martedì 9 aprile 2019

Recensione WWE Wrestlemania 35 (07 aprile 2019)


Recensione WWE Wrestlemania 35
07 aprile 2019 da East Rutherford (New Jersey)
Durata show: 5:24:19

Nonostante la difficoltà di una recensione così lunga, Wrestlemania rimane uno fra gli eventi più polarizzanti nel mondo del Wrestling. Invito come sempre a leggere la recensione solo dopo aver visto l’evento o al massimo a guardare i voti senza concentrarsi troppo sulle sfide perché potrebbero essere presenti alcuni spoiler.

Considerata l’occasione, recensisco anche i QUATTRO match del pre-show di due ore.

WWE Cruiserweight Title: Buddy Murphy (c) vs. Tony Nese
Voto: 8-/10. Ottimo impegno dei due pesi leggeri davanti a un pubblico completamente insensibile allo spettacolo. Capisco che il pre-show è snervante e serve a far attendere l’inizio dell’evento principale, ma qui c’è davvero un’ottima esibizione. C’è subito uno spot che porta Murphy a causarsi una ferita all’occhio, ma lo spettacolo prosegue e risulta coinvolgente. Nulla di davvero eccezionale ma è una sfida ottima con un finale ben riuscito in cui Tony Nese schiena Murphy dopo 10 minuti e 40 secondi, vincendo il titolo. Peccato solo per l’isolamento del pubblico dalla sfida, avrebbe meritato maggiore visibilità.

Asuka vs. Candice LeRae vs. Carmella vs. Dana Brooke vs. Ember Moon vs. Kairi Sane vs. Lana vs. Liv Morgan vs. Mandy Rose vs. Maria Kanellis vs. Mickie James vs. Naomi vs. Nikki Cross vs. Ruby Riott vs. Sarah Logan vs. Sonya Deville vs. Zelina Vega [Women's Battle Royal]
Voto: 6/10. Lo dico spesso, le Battle Royal mi entusiasmano poco, spesso consistono in una serie di eliminazioni poco emozionanti con qualche sorpresa e ritorno quasi parodistico. Questa non è diversa dalla solita formula ma almeno c’è maggiore qualità, specialmente nella seconda metà. Alla fine Sarah Logan elimina Asuka e crede di avere vinto, ma Carmella rispunta sul ring (non eliminata) e la butta fuori dopo un po’ di lotta, vincendo lei la sfida in 10 minuti e 30 secondi e il trofeo (un’orrenda coppa che sembra di plasticato). Niente di speciale, ma lo ritengo sufficiente per dove viene collocato.

WWE RAW Tag Team Titles: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c) vs. Curt Hawkins & Zack Ryder
Voto: 6.5/10. Non sento particolarmente questa sfida, la rivalità è stata costruita nell’ultima settimana quando Aleister Black e Ricochet avevano più senso come sfidanti, ma devo dire che va bene così. Match di coppia molto classico, Zack Ryder viene tenuto sul ring a cercare di dare il cambio al compagno a lungo, e per qualche strana ragione Curt Hawkins è diventato l’asso della squadra. Ci sono delle ottime manovre verso la fine ed è Hawkins a portare la vittoria al team e anche i titoli di coppia dopo 13 minuti e 20 secondi. Nulla di speciale nemmeno qui, ma c’è un buon lavoro da parte sia dei campioni che degli sfidanti, anche se la parte centrale è davvero troppo lenta da seguire.

Andre The Giant Memorial Battle Royal
Ali vs. Andrade vs. Apollo Crews vs. Bobby Roode vs. Bo Dallas vs. Braun Strowman vs. Chad Gable vs. Colin Jost vs. Curtis Axel vs. EC3 vs. Gran Metalik vs. Harper vs. Heath Slater vs. Jeff Hardy vs. Jinder Mahal vs. Kalisto vs. Karl Anderson vs. Konnor vs. Lince Dorado vs. Luke Gallows vs. Matt Hardy vs. Michael Che vs. No Way Jose vs. Otis vs. Rhyno vs. Shelton Benjamin vs. Titus O'Neil vs. Tucker vs. Tyler Breeze vs. Viktor
Voto: 5/10. Ogni anno questa competizione diventa sempre peggio. Quest’occasione vede protagonisti due star televisive, tali Colin Jost e Michael Che. Non seguo la tv americana, non mi interessa minimamente di loro e perciò lo trovo tempo sprecato per quanto mi riguarda, ma non sembrava esserci tutto questo interesse del pubblico per loro, anzi, erano pure fischiati. I due si dileguano subito e Braun Strowman ha una vittoria facile dopo l’eliminazione dei fratelli Hardy, rimasti fino in fondo. Poi le due star televisive tornano sul ring e sfidano insieme Strowman, quasi lo eliminano ma è lui a vincere in 10 minuti e 20 secondi. Di certo c’erano modi più intelligenti di impiegare il Monster Among Men e alcuni fra i lottatori presenti nella sfida. Io la trovo insufficiente, con un intrattenimento che non mi ha entusiasmato.

Termina (finalmente!) il pre-show e si passa all’evento principale.
Alexa Bliss apre lo show scrocchiando le dita per un Wrestlemania Moment… il ritorno di Hulk Hogan. Hulk non fa nulla se non le sue pose, ben accolto dal pubblico, poi Paul Heyman sguscia sulla rampa e annuncia che non c’è motivo di aspettare più tardi, Brock Lesnar è pronto a combattere. Si parte con il match per l’Universal Title!

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Seth Rollins
Voto: 6/10. La distruzione avviene ben prima dell’inizio della sfida, Brock Lesnar non dà un attimo di tregua a Seth Rollins e lo colpisce duramente, riesce anche a far tardare il suono della campanella. Rollins subisce per tutto il tempo, poi ha una reazione e da quel momento è lui a dominare, colpendo l’avversario ripetutamente per poi schienarlo dopo 2 minuti e 30 secondi (ovviamente il tempo conteggiato ha poco valore, ma non è comunque una sfida superiore ai 5 minuti). La sfida mi ricorda molto lo storico John Cena contro Big Show di Wrestlemania 20, con un lottatore sotto pressione per tutto il tempo che reagisce e si prende la vittoria in poche mosse. Un buon match? No. È sufficiente per regalare una prima sfida capace di esaltare il pubblico? A mio parere sì. Alcuni disprezzeranno questa sfida, io mi sento di darle una sufficienza appena tirata.

AJ Styles vs. Randy Orton
Voto: 4.5/10. Proprio ieri parlavo con un mio amico, che mi diceva come AJ Styles contro Shinsuke Nakamura dello scorso anno avesse deluso le sue aspettative. Penso che questo match fra AJ e Orton sia pure peggio, è lentissimo e senza una fase in crescendo come ci si potrebbe aspettare. Si chiude così come è iniziato, senza psicologia. Un vero peccato perché Orton è solito a buone prestazioni in sfide del genere, se poi aggiungiamo che il secondo match di Wrestlemania generalmente ha il pubblico spento (specialmente dopo la sfida per l’Universal Title) allora si capisce che è stato davvero pessimo. AJ Styles vince per schienamento in 16 minuti e 20 secondi. Purtroppo considero la sfida una grande delusione, mi aspettavo molto di più, invece l’ho trovata noiosa senza un recupero nemmeno negli ultimi minuti.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) (c) vs. Aleister Black & Ricochet vs. Rusev & Shinsuke Nakamura vs. The Bar (Cesaro & Sheamus) [Fatal Four Way Match]
Voto: 7/10. Forse sono un po’ severo sul giudizio di questo match, ma riesco a vedere l’impegno di sette lottatori, e non dell’ottavo. Shinsuke Nakamura non ci mette nulla di suo nella sfida, a differenza del compagno di squadra Rusev che cerca in tutti i modi di farsi notare. Ottimi gli Uso, il team di Black e Ricochet che hanno una loro chance di presenziare a Wrestlemania, e i sempre attivi Cesaro e Sheamus. Nel finale gli Uso arrivano alla vittoria per schienamento dopo 10 minuti e 10 secondi. Qualche minuto qui non avrebbe guastato per avere una qualità migliore.

Shane McMahon vs. The Miz [Falls Count Anywhere Match]
Voto: 8/10. Dopo diverse sfide incapaci di guadagnare il prestigio atteso, arriva una sfida fortemente improntata sulla storia ed è la migliore finora. Ottima fisicità e il coinvolgimento del padre di Miz secondo me è una buona idea perché accresce l’idea di una rivalità personale. Sicuramente è lo spot finale del Suplex dalla cima della struttura con caduta su un palco a lasciare il segno. E, che piaccia o meno, anche lo schienamento di Shane McMahon su Miz dopo 15 minuti e 30 secondi è qualcosa che farà parlare di sé, ma sembra adeguarsi con il “Best in the World” ben poco meritato come titolo. Che dire… a me è piaciuto molto più di quanto mi aspettavo e la stipulazione è stata ottima, i lottatori si sono presi diversi rischi.

WWE Women's Tag Team Titles: The Boss 'N' Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) (c) vs. Beth Phoenix & Natalya vs. Nia Jax & Tamina vs. The IIconics (Billie Kay & Peyton Royce) [Fatal Four Way Match]
Voto: 7-/10. Un’altra sfida di coppia divisa a più team, che più o meno potrebbe avere la stessa descrizione della sfida fatta per i titoli di coppia di Smackdown. C’è da dire che non mi è parso un match rilevante, ma il pubblico era particolarmente coinvolto, quindi meglio così. Il finale è un po’ a sorpresa, con una vittoria per schienamento sulla povera Bailey ‘rubata’ dalle Iiconics, che in 10 minuti e 45 secondi ottengono le cinture di coppia. Nulla di particolarmente interessante, credo che non sia nemmeno una vittoria d’impatto ma più che altro una sorpresa.

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. Kofi Kingston
Voto: 9/10. Ecco finalmente un match imperdibile. Mi aspettavo molto ma qui si va oltre ogni aspettativa. È semplicemente una grande sfida dall’inizio alla fine. Agilità, tecnica, momenti emozionanti e un’ottima conclusione sono ingredienti perfetti per un match di alta qualità, che passa sicuramente nella storia di Wrestlemania. Non lo considero perfetto, forse addirittura scontato, ma sicuramente arriva ciò che tutti si aspettavano e volevano. Kofi schiena Bryan dopo 23 minuti e 45 secondi di intensità e talento. Ho apprezzato in particolare il riferimento del campione al Yes Movement del 2014 e la sua arroganza nei confronti del rivale. È stato davvero un match che ha lasciato il segno.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Rey Mysterio
Squash. So che le condizioni fisiche di Rey Mysterio non erano delle migliori e che il match è stato confermato a poche ore dall’evento, il massimo che abbiamo potuto avere è Samoa Joe dominante, che vince facilmente e sottomette Rey in un solo minuto, prendendosi una sonora vittoria. Penso che ci saranno altre sfide fra loro in futuro, ma per stasera basta già questo per dare a Joe una vittoria molto importante.

Drew McIntyre vs. Roman Reigns
Voto: 6/10. Un match che per me è okay ma che avrei voluto vedere con maggiore enfasi. Drew McIntyre per me ha il potenziale per arrivare al main event entro due anni, forse anche prima. Roman Reigns risulta abbastanza dominante, non c’è mai stato un momento in cui ho creduto che potesse perdere. La sua vittoria arriva per schienamento in 10 minuti e 10 secondi. Lo trovo sufficiente ma poco entusiasmante.

Elias si presenta per una performance sonora abbastanza spassosa, suonando con se stesso per tre volte: chitarra, tastiera e batteria. Riceve pure una buona reazione del pubblico finché non zittisce tutti. Poi parte “Basic Thuganomics” e ci troviamo con JOHN CENA DEL 2003! Non sembra invecchiato di un solo giorno, questo è un grandissimo momento e faccio fatica a contenere l’euforia nel rivedere Cena nel periodo che preferisco della sua carriera. Rapper Cena va di freestyle nei confronti di Elias e torna a usare un gergo che non mi aspettavo di ritrovare nel 2019, ma che è veramente perfetto. Poi non esegue la Attitude Adjustment, ma la F-U. Sì, la chiama davvero così anche se poi è la stessa mossa. Breve ma epico, spero che Cena torni ancora con queste vesti perché ha davvero conquistato l’arena.

Batista vs. Triple H [No Holds Barred Match]
Voto: 5+/10. Con tutto il rispetto per questi due lottatori iconici… no, non ce la faccio a trovare elementi positivi se non la passione e la voglia di rischiare colpi duri. Purtroppo è un pessimo match, che va per le lunghe, e ha rari momenti interessanti. Non parte male, subito si capisce il desiderio di renderlo epico, ma non ci sono vere emozioni. La distruzione avviene gradualmente ma tutto al rallentatore, e questo purtroppo è un grave difetto. Ric Flair interviene nel finale e passa il martellone a HHH, distrae Batista e permette a Hunter di vincere per schienamento dopo 24 minuti e 45 secondi, nel match più lungo dello show. È sicuramente una sfida che avrei voluto apprezzare di più, ma che mi ha deluso, anche se c’è stato un vero impegno da parte dei lottatori per fare il possibile per cambiare la situazione. Penso inoltre che sia un’occasione sprecata per fare un degno ritiro sul ring per Triple H, non credo di volerlo rivedere lottare di nuovo dopo gli ultimi match che ha fatto, tutti scadenti.

Baron Corbin vs. Kurt Angle
Voto: 5/10. Prima delusione personale, il match si è tenuto davvero e non è durato 30 secondi. Seconda delusione personale, ci sono stati riferimenti a John Cena, ma era solo l’arroganza di Baron Corbin. Terza delusione personale, e forse oggettiva, è un match breve, immemore della carriera di Kurt Angle anche se ha un grande punto di forza, il Moonsault dalla terza corda dell’eroe olimpico. Bellissimo da vedere, ma è stato l’unico momento degno di nota. Quarta delusione personale, la più temuta, Corbin schiena Angle in 6 minuti e 5 secondi. Penso di essere di parte nella valutazione perché non è affatto un match così brutto come potrebbe sembrare, ma mi ha lasciato amarezza. Sapere che Kurt Angle deve ritirarsi dopo una sfida del genere non è per nulla soddisfacente, purtroppo i fan non sono stati accontentati, poteva almeno vincerla e andarsene a testa alta!

Angle saluta i fan, pare che il ritiro sia reale a questo punto e dopo questa sfida.

WWE Intercontinental Title: Bobby Lashley (c) vs. Finn Balor
Voto: 6/10. Normalmente non do voti a sfide sotto i 5 minuti, ma per questa posso fare un’eccezione (così come per la sfida iniziale). Credo che sia stata ottima per quel poco che è durata, con tanta azione e un fantastico Finn Balor, che vince per schienamento in 4 minuti e 5 secondi. Sufficienza per via dell’utilità di questa breve sfida per un passaggio di titolo che probabilmente non farà parlare in quanto il pubblico non si è nemmeno accorto che c’era un match in corso.

WWE RAW Women's Title / WWE SmackDown Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Charlotte Flair (c) vs. Becky Lynch [Triple Threat Match]
Voto: 7-/10. Arrivando in fondo all’evento sono favorevole all’idea di questa sfida come main event, perché questo è un match significativo e dà un’aria di novità, oltre a premiare tre lottatrici che si sono meritate questo main event. Come per Kofi Kingston, vale il discorso di Becky-Mania da parte del pubblico, anche se non è un match epico come il suo. Il problema rimane il solito, il pubblico è ormai stanco e non ha grandi reazioni, questo non aiuta ad avere l’atmosfera sperata. Il finale secondo me è pessimo, Becky Lynch schiena Ronda Rousey con una sorta di culla a terra dopo 21 minuti e 30 secondi, senza alcuna enfasi per la chiusura, che arriva dal nulla e sorprende un po’ tutti. Di certo non è il momento epico che tutti speravano di vedere, e toglie un po’ a una sfida buona ma con diversi problemi.

Voto finale: 6/10, è un evento mediamente vicino alla sufficienza, con alcune grosse delusioni e un solo ottimo match che merita di essere visto, Daniel Bryan contro Kofi Kingston. Però ci sono parecchi momenti piacevoli e situazioni interessanti. Voglio però partire dal più grave difetto, la gestione del pubblico. Due ore di pre-show e cinque ore di evento principale, se io stesso ero esausto e ho dovuto dividerlo in più parti, immagino il pubblico dell’arena, sempre più stanco e talvolta spento e disinteressato. Nonostante questo, ci sono stati momenti capaci di coinvolgere i fan, in particolare il trionfo di Kofi Kingston nella sua Kofi-Mania, e il ritorno di John Cena versione 2003. Due momenti fantastici che hanno davvero lasciato il segno. Brock Lesnar contro Seth Rollins in apertura potrebbe sembrare uno spreco, invece per me è una mossa giusta, perché si parte con un match molto breve ma capace di lasciare il segno, scaldando il pubblico con ciò che voleva vedere, la fine del regno titolato di Lesnar. Molte sfide rimangono su livelli mediocri, e chi invece fa bene rischia di perdersi nell’interezza di Wrestlemania, ad esempio Miz contro McMahon, una bella sfida con un finale spettacolare, ma di cui ci si dimentica già pochi minuti dopo. Purtroppo lo stesso discorso può valere per diversi match.  AJ Styles contro Randy Orton è molto al di sotto del loro potenziale, Batista contro Triple H è bello come storia ma quasi inguardabile nell’esecuzione, Kurt Angle che perde con Baron Corbin in sei minuti è un’altra sofferenza per un fan di vecchia data. Purtroppo ci sono tante ragioni che tengono Wrestlemania ancorato alla sufficienza e non a livelli più alti, anche se ci sono alcuni ottimi momenti e il main event femminile è veramente buono, nonostante il finale dal nulla e un pubblico ormai incapace di rispondere a ciò che avviene sul ring. Credo che Wrestlemania sia ormai troppo lungo, e andrebbe diviso in due serate per avere la massima qualità, o con una riduzione del numero di lottatori impegnati. Non sono le cinque ore di fila il problema, ma le sette ore totali, ragione per cui il pre-show da due ore porta più pesantezza che freschezza all’evento.

martedì 12 marzo 2019

Recensione WWE Fastlane 2019 (10 marzo 2019)


Recensione WWE Fastlane 2019
10 marzo 2019 da Cleveland (Ohio)
Durata show: 3:41:28

Ultimo pay per view prima di Wrestlemania, e ancora una volta si tratta di una tappa fondamentale in attesa di decidere gli assestamenti per l’evento principale dell’anno. Non cito le parti dove Elias si esibisce alla chitarra perché sono segmenti a sé di poca utilità.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) (c) vs. Shane McMahon & The Miz
Voto: 8/10. Questo è un match che lascia un ottimo impatto sullo show, specialmente se si considera il post-match. I fratelli Uso come sempre regalano un’ottima prestazione, ma qui per me il MVP è Miz, che appare davvero convincente e tifato dal pubblico, mentre Shane si lamenta per il dolore sul ring durante un possibile schienamento del compagno e lo ritarda. Poi nel finale è proprio Miz a subire lo schienamento dopo 14 minuti e 10 secondi. Grande gestione della sfida e parecchio divertimento, con un finale che porta direttamente alla scena seguente.

The Miz va ad abbracciare suo padre in prima fila, poi Shane attacca il compagno di squadra alle spalle e spintona pure suo padre. Si tratta di un tradimento che prima o poi doveva succedere ma che lascia un forte impatto, con il pubblico completamente dalla parte di Miz.

WWE SmackDown Women's Title: Asuka (c) vs. Mandy Rose (w/Sonya Deville)
Voto: 6.5/10. Una buona opportunità per Mandy Rose, di certo non favorita ma almeno capace di tenere testa ad Asuka per diversi minuti. Nulla di epico, e anche la durata è sbrigativa, Asuka vince in 6 minuti e 40 secondi. C’è poco da dire, il divario fra le due lottatrici è ancora troppo alto.

Kofi Kingston fraintende le parole di Vince McMahon sull’affrontare altri due lottatori, pensando di andare per il titolo WWE… invece si ritrova contro Cesaro e Sheamus in un Handicap match.

Kofi Kingston vs. The Bar (Cesaro & Sheamus) [Two On One Handicap Match]
Voto: 7/10. Ottima storia, e i tre lottatori sono bravissimi. Il grande momento di Kofi viene diluito come nel 2014 con Daniel Bryan, lasciando che i fan siano sempre più a volere che succeda, e non che appaia come qualcosa di sorprendente che non lascia segni. Kofi qui infatti fa il possibile per affrontare la sfida in netto svantaggio, ma alla fine viene sconfitto in soli 5 minuti e 15 secondi. Io guardo alla storia e all’efficacia di questo risultato nel creare reazioni utili, oltre ad aver apprezzato la sfida stessa.

WWE RAW Tag Team Titles: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c) vs. Aleister Black & Ricochet vs. Bobby Roode & Chad Gable [Triple Threat Match]
Voto: 7/10. Non riesco a interessarmi molto a match come questo con team buttati contro per avere una sfida, ma almeno devo dire che qui si nota tutto l’impegno dei lottatori. Trovo che i Revival nemmeno con i titoli riescono ad avere la stessa efficacia dei tempi di NXT, dove erano un ottimo team. Roode e Gable fatico ancora a vederli come un team nonostante siano i campioni precedenti, mentre Black e Ricochet sono sicuramente di ottimo talento e fra i miei preferiti nuovi innesti a Raw. Nulla può andare male quando ci sono sei lottatori veramente abili sul ring, ma rimane un match di seconda fascia, pur di durata considerevole. I Revival riescono a mantenere le cinture quando Chad Gable viene schienato dopo 10 minuti e 50 secondi, mentre Ricochet e Black risultano comunque capaci di prendersi degli ottimi momenti nella sfida. Il problema dei titoli di coppia di Raw è dovuto a pessime decisioni durante l’ultimo anno, tanti cambi frequenti e pochissima enfasi verso i campioni, chiunque essi siano. Non a caso appena un team passa a Smackdown dà il meglio.

WWE United States Title: Samoa Joe (c) vs. Andrade (w/Zelina Vega) vs. R-Truth (w/Carmella) vs. Rey Mysterio [Fatal Four Way Match]
Voto: 8+/10. Penso che il passaggio di titolo arrivato nella puntata precedente di Smackdown abbia reso questo match decisamente prevedibile, ma almeno la qualità è molto buona. Trovo fantastico il lavoro fatto da R-Truth, un lottatore molto più atletico rispetto ad altri della sua età, e sembra quasi un giovane talento ispirato da John Cena, la storia regge bene. La rivalità fra Andrade e Rey Mysterio prosegue qui dentro, ma è Samoa Joe il lottatore di punta, dopo un 2018 pieno di assalti al titolo mancati, è finalmente con una cintura. La sfida è equilibrata, con fasi divertenti da seguire senza comicità eccessiva, Joe poi fa cedere Rey Mysterio dopo 10 minuti e 50 secondi. Non particolarmente lungo, ma funziona a perfezione.

WWE Women's Tag Team Titles: The Boss 'N' Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) (c) vs. Nia Jax & Tamina
Voto: 6/10. È il match meno interessante per quanto mi riguarda, Bailey e Sasha Banks stanno facendo un lavoro perfetto come campionesse di coppia, e le avversarie rimangono credibili, ma meno piacevoli da vedere in azione. Bailey porta la vittoria al team quando schiena Tamina in 7 minuti e 5 secondi. Nulla di davvero interessante, lo considero sufficiente, forse perde valore per via dell’alta qualità di altre sfide dell’evento.

Beth Phoenix, che era al tavolo di commento, viene provocata e interviene contro Tamina, ma Nia Jax l’attacca alle spalle. Arriva un pestaggio su di lei, ma Natalya interviene per aiutarla… e anche lei subisce il pestaggio.

WWE Title: Daniel Bryan (w/Rowan) (c) vs. Kevin Owens vs. Mustafa Ali [Triple Threat Match]
Voto: 9/10. Una sfida eccezionale, sono contento di vedere Mustafa Ali unirsi al match nonostante non fosse annunciato perché ha saputo far passare dalla sua parte un pubblico ostile all’inizio. I cori per Kofi Kingston per tutta la sfida riportano a una situazione simile al 2014, ed è anche merito di come Daniel Bryan sia stato in grado di farsi tifare contro. Kevin Owens forse è bruciato a tornare in un match così importante e allo stesso tempo lontano da ogni chance di vincere. La qualità è alta e Daniel Bryan schiena Ali dopo 18 minuti e 45 secondi. A mio parere la sfida migliore dell’evento, senza attimi di sosta.

Daniel Bryan e Rowan fanno piazza pulita di Mustafa Ali al termine della sfida. A proposito, NON perdetevi questo epico promo di Daniel Bryan dopo l’evento (purtroppo non all’interno di questo).
https://www.youtube.com/watch?v=smOd7AaJLCk

Becky Lynch vs. Charlotte Flair
Voto: 7-/10. Becky lotta da infortunata, ma risulta pericolosa. Non è un match lungo, serve solo a far proseguire la storia con una fase di stallo che non porta nessuna delle due lottatrici a ottenere una vittoria pulita. Ronda Rousey interviene e fa squalificare Charlotte per far vincere Becky in 8 minuti e 45 secondi. Anche se il finale rompe la possibilità di una sfida competitiva, mi sembra la scelta giusta per portare al futuro Triple Threat match.

Elias in una delle sue performance viene interrotto da Lacey Evans, subisce una RKO da Randy Orton e poi AJ Styles interviene per attaccare Orton. Non sembra affatto il migliore uso di talenti, ed è difficile vederci una storia sensata a parte la rivalità fra Orton e Styles.

Baron Corbin, Bobby Lashley & Drew McIntyre vs. The Shield (Dean Ambrose, Roman Reigns & Seth Rollins)
Voto: 7.5/10. Il ritorno a sorpresa di Roman Reigns è di sicuro una bella sorpresa, quello dello Shield può funzionare nell’ottica di rinforzare almeno due lottatori su tre in vista di Wrestlemania. Di certo non è una sfida fra le più attese anche perché tutti questi ritorni dello Shield non sono affatto una rarità, ma almeno funziona bene, sempre se si riesce a passare oltre al fatto che Dean Ambrose e Seth Rollins dovrebbero essere nemici dopo quanto è successo, ma è stato tutto cancellato. Nel finale Baron Corbin è lasciato da solo contro lo Shield e subisce il dominio dei rivali, con Roman che lo schiena dopo 24 minuti e 50 secondi per la vittoria del suo team.

Voto finale: 8/10, Fastlane non delude le aspettative e anzi le raddoppia con dei match di ottima qualità, senza alcuna vera sorpresa o cambi di cinture. Di certo ciò che doveva succedere è stato eseguito al meglio. Shane McMahon tradisce The Miz, era inevitabile ma è avvenuto in modo epico, riuscendo a lasciare stupore dove poteva non essercene. Ronda Rousey guasta il finale del match fra Charlotte Flair e Becky Lynch e anche qui pare la scelta più naturale. Kofi Kingston viene illuso da Vince McMahon a credere di lottare per il titolo WWE, e questo porta in direzione di una sfida titolata che non potrà sfuggirgli nell’occasione più importante. Tanti lottatori escono bene dall’evento grazie a ottime performance. La nuova riunione dello Shield è d’impatto e viene apprezzata dal pubblico, il Triple Threat match per il titolo WWE è spettacolare, la sfida per i titoli di coppia di Smackdown è molto buona, quella per i titoli di Raw è comunque ben gestita. Deludono soltanto le altre due sfide femminili, forse perché avevano davvero poco da offrire, o perché non riesco più a sopportare il team di Tamina e Nia Jax. Purtroppo non tutti i talenti vengono usati al meglio, vedere AJ Styles e Randy Orton comparire a caso in un segmento di Elias non mi sembra affatto una buona scelta. Questa è una tappa utile in vista di Wrestlemania, la qualità offerta è più che buona, permettendo così di avere uno di quegli eventi che andrebbero visti non tanto per le sorprese o i risultati ma per l’ottima qualità generale.

lunedì 18 febbraio 2019

Recensione WWE Elimination Chamber 2019 (17 febbraio 2019)


Recensione WWE Elimination Chamber 2019
17 febbraio 2019 da Houston (Texas)
Durata show: 3:16:26

Questa è la sera in cui vengono assegnati i titoli femminili di coppia (inter-roster Raw e Smackdown Live), mentre prosegue la Road to Wrestlemania.

WWE Women's Tag Team Titles: Carmella & Naomi vs. Mandy Rose & Sonya Deville vs. Nia Jax & Tamina vs. The Boss 'N' Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) vs. The IIconics (Billie Kay & Peyton Royce) vs. The Riott Squad (Liv Morgan & Sarah Logan) [Elimination Chamber Match]
Voto: 7+/10. Assegnazione dei titoli femminili con una stipulazione decisamente particolare, invece che una finale da torneo è un “tutte contro tutte” nella Chamber. Non ho mai amato particolarmente l’Elimination Chamber di coppia perché finisce spesso per essere confusionaria, senza nulla aggiungere ai tag team. Non entro nei dettagli dell’ordine d’ingresso ma è chiaro che il team che appare più pericoloso è quello di Nia Jax e Tamina, che insieme eliminano altre due squadre. Le Iiconics (il secondo team eliminato) gioca più un ruolo di presenza, con un tentativo di nascondersi dalle avversarie. Per 17 minuti non ci sono eliminazioni, permettendo così a tutte di partecipare. Tuttavia nel finale i team a giocarsi la vittoria sono Sasha & Bailey contro Mandy Rose & Sonya Deville, ed è qui che il risultato diventa chiaro, con il trionfo del Boss ‘N’ Hug Connection dopo 32 minuti e 54 secondi di match. Una sfida buona, ma non particolarmente interessante, mi ha coinvolto solo in alcune fasi ma non nella sua interezza. Il risultato sembra giusto per premiare due lottatrici che hanno un legame e una storia insieme, oltre ad essere stimate dai fan.

WWE SmackDown Tag Team Titles: Shane McMahon & The Miz (c) vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso)
Voto: 7+/10. Può sembrare strano lo stesso voto della sfida precedente su cui c’era molta attesa, ma a dire il vero gli Uso sono un team eccellente, The Miz e Shane McMahon invece stanno facendo un ottimo lavoro insieme e devo dire che alcune volte Shane riesce a vincere la sua età, come quando salta senza esitazione dalla terza corda all’altra parte del ring. Poi c’è un po’ di rimando a Shawn Michaels quando Shane si lancia per scaraventarsi su uno dei due rivali su un tavolo all’esterno. Tuttavia sono gli Uso a vincere la sfida con schienamento di Jimmy Uso su Miz dopo 14 minuti e 10 secondi. Non manca nulla, ma non aggiunge niente di davvero epico, anzi, chiude forse un po’ troppo in fretta il periodo di McMahon – Miz come campioni di coppia, tuttavia senza dare necessari segni di divisione imminente.

WWE Intercontinental Title: Bobby Lashley (c) & Lio Rush vs. Finn Balor [Two On One Handicap Match]
Voto: 6/10. Siamo nella norma, penso che una sfida singola fra Lashley e Balor sarebbe stata più interessante, invece serve a dare una difficoltà aggiuntiva allo sfidante, ma francamente Lashley già per conto suo è degno di portare distruzione. Balor, dopo essere passato a combattere con dignità contro Lesnar, qui riesce ad avere la meglio sui rivali schienando Lio Rush dopo 9 minuti e 30 secondi. Avrei voluto apprezzare di più la sfida ma non mi ha per niente impressionato, può anche darsi che sia così perché al terzo match consecutivo non c’è ancora una situazione di 1 contro 1, anche se mi fa piacere vedere Balor vincere la cintura intercontinentale, sperando che possa riportarle il prestigio che merita.

Dopo la sconfitta, Bobby Lashley cerca di mettersi in pace, ma quando vede Lio Rush si avvicina ad aggredirlo e cambia idea, poi lo fa comunque e lo scaraventa al tappeto.

Charlotte Flair raggiunge il ring per un’intervista in cui conferma di essere nel main event di Wrestlemania al posto di Becky Lynch, che è stata sospesa. Tutto ciò che dice porta i fan dalla parte di Becky.

WWE RAW Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Ruby Riott
Squash. Non c’è alcuna storia in questo match, semplicemente Ronda domina e fa cedere Ruby Riott dopo 1 minuto e 40 secondi, lanciando sguardi di sfida a Charlotte Flair.

Becky Lynch si presenta con le stampelle, non vuole essere esclusa dalla sfida per il titolo e sale sul ring con le due rivali, usando una stampella per colpire Charlotte ripetutamente, poi attacca anche Ronda Rousey prima di essere “invitata” ad andarsene.

Baron Corbin vs. Braun Strowman [No Disqualification Match]
Voto: 4/10. Un No DQ match significa che chiunque può intervenire e Strowman ha diversi nemici. Drew McIntyre interviene dopo alcuni minuti e collabora con Baron Corbin, rendendo il match 2 contro 1. Arrivano sedie, gradoni d’acciaio, e pure un tavolo… e ritorna Bobby Lashley. 3 contro 1. C’è il caos totale ma anche il disinteresse, Strowman non è riuscito a mantenere tanti fan dalla sua parte al punto da suscitare ogni possibile mancanza di reazioni. Corbin schiena l’avversario in 10 minuti e 50 secondi grazie all’aiuto ottenuto. Completamente bocciato, sono minuti sprecati per una sfida che era meglio vedere a Raw, noioso a livelli indescrivibili a parole. 0 stelle da parte mia (ma almeno non va sotto il minimo della scala in uso).

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. AJ Styles vs. Jeff Hardy vs. Kofi Kingston vs. Randy Orton vs. Samoa Joe [Elimination Chamber Match]
Voto: 9/10. Okay, questo è il match principale di un evento il cui nome richiama le emozioni che questa stipulazione può suscitare, e da questi lottatori ci si può aspettare di tutto, oltre che una sfida imprevedibile. I primi ad affrontarsi sono Samoa Joe e Daniel Bryan, poi entrano Kofi Kingston e AJ Styles. Arriva in questa fase la prima eliminazione quando AJ schiena Joe. Entra Jeff Hardy ma non resiste a lungo perché dopo aver colpito AJ Styles in volo viene schienato da Daniel Bryan. Randy Orton ha il vantaggio dell’ultimo ingresso, aspetta a intervenire e connette una RKO su AJ Styles per poi schienarlo. Poi è Kofi Kingston ad eliminare Orton a sorpresa, giocandosi la vittoria contro il campione. Questa fase finale è davvero ottima ed energica nelle sequenze, poi Daniel Bryan schiena Kofi dopo 36 minuti e 40 secondi. Un’ottima Elimination Chamber, fra le mie preferite in assoluto. Per quanto le chance di vittoria di Kofi Kingston fossero molto basse, la sua prestazione è eccezionale, così come la resistenza di Bryan, partito dall’inizio della sfida. AJ Styles, Samoa Joe e Randy Orton si inseriscono benissimo nel contesto della sfida (un po’ meno Jeff Hardy), quindi tutto riesce a perfezione e il match guadagna molto sul piano della qualità e dell’intensità.

L’evento si chiude con un omaggio sul ring al New Day, con gli applausi del pubblico per Kofi Kingston.

Voto finale: 7.5/10, come spesso accade, non è facile determinare il voto complessivo di un evento in questa WWE che nello stesso evento presenta un incredibile main event e allo stesso tempo uno fra i peggiori match degli ultimi mesi fra Corbin e Strowman (quasi inguardabile). Molti diranno che il match nella Chamber per i titoli di coppia sia stato spettacolare ma a dire il vero è una fra le Chamber che ho seguito con minore interesse, complice una stipulazione che fatico a vedere applicabile bene con i team. Ma si parla pur sempre di una sfida più che buona! Stesso discorso per i titoli di coppia di Smackdown, sono soddisfatto dello spettacolo a cui ho assistito. Balor contro Lashley e Lio Rush è accettabile, Ronda contro Ruby Riott non è altro che un breve passaggio per la costruzione della storia con Becky e Charlotte. Il main event è fantastico, mi aspettavo molto ma ha dato ancora di più, con una buonissima azione e la grande chance per Kofi Kingston, che alla fine riesce davvero a impressionare e rendersi credibile. Per me è un buon evento, sicuramente imperfetto ma capace di garantire alcuni ottimi momenti e buona qualità sul ring.

martedì 29 gennaio 2019

Recensione WWE Royal Rumble 2019 (27 gennaio 2019)


Recensione WWE Royal Rumble 2019
27 gennaio 2019 da Philadelphia (Pennsylvania)
Durata show: 4:53:17

Non ho dubbi che l’evento Royal Rumble rappresenta una ‘ripartenza’, non solo perché è ambientato a gennaio ma perché è talmente storico da attirare l’attenzione di tanti fan. Un amico che non segue più regolarmente il Wrestling mi ha contattato per dirmi che aspettava questo evento come tutti gli anni, perciò ritengo che una buona Rumble possa appassionare tante persone, e per il secondo anno consecutivo ci sono due sfide a 30 lottatori (e lottatrici). Per ovvie ragioni, se leggete i voti e siete ancora no-spoiler, invito a non leggere mai la lista partecipanti perché potrebbero esserci delle sorprese (e lo scrivo prima ancora di iniziare la recensione).

Segnalo intanto che nel pre-show Shinsuke Nakamura ha sconfitto Rusev e riconquistato la cintura americana, è stato un po’ inatteso ma sembravano esserci delle incomprensioni fra Rusev e Lana.

WWE SmackDown Women's Title: Asuka (c) vs. Becky Lynch
Voto: 8+/10. Una buonissima sfida d’apertura, con due lottatrici eccezionali al confronto. Becky sembra motivata e aggressiva quanto serve, mentre Asuka è più orientata a difendere il titolo, è una fra le sue migliori prestazioni sul ring e risponde bene agli attacchi. Apprezzo l’intensità ma in alcune fasi la sfida rallenta. Nel finale Asuka riesce a far cedere Becky dopo 17 minuti e 10 secondi, e mantiene la cintura proprio contro la campionessa precedente.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Bar (Cesaro & Sheamus) (c) vs. Shane McMahon & The Miz
Voto: 6.5/10. Il termine inglese più adatto per questa sfida sarebbe ‘sloppy’. Nel senso che è un po’ goffa in alcune fasi ma allo stesso tempo non è pessima, anzi, la piazzo ben sopra la soglia della sufficienza. The Miz è in un periodo geniale della carriera, e il team di Cesaro e Sheamus è sempre determinato e capace di regalare buoni match. La difficoltà sta nella scarsa forma fisica di Shane McMahon, pur sempre capace di alcune mosse efficaci come la Shooting Star Press che lo porta alla conquista dei titoli dopo 13 minuti e 20 secondi. Non ho idea di come andrà avanti la storia e se ci sarà una divisione prima di Wrestlemania, ma di certo Shane riesce a guadagnare un’altra cintura in carriera per aprire il 2019 con una sorpresa.

48193 persone sono presenti nell’arena della Royal Rumble, a dimostrazione di un pieno interesse per l’evento.

WWE RAW Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Sasha Banks
Voto: 8-/10. Ho considerazioni simili a quelle del match fra Asuka e Becky tranne per le fasi lente, visto che questo match non ne contiene e dura di meno. Sasha è tornata ad essere una fra le lottatrici più interessanti da seguire dopo mesi nel Limbo in cui si era completamente persa fra le tante. La sfida è molto buona e combattuta, con Ronda Rousey che arriva alla vittoria per schienamento dopo 13 minuti e 55 secondi. Non riesce a far cedere Sasha e anzi si presenta come una sfida che può portare ad altri match in seguito.

Sasha Banks mostra a Ronda Rousey il segno delle 4 HorseWomen, lasciando intendere una potenziale sfida 4 contro 4 nel prossimo periodo.

Women’s Royal Rumble Match
Alexa Bliss vs. Alicia Fox vs. Bayley vs. Becky Lynch vs. Billie Kay vs. Candice LeRae vs. Carmella vs. Charlotte Flair vs. Dana Brooke vs. Ember Moon vs. Kacy Catanzaro vs. Kairi Sane vs. Lacey Evans vs. Liv Morgan vs. Mandy Rose vs. Mickie James vs. Naomi vs. Natalya vs. Nia Jax vs. Nikki Cross vs. Peyton Royce vs. Rhea Ripley vs. Ruby Riott vs. Sarah Logan vs. Sonya Deville vs. Tamina vs. Xia Li vs. Zelina Vega
Durata Rumble: 72 minuti e 0 secondi.
Primo e secondo ingresso: Lacey Evans / Natalya
Numero 30: Carmella
Debutti/Ritorni a sorpresa: nessuna sorpresa a parte Becky Lynch
Wrestler principali: Mickie James (5), Ember Moon (6), Charlotte Flair (13), Kairi Sane (14), Naomi (16), Alexa Bliss (26), Bailey (27), Becky Lynch (sostituita a Lana, 28), Nia Jax (29), Carmella (30)

Fase iniziale: sufficiente, Lacey Evans apre la sfida focalizzandola su di lei, e ci riesce bene. Il ritmo si accende quando con il quarto ingresso Liv Morgan viene eliminata praticamente subito, poi si torna agli ingressi consecutivi. In questa fase uno fra i maggiori eventi è la riunione delle Iiconics insieme sul ring, ma tende a essere abbastanza a basso profilo come partenza.
Fase centrale: insufficiente, da quando entrano Charlotte e Kairi Sane la sfida si fa più accesa, ma si mantiene comunque su ritmi normali, con varie eliminazioni pesate a dovere. Purtroppo è la parte del match che mi ha coinvolto di meno. Prima ancora della fase finale, c’è l’intervento sotto al ring di Hornswoggle che spaventa Zelina Vega, la fa tornare sul ring per farla eliminare. Ha poco senso, è un momento comedy abbastanza inutile.
Fase finale: ottima, Lana si presenta zoppicante e non riesce nemmeno a partecipare mentre sul ring c’è una selezione migliore delle ultime rimaste. La combinazione Nia Jax con il 29 e Carmella con il 30 è buona per la chiusura, ma c’è la sorpresa di Becky Lynch che riesce a prendere il posto di Lana, incapacitata a combattere. Il pubblico apprezza e infatti Becky diventa a questo punto la lottatrice da battere. Vengono eliminate in successione Ember Moon, Alexa Bliss, Carmella e Bailey. Nel finale sono Charlotte e Becky a giocarsi la vittoria, riprendendo una rivalità andata avanti per quasi tutto il 2018. Quello che più apprezzo è che si tratta di una sfida singola per la vittoria, con la vittoria finale di Becky… The Man!
Voto Rumble: 7/10. Il finale è ottimo e assolutamente raccomandabile, ma il resto del match? Lo scorso anno è stato pieno di lottatrici famose che hanno fatto la storia della categoria Divas, a questo giro invece si punta di più sul futuro, e non è affatto sbagliato, ma ci si trova a ridurre il tutto a un confronto fra Becky Lynch e Charlotte Flair, che mette in secondo piano quanto successo prima. Ci sono dei momenti pessimi come la gag comedy di Hornswoggle con Zelina Vega, e altri più godibili come i salvataggi imprevedibili e le fasi focalizzate su alcune lottatrici. Però in generale non riesco a ritenerlo un gran match, visto che solo gli ultimi minuti mi hanno emozionato. Sono molto felice della parte conclusiva perché è ottima e premia due fra le migliori lottatrici della federazione con un confronto importante.

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. AJ Styles
Voto: 7/10. Non è il loro migliore match, ma a dire il vero io apprezzo gli scambi tecnici presenti nella sfida. Non ci sono fasi vivaci, si costruisce tutto lentamente, e sembra portare a un grande finale… ma non è così! Erik Rowan fa il suo ritorno e non si capisce subito il suo ruolo. Quando AJ Styles si avvicina alla vittoria e l’arbitro è a terra, Rowan attacca AJ, perciò Bryan se ne approfitta per schienarlo dopo 24 minuti e 35 secondi. Il finale è amaro, lascia poche soddisfazioni perché Rowan non fa nemmeno parte della storia di questa rivalità, almeno finora.

WWE Universal Title: Brock Lesnar (w/Paul Heyman) (c) vs. Finn Balor
Voto: 8/10. Come c’era da aspettarsi è davvero uno scontro impari, ma non in senso negativo. Balor dà spettacolo e si rende credibile contro il lottatore più dominante degli ultimi anni. Il finale è brutale e Lesnar sottomette Balor dopo soli 8 minuti e 40 secondi. Potrebbe sembrare breve ma c’era tutto quello che serviva, anche se difficilmente passerà come un match da ricordare, però mi è piaciuto molto. Questo è un buon utilizzo di Lesnar, come figura dominante e allo stesso tempo un trampolino di lancio per talenti in ascesa, un ruolo già ricoperto da tanti lottatori in passato.

Men’s Royal Rumble Match
Aleister Black vs. Andrade vs. Apollo Crews vs. Baron Corbin vs. Big E vs. Bobby Lashley vs. Braun Strowman vs. Curt Hawkins vs. Dean Ambrose vs. Dolph Ziggler vs. Drew McIntyre vs. Elias vs. Jeff Hardy vs. Jeff Jarrett vs. Jinder Mahal vs. Johnny Gargano vs. Kofi Kingston vs. Kurt Angle vs. Mustafa Ali vs. Nia Jax vs. No Way Jose vs. Pete Dunne vs. Randy Orton vs. Rey Mysterio vs. Samoa Joe vs. Seth Rollins vs. Shelton Benjamin vs. Shinsuke Nakamura vs. Titus O'Neil vs. Xavier Woods [Royal Rumble Match]
Durata Rumble: 57 minuti e 35 secondi.
Primo e secondo ingresso: Elias / Jeff Jarrett
Numero 30: Nia Jax (sostituita a R-Truth)
Debutti/Ritorni a sorpresa: Jeff Jarrett, Kurt Angle
Wrestler principali: Samoa Joe (8), Seth Rollins (10), Drew McIntyre (16), Jeff Hardy (24), Rey Mysterio (25), Braun Strowman (27), Randy Orton (29)

Fase iniziale: buona, si parte con Elias alla chitarra, poi interrotto da un altro esperto di musica Country… “Double J” Jeff Jarrett (una vera sorpresa). I due parlano parecchio prima di dare inizio alla sfida quando il loro “duetto” viene interrotto sul nascere. Tutta la parte iniziale è all’insegna dello spettacolo, del buon Wrestling, ci sono Kurt Angle, Johnny Gargano, Samoa Joe e con il 10 entra pure Seth Rollins. Che dire… non si tiene mai sotto una certa soglia di qualità ed è quello che conta.
Fase centrale: buona, tornano di nuovo le imprese impossibili di Kofi Kingston, ogni anno a salvarsi in modi assurdi dall’eliminazione, e più avanti pure Shelton Benjamin fa lo stesso, lui che è stato forse il primo a usare il metodo della capriola alle corde per salvarsi (o il secondo se si considera Shawn Michaels). Ci sono diverse storie raccontate, Titus che è prudente per non inciampare sulla rampa, la rivalità fra Dean Ambrose e Seth Rollins, il debutto nella Rumble di Pete Dunne, assolutamente dominante, la stupida eliminazione con disinteresse di No Way Jose, la resistenza di Samoa Joe, un ottimo Aleister Black che come Gargano tiene alto il valore di NXT nella sfida. Le eliminazioni sono meno interessanti delle storie in atto, ma è una Rumble che non spreca tempo, che ha sempre qualche punto di interesse.
Fase finale: buona, non è la fase finale epica dello scorso anno ma la trovo pur sempre valida per ciò che regala. Quando iniziano ad arrivare i nomi più quotati come Rey Mysterio, Braun Strowman e Randy Orton la sfida si fa decisamente più combattuta, e il finale vede R-Truth messo fuori gioco da Nia Jax, che gli toglie il posto e combatte in mezzo agli uomini come alcune grandi lottatrici del passato, e butta fuori un ottimo Mustafa Ali che aveva resistito a lungo, ma si alleano in gruppo contro di lei per eliminarla. Strowman com’era prevedibile annienta tanti lottatori, mentre Seth Rollins elimina subito Bobby Lashley e lui si vendica scaraventandolo su un tavolo, per toglierlo dalla contesa fino alla parte finale dove rientra ormai alla fine. Questo mi piace poco perché non è un buon modo di gestire un lottatore e farlo tornare, ma almeno non c’è stata la “sorpresa” del suo ritorno, visto che non era difficile da dimenticare che fosse ancora in gioco. Andrade è stato sorprendente, anche lui ha fatto benissimo, e non nego che ho creduto che potesse davvero farcela. I Final Four sono Rollins, Strowman, Andrade e Ziggler (che ha eliminato McIntyre, un altro che secondo me poteva arrivare fino in fondo). Strowman fa piazza pulita ma rimane Rollins, che lo elimina e vince la sua prima Rumble.
Voto Rumble: 8/10. Il vincitore non è affatto una sorpresa assoluta, anzi, è il nome più quotato da mesi, ma va bene così. Ci sono stati diversi outsider, per buona parte della sfida i lottatori di NXT hanno tenuto alto il ritmo, mentre nel finale si sono riaffacciati parecchi lottatori iconici come Rey Mysterio e Randy Orton, oltre a Strowman capace di buttare fuori 5 lottatori. I ritorni sono stati piacevoli, soprattutto non credevo che avrei mai visto Jeff Jarrett apparire in un match moderno della WWE, nonostante fosse già entrato in Hall of Fame. Kurt Angle ha dato spettacolo anche se è durato poco, mentre Nia Jax si è inserita bene. Alla fine si punta molto su Seth Rollins, che vince la sua opportunità in modo legittimo, e la sfida riesce a renderlo credibile dopo che elimina un dominante Braun Strowman. A me il match è più piaciuto di più di quello femminile anche se il finale è sicuramente inferiore all’altro.

Voto finale: 8/10, questo è sicuramente un evento che può dividere i fan, perché sono mancate sfide imperdibili, ma allo stesso tempo ho dato circa il voto 8 a ben quattro sfide, secondo me molto piacevoli. Due di queste sono i match titolati femminili, sia Asuka contro Becky che Ronda Rousey contro Sasha Banks hanno regalato ottime fasi. Il simbolo dell’evento per me è Becky Lynch, che perde la sfida titolata, trova il modo di entrare nella Rumble al posto di Lana e la vince, passando così da uno fra i suoi peggiori insuccessi a un trionfo completo, una bella storia da seguire (ironicamente prima dell’evento speravo di vedere anche Finn Balor fare questo e entrare come Demon Balor nella Rumble per vincerla). Penso che in questo momento la WWE abbia a cuore la qualità, e faccia di tutto per richiamare un pubblico interessato nei match di alto livello, non c’è dubbio che vuole abbattere la concorrenza mostrando di avere all’interno tutto ciò che serve, e non si può negare che un roster del genere, qui a pieno potenziale con circa 70 lottatori coinvolti, sia capace di mostrare i lati migliori di una federazione spesso controversa nelle decisioni, ma a questo giro capace di garantire uno spettacolo valido. Seth Rollins promosso, Becky Lynch promossa a pieni voti, mentre a sorpresa AJ Styles contro Daniel Bryan è stato un po’ sottotono, ma sinceramente apprezzo comunque quella lentezza d’esecuzione delle mosse perché ha reso la sfida più psicologica, anche se poi è veramente difficile apprezzarlo, e alcuni lo troveranno di sicuro insufficiente. Per me è stato buono, non più di questo. Ho trovato eccezionale Finn Balor, per una volta davvero capace di far sognare e credere in lui, Brock Lesnar ha avuto questo ruolo del “troppo forte da battere” in tante sfide, e anche qui l’ha ripreso bene, risultando credibile sia come uomo da battere che come colui che spezza i sogni dei suoi avversari. Per me è il ruolo più adatto e può concretizzarlo finalmente a Wrestlemania. Una buona Rumble, le 5 ore totali sono un po’ pesanti da seguire, avrei preferito meno tempo per le fasi d’intermezzo e più focus sul ring, ma non si può avere tutto, va bene così.

domenica 13 gennaio 2019

Recensione TNA Genesis 2005 (13 novembre 2005)


Recensione TNA Genesis 2005
13 novembre 2005 da Orlando (Florida)

Immediatamente dopo Bound For Glory, nella puntata di Impact da due ore Jeff Jarrett ha sconfitto Rhino, riprendendosi il titolo mondiale NWA.

Larry Z. decide di mandare contro Raven un suo vecchio collega di WWE ed ECW…

PJ Polaco vs. Raven
Voto: 5/10. Non è un buon debutto per Justin Credible, sotto un nome facilmente dimenticabile. La sfida è breve e mediocre. Raven vince per schienamento in 5 minuti e 45 secondi, mentre per Polaco non ci saranno ulteriori apparizioni e può considerarsi una presenza singola a quest’evento.

3 Live Kru (BG James, Konnan & Ron Killings) vs. Team Canada (A1, Bobby Roode & Eric Young) [Hockey Stick Six Man Tag Team Match (Special Referee: Kip James)]
Voto: 5.5/10. Kip James è chiaramente dalla parte dei 3LK e ostacola lui stesso il Team Canada, prendendosela in particolare con Eric Young. Dunque non ci sono grossi problemi per i 3LK a vincere la sfida in 10 minuti e 23 secondi. La storia dello split dei 3LK sta durando davvero troppo!

Konnan si riappacifica con Kip James, e quest’ultimo ormai è sempre più vicino ai 3 Live Kru.

Christian Cage è il nuovo membro del roster TNA. Il lottatore dice che è cresciuto con una federazione debole che stava morendo e l’altra in ascesa, e ora la situazione si è ripetuta, ma è la TNA che sta salendo al vertice. Il Team Canada lo interrompe, Bobby Roode è aggressivo con lui, mentre Scott D’Amore lo invita a unirsi alla squadra e gli regala una maglietta. Christian dovrà decidere entro fine serata quale sarà la sua mossa.

NWA World Heavyweight Title #1 Contendership: Jeff Hardy vs. Monty Brown
Voto: 6/10. Una sfida decisamente accettabile ma pur sempre breve. Jeff Hardy è al suo ultimo match in pay per view e appare svogliato, poco ispirato, mentre Monty Brown è in una fase positiva della sua carriera, ed è lui a vincere per schienamento dopo 8 minuti e 43 secondi. Nulla di eccezionale, ma a differenza delle sfide precedenti lo considero sufficiente.

Austin Aries, Chris Sabin, Matt Bentley & Sonjay Dutt (w/Traci) vs. Alex Shelley, Christopher Daniels, Roderick Strong & Samoa Joe [Eight Man Tag Team Elimination Match]
Voto: 8.5/10. Un ottimo match, che funziona bene soprattutto per le difficoltà nel team di Samoa Joe e Christopher Daniels, due rivali che devono collaborare per vincere. Gran parte dei lottatori risaltano e si mostrano capaci di azioni spettacolari, mentre dopo 23 minuti e 15 secondi sopravvivono soltanto Joe e Daniels, portando la vittoria al loro team. Mi ha sorpreso perché non mi aspettavo molto da un 4 contro 4.

Samoa Joe attacca Christopher Daniels al termine del match, dominando nell’azione a colpi di sediate.

Abyss (w/James Mitchell) vs. Sabu [Hardcore Match]
Voto: 7/10. Questo è un altro match divertente. Inutile cercare psicologia del ring qui dentro perché l’obiettivo è quello di intrattenere con parecchia azione. Si finisce ben presto nel sottogenere Extreme ma c’era da aspettarselo. È Abyss a vincere per schienamento in 10 minuti e 48 secondi.

TNA X-Division Title: AJ Styles (c) vs. Petey Williams (w/A1)
Voto: 7.5/10. Ecco un buonissimo match per la cintura X-Division, che non va verso la vetta, ma almeno riesce a risultare coerente con una tipica rivalità. AJ riesce a mantenere la cintura e vince per schienamento dopo 18 minuti e 20 secondi. Sicuramente non è indimenticabile ma lo considero più che buono.

America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm) & Jeff Jarrett (w/Gail Kim) vs. Rhino & Team 3D (Brother Devon & Brother Ray) [Six Man Tag Team Match]
Voto: 8/10. Un altro match di gruppo da cui non mi aspettavo molto, eppure funziona benissimo specialmente nelle parti più dure e crude. È facile vedere l’impegno per creare una sfida intensa che renda felice il pubblico. Il Team 3D porta la vittoria per schienamento al trio di cui fa parte dopo 15 minuti e 56 secondi. Mi è piaciuto specialmente per l’azione, ho trovato gli AMW adatti a far team con Jarrett, comportandosi al limite della correttezza.

Jeff Jarrett attacca Rhino, il Team 3D attacca Jarrett, il Team Canada attacca il Team 3D… si potrebbe andare avanti a lungo ma interviene Christian Cage a spezzare l’equilibrio, estrae la sua maglietta del Team Canada e poi abbraccia Scott D’Amore. Si sta unendo alla squadra? Ovviamente no! Il lottatore dà libero sfogo contro i canadesi e aiuta il Team 3D a gettare Jeff Jarrett sul tavolo per infrangerlo.

Voto finale: 6.5/10, l’evento non parte affatto bene, risulta parecchio noioso per diverso tempo, il match di Raven è deludente, con i 3LK è facile vedere gli stessi schemi ripetuti in continuazione, Hardy contro Brown è al limite della sufficienza. Il promo di debutto di Christian Cage (insieme a tutta la sua storia nell’evento) è ottimo, d’impatto, rende subito il pubblico dalla sua parte e si presenta come una nuova stella di primo piano, e non un comprimario. Poi arrivano le sfide di alto livello, e da quel momento è facile apprezzare Genesis per ciò che offre, piazzandosi oltre la sufficienza pur sempre dopo una partenza lenta. La sfida 4 contro 4 è ottima, la mia preferita dell’evento, mentre il main event funziona perfettamente ed è incasinato quanto basta. Anche la chiusura dello show, sebbene scontata, ha l’effetto sperato. Non è un evento fra i migliori ma lo trovo piacevole e con diverse sorprese nella qualità dei match.

martedì 18 dicembre 2018

Recensione WWE TLC 2018 (16 dicembre 2018)


Recensione WWE TLC 2018
16 dicembre 2018 da San Jose (California)
Durata show: 3:56:39

L’ultimo evento dell’anno avviene in un periodo dove Raw sta producendo show pessimi mentre Smackdown è sempre piacevole da seguire ogni settimana. Con questa premessa, si può dire che TLC dura quasi 4 ore e ha molte sfide al suo interno.

WWE Mixed Match Challenge Final Match
Alicia Fox & Jinder Mahal (w/Samir Singh & Sunil Singh) vs. Carmella & R-Truth
Voto: 5/10. La seconda edizione del torneo è passata in secondo piano e se questa è la finale si dimostra come non c’è stato alcun vivo interesse per costruirlo bene. Non è niente più che una sfida “divertente” dove c’è un momento di danza all’interno con i fratelli Singh. Carmella sconfigge Alicia Fox in 5 minuti e 50 secondi e porta al team la vittoria del torneo, e la posizione #30 a lei e R-Truth alle rispettive Royal Rumble.

Carmella si gode il successo, mentre R-Truth sceglie come meta del viaggio di festa i quartieri generali della WWE a Stamford.

WWE SmackDown Tag Team Titles: The Bar (Cesaro & Sheamus) (c) vs. The New Day (Kofi Kingston & Xavier Woods) (w/Big E) vs. The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) [Triple Threat Match]
Voto: 7.5/10. Non può mancare una bella sfida fra i team di Smackdown, e ancora una volta si trova il modo di far affrontare lottatori che hanno già garantito delle sfide eccellenti. In questo formato Triple Threat non arriva nulla di epico o imperdibile, ma almeno la qualità rimane buona dall’inizio alla fine. Sheamus vince per schienamento e porta la vittoria ai campioni di coppia dopo 12 minuti e 15 secondi.

Baron Corbin vs. Braun Strowman [Tables, Ladders & Chairs Match]
Senza voto. Qui c’è poco da dire, non doveva nemmeno essere una sfida “vera”. Braun Strowman promette zero squalifiche per via della stipulazione e tutti si ribellano a Corbin, a partire da Heath Slater, l’arbitro speciale da lui annunciato. Diversi lottatori che hanno subito torti con Corbin General Manager trovano il modo di vendicarsi, e quando lui fugge dal ring fa il suo ritorno Kurt Angle, permettendo a Strowman una vittoria facile con il conteggio da parte di Slater. Non è facile valutarlo come un match di Wrestling, si tratta della conclusione di una storia e dunque del periodo di Corbin al potere. Secondo me non poteva essere differente viste le premesse.

Natalya vs. Ruby Riott (w/Liv Morgan & Sarah Logan) [Tables Match]
Voto: 5.5/10. La rivalità è stata all’insegna del pessimo gusto, qualcosa che sinceramente non mi sarei aspettato di vedere nel 2018, con battutacce e provocazioni sul compianto Jim Neidhart, il padre di Natalya. C’è perfino il tavolo con la sua immagine portato dalla Riott Squad. Il match in sé non è brutto, ma tutti quei momenti “drammatici” sono eccessivi e difficili da digerire. Prima sono Liv Morgan e Sarah Logan a finire KO, poi Natalya riesce a scaraventare Ruby Riott sul tavolo in 12 minuti e 40 secondi, prendendosi la sua vendetta. Dovrebbe funzionare come sfida omaggio ma non mi è parsa funzionare in questa prospettiva.

Drew McIntyre vs. Finn Balor
Voto: 7+/10. Due ottimi lottatori a confronto, purtroppo Finn Balor sembra non trovare mai un ruolo adatto ma in sfide come queste dimostra la sua qualità. Dolph Ziggler interviene per aggredire McIntyre senza essere visto dall’arbitro, e in questo modo favorisce Balor, che arriva alla vittoria per schienamento dopo 12 minuti e 20 secondi. Un buon match.

Randy Orton vs. Rey Mysterio [Chairs Match]
Voto: 7.5/10. Rey Mysterio torna a prendersi dei rischi nella sfida, è fantastico vederlo planare all’esterno del ring su una sedia. Anche Randy Orton torna “vecchia scuola” con il pericolo generale di infortunarsi, dunque esce un bel confronto. Rey ottiene uno schienamento a culla dopo 11 minuti e 30 secondi. Una vittoria a sorpresa per lui, che sembra proiettato per qualcosa di importante in vista del periodo più atteso dell’anno.

WWE RAW Women's Title: Ronda Rousey (c) vs. Nia Jax (w/Tamina)
Voto: 7/10. Ottimo lavoro da parte della campionessa e nemmeno Nia Jax delude, nonostante le tante critiche su di lei ancora una volta mostra di essere una degna sfidante. Ronda vince per sottomissione in 10 minuti e 50 secondi, arrivando così a difendere ancora una volta la cintura femminile. Non avevo aspettative ed è stato più che piacevole da seguire.

WWE Title: Daniel Bryan (c) vs. AJ Styles
Voto: 8.5/10. Questa è una rivalità che mi sta piacendo moltissimo, il “nuovo” Daniel Bryan è carismatico, in pratica il lottatore ha messo a tacere chi lo criticava per essere famoso solo per i cori “Yes yes yes”, mentre ha dimostrato di saper reggere il ruolo di campione anche ora. Il match mi è piaciuto molto, c’è tantissima azione e i lottatori riescono a dar vita a una sfida pazzesca. Nel finale Daniel Bryan riesce a mantenere la cintura vincendo per schienamento in 23 minuti e 55 secondi. Sicuramente è un ottimo match.

WWE Intercontinental Title: Seth Rollins (c) vs. Dean Ambrose
Voto: 6/10. Questo è un match molto lungo, ma che risulta troppo statico. Sono felice per il ritorno di Dean Ambrose, ma qui la rivalità pur essendo forte e importante per tutta la sfida non basta per il confronto, e anzi si può considerare deludente rispetto a ciò che poteva offrire. Era il match che aspettavo di più, e il pubblico lo ha stroncato urlando “boring boring” mentre la qualità si è tenuta sulla sufficienza, e non oltre. Il finale è di forte impatto, Ambrose schiena Rollins dopo 23 minuti e conquista la cintura intercontinentale per la terza volta in carriera. Sicuramente poteva esserci molto di più, è incredibile vedere come i fan si siano sentiti “dimenticati”, è mancata la costruzione interna al match.

WWE SmackDown Women's Title: Becky Lynch (c) vs. Asuka vs. Charlotte Flair [Triple Threat Tables, Ladders & Chairs Match]
Voto: 9/10. La sfida migliore dell’evento è proprio il main event, un incredibile TLC match che regala spettacolo dall’inizio alla fine. Gli spot non mancano di intensità, e anzi trovo che fra tutte e tre, Becky sia praticamente il fulcro della sfida, con la sua aggressività che pare caricare il pubblico e portarlo dalla sua parte. Purtroppo c’è un intervento finale che un po’ rovina la storia della sfida, quando Ronda Rousey interviene e attacca Becky e Charlotte, buttandole giù insieme alla scala. Asuka se ne approfitta e vince la sfida in 21 minuti e 45 secondi, conquistando per la prima volta la cintura femminile di Smackdown. Un buonissimo match, il finale non mi è piaciuto ma non va a rovinarlo. In ogni caso che grande periodo per il roster femminile, sono sempre più convinto che sarà una sfida al femminile il main event di Wrestlemania.

Voto finale: 7.5/10, la prima metà dell’evento è mediocre, con match più o meno sulla sufficienza ad eccezione del validissimo match per i titoli di coppia di Smackdown, e l’intrattenimento dato dall’umiliazione ricevuta da Baron Corbin (un evento necessario dopo un periodo pessimo da General Manager), oltre al ritorno di Kurt Angle, nemmeno troppo a sorpresa. Rey Mysterio e Randy Orton hanno alzato la qualità grazie a una bella sfida nello stile “old school”, con sedie e spot interessanti. Da quel momento la qualità rimane buona e si alza ancora con il match per il titolo WWE in cui AJ Styles e Daniel Bryan danno vita a una sfida epica, mentre il TLC match femminile in chiusura è un degno main event ed è stato il mio match preferito. Purtroppo sono deluso da Seth Rollins contro Dean Ambrose, ero convinto che avrebbero fatto molto di più, nonostante la lunga durata non ha funzionato. Ho poco da dire sul resto della card, c’è da dire che è stato un evento migliore sicuramente rispetto agli episodi di Raw, e in linea con l’ottimo Smackdown di questo periodo. Manca un po’ la presenza dell’Universal Champion Brock Lesnar, ma TLC ha avuto il suo giusto main event.

sabato 1 dicembre 2018

Recensione Bound For Glory 2005 (23 ottobre 2005)


Recensione TNA Bound For Glory 2005
23 ottobre 2005 da Orlando (Florida)

Prima edizione di Bound For Glory, l’evento più importante della federazione. Nel periodo seguente a Unbreakable, Jeff Jarrett ha sconfitto Raven e conquistare il titolo NWA, mentre gli America’s Most Wanted, ora parte dell’alleanza con Jarrett, hanno vinto le cinture di coppia contro i Naturals.

Jushin Thunder Liger vs. Samoa Joe
Voto: 6.5/10. Sono felice di vedere una leggenda come Liger a lottare contro Samoa Joe in TNA, ma è un match a cui viene data poca enfasi, probabilmente non doveva essere la sfida d’apertura e poteva durare di più. C’è un dominio finale di Joe, che vince per sottomissione in 7 minuti e 27 secondi. Nonostante sia superiore alla sufficienza, sono un po’ deluso perché il potenziale era davvero alto.

Apolo, Shark Boy & Sonny Siaki vs. Diamonds In The Rough (David Young, Elix Skipper & Simon Diamond)
Voto: 4.5/10. Una sfida riempitiva di cui si poteva fare a meno. Ho disinteresse per Apolo e Siaki, mentre i Diamonds In The Rough svolgono sempre un ruolo minore, ma che funziona. È il team di Young a vincere per schienamento in 7 minuti e 3 secondi di noia.

Ci sono contrasti fra Jeff Jarrett e Monty Brown, che sospetta quanto l’avversario lo tema, ma lui non vuole ammetterlo.

Lance Hoyt vs. Monty Brown
Voto: 5.5/10. Nulla di terribile, ma nemmeno lo ritengo sufficiente. Sfida che non dice nulla di nuovo, anche se il pubblico stasera è veramente esaltato e apprezza tutto. Brown vince per schienamento dopo 6 minuti e 29 secondi.

Kip James propone di aiutare i 3 Live Kru per fare un favore a BG James, ma Konnan è contrario e lo respinge.

3 Live Kru (BG James, Konnan & Ron Killings) vs. Team Canada (A1, Bobby Roode & Eric Young) (w/Scott D'Amore)
Voto: 5/10. Ahia, questa sfida non funziona, ma almeno dura poco. È uno spreco ma la sfida non ingrana mai dall’inizio alla fine ed è il Team Canada a vincere per schienamento in modo sporco dopo 6 minuti e 8 secondi. Le solite cose, mai nulla di nuovo.

Kip James interviene ed assale i tre membri del Team Canada, schierandosi apertamente con i 3 Live Kru, anche se Konnan fatica ancora ad accettarlo come alleato. Questo è un dettaglio importante per la storia che si sta sviluppando in quel periodo.

TNA X-Division Title #1 Contendership: Chris Sabin vs. Matt Bentley (w/Tracy) vs. Petey Williams (w/Scott D'Amore) [Ultimate X Match]
Voto: 7.5/10. Ecco un match che davvero poteva fare la differenza e sembrava perfetto fino a uno strano problema con la croce a forma di X da recuperare, che cade e viene riappesa, lasciando tutti i lottatori seccati e pure il pubblico. Come se non bastasse, cade ancora dopo poco ed è Petey Williams a recuperarla in 13 minuti e 13 secondi, vincendo una sfida piena di spot e buona qualità di Wrestling, ma che brutto finale!

NWA World Tag Team Titles: America's Most Wanted (Chris Harris & James Storm) (c) vs. The Naturals (Andy Douglas & Chase Stevens)
Voto: 7/10. Gli AMW sono diventati brutali e questo permette al team di superare l’immagine precedente, rendendoli più aggressivi e adatti alla TNA di fine 2005. I Naturals stanno già iniziando a perdere la loro popolarità, ma qui sono ancora tifati. Gli AMW vincono grazie all’uso di una bottiglia di birra e poi con lo schienamento in 10 minuti e 37 secondi. Questo è un buon match di coppia, talvolta durissimo nei colpi inferti ma senza troppe pretese.

Larry Zbyszko ha il compito di decidere il main event dell’evento (finora non ancora annunciato, ed è strano per un evento maggiore) e decide per una 10 Men Battle Royale in formato Gauntlet, con il vincitore che affronterà Jeff Jarrett subito dopo.

Abyss (w/James Mitchell) vs. Jeff Hardy vs. Rhino vs. Sabu [Four Way Monster's Ball Match]
Voto: 8.5/10. Questo è uno dei periodi più divertenti per le sfide esagerate, e questa lo è di certo. In casi come questo il voto ha una forte componente soggettiva, e se mi diverte davvero tanto un match (specialmente rivedendo un evento) ho buone ragioni per dare un voto alto. Questo è spettacolare, il volo di Jeff Hardy durante la sfida è altissimo e ancora oggi rimane impressionante perché rischioso. Rhino vince schienando proprio Hardy dopo 12 minuti e 20 secondi di buona qualità. Anche Sabu e Abyss in questo match sono perfetti, è una sfida di qualità inattesa.

TNA X-Division Title: AJ Styles (c) vs. Christopher Daniels [30 Minutes Iron Man Match]
Voto: 8.5/10. Concedere 30 minuti a due grandi fenomeni del ring è un’ottima scelta e ovviamente arriva da loro la sfida qualitativamente più alta. Per quasi 30 minuti viene mantenuto il risultato di 0-0 ma non manca lo spettacolo. Certo, di solito avere schienamenti a ripetizione rende la sfida più appassionante ma anche così funziona bene. Nel finale è AJ Styles a schienare il rivale appena prima della fine del match, vincendo 1-0 per chiudere così la rivalità fra loro (almeno per un po’ di tempo). Non è il loro migliore match ma è sempre un periodo imperdibile per quanto lo riguarda.

NWA World Heavyweight Title #1 Contendership: Abyss vs. AJ Styles vs. Jeff Hardy vs. Kip James vs. Lance Hoyt vs. Monty Brown vs. Rhino vs. Ron Killings vs. Sabu vs. Samoa Joe [Gauntlet Battle Royal]
Voto: 6/10. Non sono un fan delle sfide Battle Royal perché le vedo dispersive, tanti lottatori coinvolti e spesso diverse eliminazioni non hanno la giusta enfasi. Questa sfida non è da meno alla tradizione. Nel finale Abyss elimina Samoa Joe ed AJ Styles, ma è Rhino a vincere in 14 minuti e 19 secondi. Nulla di speciale, sicuramente un debole pre-main event per un evento così importante.

NWA World Heavyweight Title: Jeff Jarrett (c) vs. Rhino [Special Referee: Tito Ortiz]
Voto: 5/10. Rhino è al suo terzo match nell’evento e ottiene la sua terza vittoria in 5 minuti e 30 secondi, grazie anche all’aiuto dell’arbitro speciale Tito Ortiz (famosissimo lottatore delle MMA). Se viene preso come un main event vale ben poco, se invece lo considera nell’ottica della sorpresa con il tanto atteso cambio di titolo, allora la situazione cambia. Per quanto mi riguarda non mi è dispiaciuto vedere Rhino arrivare alla vetta, anche se è stato tutto costruito di fretta.

Scatta una mega rissa sul ring fra i supporter di Jeff Jarrett e i suoi nemici, ma ha il sopravvento il Team Canada con l’aiuto degli AMW. Rhino viene gettato in una bara, ma arriva il Team 3D (questo è il nome dei Dudley Boyz in TNA) a fare piazza pulita e salvarlo.

Voto finale: 6/10, credo che Bound For Glory sia ricordato per due fattori. Il primo è che si tratta della prima edizione dell’evento maggiore della federazione, il secondo è per le tre vittorie di Rhino in tre match, che lo portano al titolo NWA, un prestigio decisamente importante per la sua carriera. Ci sono due sfide assolutamente facili da raccomandare, il Monster’s Ball match, divertente e un po’ esagerato, e il match di 30 minuti fra AJ Styles e Christopher Daniels. Il resto è un semplice accompagnamento, fatto di alti e bassi. Questo primo Bound For Glory è sufficiente ma dimenticabile in una fase altamente positiva per la TNA, ormai vicina a un salto nella popolarità che andrà avanti per tutto il 2006.