voto: 7.5/10. Il ritorno a sorpresa di Roman Reigns è di sicuro una bella sorpresa, quello dello Shield può funzionare nell’ottica di rinforzare almeno due lottatori su tre in vista di Wrestlemania. Di certo non è una sfida fra le più attese anche perché tutti questi ritorni dello Shield non sono affatto una rarità, ma almeno funziona bene, sempre se si riesce a passare oltre al fatto che Dean Ambrose e Seth Rollins dovrebbero essere nemici dopo quanto è successo, ma è stato tutto cancellato. Nel finale Baron Corbin è lasciato da solo contro lo Shield e subisce il dominio dei rivali, con Roman che lo schiena dopo 24 minuti e 50 secondi per la vittoria del suo team.

Voto finale: 8/10, Fastlane non delude le aspettative e anzi le raddoppia con dei match di ottima qualità, senza alcuna vera sorpresa o cambi di cinture. Di certo ciò che doveva succedere è stato eseguito al meglio. Shane McMahon tradisce The Miz, era inevitabile ma è avvenuto in modo epico, riuscendo a lasciare stupore dove poteva non essercene. Ronda Rousey guasta il finale del match fra Charlotte Flair e Becky Lynch e anche qui pare la scelta più naturale. Kofi Kingston viene illuso da Vince McMahon a credere di lottare per il titolo WWE, e questo porta in direzione di una sfida titolata che non potrà sfuggirgli nell’occasione più importante. Tanti lottatori escono bene dall’evento grazie a ottime performance. La nuova riunione dello Shield è d’impatto e viene apprezzata dal pubblico, il Triple Threat match per il titolo WWE è spettacolare, la sfida per i titoli di coppia di Smackdown è molto buona, quella per i titoli di Raw è comunque ben gestita. Deludono soltanto le altre due sfide femminili, forse perché avevano davvero poco da offrire, o perché non riesco più a sopportare il team di Tamina e Nia Jax. Purtroppo non tutti i talenti vengono usati al meglio, vedere AJ Styles e Randy Orton comparire a caso in un segmento di Elias non mi sembra affatto una buona scelta. Questa è una tappa utile in vista di Wrestlemania, la qualità offerta è più che buona, permettendo così di avere uno di quegli eventi che andrebbero visti non tanto per le sorprese o i risultati ma per l’ottima qualità generale.